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Distretti industriali: competitivi anche nella nuova fase globale

L’immagine che accompagna la News sul rapporto sui Distretti industriali 2026 ritrae un uomo e una donna intenti a consultare insieme un tablet. Si trovano all'interno di un'officina, indossano tute, caschetti, occhiali e guanti protettivi e. alle loro spalle, una terza persona sta eseguendo un'operazione di saldatura

26 giugno 2026

In uno scenario segnato da tensioni geopolitiche e crescente frammentazione degli scambi, il nuovo Rapporto “Economia e finanza dei distretti industriali” del Research Department di Intesa Sanpaolo mostra come le imprese distrettuali italiane continuino a mantenere elevati livelli di competitività. Nel 2024 la patrimonializzazione ha raggiunto il 36,6%, mentre nel 2025 l'avanzo commerciale si è attestato a €97,4 miliardi, pari a circa l'85% del surplus del manifatturiero italiano.

La capacità di adattarsi ai cambiamenti dello scenario internazionale, insieme a una maggiore solidità finanziaria, consente ai distretti di affrontare con maggiore resilienza una fase di rallentamento della crescita globale. Nel triennio 2023-2025 la crescita si è attenuata, ma il sistema distrettuale ha continuato a mostrare una significativa tenuta sui mercati esteri, confermando il proprio ruolo centrale per il Made in Italy.

"I distretti sono uno degli elementi che conferiscono al sistema economico italiano una competitività specifica, che non si trova altrove in Europa. Hanno una capacità di fare specifica e distinta e questo genera economie di varietà contrapposte a quelle di scala. Se quest'ultima è composta da tanti pezzi tutti uguali, la prima permette di fare cose diverse. La competizione si basa a livello mondiale su diverse strategie. Ad esempio, gli Stati Uniti e la Cina hanno la strategia dell'economia di scala. Si inserisce qui il discorso del mercato europeo, che potrebbe consentire di avere le economie di scala se non fosse ancora frazionato come è e non completamente unificato"
 

Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo

Numeri chiave

"I distretti industriali italiani confermano una notevole capacità di adattamento, nonostante il livello di incertezza che caratterizza lo scenario internazionale. Il fatturato resta ampiamente superiore ai livelli pre-pandemia, la redditività si mantiene elevata e l'avanzo commerciale continua a collocarsi su valori storicamente molto alti, raggiungendo nel 2025 i 97,4 miliardi di euro, pari a circa l'85% del surplus del manifatturiero italiano. Le imprese distrettuali stanno inoltre ripensando le proprie strategie di internazionalizzazione, diversificando i mercati di sbocco e rafforzando il presidio di nuove aree geografiche, come Emirati Arabi Uniti, Polonia e Spagna. In uno scenario globale sempre più competitivo, segnato anche dall'intensificarsi della concorrenza cinese, i punti di forza dei distretti – qualità delle filiere, capacità innovativa, presenza di imprese leader e forte radicamento territoriale – continuano a rappresentare un fattore distintivo per la competitività del sistema produttivo italiano"

 

Gregorio De Felice, Chief Economist e Responsabile del Research Department di Intesa Sanpaolo

Performance differenziate tra le filiere

Export, nuovi mercati e diversificazione

Bilanci più robusti per affrontare l'incertezza

Filiere territoriali e competenze: un vantaggio competitivo

Energia, tecnologia e capitale umano

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