Italian Maritime Economy 2026: la nuova geografia del commercio mondiale
10 luglio 2026
Le tensioni geopolitiche stanno modificando la geografia del commercio mondiale. È questa la principale evidenza del 13° Rapporto Annuale "Italian Maritime Economy 2026", realizzato da SRM, centro studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo. Lo studio analizza come crisi internazionali, nuove direttrici commerciali e trasformazioni delle catene del valore stiano cambiando il ruolo di porti, logistica e infrastrutture nella competitività dei sistemi economici.
Il Rapporto SRM evidenzia come il commercio internazionale non stia rallentando, ma si stia riorganizzando. Le tensioni che interessano lo Stretto di Hormuz, il Mar Rosso e il Canale di Suez, il progressivo riequilibrio degli scambi tra Stati Uniti, Cina e Paesi ASEAN e lo sviluppo di nuovi corridoi logistici stanno ridisegnando le rotte globali. In questo scenario, la sfida non è più soltanto movimentare più merci, ma connettere in modo più efficiente porti, reti ferroviarie, aree produttive e mercati internazionali, rafforzando la resilienza delle catene di approvvigionamento.
“Mai come oggi il mare rappresenta una chiave di lettura privilegiata per comprendere l'evoluzione dell'economia mondiale. Le rotte marittime, i porti, gli stretti strategici e le infrastrutture logistiche non sono soltanto elementi del sistema dei trasporti: sono i luoghi nei quali si intrecciano commercio internazionale, sicurezza energetica, politica industriale e nuovi equilibri geopolitici.”
Gian Maria Gros-Pietro, Presidente di Intesa Sanpaolo
Il settore dei trasporti marittimi e della logistica riveste per Intesa Sanpaolo una valenza strategica: attraverso il mare transitano le esportazioni delle imprese, gli approvvigionamenti energetici, i flussi turistici e una quota crescente degli investimenti che sostengono la crescita del Paese. Una parte rilevante della competitività dell’Italia si gioca pertanto sull’efficienza e sulla capacità del suo sistema logistico-portuale.
I numeri principali del Rapporto
Gli indicatori più significativi fotografano la trasformazione in corso:
- oltre 72 milioni di TEU movimentati dai principali porti container del Mediterraneo nel 2025 (+5,9%);
- 511 milioni di tonnellate di merci movimentate nei porti italiani (+3,5%);
- €1.235,6 miliardi di commercio estero italiano, con €643 miliardi di export; circa un quarto del valore degli scambi viaggia via mare;
- 304 milioni di tonnellate nello Short Sea Shipping, che confermano l'Italia leader in Europa;
- oltre €13 miliardi di investimenti programmati per migliorare accessibilità, collegamenti ferroviari, ultimo miglio e digitalizzazione del sistema portuale.
Dal mare alle reti logistiche
Il Rapporto evidenzia che la crescente regionalizzazione degli scambi e la ricerca di filiere più solide stanno rafforzando il ruolo del Mediterraneo come piattaforma di collegamento tra Europa, Asia e Africa. Nonostante le difficoltà che hanno interessato il Canale di Suez, i principali porti dell'area hanno continuato a crescere e le previsioni indicano un aumento del traffico container del 15% entro il 2030, confermando la capacità dell’area di mantenere un ritmo di crescita sostenuto.
Per l'Italia, tra le principali economie manifatturiere ed esportatrici d'Europa, questa evoluzione rappresenta un'opportunità strategica. Il Rapporto Italian Maritime Economy 2026 evidenzia che il vantaggio competitivo del Paese dipenderà sempre più dalla capacità di integrare porti, infrastrutture ferroviarie, aree industriali e logistica avanzata. Una sfida che richiede investimenti, innovazione e una visione di sistema, per trasformare la posizione geografica dell'Italia in un fattore di crescita e di competitività nei mercati internazionali.
Scarica la Sintesi del Rapporto Italian Maritime Economy 2026
Data ultimo aggiornamento 10 luglio 2026 alle ore 10:50:22