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I consumi culturali degli italiani ai tempi di COVID-19

Immagine di una ragazza che assiste ad un evento culturale online

di Cristina Paltrinieri (*)

Anche quest’anno, in occasione di BookCity Milano 2020, la grande festa del libro di cui Intesa Sanpaolo è sostenitrice come Main Sponsor fin dalla prima edizione del 2012, abbiamo voluto portare il nostro contributo culturale e lo abbiamo fatto con la realizzazione e la divulgazione di una ricerca volta a facilitare la comprensione dei cambiamenti in corso nella fruizione della cultura come conseguenza della complessa situazione che viviamo. Obiettivo era offrire un supporto informativo agli operatori del settore culturale, in difficoltà in questo momento.

Con il supporto tecnico di Ipsos abbiamo raccolto in ottobre i dati della fruizione culturale di un campione di oltre 1.000 persone, rappresentativo della popolazione nazionale, per avere un quadro significativo dei recenti mutamenti.

In particolare si sono delineate alcune evidenze:

  • La cultura ha un ruolo importante nella vita delle persone perché assolve a diversi bisogni, come la crescita individuale, svago, curiosità e condivisione
  • L’esperienza dal vivo è il modo migliore per fruire di un evento perché offre un’esperienza completa ed emozionante
  • Il lockdown ha inizialmente disorientato, ma ha poi stimolato e imposto nuove soluzioni, quasi sempre soddisfacenti, per sopperire alla mancanza della fruizione dal vivo
  • Il digitale ha giocato un ruolo chiave nel lockdown perché ha colmato un vuoto e ha allargato la platea consentendo l’avvicinamento al mondo della cultura di nuovi fruitori, meno esperti, ma entusiasti e con tanta voglia di scoprire le novità
  • Si tratta di persone interessate ai contenuti, con un livello di istruzione più basso e meno abbienti e che proprio grazie alla fruizione da remoto hanno potuto superare la barriera del prezzo che li ostacolava
  • Quando l’emergenza sanitaria finirà, si tornerà a prediligere una fruizione dal vivo, perché emozionante, ma sarà necessario un ripensamento per andare incontro ad alcuni cambiamenti, dove esperienza dal vivo e da remoto dovranno integrarsi sempre di più. E il digitale può essere l’elemento decisivo di integrazione della fruizione in presenza, valorizzando il prima, il durante e il dopo dell’evento dal vivo.

Dalla ricerca, quindi, si possono trarre alcune conclusioni, con proposte per il futuro della gestione della cultura nel nostro Paese, alla luce dei cambiamenti indotti dalla pandemia. Un ‘new normal’ di convivenza tra digitale e dal vivo, dove il digitale sarà integrato all’esperienza dal vivo, con anticipazioni, interviste agli artisti, possibilità di creare diverse community in base ai soggetti trattati. E’ una metamorfosi verso un concetto di multicanalità, come per i servizi bancari, che dimostra come il digitale stia entrando nella vita di tutti a completamento e facilitazione della fruizione tradizionale.

 

* Cristina Paltrinieri
Responsabile Analisi, ricerche di mercato e data management

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