Gregorio De Felice: AI e industria per il futuro dell’Europa
23 maggio 2026
Dall’intelligenza artificiale alla nuova competizione globale tra Stati Uniti, Cina ed Europa: il futuro della crescita passa sempre più da tecnologia, industria e produttività. In questo scenario, per l’Europa la sfida non riguarda soltanto l’innovazione, ma anche la capacità di rafforzare autonomia strategica, investimenti e politica industriale comune.
Sono questi i temi al centro dei due interventi di Gregorio De Felice, Chief Economist di Intesa Sanpaolo, al Festival dell'Economia di Trento, dedicati all’impatto dell’intelligenza artificiale sull’economia e al ruolo dell’industria italiana nel futuro produttivo europeo.
AI, produttività e trasformazione del lavoro
Per De Felice, l’AI rappresenta una trasformazione diversa rispetto alle grandi innovazioni tecnologiche del passato, perché interviene direttamente nelle attività cognitive e nei processi decisionali delle imprese. Una rivoluzione destinata a incidere in modo permanente sulla produttività, ma con tempi graduali e non lineari.
“L’intelligenza artificiale non è una soluzione immediata ai problemi di crescita delle economie avanzate, ma rappresenta una grande opportunità. Una opportunità che si realizzerà pienamente solo se sarà accompagnata da tre condizioni fondamentali: investimenti in infrastrutture, sviluppo delle competenze e capacità di adattamento delle organizzazioni.”
Gregorio De Felice, Chief Economist di Intesa Sanpaolo
L’effetto dell’AI sulla crescita economica seguirà una dinamica progressiva: inizialmente limitata, per poi accelerare quando le tecnologie saranno pienamente integrate nei processi produttivi e accompagnate da investimenti in formazione, organizzazione e infrastrutture digitali.
Secondo De Felice, negli Stati Uniti gli investimenti in data center, software e capacità di calcolo stanno già accelerando, mentre in Europa il quadro resta più frammentato. L’Italia, pur mostrando ritardi su competenze e diffusione tecnologica, può contare su punti di forza riconosciuti: flessibilità produttiva, capacità di adattamento e una consolidata tradizione di innovazione incrementale.
Industria italiana e autonomia strategica europea
Nel secondo intervento, dedicato al ruolo dell’industria italiana per il rilancio dell’Europa, De Felice ha evidenziato che la competizione globale si gioca sempre più sul terreno tecnologico e industriale, in uno scenario in cui innovazione, sicurezza energetica e politica economica risultano sempre più intrecciate.
“La guerra tecnologica tra Stati Uniti e Cina produce un effetto molto concreto sull’Europa: trasforma la politica industriale da opzione a necessità. L’Europa resta una grande potenza industriale, ma è più vulnerabile nelle tecnologie chiave del futuro.”
Gregorio De Felice, Chief Economist di Intesa Sanpaolo
De Felice ha richiamato alcuni dati che aiutano a leggere il posizionamento dell’industria italiana nel nuovo contesto globale, tra rallentamento della domanda internazionale, transizione tecnologica e tensioni geopolitiche:
- Germania e Italia rappresentano insieme oltre il 40% della manifattura UE
- Il fatturato del manifatturiero italiano nel 2026 è stimato intorno a €1.200 miliardi a prezzi correnti
- Il saldo commerciale industriale italiano potrebbe raggiungere €125 miliardi entro il 2030
- I comparti più dinamici sull’export nel 2026 saranno Elettrotecnica, Elettronica e Meccanica
L’Italia ha un modello produttivo differente e complementare rispetto alla grande industria tedesca, con un sistema fatto di PMI, distretti industriali e filiere ad alto valore aggiunto.
Proprio questa capacità di specializzazione e adattamento rappresenta uno dei principali punti di forza del manifatturiero italiano.
La sfida europea tra investimenti e autonomia strategica
Nel corso degli interventi è emersa la necessità di rafforzare il coordinamento europeo sugli investimenti strategici, dall’energia alle tecnologie avanzate, fino all’integrazione dei mercati dei capitali. Per De Felice, la capacità dell’Europa di restare una potenza industriale globale dipenderà sempre più dalla possibilità di trasformare innovazione, industria ed energia in una leva stabile di crescita, autonomia strategica e resilienza economica.
I video con gli interventi di Gregorio De Felice al Festival dell'Economia di Trento sono disponibili sul sito del Festival.
Data ultimo aggiornamento 27 maggio 2026 alle ore 17:22:31