Eolico offshore: una leva per competitività, industria e sicurezza energetica
10 giugno 2026
Competitività industriale, sicurezza energetica e sviluppo di nuove filiere produttive. Sono queste le principali opportunità che l'eolico offshore può offrire all'Italia secondo lo studio indipendente Il valore socioeconomico della filiera dell'eolico offshore, realizzato da Intesa Sanpaolo insieme a Politecnico di Torino, Politecnico di Bari, Prometeia e OWEMES e presentato nel corso del IV Convegno Nazionale AERO.
L'analisi evidenzia come la transizione energetica possa rappresentare non solo una risposta alle sfide ambientali, ma anche una leva di politica industriale capace di rafforzare il sistema produttivo nazionale, ridurre la dipendenza energetica dall'estero e sostenere la crescita di occupazione qualificata e competenze avanzate.
"Le recenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente rafforzano il percorso europeo e italiano di riduzione della dipendenza dai combustibili fossili, già accelerato dall'invasione dell'Ucraina. In questo contesto, l'eolico offshore rappresenta un'opportunità strategica per rafforzare sicurezza energetica, diversificazione delle fonti e competitività del sistema produttivo italiano"
Giovanni Foresti, Responsabile Regional Research Intesa Sanpaolo
Una filiera industriale per la transizione energetica
Secondo lo studio, l'Italia dispone già di una base produttiva rilevante nei comparti collegati all'eolico offshore, dalla meccanica alla cantieristica, dalla logistica portuale alla filiera elettromeccanica. Lo sviluppo della filiera può evitare che la riduzione della dipendenza dagli idrocarburi si traduca in nuove dipendenze tecnologiche e produttive, favorendo la crescita di una filiera nazionale integrata e di servizi avanzati ad alta intensità di conoscenza, dall'ingegneria alla progettazione, con ricadute positive su investimenti, occupazione ed export.
I numeri chiave dello studio
Le stime quantificano l'impatto economico che una tempestiva attivazione delle aste FER2 potrebbe generare lungo l'intera filiera:
- €56 miliardi di valore aggiunto complessivo, pari a quasi il 3% del PIL italiano 2025
- €129 miliardi di produzione attivata fino al 2080
- €25 miliardi di gettito fiscale
- oltre 800 mila occupati misurati in unità di lavoro standard
- manifattura responsabile del 35% del valore generato, una quota circa doppia rispetto al suo peso nell'economia italiana.
In caso di ritardo delle aste FER2, gli impatti economici e occupazionali risulterebbero pressoché dimezzati.
Competitività e sicurezza energetica
Per Intesa Sanpaolo, uno degli aspetti più rilevanti riguarda il legame tra transizione energetica e competitività industriale. Una maggiore disponibilità di energia rinnovabile può contribuire nel tempo a ridurre il differenziale di costo energetico che oggi rappresenta uno svantaggio competitivo per molte imprese italiane, in particolare nel manifatturiero.
Nel 2024 il 74% del fabbisogno energetico italiano è stato soddisfatto tramite importazioni, contro una media UE del 57%, evidenziando la necessità di accelerare il percorso verso una maggiore autonomia energetica.
L'analisi individua inoltre alcuni fattori chiave per accompagnare la crescita della filiera:
- sviluppo delle infrastrutture portuali necessarie agli hub offshore
- rafforzamento della capacità nazionale nei servizi navali specializzati
- formazione di competenze tecniche e green
- coinvolgimento delle filiere manifatturiere attraverso una chiara politica industriale.
Competenze, giovani e collaborazione con il mondo accademico
Secondo Excelsior-Unioncamere, tra il 2025 e il 2029 il fabbisogno di lavoratori con elevate competenze green supererà le 750 mila unità, mentre nella meccatronica le difficoltà di reperimento raggiungono il 58%.
In questo contesto, Elisa Zambito Marsala, Responsabile Education Ecosystem & Global Value Programs di Intesa Sanpaolo, ha sottolineato l'importanza della collaborazione tra università, imprese e territori per formare professionalità coerenti con i nuovi fabbisogni produttivi e orientare le giovani generazioni verso le opportunità offerte dalla Blue Economy e dalla transizione energetica.
Per Intesa Sanpaolo, l'eolico offshore può rappresentare una leva per coniugare sicurezza energetica, competitività industriale e sviluppo delle competenze, rafforzando il ruolo dell'Italia nelle filiere strategiche della transizione energetica europea.
Data ultimo aggiornamento 10 giugno 2026 alle ore 15:34:19