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Bioeconomia, un motore da €433 miliardi per crescita e competitività

L’immagine che accompagna la News sul 12° Rapporto sulla Bioeconomia in Europa ritrae una ricercatrice che analizza dei campioni vegetali in alcune provette

16 giugno 2026

Vale €433,3 miliardi e rappresenta quasi il 10% dell'economia nazionale. La Bioeconomia italiana si conferma tra le più sviluppate d'Europa, grazie alla forza dell'agroalimentare, alla capacità innovativa delle imprese e a filiere produttive che contribuiscono a rafforzare sostenibilità, sicurezza economica e autonomia strategica.

È quanto emerge dal 12° Rapporto sulla Bioeconomia in Europa, realizzato dal Research Department di Intesa Sanpaolo in collaborazione con il Cluster SPRING, con il contributo di SRM, Intesa Sanpaolo Innovation Center e Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli. Il Rapporto si conferma un punto di riferimento nell'analisi delle trasformazioni che stanno ridefinendo le filiere produttive europee.

"La sostituzione di materie prime di origine fossile, al centro dello sviluppo della Bioeconomia, rappresenta nel contesto attuale un obiettivo sempre più strategico e non soltanto di sostenibilità ambientale. L'utilizzo di risorse biologiche e rinnovabili consente infatti di ridurre la dipendenza dalle materie prime fossili e di rafforzare la competitività industriale europea. Nel 2025 il valore della produzione della Bioeconomia nell'UE27 ha raggiunto €3.174 miliardi, pari all'8,8% dell'economia europea, con oltre 17 milioni di occupati"

 

Stefania Trenti, Responsabile Industry and Local Economies Research di Intesa Sanpaolo

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