Coesione leva di competitività nel Rapporto “Coesione è Competizione” 2026
12 giugno 2026
Intesa Sanpaolo e Fondazione Symbola presentano l’edizione 2026 del Rapporto “Coesione è Competizione”, lo studio che misura annualmente l’impatto che le positive relazioni con gli stakeholder hanno sulla competitività delle imprese.
Dall’edizione 2026 emerge in particolare il valore della coesione nel contesto delle grandi trasformazioni in atto – geopolitiche, tecnologiche e sociali – evidenziando come la qualità delle relazioni, la fiducia e la capacità di fare rete rappresentino condizioni strutturali per sostenere innovazione, resilienza e crescita. In questo scenario, la coesione emerge non solo come valore sociale, ma come leva economica concreta, in grado di rendere lo sviluppo più competitivo, inclusivo e duraturo.
Questi i punti principali messi in luce dal Rapporto:
- La collaborazione all’interno delle filiere come driver di competitività. Le relazioni tra imprese si rafforzano soprattutto su co-progettazione (quasi il 50% delle collaborazioni) e accordi di filiera, abilitando innovazione, maggiore resilienza delle supply chain e accesso ai mercati internazionali. La condivisione di competenze, investimenti e strategie consente alle imprese – soprattutto PMI – di superare limiti dimensionali e affrontare con maggiore efficacia incertezza geopolitica e transizioni green e tecnologiche.
- La crescita delle imprese coesive e dell’intensità delle relazioni. Nel quinquennio 2020–2025 le imprese coesive sono passate dal 37,5% al 43,5% sul totale delle aziende manifatturiere, mentre il numero medio di relazioni attivate è aumentato da 1,7 a 2,9. Si rafforza in particolare la collaborazione con banche, enti non profit, sistema formativo, altre imprese e istituzioni, a testimonianza di una coesione più matura e orientata alla costruzione di reti stabili.
- Il chiaro vantaggio competitivo delle imprese coesive. Le evidenze mostrano performance significativamente migliori: nel 2025 il 33% delle imprese coesive ha registrato aumenti di fatturato (vs 20% delle altre) e il 21% ha aumentato l’occupazione (vs 13%). Le imprese coesive investono di più in innovazione, transizione green e digitale, formazione e attrazione dei talenti, risultando più resilienti agli shock.
- La coesione come risposta a disuguaglianze e cambiamenti sociali. La diffusione di tecnologie come l’Intelligenza Artificiale e delle transizioni in corso rischia di ampliare i divari tra imprese e territori. Disgregazioni sociali e rischi di nuove solitudini si accompagnano a indubbie opportunità di progresso. In questo contesto, la coesione – intesa come fiducia, collaborazione e capacità di costruire reti – rappresenta una condizione necessaria per uno sviluppo più equilibrato e inclusivo.
Alla presentazione del Rapporto hanno partecipato Gian Maria Gros-Pietro, Presidente Intesa Sanpaolo, e Anna Roscio, Executive Director Sales & Marketing Imprese.
Il Rapporto “Coesione è Competizione” 2026 è realizzato da Fondazione Symbola, Intesa Sanpaolo, Unioncamere e Centro Studi delle Camere di commercio Guglielmo Tagliacarne in collaborazione con AICCON e IPSOS Doxa.
Scarica il Rapporto “Coesione è Competizione” 2026.
Guarda l’intervento introduttivo del Presidente Gian Maria Gros-Pietro:
Highlights dall’intervento di Anna Roscio:
- Le filiere rappresentano uno degli elementi distintivi del modello economico italiano, e si sono dimostrate “la forza del nostro sistema economico”, anche come risposta ai limiti dimensionali delle imprese italiane e a salvaguardia nel nostro made in Italy
- La competitività nasce proprio dalla capacità di costruire “una forma di coesione”, di relazione stabile e duratura, di rapporto di forte interdipendenza tra il buyer e il suo fornitore
- Per le PMI, lavorare dentro una filiera significa rafforzarsi e affrontare il cambiamento: “la piccola azienda nel lavoro con il suo capofiliera e con la filiera stessa trova… la sua forza”
- Nei momenti di crisi, il modello di filiera ha funzionato come fattore di resilienza: “uno strumento che ci ha protetto” durante per esempio lockdown e Covid
- Il ruolo della banca è quello di facilitare relazioni e distribuire capacità finanziaria all’interno dell’ecosistema produttivo. Intesa Sanpaolo lavora con oltre 1.000 filiere, ovvero 30.000 fornitori
- Il programma Filiere di Intesa Sanpaolo si fonda su un principio semplice: “valorizzare l’appartenenza alla filiera della piccola e piccolissima azienda in termini di miglior accesso al credito in virtù del rapporto con il capofiliera"
- Il rafforzamento delle filiere rappresenta anche una leva per affrontare le grandi trasformazioni: internazionalizzazione, innovazione tecnologica e transizione sostenibile e la relazione di filiera è un “grande abilitatore di queste trasformazioni”
- Se vogliamo contribuire a costruire una crescita economica sostenibile, “farlo insieme in maniera coesiva” è la strada da seguire
Data ultimo aggiornamento 12 giugno 2026 alle ore 15:27:56