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RODOLFO ARICÒ. PITTURA INQUIETA

Gli anni Novanta

 

Intesa Sanpaolo, in collaborazione con l’Archivio Rodolfo Aricò, presenta dal 3 ottobre 2014 al 18 gennaio 2015, a Milano, nelle Gallerie d’Italia - Piazza Scala, polo museale della Banca, l’esposizione monografica Rodolfo Aricò. Pittura inquieta, curata da Francesca Pola nell’ambito del progetto Cantiere del ’900. Opere dalle collezioni Intesa Sanpaolo, realizzato da Francesco Tedeschi.

La mostra ha come fulcro l’ultima stagione creativa di Rodolfo Aricò (Milano, 1930-2002), uno tra i protagonisti dell’arte italiana della seconda metà del XX secolo, punto di riferimento di quella corrente internazionale che negli Stati Uniti prende il nome di Post-Minimal Painting (Pittura Analitica nella definizione italiana), una riflessione intima dell’artista sul suo ruolo e sul fare pittura che si distacca completamente dai condizionamenti della realtà.

A introduzione del percorso espositivo, ospitato nella Sala 9 di Cantiere del ’900, è proposta un’opera di Aricò del 1960, Modificazione, quale legame ideale con la stagione iniziale del suo linguaggio, nell’ambito di un’altra visione critica della condizione esistenziale dell’uomo contemporaneo, con lavori nei quali la tavolozza opaca di grigi e ocra è solcata da trame nere irregolari che definiscono nella superficie diverse spazialità in germinazione.

Accanto a quattro opere su tela particolarmente rappresentative degli ultimi decenni dell’attività di Aricò, incentrati su un’analisi critica nei confronti della pittura, delle certezze della razionalità, della vita stessa, sono inoltre esposti dieci lavori su carta, da considerarsi accompagnamento profondo di un itinerario interiore, che l’artista ha espresso nei medesimi anni anche attraverso alcuni scritti, in forma di racconto breve. Questi vanno a completare il quadro del suo atteggiamento in una fase della vita che va a coincidere con la fine del millennio, in cui Aricò ha vissuto una stagione di crisi esistenziale, realizzando opere di alta qualità drammatica ed espressiva.

Preannunciata da una rilettura critica dei principi della geometria, che hanno caratterizzato la produzione di Aricò negli anni Settanta, la nuova stagione è contraddistinta da una condizione di ripiegamento interiore diretto a un’espansione di colori e forme che interpretano la sua condizione spirituale di quegli anni.

Essa è ben rappresentata dall’opera Sensus 2, del 1988, entrata nelle collezioni della Banca Commerciale Italiana – oggi Intesa Sanpaolo – nei primi anni Novanta e scelta dall’artista stesso per essere riprodotta sulla copertina della principale monografia sulla sua opera pubblicata in vita.

Le altre opere in mostra esemplificano in modo significativo l’attività di Aricò negli anni Novanta: nel corso di questo decennio, infatti, si approfondisce nel suo lavoro una componente di drammatizzazione materiale e formale che è indice di un complicarsi e intensificarsi della relazione con il momento generatore dell’opera, con il farsi immagine della pittura.

Opere come Pittura inquieta, Natura viva, Sotto la superficie traducono questa sorta di ansia del fare e coniugano una sensibilità cromatica raffinata e sottile con una materialità pulsante di tensioni emotive. La tecnica stessa del collage modifica e arricchisce queste immagini che vivono, già nella fase germinale, un’identità lacerata.

L’archetipo geometrico di base, fulcro d’investigazione della stagione precedente della creatività di Aricò, viene continuamente variato dagli sconfinamenti della materia oltre i margini consueti, per esprimere un divenire che coincide con il respiro dell’universo: in particolare nelle opere su telai sagomati e contrapposti, che danno luogo al dispiegarsi di una tensione al contempo fisica e psichica.

L’occasione della mostra permette di presentare anche integralmente la produzione narrativa degli anni Novanta di Aricò, costituita da otto racconti inediti, che hanno per soggetto la pittura di altri momenti storici, attraverso l’incontro con maestri della pittura olandese del Seicento, di quella inglese del Settecento, o con un autore contemporaneo quale Mark Rothko: artisti con i quali Aricò si confronta idealmente.

Come per le altre quattro Monographiae proposte al pubblico negli ultimi 18 mesi – mostre di approfondimento su tematiche o su autori presenti nella collezione del Novecento di Intesa Sanpaolo – l’esposizione sarà arricchita da un percorso multimediale, realizzato con Zenit Arti Audiovisive e costruito con la documentazione messa a disposizione in gran parte dall’Archivio Rodolfo Aricò, che approfondisce il percorso creativo dell’artista, focalizzando l’attenzione sulla sua produzione artistica e letteraria degli anni Novanta, con cataloghi, foto e documenti.

La Monographia sarà accompagnata da un catalogo edito da Skira, con testi di Francesca Pola, Francesco Tedeschi e la prima pubblicazione integrale dei racconti di Aricò.

 

ottobre 2014

 

 

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