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INTESA SANPAOLO: RISULTATI CONSOLIDATI AL 30 SETTEMBRE 2016

UTILE NETTO DEI PRIMI NOVE MESI 2016 A € 2,3 MLD, A € 2,5 MLD SE SI ESCLUDONO I CONTRIBUTI AI FONDI DI RISOLUZIONE E DI GARANZIA DEI DEPOSITI PER L’INTERO 2016 SPESATI NEL PERIODO.

UTILE NETTO GIA’ SUPERIORE A € 3 MLD DI DIVIDENDI ANNUNCIATI PER L’ESERCIZIO 2016 SE SI CONSIDERA ANCHE LA PLUSVALENZA NETTA DI € 895 MLN DERIVANTE DALLA CESSIONE DI SETEFI E INTESA SANPAOLO CARD FIRMATA NEL SECONDO TRIMESTRE E DA CONTABILIZZARE NEL QUARTO TRIMESTRE.  

ELEVATA PATRIMONIALIZZAZIONE, LARGAMENTE SUPERIORE AI REQUISITI NORMATIVI ANCHE NELLO SCENARIO AVVERSO DELLO STRESS TEST: COMMON EQUITY RATIO PRO-FORMA A REGIME AL 13% TENENDO CONTO DEI DIVIDENDI MATURATI NEI NOVE MESI.

ACCELERAZIONE DEL MIGLIORAMENTO NEL TREND DEL CREDITO: SCENDONO ULTERIORMENTE NEL TERZO TRIMESTRE LO STOCK DI CREDITI DETERIORATI E IL FLUSSO DI CREDITI DETERIORATI PROVENIENTI DA BONIS (IL FLUSSO TRIMESTRALE E DEI 9 MESI PIU’ BASSO DALLA COSTITUZIONE DI INTESA SANPAOLO).

INTESA SANPAOLO E’ UN ACCELERATORE DELLA CRESCITA DELL’ECONOMIA REALE IN ITALIA: 34 MLD DI EURO DI NUOVO CREDITO A MEDIO-LUNGO TERMINE A FAMIGLIE E IMPRESE DEL PAESE NEI 9 MESI 2016 (+17% VS 9 MESI 2015); OLTRE 17 MILA AZIENDE RIPORTATE IN BONIS NEI 9 MESI 2016 E OLTRE 45 MILA DAL 2014.


  • SOLIDO UTILE NETTO:
    • € 628 MLN NEL 3° TRIM. 2016, VS € 901 MLN NEL 2° TRIM. 2016 E € 722 MLN NEL 3° TRIM. 2015
    • € 2.335 MLN NEI 9 MESI 2016, VS  € 2.726 MLN NEI 9 MESI 2015
    • € 2.517 MLN NEI 9 MESI 2016, VS € 2.830 MLN NEI 9 MESI 2015,  ESCLUDENDO I CONTRIBUTI AI FONDI DI RISOLUZIONE E DI GARANZIA DEI DEPOSITI
    • € 3,2 MLD NEI 9 MESI 2016 SE SI CONSIDERA ANCHE LA PLUSVALENZA NETTA DI € 895 MLN RELATIVA A SETEFI E INTESA SANPAOLO CARD DA CONTABILIZZARE NEL QUARTO TRIMESTRE

  • RISULTATO DELLA GESTIONE OPERATIVA DEL 3° TRIM. 2016 IN SIGNIFICATIVO AUMENTO VS 3° TRIM. 2015:
    • € 1.919 MLN, +9% ESCLUDENDO I CONTRIBUTI AI FONDI DI RISOLUZIONE E DI GARANZIA DEI DEPOSITI IN ENTRAMBI I TRIMESTRI E L’APPORTO POSITIVO INERENTE UNA VERTENZA NEL 3° TRIM. 2015

  • PROVENTI OPERATIVI NETTI DEL 3° TRIM. 2016 IN CRESCITA VS 3° TRIM. 2015:
    • € 4.036 MLN, +6% ESCLUDENDO I CONTRIBUTI AI FONDI DI RISOLUZIONE E DI GARANZIA DEI DEPOSITI IN ENTRAMBI I TRIMESTRI E L’APPORTO POSITIVO INERENTE UNA VERTENZA NEL 3° TRIM. 2015

  • UTILE ANTE IMPOSTE DEL 3° TRIM. 2016 CHE RIFLETTE RETTIFICHE SU CREDITI IN LINEA CON QUELLE CONSERVATIVE DEL 2° TRIM. 2016 PUR IN UN CONTESTO DI MIGLIORAMENTO DEL TREND DEL CREDITO:
    • UTILE ANTE IMPOSTE A € 1.044 MLN NEL 3° TRIM 2016, VS € 1.377 MLN NEL 2° TRIM. 2016 E € 1.080 MLN NEL 3° TRIM. 2015, ESCLUDENDO I CONTRIBUTI AI FONDI DI RISOLUZIONE E DI GARANZIA DEI DEPOSITI NEI TRE TRIMESTRI
    • RETTIFICHE SU CREDITI A € 917 MLN NEL 3° TRIM. 2016,  VS € 923 MLN NEL 2° TRIM. 2016 E € 769 MLN NEL 3° TRIM. 2015

  • ACCELERAZIONE DEL MIGLIORAMENTO NEL TREND DEL CREDITO:
    • SCENDE IL FLUSSO DI CREDITI DETERIORATI PROVENIENTI DA BONIS:
    • IL DATO TRIMESTRALE PIU’ BASSO DALLA COSTITUZIONE DI INTESA SANPAOLO: FLUSSO LORDO A € 1,3 MLD, -8% VS 2° TRIM. 2016, E FLUSSO NETTO A € 0,2 MLD, -82% VS 2° TRIM. 2016
    • IL DATO DEI 9 MESI PIU’ BASSO DALLA COSTITUZIONE DI INTESA SANPAOLO: FLUSSO LORDO A € 4,3 MLD, -36% VS 9 MESI 2015, E FLUSSO NETTO A € 2,2 MLD, -52% VS 9 MESI 2015
    • CALO DELLO STOCK DI CREDITI DETERIORATI:
    • -4% VS 2° TRIM. 2016 E -6% VS 4° TRIM. 2015 AL NETTO DELLE RETTIFICHE
    • -3% VS 2° TRIM. 2016 E -5% VS 4° TRIM. 2015 AL LORDO DELLE RETTIFICHE
  • ELEVATA PATRIMONIALIZZAZIONE, LARGAMENTE SUPERIORE AI REQUISITI NORMATIVI ANCHE NELLO SCENARIO AVVERSO DELLO STRESS TEST.
    • COMMON EQUITY RATIO AL 30 SETTEMBRE 2016, TENENDO CONTO DI CIRCA € 2.250 MLN DI DIVIDENDI MATURATI NEI 9 MESI:
    • 13% SECONDO I CRITERI A REGIME (1) (2)
    • 12,8% SECONDO I CRITERI TRANSITORI PER IL 2016 (2)
    • COMMON EQUITY RATIO NELLO STRESS TEST:
    • 10,2% NELLO SCENARIO AVVERSO AL 2018

______________________
(1) Stimato applicando ai dati di bilancio del 30 settembre 2016 i parametri indicati a regime, considerando  l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti, l’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse e il Danish compromise (per cui gli investimenti assicurativi vengono trattati come attivi ponderati per il rischio anziché dedotti dal capitale, con un beneficio di 14 centesimi di punto)
(
2) Dopo la deduzione dei dividendi maturati, posti pari all’utile netto dei primi nove mesi diminuito del rateo cedole maturato sulle emissioni di Additional Tier 1.

 

DATI DI SINTESI:

 

PROVENTI
OPERATIVI
NETTI:

3° TRIM. 2016

 

-12,4%
-7%

A € 4.036 MLN DA € 4.605 MLN DEL 2° TRIM. 2016,
ESCLUDENDO I CONTRIBUTI AI FONDI DI RISOLUZIONE
E DI GARANZIA DEI DEPOSITI E I PROVENTI DALLA
CESSIONE DI VISA EUROPE(*);

 

9 MESI 2016

-4,5%
-3,3%

A € 12.664 MLN DA € 13.266 MLN DEI 9 MESI 2015,
ESCLUDENDO I CONTRIBUTI AI FONDI DI RISOLUZIONE
E DI GARANZIA DEI DEPOSITI, I PROVENTI DALLA
CESSIONE DI VISA EUROPE(*) E L'APPORTO POSITIVO
INERENTE UNA VERTENZA(**)

ONERI OPERATIVI:

3° TRIM. 2016

-1,7%

A € 2.117 MLN DA € 2.154 MLN DEL 2° TRIM. 2016;

 

9 MESI 2016

+0,9% 

A € 6.318 MLN DA € 6.264 MLN DEI 9 MESI 2015

RISULTATO
GESTIONE
OPERATIVA:

3° TRIM. 2016

 

-21,7%   
-12%

A € 1.919 MLN DA € 2.451 MLN DEL 2° TRIM. 2016,
ESCLUDENDO I CONTRIBUTI AI FONDI DI RISOLUZIONE
E DI GARANZIA DEI DEPOSITI E I PROVENTI DALLA
CESSIONE DI VISA EUROPE(*);

 

9 MESI 2016

 

-9,4%
-7,1%

A € 6.346 MLN DA € 7.002 MLN DEI 9 MESI 2015,
ESCLUDENDO I CONTRIBUTI AI FONDI DI RISOLUZIONE
E DI GARANZIA DEI DEPOSITI, I PROVENTI DALLA
CESSIONE DI VISA EUROPE(*) E L'APPORTO POSITIVO
INERENTE UNA VERTENZA(**)

RISULTATO
CORRENTE
LORDO IMPOSTE:

3° TRIM. 2016

 

€ 941 MLN 
€ 1.044 MLN

DA € 1.360 MLN DEL 2° TRIM. 2016;
DA € 1.377 MLN DEL 2° TRIM. 2016,
ESCLUDENDO I CONTRIBUTI AI FONDI DI RISOLUZIONE
E DI GARANZIA DEI DEPOSITI


9 MESI 2016

 

 

€ 3.542 MLN
€ 3.805 MLN

DA € 4.302 MLN DEI 9 MESI 2015;
DA € 4.442 MLN DEI 9 MESI 2015,
ESCLUDENDO I CONTRIBUTI AI FONDI DI RISOLUZIONE
E DI GARANZIA DEI DEPOSITI

RISULTATO NETTO:

3° TRIM. 2016

 

€ 628 MLN 
€ 697 MLN

DA € 901 MLN DEL 2° TRIM. 2016;
DA € 912 MLN DEL 2° TRIM. 2016
ESCLUDENDO I CONTRIBUTI AI FONDI DI RISOLUZIONE
E DI GARANZIA DEI DEPOSITI

 

9 MESI 2016

 

 

€ 2.335 MLN 
€ 2.517 MLN

DA € 2.726 MLN DEI 9 MESI 2015;
DA € 2.830 MLN DEI 9 MESI 2015
ESCLUDENDO I CONTRIBUTI AI FONDI DI RISOLUZIONE
E DI GARANZIA DEI DEPOSITI

COEFFICIENTI
PATRIMONIALI:

COMMON EQUITY RATIO POST DIVIDENDI MATURATI:
13% PRO-FORMA A REGIME (3) (4);
12,8% CON CRITERI TRANSITORI PER IL 2016 (4)

 _________
(*) Proventi derivanti dalla cessione di VISA Europe nel secondo trimestre 2016.
(**) Apporto positivo inerente una vertenza nel terzo trimestre 2015.
(3) Stimato applicando ai dati di bilancio del 30 settembre 2016 i parametri indicati a regime, considerando l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti, l’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse e il Danish compromise (per cui gli  investimenti assicurativi vengono trattati come attivi ponderati per il rischio anziché dedotti dal capitale, con un beneficio di 14 centesimi di punto).
(4) Dopo la deduzione dei dividendi maturati, posti pari all’utile netto dei primi nove mesi diminuito del rateo cedole maturato sulle emissioni di Additional Tier 1.

 

Torino, Milano, 4 novembre 2016 – Il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo, riunitosi in data odierna, ha approvato il resoconto intermedio consolidato al 30 settembre 2016 (°) (5).  

Il Gruppo nel terzo trimestre del 2016 ha confermato la solidità del conto economico, con un risultato della gestione operativa in significativo aumento rispetto al terzo trimestre 2015 a fronte della flessione stagionale rispetto al secondo trimestre dell’anno, e dello stato patrimoniale, con un ulteriore calo del flusso e dello stock di crediti deteriorati:

● utile netto a 628 milioni di euro nel terzo trimestre 2016, rispetto ai 901 milioni del secondo trimestre 2016 e ai 722 milioni del terzo trimestre 2015; escludendo i contributi al fondo di risoluzione (con l’intero contributo ordinario per il 2016 spesato nel primo semestre) e al fondo di garanzia dei depositi (con il contributo ordinario stimato per l’intero 2016 spesato nei primi nove mesi), l’utile netto del terzo trimestre 2016 è risultato pari a 697 milioni di euro rispetto a 912 milioni del secondo trimestre 2016 e ai 724 milioni del terzo trimestre 2015. Nei primi nove mesi del 2016, l’utile netto è stato pari a 2.335 milioni, rispetto ai 2.726 milioni dei nove mesi 2015, che avevano beneficiato di un andamento particolarmente favorevole dei mercati finanziari nel primo semestre dell’anno; escludendo i contributi ai fondi di risoluzione e di garanzia dei depositi, l’utile netto dei nove mesi 2016 è risultato pari a 2.517 milioni di euro rispetto a 2.830 milioni dei nove mesi 2015. L’utile netto dei primi nove mesi del 2016 raggiunge i 3,2 miliardi, e quindi è già superiore ai 3 miliardi di euro di dividendi indicati per l’esercizio 2016, se si considera anche la plusvalenza netta di circa 895 milioni derivante dalla cessione di Setefi e Intesa Sanpaolo Card firmata nel secondo trimestre 2016 e da contabilizzare nel quarto trimestre;
 
● risultato della gestione operativa a 1.919 milioni di euro nel terzo trimestre 2016, in crescita del 9% rispetto al terzo trimestre 2015, escludendo da entrambi  i trimestri i contributi ai fondi di risoluzione e di garanzia dei depositi e dal terzo trimestre 2015 l’apporto positivo inerente una vertenza;
 
● proventi operativi netti a 4.036 milioni di euro nel terzo trimestre 2016, in aumento del 6% rispetto al terzo trimestre 2015, escludendo da entrambi  i trimestri i contributi ai fondi di risoluzione e di garanzia dei depositi e dal terzo trimestre 2015 l’apporto positivo inerente una vertenza;

_____________
(°) Il D.Lgs. 25 del 15 febbraio 2016, che ha recepito la nuova Direttiva Tranparency (2013/50/UE), ha eliminato l’obbligo di pubblicazione del resoconto intermedio di gestione, in precedenza previsto dal comma 5 dell’art.154-ter del Testo Unico della Finanza. Il decreto ha altresì attribuito alla Consob la facoltà di prevedere eventuali obblighi informativi aggiuntivi rispetto al bilancio annuale e semestrale. La Consob, sulla base della delega regolamentare contenuta in tale decreto, con Delibera n. 19770 del 26 ottobre 2016 ha apportato modifiche al Regolamento Emittenti in tema di informazioni finanziarie periodiche aggiuntive, che si applicheranno a decorrere dal 2 gennaio 2017. Intesa Sanpaolo ha redatto il resoconto intermedio al 30 settembre 2016 in continuità con il passato e valuterà, entro la data di decorrenza delle modifiche regolamentari, il contenuto della disclosure trimestrale per il futuro. Il resoconto approvato oggi dal Consiglio di Amministrazione verrà pubblicato il 9 novembre prossimo.
(5) Nota metodologica sul perimetro di consolidamento a pagina 24.


 
● commissioni a 1.745 milioni di euro nel terzo trimestre 2016, in linea con il terzo trimestre 2015 dopo il calo registrato su base annua nel primo e nel secondo trimestre 2016 (rispettivamente pari al 5,6% e al 4,8%), in corrispondenza della ripresa del risparmio gestito. La raccolta netta gestita è stata di circa 4,3 miliardi di euro nel terzo trimestre del 2016, rispetto ai 3 miliardi del secondo trimestre e al miliardo del primo trimestre (in confronto a una raccolta netta nel 2015 pari a circa 4 miliardi nel terzo trimestre, 7 miliardi nel secondo trimestre e 14 miliardi nel primo trimestre), pur permanendo un’elevata propensione per la liquidità da parte dei risparmiatori in un contesto di graduale stabilizzazione dei mercati finanziari dopo l’elevata volatilità della prima parte dell’anno;

● elevata efficienza, con un cost/income al 49,9% nei primi nove mesi del 2016, al 49,5% se si escludono i contributi ai fondi di risoluzione e di garanzia dei depositi e i proventi dalla cessione di VISA Europe, tra i migliori nell’ambito delle maggiori banche europee;

● controllo degli oneri operativi, pari a 6.318 milioni di euro nel primi nove mesi del 2016, in marginale aumento (+1%) rispetto ai nove mesi  2015 a seguito di un aumento del 3% delle spese del personale, dovuto agli incentivi per supportare la crescita, e di una diminuzione del 4% delle spese amministrative;

● utile ante imposte a 941 milioni di euro nel terzo trimestre 2016, in confronto a 1.360 milioni del secondo trimestre 2016 e a 1.078 milioni del terzo trimestre 2015; escludendo i contributi ai fondi di risoluzione e di garanzia dei depositi, il risultato è pari  rispettivamente a 1.044 milioni, 1.377 milioni e 1.080 milioni e riflette rettifiche su crediti nel terzo trimestre 2016 per 917 milioni, in linea con quelle conservative del precedente trimestre (923 milioni) e in confronto ai 769 milioni del terzo trimestre 2015, pur in un contesto di miglioramento del trend del credito;

● accelerazione del miglioramento nel trend del credito, a seguito dell’efficacia della gestione proattiva del credito in un contesto economico in miglioramento:
flusso lordo di nuovi crediti deteriorati provenienti da crediti in bonis in  significativa  riduzione nel terzo trimestre 2016 e che registra il valore trimestrale più basso dalla costituzione di Intesa Sanpaolo: a 1,3 miliardi di euro nel terzo trimestre 2016, in diminuzione dell’ 8% rispetto a 1,4 miliardi del secondo trimestre 2016, che porta il dato dei primi nove mesi 2016 a 4,3 miliardi di euro, il valore dei nove mesi  più basso dalla costituzione di Intesa Sanpaolo e in contrazione del 36% rispetto ai 6,7 miliardi dei primi nove mesi 2015,
flusso netto di nuovi crediti deteriorati provenienti da crediti in bonis in forte calo nel terzo trimestre  e che registra il valore trimestrale più basso dalla costituzione di Intesa Sanpaolo: a 0,2 miliardi di euro nel terzo trimestre 2016, in diminuzione dell’ 82% rispetto a 0,9 miliardi  del secondo trimestre 2016, che porta il dato dei primi nove mesi 2016 a 2,2 miliardi di euro, il valore dei nove mesi più basso dalla costituzione di Intesa Sanpaolo e in contrazione del 52% rispetto ai 4,6 miliardi dei nove mesi 2015,
scende lo stock di crediti deteriorati: del 4% rispetto a giugno 2016 e del 6% rispetto a dicembre 2015 al netto delle rettifiche di valore, del 3% rispetto a giugno 2016 e del 5% rispetto a dicembre 2015 al lordo delle rettifiche di valore,
- in particolare, riduzione dello stock di inadempienze probabili: del 7% rispetto a giugno 2016 e del 9% rispetto a dicembre 2015 al netto delle rettifiche di valore, rispettivamente del 5% e dell’ 8%  al lordo delle rettifiche di valore,
riduzione dello stock di sofferenze: dell’ 1%  rispetto a giugno 2016 e del 3% rispetto a dicembre 2015 al lordo delle rettifiche di valore;

● elevati livelli di copertura dei crediti deteriorati:
livello di copertura specifica dei crediti deteriorati al 48% a fine settembre 2016, rispetto al 47,6% di fine 2015 (media dei concorrenti italiani: 43% nel secondo trimestre 2016), con una copertura specifica della componente costituita dalle sofferenze al 60,5% a fine settembre 2016 (61,8% a fine 2015),
livello di copertura complessiva dei crediti deteriorati, considerando le garanzie reali, pari al 147% a fine settembre 2016 (139% a fine 2015) e al 155% considerando anche le garanzie personali (146% a fine 2015), con una copertura complessiva della componente costituita dalle sofferenze pari al 148% (140% a fine 2015) e al 155% considerando anche le garanzie personali (147% a fine 2015),
robusto buffer di riserva sui crediti in bonis, pari allo 0,6% a fine settembre 2016 (0,7% a fine 2015);
  
● supporto all’economia reale: circa 40 miliardi di euro di nuovo credito a medio-lungo termine nei primi nove mesi del 2016, con circa 34 miliardi in Italia, in crescita del 17% rispetto ai nove mesi 2015, di cui circa 29 miliardi erogati a famiglie e piccole e medie imprese, in aumento del 25% rispetto ai nove mesi 2015; oltre 17.000 aziende italiane riportate in bonis da posizioni di credito deteriorato nei primi nove mesi del 2016 e oltre 45.000 dal 2014;

● patrimonializzazione molto solida, con coefficienti patrimoniali su livelli largamente superiori ai requisiti normativi, anche nello scenario avverso dello stress test. Al 30 settembre 2016, tenendo conto di circa 2.250 milioni di euro di dividendi maturati nei nove mesi (posti pari all’utile netto dei nove mesi diminuito del rateo cedole maturato sulle emissioni di Additional Tier 1), il Common Equity ratio pro-forma a regime è risultato pari al 13%(6)(7), livello top tra le maggiori banche europee, e il Common Equity ratio secondo i criteri transitori in vigore per il 2016 al 12,8% (7). Nello scenario avverso dello stress test al 2018, il Common Equity ratio è risultato pari al 10,2%;

● elevata liquidità e forte capacità di funding: attività liquide per 127 miliardi di euro ed elevata liquidità prontamente disponibile per 76 miliardi, a fine settembre 2016; rispettati già oggi i requisiti di liquidità Liquidity Coverage Ratio e Net Stable Funding Ratio di Basilea 3, in largo anticipo sulla data prevista per l’entrata in vigore a regime (2018); operazioni di finanziamento con BCE per ottimizzare il costo del funding e supportare gli investimenti delle aziende clienti pari mediamente nel terzo trimestre del 2016 a 36,4 miliardi di euro (27,6 miliardi mediamente nel primo trimestre 2016, 27,7 miliardi mediamente nel secondo trimestre 2016 e 23,2 miliardi mediamente nel 2015), costituite interamente dall’operazione TLTRO con scadenza quadriennale (a fine settembre 2016 il Gruppo ha partecipato alla seconda operazione TLTRO II per un ammontare pari a circa 5 miliardi di euro, dopo avere partecipato a fine giugno 2016 alla prima operazione TLTRO II per circa 36 miliardi a fronte del rimborso integrale del finanziamento TLTRO I in essere per 27,6 miliardi di euro);

________
(6) Stimato applicando ai dati di bilancio del 30 settembre 2016 i parametri indicati a regime, considerando l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti, l’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse e il Danish compromise (per cui gli  investimenti assicurativi vengono trattati come attivi ponderati per il rischio anziché dedotti dal capitale, con un beneficio di 14 centesimi di punto).
(7) Dopo la deduzione dei dividendi maturati, posti pari all’utile netto dei primi nove mesi diminuito del rateo cedole maturato sulle emissioni di Additional Tier 1.
 


● molteplici iniziative del Piano di Impresa in corso, con un forte coinvolgimento delle persone:
• New Growth Bank:
Banca 5®:
▫ operativo il modello di business “specializzato” di Banca 5® in circa il 70% delle filiali, con 3.600 gestori dedicati e ricavi per cliente aumentati da 70 a 112 euro;
▫ in corso di implementazione “Intesa Sanpaolo Casa”, dedicata alla mediazione e intermediazione immobiliare, con l’apertura di 29 agenzie immobiliari già effettuata nelle città più importanti;
Banca multicanale:
nuovi processi multicanale lanciati con successo:
- clienti multicanale aumentati di circa 1,3 milioni da inizio 2014 a circa 5,8 milioni;
- 3,7 milioni di App scaricate su dispositivi mobile;
- la prima banca multicanale in Italia, con circa l’ 80% dei prodotti disponibili tramite piattaforme multicanali;
digitalizzazione attiva in tutte le filiali: dematerializzato circa il 100% delle operazioni riguardanti tutti i prodotti prioritari (completate circa 6,4 milioni di operazioni);
“Filiale Online” pienamente operativa per il “Servizio Commerciale”, con circa 18.000 prodotti venduti nei primi nove mesi del 2016;
nuove competenze di marketing digitale per cogliere pienamente le opportunità derivanti da motori di ricerca e presenza sui social media;
- lancio della nuova digital experience Intesa Sanpaolo, con nuovo internet banking, nuovo sito internet e nuove applicazioni;
Private Banking:
 dal 1° luglio 2015 pienamente operativa la nuova entità Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking;
 filiale di Private Banking a Londra pienamente operativa e rafforzamento di Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse);
▫ primo lancio di nuovi prodotti disponibili per l’intera Divisione (Fideuram Private Mix);
▫ aperte 5 boutique dedicate alla clientela High Net Worth Individuals con un modello di servizio mirato;
▫ lanciato lo strumento di consulenza “View” nella rete di Intesa Sanpaolo Private Banking applicato a oltre 3 miliardi di euro di attività finanziarie;
▫ in corso di implementazione il nuovo digital office per i private banker;
- Asset Management:
▫ arricchimento della piattaforma digitale (ad esempio, “portafogli consigliati” e “analisi di scenario”);
▫ nuova gamma di prodotti introdotti nell’offerta della Divisione Banca dei Territori, della Divisione Private Banking e della Divisione Insurance, e nuova offerta dedicata ai clienti internazionali (ad esempio, “Best expertise”) e alle imprese (ad esempio, GP Unica Imprese);
▫ arricchimento della gamma di prodotti offrendo soluzioni con profilo di rischio moderato rispondenti all’attuale volatilità dei mercati (ad esempio, Epsilon Difesa Attiva);  
▫ lancio di prodotti che permettono agli investitori di supportare l’economia reale cogliendo l’evoluzione del mercato europeo del credito strutturato (Eurizon Easy Fund – Securitised Bond Fund);
▫ sviluppo della Divisione Asset Management in Europa (ad esempio partnership a Londra e processo autorizzativo in corso  per Eurizon Capital a Francoforte e Parigi) e in Asia (ad esempio processo autorizzativo in corso per Eurizon Capital a Hong Kong e costituzione di una nuova società di Wealth Management in Cina);   
- Insurance:
▫ portafoglio prodotti in via di ricomposizione a favore di prodotti efficienti in termini di assorbimento di capitale (ad esempio, i prodotti Unit Linked hanno raggiunto il 64% della nuova produzione rispetto al 57% del 2015);
▫ lancio di un nuovo prodotto Unit Linked con capitale protetto (“Exclusive Insurance”);
▫ sviluppo dei prodotti vita con il lancio di “Base Sicura Tutelati”, ideata per i minori e le persone con disabilità, e “Vicino a Te”, per i minori che hanno perso i genitori a causa del terremoto;
▫ consolidamento dei prodotti disponibili (Fideuram Private Mix e Synthesis) e lancio di un nuovo prodotto multiramo dedicato alla clientela High Net Worth Individuals per la Divisione Private Banking;
▫ aggiornamento  del prodotto “Giusto Mix” con l’introduzione di un meccanismo di riduzione della volatilità;
▫ continua diversificazione dell’offerta nel ramo protezione e tutela, con prodotti nel comparto salute (nuovo prodotto dedicato alla copertura di interventi chirurgici, prevenzione e malattie con “Dread Disease”) e imprese (nuovo prodotto dedicato all’agricoltura);
▫ completate le attività per lo sviluppo dei fondi pensione ad adesione collettiva;
▫ piena integrazione del comparto dei fondi pensione;
▫ lanciato un nuovo sistema di raccolta dei numeri di targa per lo sviluppo di nuova clientela;
Banca a 360° per le imprese:
 costituita un’unità dedicata al Transaction Banking per il Gruppo e avviate nuove iniziative commerciali;
▫ nuovo modello commerciale e nuova offerta di prodotti per le imprese;
▫ pienamente operativo il Polo della Finanza di Impresa (nuovo Mediocredito Italiano);
▫ rafforzamento della presenza internazionale della Divisione Corporate e Investment Banking (ad esempio apertura dell’ufficio di Washington e rafforzamento di Intesa Sanpaolo Bank Luxembourg);

• Core Growth Bank:
cattura del potenziale reddituale inespresso:
▫ in corso di realizzazione il progetto “evoluzione del servizio di cassa”: già circa 2.000 filiali con il servizio di cassa che chiude alle ore 13 mantenendo l’orario esteso unicamente per i servizi di consulenza e circa 250 filiali dedicate esclusivamente alla consulenza;
▫ nuovo portale di e-commerce per cogliere pienamente il potenziale di attività dopo EXPO 2015;
▫ rafforzata l’offerta volta alla crescita del credito alle persone (ad esempio, il nuovo “Mutuo Giovani”); 
▫ introdotto il nuovo modello di servizio nella Divisione Banca dei Territori, con la costituzione di tre catene del valore commerciali, la creazione di circa 1.200 nuovi ruoli manageriali e l’innovazione del modello di servizio per le imprese;
▫ nuovi modelli di advanced analytics e machine learning per l'identificazione di clienti ad elevato potenziale;
▫ lancio del “Programma Filiere” con importanti iniziative in settori economici di rilievo (Agricoltura);
▫ integrazione del comparto del credito al consumo nelle filiali della Divisione Banca dei Territori;
▫ pienamente operativo il modello Asset Light della Divisione Corporate e Investment Banking, con benefici in termini di cross selling; rafforzata l’attività distributiva;
▫ in corso nella Divisione Corporate e Investment Banking il programma di eccellenza commerciale;
▫ operativa la riorganizzazione della Divisione Corporate e Investment Banking, per rafforzare il modello organizzativo focalizzato sui settori e lo sviluppo  internazionale, e in corso di implementazione la strategia internazionale di Banca IMI, focalizzata su prodotti-chiave selezionati;
▫ avviati la nuova segmentazione e il nuovo modello di servizio per i clienti affluent della Divisione Banche Estere;
▫ finalizzata la joint venture nel merchant banking con un investitore specializzato (Neuberger), con deconsolidamento delle attività;
governo continuo dei costi:
▫ semplificazione del presidio territoriale: 104 filiali chiuse dall’inizio del 2016 e 669 dal 2014;
▫ semplificazione delle entità giuridiche: già realizzate la riduzione - nell’attività di leasing, factoring, credito specialistico e consulenza -  da 7 fabbriche di prodotto a una sola (nuovo Mediocredito Italiano) e 9 fusioni di banche regionali nella Capogruppo;
gestione dinamica del credito e dei rischi:
▫ filiera dedicata alla gestione proattiva del credito pienamente operativa in tutte le Divisioni;
▫ operativa la gestione integrata dei crediti incagliati;
▫ riorganizzazione dell’Area di Governo Chief Lending Officer, strutturata per business units;
▫ separazione tra Risk Management e Compliance, con due responsabili (Chief Risk Officer e Chief Compliance Officer) che riportano direttamente al CEO;

• Capital Light Bank:
piena operatività, con circa 720 persone dedicate e circa 18 miliardi di euro di riduzione degli attivi non strategici già conseguiti;
nuovo sistema di performance management pienamente operativo su ciascuna asset class;
Re.O.Co. (Real Estate Owned Company) pienamente operativa, con un impatto positivo per il Gruppo stimato in 45 milioni di euro dal 2014;
operativa la partnership con KKR-Pillarstone;

• persone e investimenti come fattori abilitanti:
circa 4.500 persone già riconvertite su iniziative prioritarie;
- attuato il Piano di Investimento destinato alle persone del Gruppo,  con il più alto numero di partecipanti nella storia del Gruppo;
- programma “Big Financial Data” pienamente in linea con gli obiettivi (coinvolte circa 500 persone);
- pienamente operativo il Chief Innovation Officer e costituito il “Centro per l’Innovazione”, per la formazione e lo sviluppo di nuovi prodotti, processi e della “filiale ideale”, presso il nuovo Grattacielo Intesa Sanpaolo a Torino;
- lanciato un programma di digitalizzazione su larga scala per accrescere l’efficienza e il livello di servizio nei processi operativi prioritari; pienamente operativa la Digital Factory, con il lancio della digitalizzazione di 11 processi chiave, di cui 6 già completati;
- lanciato un programma di Advanced Analytics riguardante iniziative commerciali e operative in varie unità organizzative; 
- avviato l’investimento per il rinnovamento del layout di 1.000 filiali (circa 60 filiali ad oggi);
- sottoscritti oltre 180 accordi con le organizzazioni sindacali;
- oltre 5.000 persone si avvalgono già dello “smart working”;
- lanciato un “Programma di Welfare Integrato”.


 
I risultati di conto economico del terzo trimestre 2016


Il conto economico consolidato del terzo trimestre 2016(8) registra interessi netti pari a 1.859 milioni di euro, in aumento dell’ 1,5% rispetto ai 1.831 milioni del secondo trimestre 2016 e in flessione dell’ 1,5% rispetto ai 1.887 milioni del terzo trimestre 2015.
 
Le commissioni nette sono pari a 1.745 milioni di euro, in diminuzione del 5,6% rispetto  ai 1.848 milioni del secondo trimestre 2016. In dettaglio, si registra una crescita dell’ 1,1% delle commissioni da attività bancaria commerciale e una diminuzione del 3,9% delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza (risparmio gestito, prodotti assicurativi, collocamento titoli,...), nel cui ambito la componente relativa a intermediazione e collocamento di titoli diminuisce del 10,5%, quella relativa ai prodotti assicurativi del 7,5% e quella relativa al risparmio gestito dell’ 1,6% (con commissioni di performance nulle sia nel secondo sia nel terzo trimestre 2016). Le commissioni nette del terzo trimestre 2016 sono in linea con i 1.748 milioni del terzo trimestre 2015. In dettaglio, si registra una diminuzione del 4% delle commissioni da attività bancaria commerciale e un aumento del 2,1% delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza, nel cui ambito l’apporto da intermediazione e collocamento di titoli sale del 28% e quello da prodotti assicurativi cresce dell’ 11,7%, mentre quello da risparmio gestito diminuisce dell’ 8,7% (con 27 milioni di euro di commissioni di performance registrate nel terzo trimestre 2015).

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(8) In occasione della redazione del resoconto intermedio al 30 settembre 2008, sono intervenute - a seguito della crisi finanziaria internazionale - alcune modifiche nei principi contabili internazionali IAS, omologate dalla Commissione Europea, che in estrema sintesi hanno consentito di riclassificare - in determinate circostanze che si configurino come eventi inusuali - strumenti finanziari non quotati, o non più quotati, in un mercato attivo e non più detenuti per finalità di negoziazione o disponibili per la vendita: in particolare dalla categoria degli strumenti di trading  a quella delle attività disponibili per la vendita o delle attività detenute fino alla scadenza o dei finanziamenti e crediti e dalla categoria delle attività disponibili per la vendita a quella dei finanziamenti e crediti. Il Gruppo ha effettuato in anni passati - in larga misura sulla base dei prezzi al 1° luglio 2008 - una riclassificazione di attività finanziarie detenute ai fini di negoziazione per 476 milioni a finanziamenti e crediti; il Gruppo ha anche effettuato una riclassificazione di attività finanziarie disponibili per la vendita per 5.380 milioni a finanziamenti e crediti. Senza queste riclassificazioni si sarebbe registrato un impatto ante imposte nullo sul risultato dell’attività di negoziazione del terzo trimestre 2016 (un impatto negativo di 15 milioni nei primi nove mesi 2016, positivo di 2 milioni nel 2015, di 60 milioni nell’esercizio 2014, di 94 milioni nell’esercizio 2013 e di 135 milioni nell’esercizio 2012, negativo di 11 milioni nel 2011, positivo di 92 milioni nel 2010 e di 73 milioni nel 2009, negativo di 460 milioni nel 2008) e un impatto negativo ante imposte direttamente sul patrimonio netto al 30 settembre 2016 pari a 913 milioni (con un impatto negativo di 9 milioni nel terzo trimestre 2016 e di 229 milioni nei primi nove mesi 2016).
 


Il risultato dell’attività di negoziazione è pari a 248 milioni di euro  rispetto a 467 milioni del secondo trimestre 2016 (comprendenti 121 milioni di dividendi provenienti dalla quota detenuta in Banca d’Italia), con la componente relativa alla clientela che diminuisce a 96 milioni da 136 milioni, quella di capital markets e attività finanziarie AFS che si riduce a 15 milioni da 85 milioni, quella dell’attività di trading e tesoreria che scende a 130 milioni da 240 milioni (comprensivi dei predetti 121 milioni di dividendi) e quella dei prodotti strutturati di credito che rimane invariata a 6 milioni. Il risultato dell’attività di negoziazione di 248 milioni del terzo trimestre 2016 si confronta con un milione del terzo trimestre 2015, trimestre in cui l’apporto della componente relativa alla clientela era stato di 50 milioni, quello della componente di capital markets e attività finanziarie AFS negativo per 15 milioni, quello dell’attività di trading e tesoreria negativo per 32 milioni  e quello dei prodotti strutturati di credito negativo per 3 milioni.

Il risultato dell’attività assicurativa ammonta a 258 milioni di euro, rispetto ai 239 milioni del secondo trimestre 2016 e ai 241 milioni del terzo trimestre 2015.

Gli altri proventi/oneri di gestione registrano un saldo negativo pari a 104 milioni di euro (comprendenti 103 milioni di oneri relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi stimati per l’intero 2016, in aggiunta ai 12 milioni spesati nel primo semestre per la rete internazionale), rispetto a un saldo positivo pari a 136 milioni nel secondo trimestre 2016 (comprendenti 170 milioni di proventi derivanti dalla cessione della partecipazione in VISA Europe, 12 milioni di ulteriori oneri relativi al fondo di risoluzione per l’intero 2016 in aggiunta ai 136 milioni stimati nel primo trimestre 2016 e 5 milioni di oneri relativi al fondo di garanzia dei depositi spesati per la rete internazionale) e a un saldo positivo pari a 209 milioni nel terzo trimestre 2015 (comprendenti un importo di 211 milioni inerente una vertenza e oneri per 2 milioni derivanti dal contributo al fondo di risoluzione).

Complessivamente, i proventi operativi netti sono pertanto pari a 4.036 milioni di euro, in diminuzione del 12,4% rispetto ai 4.605 milioni del secondo trimestre 2016 e del 2,2% rispetto ai 4.127 milioni del terzo trimestre 2015; escludendo da un lato i contributi ai fondi di risoluzione e di garanzia dei depositi e dall’altro i proventi derivanti dalla cessione di VISA Europe e l’importo inerente una vertenza, i proventi operativi netti registrano una diminuzione del 7%  rispetto al secondo trimestre 2016 e un aumento del 5,6% rispetto al terzo trimestre 2015.

Gli oneri operativi ammontano a 2.117 milioni di euro e diminuiscono dell’ 1,7% rispetto ai 2.154 milioni del secondo trimestre 2016, a seguito di una riduzione del 2,4% per le spese del personale e del 2% per le spese amministrative e di un aumento del 4,5% per gli ammortamenti; gli oneri operativi del terzo trimestre 2016 crescono del 2,8% rispetto ai 2.059 milioni del corrispondente trimestre 2015, con un aumento del 4,6% per le spese del personale e del 4,5% per gli ammortamenti, a fronte di una diminuzione dell’ 1,1% per le spese amministrative.

 
Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 1.919 milioni di euro, in diminuzione del 21,7% rispetto ai 2.451 milioni del secondo trimestre 2016 e del 7,2% rispetto ai 2.068 milioni del terzo trimestre 2015, con un cost/income ratio nel terzo trimestre 2016 pari al 52,5%, rispetto al 46,8% del secondo trimestre 2016 e al 49,9% del terzo trimestre 2015. Escludendo da un lato i contributi ai fondi di risoluzione e di garanzia dei depositi e dall’altro i proventi derivanti dalla cessione di VISA Europe e l’importo inerente una vertenza, il cost/income ratio è pari al 51,1%, rispetto al 48,4% del secondo trimestre 2016 e al 52,6% del terzo trimestre 2015, e il risultato della gestione operativa registra una diminuzione del 12% rispetto al secondo trimestre 2016 e un aumento dell’  8,8% rispetto al terzo trimestre 2015.

Il complesso degli accantonamenti e delle rettifiche di valore nette (accantonamenti per rischi e oneri, rettifiche su crediti e rettifiche su altre attività) è pari a 996 milioni di euro, rispetto ai 1.056 milioni del secondo trimestre 2016 e ai 1.011 milioni del terzo trimestre 2015. Gli accantonamenti per rischi e oneri ammontano a 51 milioni, rispetto ai 97 milioni del secondo trimestre 2016 e ai 222 milioni del terzo trimestre 2015 (comprendenti 172 milioni derivanti dalla normativa in Croazia in merito alla conversione in euro dei crediti in franchi svizzeri). Le rettifiche nette su crediti sono pari a 917 milioni, rispetto ai 923 milioni del secondo trimestre 2016 e ai 769 milioni del terzo trimestre 2015. Le rettifiche nette su altre attività sono pari a 28 milioni, rispetto ai 36 milioni del secondo trimestre 2016 e ai 20 milioni del terzo trimestre 2015.

La voce utili/perdite su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti registra un saldo positivo per 18 milioni di euro, rispetto a un saldo negativo per 35 milioni del secondo trimestre 2016 e a un saldo positivo per 21 milioni del terzo trimestre 2015.

Il risultato corrente al lordo delle imposte è pari a 941 milioni di euro, rispetto ai 1.360 milioni del secondo trimestre 2016 e ai 1.078 milioni del terzo trimestre 2015. Escludendo i contributi ai fondi di risoluzione e di garanzia dei depositi, il risultato è pari a 1.044 milioni nel terzo trimestre 2016, a 1.377 milioni nel secondo trimestre 2016 e a 1.080 milioni nel terzo trimestre 2015.

Il risultato netto consolidato è pari a 628 milioni di euro, rispetto a 901 milioni del secondo trimestre 2016 e ai 722 milioni del terzo trimestre 2015, dopo la contabilizzazione di:
- imposte per 278 milioni di euro;
- oneri di integrazione e di incentivazione all’esodo (al netto delle imposte) per 16 milioni;
- oneri derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione (al netto delle imposte) per 26 milioni;
- utili delle attività non correnti in via di dismissione (al netto delle imposte) per 16 milioni;
- una quota di utili di pertinenza di terzi pari a 9 milioni.
Escludendo i contributi ai fondi di risoluzione e di garanzia dei depositi, il risultato è pari a 697 milioni di euro nel terzo trimestre 2016, rispetto ai 912 milioni nel secondo trimestre 2016 e ai 724 milioni nel terzo trimestre 2015.
 


I risultati di conto economico dei primi nove mesi del 2016


Il conto economico consolidato dei primi nove mesi del 2016 registra interessi netti pari a 5.545 milioni di euro, in diminuzione del 4,2% rispetto ai 5.791 milioni dei primi nove mesi del 2015.
 
Le commissioni nette sono pari a 5.269 milioni di euro, in diminuzione del 3,6% rispetto ai 5.464 milioni dei nove mesi 2015. In dettaglio, si registra una diminuzione del 2,3% delle commissioni da attività bancaria commerciale e del 5,9% delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza (risparmio gestito, prodotti assicurativi, collocamento titoli,...), nel cui ambito la componente relativa a intermediazione e collocamento di titoli scende del 29,1% e quella relativa al risparmio gestito dell’ 8,9% (con commissioni di performance nulle nei nove mesi 2016 e pari a 117 milioni nei nove mesi 2015), mentre quella relativa ai prodotti assicurativi aumenta del 13,8%.

Il risultato dell’attività di negoziazione è pari a 943 milioni di euro (comprendenti 121 milioni di dividendi provenienti dalla quota detenuta in Banca d’Italia) rispetto a 977 milioni dei nove mesi 2015 (comprendenti 144 milioni di dividendi provenienti dalla quota detenuta in Banca d’Italia), con la componente relativa alla clientela che aumenta a 339 milioni da 277 milioni, quella di capital markets e attività finanziarie AFS che cresce a 174 milioni da 130 milioni, quella dell’attività di trading e tesoreria (comprendente i predetti dividendi) che diminuisce a 418 milioni da 571 milioni e quella dei prodotti strutturati di credito che registra un saldo positivo per 11 milioni rispetto a un saldo negativo per 2 milioni.

Il risultato dell’attività assicurativa ammonta a 829 milioni di euro, rispetto agli 866 milioni dei nove mesi 2015.

Gli altri proventi/oneri di gestione registrano un saldo negativo pari a 110 milioni di euro (comprendente oneri per 148 milioni derivanti dal contributo al fondo di risoluzione e per 115 milioni derivanti dal contributo al fondo di garanzia dei depositi e proventi per 170 milioni derivanti dalla cessione della partecipazione in VISA Europe), rispetto a un saldo positivo pari a 73 milioni nei nove mesi 2015 (comprendente un importo di 211 milioni inerente una vertenza e oneri per 97 milioni derivanti dal contributo al fondo di risoluzione e per 43 milioni derivanti dal contributo al fondo di garanzia dei depositi).

Complessivamente, i proventi operativi netti sono pertanto pari a 12.664 milioni di euro, in diminuzione del 4,5% rispetto ai 13.266 milioni dei nove mesi 2015; escludendo da un lato i contributi ai fondi di risoluzione e di garanzia dei depositi e dall’altro i proventi derivanti dalla cessione di VISA Europe e l’importo inerente una vertenza, i proventi operativi netti registrano una diminuzione del 3,3% rispetto ai nove mesi 2015.

Gli oneri operativi ammontano a 6.318 milioni di euro e aumentano dello 0,9% rispetto ai 6.264 milioni dei nove mesi 2015, a seguito di una crescita del 2,9% per le spese del personale, dovuta agli incentivi per supportare la crescita, e del 2,5% per gli ammortamenti e di una diminuzione del 3,7% per le spese amministrative.
 
Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 6.346 milioni di euro, in diminuzione del 9,4% rispetto ai 7.002 milioni dei nove mesi 2015, con un cost/income ratio nei nove mesi 2016 pari al 49,9%, rispetto al 47,2% dei nove mesi 2015. Escludendo da un lato i contributi ai fondi di risoluzione e di garanzia dei depositi e dall’altro i proventi derivanti dalla cessione di VISA Europe e l’importo inerente una vertenza, il cost/income ratio è pari al 49,5%, rispetto al 47,5% dei nove mesi 2015, e il risultato della gestione operativa registra una diminuzione del 7,1% rispetto ai nove mesi 2015.

Il complesso degli accantonamenti e delle rettifiche di valore nette (accantonamenti per rischi e oneri, rettifiche su crediti e rettifiche su altre attività) è pari a 2.782 milioni di euro, rispetto ai 2.787 milioni dei nove mesi 2015. Gli accantonamenti per rischi e oneri ammontano a 164 milioni, rispetto ai 344 milioni dei nove mesi 2015 (comprendenti 172 milioni derivanti dalla normativa in Croazia in merito alla conversione in euro dei crediti in franchi svizzeri). Le rettifiche nette su crediti sono pari a 2.534 milioni, rispetto ai 2.383 milioni dei nove mesi 2015. Le rettifiche nette su altre attività sono pari a 84 milioni, rispetto ai 60 milioni dei nove mesi 2015.

La voce utili/perdite su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti registra un saldo negativo per 22 milioni di euro, rispetto a un saldo positivo per 87 milioni dei nove mesi 2015.

Il risultato corrente al lordo delle imposte è pari a 3.542 milioni di euro, rispetto ai 4.302 milioni dei nove mesi 2015. Escludendo i contributi ai fondi di risoluzione e di garanzia dei depositi, il risultato è pari a 3.805 milioni nei nove mesi 2016 e a 4.442 milioni nei nove mesi 2015.

Il risultato netto consolidato è pari a 2.335 milioni di euro, rispetto ai 2.726 milioni dei nove mesi 2015, dopo la contabilizzazione di:
- imposte per 1.001 milioni di euro;
- oneri di integrazione e di incentivazione all’esodo (al netto delle imposte) per 67 milioni;
- oneri derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione (al netto delle imposte) per 82 milioni;
- utili delle attività non correnti in via di dismissione (al netto delle imposte) per 44 milioni;
- una quota di utili di pertinenza di terzi pari a 101 milioni.
Escludendo i contributi ai fondi di risoluzione e di garanzia dei depositi, il risultato è pari a 2.517 milioni di euro nei nove mesi 2016 e a 2.830 milioni nei nove mesi 2015.


 
Lo stato patrimoniale al 30 settembre 2016

Per quanto riguarda lo stato patrimoniale consolidato, al 30 settembre 2016 i crediti verso la clientela sono pari a 365 miliardi di euro, in crescita del 5% rispetto al 31 dicembre 2015 e del 6,5% rispetto al 30 settembre 2015 (in aumento dello 0,9% nel terzo trimestre 2016 rispetto al secondo trimestre 2016 e del 2,6% nei nove mesi 2016 rispetto ai nove mesi 2015 se si considerano i volumi medi anziché quelli di fine periodo). Il complesso dei crediti deteriorati (in sofferenza, inadempienze probabili e scaduti/sconfinanti) ammonta - al netto delle rettifiche di valore - a 31.044 milioni di euro, in diminuzione del 6,2% rispetto ai 33.086 milioni del 31 dicembre 2015. In quest’ambito, i crediti in sofferenza si attestano a 15.014 milioni di euro rispetto ai 14.973 milioni del 31 dicembre 2015, con un’incidenza sui crediti complessivi pari al 4,1% (4,3% al 31 dicembre 2015) e un grado di copertura al 60,5% (61,8% a fine 2015). Considerando, oltre alle rettifiche specifiche, anche il valore delle garanzie relative alle sofferenze, il grado di copertura complessivo delle stesse è pari al 148% includendo le garanzie reali e al 155% includendo anche le garanzie personali. Le inadempienze probabili diminuiscono a 15.480 milioni di euro dai 17.091 milioni del dicembre 2015 e i crediti scaduti/sconfinanti scendono a 550 milioni di euro da 1.022 milioni di fine 2015.

Le attività finanziarie della clientela risultano pari a 845 miliardi di euro (dopo le elisioni per le componenti che costituiscono sia raccolta diretta sia raccolta indiretta), in aumento dello 0,3% rispetto al 31 dicembre 2015 e del 3,8% rispetto al 30 settembre 2015. Nell’ambito delle attività finanziarie della clientela, la raccolta diretta bancaria ammonta a 380 miliardi, in aumento del 2% rispetto al 31 dicembre 2015 e del 5,8% rispetto al 30 settembre 2015, e il complesso di raccolta diretta assicurativa e riserve tecniche è pari a 143 miliardi, in crescita del 7,6% rispetto al 31 dicembre 2015 e del 12,6% rispetto al 30 settembre 2015; la raccolta indiretta ammonta a 464 miliardi, in diminuzione dell’ 1% rispetto al 31 dicembre 2015 e in crescita del 2,2% rispetto al 30 settembre 2015. L’ammontare di risparmio gestito raggiunge i 309 miliardi, in aumento del 2,3% rispetto al 31 dicembre 2015 e del 3,7% rispetto al 30 settembre 2015; la nuova produzione vita nei primi nove mesi del 2016 ammonta a 17,4 miliardi di euro (-9,8% rispetto ai nove mesi 2015). La raccolta amministrata è pari a 155 miliardi, in diminuzione del 6,9% rispetto al 31 dicembre 2015 e dello 0,8% rispetto al 30 settembre 2015.

I coefficienti patrimoniali al 30 settembre 2016 - calcolati applicando i criteri transitori in vigore per il 2016, tenendo conto di circa 2.250 milioni di euro di dividendi maturati nei nove mesi - risultano pari a:
- 12,8% per il Common Equity ratio (9) (13% a fine 2015),
- 14,1% per il Tier 1 ratio (9) (13,8% a fine 2015),
- 17,2% per il coefficiente patrimoniale totale (9) (16,6% a fine 2015).

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(9) Dopo la deduzione dei dividendi maturati, posti pari all’utile netto dei primi nove mesi diminuito del rateo cedole maturato sulle emissioni di Additional Tier 1.


 
La stima del common equity ratio pro-forma del Gruppo a regime è pari al 13% (13,1% al 31 dicembre 2015), applicando ai dati di bilancio del 30 settembre 2016 i parametri indicati a regime e considerando l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti, l’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse e il Danish compromise (per cui gli  investimenti assicurativi vengono trattati come attivi ponderati per il rischio anziché dedotti dal capitale, con un beneficio di 14 centesimi di punto).


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Le scelte strategiche perseguite hanno permesso a Intesa Sanpaolo di confermarsi come uno dei gruppi bancari più solidi a livello internazionale, i cui punti di forza - oltre a quanto precedentemente detto in merito alla qualità dei crediti e al livello dei coefficienti patrimoniali - sono costituiti da una robusta liquidità e da un leverage contenuto.

Con riferimento alla liquidità, Intesa Sanpaolo si caratterizza per:
- un’elevata liquidità prontamente disponibile (inclusi gli attivi stanziabili presso le Banche Centrali ricevuti a collaterale ed esclusi quelli dati a collaterale), pari a 127 miliardi di euro a fine settembre 2016,
- un elevato ammontare di attività liquide (comprendenti la liquidità prontamente disponibile - esclusi gli attivi stanziabili ricevuti a collaterale - e gli attivi stanziabili dati a collaterale), pari a 76 miliardi di euro a fine settembre 2016,
- operazioni di finanziamento con BCE per ottimizzare il costo del funding e supportare gli investimenti delle aziende clienti pari mediamente nel terzo trimestre del 2016 a 36,4 miliardi di euro (27,6 miliardi mediamente nel primo trimestre 2016, 27,7 miliardi mediamente nel secondo trimestre 2016 e 23,2 miliardi mediamente nel 2015), costituite interamente dall’operazione TLTRO con scadenza quadriennale (a fine settembre 2016 il Gruppo ha partecipato alla seconda operazione TLTRO II per un ammontare pari a circa 5 miliardi di euro, dopo avere partecipato a fine giugno 2016 alla prima operazione TLTRO II per circa 36 miliardi a fronte del rimborso integrale del finanziamento TLTRO I in essere per 27,6 miliardi di euro);
- fonti di raccolta stabili e ben diversificate, con raccolta diretta - bancaria - da clientela (inclusi i titoli emessi) costituita per il 73% dalla componente retail,
- raccolta a medio lungo termine per circa 11 miliardi da inizio anno, di cui circa 4 miliardi relativi alla componente retail,
- per quanto riguarda la componente wholesale della raccolta a medio lungo termine da inizio anno, operazioni benchmark di Additional Tier 1 per 1,25 miliardi di euro, subordinati di tipo Tier 2 per 1,5 miliardi di dollari e covered bond per 1,25 miliardi di euro (per quasi il 90% collocate presso investitori esteri).

Il leverage ratio al 30 settembre 2016 è pari a 6,7% applicando i criteri transitori in vigore per il 2016 e a 6,4% applicando i criteri a regime, valori tra i migliori nel confronto con i principali gruppi bancari europei.


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Al 30 settembre 2016, la struttura operativa del Gruppo Intesa Sanpaolo si articola in 5.235 sportelli bancari - di cui 4.036 in Italia e 1.199 all’estero - con 89.545 persone.

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I risultati per area di Business


La Divisione Banca dei Territori include:
- clientela Retail (clienti privati con attività finanziarie fino a 100.000 euro e attività/aziende con bassa complessità di esigenze);
- clientela Personal (clienti privati con attività finanziarie da 100.000 euro a un milione di euro);
- clientela Imprese, costituta da aziende con fatturato di gruppo non superiore a 350 milioni.
Nella Divisione sono inoltre incluse le controllate Banca Prossima, che opera - attraverso le filiali del Gruppo con presidi locali e specialisti dedicati - al servizio degli enti nonprofit,  Mediocredito Italiano, che è il Polo della Finanza di Impresa, e Setefi, specializzata nella gestione dei pagamenti elettronici.

La Divisione Banca dei Territori nel terzo trimestre 2016 registra:
- proventi operativi netti per 2.146 milioni, -6,3% rispetto a 2.290 milioni del secondo trimestre 2016;
- oneri operativi per 1.198 milioni, -3,5% rispetto a 1.241 milioni del secondo trimestre 2016; 
- un risultato della gestione operativa di 949 milioni, -9,6% rispetto a 1.049 milioni del secondo trimestre 2016; 
- un cost/income ratio al  55,8% rispetto al 54,2% del  secondo trimestre 2016; 
- un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche nette pari a 579 milioni, rispetto a 504 milioni del secondo trimestre 2016; 
- un risultato corrente al lordo delle imposte pari a 370 milioni, -32,2% rispetto a 545 milioni del secondo trimestre 2016; 
- un risultato netto pari a  212 milioni, -40,5%  rispetto a 356 milioni del secondo trimestre 2016.
 
La Divisione Banca dei Territori nei primi nove mesi del 2016 registra:
- proventi operativi netti per 6.555 milioni, -3,3% rispetto a  6.776  milioni dei primi nove mesi 2015, pari a circa il 52% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (51% nei  primi nove mesi 2015); 
- oneri operativi per 3.627 milioni, +0,3% rispetto a 3.615 milioni dei primi nove mesi 2015; 
- un risultato della gestione operativa di 2.928 milioni, -7,4% rispetto a 3.161 milioni dei primi nove mesi 2015; 
- un cost/income ratio al  55,3%  rispetto al 53,4% dei primi nove mesi 2015; 
- un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche nette pari a 1.539 milioni,  rispetto a 1.560 milioni dei primi nove mesi 2015; 
- un risultato corrente al lordo delle imposte pari a 1.389 milioni, -13,2% rispetto a 1.601 milioni dei primi nove mesi 2015; 
- un risultato netto pari a   854 milioni,  -9,7% rispetto a 946  milioni dei primi nove mesi 2015. 
 
La Divisione Corporate e Investment Banking comprende:
- International Network & Global Industries, cui compete la relazione con gruppi industriali multinazionali che operano in otto settori chiave ad elevato potenziale di crescita (automotive & industrial; basic resources & diversified; consumer, retail & luxury; healthcare & chemical; infrastructures & construction; oil & gas; power & utilities; telecom, media & technology), e cui è inoltre affidata la responsabilità delle filiali estere, degli uffici di rappresentanza e delle società estere corporate (Intesa Sanpaolo Bank Luxembourg, Intesa Sanpaolo Bank Ireland e Intesa Sanpaolo Brasil), nonché l’assistenza specialistica per il sostegno ai processi di internazionalizzazione delle aziende italiane e per il sostegno all’export;
- Corporate e Public Finance, cui compete la relazione con gruppi italiani di grandi e medie dimensioni e che opera altresì al servizio della clientela Stato, enti pubblici, enti locali, università, public utilities, general contractor e sanità pubblica e privata;
- Financial Institutions, cui compete la relazione con le istituzioni finanziarie;
- Global Transaction Banking, cui compete la gestione dei servizi transazionali;
- Banca IMI, deputata all’attività di investment banking (M&A e advisory), finanza strutturata, capital markets e primary market (equity e debt capital market).
Nel perimetro della Divisione rientra inoltre l’attività di gestione del portafoglio proprietario del Gruppo.


La Divisione Corporate e Investment Banking nel terzo trimestre 2016 registra:
- proventi operativi netti per 712 milioni, -20,7% rispetto a 898 milioni del secondo trimestre 2016; 
- oneri operativi per 224 milioni, -5,6% rispetto a 237 milioni del secondo trimestre 2016;
- un risultato della gestione operativa di 488 milioni, -26,1% rispetto a 661 milioni del secondo trimestre 2016; 
- un cost/income ratio al 31,4%  rispetto al 26,4% del  secondo trimestre 2016; 
- un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche nette pari a 72 milioni, rispetto a 88 milioni del secondo trimestre 2016; 
- un saldo netto delle attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti pari a  2 milioni,  rispetto a 18 milioni del secondo trimestre 2016; 
- un risultato corrente al lordo delle imposte pari a 418 milioni, -29,2% rispetto a 591 milioni del secondo trimestre 2016; 
- un risultato netto pari a   298 milioni,  -25,4% rispetto a 399 milioni del secondo trimestre 2016.
 
La Divisione Corporate e Investment Banking nei primi nove mesi del 2016 registra:
- proventi operativi netti per 2.390 milioni, +0,4% rispetto a 2.381  milioni dei primi nove mesi 2015, pari a circa il 19% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (18% nei  primi nove mesi 2015); 
- oneri operativi per 683 milioni, +0,3% rispetto a 681 milioni dei primi nove mesi 2015;
- un risultato della gestione operativa di 1.707 milioni, +0,4% rispetto a 1.700 milioni dei primi nove mesi 2015; 
- un cost/income ratio al   28,6%, invariato rispetto ai primi nove mesi 2015; 
- un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche nette pari a 198 milioni, rispetto a 192 milioni dei primi nove mesi 2015; 
- un saldo netto delle attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti pari a  20 milioni, rispetto a un saldo nullo dei primi nove mesi 2015;
- un risultato corrente al lordo delle imposte pari a 1.529 milioni, +1,4%  rispetto a 1.508 milioni dei primi nove mesi 2015; 
- un risultato netto pari a   1.055 milioni, +0,8% rispetto a 1.047 milioni dei primi nove mesi 2015. 

La Divisione Banche Estere (10) presidia l’attività del Gruppo sui mercati esteri nei quali è presente tramite banche controllate e partecipate che svolgono attività di commercial banking, fornisce indirizzo, coordinamento e supporto alle controllate, è responsabile della definizione delle linee strategiche di sviluppo del Gruppo relativamente alla presenza diretta sui mercati esteri, con esplorazione sistematica e analisi di nuove opportunità di crescita sui mercati già presidiati e su nuovi mercati, del coordinamento dell’operatività delle banche estere e della gestione delle relazioni delle banche estere con le strutture centralizzate della Capogruppo e con le filiali o altri uffici esteri della Divisione Corporate e Investment Banking. La Divisione presidia le seguenti aree geografiche: i) Europa Sud Orientale, con Privredna Banka Zagreb in Croazia, Banca Intesa Beograd in Serbia, Intesa Sanpaolo Banka Bosna i Hercegovina in Bosnia-Erzegovina, Intesa Sanpaolo Bank Albania e Intesa Sanpaolo Bank Romania; ii) Europa Centro Orientale, con Banka Koper in Slovenia, VUB Banka in Slovacchia e CIB Bank in Ungheria; iii) CIS e South Mediterranean, con Banca Intesa nella Federazione Russa e Bank of Alexandria in Egitto.

La Divisione Banche Estere nel terzo trimestre 2016 registra:
- proventi operativi netti per 527 milioni, -6,8% rispetto a 566 milioni del secondo trimestre 2016; 
- oneri operativi per 240 milioni, +0,5% rispetto a 239 milioni del secondo trimestre 2016;
- un risultato della gestione operativa di 287 milioni, -12,1% rispetto a 327 milioni del secondo trimestre 2016; 
- un cost/income ratio al 45,5%  rispetto al 42,2%  del  secondo trimestre 2016; 
- un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche nette pari a 44 milioni, rispetto a 46 milioni del secondo trimestre 2016; 
- un saldo netto delle attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti pari a un milione, rispetto a un saldo nullo del secondo trimestre 2016; 
- un risultato corrente al lordo delle imposte pari a 243 milioni, -13,3% rispetto a 281 milioni del secondo trimestre 2016; 
- un risultato netto pari a  190 milioni, -12,8%  rispetto a 217 milioni del secondo trimestre 2016. 

________
(10) La Divisione non include Pravex-Bank in Ucraina e la bad bank di CIB Bank in Ungheria, che rispondono alla business unit Capital Light Bank.
 
La Divisione Banche Estere nei primi nove mesi del 2016 registra:
- proventi operativi netti per 1.596 milioni, +1,4% rispetto a 1.574  milioni dei primi nove mesi 2015, pari a circa il 13% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (12% nei  primi nove mesi 2015); 
- oneri operativi per 718 milioni, -4,1% rispetto a 749 milioni dei primi nove mesi 2015;
- un risultato della gestione operativa di 878 milioni, +6,4% rispetto a 825 milioni dei primi nove mesi 2015; 
- un cost/income ratio al   45% rispetto al 47,6% dei primi nove mesi 2015; 
- un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche nette pari a 132 milioni, rispetto a 401 milioni dei primi nove mesi 2015; 
- un saldo netto delle attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti pari a  4 milioni,  rispetto a un milione dei primi nove mesi 2015; 
- un risultato corrente al lordo delle imposte pari a 750 milioni, +76,5% rispetto a 425 milioni dei primi nove mesi 2015; 
- un risultato netto pari a   578 milioni,  +84,7% rispetto a 313 milioni dei primi nove mesi 2015. 

La Divisione Private Banking serve il segmento di clientela di fascia alta (Private e High Net Worth Individuals) tramite Fideuram e le sue controllate Fideuram Investimenti, Intesa Sanpaolo Private Banking, Sirefid, Fideuram Fiduciaria, Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) e Fideuram Asset Management Ireland.

La Divisione Private Banking nel terzo trimestre 2016 registra:
- proventi operativi netti per 421 milioni, -2%  rispetto a 430 milioni del secondo trimestre 2016; 
- oneri operativi per 134 milioni, +0,3% rispetto a 133 milioni del secondo trimestre 2016;
- un risultato della gestione operativa di 288 milioni, -3% rispetto a 296 milioni del secondo trimestre 2016; 
- un cost/income ratio al  31,8%  rispetto al 31% del  secondo trimestre 2016; 
- un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche nette pari a 14 milioni, rispetto a 15 milioni del secondo trimestre 2016; 
- un risultato corrente al lordo delle imposte pari a 274 milioni, -2,5% rispetto a 281 milioni del secondo trimestre 2016; 
- un risultato netto pari a   165 milioni,  -3,2% rispetto a 170  milioni del secondo trimestre 2016. 

La Divisione Private Banking nei primi nove mesi del 2016 registra:
- proventi operativi netti per 1.290 milioni, +0,5% rispetto a 1.284  milioni dei primi nove mesi 2015, pari a circa il 10% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (10% anche nei  primi nove mesi 2015); 
- oneri operativi per 391 milioni, +1% rispetto a 387  milioni dei primi nove mesi 2015;
- un risultato della gestione operativa di 899 milioni, +0,2% rispetto a 897 milioni dei primi nove mesi 2015; 
- un cost/income ratio al  30,3%  rispetto al 30,1% dei primi nove mesi 2015; 
- un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche nette pari a 35 milioni, rispetto a 23 milioni dei primi nove mesi 2015; 
- un risultato corrente al lordo delle imposte pari a 864 milioni, -1,1% rispetto a 874 milioni dei primi nove mesi 2015; 
- un risultato netto pari a   529 milioni,  +0,4% rispetto a 527 milioni dei primi nove mesi 2015. 

La Divisione Asset Management fornisce soluzioni di asset management rivolte alla clientela del Gruppo, alle reti commerciali esterne al Gruppo e alla clientela istituzionale tramite Eurizon Capital. Ad Eurizon Capital fanno capo le controllate Eurizon Capital SA (Lussemburgo), specializzata nella gestione di fondi comuni lussemburghesi a basso tracking error, VUB Asset Management (Slovacchia), controllata da Eurizon Capital SA con il 50,12%, cui fanno capo l’ungherese CIB IFM e la croata PBZ Invest (polo dell’asset management nell’Est Europa), e Epsilon Associati SGR - specializzata nella gestione attiva di portafoglio e, in particolare, nelle gestioni quantitative e multi strategia con obiettivi di investimento di tipo “total return” - e controllata al 51% da Eurizon Capital e per il restante 49% da Banca IMI, e il 49% della società cinese di asset management Penghua Fund Management.

La Divisione Asset Management nel terzo trimestre 2016 registra:
- proventi operativi netti per 168 milioni, +11,6% rispetto a 151 milioni del secondo trimestre 2016;  
- oneri operativi per 32 milioni,  -1,9% rispetto a 33 milioni del secondo trimestre 2016;
- un risultato della gestione operativa di 136 milioni,  +15,3% rispetto a 118 milioni del secondo trimestre 2016;  
- un cost/income ratio al 19,2%  rispetto al 21,8% del secondo trimestre 2016;  
- un risultato corrente al lordo delle imposte pari a 137 milioni, +15,7% rispetto a 118 milioni del secondo trimestre 2016;  
- un risultato netto pari a 103 milioni, +15,4% rispetto a 89 milioni del secondo trimestre 2016.   

La Divisione Asset Management nei primi nove mesi del 2016 registra:
- proventi operativi netti per 468 milioni, -15,2% rispetto a 552 milioni dei primi nove mesi 2015, pari a circa il 4% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (4%  anche nei primi nove mesi 2015); 
- oneri operativi per 97 milioni,  -3% rispetto a 100 milioni dei primi nove mesi 2015; 
- un risultato della gestione operativa di 371 milioni,  -17,9% rispetto a 452 milioni dei primi nove mesi 2015; 
- un cost/income ratio al  20,7%  rispetto al 18,1% dei primi nove mesi 2015; 
- un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche nette nullo, rispetto a un milione dei primi nove mesi 2015; 
- un risultato corrente al lordo delle imposte pari a 371 milioni, -17,7% rispetto a 451 milioni dei primi nove mesi 2015; 
- un risultato netto pari a  282 milioni, -16,3%  rispetto a 337 milioni dei primi nove mesi 2015. 
 
La Divisione Insurance sviluppa l’offerta dei prodotti assicurativi rivolti alla clientela del Gruppo e include Intesa Sanpaolo Vita (che controlla anche Intesa Sanpaolo Assicura) e Fideuram Vita.

La Divisione Insurance nel terzo trimestre 2016 registra:
- proventi operativi netti per 297 milioni, -3%  rispetto a 306 milioni del secondo trimestre 2016; 
- oneri operativi per 39 milioni,  +1,9%  rispetto a 39 milioni del secondo trimestre 2016;
- un risultato della gestione operativa di 257 milioni, -3,8% rispetto a 267 milioni del secondo trimestre 2016; 
- un cost/income ratio al  13,2%  rispetto al 12,6% del  secondo trimestre 2016; 
- un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche nette pari a 2 milioni, rispetto a 8 milioni del secondo trimestre 2016; 
- un risultato corrente al lordo delle imposte pari a 255 milioni, -1,6% rispetto a 259 milioni del secondo trimestre 2016; 
- un risultato netto pari a   168 milioni,  -4,7% rispetto a 176  milioni del secondo trimestre 2016. 

La Divisione Insurance nei primi nove mesi del 2016 registra:
- proventi operativi netti per 970 milioni, +4,2% rispetto a 931 milioni dei primi nove mesi 2015, pari a circa il 8% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (7%  nei  primi nove mesi 2015); 
- oneri operativi per 115 milioni,  +3,6%  rispetto a 111 milioni dei primi nove mesi 2015;
- un risultato della gestione operativa di  855 milioni, +4,3% rispetto a 820 milioni dei primi nove mesi 2015; 
- un cost/income ratio all’  11,9%, in linea con i primi nove mesi 2015; 
- un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche nette pari a 11  milioni, rispetto a 13 milioni dei primi nove mesi 2015; 
- un risultato corrente al lordo delle imposte pari a 844 milioni, +4,6% rispetto a 807 milioni dei primi nove mesi 2015; 
- un risultato netto pari a 560 milioni, +2,9% rispetto a 544 milioni dei primi nove mesi 2015. 


Le prospettive per l’esercizio in corso

Per il Gruppo Intesa Sanpaolo, è atteso un andamento dell’anno in corso che, anche avvalendosi dei proventi derivanti dalle cessioni di asset non-core a fronte dell'iscrizione di oneri e rettifiche di valore, conduca a un utile netto consolidato superiore a quello del 2015 e coerente con l'impegno alla distribuzione di tre miliardi di euro di dividendi cash per l’esercizio 2016, indicato nel Piano di Impresa 2014-2017.

* * *


 
Ai fini di comparabilità dei risultati:
- i dati di conto economico e di stato patrimoniale dei quattro trimestri del 2015 e del primo trimestre del 2016 sono stati riesposti a seguito della firma del contratto di vendita di Setefi e di Intesa Sanpaolo Card e del perfezionamento della cessione di un portafoglio di crediti in bonis della controllata Accedo;  le relative componenti sono state deconsolidate linea per linea, attribuendo l’apporto di Setefi e di Intesa Sanpaolo Card in termini di conto economico e di stato patrimoniale all’utile/perdita e alle pertinenti voci di attivo e passivo dei gruppi di attività in via di dismissione e quello del portafoglio di Accedo in termini di conto economico all’utile di pertinenza di terzi;
- inoltre, i dati di conto economico e di stato patrimoniale del primo trimestre 2015 sono stati riesposti a seguito della rescissione dell’accordo di compravendita della controllata ucraina Pravex-Bank firmato nel gennaio 2014; le relative componenti sono state riconsolidate linea per linea, mentre in precedenza il relativo apporto in termini di conto economico e di stato patrimoniale era attribuito, rispettivamente, all’utile/perdita e alle pertinenti voci di attivo e passivo dei gruppi di attività in via di dismissione;
- infine, sono stati riesposti linea per linea, a seguito del consolidamento di Risanamento, i dati di conto economico dei primi due trimestri 2015 - attribuendo il corrispondente risultato netto agli utili di pertinenza di terzi - e i dati di stato patrimoniale del primo trimestre 2015.

* * *


Allo scopo di consentire una più completa informativa sui risultati conseguiti al 30 settembre 2016, si allegano i prospetti relativi al conto economico e allo stato patrimoniale consolidati riclassificati inclusi nel resoconto approvato dal Consiglio di Amministrazione. Si precisa che la società di revisione sta completando le attività finalizzate al rilascio dell’attestazione prevista dall’art. 26 (2) del Regolamento dell’Unione Europea n. 575/2013 e dalla Decisione della Banca Centrale Europea n. 2015/656.

* * *


Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Fabrizio Dabbene, dichiara ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del Testo Unico della Finanza che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili.

* * *


La presente comunicazione e le informazioni ivi contenute non hanno finalità di né costituiscono in alcun modo consulenza in materia di investimenti. Le dichiarazioni ivi contenute non sono state oggetto di verifica indipendente. Non viene fatta alcuna dichiarazione o garanzia, espressa o implicita,  in riferimento a, e nessun affidamento dovrebbe essere fatto relativamente all’imparzialità, accuratezza, completezza, correttezza e affidabilità delle informazioni ivi contenute. La Società e i suoi rappresentanti declinano ogni responsabilità (sia per negligenza o altro), derivanti in qualsiasi modo da tali informazioni e/o per eventuali perdite derivanti dall’utilizzo o meno di questa comunicazione. Accedendo a questi materiali, il lettore accetta di essere vincolato dalle limitazioni di cui sopra.

Questo comunicato stampa contiene previsioni e stime che riflettono le attuali opinioni del management Intesa Sanpaolo in merito ad eventi futuri. Previsioni e stime sono in genere identificate da espressioni come “è possibile,” “si dovrebbe,” “si prevede,” “ci si attende,” “si stima,” “si ritiene,” “si intende,” “si progetta,” “obiettivo” oppure dall’uso negativo di queste espressioni o da altre varianti di tali espressioni oppure dall’uso di terminologia comparabile. Queste previsioni e stime comprendono, ma non si limitano a, tutte le informazioni diverse dai dati di fatto, incluse, senza limitazione, quelle relative alla posizione finanziaria futura di Intesa Sanpaolo e ai risultati operativi, la strategia, i piani, gli obiettivi e gli sviluppi futuri nei mercati in cui Intesa Sanpaolo opera o intende operare.

A seguito di tali incertezze e rischi, si avvisano i lettori che non devono fare eccessivo affidamento su tali informazioni di carattere previsionale come previsione di risultati effettivi. La capacità del Gruppo Intesa Sanpaolo di raggiungere i risultati previsti dipende da molti fattori al di fuori del controllo del management. I risultati effettivi possono differire significativamente (ed essere più negativi di) da quelli previsti o impliciti nei dati previsionali. Tali previsioni e stime comportano rischi ed incertezze che potrebbero avere un impatto significativo sui risultati attesi e si fondano su assunti di base.

Le previsioni e le stime ivi formulate si basano su informazioni a disposizione di Intesa Sanpaolo alla data odierna. Intesa Sanpaolo non si assume alcun obbligo di aggiornare pubblicamente e di rivedere previsioni e stime a seguito della disponibilità di nuove informazioni, di eventi futuri o di altro, fatta salva l’osservanza delle leggi applicabili. Tutte le previsioni e le stime successive, scritte ed orali, attribuibili a Intesa Sanpaolo o a persone che agiscono per conto della stessa sono espressamente qualificate, nella loro interezza, da queste dichiarazioni cautelative.

 

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