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Discorso dell’architetto Michele De Lucchi alle Gallerie d'Italia a Torino

Michele De Lucchi progetto piazza san carlo torino museo fotografia

Michele De Lucchi*

 

In Piazza San Carlo a Torino non si celebra il Culto della Diversità come è invece regola della nostra epoca. La piazza è il palazzo stesso o meglio i palazzi stessi sono la piazza perché tutti si presentano con la stessa facciata e non si mettono in evidenza con fantasie di frontoni e decorazioni architettoniche. La piazza è un ambiente scenografico predisposto per l’incontro e raffigura l’epoca alla quale appartiene. Oggi la cultura del liberalismo e la valorizzazione delle singole personalità richiedono evidenze, distinzioni e unicità. La grande potenzialità tecnologica spinge in questa direzione e ognuno di noi è dotato di strumenti che gli permettono di esprimersi e conseguentemente distinguersi. Fotografia, cinema, arte digitale e software di visualizzazioni consentono di esprimerci in forma privata e collettiva spingendo l'immaginazione ben oltre i confini dell’arte tradizionale. Abbiamo quindi immaginato per le Gallerie d’Italia a Piazza San Carlo una nuova facciata. Non modifichiamo però il ritmo delle finestrature o il susseguirsi delle arcate dei portici ma costruiamo uno scalone, uno scalone monumentale che non sale nei palazzi rinascimentali al piano nobile ma scende sotto, sotto la crosta del pianeta, in luoghi altrettanti carichi di straordinarietà e suggestione quanto quelli dei piani superiori.

Ammetto che non li abbiamo scoperti subito. A maggio, quando abbiamo effettuato il primo sopralluogo con l’ingegner Tedesi e il Dott. Coppola ci siamo fermati ad analizzare il bellissimo e prezioso primo piano, il piano alto, di rappresentanza, e abbiamo considerato il tema di una trasformazione delicata e attenta che permettesse l’attività museale senza intaccare l’impianto decorativo storico. È stata invece una vera emozione e una grande sorpresa scoprire la vastità dei locali sotterranei che erano stati realizzati per le assemblee del San Paolo. Gli spazi sotterranei sono l’ideale per l’attività museale di fotografia e cinema perché la luce esterna modifica in continuazione l’effetto espositivo ed è di difficile gestione anche dal punto di vista conservativo. Inoltre, possono essere attrezzati senza interferire con dettagli architettonici storici e preziosi e possono essere aggiornate costantemente.

Il mondo è in incessante trasformazione e l’accelerazione nelle scoperte scientifiche e nella dotazione tecnologica ci stimola a discutere, confrontare, valutare costantemente quello che avviene per avere chiara consapevolezza di quello che è stato, considerare quello che è, immaginare e prevedere con coscienza quello che sarà.

Questo avviene sotto, ai piani interrati, mentre sopra è dedicato alla Storia e alle connessioni e alle relazioni tematiche.

La qualità più significativa dell’architettura è predisporre ambienti capaci di adattarsi all’evoluzione e se possibile, nei casi più virtuosi, ispirarla e motivarla nel suo procedere.

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