{"clientID":"8f0f2457-784e-48e4-98d6-0415047ebc97","signature":"1b7d588a5acbce37f866186501ec2d14f26b16f94bbb11b0017b314f918129da","encryption":"d00eb0e03501a6b3d0ffac2db4d56565","keyID":"494d1aae-e754-42bc-1137-9a9628244ec6","user":"C1AAFC8C323DFDA567B3CD7D0E48C3DD"}

MONITOR DEI DISTRETTI INDUSTRIALI DEL TRIVENETO AL PRIMO SEMESTRE 2018: EXPORT + 2,3%

I distretti veneti nel 2° trimestre hanno segnato un ulteriore incremento dell’export, +2,7%, in accelerazione rispetto al 1° trimestre e con valori vicini ai livelli del trimestre record di fine 2017. Dei 25 distretti monitorati, 16 crescono e 9 sono tra i primi 30 in Italia
Con 918 mln di esportazioni nel 2° trimestre i distretti del Friuli VG hanno replicato lo stesso risultato dell’anno precedente: sistema casa e agroalimentare hanno segnato nuovi incrementi, rispettivamente +4,4% e +2,7%
Nel 2° trimestre si è interrotto il periodo di forte crescita dell’export per i distretti del Trentino AA, che durava da 5 trimestri: a livello complessivo i distretti hanno contenuto il calo allo 0,9%
Balzo dell’export per i poli tecnologici del Triveneto, +13,6% vs +1% nazionale
Renzo Simonato, direttore regionale “Nell’arco del Piano d’Impresa 2018 – 2021 sosterremo il Triveneto con 35 miliardi di nuovo credito a famiglie a imprese.”

Padova, 23 ottobre 2018 – E’ stato pubblicato il Monitor dei distretti industriali del Triveneto, curato dalla Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo, aggiornato al primo semestre 2018.
Triveneto cresce trainato dai mercati europei e dalla metalmeccanica

Nel secondo trimestre del 2018 è proseguito il percorso di crescita delle esportazioni dei distretti del Triveneto, che hanno toccato gli 8,5 miliardi di euro: complessivamente nel primo semestre dell’anno sono stati esportati 16,8 miliardi di euro, il miglior risultato di sempre nei primi sei mesi dell’anno, trainati dai mercati europei. Tra aprile e giugno 2018 le imprese distrettuali del Triveneto hanno mostrato un andamento leggermente inferiore rispetto agli incrementi medi nazionali (+3,1%), subendo un rallentamento nella crescita e fermandosi ad aumento dell’1,9% (+2,3% su base semestrale). Le dinamiche sono diverse nelle tre regioni: se da un lato i distretti veneti hanno accelerato la crescita (+2,7%), dall’altro a frenare i risultati complessivi delle esportazioni sono stati i cali registrati nel Trentino Alto Adige (-0,9%) attribuibili all’arretramento delle esportazioni dei principali distretti agroalimentari, a cui si è aggiunta la sostanziale stabilità dei flussi del Friuli Venezia Giulia penalizzato dal distretto della Meccanica di Udine e Pordenone, che ha neutralizzato gli incrementi ottenuti dagli altri distretti della regione.

I distretti triveneti della filiera Metalmeccanica rimangono ancora nel secondo trimestre i più performanti in termini di valori in euro esportati (+113 milioni di euro), con incremento delle vendite del 4,9%, di poco superiore a quello registrato dai competitor tedeschi (+4,4%). Lieve crescita invece per le altre filiere distrettuali del sistema casa (+0,7%) e del sistema moda (+0,3%). Brusco arresto della filiera agroalimentare triveneta nel secondo trimestre del 2018 (-0,4%) che mantiene comunque una crescita complessiva positiva su base semestrale (+1%).

Balzo dell’export per i poli tecnologici del Triveneto
Abbondantemente al di sopra della media nazionale, la crescita dell’export dei tre poli tecnologici del Triveneto nel secondo trimestre 2018 (+13,6% variazione vs. +1% variazione nazionale). Il Polo Ict di Trieste spicca per il balzo del +29,8% quasi interamente realizzato sul mercato francese, in cui negli ultimi anni si sono instaurate importanti relazioni di subfornitura. In accelerazione anche il Polo Ict veneto che ha registrato aumenti a doppia cifra (+13%) grazie a forti aumenti in Arabia Saudita, nel Regno Unito e ad Hong Kong. Infine il Biomedicale di Padova con una crescita di +6,5 milioni di euro la più alta tra i poli biomedicali italiani (+3,8% variazione polo padovano vs. +3,5 variazione poli biomedicali italiani).

In accelerazione i distretti veneti
Le imprese distrettuali venete hanno messo a segno nel secondo trimestre 2018 un ulteriore incremento delle esportazioni, +2,7%, in accelerazione rispetto al primo trimestre e con valori (6,5 miliardi di euro) che si avvicinano ai livelli del trimestre record di fine 2017. Dei 25 distretti veneti monitorati da Intesa Sanpaolo, 16 hanno registrato incrementi positivi e 9 si posizionano ai primi 30 posti in Italia per crescita del valore delle esportazioni. La Termomeccanica scaligera è il distretto migliore con accelerazione a due cifre (+15,4%), resa possibile dall’eccezionale espansione del mercato polacco. Seguono poi per contributo alla crescita dell’export regionale, il Mobile di Treviso, le Materie plastiche di Treviso, Vicenza e Padova, le Calzature del Brenta, il Prosecco di Valdobbiadene, la Calzatura sportiva di Montebelluna, Il Tessile e abbigliamento di Schio-Thiene-Valdagno, i Dolci e pasta veronesi (con la migliore crescita tendenziale del +22,2% grazie al recupero sul mercato tedesco) e la Termomeccanica di Padova. Tra gli altri distretti che hanno registrato un’accelerazione delle esportazioni nel secondo trimestre del 2018, i Prodotti in Vetro di Venezia e Padova, il Mobile del Bassanese e il Tessile e l’abbigliamento di Treviso. Hanno subito un ulteriore diminuzione le esportazioni dell’Occhialeria di Belluno (-6,6%) nel secondo trimestre 2018, per un calo consistente delle vendite nel mercato spagnolo, e in generale nei mercati europei, dove il perdurare di condizioni meteo avverse ha influenzato le vendite di occhiali da sole (il distretto bellunese risente inoltre delle riorganizzazioni territoriali della distribuzione logistica). Nel sistema moda veneto altri due distretti segnano una diminuzione tendenziale dell’export tra aprile e giugno 2018: la Concia di Arzignano (-2%) penalizzata dal calo della quotazione delle pelli e l’Oreficeria di Vicenza che ha fatto segnare una battuta d’arresto dei valori esportati di gioielleria e bigiotteria (-2,8%), dovuto in parte anche al ripiegamento dei prezzi dei preziosi. Tra i distretti dell’agroalimentare le esportazioni dei Vini Veronesi sono tornate in territorio positivo che anche se non hanno ancora recuperato su base semestrale (-1,3% su base semestrale), il distretto Ittico del Polesine e del Veneziano ha registrato una lieve diminuzione (-1,1% variazione secondo trimestre 2018), mentre per le Carni di Verona si è registrato un ulteriore calo (-6,2%), con l’arretramento delle vendite nei principali mercati di sbocco europei (Germania, Francia e Regno Unito).

A sorreggere la crescita dei distretti veneti sono stati ancora una volta i mercati avanzati (complessivamente +4,0% vs nuovi mercati +0,4%), con Francia e Paesi Bassi (rispettivamente +9,2% e +18,8% del secondo trimestre 2018) ai primi posti, seguiti da Canada e Spagna e poi dai mercati emergenti dell’est europeo, guidati da Repubblica ceca che conferma la crescita a doppia cifra (+14,5%) e Polonia in accelerazione (+6,6%). Per contro le imprese distrettuali venete hanno subito una contrazione delle vendite nei mercati emergenti a lungo raggio, come Hong Kong, Emirati Arabi Uniti e Russia, dove più alta era la penetrazione dei distretti del sistema Moda e della Metalmeccanica. Infine Stati Uniti e Regno Unito, rispettivamente secondo e quarto mercato di sbocco dei distretti veneti, restano nel secondo trimestre 2018 in territorio negativo, anche se si attenua la diminuzione tendenziale (Stati Uniti –2,0% e Regno Unito -0,5%).

Interrotta dall’agroalimentare la scia di crescita dei distretti del Trentino-Alto Adige
Nel secondo trimestre 2018, si è interrotto il periodo di forte espansione delle esportazioni per i distretti del Trentino Alto-Adige, che durava da 5 trimestri consecutivi: a livello complessivo i distretti hanno contenuto il calo al -0,9%, grazie all’effetto compensativo della crescita dell’export della Meccatronica di Trento e della Meccatronica dell’Alto-Adige (+39,7 milioni di euro la prima, +16,1 milioni di euro la seconda). Il Legno e arredamento dell’Alto Adige (-24,8 milioni di euro), i Vini e distillati di Bolzano e soprattutto le Mele dell’Alto Adige (-31,8 milioni di euro) e del Trentino (-16,7 milioni di euro) sono i distretti che ha hanno subito i cali maggiori. Il 2017 è stato per la verità un anno in cui le gelate primaverili hanno ridotto le produzioni dei principali competitors europei ed ha avuto effetti pronunciati anche sulla produzione del Trentino e dell’Alto Adige. Tra i mercati di sbocco in crescita nel secondo trimestre 2018 guidano gli Stati Uniti, la Svezia e la Cina, mentre tra quelli con maggiori cali vi sono Spagna, Austria, Egitto, Algeria e Russia.

Friuli-Venezia Giulia in positivo Filiera del Mobile e Agroalimentare
Con 918 milioni di esportazioni nel secondo trimestre 2018 i distretti del Friuli Venezia Giulia hanno replicato lo stesso risultato dell’anno precedente: la filiera del sistema casa e quella dell’agroalimentare hanno segnato nuovi incrementi (+4,4% il sistema casa, +2,7% l’agroalimentare) controbilanciati però dalla diminuzione del distretto della Metalmeccanica, che ha sofferto in Turchia e Messico. Il distretto degli Elettrodomestici di Pordenone ha messo a segno nel secondo trimestre 2018 un balzo delle esportazioni, best performer della regione, con un incremento a doppia cifra (+14%) trainato dal mercato francese. Nel sistema casa le Sedie e tavoli di Manzano superano per crescita (+4,4%) il Mobile di Pordenone (+0,8%) lontano dal ritmo di crescita ottenuto nel 2017. Per l’agroalimentare, è stata migliore la performance in valore del Caffè di Trieste, seguita da quella del Prosciutto di San Daniele, che dimostra una ottima dinamicità con tassi di crescita a doppia cifra. In calo invece i Vini distillati del Friuli che hanno diminuito le vendite nel Regno Unito e negli Stati Uniti.

Il Triveneto conferma la propria vocazione all’esportazione, sostenuta anche grazie alle molte eccellenze distrettuali. In questi anni, investimenti, innovazione e proiezione internazionale hanno fatto la differenza nello sviluppo delle nostre imprese. Per questo, Intesa Sanpaolo punta a consolidare il proprio ruolo di partner del mondo produttivo, certamente attraverso il credito, ma anche con iniziative di finanza straordinaria volte a rafforzare la capitalizzazione delle aziende, l’innovazione, l’internazionalizzazione. – ha dichiarato Renzo Simonato, direttore regionale Veneto, Friuli VG, Trentino AA – Intesa Sanpaolo vuole essere un fattore abilitante per la politica industriale del Triveneto: nell’arco del Piano d’Impresa 2018-2021 abbiamo destinato 35 miliardi di nuovo credito per famiglie e imprese di questo territorio.

Per informazioni

Intesa Sanpaolo
Media Banca dei Territori e Media locali - Media and Public Association Relations
stampa@intesasanpaolo.com

{"toolbar":[{"label":"Aggiorna","url":"","key":"update-page"},{"label":"Stampa","url":"","key":"print-page"}]}