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INTESA SANPAOLO: RISULTATI CONSOLIDATI AL 31 DICEMBRE 2018

I RISULTATI DEL 2018 RIFLETTONO LA REDDITIVITÀ SOSTENIBILE DEL GRUPPO, DERIVANTE DALLA SOLIDITÀ DELLA BASE PATRIMONIALE E DELLA POSIZIONE DI LIQUIDITÀ E DAL MODELLO DI BUSINESS RESILIENTE E BEN DIVERSIFICATO. IL MODELLO DI BUSINESS SI CARATTERIZZA PER UNA FOCALIZZAZIONE SU WEALTH MANAGEMENT & PROTECTION, UN’OPERATIVITÀ SU ATTIVITÀ FINANZIARIE CHE OFFRE UN NATURAL HEDGING A COPERTURA DAGLI IMPATTI DELLA VOLATILITÀ DEI MERCATI SUI RICAVI DA COMMISSIONI, UNA FLESSIBILITÀ STRATEGICA NELLA GESTIONE DEI COSTI OPERATIVI E UN’EFFICACE GESTIONE PROATTIVA DEL CREDITO.

I RISULTATI DEL 2018 SONO PIENAMENTE IN LINEA CON GLI OBIETTIVI E CONFERMANO IL SUPPORTO DEL GRUPPO ALL’ECONOMIA NEI PAESI IN CUI OPERA, IN PARTICOLARE IN ITALIA, DOVE È ANCHE IMPEGNATO A DIVENTARE UN PUNTO DI RIFERIMENTO IN TERMINI DI RESPONSABILITÀ SOCIALE E CULTURALE.

UTILE NETTO 2018 A € 4.050 MLN. PROPOSTA DIVIDENDI CASH: € 3.449 MLN, SUPERIORI AI € 3.419 MLN DEL 2017 E PARI ALL’ 85% DI PAYOUT RATIO INDICATO NEL PIANO DI IMPRESA PER IL 2018.

ELEVATA PATRIMONIALIZZAZIONE, LARGAMENTE SUPERIORE AI REQUISITI NORMATIVI ANCHE NELLO SCENARIO AVVERSO DELLO STRESS TEST EBA/BCE 2018: COMMON EQUITY TIER 1 RATIO PRO-FORMA A REGIME AL 13,6% TENENDO CONTO DEI DIVIDENDI PROPOSTI PER IL 2018.

RISULTATO DELLA GESTIONE OPERATIVA IN CRESCITA DEL 4,8% VS 2017, CON PROVENTI OPERATIVI NETTI IN AUMENTO DELLO 0,2% E COSTI OPERATIVI IN CALO DEL 3,6%.

MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ DEL CREDITO: RIDUZIONE DEI CREDITI DETERIORATI LORDI SENZA ONERI STRAORDINARI PER GLI AZIONISTI, CON LO STOCK DIMINUITO DEL 29,9% VS FINE 2017, REALIZZANDO GIÀ NEL 2018 OLTRE IL 60% DELL’OBIETTIVO PREVISTO NEL PIANO DI IMPRESA PER IL 2018-2021; INCIDENZA DEI CREDITI DETERIORATI SUI CREDITI COMPLESSIVI ALL’ 8,8% AL LORDO DELLE RETTIFICHE E AL 4,2% AL NETTO; RETTIFICHE DI VALORE NETTE SU CREDITI IN CALO DEL 27,7% VS 2017 E COSTO DEL RISCHIO SCESO A 61 CENTESIMI DI PUNTO.

INTESA SANPAOLO È UN ACCELERATORE DELLA CRESCITA DELL’ECONOMIA REALE IN ITALIA: CIRCA € 50 MLD DI NUOVO CREDITO A MEDIO-LUNGO TERMINE A FAMIGLIE E IMPRESE DEL PAESE NEL 2018; CIRCA 20.000 AZIENDE RIPORTATE IN BONIS NEL 2018 E CIRCA 93.000 DAL 2014, PRESERVANDO RISPETTIVAMENTE CIRCA 100.000 E OLTRE 460.000 POSTI DI LAVORO.

INTESA SANPAOLO È ANCHE IL MOTORE DELL’ECONOMIA SOCIALE IN ITALIA, CON DIVIDENDI DISTRIBUITI TRADOTTISI IN EROGAZIONI DELLE FONDAZIONI AZIONISTE PARI A OLTRE LA METÀ DI QUELLE EFFETTUATE DA TUTTE LE FONDAZIONI BANCARIE ITALIANE.

RESPONSABILITÀ SOCIALE E CULTURALE DEL GRUPPO, CHE NEL 2018 IN ITALIA HA PORTATO A: INIZIATIVE PER RIDURRE LA POVERTÀ INFANTILE E SUPPORTARE I BISOGNOSI FORNENDO CIRCA 9.000 PASTI AL GIORNO, 7.900 POSTI LETTO AL MESE, 4.000 MEDICINALI AL MESE E 3.000 CAPI DI ABBIGLIAMENTO AL MESE; SUPPORTO A FAMIGLIE COLPITE DA DISASTRI NATURALI, CON CANCELLAZIONI/MORATORIE SU MUTUI PER OLTRE € 15 MLN, IN AGGIUNTA A FINANZIAMENTI AGEVOLATI  PER CIRCA € 200 MLN EROGATI NEL 2018 E OLTRE € 140 MLN NEL 2015-2017; SUPPORTO A FAMIGLIE E IMPRESE COLPITE DAL CROLLO DEL PONTE A GENOVA CON PLAFOND DI € 4,5 MLN PER CANCELLAZIONE DI MUTUI E € 50 MLN PER RICOSTRUZIONE; AVVIO DEL FONDO IMPACT CON IL LANCIO DELLA PRIMA LINEA DI CREDITO NON GARANTITO DEDICATA A TUTTI GLI STUDENTI UNIVERSITARI ITALIANI; LANCIO DEL PLAFOND CREDITIZIO CIRCULAR ECONOMY PER € 5 MLD A SUPPORTO DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE; APERTURA DEL PRIMO LABORATORIO ITALIANO PER LA CIRCULAR ECONOMY; ATTIVAZIONE DI 7 INIZIATIVE DI START-UP CON LA PARTECIPAZIONE DI CIRCA 520 START-UP; LANCIATA LA PARTNERSHIP CON GENERATION PER L’ACCESSO AL MERCATO DEL LAVORO ITALIANO DI 5.000 GIOVANI; NEI MUSEI DEL GRUPPO, 14 IMPORTANTI MOSTRE, CIRCA 500.000 VISITATORI, 140 OPERE D’ARTE DATE IN PRESTITO E OLTRE 100 STORICI DELL’ARTE STABILMENTE PRESSO LE “GALLERIE D’ITALIA”, CHE SI COLLOCANO TRA I PRINCIPALI MUSEI ITALIANI PER NUMERO DI VISITATORI.


  • SOLIDO UTILE NETTO:
    • € 1.038 MLN NEL 4° TRIM. 2018, VS € 833 MLN NEL 3° TRIM. 2018

    • € 4.050 MLN NEL 2018 VS € 3.816 MLN NEL 2017 (*)

  • CRESCE IL RISULTATO CORRENTE LORDO:
    +11% VS 2017 (*)

  • AUMENTA IL RISULTATO DELLA GESTIONE OPERATIVA:
    • +4,8% VS 2017

  • SALGONO I PROVENTI OPERATIVI NETTI:
    • +0,2% VS 2017

  • SCENDONO I COSTI OPERATIVI:
    -3,6% VS 2017

  • MIGLIORAMENTO DEL TREND DELLA QUALITA' DEL CREDITO:
    • CALO DEI CREDITI DETERIORATI, SENZA ONERI STRAORDINARI PER GLI AZIONISTI:
    • RIDUZIONE DI CIRCA € 16 MLD NEL 2018 E DI CIRCA € 29 MLD DAL SETTEMBRE 2015 AL LORDO DELLE RETTIFICHE, RISPETTIVAMENTE DI CIRCA € 5 MLD E CIRCA € 18 MLD ESCLUDENDO LA CESSIONE A INTRUM PERFEZIONATA NEL 4° TRIM. 2018
    • STOCK -29,9% AL LORDO DELLE RETTIFICHE VS FINE 2017 E -26,4% AL NETTO VS FINE 2017 RICALCOLATO POST IFRS 9, INCIDENZA DEI CREDITI DETERIORATI SUI CREDITI COMPLESSIVI ALL’ 8,8% AL LORDO DELLE RETTIFICHE E AL 4,2% AL NETTO
    • RETTIFICHE DI VALORE NETTE SU CREDITI IN CALO DEL 27,7% VS 2017
    • COSTO DEL RISCHIO NEL 2018 SCESO A 61 CENTESIMI DI PUNTO
  • ELEVATA PATRIMONIALIZZAZIONE, LARGAMENTE SUPERIORE AI REQUISITI NORMATIVI: 
    COMMON EQUITY TIER 1 RATIO AL 31 DICEMBRE 2018, TENENDO CONTO DI € 3.449 MLN DI DIVIDENDI PROPOSTI PER IL 2018:

    • 13,6% PRO-FORMA A REGIME  (1) (2)
    • 13,5% SECONDO I CRITERI TRANSITORI PER IL 2018  (2) (**)
    CCOMMON EQUITY TIER 1 RATIO NELLO STRESS TEST EBA/BCE 2018:
    • 9,7% A REGIME NELLO SCENARIO AVVERSO AL 2020, 10,3% CONSIDERANDO L’AUMENTO DI CAPITALE A SERVIZIO DEL PIANO DI INCENTIVAZIONE E LA CONVERSIONE DELLE AZIONI DI RISPARMIO PERFEZIONATI NEL 3° TRIM. 2018 E 11,4% CALCOLATO SU BASE PRO-FORMA  (***)

______________________

(*) Escludendo dal secondo trimestre 2017 il contributo pubblico cash di 3,5 miliardi di euro, esente da imposte, a compensazione degli impatti sui coefficienti patrimoniali derivanti dall’acquisizione di certe attività e passività e certi rapporti giuridici di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca (“Insieme Aggregato”).
(1) Stimato applicando ai dati di bilancio del 31 dicembre 2018 i parametri indicati a regime, considerando l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti, nonché alla prima applicazione del principio contabile IFRS 9 e al contributo pubblico cash di 1.285 milioni di euro - esenti da imposte - a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all’acquisizione dell’Insieme Aggregato di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca e tenendo conto dell’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse.
(2) Dopo la deduzione dei dividendi proposti per l’esercizio 2018 e delle cedole maturate sulle emissioni di Additional Tier 1.
(**) Pari al 12% escludendo la mitigazione dell’impatto della prima applicazione del principio contabile IFRS 9, che diventerebbe 12,5% se si considerasse il Danish compromise (per cui gli investimenti assicurativi vengono trattati come attivi ponderati per il rischio anziché dedotti dal capitale), per il quale è stato avviato il processo di riconoscimento.
(***) Considerando anche l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti nonché al contributo pubblico cash di 1.285 milioni di euro - esenti da imposte - a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all’acquisizione dell’Insieme Aggregato di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca e l’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse.
 


DATI DI SINTESI:

 

PROVENTI
OPERATIVI
NETTI:

4° TRIM. 2018
ANNO 2018

-1,9% 
+0,2%

A € 4.190 MLN DA € 4.269 MLN DEL 3° TRIM. 2018 
A € 17.875 MLN DA € 17.840 MLN DEL 2017

 

   

 

COSTI OPERATIVI:

4° TRIM. 2018
ANNO 2018

+10,8%
-3,6%

A € 2.554 MLN DA € 2.306 MLN DEL 3° TRIM. 2018
A € 9.470 MLN DA € 9.823 MLN DEL 2017

 

 

 

RISULTATO
GESTIONE
OPERATIVA:

4° TRIM. 2018
ANNO 2018

-16,7%     
+4,8%

A € 1.636 MLN DA € 1.963 MLN DEL 3° TRIM. 2018
A € 8.405 MLN DA € 8.017 MLN DEL 2017

 

 

 

 

RISULTATO
CORRENTE
LORDO:

4° TRIM. 2018
ANNO 2018

€ 1.374 MLN 
€ 6.348 MLN

DA € 1.421 MLN DEL 3° TRIM. 2018
DA € 5.718 MLN DEL 2017 (*)

 

 

 

 

RISULTATO NETTO:

4° TRIM. 2018
ANNO 2018

€ 1.038 MLN
€ 4.050 MLN

DA € 833 MLN DEL 3° TRIM. 2018
DA € 3.816 MLN DEL 2017 (*)

       

COEFFICIENTI
PATRIMONIALI:

COMMON EQUITY TIER 1 RATIO POST DIVIDENDI PROPOSTI:
13,6% PRO-FORMA A REGIME (3) (4);
13,5% CON CRITERI TRANSITORI PER IL 2018 (4) (**)

 _________

(*) Escludendo dal secondo trimestre 2017 il contributo pubblico cash di 3,5 miliardi di euro, esente da imposte, a compensazione degli impatti sui coefficienti patrimoniali derivanti dall’acquisizione di certe attività e passività e certi rapporti giuridici di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca (“Insieme Aggregato”).
(3) Stimato applicando ai dati di bilancio del 31 dicembre 2018 i parametri indicati a regime, considerando l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti, nonché alla prima applicazione del principio contabile IFRS 9 e al contributo pubblico cash di 1.285 milioni di euro - esenti da imposte - a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all’acquisizione dell’Insieme Aggregato di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca e tenendo conto dell’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse.
(4) Dopo la deduzione dei dividendi proposti per l’esercizio 2018 e delle cedole maturate sulle emissioni di Additional Tier 1.
(**) Pari al 12% escludendo la mitigazione dell’impatto della prima applicazione del principio contabile IFRS 9, che diventerebbe 12,5% se si considerasse il Danish compromise (per cui gli investimenti assicurativi vengono trattati come attivi ponderati per il rischio anziché dedotti dal capitale), per il quale è stato avviato il processo di riconoscimento.


Torino, Milano, 5 febbraio 2019
– 
Il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo in data odierna ha approvato i risultati d’esercizio e consolidati al 31 dicembre 2018 (5).

I risultati dell’anno riflettono la redditività sostenibile del Gruppo, che deriva dalla solidità della base patrimoniale e della posizione di liquidità e dal modello di business resiliente e ben diversificato che si caratterizza per:
-    una focalizzazione su Wealth Management & Protection che pone al centro la relazione con il cliente e un’operatività su attività finanziarie che offre un natural hedging a copertura dagli impatti della volatilità dei mercati sui ricavi generati dalle commissioni;
-    una flessibilità strategica nella gestione dei costi operativi;  
-    un’efficace gestione proattiva del credito senza oneri straordinari per gli azionisti.

I risultati del 2018 sono pienamente in linea con gli obiettivi e confermano il supporto del Gruppo all’Italia anche con l’impegno a diventare un punto di riferimento in termini di responsabilità sociale e culturale:

●  utile netto dell’anno pari a 4.050 milioni, rispetto ai 3.816 milioni del 2017 (6), di cui 1.038 milioni di euro nel quarto trimestre, rispetto a 833 milioni del terzo trimestre 2018 e a 1.428 milioni del quarto trimestre 2017;

●  risultato corrente lordo in aumento dell’ 11% rispetto al 2017 (6);

●  risultato della gestione operativa in crescita del 4,8% rispetto al 2017;

●  proventi operativi netti in aumento dello 0,2% rispetto al 2017, a fronte di un flusso netto di attività finanziarie della clientela nel 2018 verso un’allocazione contraddistinta dal contenimento dell’esposizione alla marcata volatilità dei mercati finanziari, con una raccolta netta di risparmio gestito pari a circa 8 miliardi di euro e una raccolta a vista delle famiglie cresciuta di circa 11 miliardi;

●  elevata efficienza, con un cost/income al 53%, tra i migliori nell’ambito delle maggiori banche europee;

●  costi operativi in diminuzione del 3,6% rispetto al 2017;

●  rettifiche di valore nette su crediti in calo del 27,7% rispetto al 2017;

●  costo del rischio del 2018 sceso a 61 centesimi di punto, rispetto agli 81 dell’intero 2017;
 
●  miglioramento della qualità del credito, a seguito dell’efficacia della gestione proattiva del credito senza oneri straordinari per gli azionisti in un contesto economico in miglioramento:
riduzione dei crediti deteriorati, al lordo delle rettifiche di valore, di circa 16 miliardi di euro nel 2018 e di circa 29 miliardi dal settembre 2015, rispettivamente di circa 5 miliardi e circa 18 miliardi escludendo la cessione dei crediti in sofferenza a Intrum perfezionata nel quarto trimestre del 2018;

 
_________
(5) Nota metodologica sul perimetro di consolidamento a pagina 21.
(6) Escludendo dal secondo trimestre 2017 il contributo pubblico cash di 3,5 miliardi di euro, esente da imposte, a compensazione degli impatti sui coefficienti patrimoniali derivanti dall’acquisizione di certe attività e passività e certi rapporti giuridici di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca (“Insieme Aggregato”).


lo stock di crediti deteriorati scende a dicembre 2018 del 29,9% al lordo delle rettifiche di valore rispetto a dicembre 2017, realizzando nel 2018 già il 61% dell’obiettivo di riduzione previsto nel Piano di Impresa per il 2018-2021; lo stock diminuisce del 26,4% al netto delle rettifiche, rispetto al dato del 31 dicembre 2017 ricalcolato per tenere conto della prima applicazione del principio contabile IFRS 9 in vigore dal 1° gennaio 2018;
-    l’incidenza dei crediti deteriorati sui crediti complessivi a dicembre 2018 è pari all’ 8,8% al lordo delle rettifiche di valore e al 4,2% al netto;

●    elevati livelli di copertura dei crediti deteriorati:
-    livello di copertura specifica dei crediti deteriorati al 54,5% a fine dicembre 2018, con una copertura specifica della componente costituita dalle sofferenze al 67,2%;
-    robusto buffer di riserva sui crediti in bonis, pari a circa lo 0,6% a fine dicembre 2018;

●    patrimonializzazione molto solida, con coefficienti patrimoniali su livelli largamente superiori ai requisiti normativi. Al 31 dicembre 2018, tenendo conto di 3.449 milioni di euro di dividendi proposti, il Common Equity Tier 1 ratio pro-forma a regime è risultato pari al 13,6% (7) (8), livello top tra le maggiori  banche europee, e il Common Equity Tier 1 ratio secondo i criteri transitori in vigore per il 2018 al 13,5% (8) (9), rispetto a un requisito SREP da rispettare nel 2018 - comprensivo di Capital Conservation Buffer, O-SII Buffer e Countercyclical Capital Buffer (10) - pari rispettivamente al 9,33% e all’ 8,125%. Nello scenario avverso dello stress test EBA/BCE 2018, al 2020 il Common Equity Tier1 ratio - calcolato sulla base dei dati di bilancio al 31 dicembre 2017, tenendo conto dell’impatto della prima applicazione del principio contabile IFRS 9 - è risultato pari al 9,7%; sarebbe risultato 10,3% considerando l’aumento di capitale eseguito in data 11 luglio 2018 nel contesto del Piano di Incentivazione a Lungo Termine 2018-2021 LECOIP 2.0 e la conversione delle azioni di risparmio in azioni ordinarie perfezionata in data 7 agosto 2018, a parità di altre condizioni, e 11,4% calcolato su base pro-forma (***);


_________
(7) Stimato applicando ai dati di bilancio del 31 dicembre 2018 i parametri indicati a regime, considerando l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti, nonché alla prima applicazione del principio contabile IFRS 9 e al contributo pubblico cash di 1.285 milioni di euro - esenti da imposte - a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all’acquisizione dell’Insieme Aggregato di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca e tenendo conto dell’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse.
(8) Dopo la deduzione dei dividendi proposti per l’esercizio 2018 e delle cedole maturate sulle emissioni di Additional Tier 1.
(9) Pari al 12% escludendo la mitigazione dell’impatto della prima applicazione del principio contabile IFRS 9, che diventerebbe 12,5% se si considerasse il Danish compromise (per cui gli investimenti assicurativi vengono trattati come attivi ponderati per il rischio anziché dedotti dal capitale), per il quale è stato avviato il processo di riconoscimento.
(10) Countercyclical Capital Buffer calcolato considerando l’esposizione al 31 dicembre 2018 nei vari Paesi in cui è presente il Gruppo e i rispettivi requisiti stabiliti dalle competenti autorità nazionali relativi al 2018-2020 se disponibili o al più recente aggiornamento del periodo di riferimento (requisito pari a zero per l’Italia per il 2018 e per il primo trimestre 2019).
(***) Considerando anche l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti nonché al contributo pubblico cash di 1.285 milioni di euro - esenti da imposte - a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all’acquisizione dell’Insieme Aggregato di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca e l’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse.

 
●  elevata liquidità e forte capacità di funding: a fine dicembre 2018, attività liquide per 175 miliardi di euro ed elevata liquidità prontamente disponibile per 89 miliardi; rispettati i requisiti di liquidità Liquidity Coverage Ratio e Net Stable Funding Ratio di Basilea 3. Le operazioni di finanziamento con BCE per ottimizzare il costo del funding e supportare gli investimenti delle aziende clienti sono state pari mediamente nel quarto trimestre del 2018 a 60,5 miliardi di euro (61 miliardi mediamente nel terzo trimestre 2018, 62,3 miliardi mediamente nel secondo trimestre 2018, 63,6 miliardi mediamente nel primo trimestre 2018, 60,8 miliardi mediamente nel 2017 includendo per l’intero anno le componenti provenienti dall’acquisizione dell’Insieme Aggregato di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca), costituite interamente dalle operazioni TLTRO con scadenza quadriennale;

●  supporto all’economia reale: circa 60 miliardi di euro di nuovo credito a medio-lungo termine nel 2018, con circa 50 miliardi in Italia, di cui circa 42 miliardi erogati a famiglie e piccole e medie imprese; circa 20.000 aziende italiane riportate in bonis da posizioni di credito deteriorato nel 2018 e circa 93.000 dal 2014, preservando rispettivamente circa 100.000 e oltre 460.000 posti di lavoro;

●  supporto all’economia sociale: Intesa Sanpaolo è il motore dell’economia sociale in Italia, con una distribuzione di dividendi che si è tradotta in erogazioni da parte delle fondazioni sue azioniste pari a oltre la metà di quelle effettuate da tutte le fondazioni bancarie italiane;

●  responsabilità sociale e culturale, che a fronte del solido andamento economico patrimoniale si è tradotta in particolare nelle seguenti azioni del Gruppo in Italia nel 2018:
-  iniziative per la riduzione della povertà infantile e il supporto delle persone bisognose per fornire circa 9.000 pasti al giorno (oltre il 90% dell’impegno del Piano di Impresa 2018-2021), circa 7.900 posti letto al mese (circa il 130% dell’impegno del Piano), circa 4.000 medicinali al mese (circa il 130% dell’impegno del Piano) e circa 3.000 capi di abbigliamento al mese (100% dell’impegno del Piano);
supporto alle famiglie colpite da terremoti e disastri naturali, con cancellazioni o moratorie per i mutui sugli immobili danneggiati per oltre 15 milioni di euro, che si aggiungono ai finanziamenti agevolati per circa 200 milioni erogati nell’anno e per oltre 140 milioni nel 2015-2017;
supporto alle famiglie e alle imprese colpite dal crollo del ponte a Genova con un plafond di 4,5 milioni di euro per cancellazione di mutui e di 50 milioni per ricostruzione;
avviato il Fondo Impact, per l’erogazione di circa 1,2 miliardi di euro di prestiti alle categorie che avrebbero altrimenti difficoltà ad accedere al credito nonostante il loro potenziale, con il lancio della prima linea di credito non garantito dedicata a tutti gli studenti universitari italiani, che studino in Italia o all’estero (Per Merito);
-  lanciato il Plafond creditizio Circular Economy di 5 miliardi di euro per il 2018-2021, a supporto dello sviluppo sostenibile;
-  apertura del primo laboratorio italiano per la Circular Economy dedicato alla clientela imprese;
-  attivazione di 7 iniziative di start-up con la partecipazione di circa 520 start-up e il coinvolgimento di oltre 770 investitori potenziali;
-  lanciata la partnership con Generation, progetto globale per ridurre la disoccupazione giovanile, finalizzata alla formazione e all’accesso al mercato del lavoro italiano di 5.000 giovani nel successivo triennio;
-  circa 500.000 visitatori nei musei “Gallerie d’Italia” del Gruppo, 14 importanti mostre, 140 opere d’arte in prestito a musei italiani e internazionali e oltre 100 storici dell’arte stabilmente presso le “Gallerie d’Italia”, che si collocano tra i principali musei italiani per numero di visitatori;

●  dividendi cash per 3.449 milioni di euro, in crescita rispetto ai 3.419 milioni del 2017 e pari all’85% di payout ratio indicato nel Piano di Impresa per il 2018: il Consiglio di Amministrazione riunitosi oggi ha deliberato di proporre alla prossima Assemblea ordinaria la distribuzione di 19,7 centesimi di euro per azione, al lordo delle ritenute di legge. Più precisamente, la proposta prevede la distribuzione di un monte dividendi pari a 3.449.367.762,32 euro, risultante da un dividendo unitario di 19,7 centesimi di euro per ciascuna delle n. 17.509.481.027 azioni ordinarie (°); non verrà peraltro effettuata alcuna distribuzione alle azioni proprie di cui la Banca si trovasse eventualmente in possesso alla record date. Tale distribuzione, se approvata dall’Assemblea, avrà luogo a partire dal giorno 22 maggio 2019 (con stacco cedole il 20 maggio e record date il 21 maggio). Rapportando l’importo unitario al prezzo di riferimento dell’azione registrato lo scorso 4 febbraio, risulterebbe un rendimento (dividend yield) pari al 10%.

●  iniziative del Piano di Impresa in corso di realizzazione, in particolare:

1.  Significativa riduzione del profilo di rischio senza oneri straordinari per gli azionisti:
-    finalizzata la partnership strategica con Intrum;
-    costituzione di un’unità interna (“Pulse”) dedicata alla gestione dei crediti retail ai primi stadi di deterioramento;
-    rafforzamento della gestione proattiva del portafoglio crediti, in particolare mediante la Restructuring Farm 2.0 e l’ Active Credit Portfolio Steering, con importanti operazioni già realizzate;
  
2.   Calo dei costi con un’ulteriore semplificazione del modello operativo:
-    uscite volontarie di circa 5.000 persone (incluse circa 1.500 a fine 2017), assunte circa 450 persone con profili specializzati e circa 1.000 persone già riconvertite e riallocate in attività prioritarie;
-    ottimizzazione della rete di filiali in Italia con la chiusura di 462 filiali retail e lo sviluppo della rete distributiva di Banca 5;
-    gestione proattiva del portafoglio immobiliare con la riduzione di circa 322 mila metri quadrati in Italia (di cui circa 304 mila derivanti dalla chiusura delle filiali);
-    riduzione delle entità giuridiche con la fusione nella Capogruppo di 5 società controllate già completata e con quella delle rimanenti 7 in corso di realizzazione, di cui 5 già approvate dal Consiglio di Amministrazione;


_________
(°)    Il numero di azioni che concorre a determinare il monte dividendi è inclusivo delle azioni che verranno emesse al servizio della fusione della Cassa di Risparmio di Pistoia e della Lucchesia, i cui effetti verso i terzi decorreranno dal 25 febbraio 2019.

 
3.   Crescita dei ricavi cogliendo nuove opportunità:
-    assicurazione danni: rafforzamento della capacità distributiva e dell’efficacia commerciale nelle filiali della Divisione Banca dei Territori, con l’inserimento di circa 220 specialisti della tutela assicurativa e un programma di formazione dedicato (circa 30.000 persone hanno ottenuto l’abilitazione IVASS e circa 9.000 hanno completato percorsi di formazione avanzati); rafforzamento dell’assistenza post vendita; rebranding delle filiali con “Banca Assicurazione”;
-    Private Banking: integrazione del neo acquisito Gruppo Banque Morval in Intesa Sanpaolo Private Bank Suisse, che ha portato alla fusione delle due entità e alla costituzione di Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) Morval, e rafforzamento della rete internazionale; reclutati circa 280 private bankers e consulenti finanziari, di cui 25 sui mercati internazionali;
-    Asset Management: sviluppo congiunto con la Divisione Banca dei Territori della piattaforma di consulenza evoluta “Valore Insieme” per i clienti retail e personal (circa 26.000 contratti, con oltre 9 miliardi di euro di masse gestite);
-    Wealth Management in Cina: ottenuta la licenza di Tipo 1 (“Dealing in Securities”) dall’Autorità di Vigilanza di Hong Kong per la distribuzione di fondi comuni da parte di Eurizon Capital (HK).  
  
4.   Persone e digitale come fattori chiave abilitanti:
-    persone: oltre l’80% delle persone del Gruppo ha partecipato all’aumento di capitale riservato ai dipendenti nel contesto del Piano di Incentivazione a Lungo Termine 2018-2021 LECOIP 2.0; 9,1 milioni di ore di formazione (+38% rispetto al 2017); circa 11.500 persone aderenti allo smart working (circa 3.500 in più rispetto al 2017);
-    completamento della trasformazione digitale: prima banca multicanale in Italia, con circa l’ 85% dei prodotti disponibili tramite piattaforme multicanali, circa 8,3 milioni di clienti multicanale (rispetto a 7,3 milioni nel 2017) su un totale di circa 12 milioni di clienti (pari al 70%) e circa 47.800 prodotti venduti tramite la Filiale Online; ulteriore rafforzamento della digitalizzazione con circa il 18% delle attività digitalizzate (rispetto al 10% nel 2017) e circa 15,7 milioni di operazioni dematerializzate nel 2018 (circa 40 milioni dal lancio dell’iniziativa); 17 società del Gruppo già integrate nel Modello di Cybersecurity di Intesa Sanpaolo; introduzione di soluzioni innovative per l’offerta di prodotti e servizi alla clientela (es. Apple pay, pagamento contactless per la metropolitana di Milano, fatturazione elettronica per le piccole e medie imprese) e per l’ottimizzazione dei processi interni (es. blockchain per l’autenticazione sicura).



I risultati di conto economico del quarto trimestre 2018

Il conto economico consolidato del quarto trimestre 2018 registra interessi netti pari a 1.738 milioni di euro, in diminuzione del 5,7% rispetto ai 1.844 milioni del terzo trimestre 2018 e del 5,4% rispetto ai 1.837 milioni del quarto trimestre 2017.
 
Le commissioni nette sono pari a 1.959 milioni di euro, in aumento dell’ 1,8% rispetto ai 1.924 milioni del terzo trimestre 2018. In dettaglio, si registra una crescita del 4,1% delle commissioni da attività bancaria commerciale e una diminuzione del 3,5% delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza (risparmio gestito, prodotti assicurativi, collocamento titoli,...), nel cui ambito la componente relativa a intermediazione e collocamento di titoli scende del 16,8%, quella relativa ai prodotti assicurativi del 6% e quella relativa al risparmio gestito dello 0,2% (con commissioni di performance pari a 12 milioni di euro nel quarto trimestre 2018 e nulle nel terzo trimestre 2018). Le commissioni nette del quarto trimestre 2018 diminuiscono del 9% rispetto ai 2.153 milioni del quarto trimestre 2017. In dettaglio, si registra un aumento del 4,1% delle commissioni da attività bancaria commerciale e una diminuzione del 18,9% delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza, nel cui ambito l’apporto da intermediazione e collocamento di titoli scende del 58,2%, quello da prodotti assicurativi dell’ 11,2% e quello da risparmio gestito dell’ 11,4% (con 72 milioni di euro di commissioni di performance registrate nel quarto trimestre 2017).

Il risultato dell’attività assicurativa ammonta a 238 milioni di euro, rispetto ai 271 milioni del terzo trimestre 2018 e ai 183 milioni del quarto trimestre 2017.

Il risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value è pari a 273 milioni di euro, rispetto a 242 milioni del terzo trimestre 2018, con la componente relativa alla clientela che cresce a 121 milioni da 78 milioni, quella di capital markets che diminuisce  a 16 milioni da 60 milioni, quella dell’attività di trading e tesoreria che aumenta a 130 milioni da 105 milioni e quella dei prodotti strutturati di credito che registra un saldo positivo di 6 milioni rispetto a un saldo negativo di un milione. Il risultato di 273 milioni del quarto trimestre 2018 si confronta con i 538 milioni del quarto trimestre 2017, trimestre in cui l’apporto della componente relativa alla clientela era stato di 252 milioni, quello della componente di capital markets di 169 milioni, quello dell’attività di trading e tesoreria di 114 milioni e quello dei prodotti strutturati di credito di 3 milioni.

I proventi operativi netti sono pari a 4.190 milioni di euro, in diminuzione dell’ 1,9% rispetto ai 4.269 milioni del terzo trimestre 2018 e dell’ 11,2% rispetto ai 4.720 milioni del quarto trimestre 2017.

I costi operativi ammontano a 2.554 milioni di euro, in crescita del 10,8% rispetto ai 2.306 milioni del terzo trimestre 2018, a seguito di un aumento del 7% per le spese del personale, del 17,9% per le spese amministrative e del 13,1% per gli ammortamenti; i costi operativi del quarto trimestre 2018 scendono del 4,7% rispetto ai 2.681 milioni del corrispondente trimestre 2017, a seguito di una diminuzione del 5,3% per le spese del personale, del 4,7% per le spese amministrative e dello 0,9% per gli ammortamenti.

Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 1.636 milioni di euro, in diminuzione del 16,7% rispetto ai 1.963 milioni del terzo trimestre 2018 e del 19,8% rispetto ai 2.039 milioni del quarto trimestre 2017. Il cost/income ratio nel quarto trimestre 2018 è pari al 61%, rispetto al 54% del terzo trimestre 2018 e al 56,8% del quarto trimestre 2017.

Le rettifiche di valore nette su crediti sono pari a 698 milioni, rispetto ai 519 milioni del terzo trimestre 2018 e ai 1.229 milioni del quarto trimestre 2017.

L’ammontare di altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività è pari a 76 milioni, rispetto ai 25 milioni del terzo trimestre 2018 e ai 134 milioni del quarto trimestre 2017.

Gli altri proventi netti sono pari a 512 milioni di euro (comprendenti la plusvalenza di 443 milioni derivanti dalla partnership con Intrum), rispetto a 2 milioni nel terzo trimestre 2018 e a 861 milioni nel quarto trimestre 2017 (comprendenti la plusvalenza di 811 milioni derivanti dalla cessione della partecipazione detenuta in Allfunds).

L’utile delle attività operative cessate è nullo, analogamente al terzo trimestre 2018 e al quarto trimestre 2017.

Il risultato corrente lordo è pari a 1.374 milioni di euro, rispetto a 1.421 milioni di euro del terzo trimestre 2018 e a 1.537 milioni del quarto trimestre 2017.

Il risultato netto consolidato è pari a 1.038 milioni di euro, dopo la contabilizzazione di:
-    imposte sul reddito per 174 milioni di euro;
-    oneri di integrazione e incentivazione all’esodo (al netto delle imposte) per 54 milioni;
-    oneri derivanti dall’allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) per 49 milioni;
-    tributi e altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) per 59 milioni di euro, derivanti da oneri ante imposte per 2 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi italiano, 4 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all’estero e 80 milioni relativi allo Schema Volontario del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. La voce ammontava a 81 milioni di euro nel terzo trimestre 2018, derivanti dai seguenti apporti ante imposte: oneri per 123 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi italiano e per 4 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all’estero e variazioni positive di fair value per 7 milioni riguardanti Atlante. Nel quarto trimestre 2017 questa voce aveva registrato una ripresa di valore pari a 3 milioni di euro, derivanti dai seguenti apporti ante imposte: riprese di valore per 15 milioni relative ai contributi al fondo di garanzia dei depositi italiano, oneri per 4 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all’estero e per 7 milioni relativi allo Schema Volontario del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi;
-    un utile di pertinenza di terzi nullo.
Il risultato di 1.038 milioni di euro nel quarto trimestre 2018 si confronta con gli 833 milioni nel terzo trimestre 2018 e i 1.428 milioni nel quarto trimestre 2017.
 

I risultati di conto economico del 2018

Il conto economico consolidato del 2018 registra proventi operativi netti pari a 17.875 milioni di euro, in aumento dello 0,2% rispetto ai 17.840 milioni del 2017.

In quest’ambito, nel 2018 gli interessi netti ammontano a 7.276 milioni di euro, in diminuzione del 2,2% rispetto ai 7.436 milioni del 2017.
 
Le commissioni nette sono pari a 7.887 milioni di euro, in diminuzione del 2,1% rispetto agli 8.057 milioni del 2017. In dettaglio, aumentano del 4,3% le commissioni da attività bancaria commerciale e diminuiscono del 5,1% le commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza (risparmio gestito, prodotti assicurativi, collocamento titoli,...), nel cui ambito la componente relativa a intermediazione e collocamento di titoli scende del 20,3%, quella relativa ai prodotti assicurativi del 3,1% e quella relativa al risparmio gestito del 2,2% (con 18 milioni di euro di commissioni di performance, rispetto a 93 milioni registrati nel 2017).

Il risultato dell’attività assicurativa ammonta a 1.084 milioni di euro, rispetto ai 933 milioni del 2017.

Il risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value è pari a 1.609 milioni di euro (comprendenti 264 milioni di effetto positivo derivante dalla valorizzazione al fair value e successiva cessione dell'investimento in NTV), rispetto a 1.283 milioni del 2017, con la componente relativa alla clientela che diminuisce a 432 milioni da 644 milioni, quella di capital markets che aumenta a 458 milioni (comprendenti il predetto effetto positivo dovuto a NTV) da 232 milioni, quella dell’attività di trading e tesoreria che cresce a 708 milioni da 379 milioni e quella dei prodotti strutturati di credito che scende a 10 milioni da 28 milioni.

I costi operativi ammontano a 9.470 milioni di euro, in calo del 3,6% rispetto ai 9.823 milioni del 2017, a seguito di una diminuzione del 3,3% per le spese del personale, del 5,1% per le spese amministrative e dello 0,1% per gli ammortamenti.
 
Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 8.405 milioni di euro, in aumento del 4,8% rispetto agli 8.017 milioni del 2017. Il cost/income ratio nel 2018 è pari al 53%, rispetto al 55,1% del 2017.

Le rettifiche di valore nette su crediti sono pari a 2.394 milioni, rispetto ai 3.311 milioni del 2017.

L’ammontare di altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività è pari a 187 milioni, rispetto ai 234 milioni del 2017.

Gli altri proventi netti sono pari a 524 milioni di euro (comprendenti la plusvalenza di 443 milioni derivanti dalla partnership con Intrum), rispetto a 4.746 milioni nel 2017, che includevano 3,5 miliardi di euro di contributo pubblico cash, a compensazione degli impatti sui coefficienti patrimoniali derivanti dall’acquisizione dell’Insieme Aggregato di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, 299 milioni di effetto positivo derivante dalla cessione di una quota di NTV e dalla valorizzazione al fair value conseguente alla riclassificazione sia della restante partecipazione detenuta in NTV sia dell'investimento in Bank of Qingdao, non più rientranti tra le imprese sottoposte ad influenza notevole, e 811 milioni di plusvalenza derivante dalla cessione della partecipazione detenuta in Allfunds.

L’utile delle attività operative cessate registra un saldo nullo, analogamente al 2017.

Il risultato corrente lordo è pari a 6.348 milioni di euro, rispetto a 9.218 milioni del 2017, che registrerebbe un risultato di 5.718 milioni escludendo il predetto contributo pubblico.

Il risultato netto consolidato è pari a 4.050 milioni di euro, dopo la contabilizzazione di:
-    imposte sul reddito per 1.659 milioni di euro;
-    oneri di integrazione e incentivazione all’esodo (al netto delle imposte) per 120 milioni;
-    oneri derivanti dall’allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) per 157 milioni;
-    tributi e altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) per 340 milioni di euro, derivanti dai seguenti apporti ante imposte: oneri per 277 milioni relativi ai contributi al fondo di risoluzione, oneri per 125 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi italiano, oneri per 20 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all’estero, oneri per 80 milioni relativi allo Schema Volontario del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi e variazioni positive di fair value per 8 milioni riguardanti Atlante. La voce ammontava a 678 milioni di euro, derivanti da oneri ante imposte pari a 206 milioni per il contributo ordinario al fondo di risoluzione, a 108 milioni per i contributi al fondo di garanzia dei depositi italiano, a 19 milioni per i contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all’estero, a 449 milioni per le rettifiche di valore riguardanti Atlante, a 166 milioni per quelle riguardanti lo Schema Volontario del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi e a 48 milioni per quelle conseguenti alla liquidazione coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca;
-    un utile di pertinenza di terzi pari a 22 milioni.
Il risultato di 4.050 milioni di euro nel 2018 si confronta con 7.316 milioni nel 2017, con 3.816 milioni escludendo il predetto contributo pubblico.
 

Lo stato patrimoniale al 31 dicembre 2018

Per quanto riguarda lo stato patrimoniale consolidato, al 31 dicembre 2018 i finanziamenti verso la clientela sono pari a 394 miliardi di euro, in flessione dell’ 1,5% rispetto al dato del 31 dicembre 2017 ricalcolato per tenere conto della prima applicazione del principio contabile IFRS 9 in vigore dal 1° gennaio 2018 (in flessione dell’ 1,3% rispetto al terzo trimestre 2018 e in crescita del 3,8% rispetto al 2017 considerando i volumi medi (11) di periodo). Il complesso dei crediti deteriorati (in sofferenza, inadempienze probabili e scaduti/sconfinanti) ammonta, al netto delle rettifiche di valore, a 16.591 milioni di euro, in diminuzione del 26,4% rispetto ai 22.528 milioni del 31 dicembre 2017 post IFRS 9. In quest’ambito, i crediti in sofferenza scendono a 7.138 milioni di euro da 10.562 milioni del 31 dicembre 2017 post IFRS 9, con un’incidenza sui crediti complessivi pari all’ 1,8% (2,6% al 31 dicembre 2017 post IFRS 9), e un grado di copertura al 67,2% (69,1% a fine 2017 post IFRS 9). Le inadempienze probabili diminuiscono a 9.101 milioni di euro da 11.592 milioni del dicembre 2017 post IFRS 9, e i crediti scaduti/sconfinanti ammontano a 352 milioni di euro rispetto a 374 milioni a fine 2017 post IFRS 9.

Le attività finanziarie della clientela risultano pari a 912 miliardi di euro, in diminuzione del 3,6% rispetto al 31 dicembre 2017. Nell’ambito delle attività finanziarie della clientela, la raccolta diretta bancaria ammonta a 415 miliardi, in diminuzione del 2% rispetto al 31 dicembre 2017. Il complesso di raccolta diretta assicurativa e riserve tecniche è pari a 149 miliardi, in diminuzione del 2% rispetto al 31 dicembre 2017. La raccolta indiretta ammonta a 496 miliardi, in diminuzione del 4,8% rispetto al 31 dicembre 2017. L’ammontare di risparmio gestito è pari a 331 miliardi, in diminuzione del 2,6% rispetto al 31 dicembre 2017; la nuova produzione vita nel 2018 ammonta a 18,2 miliardi di euro. La raccolta amministrata è pari a 165 miliardi, in calo dell’ 8,8% rispetto al 31 dicembre 2017.

I coefficienti patrimoniali al 31 dicembre 2018 - calcolati applicando i criteri transitori in vigore per il 2018, tenendo conto di 3.449 milioni di euro di dividendi proposti per l’esercizio 2018 - risultano pari a:
-    13,5% per il Common Equity Tier 1 ratio (12) (13% a fine 2017 (13)),
-    15,2% per il Tier 1 ratio (12) (14,9% a fine 2017 (13)),
-    17,7% per il coefficiente patrimoniale totale (12) (17,7% a fine 2017 (13)).

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(11) Escluso il finanziamento alle Banche in Liquidazione Coatta Amministrativa (ex Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca).
(12) Dopo la deduzione dei dividendi proposti per l’esercizio 2018 e delle cedole maturate sulle emissioni di Additional Tier 1. Escludendo la mitigazione dell’impatto della prima applicazione del principio contabile IFRS 9, i coefficienti patrimoniali risultano pari al 12% per il Common Equity Tier 1 ratio, al 13,8% per il Tier 1 ratio e al 16,5% per il coefficiente patrimoniale totale, che diventerebbero rispettivamente 12,5%, 14,2% e 17,1% se si considerasse il Danish compromise (per cui gli investimenti assicurativi vengono trattati come attivi ponderati per il rischio anziché dedotti dal capitale), per il quale è stato avviato il processo di riconoscimento.
(13) Tenendo conto dell’impatto della prima applicazione del principio contabile IFRS 9 e secondo i criteri in vigore per il 2018. Escludendo la mitigazione dell’impatto della prima applicazione del principio contabile IFRS 9, i coefficienti patrimoniali risultano pari all’ 11,9% per il Common Equity Tier 1 ratio, al 13,8% per il Tier 1 ratio e al 17% per il coefficiente patrimoniale totale.

 
La stima del Common Equity Tier 1 ratio pro-forma del Gruppo a regime è pari al 13,6% (13% al 31 dicembre 2017 post IFRS 9), applicando ai dati di bilancio del 31 dicembre 2018 i parametri indicati a regime e considerando l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti nonché alla prima applicazione del principio contabile IFRS 9 e al contributo pubblico cash di 1.285 milioni di euro - esenti da imposte - a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all’acquisizione dell’Insieme Aggregato di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca e tenendo conto dell’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse.


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Le scelte strategiche perseguite hanno permesso a Intesa Sanpaolo di confermarsi come uno dei gruppi bancari più solidi a livello internazionale, i cui punti di forza - oltre a quanto precedentemente detto in merito alla qualità dei crediti e al livello dei coefficienti patrimoniali - sono costituiti da una robusta liquidità e da un leverage contenuto.

Con riferimento alla liquidità, Intesa Sanpaolo si caratterizza per:
-    un’elevata liquidità prontamente disponibile (inclusi gli attivi stanziabili presso le Banche Centrali ricevuti a collaterale ed esclusi quelli dati a collaterale), pari a 89 miliardi di euro a fine dicembre 2018,
-    un elevato ammontare di attività liquide (comprendenti la liquidità prontamente disponibile - esclusi gli attivi stanziabili ricevuti a collaterale - e gli attivi stanziabili dati a collaterale), pari a 175 miliardi di euro a fine dicembre 2018,
-    operazioni di finanziamento con BCE per ottimizzare il costo del funding e supportare gli investimenti delle aziende clienti sono state pari mediamente nel quarto trimestre del 2018 a 60,5 miliardi di euro (61 miliardi mediamente nel terzo trimestre 2018, 62,3 miliardi mediamente nel secondo trimestre 2018, 63,6 miliardi di euro mediamente nel primo trimestre 2018, 60,8 miliardi mediamente nel 2017 includendo per l’intero anno le componenti provenienti dall’acquisizione dell’Insieme Aggregato di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca), costituite interamente dalle operazioni TLTRO con scadenza quadriennale;
-    fonti di raccolta stabili e ben diversificate, con raccolta diretta - bancaria - da clientela (inclusi i titoli emessi) costituita per il 75% dalla componente retail,
-    raccolta a medio lungo termine per 12,7 miliardi nel 2018, di cui 6,6 miliardi relativi alla componente wholesale,
-    nell’ambito della componente wholesale della raccolta a medio lungo termine nel 2018, operazioni benchmark di obbligazioni bancarie garantite per un miliardo di euro e senior per 2,5 miliardi di dollari, 46,6 miliardi di yen e 2,25 miliardi di euro (per circa l’ 89% collocate presso investitori esteri).

Il leverage ratio al 31 dicembre 2018 è pari a 6,3% applicando i criteri transitori in vigore per il 2018 e a 5,5% applicando i criteri a regime, valori tra i migliori nel confronto con i principali gruppi bancari europei.


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Al 31 dicembre 2018, la struttura operativa del Gruppo Intesa Sanpaolo si articola in 5.302 sportelli bancari - 4.217 in Italia e 1.085 all’estero - e 92.117 persone.


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I risultati per area di Business


La Divisione Banca dei Territori include:
-    clientela Retail (clienti privati con attività finanziarie fino a 100.000 euro e attività/aziende con bassa complessità di esigenze);
-    clientela Personal (clienti privati con attività finanziarie da 100.000 euro a un milione di euro);
-    clientela Imprese, costituta da aziende con fatturato di gruppo non superiore a 350 milioni.
Nella Divisione sono inoltre incluse le controllate Banca 5, banca di prossimità - collegata al canale delle tabaccherie - con focalizzazione sull’ instant banking per fasce di clientela poco bancarizzate, Banca Prossima, che opera - attraverso le filiali del Gruppo con presidi locali e specialisti dedicati - al servizio degli enti nonprofit, e Mediocredito Italiano, che è il Polo della Finanza di Impresa.

La Divisione Banca dei Territori nel quarto trimestre 2018 registra:
-    proventi operativi netti per 2.275 milioni, -0,4% rispetto a 2.283 milioni del terzo trimestre 2018;           
-    costi operativi per 1.364    milioni, +3,3% rispetto a 1.320 milioni del terzo trimestre 2018;
-    un risultato della gestione operativa di 911 milioni, -5,4% rispetto a 963 milioni del terzo trimestre 2018;           
-    un cost/income ratio al 60% rispetto al 57,8% del  terzo trimestre 2018;           
-    un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 312 milioni, rispetto a 328 milioni del terzo trimestre 2018;       
-    un risultato lordo pari a     598 milioni, -5,7% rispetto a 635 milioni del terzo trimestre 2018;           
-    un risultato netto pari a 378 milioni, -4,2% rispetto a 394 milioni del terzo trimestre 2018.
   
La Divisione Banca dei Territori nel 2018 registra:
-    proventi operativi netti per 9.306 milioni, -1,1% rispetto a 9.407 milioni del 2017, pari a circa il 52% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (53% nel 2017);   
-    costi operativi per 5.361    milioni, -6,1% rispetto a 5.710 milioni del 2017;
-    un risultato della gestione operativa di 3.945    milioni, +6,7% rispetto a 3.697 milioni del 2017;   
-    un cost/income ratio al 57,6% rispetto al 60,7% del 2017;   
-    un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 1.483 milioni, rispetto a 1.251     milioni del 2017;   
-    un risultato corrente lordo pari a 2.462 milioni, +0,7% rispetto a 2.446 milioni del 2017;
-    un risultato netto pari a 1.547 milioni, +7,2% rispetto a 1.443 milioni del 2017.
 

La Divisione Corporate e Investment Banking comprende:
-    Global Corporate, cui compete la relazione con i clienti che hanno un fatturato superiore a 350 milioni di euro e raggruppati, secondo il modello settoriale, nei seguenti 9 comparti di attività: Automotive & Industrials; Basic Materials & Healthcare; Food & Beverage and Distribution; Retail & Luxury; Infrastructure & Real Estate Partners; Public Finance; Energy; Telecom, Media & Technology; Business Solutions;
-    International Department, che cura lo sviluppo internazionale della Divisione e cui è affidata la responsabilità delle filiali estere, degli uffici di rappresentanza e delle società estere corporate (Intesa Sanpaolo Bank Luxembourg, Intesa Sanpaolo Bank Ireland, Intesa Sanpaolo Brasil e Banca Intesa nella Federazione Russa);
-    Financial Institutions, cui compete la relazione con le istituzioni finanziarie;
-    Global Transaction Banking, cui compete la gestione dei servizi transazionali;
-    Banca IMI, deputata all’attività di investment banking (M&A e advisory), finanza strutturata, capital markets e primary market (equity e debt capital market).
Nel perimetro della Divisione rientra inoltre l’attività di gestione del portafoglio proprietario del Gruppo.

La Divisione Corporate e Investment Banking nel quarto trimestre 2018 registra:
-    proventi operativi netti per 812 milioni, -2,2% rispetto a 830 milioni del terzo trimestre 2018;
-    costi operativi per 302 milioni,    +21,2% rispetto a 249 milioni del terzo trimestre 2018;
-    un risultato della gestione operativa di 510 milioni,     -12,2% rispetto a 582 milioni del terzo trimestre 2018;
-    un cost/income ratio al 37,1% rispetto al 30% del terzo trimestre 2018;
-    un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a    96 milioni, rispetto a 31 milioni del terzo trimestre 2018;
-    un risultato corrente lordo pari a 414 milioni, -25,2% rispetto a 553 milioni del terzo trimestre 2018;
-    un risultato netto pari a 284 milioni, -24,9% rispetto a 378 milioni del terzo trimestre 2018.

La Divisione Corporate e Investment Banking nel 2018 registra:
-    proventi operativi netti per 3.748 milioni, +9,3% rispetto a 3.428 milioni del 2017, pari a circa il 21% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (19% nel 2017);   
-    costi operativi per    1.060 milioni, +1,7% rispetto a 1.042 milioni del 2017;
-    un risultato della gestione operativa di     2.688    milioni, +12,7% rispetto a 2.386 milioni del 2017;   
-    un cost/income ratio al 28,3% rispetto al 30,4% del 2017;   
-    un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 146 milioni, rispetto a 206 milioni del 2017;   
-    un risultato corrente lordo pari a 2.543 milioni, +12,3% rispetto a 2.265 milioni del 2017;
-    un risultato netto pari a 1.798 milioni, +12,5% rispetto a 1.598 milioni del 2017.
 

La Divisione International Subsidiary Banks presidia l’attività del Gruppo sui mercati esteri nei quali è presente tramite banche controllate e partecipate che svolgono attività di commercial banking, fornisce indirizzo, coordinamento e supporto alle controllate, è responsabile della definizione delle linee strategiche di sviluppo del Gruppo relativamente alla presenza diretta sui mercati esteri, con esplorazione sistematica e analisi di nuove opportunità di crescita sui mercati già presidiati e su nuovi mercati, del coordinamento dell’operatività delle banche estere e della gestione delle relazioni delle banche estere con le strutture centralizzate della Capogruppo e con le filiali o altri uffici esteri della Divisione Corporate e Investment Banking. La Divisione presidia le seguenti aree geografiche: i) South-Eastern Europe, con Privredna Banka Zagreb in Croazia, Banca Intesa Beograd in Serbia, Intesa Sanpaolo Banka Bosna i Hercegovina in Bosnia-Erzegovina, Intesa Sanpaolo Bank Albania e Intesa Sanpaolo Bank Romania; ii) Central-Eastern Europe, con Intesa Sanpaolo Bank in Slovenia, VUB Banka in Slovacchia e CIB Bank in Ungheria; iii) CIS e South Mediterranean, con Pravex Bank in Ucraina, Eximbank in Moldavia e Bank of Alexandria in Egitto.

La Divisione International Subsidiary Banks nel quarto trimestre 2018 registra:
-    proventi operativi netti per 492 milioni, +1,8% rispetto a 483 milioni del terzo trimestre 2018;       
-    costi operativi per    253 milioni, +3,2% rispetto a 245 milioni del terzo trimestre 2018;
-    un risultato della gestione operativa di 239 milioni, +0,3% rispetto a 238 milioni del terzo trimestre 2018;       
-    un cost/income ratio al 51,4% rispetto al 50,7% del terzo trimestre 2018;       
-    un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 97    milioni, rispetto a 39 milioni del terzo trimestre 2018;       
-    un risultato corrente lordo pari a    146 milioni, -28% rispetto a 203 milioni del terzo trimestre 2018;       
-    un risultato netto pari a 123 milioni, -23% rispetto a 159 milioni del terzo trimestre 2018.                   

La Divisione International Subsidiary Banks nel 2018 registra:
-    proventi operativi netti per 1.942 milioni, +1,1% rispetto a 1.920 milioni del 2017, pari a circa l’11% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (11% anche nel 2017);   
-    costi operativi per 975 milioni, +2% rispetto a     956 milioni del 2017;
-    un risultato della gestione operativa di 967 milioni, +0,3% rispetto a 964 milioni del 2017;
-    un cost/income ratio al 50,2% rispetto al 49,8% del 2017;   
-    un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 158 milioni, rispetto a 160 milioni del 2017;   
-    un risultato corrente lordo pari  a  819  milioni,  -19,5%  rispetto a  1.018  milioni  del 2017  (-1,1% escludendo l’effetto della riclassificazione di Bank of Qingdao);   
-    un risultato netto pari a 648 milioni, -21,9% rispetto a 830 milioni del 2017 (+0,5% escludendo l’effetto della riclassificazione di Bank of Qingdao).   

 
La Divisione Private Banking serve il segmento di clientela di fascia alta (Private e High Net Worth Individuals) tramite Fideuram e le sue controllate Fideuram Investimenti, Intesa Sanpaolo Private Banking, SIREF Fiduciaria, Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) e Banque Morval - che si sono fuse a inizio 2019 costituendo Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) Morval - e Fideuram Asset Management Ireland.

La Divisione Private Banking nel quarto trimestre 2018 registra:
-    proventi operativi netti per 465 milioni, +0,9% rispetto a 461 milioni del terzo trimestre 2018;       
-    costi operativi per 169 milioni, +13,8% rispetto a 148 milioni del terzo trimestre 2018;
-    un risultato della gestione operativa di 296 milioni, -5,3% rispetto a 313 milioni del terzo trimestre 2018;       
-    un cost/income ratio al 36,3% rispetto al 32,2% del terzo trimestre 2018;       
-    riprese di valore nette pari a 5 milioni, rispetto a un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 2 milioni del terzo trimestre 2018;
-    un risultato corrente lordo pari a 302 milioni, -3,6% rispetto a 313 milioni del terzo trimestre 2018;       
-    un risultato netto pari a 179 milioni, -14,6% rispetto a 209 milioni del terzo trimestre 2018.       

La Divisione Private Banking nel 2018 registra:
-    proventi operativi netti per 1.878 milioni, -2,5% rispetto a 1.927 milioni del 2017, pari a circa l’ 11% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (11% anche nel 2017);
-    costi operativi per 597 milioni, +1,9% rispetto a 586 milioni del 2017;
-    un risultato della gestione operativa di 1.281 milioni, -4,5% rispetto a 1.341 milioni del 2017;   
-    un cost/income ratio al 31,8% rispetto al 30,4% del 2017;   
-    un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 8 milioni, rispetto a 27 milioni del 2017;   
-    un risultato corrente lordo pari a 1.284 milioni, -2,9% rispetto a 1.322 milioni del 2017;
-    un risultato netto pari a 849 milioni, -4,5% rispetto a 889 milioni del 2017.       
           
 
La Divisione Asset Management fornisce soluzioni di asset management rivolte alla clientela del Gruppo, alle reti commerciali esterne al Gruppo e alla clientela istituzionale tramite Eurizon Capital. Ad Eurizon Capital fanno capo le controllate Eurizon Capital SA (Lussemburgo), specializzata nella gestione di fondi comuni lussemburghesi a basso tracking error, VUB Asset Management (Slovacchia), cui fanno capo l’ungherese CIB IFM e la croata PBZ Invest (polo dell’asset management nell’Est Europa), e Epsilon Associati SGR - specializzata nella gestione attiva di portafoglio e, in particolare, nelle gestioni quantitative e multi strategia con obiettivi di investimento di tipo “total return” - e controllata al 51% da Eurizon Capital e per il restante 49% da Banca IMI, e il 49% della società cinese di asset management Penghua Fund Management. Eurizon Capital detiene inoltre il 20% della società cinese di wealth management Yi Tsai, partecipata al 25% da Fideuram e al 55% dalla Capogruppo Intesa Sanpaolo.

La Divisione Asset Management nel quarto trimestre 2018 registra:
-    proventi operativi netti per 172 milioni, -1,9% rispetto a 175 milioni del terzo trimestre 2018;           
-    costi operativi per 37 milioni, +1,5% rispetto a 36 milioni del terzo trimestre 2018;   
-    un risultato della gestione operativa di 135 milioni, -2,8% rispetto a 138 milioni del terzo trimestre 2018;           
-    un cost/income ratio al 21,6% rispetto al 20,9% del terzo trimestre 2018;       
-    riprese di valore nette pari a 2 milioni, rispetto a un saldo nullo di accantonamenti e rettifiche di valore nette    del terzo trimestre 2018;       
-    un risultato corrente lordo pari a 136 milioni, -1,6% rispetto a 138 milioni del terzo trimestre 2018;           
-    un risultato netto pari a 113 milioni, +2,2% rispetto a 110 milioni del terzo trimestre 2018.           

La Divisione Asset Management nel 2018 registra:
-    proventi operativi netti per 717 milioni, -8,7% rispetto a 785 milioni del 2017, pari a circa il 4% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (4% anche nel 2017);   
-    costi operativi per 151 milioni, -3,8%  rispetto a 157 milioni del 2017;
-    un risultato della gestione operativa di 566 milioni, -9,9% rispetto a 628 milioni del 2017;
-    un cost/income ratio al 21,1%    rispetto al 20% del 2017;   
-    riprese di valore nette pari a 2 milioni, rispetto a un saldo nullo di accantonamenti e rettifiche di valore nette del 2017;   
-    un risultato corrente lordo pari a 568 milioni, -9,6% rispetto a 628 milioni del 2017;   
-    un risultato netto pari a 455 milioni, -7,7% rispetto a 493 milioni del 2017.           
 

La Divisione Insurance sviluppa l’offerta dei prodotti assicurativi rivolti alla clientela del Gruppo e include Intesa Sanpaolo Vita (che controlla anche Intesa Sanpaolo Assicura) e Fideuram Vita.

La Divisione Insurance nel quarto trimestre 2018 registra:
-    proventi operativi netti per 221    milioni, -16,8% rispetto a 266 milioni del terzo trimestre 2018;           
-    costi operativi per 56 milioni, +21,1%     rispetto a 46    milioni del terzo trimestre 2018;   
-    un risultato della gestione operativa di 165 milioni, -24,8% rispetto a 219 milioni del terzo trimestre 2018;           
-    un cost/income ratio al 25,4% rispetto al 17,4% del terzo trimestre 2018;       
-    un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 2 milioni, rispetto a un milione del terzo trimestre 2018;       
-    un risultato corrente lordo pari a 163 milioni, -25,7% rispetto a 219 milioni del terzo trimestre 2018;           
-    un risultato netto pari a 108 milioni, -28,9% rispetto a 152 milioni del terzo trimestre 2018.           
       
La Divisione Insurance nel 2018 registra:
-    proventi operativi netti per 1.106 milioni, +3,7% rispetto a 1.067 milioni del 2017, pari a circa il 6%     dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (6% anche nel 2017);   
-    costi operativi per 187 milioni,    +5,1% rispetto a 178 milioni del 2017;
-    un risultato della gestione operativa di 919 milioni, +3,4% rispetto a 889 milioni del 2017;   
-    un cost/income ratio al 16,9% rispetto al 16,7% del 2017;   
-    un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 5 milioni, rispetto a 2 milioni del 2017;   
-    un risultato corrente lordo pari a 914 milioni, +3% rispetto a 887 milioni del 2017;   
-    un risultato netto pari a 648 milioni, +5,7% rispetto a 613 milioni del 2017.   


Le prospettive per l’esercizio in corso

Per il Gruppo Intesa Sanpaolo, nel 2019 è atteso un aumento del risultato netto rispetto al 2018, conseguente a una crescita dei ricavi, una continua riduzione dei costi operativi e un calo del costo del rischio. La politica di dividendi per l’esercizio 2019 prevede la distribuzione di un ammontare di dividendi cash corrispondente a un payout ratio pari all’80% del risultato netto.


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Ai fini di comparabilità dei risultati, i dati di conto economico e di stato patrimoniale dei primi tre trimestri del 2017 sono stati riesposti a seguito dell’acquisizione di certe attività e passività e certi rapporti giuridici di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca (“Insieme Aggregato”), consolidando le relative componenti linea per linea (sulla base di dati gestionali) e attribuendo il corrispondente risultato netto all’utile/perdita di pertinenza di terzi (la riesposizione non include la controllata Eximbank - Moldavia, entrata nel perimetro di consolidamento del Gruppo Intesa Sanpaolo alla fine del primo trimestre 2018). I dati di conto economico e di stato patrimoniale relativi alle aree di Business dei quattro trimestri 2017 sono stati riesposti attribuendo le pertinenti componenti dell’Insieme Aggregato.

Inoltre, i dati di conto economico e di stato patrimoniale dei quattro trimestri 2017 e del primo trimestre 2018 sono stati riesposti a seguito dell’acquisizione del gruppo Morval Vonwiller, consolidando le relative componenti linea per linea e attribuendo il corrispondente risultato netto all’utile di pertinenza di terzi.

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Allo scopo di consentire una più completa informativa sui risultati conseguiti al 31 dicembre 2018, si allegano i prospetti relativi al conto economico e allo stato patrimoniale consolidati riclassificati approvati dal Consiglio di Amministrazione. Si precisa che la società di revisione sta completando la revisione legale del bilancio nonché le attività finalizzate al rilascio dell’attestazione prevista dall’art. 26 (2) del Regolamento dell’Unione Europea n. 575/2013 e dalla Decisione della Banca Centrale Europea n. 2015/656. Il progetto di bilancio d’esercizio e il bilancio consolidato al 31 dicembre 2018 verranno sottoposti all’approvazione del Consiglio di Amministrazione previsto per il 26 febbraio 2019. Si segnala che verranno messi a disposizione degli azionisti e del mercato, entro il 22 marzo 2019, il progetto di bilancio d’esercizio e il bilancio consolidato al 31 dicembre 2018 che verranno sottoposti all’esame della società di revisione incaricata della revisione contabile del bilancio. Il bilancio d’esercizio verrà sottoposto all’approvazione dell’Assemblea ordinaria prevista per il 30 aprile 2019.


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Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Fabrizio Dabbene, dichiara ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del Testo Unico della Finanza che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili.


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La presente comunicazione e le informazioni ivi contenute non hanno finalità di né costituiscono in alcun modo consulenza in materia di investimenti. Le dichiarazioni ivi contenute non sono state oggetto di verifica indipendente. Non viene fatta alcuna dichiarazione o garanzia, espressa o implicita, in riferimento a, e nessun affidamento dovrebbe essere fatto relativamente all’imparzialità, accuratezza, completezza, correttezza e affidabilità delle informazioni ivi contenute. La Società e i suoi rappresentanti declinano ogni responsabilità (sia per negligenza o altro), derivanti in qualsiasi modo da tali informazioni e/o per eventuali perdite derivanti dall’utilizzo o meno di questa comunicazione. Accedendo a questi materiali, il lettore accetta di essere vincolato dalle limitazioni di cui sopra.

Questo comunicato stampa contiene previsioni e stime che riflettono le attuali opinioni del management Intesa Sanpaolo in merito ad eventi futuri. Previsioni e stime sono in genere identificate da espressioni come “è possibile,” “si dovrebbe,” “si prevede,” “ci si attende,” “si stima,” “si ritiene,” “si intende,” “si progetta,” “obiettivo” oppure dall’uso negativo di queste espressioni o da altre varianti di tali espressioni oppure dall’uso di terminologia comparabile. Queste previsioni e stime comprendono, ma non si limitano a, tutte le informazioni diverse dai dati di fatto, incluse, senza limitazione, quelle relative alla posizione finanziaria futura di Intesa Sanpaolo e ai risultati operativi, la strategia, i piani, gli obiettivi e gli sviluppi futuri nei mercati in cui Intesa Sanpaolo opera o intende operare.

A seguito di tali incertezze e rischi, si avvisano i lettori che non devono fare eccessivo affidamento su tali informazioni di carattere previsionale come previsione di risultati effettivi. La capacità del Gruppo Intesa Sanpaolo di raggiungere i risultati previsti dipende da molti fattori al di fuori del controllo del management. I risultati effettivi possono differire significativamente (ed essere più negativi di) da quelli previsti o impliciti nei dati previsionali. Tali previsioni e stime comportano rischi ed incertezze che potrebbero avere un impatto significativo sui risultati attesi e si fondano su assunti di base.

Le previsioni e le stime ivi formulate si basano su informazioni a disposizione di Intesa Sanpaolo alla data odierna. Intesa Sanpaolo non si assume alcun obbligo di aggiornare pubblicamente e di rivedere previsioni e stime a seguito della disponibilità di nuove informazioni, di eventi futuri o di altro, fatta salva l’osservanza delle leggi applicabili. Tutte le previsioni e le stime successive, scritte ed orali, attribuibili a Intesa Sanpaolo o a persone che agiscono per conto della stessa sono espressamente qualificate, nella loro interezza, da queste dichiarazioni cautelative

 

 

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