COMUNICATO STAMPA
IL MEZZOGIORNO, LA ZES UNICA E GLI STRUMENTI PER CRESCERE
INTESA SANPAOLO E CONFINDUSTRIA INCONTRANO LE IMPRESE LUCANE
Potenza, 21 aprile 2026 – Questo pomeriggio a Potenza si è svolta una nuova tappa del roadshow nazionale di Confindustria e Intesa Sanpaolo “Investimenti, innovazione e credito. Il valore del Mezzogiorno e le opportunità della Zes Unica” con un focus specifico sulla Basilicata.
Al centro dell’iniziativa un approfondimento sull’imprenditoria del Mezzogiorno e sulle leve di sviluppo per il territorio, attivabili grazie alle opportunità della Zes Unica per le imprese e all’accordo tra Intesa Sanpaolo e Confindustria per il quadriennio 2025-2028, presentato nell’incontro territoriale che si è svolto lo scorso giugno a Matera.
L’accordo ha messo a disposizione delle imprese lucane 2 miliardi di euro per rilanciare lo sviluppo del sistema produttivo attraverso nuovi investimenti. Particolare attenzione nel corso dei lavori è stata dedicata alle opportunità offerte dalla Zona Economica Speciale Unica del Mezzogiorno, quale leva di stimolo per la crescita in termini di connettività e competitività del tessuto economico lucano.
Dopo i saluti di Francesco Somma, Presidente di Confindustria Basilicata, e Alessandra Modenese, Direttrice Regionale Basilicata, Puglia e Molise di Intesa Sanpaolo, Massimo Deandreis, Direttore Generale di SRM, ha illustrato lo scenario macroeconomico del Mezzogiorno e del territorio lucano, mentre Vincenzo De Marino, Direttore Commerciale Imprese Basilicata, Puglia e Molise di Intesa Sanpaolo, ha presentato gli strumenti che il primo Gruppo bancario italiano mette a disposizione delle imprese per favorire nuovi investimenti nella Zes.
A seguire la tavola rotonda che ha visto gli interventi del coordinatore della Struttura di Missione Zes, Giuseppe Romano, che ha evidenziato le peculiarità delle misure per favorire il supporto a nuovi insediamenti produttivi e ha tracciato un bilancio dei risultati raggiunti fino a questo momento, e Natale Mazzuca, Vicepresidente Confindustria per le Politiche Strategiche per lo Sviluppo del Mezzogiorno.
Per Natale Mazzuca, Vicepresidente di Confindustria per le Politiche Strategiche per lo Sviluppo del Mezzogiorno “Il Mezzogiorno ha registrato negli ultimi anni una crescita superiore alla media nazionale, trainata dagli investimenti: un segnale positivo che però non colma ancora i divari storici. Il PNRR, le politiche di coesione e alcuni strumenti di incentivazione hanno avuto un ruolo decisivo, ma ora si apre la fase più delicata: il dopo PNRR, che richiede continuità, certezza delle regole e visione di lungo periodo. La priorità ora è capire come trasformare questa fase favorevole in sviluppo strutturale. Serve una politica industriale capace di creare ecosistemi e non interventi isolati, per attrarre investimenti (locali ed esteri) e farli diventare sistema. La ZES Unica ha funzionato e va difesa, nel contesto di una sfida che oggi è anche qualitativa: ancora più solidità nei progetti, maggiore equilibrio territoriale e sostegno del sistema creditizio, come l’occasione odierna dimostra. Non dobbiamo sprecare questa occasione”.
“L’incontro odierno – ha dichiarato Alessandra Modenese, Direttrice Regionale di Basilicata, Puglia e Molise di Intesa Sanpaolo - ci ha consentito di rinnovare il nostro concreto sostegno all’intero sistema economico lucano, al quale nel corso del 2025 abbiamo erogato, tra famiglie e imprese, oltre 250 milioni di euro. Le realtà imprenditoriali del territorio hanno dimostrato una straordinaria capacità di sapersi adattare ai continui cambiamenti di contesto, sviluppando il proprio business attraverso un’attenta gestione dei processi legati alle transizioni sostenibile e digitale. Intesa Sanpaolo punta a valorizzare ulteriormente le potenzialità delle Pmi locali, sostenendone lo sviluppo attraverso due leve strategiche: investimenti nella Zes, che offre procedure burocratiche rapide e significativi vantaggi fiscali, e supporto alla crescita grazie agli strumenti di finanza straordinaria, capaci di accelerare la crescita dimensionale delle imprese locali e la loro competitività anche su nuovi mercati”.
Francesco Somma, Presidente di Confindustria Basilicata, ha aggiunto: “La Zes Unica si dimostra una leva strategica per lo stimolo agli investimenti e all’occupazione anche in Basilicata. Complessivamente, funziona la formula del mix tra semplificazione amministrativa e incentivi, ma i numeri ci dicono anche che lo sforzo aggiuntivo da compiere è superare l’eccessiva concentrazione territoriale di autorizzazioni uniche. A questo scopo, è fondamentale garantire uguali condizioni di partenza a regioni che presentano gap competitivi come la Basilicata, penalizzata sia dalla sottodotazione infrastrutturale che dalla inferiore percentuale di agevolazione”.
Mezzogiorno e Basilicata in ripresa: la Zes Unica come leva strategica per lo sviluppo territoriale
A cura di SRM-Centro Studi collegato a Intesa Sanpaolo
Le stime per il 2026, in considerazione di uno scenario di guerra di breve durata, indicano una crescita del Pil dello 0,7% sia per il Mezzogiorno che per la Basilicata, superando la media nazionale (+0,6%). Tali previsioni sono, tuttavia, strettamente connesse alle attuali dinamiche geoeconomiche e geopolitiche e, quindi, sono soggette ad un possibile rischio di dimezzamento per il 2026 (con importanti ricadute anche per il 2027) qualora lo scenario di guerra dovesse prolungarsi.
La Basilicata esprime il 3% del valore aggiunto (vale a dire quasi 13,5 miliardi di euro) complessivo del Mezzogiorno. La struttura produttiva si caratterizza per un peso maggiore dell’agricoltura e dell’industria rispetto alla media meridionale e la manifattura gioca un ruolo rilevante con 2.648 imprese, 13.700 occupati e 1,1 miliardi di euro di export.
La Basilicata si trova oggi di fronte a una sfida storica, ma anche a un’opportunità concreta: valorizzare le sue potenzialità economiche in chiave di sviluppo sostenibile e competitivo. In questo contesto, la ZES Unica rappresenta uno strumento di politica industriale potente e innovativo, capace di trasformare in profondità il tessuto produttivo della regione.
Affinché si colgano tutte le opportunità, è importante la presenza di un ecosistema locale che supporti lo strumento e contribuisca ad accrescere le probabilità di successo e le potenzialità di crescita.
Tali forze non mancano sul territorio. La Basilicata si caratterizza per la presenza di diversi pilastri già in evoluzione e potenzialmente rafforzabili grazie alla ZES:
1. Agroalimentare e Automotive settori trainanti dell’economia. La regione mostra una rilevante vocazione agricola con un valore aggiunto del settore pari a 809 milioni di euro (il 2% dell’Italia), il 6% dell’economica lucana a fronte di un dato medio nazionale del 2%. In riferimento alla produzione industriale, i settori Automotive ed Alimentare rappresentano il 54% della manifattura regionale (ed il 96% delle filiere 4A+Pharma).
2. Turismo: oltre 2,8 milioni di presenze nel 2025 (dati APT) che segnano il superamento della domanda del 2019, grazie soprattutto alla componente internazionale.
3. Innovazione e capitale umano: 507 imprese innovative, il 53,5% del totale imprese. In crescita il numero delle Pmi innovative che arrivano a 25 ad aprile 2026 (+177,8% in 5 anni), con un ecosistema innovativo che si evolve. Da segnalare la presenza di un ITS per l’area tecnologica “Efficienza energetica” che ha l’obiettivo di formare tecnici ad alta specializzazione nei settori più avanzati e trainanti del sistema produttivo regionale e dell’economia mondiale.
4. Fonti energetiche: la regione è il primo produttore di oil in Italia (fornisce oltre l'80% del petrolio estratto nel nostro Paese), ma bilancia la tradizione estrattiva con un crescente interesse per le energie rinnovabili (con oltre il 90% dell'energia prodotta da fonti rinnovabili, raggiunge un risultato che la distingue dalla media nazionale, ferma al 44%).
Intesa Sanpaolo Confindustria Basilicata
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Intesa Sanpaolo
Intesa Sanpaolo, con 425 miliardi di euro di impieghi e oltre 1.500 miliardi di euro di attività finanziaria della clientela a fine dicembre 2025, è il maggior gruppo bancario in Italia con una significativa presenza internazionale. E’ leader a livello europeo nel wealth management e opera attraverso una piattaforma integrata di Wealth Management, Protezione e Advisory, costruita su fabbriche prodotto interamente controllate e reti distributive gestite sotto pieno controllo strategico. In ambito ESG, si posiziona ai vertici mondiali per impatto sociale e conferma l’impegno per la decarbonizzazione e il supporto ai Clienti nella transizione sostenibile. La rete museale della Banca, le Gallerie d’Italia, è sede espositiva del patrimonio artistico di proprietà e di progetti culturali di riconosciuto valore.
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Data ultimo aggiornamento 21 aprile 2026 alle ore 15:01