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INTESA SANPAOLO: RISULTATI CONSOLIDATI AL 30 SETTEMBRE 2014

INTESA SANPAOLO VINCENTE, TRA LE BANCHE EUROPEE, NON SOLO NELL’ESERCIZIO DI ASSET QUALITY REVIEW E STRESS TEST  MA ANCHE NELL’AUMENTO DELLA REDDITIVITÀ, PIENAMENTE IN LINEA CON GLI OBIETTIVI DEL PIANO DI IMPRESA 2014-2017.

UTILE NETTO DEI PRIMI 9 MESI 2014 A OLTRE € 1,6 MLD SE SI ESCLUDE L’AUMENTO RETROATTIVO DELLA TASSAZIONE RELATIVA ALLA PARTECIPAZIONE IN BANCA D’ITALIA, UTILE NETTO CONTABILE A € 1,2 MLD.

ANDAMENTO POSITIVO DEGLI INTERESSI NETTI E FORTE CRESCITA DELLE COMMISSIONI (NEI PRIMI 9 MESI 2014 LE PIU’ ELEVATE DAL 2007) CON UNA SOSTENUTA DINAMICA DEL RISPARMIO GESTITO.

DIMINUZIONE DEGLI ACCANTONAMENTI, CHE RIFLETTONO IL MIGLIORAMENTO NEL TREND DEL CREDITO E INCLUDONO LE RETTIFICHE AGGIUNTIVE RICHIESTE DALL’ ASSET QUALITY REVIEW.

FLUSSI DI CREDITI DETERIORATI PROVENIENTI DA BONIS NEI PRIMI 9 MESI DEL 2014 I PIU’ BASSI DAL 2011.


  • ROBUSTO UTILE NETTO:
     OLTRE € 1,6 MLD NEI PRIMI 9 MESI 2014, ESCLUDENDO L’AUMENTO RETROATTIVO DELLA TASSAZIONE RELATIVA ALLA PARTECIPAZIONE IN BANCA D’ITALIA
     A € 1.203 MLN L’ UTILE CONTABILE NEI 9 MESI 2014, QUASI RADDOPPIATO VS 9 MESI 2013, NONOSTANTE UN’ ALIQUOTA FISCALE EFFETTIVA AL 52%
    • € 483 MLN NEL 3° TRIM. 2014

  • UTILE ANTE IMPOSTE IN FORTE CRESCITA:
    •  +65,5% VS 9 MESI 2013
     
      
  • RISULTATO DELLA GESTIONE OPERATIVA “CORE” IN SIGNIFICATIVO AUMENTO:
    • +14,9% VS 9 MESI 2013, ESCLUDENDO IL RISULTATO DELL’ATTIVITA’ DI NEGOZIAZIONE

  • ANDAMENTO POSITIVO DEGLI INTERESSI NETTI
    • +3,9% VS 9 MESI 2013

  • SOSTENUTA DINAMICA DELLE COMMISSIONI NETTE:
    • +9,9% VS 9 MESI 2013
     
  • COSTANTE CONTROLLO DEGLI ONERI OPERATIVI:
    • +1,4% VS 9 MESI 2013
  • DIMINUZIONE DEGLI ACCANTONAMENTI, CHE RIFLETTONO IL MIGLIORAMENTO NEL TREND DEL CREDITO E INCLUDONO LE RETTIFICHE AGGIUNTIVE RICHIESTE DALL’AQR:
    • ACCANTONAMENTI SU CREDITI A € 3.504 MLN NEI 9 MESI 2014 VS € 4.013 MLN NEI 9 MESI 2013 (-12,7%)
    • FLUSSI DI CREDITI DETERIORATI PROVENIENTI DA BONIS NEI 9 MESI 2014 I PIU’ BASSI DAI 9 MESI 2011, NETTI -18% E LORDI -17% VS 9 MESI 2013
  • ELEVATA PATRIMONIALIZZAZIONE, IN ULTERIORE MIGLIORAMENTO E LARGAMENTE SUPERIORE AI REQUISITI NORMATIVI; COMMON EQUITY RATIO, TENENDO CONTO DI €750 MLN DI DIVIDENDI MATURATI NEI 9 MESI 2014
    • 13,3% SECONDO I CRITERI TRANSITORI PER IL 2014 (1)
    • 13% SECONDO I CRITERI A REGIME (2), CON CAPITALE IN ECCESSO (3) DI €10,1  MLD, CHE SI CONFRONTA CON QUELLO DI € 12,7 MLD RISULTANTE DALL’ AQR (4) E DI € 10,9 MLD RISULTANTE DALLO STRESS TEST (5) 

______________________
(1) Includendo l’utile netto del terzo trimestre dopo la deduzione dei dividendi maturati nel trimestre; pari a 13,2% escludendolo.
(2) Stimato applicando ai dati di bilancio del 30 settembre 2014 i parametri indicati a regime, considerando  l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill, l’atteso assorbimento entro il 2019 delle DTA relative alle perdite pregresse e il Danish compromise (per cui gli investimenti assicurativi vengono trattati come attivi ponderati per il rischio anziché dedotti dal capitale, con un beneficio di 9 centesimi di punto).
(3) Rispetto a un requisito massimo del 9,5% richiesto dalla normativa Basilea 3 per le banche Global SIFI (4,5% Common Equity + 2,5% conservation buffer + 2,5% di massimo buffer Global SIFI attuale).
(4) Rispetto alla soglia dell’8% per l’AQR (la verifica della qualità degli attivi effettuata sulle banche europee da parte delle autorità preposte), considerando il capital gain derivante dalla partecipazione in Banca d’Italia e le altre misure patrimoniali realizzate nel 2014.
(5) Rispetto alla soglia del 5,5% per lo scenario avverso dello Stress Test (la simulazione dell’impatto di uno scenario macroeconomico negativo sulla solidità patrimoniale delle banche europee effettuata da parte delle autorità preposte), considerando il capital gain derivante dalla partecipazione in Banca d’Italia e le altre misure patrimoniali realizzate nel 2014.

 

DATI DI SINTESI:

 

PROVENTI OPERATIVI
NETTI:

3° TRIM. 2014
9 MESI 2014

-5,6% A € 4.206 MLN DA € 4.457 MLN DEL 2° TRIM. 2014;
+3,7% A € 12.771 MLN DA € 12.317 MLN DEI 9 MESI 2013

ONERI OPERATIVI:

3° TRIM. 2014
9 MESI 2014

+1,1% A € 2.067 MLN DA € 2.045 MLN DEL 2° TRIM. 2014;
+1,4% A € 6.198 MLN DA € 6.110 MLN DEI 9 MESI 2013

RISULTATO GESTIONE
OPERATIVA:

3° TRIM. 2014
9 MESI 2014

-11,3% A € 2.139 MLN DA € 2.412 MLN DEL 2° TRIM. 2014;
+5,9% A € 6.573 MLN DA € 6.207 MLN DEI 9 MESI 2013

RISULTATO CORRENTE
LORDO IMPOSTE:

3° TRIM. 2014
9 MESI 2014

-27,2% A € 888 MLN DA € 1.220 MLN DEL 2° TRIM. 2014;
+65,5% A € 3.061 MLN DA € 1.849 MLN DEI 9 MESI 2013

RISULTATO NETTO:

3° TRIM. 2014
9 MESI 2014

€ 483 MLN DA € 217 MLN DEL 2° TRIM. 2014;
€ 1.203 MLN DA € 640 MLN DEI 9 MESI 2013

COEFFICIENTI
PATRIMONIALI: 

COMMON EQUITY RATIO PRO-FORMA POST DIVIDENDI MATURATI (6) :
13% A REGIME (7) ;
13,3% CON CRITERI TRANSITORI PER IL 2014
(8)
 

 

 

Torino, Milano, 11 novembre 2014 – Si è Si è riunito oggi il Consiglio di Gestione di Intesa Sanpaolo, che ha approvato il resoconto intermedio consolidato al 30 settembre 2014 (9).  

Il Gruppo ha registrato un significativo miglioramento della redditività - pienamente in linea con gli obiettivi del Piano di Impresa 2014-2017 - nonostante il permanere di un contesto di mercato difficile, confermando la solidità dello stato patrimoniale, evidenziata anche dall’esercizio di Asset Quality Review e Stress Test, condotto dalla Banca Centrale Europea e dall’Autorità Bancaria Europea, in cui Intesa Sanpaolo è risultata tra le migliori banche europee:

 robusto utile netto: 1.642 milioni di euro nei primi nove mesi del 2014, se si esclude l’aumento retroattivo della tassazione - dal 12% al 26% - della plusvalenza registrata nel 2013 sulla quota detenuta in Banca d’Italia. L’utile netto contabile ammonta a 1.203 milioni nei nove mesi 2014 (+88% rispetto ai primi nove mesi del 2013), nonostante un’aliquota fiscale effettiva pari al 52%, e 483 milioni nel terzo trimestre 2014;
_________
(6) Assumendo come tali 750 milioni di euro, ossia il 75% del miliardo di euro indicato come obiettivo di distribuzione per l’esercizio 2014 nel Piano di Impresa 2014-2017.
(7) Stimato applicando ai dati di bilancio del 30 settembre 2014 i parametri indicati a regime, considerando  l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill, l’atteso assorbimento entro il 2019 delle DTA relative alle perdite pregresse e il Danish compromise (per cui gli  investimenti assicurativi vengono trattati come attivi ponderati per il rischio anziché dedotti dal capitale, con un beneficio di 9 centesimi di punto).
(8) Includendo l’utile netto del terzo trimestre dopo la deduzione dei dividendi maturati nel trimestre; pari a 13,2% escludendolo.
(9) Nota metodologica sul perimetro di consolidamento a pagina 21.
 
 

 ● utile ante imposte in forte crescita a 3.061milioni di euro nei primi nove mesi del 2014, +65,5% rispetto al primi nove mesi 2013;

● risultato della gestione operativa “core” in significativo aumento: +14,9% rispetto ai nove mesi 2013, escludendo il risultato dell’attività di negoziazione;

● risultato ante imposte positivo per tutte le business unit, con un apporto nei nove mesi 2014 di 891 milioni di euro da Retail Italia (10) (+138% rispetto ai nove mesi 2013), 493  milioni da Private Banking (11) (+20%), 422 milioni da Asset Management (12) (+35%), 640 milioni da Insurance (13) (+17%), 1.508 milioni da Corporate e Investment Banking (-12%) e 375 milioni da Banche Estere (+60%);

● forte crescita dell’ammontare di risparmio gestito: aumento di circa 32 miliardi di euro nei nove mesi, con circa 16 miliardi convertiti da raccolta amministrata;

● supporto all’economia reale: circa 24 miliardi di euro di nuovo credito a medio-lungo termine erogato a famiglie e imprese nei nove mesi 2014;

● andamento positivo degli interessi netti, 6.314 milioni nei nove mesi 2014, +3,9% rispetto ai nove mesi 2013;

● sostenuta dinamica delle commissioni nette: 4.960 milioni nei nove mesi 2014, le più elevate dal 2007, +9,9% rispetto ai nove mesi 2013;

● elevata efficienza, con un cost/income al 48,5% nei nove mesi 2014, tra i migliori nell’ambito delle maggiori banche europee;

● costante controllo degli oneri operativi: +1,4% nei nove mesi 2014 rispetto ai nove mesi 2013, con un aumento delle spese del personale (+3,6%) dovuto alla componente variabile delle retribuzioni, a fronte di un calo dell’1,8% delle altre spese amministrative;

● miglioramento nel trend del credito, con flussi di nuovi crediti deteriorati provenienti da crediti in bonis che nei nove mesi 2014 registrano il valore più basso dai 9 mesi 2011: flussi netti a 6,1 miliardi di euro nei nove mesi 2014, rispetto ai 7,4 miliardi dei nove mesi 2013 (-18%); flussi lordi a 9 miliardi di euro, rispetto ai 10,8 miliardi dei nove mesi 2013 (-17%);


__________
(10) Banca dei Territori escluse: Intesa Sanpaolo Private Banking, Assicurazioni, Sirefid e Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse).
(11) Banca Fideuram esclusa Fideuram Asset Management Ireland, Intesa Sanpaolo Private Banking, Sirefid e Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse).
(12) Eurizon Capital e Fideuram Asset Management Ireland.
(13) Intesa Sanpaolo Vita, Intesa Sanpaolo Previdenza e Fideuram Vita.


 
● diminuzione degli accantonamenti che riflette il miglioramento del trend del credito:
stanziamenti a fronte dei rischi creditizi per 3.504 milioni di euro nei nove mesi 2014 - in diminuzione del 12,7% rispetto ai 4.013 milioni dei nove mesi 2013 - che includono le rettifiche richieste dall’AQR; a fronte di un ammontare complessivo di 466 milioni di rettifiche aggiuntive su crediti deteriorati rilevato dall’AQR per il campione di crediti analizzati con riferimento al 31 dicembre 2013, circa 200 milioni erano già inclusi negli accantonamenti del primo semestre 2014, circa 190 milioni sono inclusi in quelli del terzo trimestre 2014 e la restante parte non deve essere effettuata, perché riguardante posizioni nel frattempo rientrate in bonis o rimborsate o cedute o, comunque, oggetto di comprovati miglioramenti,
- un livello di copertura specifica dei crediti deteriorati al 47,2% a fine settembre 2014, rispetto al 46% di fine 2013 (media dei concorrenti italiani: 37% nel secondo trimestre 2014), con una copertura specifica della componente costituita dalle sofferenze salita al 63,3% a fine settembre 2014 dal 62,5% di fine 2013,
- un livello di copertura complessiva dei crediti deteriorati, considerando le garanzie reali, pari al 135% a fine settembre 2014 (al 156% considerando anche le garanzie personali), con una copertura complessiva della componente costituita dalle sofferenze pari al 135% (al 155% considerando anche le garanzie personali),
- un robusto buffer di riserva sui crediti in bonis, pari a 84 centesimi di punto a fine settembre 2014 rispetto agli 80 centesimi di fine 2013 (media dei concorrenti italiani: 55 centesimi di punto nel secondo trimestre 2014);

● patrimonializzazione molto solida e in ulteriore miglioramento: ulteriormente rafforzati i coefficienti patrimoniali (già su livelli largamente superiori ai requisiti normativi) al 30 settembre 2014, tenendo conto dei dividendi maturati nei nove mesi per l’esercizio 2014(14). Il Common Equity ratio pro-forma Basilea 3 a regime è salito al 13%(15), dal 12,3% di fine 2013, livello top tra le maggiori banche europee ed equivalente a capitale in eccesso (16) di 10,1 miliardi di euro, che si confronta con quello di 12,7 miliardi risultante dall’AQR (17) e di 10,9 miliardi risultante dallo Stress Test (18).  Il Common Equity ratio secondo i criteri transitori in vigore per il 2014 è risultato pari al 13,3% (19), rispetto all’ 11,9% pro-forma di fine 2013;
________________
(14) Assumendo come tali 75 milioni di euro, ossia il 75% del miliardo di euro indicato come obiettivo di distribuzione per l’esercizio 2014 nel Piano di Impresa 2014-2017.
(15) Stimato applicando ai dati di bilancio del 30 settembre 2014 i parametri indicati a regime, considerando  l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill, l’atteso assorbimento entro il 2019 delle DTA relative alle perdite pregresse e il Danish compromise (per cui gli  investimenti assicurativi vengono trattati come attivi ponderati per il rischio anziché dedotti dal capitale, con un beneficio di 9 centesimi di punto).
(16) Rispetto a un requisito massimo del 9,5% richiesto dalla normativa Basilea 3 per le banche Global SIFI (4,5% Common Equity + 2,5% conservation buffer + 2,5% di massimo buffer Global SIFI attuale).
(17) Rispetto alla soglia dell’8% per l’AQR (la verifica della qualità degli attivi effettuata sulle banche europee da parte delle autorità preposte); considerando il capital gain derivante dalla partecipazione in Banca d’Italia e le altre misure patrimoniali realizzate nel 2014.
(18) Rispetto alla soglia del 5,5% per lo scenario avverso dello Stress Test (la simulazione dell’impatto di uno scenario macroeconomico negativo sulla solidità patrimoniale delle banche europee effettuata da parte delle autorità preposte); considerando il capital gain derivante dalla partecipazione in Banca d’Italia e le altre misure patrimoniali realizzate nel 2014.
(19) Includendo l’utile netto del terzo trimestre dopo la deduzione dei dividendi maturati nel trimestre; pari a 13,2% escludendolo.
 
● elevata liquidità e forte capacità di funding: attività liquide per 102 miliardi di euro ed elevata disponibilità di attivi stanziabili presso le Banche Centrali, corrispondenti a una liquidità di 81 miliardi, a fine settembre 2014; rispettati già oggi i requisiti di liquidità Liquidity Coverage Ratio e Net Stable Funding Ratio di Basilea 3, in largo anticipo sulle date previste per l’entrata in vigore a regime (2019 e 2018, rispettivamente); Intesa Sanpaolo “non dipendente” dalla BCE: nel terzo trimestre del 2014 mediamente in essere 3,1 miliardi di euro di operazioni di finanziamento con BCE per ottimizzare il costo del funding  (9,9 miliardi mediamente in essere nel primo trimestre 2014 e 5 miliardi nel secondo trimestre), costituite per 2,8 miliardi da operazioni standard di mercato aperto con scadenza a una settimana e per 0,3 miliardi dall’operazione TLTRO con scadenza quadriennale cui il Gruppo ha partecipato a fine settembre per 4 miliardi;

● molteplici iniziative del Piano di Impresa già ben avviate, con un forte coinvolgimento delle persone:
nuova struttura organizzativa del Gruppo: costituzione di tre nuove Divisioni (Private Banking, Asset Management e Insurance) e della Capital Light Bank;
nuova struttura organizzativa della Divisione Banca dei Territori: nuovo modello di servizio, con la creazione di tre catene del valore commerciali specializzate (Retail, Personal e Imprese), la creazione di circa 1.200 nuovi ruoli manageriali e l’innovazione del modello di servizio per le imprese; costituzione della nuova Area Sales e Marketing; nomina di una nuova generazione di Direttori Regionali e di responsabili dell’attività di Sales e Marketing (mediamente di dieci anni più giovane rispetto alla precedente generazione);
nuova struttura organizzativa della Divisione Corporate e Investment Banking:  modello focalizzato sui settori, per evolvere da partner finanziario ad advisor industriale, con quattro Direzioni (International Network e Global Industries, Corporate e Public Finance, Global Banking & Transaction, Merchant Banking) e Banca IMI, la banca d’investimento del Gruppo Intesa Sanpaolo;
New Growth Bank: introdotto il modello di business “specializzato” di Banca 5® in circa 1.400 filiali, con circa 2.000 gestori dedicati e ricavi per cliente già aumentati da 70 a oltre 80 euro; nuovi processi multicanale testati con successo e clienti multicanale aumentati di oltre 370 mila nei nove mesi  a 4,8 milioni (la prima banca multicanale in Italia); sviluppati il nuovo modello commerciale e l’offerta di prodotti del Polo della Finanza di Impresa (nuovo Mediocredito Italiano); in corso di implementazione a livello di Gruppo la nuova strategia per il Transaction Banking; lanciata un’iniziativa dedicata ai clienti High Net Worth nel Polo del Private Banking;
 
Core Growth Bank: avviati la nuova segmentazione e il nuovo modello di servizio per i clienti affluent della Divisione Banche Estere; proseguono le iniziative di controllo dei costi (13 filiali chiuse nel terzo trimestre del 2014, per un totale di 218 nei primi nove mesi del 2014); semplificazione delle entità giuridiche: già realizzate la riduzione - nell’attività di leasing, factoring, credito specialistico e consulenza -  da 7 fabbriche di prodotto a una sola (nuovo Mediocredito Italiano) e 2 delle 11 fusioni di banche regionali previste entro il 2015; implementato il modello Asset Light nel Corporate e Investment Banking, con benefici in termini di cross selling;
Capital Light Bank: già conseguiti circa 2,5 miliardi di euro di riduzione degli attivi non strategici; ottimizzazione del modello di interazione tra la Re.o.Co. (Real Estate Owned Company) e l’unità dedicata al recupero dei crediti deteriorati, per la gestione di asset costituiti a garanzia;
persone e investimenti: in corso di realizzazione il programma “Big Financial Data” per la gestione integrata dei dati commerciali e finanziari; costituito il “Centro per l’Innovazione”, per la formazione e lo sviluppo di nuovi prodotti, processi e della “filiale ideale”, presso la nuova Torre Intesa Sanpaolo a Torino e nominato il Chief Innovation Officer; attuato il piano di investimento destinato ai dipendenti.
 

I risultati di conto economico del terzo trimestre 2014


Il conto economico consolidato del terzo trimestre 2014(20) registra proventi operativi netti pari a 4.206 milioni di euro, in diminuzione del 5,6% rispetto ai 4.457 milioni del secondo trimestre 2014 e in aumento dell’ 1,7% rispetto ai 4.135 milioni del terzo trimestre 2013.

In quest’ambito, nel terzo trimestre 2014 gli interessi netti ammontano a 2.110 milioni, in aumento dello 0,3% rispetto ai 2.104 milioni del secondo trimestre 2014 e del 4,1% rispetto ai 2.026 milioni del terzo trimestre 2013.
 
Le commissioni nette sono pari a 1.649 milioni di euro, in diminuzione del 4,5% rispetto ai 1.727 milioni del secondo trimestre 2014. In dettaglio, si registra una diminuzione dello 0,7% delle commissioni da attività bancaria commerciale e del 7,1% delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza (risparmio gestito, prodotti assicurativi, collocamento titoli,...), nel cui ambito la componente relativa a intermediazione e collocamento di titoli scende del 45,3%, quella relativa ai prodotti assicurativi cala del 3,3% e quella relativa al risparmio gestito cresce del 3%. Le commissioni nette del terzo trimestre 2014 sono in aumento dell’ 11,5% rispetto ai 1.479 milioni del terzo trimestre 2013. In dettaglio, si registra una crescita del 4,2% per le commissioni da attività bancaria commerciale e del 22,3% per quelle da attività di gestione, intermediazione e consulenza, nel cui ambito l’apporto da risparmio gestito sale del 37,8%, quello da prodotti assicurativi aumenta del 15,8% e quello da intermediazione e collocamento di titoli diminuisce del 10,3%. 
_________
(20)  In occasione della redazione del resoconto intermedio al 30 settembre 2008, sono intervenute - a seguito della crisi finanziaria internazionale - alcune modifiche nei principi contabili internazionali IAS, omologate dalla Commissione Europea, che in estrema sintesi hanno consentito di riclassificare - in determinate circostanze che si configurino come eventi inusuali - strumenti finanziari non quotati, o non più quotati, in un mercato attivo e non più detenuti per finalità di negoziazione o disponibili per la vendita: in particolare dalla categoria degli strumenti di trading  a quella delle attività disponibili per la vendita o delle attività detenute fino alla scadenza o dei finanziamenti e crediti e dalla categoria delle attività disponibili per la vendita a quella dei finanziamenti e crediti. Il Gruppo ha effettuato - in larga misura sulla base dei prezzi al 1° luglio 2008 - una riclassificazione di attività finanziarie detenute ai fini di negoziazione per 825 milioni a finanziamenti e crediti e per 2 milioni ad attività finanziarie disponibili per la vendita; il Gruppo ha anche effettuato una riclassificazione di attività finanziarie disponibili per la vendita per 5.692 milioni a finanziamenti e crediti. Senza queste riclassificazioni si sarebbe registrato un impatto positivo ante imposte sul risultato dell’attività di negoziazione del terzo trimestre 2014 pari a 15 milioni (un impatto positivo di 69 milioni nei primi nove mesi 2014, di 94 milioni nell’esercizio 2013 e di 135 milioni nell’esercizio 2012, negativo di 11 milioni nel 2011, positivo di 92 milioni nel 2010 e di 73 milioni nel 2009, negativo di 460 milioni nel 2008) e un impatto negativo ante imposte direttamente sul patrimonio netto al 30 settembre 2014 pari a 1.048 milioni (con un impatto negativo di  27 milioni nel terzo trimestre 2014 e positivo di 232  milioni nei primi nove mesi 2014).
 

Il risultato dell’attività di negoziazione è pari a 136 milioni di euro rispetto ai 409 milioni del secondo trimestre 2014 (comprendenti 161 milioni di dividendi provenienti dalla quota detenuta in Banca d’Italia), con la componente relativa alla clientela che diminuisce a 53 milioni da 84 milioni, quella di capital markets e attività finanziarie AFS che scende a 8 milioni da 41 milioni, quella dell’attività di proprietary trading e tesoreria che diminuisce a 66 milioni da 268 milioni (comprensivi dei predetti 161 milioni di dividendi) e quella dei prodotti strutturati di credito che flette a 9 milioni da 15 milioni. Il risultato dell’attività di negoziazione di 136 milioni del terzo trimestre 2014 si confronta con 400 milioni del terzo trimestre 2013 (comprendenti 193 milioni di plusvalenze derivanti da buyback e scambio di titoli propri), trimestre in cui l’apporto della componente relativa alla clientela era stato di 92 milioni, quello della componente di capital markets e attività finanziarie AFS di 5 milioni, quello dell’attività di proprietary trading e tesoreria di 295 milioni (comprendenti le predette plusvalenze) e quello dei prodotti strutturati di credito di 9 milioni. Senza la riclassificazione IAS - effettuata in anni passati - di attività finanziarie detenute ai fini di negoziazione a finanziamenti e crediti e ad attività finanziarie disponibili per la vendita, si sarebbe registrato un impatto positivo ante imposte sul risultato dell’attività di negoziazione del terzo trimestre 2014 pari a 15 milioni.

Il risultato dell’attività assicurativa ammonta a 237 milioni di euro, rispetto ai 248 milioni del secondo trimestre 2014 e ai 203 milioni del terzo trimestre 2013.

Gli oneri operativi ammontano a 2.067 milioni di euro, con un aumento dell’ 1,1% rispetto ai 2.045 milioni del secondo trimestre 2014 a seguito di una crescita del 3% per le spese del personale e del 2,4% per gli ammortamenti e di una diminuzione del 2,7% per le spese amministrative; gli oneri operativi del terzo trimestre 2014 risultano in crescita dell’ 1,9% rispetto ai 2.029 milioni del corrispondente trimestre 2013, a seguito di un aumento del 4,3% per le spese del personale (che nel terzo trimestre 2014 includono pro-quota gli incentivi per supportare la crescita) e di una diminuzione del 2% per le spese amministrative e dello 0,6% per gli ammortamenti.

Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 2.139 milioni di euro, in diminuzione  dell’ 11,3% rispetto ai 2.412 milioni del secondo trimestre 2014 e in aumento dell’ 1,6% rispetto ai 2.106 milioni del terzo trimestre 2013, con un cost/income ratio nel terzo trimestre 2014 al 49,1%, rispetto al 45,9% del secondo trimestre 2014 e al 49,1% del terzo trimestre 2013.

Il complesso degli accantonamenti e delle rettifiche di valore nette (accantonamenti per rischi e oneri, rettifiche su crediti e rettifiche su altre attività) è pari a 1.324 milioni di euro, rispetto ai 1.427 milioni del secondo trimestre 2014 e ai 1.498 milioni del terzo trimestre 2013. Gli accantonamenti per rischi e oneri ammontano a 12 milioni, rispetto ai 181 milioni del secondo trimestre 2014 (comprensivi di 65 milioni derivanti dall’emanazione di una legge in Ungheria, che ha stabilito il rimborso alla clientela dello spread bid/offer applicato ai crediti retail in valuta estera per il locale sistema bancario e quindi anche per la controllata del Gruppo nel Paese, CIB Bank) e al milione del terzo trimestre 2013; le rettifiche nette su crediti sono pari a 1.248 milioni, rispetto ai 1.179 milioni del secondo trimestre 2014 e ai 1.465 milioni del terzo trimestre 2013; le rettifiche nette su altre attività sono pari a 64 milioni, rispetto ai 67 milioni del secondo trimestre 2014 e ai 32 milioni del terzo trimestre 2013.
 
La voce utili/perdite su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti registra un saldo positivo di 73 milioni di euro, rispetto ai 235 milioni del secondo trimestre 2014 (che includevano 220 milioni di plusvalenze complessive derivanti dalle operazioni SIA e NH Hoteles) e al saldo negativo di 35 milioni del terzo trimestre 2013.

Il risultato corrente al lordo delle imposte è pari a 888 milioni di euro, rispetto ai 1.220 milioni del secondo trimestre 2014 e ai 573 milioni del terzo trimestre 2013.

Il risultato netto consolidato è pari a 483 milioni di euro, rispetto ai 217 milioni nel secondo trimestre 2014 e ai 218 milioni del terzo trimestre 2013, dopo la contabilizzazione di:
- imposte per 322 milioni di euro;
- oneri di integrazione e di incentivazione all’esodo (al netto delle imposte) per 9 milioni;
- oneri derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione (al netto delle imposte) per 49 milioni;
- perdite delle attività non correnti in via di dismissione (al netto delle imposte) per 11 milioni; 
- una quota di utili di pertinenza di terzi per 14 milioni.


I risultati di conto economico dei primi nove mesi del 2014


Il conto economico consolidato dei primi nove mesi del 2014 registra proventi operativi netti pari a 12.771 milioni di euro, in aumento del 3,7% rispetto agli 12.317 milioni dei nove mesi 2013.

In quest’ambito, nei nove mesi 2014 gli interessi netti ammontano a 6.314 milioni, in aumento del 3,9% rispetto ai 6.078 milioni dei nove mesi 2013.

Le commissioni nette sono pari a 4.960 milioni di euro, in crescita del 9,9% rispetto ai 4.512 milioni dei nove mesi 2013. In dettaglio, si registra un aumento del 4,6% delle commissioni da attività bancaria commerciale e del 21,2% delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza (risparmio gestito, prodotti assicurativi, collocamento titoli,...), nel cui ambito la componente relativa al risparmio gestito cresce del 28,6%, quella relativa ai prodotti assicurativi del 17,8% e quella relativa a intermediazione e collocamento di titoli del 12,7%.
 
Il risultato dell’attività di negoziazione è pari a 696 milioni di euro (comprendenti 161 milioni di dividendi provenienti dalla quota detenuta in Banca d’Italia) rispetto ai 1.090 milioni dei nove mesi 2013 (comprendenti 193 milioni di plusvalenze derivanti da buyback e scambio di titoli propri), con la componente relativa alla clientela che diminuisce a 199 milioni da 263 milioni, quella di capital markets e attività finanziarie AFS che scende a 91 milioni da 162 milioni, quella dell’attività di proprietary trading e tesoreria che diminuisce a 372 milioni (comprensivi dei predetti dividendi) da 590 milioni (comprensivi delle predette plusvalenze) e quella dei prodotti strutturati di credito che scende a 34 milioni da 76 milioni. Senza la riclassificazione IAS - effettuata in anni passati - di attività finanziarie detenute ai fini di negoziazione a finanziamenti e crediti e ad attività finanziarie disponibili per la vendita, si sarebbe registrato un impatto positivo ante imposte sul risultato dell’attività di negoziazione dei nove mesi 2014 pari a 69 milioni.

Il risultato dell’attività assicurativa ammonta a 736 milioni di euro, rispetto ai 648 milioni dei nove mesi 2013.

Gli oneri operativi ammontano a 6.198 milioni di euro, con un aumento dell’ 1,4% rispetto ai 6.110 milioni dei nove mesi 2013 a seguito di una crescita del 3,6% per  le spese del personale (che nei primi nove mesi del 2014 includono pro-quota gli incentivi per supportare la crescita) e di una diminuzione dell’ 1,8% per le spese amministrative e dell’ 1,2% per gli ammortamenti.


Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 6.573 milioni di euro, in crescita del 5,9% rispetto ai 6.207 milioni dei nove mesi 2013, con un cost/income ratio nei primi nove mesi del 2014 in miglioramento al 48,5% dal 49,6% dei nove mesi 2013.

Il complesso degli accantonamenti e delle rettifiche di valore nette (accantonamenti per rischi e oneri, rettifiche su crediti e rettifiche su altre attività) è pari a 3.895 milioni di euro, rispetto ai 4.325 milioni dei nove mesi 2013. Gli accantonamenti per rischi e oneri ammontano a 248 milioni (comprensivi di 65 milioni a fronte del rimborso alla clientela da parte della controllata CIB Bank dello spread bid/offer applicato ai crediti retail in valuta estera), rispetto a 65 milioni dei nove mesi 2013; le rettifiche nette su crediti sono pari a 3.504 milioni, rispetto ai 4.013 milioni dei nove mesi 2013; le rettifiche nette su altre attività sono pari a 143 milioni, rispetto ai 247 milioni dei nove mesi 2013.

La voce utili/perdite su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti registra un saldo positivo di 383 milioni di euro (comprendenti 279 milioni di plusvalenze complessive derivanti dalle operazioni Pirelli, SIA e NH Hoteles), rispetto al saldo negativo di 33 milioni dei nove mesi 2013.

Il risultato corrente al lordo delle imposte è pari a 3.061 milioni di euro, in crescita del 65,5% rispetto ai 1.849 milioni dei nove mesi 2013.

 
Il risultato netto consolidato è pari a 1.203 milioni di euro, in crescita dell’ 88% rispetto ai 640 milioni  dei nove mesi 2013, dopo la contabilizzazione di:
- imposte per 1.598 milioni di euro (comprensivi di 443 milioni relativi all’aumento dell’aliquota sulla plusvalenza derivante dalla quota detenuta in Banca d’Italia);
- oneri di integrazione e di incentivazione all’esodo (al netto delle imposte) per 29 milioni;
- oneri derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione (al netto delle imposte) per 148 milioni;
- perdite delle attività non correnti in via di dismissione (al netto delle imposte) per 33 milioni; 
- una quota di utili di pertinenza di terzi per 50 milioni.


Lo stato patrimoniale al 30 settembre 2014

Per quanto riguarda lo stato patrimoniale consolidato, al 30 settembre 2014 i crediti verso la clientela sono pari a 337 miliardi di euro, in diminuzione dell’ 1,9% rispetto al 31 dicembre 2013 e del 3,5% rispetto al 30 settembre 2013 (del 7% se si considerano i volumi medi dei nove mesi anziché quelli di fine periodo). Il complesso dei crediti deteriorati (in sofferenza, incagliati, ristrutturati e scaduti/sconfinanti) ammonta - al netto delle rettifiche di valore - a 32.617 milioni di euro, in aumento del 5,3% rispetto ai 30.987 milioni del 31 dicembre 2013. In quest’ambito, i crediti in sofferenza crescono a 13.644 milioni di euro rispetto ai 12.899 milioni del 31 dicembre 2013, con un’incidenza sui crediti complessivi pari al 4% (3,8% al 31 dicembre 2013) e un grado di copertura del 63,3% (62,5% a fine 2013). Considerando, oltre alle rettifiche specifiche, anche il valore delle garanzie relative alle sofferenze, il grado di copertura complessivo delle stesse è pari al 135% includendo le garanzie reali e al 155% includendo anche le garanzie personali. Gli incagli salgono a 15.014 milioni di euro da 13.815 milioni di dicembre 2013, i ristrutturati si attestano a 2.321 milioni rispetto a 2.315 milioni di fine 2013 e i crediti scaduti/sconfinanti scendono a 1.638 milioni di euro da 1.958 milioni di fine 2013.

Le attività finanziarie della clientela risultano pari a 832 miliardi di euro (dopo le elisioni per le componenti che costituiscono sia raccolta diretta sia raccolta indiretta), in crescita del 3,5% rispetto al 31 dicembre 2013 e del 5,9% rispetto al 30 settembre 2013. Nell’ambito delle attività finanziarie della clientela, la raccolta diretta bancaria ammonta a 373 miliardi, in aumento dello 0,3% rispetto al 31 dicembre 2013 e del 2,6% rispetto al 30 settembre 2013, e il complesso di raccolta diretta assicurativa e riserve tecniche è pari a 111 miliardi, in aumento del 18,5% rispetto al 31 dicembre 2013 e del 23,5% rispetto al 30 settembre 2013; la raccolta indiretta ammonta a 457 miliardi, in aumento del 6,3% rispetto a fine 2013 e dell’ 8,7% rispetto al 30 settembre 2013. L’ammontare di risparmio gestito raggiunge i 291 miliardi, in aumento del 12,5% rispetto al 31 dicembre 2013 e del 16,3% rispetto al 30 settembre 2013; la nuova produzione vita nei nove mesi 2014 ammonta a 19,2 miliardi di euro (+36,7% rispetto ai primi nove mesi del 2013). La raccolta amministrata è pari a 167 miliardi, in flessione del 3% rispetto al 31 dicembre 2013 e del 2,5% rispetto al 30 settembre 2013.

 
I coefficienti patrimoniali al 30 settembre 2014  - calcolati applicando le regole di Basilea 3 secondo i criteri transitori in vigore per il 2014, tenendo conto dei dividendi maturati nei nove mesi per l’esercizio 2014 (21) - risultano pari a:
- 13,3% per il Common Equity ratio (22) (11,9% pro-forma a fine 2013),
- 13,8% per il Tier 1 ratio (23) (12,3% pro-forma a fine 2013),
- 17,5% per il coefficiente patrimoniale totale (24) (15,1% pro-forma a fine 2013).
I coefficienti pro-forma al 31 dicembre 2013, per la normativa allora applicabile, escludevano il beneficio derivante dalla partecipazione in Banca d’Italia.

La stima del common equity ratio pro-forma del Gruppo secondo i criteri Basilea 3 a regime è pari al 13% (12,3% al 31 dicembre 2013), applicando ai dati di bilancio del 30 settembre 2014 i parametri indicati a regime e considerando l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill, l’atteso assorbimento entro il 2019 delle DTA relative alle perdite pregresse e il Danish compromise (per cui gli  investimenti assicurativi vengono trattati come attivi ponderati per il rischio anziché dedotti dal capitale, con un beneficio di 9 centesimi di punto).

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Le scelte strategiche perseguite hanno permesso a Intesa Sanpaolo di confermarsi come uno dei gruppi bancari più solidi a livello internazionale, i cui punti di forza - oltre a quanto precedentemente detto in merito alla qualità dei crediti e al livello dei coefficienti patrimoniali - sono costituiti da: 
● robusta liquidità:
- elevata disponibilità di attivi stanziabili presso le Banche Centrali (inclusi gli attivi stanziabili ricevuti a collaterale ed esclusi quelli dati a collaterale), pari a un livello corrispondente a una liquidità di 81 miliardi di euro a fine settembre 2014,
- elevato ammontare di attività liquide (costituite da attivi stanziabili disponibili - esclusi gli attivi stanziabili ricevuti a collaterale - e attivi stanziabili dati a collaterale), pari a 102 miliardi di euro a fine settembre 2014,
- le operazioni di finanziamento con BCE per ottimizzare il costo del funding sono ammontate mediamente nel terzo trimestre del 2014 a 3,1 miliardi di euro  (9,9 miliardi mediamente nel primo trimestre 2014 e 5 miliardi nel secondo trimestre), costituite per 2,8 miliardi da operazioni standard di mercato aperto con scadenza a una settimana e per 0,3 miliardi dall’operazione TLTRO con scadenza quadriennale cui il Gruppo ha partecipato a fine settembre per 4 miliardi,
- fonti di raccolta stabili e ben diversificate, con raccolta diretta - bancaria - da clientela (inclusi i titoli emessi) costituita per il 74% dalla componente retail,

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(21) Assumendo come tali 750 milioni di euro, ossia il 75% del miliardo di euro indicato come obiettivo di distribuzione per l’esercizio 2014 nel Piano di Impresa 2014-2017.
(22) Includendo l’utile netto del terzo trimestre dopo la deduzione dei dividendi maturati nel trimestre; pari a 13,2% escludendolo.
(23) Includendo l’utile netto del terzo trimestre dopo la deduzione dei dividendi maturati nel trimestre; pari a 13,7% escludendolo.
(24) Includendo l’utile netto del terzo trimestre dopo la deduzione dei dividendi maturati nel trimestre; pari a 17,3% escludendolo.
 

- ad oggi effettuata raccolta a medio lungo termine per circa 18 miliardi, di cui 7 miliardi relativi alla componente retail, ed è già stato rifinanziato interamente l’ammontare wholesale in scadenza nell’intero 2014,
- nei primi nove mesi dell’anno sono stati collocati sui mercati internazionali eurobond per 3,75 miliardi di euro, covered bond per 1,25 miliardi di euro, US bond per 4,5 miliardi di dollari e titoli in Renminbi per 650 milioni (la domanda, per oltre l'80% estera, in media ha superato il target di oltre il 140%);
● leverage contenuto:
leverage molto più basso e un rapporto tra patrimonio netto tangibile e attivo tangibile tra i migliori nel confronto con i principali gruppi bancari europei;
● basso profilo di rischio:
- a fine settembre 2014, il portafoglio titoli di proprietà del Gruppo includeva titoli governativi (emessi da amministrazioni centrali e locali) greci per 75 milioni di euro, irlandesi per 123 milioni e portoghesi per 42 milioni.

 
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Il Gruppo ha un’esposizione lorda e netta al rischio verso prodotti strutturati di credito con sottostanti attività US Subprime per 3 milioni di euro al 30 settembre 2014. Un’informativa in merito ai prodotti strutturati di credito detenuti dal Gruppo viene riportata - come di consueto - nel resoconto approvato dal Consiglio di Gestione.

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Al 30 settembre 2014, la struttura operativa del Gruppo Intesa Sanpaolo si articola in 5.942 sportelli bancari - di cui 4.533 in Italia e 1.409 all’estero - con 89.588 dipendenti.

 
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I risultati per area di Business 

La Divisione Corporate e Investment Banking comprende:
- Global Industries, cui compete la relazione con 200 gruppi industriali (50 italiani e 150 esteri) con un elevato livello di internazionalizzazione e che operano in sei settori chiave con elevato potenziale di crescita (oil & gas, power & utilities, automotive, infrastructures, telecom & media, luxury & consumer goods);
- Corporate e Public Finance, cui compete la relazione con circa 700 aziende italiane di grandi e medie dimensioni e che opera altresì al servizio della clientela Stato, enti pubblici, enti locali, università, public utilities, general contractor e sanità pubblica e privata;
- Direzione Internazionale, cui compete la relazione con i gruppi corporate aventi casa madre estera non appartenenti al segmento Global Industries e con i clienti Public Finance esteri e cui è inoltre affidata la responsabilità delle filiali estere, degli uffici di rappresentanza e delle società estere corporate (Société Européenne de Banque e Intesa Sanpaolo Bank Ireland), nonché l’assistenza specialistica per il sostegno ai processi di internazionalizzazione delle aziende italiane e per il sostegno all’export;
- Global Banking & Transaction, cui compete la relazione con le istituzioni finanziarie, la gestione dei servizi transazionali relativi ai sistemi di pagamento, dei prodotti e servizi di trade e export finance, nonché la custodia e il regolamento di titoli italiani (local custody);
- Banca IMI, deputata all’attività di investment banking, ossia di realizzazione di prodotti di finanza strutturata e di consulenza nel campo del M&A per la clientela del Gruppo, e a quella di capital markets per i clienti del Gruppo e gli operatori istituzionali nelle attività di market making;
- Merchant Banking, che opera nel comparto del private equity anche tramite le società Private Equity International (PEI) e IMI Investimenti.
Nel perimetro della Divisione rientra inoltre l’attività di gestione del portafoglio proprietario del Gruppo.

La Divisione Corporate e Investment Banking nel terzo trimestre 2014 registra:
- proventi operativi netti per 670 milioni di euro, in diminuzione del 26,6% rispetto ai 914 milioni del secondo trimestre 2014;
- oneri operativi per 216 milioni, in aumento del 6,7% rispetto ai 202 milioni del secondo trimestre 2014;
- un risultato della gestione operativa di 455 milioni, in diminuzione del 36,1% rispetto ai 712 milioni del secondo trimestre 2014;
- un cost/income ratio al 32,2% rispetto al 22,1% del secondo trimestre 2014;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette pari a 126 milioni rispetto ai 216 milioni del secondo trimestre 2014;
- un saldo netto su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti positivo per 60 milioni, rispetto ai 5 milioni del secondo trimestre 2014;
- un risultato corrente al lordo delle imposte pari a 388 milioni, in diminuzione del 22,7% rispetto ai 502 milioni del secondo trimestre 2014;
- un risultato netto pari a 273 milioni rispetto ai 367 milioni del secondo trimestre 2014 (-25,8%).

La Divisione Corporate e Investment Banking nei primi nove mesi del 2014 registra:
- proventi operativi netti per 2.470 milioni di euro, pari a circa il 19% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (21% nei nove mesi 2013), in diminuzione del 5,7% rispetto ai 2.619 milioni dei nove mesi 2013;
- oneri operativi per 631 milioni, in aumento del 6,1% rispetto ai 595 milioni dei nove mesi 2013;
- un risultato della gestione operativa di 1.839 milioni, in diminuzione del 9,1% rispetto ai 2.024 milioni dei nove mesi 2013;
- un cost/income ratio al 25,5%, rispetto al 22,7% dei nove mesi 2013;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette pari a 443 milioni rispetto ai 331 milioni dei nove mesi 2013;
- un saldo netto su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti positivo per 112 milioni, rispetto ai 14 milioni dei nove mesi 2013;
- un risultato corrente al lordo delle imposte pari a 1.508 milioni, in diminuzione dell’11,7% rispetto ai 1.707 milioni dei nove mesi 2013;
- un risultato netto pari a 1.053 milioni rispetto ai 1.149 milioni dei nove mesi 2013 (-8,4%).

La Divisione Banca dei Territori include:
- clientela Privati, costituita da famiglie (clienti privati con attività finanziarie fino a 100.000 euro), personal (clienti privati con attività finanziarie da 100.000 euro a un milione di euro), small business (attività/aziende con fatturato inferiore a 2,5 milioni e con accordato inferiore a un milione di euro);
- clientela Imprese, costituta da aziende con volume d’affari compreso tra 2,5 e 350 milioni;
- clientela Private, costituita da clienti privati con attività finanziarie per oltre un milione di euro.
Nella Divisione sono inoltre incluse Intesa Sanpaolo Private Banking, la società del Gruppo dedicata alla clientela Private, Banca Prossima, che opera - attraverso le filiali del Gruppo con presidi locali e specialisti dedicati - al servizio degli enti nonprofit, e società prodotto quali Mediocredito Italiano, che è il Polo della Finanza di Impresa, Intesa Sanpaolo Vita e Intesa Sanpaolo Previdenza, operanti nel comparto assicurativo e previdenziale, la società fiduciaria Sirefid, Intesa Sanpaolo Personal Finance, specializzata nel credito al consumo,  e Setefi, specializzata nella gestione dei pagamenti elettronici.

La Divisione Banca dei Territori nel terzo trimestre 2014 registra:
- proventi operativi netti per 2.742 milioni di euro, in diminuzione del 4,3% rispetto ai 2.864 milioni del secondo trimestre 2014;
- oneri operativi per 1.328 milioni, in aumento dello 0,5% rispetto ai 1.321 milioni del secondo trimestre 2014;
- un risultato della gestione operativa di 1.414 milioni, in diminuzione dell’ 8,3% rispetto ai 1.543 milioni del secondo trimestre 2014;
- un cost/income ratio al 48,4% rispetto al 46,1% del secondo trimestre 2014;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette pari a 985 milioni rispetto agli 875 milioni del secondo trimestre 2014;
- un risultato corrente al lordo delle imposte pari a 430 milioni, in diminuzione del 35,6% rispetto ai 668 milioni del secondo trimestre 2014;
- un risultato netto pari a 268 milioni rispetto ai 387 milioni del secondo trimestre 2014 (-30,9%).

La Divisione Banca dei Territori nei primi nove mesi del 2014 registra:
- proventi operativi netti per 8.470 milioni di euro, pari a circa il 66% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (68% nei nove mesi 2013), in crescita dell’ 1% rispetto ai 8.383 milioni dei nove mesi 2013;
- oneri operativi per 4.007 milioni, in aumento dell’ 1,5% rispetto ai 3.948 milioni dei nove mesi 2013;
- un risultato della gestione operativa di 4.463 milioni, in crescita dello 0,6% rispetto ai 4.435 milioni dei nove mesi 2013;
- un cost/income ratio al 47,3% rispetto al 47,1% dei nove mesi 2013;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette pari a 2.750 milioni rispetto ai 3.341 milioni dei nove mesi 2013;
- un risultato corrente al lordo delle imposte pari a 1.713 milioni, in crescita del 56,6% rispetto ai 1.094 milioni dei nove mesi 2013;
- un risultato netto pari a 1.017 milioni, quasi raddoppiato rispetto ai 527 milioni dei nove mesi 2013.

Eurizon Capital è la società, che si avvale di una collaborazione sempre più efficace con la Divisione Banca dei Territori, dedicata a fornire prodotti di risparmio gestito di tipo collettivo e individuale alle reti bancarie interne al Gruppo, nonché a sviluppare la presenza nel segmento dell’ “architettura aperta” attraverso specifici accordi di distribuzione con altre reti e investitori istituzionali. Ad Eurizon Capital fanno capo le controllate Eurizon Capital  SA (Lussemburgo), specializzata nella gestione di fondi comuni lussemburghesi a basso tracking error, VUB Asset Management (Slovacchia), controllata da Eurizon Capital SA con il 50,12%, cui fanno capo l’ungherese CIB IFM e la croata PBZ Invest (polo dell’asset management nell’Est Europa), e Epsilon Associati SGR, specializzata nella gestione di prodotti strutturati e di fondi comuni tramite metodologie quantitative e controllata al 51% da Eurizon Capital e per il restante 49% da Banca IMI, e il 49% della società cinese di asset management Penghua Fund Management.


Eurizon Capital nel terzo trimestre 2014 registra:
- proventi operativi netti per 116 milioni di euro, in diminuzione del 17,7% rispetto ai 140 milioni del secondo trimestre 2014;
- oneri operativi per 30 milioni, in diminuzione del 12,7% rispetto ai 34 milioni del secondo trimestre 2014;
- un risultato della gestione operativa di 85 milioni, in diminuzione del 19,4% rispetto ai 106 milioni del secondo trimestre 2014;
- un cost/income ratio al 25,9% rispetto al 24,3% del secondo trimestre 2014;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette che registra un saldo nullo, rispetto a una ripresa netta pari a 2 milioni del secondo trimestre 2014;
- un risultato corrente al lordo delle imposte di 85 milioni, in diminuzione del 20,8% rispetto ai 108 milioni del secondo trimestre 2014;
- un risultato netto di 50 milioni, in diminuzione del 25,1% rispetto ai 67 milioni del secondo trimestre 2014.

Eurizon Capital nei primi nove mesi del 2014 registra:
- proventi operativi netti per 351 milioni di euro, pari a circa il 3% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (2% nei nove mesi 2013), in aumento del 41,5% rispetto ai 248 milioni dei nove mesi 2013;
- oneri operativi per 92 milioni, in crescita del 22,7% rispetto ai 75 milioni dei nove mesi 2013;
- un risultato della gestione operativa di 259 milioni, in aumento del 49,7% rispetto ai 173 milioni dei nove mesi 2013;
- un cost/income ratio in miglioramento al 26,2%, rispetto al 30,2% dei nove mesi 2013;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette che registra una ripresa netta pari a 2 milioni, rispetto alla ripresa netta di 3 milioni dei nove mesi 2013;
- un risultato corrente al lordo delle imposte di 261 milioni, in crescita del 48,3% rispetto ai 176 milioni dei nove mesi 2013;
- un risultato netto di 159 milioni, in aumento del 48,6% rispetto ai 107 milioni dei nove mesi 2013.

La Divisione Banche Estere presidia l’attività del Gruppo sui mercati esteri nei quali è presente tramite banche commerciali controllate e partecipate, fornisce indirizzo, coordinamento e supporto alle controllate estere che svolgono prevalentemente attività bancaria retail; è responsabile della definizione delle linee strategiche di sviluppo del Gruppo relativamente alla presenza diretta sui mercati esteri, con esplorazione sistematica e analisi di nuove opportunità di crescita sui mercati già presidiati e su nuovi mercati, del coordinamento dell’operatività delle banche estere e della gestione delle relazioni delle banche estere con le strutture centralizzate della Capogruppo e con le filiali o altri uffici esteri della Divisione Corporate e Investment Banking. La Divisione presidia le seguenti aree geografiche: i) Europa Sud Orientale, con Privredna Banka Zagreb in Croazia, Banca Intesa Beograd in Serbia, Intesa Sanpaolo Banka Bosna i Hercegovina in Bosnia-Erzegovina, Intesa Sanpaolo Bank Albania e Intesa Sanpaolo Bank Romania; ii) Europa Centro Orientale, con Banka Koper in Slovenia, VUB Banka in Slovacchia e CIB Bank in Ungheria; iii) CIS e South Mediterranean, con Banca Intesa nella Federazione Russa, Pravex-Bank in Ucraina (attualmente inclusa nei gruppi di attività in via di dismissione, a seguito dell’accordo di compravendita firmato nel gennaio 2014) e Bank of Alexandria in Egitto.

La Divisione Banche Estere nel terzo trimestre 2014 registra:
- proventi operativi netti per 549 milioni di euro, in aumento del 2,4% rispetto ai 536 milioni del secondo trimestre 2014;
- oneri operativi per 265 milioni, in flessione dello 0,4% rispetto ai 266 milioni del secondo trimestre 2014;
- un risultato della gestione operativa di 284 milioni, in aumento del 5,2% rispetto ai 270 milioni del secondo trimestre 2014;
- un cost/income ratio in miglioramento al 48,3% dal 49,6% del secondo trimestre 2014;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette pari a 128 milioni,  rispetto ai 179 milioni del secondo trimestre 2014;
- un saldo netto su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti nullo, rispetto a quello positivo per un milione del secondo trimestre 2014;
- un risultato corrente al lordo delle imposte di 157 milioni, in crescita del 68% rispetto ai 94 milioni del secondo trimestre 2014; se si escludesse l’apporto negativo della controllata in Ungheria, il risultato del terzo trimestre 2014 e del secondo trimestre 2014 sarebbe pari rispettivamente a 159 milioni e 163 milioni (-2,4%);
- un risultato netto di 113 milioni, più che raddoppiato rispetto ai 45 milioni del secondo trimestre 2014; se si escludesse l’apporto negativo della controllata in Ungheria, il risultato sarebbe pari a 127 milioni sia nel terzo sia nel secondo trimestre 2014.

La Divisione Banche Estere nei primi nove mesi del 2014 registra:
- proventi operativi netti per 1.593 milioni di euro, pari a circa il 12% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (13% nei nove mesi 2013), in crescita dello 0,7% rispetto ai 1.582 milioni dei nove mesi 2013;
- oneri operativi per 789 milioni, in diminuzione del 4,1% rispetto agli 823 milioni dei nove mesi 2013;
- un risultato della gestione operativa di 804 milioni, in aumento del 5,9% rispetto ai 759 milioni dei nove mesi 2013;
- un cost/income ratio in miglioramento al 49,5% dal 52% dei nove mesi 2013;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette pari a 431 milioni,  rispetto ai 514 milioni dei nove mesi 2013;
- un saldo netto su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti positivo per 2 milioni, rispetto a quello negativo per 10 milioni dei nove mesi 2013;
- un risultato corrente al lordo delle imposte di 375 milioni, in crescita del 59,6% rispetto ai 235 milioni dei nove mesi 2013; se si escludesse l’apporto negativo della controllata in Ungheria, il risultato dei nove mesi 2014 e dei nove mesi 2013 sarebbe pari rispettivamente a 461 milioni e 431 milioni (+7%);
- un risultato netto di 242 milioni, più che raddoppiato rispetto ai 115 milioni dei nove mesi 2013; se si escludesse l’apporto negativo della controllata in Ungheria, il risultato dei nove mesi 2014 e dei nove mesi 2013 sarebbe pari rispettivamente a 367 milioni e 346 milioni (+6,1%).

Banca Fideuram, che svolge attività di asset gathering tramite la propria rete di private bankers al servizio della clientela con un potenziale di risparmio medio/alto e la cui operatività include Fideuram Vita, nel terzo trimestre 2014 registra:
- proventi operativi netti per 262 milioni di euro, in crescita del 2,1% rispetto ai 257 milioni del secondo trimestre 2014;
- oneri operativi per 83 milioni, in aumento del 4,2% rispetto ai 79 milioni del secondo trimestre 2014;
- un risultato della gestione operativa di 179 milioni, in crescita dell’ 1,1% rispetto ai 177 milioni del secondo trimestre 2014;
- un cost/income ratio al 31,7% rispetto al 30,7% del secondo trimestre 2014;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette pari a 13 milioni,  rispetto ai 21 milioni del secondo trimestre 2014;
- un risultato corrente al lordo delle imposte di 166 milioni, in crescita del 6,1%  rispetto ai 156 milioni del secondo trimestre 2014;
- un risultato netto di 97 milioni, rispetto ai 91 milioni del secondo trimestre 2014 (+6,1%).

Banca Fideuram nei primi nove mesi del 2014 registra:
- proventi operativi netti per 758 milioni di euro, pari a circa il 6% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (5% nei nove mesi 2013), in crescita del 17,5% rispetto ai 645 milioni dei nove mesi 2013;
- oneri operativi per 242 milioni, in aumento del 5,7% rispetto ai 229 milioni dei nove mesi 2013;
- un risultato della gestione operativa di 516 milioni, in crescita del 24% rispetto ai 416 milioni dei nove mesi 2013;
- un cost/income ratio in miglioramento al 31,9% dal 35,5% dei nove mesi 2013;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette pari a 52 milioni, invariato rispetto ai nove mesi 2013;
- un saldo netto su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti nullo, rispetto al saldo positivo per un milione dei nove mesi 2013;
- un risultato corrente al lordo delle imposte di 464 milioni, in crescita del 27,1%  rispetto ai 365 milioni dei nove mesi 2013;
- un risultato netto di 266 milioni, rispetto ai 205 milioni dei nove mesi 2013 (+29,8%).


Le prospettive per l’esercizio in corso

Per il Gruppo Intesa Sanpaolo, nell’anno 2014 rimarrà prioritario preservare il carattere di sostenibilità dei risultati da conseguire. Gli obiettivi reddituali saranno affiancati dalla continua attenzione al profilo di rischio e liquidità e alla solidità patrimoniale.

Saranno costantemente presidiate l’efficienza, la produttività e la qualità dell’attivo. Le azioni di repricing, anche per il 2014, consentiranno di contenere in parte le ripercussioni dello sfavorevole contesto atteso sui tassi di mercato.

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Ai fini di comparabilità dei risultati, i dati di conto economico e di stato patrimoniale dei quattro trimestri del 2013 sono stati riesposti a seguito principalmente della cessione in corso della controllata ucraina Pravex-Bank, il cui accordo di compravendita è stato firmato nel gennaio 2014: le relative componenti sono state deconsolidate linea per linea e il relativo apporto in termini di conto economico e di stato patrimoniale è stato attribuito, rispettivamente, all’utile/perdita e alle pertinenti voci di attivo e passivo dei gruppi di attività in via di dismissione

I dati di conto economico e di stato patrimoniale relativi alle aree di Business dei primi due trimestri del 2013 sono stati riesposti per tenere conto del cambiamento del perimetro della Divisione Banca dei Territori e della Divisione Corporate e Investment Banking deliberato dal Consiglio di Gestione del 21 maggio 2013. In particolare la Divisione Banca dei Territori ha ampliato il proprio perimetro alle imprese con fatturato di gruppo compreso tra 150 milioni e 350 milioni di euro e alle società prodotto operanti nel leasing e nel factoring.
  

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Allo scopo di consentire una più completa informativa sui risultati conseguiti nei primi nove mesi del 2014, si allegano i prospetti relativi al conto economico e allo stato patrimoniale consolidati riclassificati inclusi nel resoconto approvato dal Consiglio di Gestione. Si precisa che tali prospetti e il resoconto trimestrale non sono oggetto di verifica da parte della società di revisione.

* * *

 
Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Ernesto Riva, dichiara ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del Testo Unico della Finanza che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili.


* * *

La presente comunicazione e le informazioni ivi contenute non hanno finalità di né costituiscono in alcun modo consulenza in materia di investimenti. Le dichiarazioni ivi contenute non sono state oggetto di verifica indipendente. Non viene fatta alcuna dichiarazione o garanzia, espressa o implicita,  in riferimento a, e nessun affidamento dovrebbe essere fatto relativamente all’imparzialità, accuratezza, completezza, correttezza e affidabilità delle informazioni ivi contenute. La Società e i suoi rappresentanti declinano ogni responsabilità (sia per negligenza o altro), derivanti in qualsiasi modo da tali informazioni e/o per eventuali perdite derivanti dall’utilizzo o meno di questa comunicazione. Accedendo a questi materiali, il lettore accetta di essere vincolato dalle limitazioni di cui sopra.

Questo comunicato stampa contiene previsioni e stime che riflettono le attuali opinioni del management Intesa Sanpaolo in merito ad eventi futuri. Previsioni e stime sono in genere identificate da espressioni come “è possibile,” “si dovrebbe,” “si prevede,” “ci si attende,” “si stima,” “si ritiene,” “si intende,” “si progetta,” “obiettivo” oppure dall’uso negativo di queste espressioni o da altre varianti di tali espressioni oppure dall’uso di terminologia comparabile. Queste previsioni e stime comprendono, ma non si limitano a, tutte le informazioni diverse dai dati di fatto, incluse, senza limitazione, quelle relative alla posizione finanziaria futura di Intesa Sanpaolo e ai risultati operativi, la strategia, i piani, gli obiettivi e gli sviluppi futuri nei mercati in cui Intesa Sanpaolo opera o intende operare.

A seguito di tali incertezze e rischi, si avvisano i lettori che non devono fare eccessivo affidamento su tali informazioni di carattere previsionale come previsione di risultati effettivi. La capacità del Gruppo Intesa Sanpaolo di raggiungere i risultati previsti dipende da molti fattori al di fuori del controllo del management. I risultati effettivi possono differire significativamente (ed essere più negativi di) da quelli previsti o impliciti nei dati previsionali. Tali previsioni e stime comportano rischi ed incertezze che potrebbero avere un impatto significativo sui risultati attesi e si fondano su assunti di base.

Le previsioni e le stime ivi formulate si basano su informazioni a disposizione di Intesa Sanpaolo alla data odierna. Intesa Sanpaolo non si assume alcun obbligo di aggiornare pubblicamente e di rivedere previsioni e stime a seguito della disponibilità di nuove informazioni, di eventi futuri o di altro, fatta salva l’osservanza delle leggi applicabili. Tutte le previsioni e le stime successive, scritte ed orali, attribuibili a Intesa Sanpaolo o a persone che agiscono per conto della stessa sono espressamente qualificate, nella loro interezza, da queste dichiarazioni cautelative.

 

      

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