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INTESA SANPAOLO: RISULTATI CONSOLIDATI AL 30 SETTEMBRE 2017

UTILE NETTO CONTABILE DEI PRIMI NOVE MESI 2017 A € 5.888 MLN, CHE COMPRENDE IL CONTRIBUTO PUBBLICO CASH DI € 3,5 MLD A COMPENSAZIONE DEGLI IMPATTI SUI COEFFICIENTI PATRIMONIALI DERIVANTI DALL’ACQUISIZIONE DEI RAMI DI ATTIVITA’ DI BANCA POPOLARE DI VICENZA E VENETO BANCA.

UTILE NETTO A € 2.469 MLN SE SI ESCLUDE IL PREDETTO CONTRIBUTO PUBBLICO E L’IMPATTO DEI RAMI ACQUISITI, A € 3.108 MLN SE SI ESCLUDONO ANCHE I TRIBUTI E GLI ALTRI ONERI RIGUARDANTI IL SISTEMA BANCARIO.

PREVISTA NEL QUARTO TRIMESTRE LA CONTABILIZZAZIONE DI CIRCA € 800 MLN DI PLUSVALENZA NETTA DALLA CESSIONE DI ALLFUNDS FIRMATA NEL PRIMO TRIMESTRE.

ELEVATA PATRIMONIALIZZAZIONE, LARGAMENTE SUPERIORE AI REQUISITI NORMATIVI ANCHE NELLO SCENARIO AVVERSO DELLO STRESS TEST: COMMON EQUITY RATIO PRO-FORMA A REGIME AL 13,4% TENENDO CONTO DEI DIVIDENDI MATURATI NEI NOVE MESI.

RISULTATI IN LINEA CON L’IMPEGNO A DISTRIBUIRE € 3,4 MLD DI DIVIDENDI CASH PER IL 2017 PREVISTO DAL PIANO DI IMPRESA.

IL SIGNIFICATIVO AUMENTO DEL RISULTATO CORRENTE LORDO NEI 9 MESI 2017 (+16,2% VS 9 MESI 2016, ESCLUDENDO IL PREDETTO CONTRIBUTO PUBBLICO E L’IMPATTO DEI RAMI ACQUISITI) RIFLETTE I PUNTI DI FORZA DEL MODELLO DI BUSINESS DI INTESA SANPAOLO - UNA GENERAZIONE DI RICAVI FOCALIZZATA SULLA CRESCITA DELLE COMMISSIONI E UN ELEVATO LIVELLO DI EFFICIENZA - E IL MIGLIORAMENTO DEL TREND DELLA QUALITA’ DEL CREDITO.

MIGLIORAMENTO DEL TREND DELLA QUALITA’ DEL CREDITO: IN 24 MESI RIDUZIONE DI € 11 MLD DELLO STOCK DI CREDITI DETERIORATI LORDI, SENZA ONERI STRAORDINARI PER GLI AZIONISTI, E NEL 3° TRIM. 2017 IL FLUSSO LORDO DA BONIS PIU’ BASSO DALLA COSTITUZIONE DI INTESA SANPAOLO.

INTESA SANPAOLO E’ UN ACCELERATORE DELLA CRESCITA DELL’ECONOMIA REALE IN ITALIA: CIRCA 36 MLD DI EURO DI NUOVO CREDITO A MEDIO-LUNGO TERMINE A FAMIGLIE E IMPRESE DEL PAESE NEI 9 MESI 2017 (+4,5% VS 9 MESI 2016); OLTRE 15 MILA AZIENDE RIPORTATE IN BONIS NEI 9 MESI 2017 E PIU’ DI 67 MILA DAL 2014.


  • SOLIDO UTILE NETTO:
    • UTILE CONTABILE:
    • € 650 MLN NEL 3° TRIM. 2017
    • € 5.888 MLN NEI 9 MESI 2017, CHE COMPRENDE IL CONTRIBUTO PUBBLICO DI € 3,5 MLD (*)
    ESCLUDENDO IL CONTRIBUTO PUBBLICO (*) E L’APPORTO DEI RAMI ACQUISITI:
    • € 731 MLN NEL 3° TRIM. 2017, VS € 837 MLN NEL 2° TRIM. 2017 E € 628 MLN NEL 3° TRIM. 2016
    • € 2.469 MLN NEI 9 MESI 2017 VS € 2.335 MLN NEI 9 MESI 2016
    • ESCLUDENDO ANCHE L’AMMONTARE DI TRIBUTI E ALTRI ONERI RIGUARDANTI IL SISTEMA BANCARIO (**):
    • € 910 MLN NEL 3° TRIM. 2017, VS € 1.015 MLN NEL 2° TRIM. 2017 E € 697 MLN NEL 3° TRIM. 2016
    • € 3.108 MLN NEI 9 MESI 2017 VS € 2.517 MLN NEI 9 MESI 2016
  • CRESCE IL RISULTATO DELLA GESTIONE OPERATIVA:
      +1,5% NEI 9 MESI 2017 VS 9 MESI 2016, SE SI ESCLUDONO GLI EFFETTI DELLA SVALUTAZIONE DELLA VALUTA EGIZIANA E I DIVIDENDI DERIVANTI DALLA QUOTA DETENUTA IN BANCA D’ITALIA

  • AUMENTANO I PROVENTI OPERATIVI NETTI:
      +1,4% NEI 9 MESI 2017 VS 9 MESI 2016, SE SI ESCLUDONO GLI EFFETTI DELLA SVALUTAZIONE DELLA VALUTA EGIZIANA E I DIVIDENDI DERIVANTI DALLA QUOTA DETENUTA IN BANCA D’ITALIA

  • MIGLIORAMENTO DEL TREND DELLA QUALITA’ DEL CREDITO:
    • SCENDE IL FLUSSO LORDO TRIMESTRALE DI CREDITI DETERIORATI PROVENIENTI DA BONIS:
    • A € 990 MLN (IL PIU’ BASSO DALLA COSTITUZIONE DI INTESA SANPAOLO), -3% VS 2° TRIM. 2017
    • CALO DELLO STOCK DI CREDITI DETERIORATI:
    • DI € 11 MLD IN 24 MESI AL LORDO DELLE RETTIFICHE, SENZA ONERI STRAORDINARI PER GLI AZIONISTI
    • -7,8% VS DICEMBRE 2016 AL LORDO DELLE RETTIFICHE
    • -9,1% VS DICEMBRE 2016 AL NETTO DELLE RETTIFICHE
  • ELEVATA PATRIMONIALIZZAZIONE, LARGAMENTE SUPERIORE AI REQUISITI NORMATIVI ANCHE NELLO SCENARIO AVVERSO DELLO STRESS TEST:
    COMMON EQUITY RATIO AL 30 SETTEMBRE 2017, TENENDO CONTO DI CIRCA € 2,2 MLD DI DIVIDENDI MATURATI NEI NOVE MESI:
    • 13,4% PRO-FORMA A REGIME (1) (2)
    • 13% SECONDO I CRITERI TRANSITORI PER IL 2017 (2)
    COMMON EQUITY RATIO NELLO STRESS TEST:
    • 10,2% NELLO SCENARIO AVVERSO AL 2018

______________________

(*)    Contributo pubblico cash di 3,5 miliardi di euro, esente da imposte, nel secondo trimestre 2017, a compensazione degli impatti sui coefficienti patrimoniali derivanti dall’acquisizione dei rami di attività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca.
(**)    Principalmente contributi ai fondi di risoluzione e di garanzia dei depositi e oneri relativi alle rettifiche di valore riguardanti Atlante e lo Schema Volontario del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.
(1)    Stimato applicando ai dati di bilancio del 30 settembre 2017 i parametri indicati a regime, considerando l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti nonché al contributo pubblico cash di 1.285 milioni di euro - esenti da imposte - a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all’acquisto dei rami di attività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, l’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse, l’annunciata distribuzione di riserve da parte di compagnie di assicurazione e il Danish compromise (per cui gli investimenti assicurativi vengono trattati come attivi ponderati per il rischio anziché dedotti dal capitale, con un beneficio nullo al 30 settembre 2017).
(2)    Dopo la deduzione dei dividendi maturati, posti pari all’utile netto dei primi nove mesi diminuito del rateo cedole maturato sulle emissioni di Additional Tier 1 e del contributo pubblico cash di 3,5 miliardi di euro, esente da imposte, a compensazione degli impatti sui coefficienti patrimoniali derivanti dall’acquisizione dei rami di attività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca.


DATI DI SINTESI:

 

PROVENTI
OPERATIVI
NETTI (•):

3° TRIM. 2017
9 MESI 2017

-6,2%   
-1,2%

A € 4.077 MLN DA € 4.348 MLN DEL 2° TRIM 2017
A € 12.634 MLN DA € 12.791 MLN DEI 9 MESI 2016

       

COSTI OPERATIVI (•):

3° TRIM. 2017
9 MESI 2017

-1,7%
0%

A € 2.122 MLN DA € 2.159 MLN DEL 2° TRIM. 2017
A € 6.336 MLN DA € 6.338 MLN DEI 9 MESI 2016

       

RISULTATO
GESTIONE
OPERATIVA
(•):

3° TRIM. 2017
9 MESI 2017

-10,7%   
-2,4%

A € 1.955 MLN DA € 2.189 MLN DEL 2° TRIM. 2017
A € 6.298 MLN DA € 6.453 MLN DEI 9 MESI 2016

       

RISULTATO
CORRENTE
LORDO
(•):

3° TRIM. 2017

€ 1.356 MLN

 

DA € 1.512 MLN DEL 2° TRIM. 2017,
ESCLUDENDO IL CONTRIBUTO PUBBLICO (*)

  9 MESI 2017 € 4.520 MLN 
DA € 3.890 MLN DEI 9 MESI 2016,
ESCLUDENDO IL CONTRIBUTO PUBBLICO (*)
       

RISULTATO NETTO:

3° TRIM. 2017

€ 650 MLN
€ 731 MLN


DA € 837 MLN DEL 2° TRIM. 2017,
ESCLUDENDO IL CONTRIBUTO PUBBLICO (*)
E L'APPORTO DEI RAMI ACQUISITI

 


€ 910 MLN

DA € 1.015 MLN DEL 2° TRIM. 2017,
ESCLUDENDO ANCHE L'AMMONTARE DI TRIBUTI E ALTRI
ONERI RIGUARDANTI IL SISTEMA BANCARIO (**)

  9 MESI 2017 € 5.888 MLN 
€ 2.469 MLN

DA € 2.335 MLN DEI 9 MESI 2016,
ESCLUDENDO IL CONTRIBUTO PUBBLICO (*)
E L'APPORTO DEI RAMI ACQUISITI
    € 3.108 MLN 
DA € 2.517 MLN DEI 9 MESI 2016,
ESCLUDENDO ANCHE L'AMMONTARE DI TRIBUTI E ALTRI
ONERI RIGUARDANTI IL SISTEMA BANCARIO (**)
       

COEFFICIENTI
PATRIMONIALI:

COMMON EQUITY RATIO POST DIVIDENDI MATURATI:
13,4% PRO-FORMA A REGIME (3) (4);
13% CON CRITERI TRANSITORI PER IL 2017 (4)

 

______________________

(•)    Escludendo l’apporto dell’acquisizione dei rami di attività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, consolidati a conto economico dal terzo trimestre 2017.
(*)    Contributo pubblico cash di 3,5 miliardi di euro, esente da imposte, nel secondo trimestre 2017, a compensazione degli impatti sui coefficienti patrimoniali derivanti dall’acquisizione dei rami di attività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca.
(**)    Principalmente contributi ai fondi di risoluzione e di garanzia dei depositi e oneri relativi alle rettifiche di valore riguardanti Atlante e lo Schema Volontario del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.
(3)    Stimato applicando ai dati di bilancio del 30 settembre 2017 i parametri indicati a regime, considerando l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti nonché al contributo pubblico cash di 1.285 milioni di euro - esenti da imposte - a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all’acquisto dei rami di attività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, l’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse, l’annunciata distribuzione di riserve da parte di compagnie di assicurazione e il Danish compromise (per cui gli investimenti assicurativi vengono trattati come attivi ponderati per il rischio anziché dedotti dal capitale, con un beneficio nullo al 30 settembre 2017).
(4)    Dopo la deduzione dei dividendi maturati, posti pari all’utile netto dei primi nove mesi diminuito del rateo cedole maturato sulle emissioni di Additional Tier 1 e del contributo pubblico cash di 3,5 miliardi di euro, esente da imposte, a compensazione degli impatti sui coefficienti patrimoniali derivanti dall’acquisizione dei rami di attività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca.

 

Torino, Milano, 7 novembre 2017 – Il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo in data odierna ha approvato il resoconto intermedio consolidato al 30 settembre 2017 (°) (5).

I risultati dei primi nove mesi del 2017 riflettono i punti di forza del modello di business di Intesa Sanpaolo, che coniuga una generazione di ricavi focalizzata sulla crescita delle commissioni a un’elevata efficienza, e il miglioramento del trend della qualità del credito, e sono in linea con l’impegno alla distribuzione di 3,4 miliardi di euro di dividendi cash per il 2017:

●    utile netto:
-    utile netto contabile nel terzo trimestre 2017 a 650 milioni di euro e nei primi nove mesi del 2017 a 5.888 milioni, che comprende il contributo pubblico cash di 3,5 miliardi di euro, esente da imposte, nel secondo trimestre 2017, a compensazione degli impatti sui coefficienti patrimoniali derivanti dall’acquisto di attività e passività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca;
-    se si esclude il predetto contributo pubblico e l’apporto dell’acquisizione dei rami di attività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, consolidati a conto economico dal terzo trimestre 2017, l’utile netto è pari a 731 milioni nel terzo trimestre 2017, rispetto a 837 milioni di euro nel secondo trimestre 2017 e a 628 milioni del terzo trimestre 2016, e a 2.469 milioni nei primi nove mesi del 2017, rispetto a 2.335 milioni dei primi nove mesi del 2016;
-    escludendo anche l’ammontare di tributi e altri oneri riguardanti il sistema bancario (ossia, principalmente, i contributi ai fondi di risoluzione e di garanzia dei depositi e gli oneri relativi alle rettifiche di valore riguardanti Atlante e lo Schema Volontario del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi), l’utile netto è risultato pari nel terzo trimestre 2017 a 910 milioni di euro, rispetto a 1.015 milioni del secondo trimestre 2017 e a 697 milioni del terzo trimestre 2016, e nei primi nove mesi del 2017 a 3.108 milioni, rispetto a 2.517 milioni dei primi nove mesi del 2016;
-    nel quarto trimestre del 2017 è prevista la contabilizzazione della plusvalenza netta di circa 800 milioni di euro derivante dalla cessione di Allfunds firmata nel primo trimestre;

 
______________________

(°) Ai sensi dell’art. 65-bis e dell’art. 82-ter del Regolamento Emittenti in vigore dal 2 gennaio 2017, Intesa Sanpaolo ha optato per la pubblicazione su base volontaria di informazioni finanziarie periodiche aggiuntive, rispetto alla relazione finanziaria annuale e semestrale, riferite al 31 marzo e al 30 settembre di ciascun esercizio, che prevedono - per quanto riguarda i relativi elementi informativi - la redazione di resoconti intermedi sulla gestione approvati dal Consiglio di Amministrazione, in sostanziale continuità con il passato.
(5)    Nota metodologica sul perimetro di consolidamento a pagina 27.


 
●    risultato corrente lordo (•), escluso il contributo pubblico, in aumento del 16,2% nei primi nove mesi del 2017, rispetto ai primi nove mesi del 2016;

●    risultato della gestione operativa (•) nei primi nove mesi del 2017 in crescita dell’ 1,5%, rispetto ai primi nove mesi del 2016, se si escludono l’effetto della svalutazione della valuta egiziana e i dividendi provenienti dalla quota detenuta in Banca d’Italia (pari a 10 milioni di euro nei primi nove mesi del 2017, rispetto ai 121 milioni dei primi nove mesi del 2016);

●    proventi operativi netti (•) nei primi nove mesi del 2017 in crescita dell’ 1,4%, rispetto ai primi nove mesi del 2016, se si escludono l’effetto della svalutazione della valuta egiziana e i dividendi provenienti dalla quota detenuta in Banca d’Italia;

●    interessi netti (•) nei primi nove mesi in aumento dello 0,2%, rispetto ai primi nove mesi del 2016, se si esclude l’effetto della svalutazione della valuta egiziana;

●    commissioni nette (•) in crescita del 6,4% nei primi nove mesi del 2017 rispetto ai primi nove mesi del 2016, conseguente alla forte ripresa del risparmio gestito, che nei nove mesi ha registrato una crescita dello stock di oltre 17 miliardi di euro e una raccolta netta pari a circa 15 miliardi;

●    elevata efficienza, con un cost/income al 50,2% (•) nei primi nove mesi del 2017, tra i migliori nell’ambito delle maggiori banche europee;

●    continuo controllo dei costi operativi (•), che nei primi nove mesi del 2017 sono risultati in linea con i primi nove mesi del 2016;

●    miglioramento del trend della qualità del credito, a seguito dell’efficacia della gestione proattiva del credito in un contesto economico in miglioramento:
-    diminuisce ulteriormente il flusso lordo di nuovi crediti deteriorati provenienti da crediti in bonis, che nel terzo trimestre 2017 registra il valore trimestrale più basso dalla costituzione di Intesa Sanpaolo, pari a 990 milioni di euro, in calo del 3% rispetto al miliardo del secondo trimestre 2017,
-    scende lo stock di crediti deteriorati: in 24 mesi di 11 miliardi di euro al lordo delle rettifiche di valore, senza oneri straordinari per gli azionisti, e, rispetto a dicembre 2016, del 7,8% al lordo delle rettifiche di valore e del 9,1% al netto,
-    in particolare, riduzione dello stock di sofferenze: rispetto a dicembre 2016, del 7,9% al lordo delle rettifiche di valore e dell’8,4% al netto,
-    riduzione dello stock di inadempienze probabili: rispetto a dicembre 2016, del 7,2% al lordo delle rettifiche di valore e del 9,5% al netto;

●    elevati livelli di copertura dei crediti deteriorati:
-    livello di copertura specifica dei crediti deteriorati al 49,5% a fine settembre 2017, rispetto al 48,8% di fine 2016, con una copertura specifica della componente costituita dalle sofferenze al 60,8% a fine settembre 2017 (60,6% a fine 2016),
-    robusto buffer di riserva sui crediti in bonis, pari allo 0,5% a fine settembre 2017 (analogo a quello di fine 2016);

__________

(•)    Escludendo l’apporto dell’acquisizione dei rami di attività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, consolidati a conto economico dal terzo trimestre 2017.


 
●    supporto all’economia reale: oltre 47 miliardi di euro di nuovo credito a medio-lungo termine nei primi nove mesi del 2017, con circa 36 miliardi in Italia, in crescita del 4,5% rispetto ai primi nove mesi del 2016, di cui circa 31 miliardi erogati a famiglie e piccole e medie imprese, in aumento del 5,2% rispetto ai primi nove mesi del 2016; oltre 15.000 aziende italiane riportate in bonis da posizioni di credito deteriorato nei primi nove mesi del 2017 e più di 67.000 dal 2014;

●    patrimonializzazione molto solida, con coefficienti patrimoniali su livelli largamente superiori ai requisiti normativi, anche nello scenario avverso dello stress test. Al 30 settembre 2017, tenendo conto di circa 2,2 miliardi di euro di dividendi maturati nei nove mesi (posti pari all’utile netto dei nove mesi diminuito del rateo cedole maturato sulle emissioni di Additional Tier 1 e del contributo pubblico cash di 3,5 miliardi di euro, esente da imposte, a compensazione degli impatti sui coefficienti patrimoniali derivanti dall’acquisizione dei rami di attività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca), il Common Equity ratio pro-forma a regime è risultato pari al 13,4%(6)(7), livello top tra le maggiori banche europee, e il Common Equity ratio secondo i criteri transitori in vigore per il 2017 al 13% (7), rispetto a un requisito SREP, comprensivo di Capital Conservation Buffer e O-SII Buffer, pari rispettivamente al 9,25% e al 7,25%. Nello scenario avverso dello stress test al 2018, il Common Equity ratio è risultato pari al 10,2%;

●    elevata liquidità e forte capacità di funding: a fine settembre 2017, attività liquide per 170 miliardi di euro ed elevata liquidità prontamente disponibile per 93 miliardi; rispettati già oggi i requisiti di liquidità Liquidity Coverage Ratio e Net Stable Funding Ratio di Basilea 3, in largo anticipo sulla data prevista per l’entrata in vigore a regime (2018). Le operazioni di finanziamento con BCE per ottimizzare il costo del funding e supportare gli investimenti delle aziende clienti sono state pari mediamente nel terzo trimestre del 2017 a 63,8 miliardi di euro (56,7 miliardi mediamente nel secondo trimestre 2017, 44,8 miliardi mediamente nel primo trimestre 2017 e 33,3 miliardi mediamente nel 2016), costituite interamente dall’operazione TLTRO con scadenza quadriennale. A fine marzo 2017 il Gruppo ha partecipato alla quarta e ultima operazione TLTRO II per un ammontare pari a 12 miliardi di euro, raggiungendo così una partecipazione complessiva alle operazioni TLTRO II pari all’importo massimo richiedibile di circa 57 miliardi, dopo avere partecipato a fine giugno 2016 alla prima operazione TLTRO II per circa 36 miliardi, a fronte del rimborso integrale del finanziamento TLTRO I in essere per 27,6 miliardi di euro, a fine settembre 2016 alla seconda operazione TLTRO II per circa 5 miliardi e a metà dicembre 2016 alla terza operazione TLTRO II per circa 3,5 miliardi. A fine giugno 2017 le operazioni di finanziamento del Gruppo con BCE hanno incluso le componenti provenienti dall’acquisizione dei rami di attività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, comprendenti operazioni TLTRO II pari a circa 7,1 miliardi;


__________

(6)    Stimato applicando ai dati di bilancio del 30 settembre 2017 i parametri indicati a regime, considerando l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti nonché al contributo pubblico cash di 1.285 milioni di euro - esenti da imposte - a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all’acquisto dei rami di attività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, l’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse, l’annunciata distribuzione di riserve da parte di compagnie di assicurazione e il Danish compromise (per cui gli investimenti assicurativi vengono trattati come attivi ponderati per il rischio anziché dedotti dal capitale, con un beneficio nullo al 30 settembre 2017).
(7)    Dopo la deduzione dei dividendi maturati, posti pari all’utile netto dei primi nove mesi diminuito del rateo cedole maturato sulle emissioni di Additional Tier 1 e del contributo pubblico cash di 3,5 miliardi di euro, esente da imposte, a compensazione degli impatti sui coefficienti patrimoniali derivanti dall’acquisizione dei rami di attività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca.
 

●    molteplici iniziative del Piano di Impresa in corso, con un forte coinvolgimento delle persone:

•    New Growth Bank:
-    Banca 5®:
▫    operativo il modello di business “specializzato” di Banca 5® in circa il 70% delle filiali, con 3.500 gestori dedicati: ricavi per cliente aumentati da 70 a 127 euro (+80%);
▫    in corso di implementazione “Intesa Sanpaolo Casa”, dedicata alla mediazione e intermediazione immobiliare, con l’apertura di 40 agenzie immobiliari già effettuata nelle città più importanti;
▫    acquisizione di Banca ITB (ridenominata Banca 5), per creare la prima “banca di prossimità” in Italia, focalizzata sull’instant banking tramite una rete distributiva di circa 22.000 punti operativi leggeri, con un bacino potenziale di circa 25 milioni di clienti, di cui circa 12 milioni già clienti di Banca ITB;
-    Banca multicanale:
▫    nuovi processi multicanale lanciati con successo:
-    clienti multicanale aumentati di circa 2 milioni da inizio 2014 a circa 6,9 milioni;
-    circa 5,3 milioni di App scaricate su dispositivi mobile;
-    la prima banca multicanale in Italia, con circa l’ 85% dei prodotti disponibili tramite piattaforme multicanali;
-    digitalizzazione attiva in tutte le filiali: dematerializzato circa il 100% delle operazioni riguardanti i prodotti prioritari (circa 11,4 milioni di operazioni nei primi nove mesi del 2017 e circa 20 milioni dall’avvio dell’iniziativa);
-    “Filiale Online” pienamente operativa per il “Servizio Commerciale”, con circa 28.200 prodotti venduti nei primi nove mesi del 2017;
-    nuove competenze di marketing digitale per cogliere pienamente le opportunità derivanti da motori di ricerca e presenza sui social media;
-    lancio della nuova esperienza digitale Intesa Sanpaolo, con nuovo internet banking, nuovo sito internet e nuove applicazioni;
-    sviluppo di nuovi canali digitali in Croazia, Ungheria e Egitto;
-    Private Banking:
▫    dal 1° luglio 2015 pienamente operativa la nuova entità Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking;
▫    rafforzamento della presenza internazionale: acquisizione del Gruppo Morval Vonwiller (boutique svizzera con circa 3 miliardi di euro di risparmio gestito),  filiale di Private Banking a Londra pienamente operativa, rafforzamento di Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse)
e costituzione di Yicai, società di Wealth Management, in Cina;
▫    lancio di nuovi prodotti disponibili per l’intera Divisione (ad esempio, Fideuram Private Mix, Piano Investimento Italia - PIR, Obiettivo 2022, Obiettivo 2023 Piano Investimento Italia, creazione di una SICAV dedicata);
▫    modello di servizio mirato per la clientela High Net Worth Individuals:
-    aperte 7 boutique dedicate alla clientela High Net Worth Individuals,
-    lanciati nuovi servizi di consulenza per i clienti con sofisticate esigenze finanziarie;
▫    continua crescita dello strumento di consulenza “View” nella rete di Intesa Sanpaolo Private Banking applicato a circa 6 miliardi di euro di attività finanziarie;
▫    pienamente operativo il nuovo digital office per i private banker;
▫    ampliamento del servizio di consulenza verso diversi segmenti di clientela;
 
- Asset Management:
▫    arricchimento della piattaforma digitale (ad esempio, “portafogli consigliati” e “analisi di scenario”);
▫    nuova gamma di prodotti introdotti nell’offerta della Divisione Banca dei Territori (ad esempio, Eurizon Evolution Target, Eurizon Difesa 100, Epsilon Soluzione Obbligazionaria x 4, Top Selection), della Divisione Private Banking (ad esempio, Eurizon High Income, Eurizon ESG Target 40, Eurizon Global Inflation Strategy, Eurizon Global Multiasset Selection), della Divisione Insurance e per i clienti della Divisione Corporate e Investment Banking (ad esempio, EF Sustainable Global Equity), e nuova offerta dedicata ai clienti internazionali (ad esempio “Best Expertise”), PMI (ad esempio, GP Unica Imprese), istituzionali e wholesale (ad esempio, Eurizon Fund SLJ Emerging Local Market Debt, Eurizon Fund Equity Small Mid Cap Italy, European Leveraged Loan Fund, Real Estate Debt Opportunity Fund);
▫    arricchimento della gamma di prodotti offrendo soluzioni con profilo di rischio moderato rispondenti all’attuale volatilità dei mercati (ad esempio, Epsilon Difesa Attiva);  
▫    lancio di prodotti che permettono agli investitori di supportare l’economia reale cogliendo l’evoluzione del mercato europeo del credito strutturato (Eurizon Easy Fund – Securitised Bond Fund);
▫    lancio di soluzioni di investimento nel quadro dei Piani Individuali di Risparmio, volte a sostenere la crescita a lungo termine delle imprese italiane (ad esempio, Eurizon Progetto Italia), con una raccolta netta di circa 2 miliardi di euro dal lancio;
▫    sviluppo della Divisione Asset Management in Europa (ad esempio, partnership a Londra e nuova filiale a Parigi) e in Asia;
▫    integrazione delle attività di Asset Management del Gruppo in Europa Orientale in Eurizon Capital;
▫    rafforzamento dell’offerta dei prodotti di wealth management “Eurizon GP Unica” e “Eurizon GP Unica Facile” con la possibilità per i clienti di sottoscrivere un servizio di tutela della persona;      
- Insurance:
▫    portafoglio prodotti in via di ricomposizione a favore di prodotti efficienti in termini di assorbimento di capitale (ad esempio, i prodotti Unit Linked hanno raggiunto il 72% della nuova produzione rispetto al 66% del 2016);
▫    lancio di nuovi prodotti Unit Linked con capitale protetto (“Exclusive Insurance”, “LaTuaScelta”, “InFondiStabilità”);
▫    sviluppo dei prodotti vita con il lancio di “Base Sicura Tutelati”, ideata per i minori e le persone con disabilità, e “Vicino a Te”, per i minori che hanno perso i genitori a causa del terremoto;
▫    lancio di un nuovo prodotto (“Progetta Stabilità”) per la costituzione di un capitale tramite l’investimento in fondi interni a Unit Linked e in prodotti  Ramo I per mitigare il rischio;
▫    consolidamento dei prodotti per la Divisione Private Banking (Fideuram Private Mix e Synthesis) e lancio di un nuovo prodotto multiramo con capitale protetto e di una nuova Unit Linked (“Selezione Private”) che dà accesso a 50 fondi di terzi “best in class”;
▫    aggiornamento del prodotto “Giusto Mix” con l’introduzione di un meccanismo di riduzione della volatilità;
▫    continua diversificazione dell’offerta nel ramo danni, con prodotti nel comparto salute (nuovo prodotto dedicato alla copertura di interventi chirurgici, prevenzione e malattie con “Dread Diseases”), imprese (nuovo prodotto dedicato all’agricoltura) e infortuni;
▫    consolidamento delle attività per lo sviluppo di un’offerta di fondi pensione ad adesione collettiva;
▫    piena integrazione del comparto dei fondi pensione
;
▫    completate le attività per l’offerta a distanza dei prodotti salute;
▫    lancio di iniziative pilota per supportare la crescita del segmento danni mediante gestori specializzati e canale telefonico (filiali on-line);
▫    lancio di una partnership con il broker assicurativo AON per sviluppare l’attività con la clientela imprese;
▫    proseguimento delle attività per rafforzare le vendite del prodotto auto attraverso un sistema di raccolta di numeri di targa per lo sviluppo di proposte commerciali dedicate a nuovi clienti e l’offerta a distanza di prodotti assicurativi per i veicoli;
-    Banca a 360° per le imprese:
▫    costituita un’unità dedicata al Transaction Banking per il Gruppo e avviate nuove iniziative commerciali;
▫    nuovo modello commerciale e nuova offerta di prodotti per le imprese;
▫    pienamente operativo il Polo della Finanza di Impresa (nuovo Mediocredito Italiano);
▫    rafforzamento della presenza internazionale della Divisione Corporate e Investment Banking (ad esempio, ufficio di Washington pienamente operativo e rafforzamento di Intesa Sanpaolo Bank Luxembourg);

•    Core Growth Bank:
-    cattura del potenziale reddituale inespresso:
▫    in corso di realizzazione il progetto “evoluzione del servizio di cassa”: già circa 1.900 filiali con il servizio di cassa che chiude alle ore 13 mantenendo l’orario esteso unicamente per i servizi di consulenza e circa 230 filiali dedicate esclusivamente alla consulenza;
▫    nuovo portale di e-commerce per cogliere pienamente il potenziale di attività dopo EXPO 2015;
▫    rafforzata l’offerta volta alla crescita del credito alle persone (ad esempio, il nuovo e innovativo “Mutuo Up”); 
▫    introdotto il nuovo modello di servizio nella Divisione Banca dei Territori, con la costituzione di tre catene del valore commerciali, la creazione di circa 1.200 nuovi ruoli manageriali e l’innovazione del modello di servizio per le imprese;
▫    nuovi modelli di advanced analytics e machine learning per l'identificazione di clienti ad elevato potenziale;
▫    lancio del “Programma Filiere” con importanti iniziative in settori economici di rilievo (Agricoltura);
▫    integrazione del comparto del credito al consumo nelle filiali della Divisione Banca dei Territori;
▫    pienamente operativo il modello Asset Light della Divisione Corporate e Investment Banking
, con benefici in termini di cross selling; rafforzata l’attività distributiva;
▫    in corso nella Divisione Corporate e Investment Banking il programma di eccellenza commerciale;
▫    operativa la riorganizzazione della Divisione Corporate e Investment Banking, per rafforzare il modello organizzativo focalizzato sui settori e lo sviluppo internazionale, e lancio della strategia internazionale della Divisione Corporate e Investment Banking, focalizzata sull’ulteriore crescita per selezionati prodotti, clienti e Paesi;
▫    apertura delle filiali di Doha e Abu Dhabi;
▫    avviati la nuova segmentazione e il nuovo modello di servizio per i clienti affluent della Divisione Banche Estere;
▫    sistema di CRM esteso alla Slovacchia e modello di consulenza per i prodotti di investimento in corso di implementazione in Slovacchia, Croazia, Ungheria e Slovenia;
▫    prossima al completamento l’integrazione della banca controllata in Bosnia nella controllata in Croazia; conclusione del processo autorizzativo per l’integrazione della banca controllata in Slovenia nella controllata in Croazia e del trasferimento della quota di controllo da Intesa Sanpaolo alla controllata in Croazia;
▫    finalizzata la joint venture nel merchant banking con un investitore specializzato (Neuberger), con deconsolidamento delle attività;
-    governo continuo dei costi:
▫    semplificazione del presidio territoriale: 68 filiali chiuse nei primi nove mesi del 2017 e circa 800 dal 2014
;
▫    semplificazione delle entità giuridiche: già realizzate la riduzione - nell’attività di leasing, factoring, credito specialistico e consulenza -  da 7 fabbriche di prodotto a una sola (nuovo Mediocredito Italiano) e 9 fusioni di banche regionali nella Capogruppo;
-    gestione dinamica del credito e dei rischi:
▫    filiera dedicata alla gestione proattiva del credito pienamente operativa in tutte le Divisioni;
▫    operativa la gestione integrata dei crediti incagliati;
▫    riorganizzazione dell’Area di Governo Chief Lending Officer, strutturata per business units;
▫    separazione tra Risk Management e Compliance, con due responsabili (Chief Risk Officer e Chief Compliance Officer) che riportano direttamente al CEO;

•    Capital Light Bank:
-    piena operatività, con circa 790 persone dedicate e circa 25 miliardi di euro di riduzione degli attivi non strategici già conseguiti;
-    Re.O.Co. (Real Estate Owned Company) pienamente operativa, con un impatto positivo per il Gruppo stimato in circa 63 milioni di euro dal 2014;
-    pienamente operativa la partnership con KKR-Pillarstone;
-    nuovo sistema di performance management pienamente operativo su ciascuna asset class;
•    persone e investimenti come fattori abilitanti:
-    circa 4.500 persone già riconvertite su iniziative prioritarie;
-    attuato il Piano di Investimento destinato alle persone del Gruppo, con il più alto numero di partecipanti nella storia del Gruppo;
-    programma “Big Financial Data” pienamente in linea con gli obiettivi (coinvolte circa 500 persone);
-    pienamente operativo il Chief Innovation Officer e costituito il “Centro per l’Innovazione”, per la formazione e lo sviluppo di nuovi prodotti, processi e della “filiale ideale”, presso il nuovo Grattacielo Intesa Sanpaolo a Torino;
-    lanciato un programma di digitalizzazione su larga scala per accrescere l’efficienza e il livello di servizio nei processi operativi prioritari; pienamente operativa la Digital Factory, con il lancio della digitalizzazione di 17 processi chiave, di cui 13 già completati;
-    lanciato un programma di Advanced Analytics riguardante iniziative commerciali e operative in varie unità organizzative; 
-    avviato l’investimento per il rinnovamento del layout di 1.000 filiali (circa 100 filiali ad oggi);
-    sottoscritti oltre 210 accordi con le organizzazioni sindacali;
-    circa 8.000 persone che si avvalgono già dello “smart working” e lancio del piano di “smart learning” che permette a circa 29.000 persone di accedere a corsi di formazione da casa;
-    pienamente operativo e ulteriormente migliorato il “Programma di Welfare Integrato”;
-    lancio del progetto pilota “Lavoro Misto”, con due contratti paralleli in vigore per la stessa persona (un contratto part-time come dipendente bancario e l’altro come consulente finanziario): prime attivazioni alla fine di luglio.   
 

 
I risultati di conto economico del terzo trimestre 2017 (••)

Il conto economico consolidato del terzo trimestre 2017 (8) registra proventi operativi netti pari a 4.077 milioni di euro (escludendo 96 milioni derivanti dall’acquisizione dei rami di attività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca), in diminuzione del 6,2% rispetto ai 4.348 milioni del secondo trimestre 2017 e dell’ 1,8% rispetto ai 4.150 milioni del terzo trimestre 2016, ma in aumento dello 0,1% rispetto al terzo trimestre 2016 se si escludesse l’effetto della svalutazione della valuta egiziana.

In quest’ambito, nel terzo trimestre 2017 gli interessi netti ammontano a 1.749 milioni di euro (escludendo 58 milioni derivanti dai rami acquisiti), in diminuzione del 3,6% rispetto ai 1.815 milioni del secondo trimestre 2017 e del 5,9% rispetto ai 1.859 milioni del terzo trimestre 2016, ma in flessione del 2,3% rispetto al terzo trimestre 2016 se si escludesse l’effetto della svalutazione della valuta egiziana.
 
Le commissioni nette sono pari a 1.889 milioni di euro (escludendo 57 milioni derivanti dai rami acquisiti), in linea con i 1.896 milioni del secondo trimestre 2017. In dettaglio, si registra una crescita del 2,1% delle commissioni da attività bancaria commerciale e una flessione dell’ 1,4% delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza (risparmio gestito, prodotti assicurativi, collocamento titoli,...), nel cui ambito la componente relativa ai prodotti assicurativi sale del 3,8%, quella relativa al risparmio gestito aumenta dell’ 1,4% (con commissioni di performance pari a 11 milioni nel terzo trimestre 2017 e a 7 milioni nel secondo trimestre 2017) e quella relativa a intermediazione e collocamento di titoli diminuisce del 22%. Le commissioni nette del terzo trimestre 2017 aumentano del 7,6% rispetto ai 1.756 milioni del terzo trimestre 2016. In dettaglio, si registra una flessione dello 0,2% delle commissioni da attività bancaria commerciale e una crescita del 10,6% delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza, nel cui ambito l’apporto da prodotti assicurativi sale del 13,4%, quello da risparmio gestito del 12,7% (con 4 milioni di euro di commissioni di performance registrate nel terzo trimestre 2016) e quello da intermediazione e collocamento di titoli del 3,6%.

 
__________

(••)    Le variazioni percentuali sono calcolate escludendo le componenti provenienti dall’acquisizione dei rami di attività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca consolidate a conto economico dal terzo trimestre 2017.
(8)    In occasione della redazione del resoconto intermedio al 30 settembre 2008, sono intervenute - a seguito della crisi finanziaria internazionale - alcune modifiche nei principi contabili internazionali IAS, omologate dalla Commissione Europea, che in estrema sintesi hanno consentito di riclassificare - in determinate circostanze che si configurino come eventi inusuali - strumenti finanziari non quotati, o non più quotati, in un mercato attivo e non più detenuti per finalità di negoziazione o disponibili per la vendita: in particolare dalla categoria degli strumenti di trading  a quella delle attività disponibili per la vendita o delle attività detenute fino alla scadenza o dei finanziamenti e crediti e dalla categoria delle attività disponibili per la vendita a quella dei finanziamenti e crediti. Il Gruppo ha effettuato in anni passati - in larga misura sulla base dei prezzi al 1° luglio 2008 - una riclassificazione di attività finanziarie detenute ai fini di negoziazione per 184 milioni a finanziamenti e crediti; il Gruppo ha anche effettuato una riclassificazione di attività finanziarie disponibili per la vendita per 4.786 milioni a finanziamenti e crediti. Senza queste riclassificazioni si sarebbe registrato un impatto positivo sul risultato dell’attività di negoziazione del terzo trimestre 2017 pari a 5 milioni (un impatto positivo di 11 milioni nei primi nove mesi del 2017, negativo di 9 milioni nel 2016, positivo di 2 milioni nel 2015, di 60 milioni nell’esercizio 2014, di 94 milioni nell’esercizio 2013 e di 135 milioni nell’esercizio 2012, negativo di 11 milioni nel 2011, positivo di 92 milioni nel 2010 e di 73 milioni nel 2009, negativo di 460 milioni nel 2008) e si sarebbe registrato un impatto negativo ante imposte direttamente sul patrimonio netto al 30 settembre 2017 pari a 770 milioni (con un impatto positivo di 30 milioni nel terzo trimestre 2017 e di 124 milioni nei primi nove mesi del 2017).

 

Il risultato dell’attività assicurativa ammonta a 227 milioni di euro, rispetto ai 240 milioni del secondo trimestre 2017 e ai 258 milioni del terzo trimestre 2016.

Il risultato dell’attività di negoziazione è pari a 208 milioni di euro (escludendo il saldo negativo di 26 milioni derivante dai rami acquisiti), rispetto a 365 milioni del secondo trimestre 2017, con la componente relativa alla clientela che diminuisce a 118 milioni da 139 milioni, quella di capital markets e attività finanziarie AFS che aumenta a 22 milioni da 20 milioni, quella dell’attività di trading e tesoreria che scende a 63 milioni da 194 milioni (comprendenti 10 milioni di dividendi provenienti dalla quota detenuta in Banca d’Italia) e quella dei prodotti strutturati di credito che diminuisce a 5 milioni da 12 milioni. Il risultato dell’attività di negoziazione di 208 milioni del terzo trimestre 2017 si confronta con i 248 milioni del terzo trimestre 2016, trimestre in cui l’apporto della componente relativa alla clientela era stato di 96 milioni, quello della componente di capital markets e attività finanziarie AFS di 15 milioni, quello dell’attività di trading e tesoreria di 130 milioni e quello dei prodotti strutturati di credito di 6 milioni.

I costi operativi ammontano a 2.122 milioni di euro (escludendo 200 milioni derivanti dai rami acquisiti), in diminuzione dell’ 1,7% rispetto ai 2.159 milioni del secondo trimestre 2017, a seguito di una riduzione del 2,1% sia per le spese del personale sia per le spese amministrative e di un aumento del 2,1% per gli ammortamenti; i costi operativi del terzo trimestre 2017 sono in linea con i 2.123 milioni del corrispondente trimestre 2016, a seguito di una diminuzione dell’ 1,1% per le spese amministrative, di una stabilità per le spese del personale e di un aumento del 3,2% per gli ammortamenti.

Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 1.955 milioni di euro (escludendo un saldo negativo di 104 milioni derivante dai rami acquisiti), in diminuzione del 10,7% rispetto ai 2.189 milioni del secondo trimestre 2017 e del 3,6% rispetto ai 2.027 milioni del terzo trimestre 2016, ma in flessione dell’ 1,1% rispetto al terzo trimestre 2016 se si escludesse l’effetto della svalutazione della valuta egiziana. Il cost/income ratio nel terzo trimestre 2017 è pari al 52% (escludendo i rami acquisiti), rispetto al 49,7% del secondo trimestre 2017 e al 51,2% del terzo trimestre 2016.

Le rettifiche di valore nette su crediti sono pari a 646 milioni (escludendo 3 milioni di riprese nette derivanti dai rami acquisiti), rispetto ai 737 milioni del secondo trimestre 2017 e ai 917 milioni del terzo trimestre 2016.

L’ammontare di accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività è pari a 25 milioni (escludendo 2 milioni di riprese nette derivanti dai rami acquisiti), rispetto ai 57 milioni del secondo trimestre 2017 e ai 77 milioni del terzo trimestre 2016.

Gli altri proventi netti sono pari a 72 milioni di euro, rispetto a 3.617 milioni nel secondo trimestre 2017, che includevano 3,5 miliardi di euro di contributo pubblico cash, a compensazione degli impatti sui coefficienti patrimoniali derivanti dall’acquisizione dei rami di attività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, e 109 milioni di effetto positivo derivante dalla cessione di una quota di NTV e dalla valorizzazione al fair value conseguente alla riclassificazione della restante partecipazione detenuta, non più rientrante tra le imprese sottoposte ad influenza notevole. Gli altri proventi netti erano pari a 16 milioni nel terzo trimestre 2016.

L’utile dei gruppi di attività in via di dismissione è nullo, analogamente al secondo trimestre 2017, rispetto ai 23 milioni nel terzo trimestre 2016.

Il risultato corrente lordo è pari a 1.356 milioni di euro (escludendo il saldo negativo di 99 milioni derivante dai rami acquisiti), rispetto a 5.012 milioni di euro del secondo trimestre 2017 (1.512 milioni se si esclude il contributo pubblico cash di 3,5 miliardi di euro a compensazione degli impatti sui coefficienti patrimoniali derivanti dall’acquisto di attività e passività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca) e a 1.072 milioni del terzo trimestre 2016.

Il risultato netto consolidato è pari a 731 milioni di euro (escludendo il risultato netto negativo di 81 milioni derivante dai rami acquisiti), dopo la contabilizzazione di:
-    imposte sul reddito per 374 milioni di euro (escludendo imposte a credito per 31 milioni derivanti dai rami acquisiti);
-    oneri di integrazione e incentivazione all’esodo (al netto delle imposte) per 20 milioni;
-    oneri derivanti dall’allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) per 26 milioni;
-    tributi e altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) pari a 179 milioni di euro (escludendo 13 milioni riguardanti i rami acquisiti), derivanti da oneri ante imposte per 113 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi italiano stimati per l’intero 2017, per 3 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all’estero e per 150 milioni relativi alle rettifiche di valore riguardanti lo Schema Volontario del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. Questa voce ammontava a 178 milioni di euro nel secondo trimestre 2017 (derivanti da oneri ante imposte pari a 13 milioni di ulteriori oneri relativi al contributo ordinario al fondo di risoluzione per l’intero 2017 in aggiunta a quelli stimati nel primo trimestre 2017, a 8 milioni per i contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all’estero, a 188 milioni per le rettifiche di valore riguardanti Atlante e a 48 milioni per quelle conseguenti alla liquidazione coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca) e a 69 milioni nel terzo trimestre 2016 (derivanti da oneri ante imposte pari a 103 milioni per i contributi al fondo di garanzia dei depositi);
-    un utile di pertinenza di terzi pari a 26 milioni.
Il risultato pari a 731 milioni di euro nel terzo trimestre 2017 si confronta con 4.337 milioni nel secondo trimestre 2017, 837 milioni escludendo il contributo pubblico cash di 3,5 miliardi, e 628 milioni nel terzo trimestre 2016. Escludendo anche l’ammontare di tributi e altri oneri riguardanti il sistema bancario, il risultato è pari a 910 milioni di euro nel terzo trimestre 2017, a 1.015 milioni nel secondo trimestre 2017 e a 697 milioni nel terzo trimestre 2016.

 
I risultati di conto economico dei primi nove mesi del 2017 (••)

Il conto economico consolidato dei primi nove mesi del 2017 registra proventi operativi netti pari a 12.634 milioni di euro (escludendo 96 milioni di apporto nel terzo trimestre dei rami acquisiti), in flessione dell’ 1,2% rispetto ai 12.791 milioni dei primi nove mesi del 2016, ma in aumento dell’ 1,4% se si escludessero gli effetti della svalutazione della valuta egiziana e i dividendi provenienti dalla quota detenuta in Banca d’Italia (pari a 10 milioni di euro nel 2017 e a 121 milioni nel 2016).

In quest’ambito, nei primi nove mesi del 2017 gli interessi netti ammontano a 5.369 milioni di euro (escludendo 58 milioni dei rami acquisiti), in diminuzione del 3,2% rispetto ai 5.546 milioni dei primi nove mesi del 2016, ma in crescita dello 0,2% se si escludesse l’effetto della svalutazione della valuta egiziana.
 
Le commissioni nette sono pari a 5.640 milioni di euro (escludendo 57 milioni dei rami acquisiti), in aumento del 6,4% rispetto ai 5.301 milioni dei primi nove mesi del 2016. In dettaglio, si registra una flessione dello 0,7% delle commissioni da attività bancaria commerciale e una crescita del 12% delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza, nel cui ambito l’apporto da intermediazione e collocamento di titoli cresce del 31,2%, quello da risparmio gestito del 10,5% (con 21 milioni di euro di commissioni di performance, rispetto a 7 milioni registrati nei primi nove mesi del 2016) e quello da prodotti assicurativi del 9,3%.

Il risultato dell’attività assicurativa ammonta a 750 milioni di euro, rispetto a 829 milioni dei primi nove mesi del 2016.

Il risultato dell’attività di negoziazione è pari a 799 milioni di euro rispetto a 943 milioni dei primi nove mesi del 2016, con la componente relativa alla clientela che cresce a 386 milioni da 339 milioni, quella di capital markets e attività finanziarie AFS che scende a 59 milioni da 174 milioni, quella dell’attività di trading e tesoreria che diminuisce a 329 milioni (comprendenti 10 milioni di dividendi provenienti dalla quota detenuta in Banca d’Italia) da 418 milioni (comprendenti 121 milioni di dividendi provenienti dalla quota detenuta in Banca d’Italia) e quella dei prodotti strutturati di credito che aumenta a 25 milioni da 11 milioni.

I costi operativi ammontano a 6.336 milioni di euro (escludendo 200 milioni dei rami acquisiti) e sono in linea con i 6.338 milioni dei primi nove mesi del 2016, a seguito di una riduzione dell’ 1,6% per le spese amministrative e di un aumento dello 0,1% per le spese del personale e del 4,2% per gli ammortamenti.


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(••)    Le variazioni percentuali sono calcolate escludendo le componenti provenienti dall’acquisizione dei rami di attività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca consolidate a conto economico dal terzo trimestre 2017.


Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 6.298 milioni di euro (escludendo il saldo negativo di 104 milioni dei rami acquisiti), in diminuzione del 2,4% rispetto ai 6.453 milioni dei primi nove mesi del 2016, ma in aumento dell’ 1,5% se si escludessero gli effetti della svalutazione della valuta egiziana e i dividendi provenienti dalla quota detenuta in Banca d’Italia. Il cost/income ratio nei primi nove mesi del 2017 è pari al 50,2% (escludendo i rami acquisiti), rispetto al 49,6% dei primi nove mesi del 2016.

Le rettifiche di valore nette su crediti sono pari a 2.078 milioni, rispetto ai 2.534 milioni dei primi nove mesi del 2016.

L’ammontare di accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività è pari a 85 milioni, rispetto ai 317 milioni dei primi nove mesi del 2016.

Gli altri proventi netti sono pari a 3.885 milioni di euro e includono 3,5 miliardi di euro di contributo pubblico cash, a compensazione degli impatti sui coefficienti patrimoniali derivanti dall’acquisto di attività e passività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, e 299 milioni di effetto positivo derivante dalla cessione di una quota di NTV e dalla valorizzazione al fair value conseguente alla riclassificazione sia della restante partecipazione detenuta in NTV sia dell'investimento in Bank of Qingdao, non più rientranti tra le imprese sottoposte ad influenza notevole. Gli altri proventi netti nei primi nove mesi del 2016 erano pari a 217 milioni e comprendevano 170 milioni di proventi derivanti dalla cessione della partecipazione in VISA Europe.

L’utile dei gruppi di attività in via di dismissione è nullo, rispetto ai 71 milioni nei primi nove mesi del 2016.

Il risultato corrente lordo è pari a 8.020 milioni di euro (escludendo il saldo negativo di 99 milioni dei rami acquisiti). Il risultato corrente lordo è pari a 4.520 milioni escludendo il contributo pubblico cash di 3,5 miliardi di euro a compensazione degli impatti sui coefficienti patrimoniali derivanti dall’acquisto di attività e passività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, in crescita del 16,2% rispetto ai 3.890 milioni dei primi nove mesi del 2016.

Il risultato netto consolidato è pari a 5.969 milioni di euro (escludendo il risultato netto negativo di 81 milioni dei rami acquisiti), dopo la contabilizzazione di:
-    imposte sul reddito per 1.263 milioni di euro;
-    oneri di integrazione e incentivazione all’esodo (al netto delle imposte) per 73 milioni, che includono, da un lato, 1.285 milioni di euro di contributo pubblico cash, esente da imposte, a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all’acquisto dei rami di attività d Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca e, dall’altro, 1.285 milioni, al netto dell’effetto fiscale, di corrispondente accantonamento a fondo rischi e oneri;
-    oneri derivanti dall’allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) per 37 milioni;
 
-    tributi e altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) pari a 639 milioni di euro (escludendo 13 milioni riguardanti i rami acquisiti), derivanti da oneri ante imposte pari a 163 milioni per il contributo ordinario al fondo di risoluzione per l’intero 2017, a 113 milioni per i contributi al fondo di garanzia dei depositi italiano stimati per l’intero 2017, a 15 milioni per i contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all’estero, a 449 milioni per le rettifiche di valore riguardanti Atlante, a 150 milioni per quelle riguardanti lo Schema Volontario del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi e a 48 milioni per quelle conseguenti alla liquidazione coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca; questa voce ammontava a 182 milioni nei primi nove mesi del 2016, derivanti da oneri ante imposte pari a 148 milioni per i contributi al fondo di risoluzione, a 99 milioni per i contributi al fondo di garanzia dei depositi italiano e a 16 milioni per i contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all’estero;
-    un utile di pertinenza di terzi pari a 39 milioni.
Escludendo il contributo pubblico cash di 3,5 miliardi (oltre al risultato netto dei rami acquisiti), il risultato dei primi nove mesi del 2017 è pari a 2.469 milioni di euro, rispetto a 2.335 milioni dei primi nove mesi del 2016. Escludendo anche l’ammontare di tributi e altri oneri riguardanti il sistema bancario, il risultato è pari a 3.108 milioni di euro nei primi nove mesi del 2017 e a 2.517 milioni nei primi nove mesi del 2016.
 

Lo stato patrimoniale al 30 settembre 2017 (•••)

Per quanto riguarda lo stato patrimoniale consolidato, al 30 settembre 2017 i crediti verso la clientela sono pari a 364 miliardi di euro, escludendo 27 miliardi derivanti dall’acquisizione dei rami di attività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, in flessione dello 0,2% rispetto al 31 dicembre 2016 e dello 0,3% rispetto al 30 settembre 2016 (in aumento dello 0,3% nel terzo trimestre 2017 rispetto al secondo trimestre 2017 e del 3,4% nei primi nove mesi del 2017 rispetto ai primi nove mesi del 2016 se si considerano i volumi medi anziché quelli di fine periodo). Il complesso dei crediti deteriorati (in sofferenza, inadempienze probabili e scaduti/sconfinanti) ammonta, al netto delle rettifiche di valore, a 27.066 milioni di euro (escludendo 424 milioni di crediti deteriorati netti oggetto di cartolarizzazione relativi alle società acquisite Banca Nuova e Banca Apulia, che sono destinati alla restituzione alle banche in liquidazione coatta amministrativa), in diminuzione del 9,1% rispetto ai 29.767 milioni del 31 dicembre 2016. In quest’ambito, i crediti in sofferenza si riducono a 13.651 milioni di euro dai 14.895 milioni del 31 dicembre 2016, con un’incidenza sui crediti complessivi pari al 3,5% se si includono nei crediti in bonis i rami di attività acquisiti, al 3,8% se si escludono (4,1% al 31 dicembre 2016), e un grado di copertura al 60,8% (60,6% a fine 2016). Le inadempienze probabili diminuiscono a 13.067 milioni di euro dai 14.435 milioni del dicembre 2016 e i crediti scaduti/sconfinanti scendono a 348 milioni di euro rispetto ai 437 milioni di fine 2016.

Le attività finanziarie della clientela risultano pari a 885 miliardi di euro (dopo le elisioni per le componenti che costituiscono sia raccolta diretta sia raccolta indiretta), escludendo 53 miliardi derivanti dall’acquisto dei rami di attività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, in aumento del 2,5% rispetto al 31 dicembre 2016 e del 4,8% rispetto al 30 settembre 2016. Nell’ambito delle attività finanziarie della clientela, la raccolta diretta bancaria ammonta a 387 miliardi (escludendo 31 miliardi dei rami acquisiti), in diminuzione dell’ 1,6% rispetto al 31 dicembre 2016 e in aumento del 2,1% rispetto al 30 settembre 2016. Il complesso di raccolta diretta assicurativa e riserve tecniche è pari a 150 miliardi (cui non contribuiscono i rami acquisiti), in crescita del 4,1% rispetto al 31 dicembre 2016 e del 4,8% rispetto al 30 settembre 2016. La raccolta indiretta ammonta a 497 miliardi (escludendo 22 miliardi dei rami acquisiti), in aumento del 5,9% rispetto al 31 dicembre 2016 e del 7% rispetto al 30 settembre 2016. L’ammontare di risparmio gestito raggiunge i 331 miliardi (escludendo 0,5 miliardi dei rami acquisiti), in crescita del 5,5% rispetto al 31 dicembre 2016 e del 7,1% rispetto al 30 settembre 2016; la nuova produzione vita nei primi nove mesi del 2017 (cui non contribuiscono i rami acquisiti) ammonta a 16,2 miliardi di euro (-7% rispetto ai primi nove mesi del 2016). La raccolta amministrata è pari a 165 miliardi (escludendo 22 miliardi dei rami acquisiti), in aumento del 6,8% rispetto al 31 dicembre 2016 e del 7% rispetto al 30 settembre 2016.


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(•••)    Le variazioni percentuali sono calcolate escludendo le componenti provenienti dall’acquisizione dei rami di attività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca consolidate a stato patrimoniale dal 30 giugno 2017.

 
I coefficienti patrimoniali al 30 settembre 2017 - calcolati applicando i criteri transitori in vigore per il 2017, tenendo conto di circa 2,2 miliardi di euro di dividendi maturati nei nove mesi - risultano pari a:
-    13% per il Common Equity ratio (9) (12,7% a fine 2016),
-    14,9% per il Tier 1 ratio (9) (13,9% a fine 2016),
-    17,6% per il coefficiente patrimoniale totale (9) (17% a fine 2016).

La stima del common equity ratio pro-forma del Gruppo a regime è pari al 13,4% (12,9% al 31 dicembre 2016), applicando ai dati di bilancio del 30 settembre 2017 i parametri indicati a regime e considerando l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti nonché al contributo pubblico cash di 1.285 milioni di euro - esenti da imposte - a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all’acquisto dei rami di attività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, l’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse, l’annunciata distribuzione di riserve da parte di compagnie di assicurazione e il Danish compromise (per cui gli  investimenti assicurativi vengono trattati come attivi ponderati per il rischio anziché dedotti dal capitale, con un beneficio nullo al 30 settembre 2017).



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Le scelte strategiche perseguite hanno permesso a Intesa Sanpaolo di confermarsi come uno dei gruppi bancari più solidi a livello internazionale, i cui punti di forza - oltre a quanto precedentemente detto in merito alla qualità dei crediti e al livello dei coefficienti patrimoniali - sono costituiti da una robusta liquidità e da un leverage contenuto.

Con riferimento alla liquidità, Intesa Sanpaolo si caratterizza per:
-    un’elevata liquidità prontamente disponibile (inclusi gli attivi stanziabili presso le Banche Centrali ricevuti a collaterale ed esclusi quelli dati a collaterale), pari a 93 miliardi di euro a fine settembre 2017,
-    un elevato ammontare di attività liquide (comprendenti la liquidità prontamente disponibile - esclusi gli attivi stanziabili ricevuti a collaterale - e gli attivi stanziabili dati a collaterale), pari a 170 miliardi di euro a fine settembre 2017,



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(9)    Dopo la deduzione dei dividendi maturati, posti pari all’utile netto dei primi nove mesi diminuito del rateo cedole maturato sulle emissioni di Additional Tier 1 e del contributo pubblico cash di 3,5 miliardi di euro, esente da imposte, a compensazione degli impatti sui coefficienti patrimoniali derivanti dall’acquisizione dei rami di attività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca.
 


-    operazioni di finanziamento con BCE per ottimizzare il costo del funding e supportare gli investimenti delle aziende clienti sono state pari mediamente nel terzo trimestre del 2017 a 63,8 miliardi di euro (56,7 miliardi mediamente nel secondo trimestre 2017, 44,8 miliardi mediamente nel primo trimestre 2017 e 33,3 miliardi mediamente nel 2016), costituite interamente dall’operazione TLTRO con scadenza quadriennale; a fine marzo 2017 il Gruppo ha partecipato alla quarta e ultima operazione TLTRO II per un ammontare pari a 12 miliardi di euro, raggiungendo così una partecipazione complessiva alle operazioni TLTRO II pari all’importo massimo richiedibile di circa 57 miliardi, dopo avere partecipato a fine giugno 2016 alla prima operazione TLTRO II per circa 36 miliardi, a fronte del rimborso integrale del finanziamento TLTRO I in essere per 27,6 miliardi di euro, a fine settembre 2016 alla seconda operazione TLTRO II per circa 5 miliardi e a metà dicembre 2016 alla terza operazione TLTRO II per circa 3,5 miliardi. A fine giugno 2017 le operazioni di finanziamento del Gruppo con BCE hanno incluso le componenti provenienti dall’acquisizione dei rami di attività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, comprendenti operazioni TLTRO II pari a circa 7,1 miliardi;
-    fonti di raccolta stabili e ben diversificate, con raccolta diretta - bancaria - da clientela (inclusi i titoli emessi) costituita per il 74% dalla componente retail,
-    raccolta a medio lungo termine per circa 15 miliardi nei primi nove mesi del 2017, di cui circa 12 miliardi relativi alla componente wholesale,
-    nell’ambito della componente wholesale della raccolta a medio lungo termine nei primi nove mesi 2017, operazioni benchmark di Additional Tier 1 per 2 miliardi di euro, obbligazioni bancarie garantite per un miliardo di euro, senior per 2,5 miliardi di euro e 2,5 miliardi di dollari e green bond per 500 milioni di euro (per circa l’ 83% collocate presso investitori esteri).

Il leverage ratio al 30 settembre 2017 è pari a 6,4% applicando i criteri transitori in vigore per il 2017 e a 6,1% applicando i criteri a regime, valori tra i migliori nel confronto con i principali gruppi bancari europei.


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Al 30 settembre 2017, la struttura operativa del Gruppo Intesa Sanpaolo si articola in 5.968 sportelli bancari (di cui 954 derivanti dall’acquisizione dei rami di attività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca) - 4.825 in Italia (di cui 929 derivanti dai rami acquisiti) e 1.143 all’estero (di cui 25 derivanti dai rami acquisiti) - e 96.478 persone (di cui 7.869 provenienti dai rami acquisiti).


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I risultati per area di Business (••••)

La Divisione Banca dei Territori include:
-    clientela Retail (clienti privati con attività finanziarie fino a 100.000 euro e attività/aziende con bassa complessità di esigenze);
-    clientela Personal (clienti privati con attività finanziarie da 100.000 euro a un milione di euro);
-    clientela Imprese, costituta da aziende con fatturato di gruppo non superiore a 350 milioni.
Nella Divisione sono inoltre incluse le controllate Banca 5, banca di prossimità - collegata al canale delle tabaccherie - con focalizzazione sull’ instant banking per fasce di clientela poco bancarizzate, Banca Prossima, che opera - attraverso le filiali del Gruppo con presidi locali e specialisti dedicati - al servizio degli enti nonprofit, e Mediocredito Italiano, che è il Polo della Finanza di Impresa.

La Divisione Banca dei Territori nel terzo trimestre 2017 registra:
-    proventi operativi netti per 2.203 milioni, +0,3% rispetto a 2.196 milioni del secondo trimestre 2017;           
-    costi operativi per 1.201    milioni, -2,4% rispetto a 1.230 milioni del secondo trimestre 2017;           
-    un risultato della gestione operativa di 1.002    milioni, +3,7% rispetto a 966 milioni del secondo trimestre 2017;           
-    un cost/income ratio al 54,5% rispetto al 56% del secondo trimestre 2017;
-    un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 405 milioni, rispetto a 367 milioni del secondo trimestre 2017;   
-    un risultato lordo pari a     598 milioni, -0,2%    rispetto a 599     milioni del secondo trimestre 2017;           
-    un risultato netto pari a 362 milioni, +5,5%    rispetto a 343     milioni del secondo trimestre 2017.           

La Divisione Banca dei Territori nei primi nove mesi del 2017 registra:
-    proventi operativi netti per 6.578 milioni, +1,9% rispetto a 6.457     milioni dei primi nove mesi 2016, pari a circa il 52%    dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (50% nei primi nove mesi 2016);   
-    costi operativi per 3.615    milioni, -1,2% rispetto a 3.659 milioni dei primi nove mesi 2016;
-    un risultato della gestione operativa di 2.963    milioni, +5,9% rispetto a 2.798 milioni dei primi nove mesi 2016;   
-    un cost/income ratio al 55% rispetto al 56,7% dei primi nove mesi 2016;   
-    un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 1.185 milioni, rispetto a 1.539 milioni dei primi nove mesi 2016;
-    un risultato corrente lordo pari a 1.778 milioni, +23,7% rispetto a 1.437 milioni dei primi nove mesi 2016;   
-    un risultato netto pari a 1.055 milioni,    +25,6% rispetto a 840 milioni dei primi nove mesi 2016.

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(••••)    I dati relativi ai rami acquisiti di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca sono stati provvisoriamente attribuiti al Centro di Governo.
 

La Divisione Corporate e Investment Banking comprende:
-    Global Corporate, cui compete la relazione con i clienti che hanno un fatturato superiore a 350 milioni di euro e raggruppati, secondo il modello settoriale, nei seguenti 11 comparti di attività: Automotive & Mechanics; Basic Materials & Healthcare; Food & Beverage and Distribution; Retail & Luxury; Infrastructure & Real Estate Partners; Public Finance; Global EPC & Integrated Logistics; Energy & Utilities; Oil & Gas; Telecom, Media & Technology; Business Solutions;
-    International Department, che cura lo sviluppo internazionale della Divisione e cui è affidata la responsabilità delle filiali estere, degli uffici di rappresentanza e delle società estere corporate (Intesa Sanpaolo Bank Luxembourg, Intesa Sanpaolo Bank Ireland e Intesa Sanpaolo Brasil);
-    Financial Institutions, cui compete la relazione con le istituzioni finanziarie;
-    Global Transaction Banking, cui compete la gestione dei servizi transazionali;
-    Banca IMI, deputata all’attività di investment banking (M&A e advisory), finanza strutturata, capital markets e primary market (equity e debt capital market).
Nel perimetro della Divisione rientra inoltre l’attività di gestione del portafoglio proprietario del Gruppo.

La Divisione Corporate e Investment Banking nel terzo trimestre 2017 registra:
-    proventi operativi netti per 745 milioni, -11,8% rispetto a 845 milioni del secondo trimestre 2017;       
-    costi operativi per 233 milioni, -3,1%    rispetto a 241     milioni del secondo trimestre 2017;
-    un risultato della gestione operativa di 512 milioni,     -15,3% rispetto a 604 milioni del secondo trimestre 2017;       
-    un cost/income ratio al 31,3% rispetto al 28,5% del secondo trimestre 2017;       
-    riprese di valore nette pari a 12 milioni, rispetto a un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 99 milioni del secondo trimestre 2017;
-    un risultato corrente lordo pari a 503 milioni, -18% rispetto a 614 milioni del secondo trimestre 2017;       
-    un risultato netto pari a 350 milioni, -21,5%    rispetto a 447     milioni del secondo trimestre 2017.       
   
La Divisione Corporate e Investment Banking nei primi nove mesi del 2017 registra:
-    proventi operativi netti per 2.394 milioni, +0,2% rispetto a 2.390     milioni dei primi nove mesi 2016, pari a circa il 19%    dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (19% anche nei primi nove mesi 2016);   
-    costi operativi per 700 milioni,    +2,5% rispetto a 683 milioni dei primi nove mesi 2016;
-    un risultato della gestione operativa di 1.694    milioni, -0,8% rispetto a 1.707 milioni dei primi nove mesi 2016;   
-    un cost/income ratio al 29,2% rispetto al 28,6% dei primi nove mesi 2016;   
-    un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 175 milioni, rispetto a 198 milioni dei primi nove mesi 2016;   
-    un risultato corrente lordo pari a 1.608 milioni, +5,2% rispetto a 1.529 milioni dei primi nove mesi 2016;   
-    un risultato netto pari a 1.148 milioni, +8,8% rispetto a 1.055 milioni dei primi nove mesi 2016.
 
La Divisione Banche Estere (11) presidia l’attività del Gruppo sui mercati esteri nei quali è presente tramite banche controllate e partecipate che svolgono attività di commercial banking, fornisce indirizzo, coordinamento e supporto alle controllate, è responsabile della definizione delle linee strategiche di sviluppo del Gruppo relativamente alla presenza diretta sui mercati esteri, con esplorazione sistematica e analisi di nuove opportunità di crescita sui mercati già presidiati e su nuovi mercati, del coordinamento dell’operatività delle banche estere e della gestione delle relazioni delle banche estere con le strutture centralizzate della Capogruppo e con le filiali o altri uffici esteri della Divisione Corporate e Investment Banking. La Divisione presidia le seguenti aree geografiche: i) Europa Sud Orientale, con Privredna Banka Zagreb in Croazia, Banca Intesa Beograd in Serbia, Intesa Sanpaolo Banka Bosna i Hercegovina in Bosnia-Erzegovina, Intesa Sanpaolo Bank Albania e Intesa Sanpaolo Bank Romania; ii) Europa Centro Orientale, con Intesa Sanpaolo Bank in Slovenia, VUB Banka in Slovacchia e CIB Bank in Ungheria; iii) CIS e South Mediterranean, con Banca Intesa nella Federazione Russa e Bank of Alexandria in Egitto.

La Divisione Banche Estere nel terzo trimestre 2017 registra:
-    proventi operativi netti per 492    milioni, +1,2% rispetto a 486 milioni del secondo trimestre 2017;           
-    costi operativi per 228 milioni, -0,4%    rispetto a 229     milioni del secondo trimestre 2017;
-    un risultato della gestione operativa di 264 milioni,     +2,7% rispetto a 257 milioni del secondo trimestre 2017;           
-    un cost/income ratio al     46,4%    rispetto al 47,1% del secondo trimestre 2017;       
-    un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 45 milioni, rispetto a 66 milioni del secondo trimestre 2017;           
-    un risultato corrente lordo pari a 220 milioni, +14,1% rispetto a 192 milioni del secondo trimestre 2017;           
-    un risultato netto pari a 176 milioni, +17,3%    rispetto a 150     milioni del secondo trimestre 2017.           

La Divisione Banche Estere nei primi nove mesi del 2017 registra:
-    proventi operativi netti per 1.451 milioni, -5,5% rispetto a 1.535 milioni dei primi nove mesi 2016 (+9% escludendo l’effetto della svalutazione della valuta egiziana), pari a circa l’ 11% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (12% nei primi nove mesi 2016);   
-    costi operativi per 682 milioni, -5% rispetto a 718 milioni dei primi nove mesi 2016;   
-    un risultato della gestione operativa di 769 milioni, -5,9% rispetto a 817 milioni dei primi nove mesi 2016 (+11% escludendo l’effetto della svalutazione della valuta egiziana);
-    un cost/income ratio al 47% rispetto al 46,8% dei primi nove mesi 2016;       
-    un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 143 milioni, rispetto a 132 milioni dei primi nove mesi 2016;   
-    un risultato corrente lordo pari a 821 milioni, +8,9% rispetto a 754 milioni dei primi nove mesi 2016 (+1% escludendo l’effetto della svalutazione della valuta egiziana e della riclassificazione di Bank of Qingdao);       
-    un risultato netto pari a 677 milioni, +16,9%    rispetto a 579     milioni dei primi nove mesi 2016 (+1% escludendo l’effetto della svalutazione della valuta egiziana e della riclassificazione di Bank of Qingdao).

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(11)    La Divisione non include Pravex-Bank in Ucraina e la bad bank di CIB Bank in Ungheria, che rispondono alla business unit Capital Light Bank.
 

La Divisione Private Banking serve il segmento di clientela di fascia alta (Private e High Net Worth Individuals) tramite Fideuram e le sue controllate Fideuram Investimenti, Intesa Sanpaolo Private Banking, Sirefid, Fideuram Fiduciaria, Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) e Fideuram Asset Management Ireland.

La Divisione Private Banking nel terzo trimestre 2017 registra:
-    proventi operativi netti per 470 milioni, +0,4% rispetto a 468 milioni del secondo trimestre 2017;       
-    costi operativi per 132 milioni, -5,4%    rispetto a 140     milioni del secondo trimestre 2017;
-    un risultato della gestione operativa di 338 milioni,     +2,9% rispetto a 328 milioni del secondo trimestre 2017;       
-    un cost/income ratio al 28,2% rispetto al 29,9% del secondo trimestre 2017;       
-    un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a un milione, rispetto a 8 milioni del secondo trimestre 2017;   
-    un risultato corrente lordo pari a 345 milioni, +7,7% rispetto a 320 milioni del secondo trimestre 2017;       
-    un risultato netto pari a 232 milioni, +6,4% rispetto a 218 milioni del secondo trimestre 2017.       
       
La Divisione Private Banking nei primi nove mesi del 2017 registra:
-    proventi operativi netti per 1.402 milioni, +8,7% rispetto a 1.290     milioni dei primi nove mesi 2016, pari a circa l’ 11%    dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (10% nei primi nove mesi 2016);       
-    costi operativi per 401 milioni,    +2,6% rispetto a 391 milioni dei primi nove mesi 2016;
-    un risultato della gestione operativa di 1.001    milioni, +11,3% rispetto a     899 milioni dei primi nove mesi 2016;       
-    un cost/income ratio al 28,6%    rispetto al 30,3% dei primi nove mesi 2016;       
-    un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 19 milioni, rispetto a 35 milioni dei primi nove mesi 2016;       
-    un risultato corrente lordo pari a 990 milioni, +14,6% rispetto a 864 milioni dei primi nove mesi 2016;       
-    un risultato netto pari a 677 milioni, +28% rispetto a 529 milioni dei primi nove mesi 2016.       

 
La Divisione Asset Management fornisce soluzioni di asset management rivolte alla clientela del Gruppo, alle reti commerciali esterne al Gruppo e alla clientela istituzionale tramite Eurizon Capital. Ad Eurizon Capital fanno capo le controllate Eurizon Capital SA (Lussemburgo), specializzata nella gestione di fondi comuni lussemburghesi a basso tracking error, VUB Asset Management (Slovacchia), cui fanno capo l’ungherese CIB IFM e la croata PBZ Invest (polo dell’asset management nell’Est Europa), e Epsilon Associati SGR - specializzata nella gestione attiva di portafoglio e, in particolare, nelle gestioni quantitative e multi strategia con obiettivi di investimento di tipo “total return” - e controllata al 51% da Eurizon Capital e per il restante 49% da Banca IMI, e il 49% della società cinese di asset management Penghua Fund Management. Eurizon Capital detiene inoltre il 20% della società cinese di wealth management Yicai, partecipata al 25% da Fideuram e al 55% dalla Capogruppo Intesa Sanpaolo.

La Divisione Asset Management nel terzo trimestre 2017 registra:
-    proventi operativi netti per 186 milioni, -2,5% rispetto a 191 milioni del secondo trimestre 2017;       
-    costi operativi per 35 milioni, -6,6% rispetto a 37 milioni del secondo trimestre 2017;   
-    un risultato della gestione operativa di 151 milioni, -1,5% rispetto a 154 milioni del secondo trimestre 2017;       
-    un cost/income ratio al 18,7% rispetto al 19,5% del secondo trimestre 2017;       
-    un risultato corrente lordo pari a 151 milioni, -1,5% rispetto a 154 milioni del secondo trimestre 2017;       
-    un risultato netto pari a 117 milioni, -3,1% rispetto a 121 milioni del secondo trimestre 2017.       

La Divisione Asset Management nei primi nove mesi del 2017 registra:
-    proventi operativi netti per 555    milioni, +18,6% rispetto a     468 milioni dei primi nove mesi 2016, pari a circa il 4% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (4% anche nei primi nove mesi 2016);   
-    costi operativi per 107 milioni, +10,3% rispetto a 97 milioni dei primi nove mesi 2016;
-    un risultato della gestione operativa di 448 milioni,     +20,8% rispetto a 371 milioni dei primi nove mesi 2016;   
-    un cost/income ratio al 19,3%    rispetto al 20,7% dei primi nove mesi 2016;   
-    un risultato corrente lordo pari a 448 milioni, +20,8% rispetto a 371 milioni dei primi nove mesi 2016;   
-    un risultato netto pari a 352 milioni, +24,8%    rispetto a 282     milioni dei primi nove mesi 2016.
   
 
La Divisione Insurance sviluppa l’offerta dei prodotti assicurativi rivolti alla clientela del Gruppo e include Intesa Sanpaolo Vita (che controlla anche Intesa Sanpaolo Assicura) e Fideuram Vita.

La Divisione Insurance nel terzo trimestre 2017 registra:
-    proventi operativi netti per 262 milioni, -4,7% rispetto a 275 milioni del secondo trimestre 2017;       
-    costi operativi per 42 milioni, -5,1% rispetto a 45 milioni del secondo trimestre 2017;   
-    un risultato della gestione operativa di 220 milioni, -4,7% rispetto a 231 milioni del secondo trimestre 2017;       
-    un cost/income ratio al 16,1% rispetto al 16,2% del secondo trimestre 2017;       
-    un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a un milione, rispetto a un saldo nullo del secondo trimestre 2017;   
-    un risultato corrente lordo pari a 219 milioni, -5,2% rispetto a 231 milioni del secondo trimestre 2017;       
-    un risultato netto pari a 152 milioni, -7,7% rispetto a 165 milioni del secondo trimestre 2017.       

La Divisione Insurance nei primi nove mesi del 2017 registra:
-    proventi operativi netti per 857    milioni, -11,6% rispetto a     970 milioni dei primi nove mesi 2016, pari a circa il 7% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (8%     nei primi nove mesi 2016);   
-    costi operativi per 127 milioni, +10,4% rispetto a 115 milioni dei primi nove mesi 2016;
-    un risultato della gestione operativa di 730 milioni,     -14,6% rispetto a 855 milioni dei primi nove mesi 2016;   
-    un cost/income ratio al 14,8%    rispetto all’ 11,9% dei primi nove mesi 2016;   
-    un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a un milione, rispetto a 11 milioni dei primi nove mesi 2016;   
-    un risultato corrente lordo pari a 729 milioni, -13,6% rispetto a 844 milioni dei primi nove mesi 2016;   
-    un risultato netto pari a 512 milioni, -8,6% rispetto a 560 milioni dei primi nove mesi 2016.   


Le prospettive per l’esercizio in corso

E’ confermato l'impegno alla distribuzione di dieci miliardi di euro di dividendi cash complessivi, indicato nel Piano di Impresa, per il quadriennio 2014-2017,  in considerazione della crescita attesa per l’utile netto consolidato del 2017 rispetto al 2016, anche escludendo il contributo pubblico cash di 3,5 miliardi di euro - a compensazione degli impatti sui coefficienti patrimoniali derivante dall’acquisizione dei rami di attività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca - e indipendentemente dall’inclusione dei risultati del secondo semestre 2017 dei rami acquisiti.


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I dati di stato patrimoniale al 30 settembre 2017 includono le componenti provenienti dall’acquisizione, con efficacia 26 giugno 2017, di certe attività e passività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, consolidate linea per linea per quanto riguarda le società capogruppo (già consolidate linea per linea al 30 giugno 2017) e le controllate Banca Nuova, Banca Apulia, SEC Servizi, Servizi Bancari e Veneto Banca DD - Croazia (iscritte alla voce partecipazioni al 30 giugno 2017), mentre le altre società controllate incluse nel ramo di attività acquisito sono state iscritte alla voce partecipazioni (analogamente al 30 giugno 2017). I dati di conto economico includono le componenti provenienti da tale acquisizione a decorrere dal terzo trimestre 2017 e solo per quanto riguarda le società capogruppo.

I dati di conto economico dei primi tre trimestri del 2016 sono stati riesposti riconducendoli alle voci della nuova formulazione del prospetto di conto economico riclassificato, introdotta a decorrere dal quarto trimestre 2016 per migliorare la visibilità della redditività operativa:
1.    la voce “Altri proventi (oneri) operativi netti” non include più:
-    i contributi al fondo di risoluzione e al fondo di garanzia dei depositi, che adesso sono inclusi nella nuova voce “Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte)” inserita dopo la voce “Risultato corrente lordo”, che sostituisce la precedente voce “Risultato corrente al lordo delle imposte”;
-    gli elementi non ricorrenti che non hanno natura operativa, come i proventi dalla cessione di VISA Europe (secondo trimestre 2016), che adesso sono inclusi nella nuova voce “Altri proventi (oneri) netti”, inserita dopo la voce “Risultato della gestione operativa” e comprendente anche la voce, in precedenza distinta, “Utili (perdite) su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti”;
2.    la voce “Altri proventi (oneri) operativi netti” adesso include la voce, in precedenza distinta, “Utili (perdite) di partecipazioni valutate al patrimonio netto”;
3.    la nuova voce “Accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività” include le voci, in precedenza distinte, “Accantonamenti netti ai fondi rischi ed oneri” e “Rettifiche di valore nette su altre attività”;
4.    la voce “Utile (perdita) dei gruppi di attività in via di dismissione” adesso non è più al netto delle imposte ed è inserita prima della voce “Risultato corrente lordo”, che sostituisce la precedente voce “Risultato corrente al lordo delle imposte”.

Inoltre, ai fini di comparabilità dei risultati:
-    i dati di conto economico dei quattro trimestri 2016 e di stato patrimoniale dei primi tre trimestri del 2016 sono stati riesposti a seguito dell’acquisizione di Banca ITB, consolidando le relative componenti linea per linea e attribuendo il corrispondente risultato netto all’utile di pertinenza di terzi;
-    i dati di conto economico e di stato patrimoniale del primo trimestre del 2016 sono stati riesposti a seguito della cessione di Setefi e di Intesa Sanpaolo Card e di un portafoglio di crediti in bonis della controllata Accedo; le relative componenti sono state deconsolidate linea per linea, attribuendo l’apporto di Setefi e di Intesa Sanpaolo Card in termini di conto economico e di stato patrimoniale all’utile/perdita e alle pertinenti voci di attivo e passivo dei gruppi di attività in via di dismissione e quello del portafoglio di Accedo in termini di conto economico all’utile di pertinenza di terzi.



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Allo scopo di consentire una più completa informativa sui risultati conseguiti al 30 settembre 2017, si allegano i prospetti relativi al conto economico e allo stato patrimoniale consolidati riclassificati inclusi nel resoconto approvato dal Consiglio di Amministrazione. Si precisa che la società di revisione sta completando le attività finalizzate al rilascio dell’attestazione prevista dall’art. 26 (2) del Regolamento dell’Unione Europea n. 575/2013 e dalla Decisione della Banca Centrale Europea n. 2015/656.


 
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Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Fabrizio Dabbene, dichiara ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del Testo Unico della Finanza che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili.


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La presente comunicazione e le informazioni ivi contenute non hanno finalità di né costituiscono in alcun modo consulenza in materia di investimenti. Le dichiarazioni ivi contenute non sono state oggetto di verifica indipendente. Non viene fatta alcuna dichiarazione o garanzia, espressa o implicita, in riferimento a, e nessun affidamento dovrebbe essere fatto relativamente all’imparzialità, accuratezza, completezza, correttezza e affidabilità delle informazioni ivi contenute. La Società e i suoi rappresentanti declinano ogni responsabilità (sia per negligenza o altro), derivanti in qualsiasi modo da tali informazioni e/o per eventuali perdite derivanti dall’utilizzo o meno di questa comunicazione. Accedendo a questi materiali, il lettore accetta di essere vincolato dalle limitazioni di cui sopra.

Questo comunicato stampa contiene previsioni e stime che riflettono le attuali opinioni del management Intesa Sanpaolo in merito ad eventi futuri. Previsioni e stime sono in genere identificate da espressioni come “è possibile,” “si dovrebbe,” “si prevede,” “ci si attende,” “si stima,” “si ritiene,” “si intende,” “si progetta,” “obiettivo” oppure dall’uso negativo di queste espressioni o da altre varianti di tali espressioni oppure dall’uso di terminologia comparabile. Queste previsioni e stime comprendono, ma non si limitano a, tutte le informazioni diverse dai dati di fatto, incluse, senza limitazione, quelle relative alla posizione finanziaria futura di Intesa Sanpaolo e ai risultati operativi, la strategia, i piani, gli obiettivi e gli sviluppi futuri nei mercati in cui Intesa Sanpaolo opera o intende operare.

A seguito di tali incertezze e rischi, si avvisano i lettori che non devono fare eccessivo affidamento su tali informazioni di carattere previsionale come previsione di risultati effettivi. La capacità del Gruppo Intesa Sanpaolo di raggiungere i risultati previsti dipende da molti fattori al di fuori del controllo del management. I risultati effettivi possono differire significativamente (ed essere più negativi di) da quelli previsti o impliciti nei dati previsionali. Tali previsioni e stime comportano rischi ed incertezze che potrebbero avere un impatto significativo sui risultati attesi e si fondano su assunti di base.

Le previsioni e le stime ivi formulate si basano su informazioni a disposizione di Intesa Sanpaolo alla data odierna. Intesa Sanpaolo non si assume alcun obbligo di aggiornare pubblicamente e di rivedere previsioni e stime a seguito della disponibilità di nuove informazioni, di eventi futuri o di altro, fatta salva l’osservanza delle leggi applicabili. Tutte le previsioni e le stime successive, scritte ed orali, attribuibili a Intesa Sanpaolo o a persone che agiscono per conto della stessa sono espressamente qualificate, nella loro interezza, da queste dichiarazioni cautelative.


 

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