Rapporto ASI 2026: manifatturiero tra energia ed export
19 maggio 2026
Nonostante tensioni geopolitiche ed energia più cara, il manifatturiero italiano dovrebbe chiudere il 2026 con un fatturato stabile a prezzi costanti (+0,2%). A prezzi correnti, invece, il giro d’affari salirà del +3,8%, raggiungendo €1.168 miliardi.
È quanto emerge dal 109° Rapporto Analisi dei Settori Industriali (ASI) di Intesa Sanpaolo e Prometeia, che fotografa un sistema produttivo chiamato ancora una volta a confrontarsi con costi energetici elevati, commercio mondiale rallentato e crescente pressione competitiva internazionale.
“Il manifatturiero italiano continua a mostrare una buona capacità di tenuta anche in un contesto segnato da tensioni geopolitiche ed energia più cara. Rispetto al 2022 siamo però di fronte a uno scenario diverso: allora fu soprattutto una crisi del gas, oggi prevale uno shock petrolifero. In questo quadro, investimenti, innovazione ed efficientamento energetico diventano fattori sempre più decisivi per sostenere competitività ed export delle imprese italiane”.
Gregorio De Felice, Chief Economist di Intesa Sanpaolo
Investimenti e innovazione sostengono l’industria
A sostenere il manifatturiero italiano sarà soprattutto la capacità delle imprese di continuare a investire. Il rapporto evidenzia il ruolo decisivo degli investimenti in beni strumentali, sostenuti dagli incentivi fiscali e dalla necessità di rafforzare competitività, innovazione e autonomia energetica.
In un quadro più fragile per consumi e domanda globale, emergono con maggiore forza i comparti legati alla transizione digitale ed energetica. Elettrotecnica, Meccanica ed Elettronica saranno infatti tra i settori più dinamici già nel 2026, grazie alla domanda connessa ad automazione, tecnologie industriali e trasformazione produttiva.
I numeri chiave del rapporto
Ilaria Sangalli, Responsabile Industry Research di Intesa Sanpaolo, illustra alcune delle principali evidenze del rapporto:
Il Rapporto evidenzia alcuni dati particolarmente rilevanti per comprendere l’evoluzione del sistema manifatturiero italiano nei prossimi anni:
- fatturato manifatturiero 2026 stabile a prezzi costanti (+0,2%)
- giro d’affari complessivo a €1.168 miliardi
- export ancora determinante per la crescita industriale
- propensione all’export verso il 56% entro il 2030
- saldo commerciale previsto a quota €125 miliardi.
Energia e competitività nelle sfide dei prossimi anni
Nel medio periodo il manifatturiero italiano seguirà un percorso di crescita moderata, prossimo all’1% medio annuo fino al 2030. Le prospettive migliori riguarderanno Farmaceutica, Largo consumo, Meccanica, Elettronica ed Elettrotecnica, comparti che beneficeranno maggiormente della trasformazione tecnologica e dei nuovi equilibri delle catene globali del valore.
Lo scenario resta comunque complesso. Le tensioni energetiche stanno riportando pressione sui costi produttivi e sulle filiere industriali, mentre la domanda internazionale continua a risentire dell’incertezza geopolitica e delle politiche commerciali restrittive.
In questo senso, è prioritario spingere ancora sulla leva degli investimenti. Il rafforzamento dell’autonomia energetica viene indicato come una priorità strategica, insieme agli investimenti in efficientamento produttivo, digitalizzazione e sostenibilità.
La capacità delle imprese di sostenere investimenti industriali, innovazione e sicurezza energetica sarà decisiva per la competitività dell’talia, che ricopre un ruolo chiave nelle nuove catene produttive europee e mondiali.
Data ultimo aggiornamento 19 maggio 2026 alle ore 16:57:57