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COMUNICATO STAMPA

PROGETTARE IL FUTURO:
“PROMUOVERE UNA NUOVA CULTURA D’IMPRESA
PER UNA CRESCITA SOSTENIBILE”

INTESA SANPAOLO E CONFINDUSTRIA
POTENZIANO L’ACCORDO 2016-2019

8 MILIARDI PER LE IMPRESE DEL PIEMONTE

• Focus su formazione, passaggio generazionale, filiere e sostenibilità
• A regime il sistema qualitativo del rating di credito
• Competitività e trasformazione digitale delle imprese

Torino, 13 novembre 2018 - È stato presentato oggi a Lauriano (Torino), presso il Caseificio Pugliese F.lli Radicci, l’addendum all’accordo 2016-2019 tra Confindustria Piccola Industria e Intesa Sanpaolo “Progettare il futuro”, dedicato alla competitività e alla trasformazione delle imprese per cogliere le opportunità offerte dalla ‘quarta rivoluzione industriale’. L’addendum “Promuovere una nuova cultura di impresa per una crescita sostenibile” valorizza gli aspetti già previsti dall’accordo in vigore e, dando ulteriore impulso alla collaborazione, promuove una nuova cultura d’impresa intesa come capacità degli imprenditori di attivarsi per utilizzare le soluzioni e gli strumenti disponibili per il rafforzamento aziendale.

La partnership, che mette a disposizione un plafond nazionale di 90 miliardi di euro nell’arco dei tre anni, dei quali 8 miliardi di euro destinati alle imprese del Piemonte, viene presentata all’interno dei luoghi deputati ad accogliere e fare proprie le finalità dell’accordo: le imprese. In Piemonte presso il Caseificio Pugliese F.lli Radicci, dove ha introdotto i lavori il presidente della Piccola Industria dell’Unione Industriale di Torino Giovanni Fracasso. Il responsabile Industry & Banking Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo Fabrizio Guelpa ha illustrato lo scenario macroeconomico, con focus in particolare sulla provincia di Torino. Sono seguiti gli interventi di Cristina Balbo, direttore regionale Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria di Intesa Sanpaolo e di Carlo Robiglio, presidente Piccola Industria Confindustria. Alla tavola rotonda di chiusura, dedicata al rafforzamento del sistema produttivo locale, hanno partecipato Giuseppe Locati, direttore generale Lanzi, Paolo Musso, direttore commerciale regionale di Intesa Sanpaolo, Carlo Radicci, amministratore delegato del Caseificio Pugliese e Dante Valua, amministratore delegato Propagroup.

Per l’industria italiana - composta soprattutto da Pmi - diventa sempre più strategico rafforzarsi e adottare nuovi modelli di business. Per questo è determinante puntare con decisione sulla sostenibilità - economica, sociale ed ambientale - favorendo l’adozione di processi di sviluppo qualitativo che rendano le imprese capaci di adattarsi ai cambiamenti e di saperli governare.

Carlo Robiglio, presidente Piccola Industria Confindustria: “Le leve per aumentare la competitività delle imprese, sopratutto se parliamo di pmi, sono la cultura d'impresa, la contaminazione, la formazione e la sostenibilità intesa in ogni ambito. Mai come oggi le imprese, specie se piccole, devono cambiare pelle lavorando su questi temi. L’imprenditore che sceglie di contaminarsi con altre idee, che si informa e investe in formazione rende la propria azienda resiliente e più forte nel rispondere ai cambiamenti in atto. Proprio per questo nella collaborazione in corso con Intesa Sanpaolo, che abbiamo presentato oggi, abbiamo scelto di dedicare un'attenzione particolare a questi argomenti. La vera sfida è creare un capitale umano competente e specializzato, migliorare la governance affinché i passaggi generazionali siano efficaci e garantiscano la continuità aziendale, informare e formare le imprese rendendole capaci di aprirsi al mercato, di comunicare al meglio il proprio valore e di trovare soluzioni e opportunità di crescita attraverso la finanza innovativa”.
Cristina Balbo, direttore regionale Intesa Sanpaolo: “L’Addendum all’accordo che presentiamo oggi nasce con l’intento di aiutare le aziende a migliorare la loro capitalizzazione e a proseguire il cammino verso la quarta rivoluzione industriale. Intesa Sanpaolo ha scelto di agevolare le imprese che investono, semplificandone l’accesso al credito. In concreto, nella determinazione del rating, valorizziamo gli aspetti qualitativi come l’investimento in capitale umano e l’innovazione, l’appartenenza alle filiere e la sostenibilità. I numeri, per quanto riguarda la nascita di nuove filiere, sono incoraggianti: in Piemonte sono stati firmati 66 accordi, per un giro di affari di oltre 6 miliardi di euro e 2.300 aziende coinvolte che danno impiego a 9.500 dipendenti. Continuiamo a presidiare il territorio con la forza di una grande banca attenta ai bisogni e alle esigenze delle realtà produttive locali”.
Giovanni Fracasso, presidente Piccola Industria Unione Industriale Torino: “L’incontro di oggi dimostra come le sinergie tra gli attori del tessuto economico siano vantaggiose per tutti e le ricadute portino benessere alla collettività. Se un’azienda ha una visione di sviluppo concreta per il futuro e viene supportata da validi partner con proposte concrete, i risultati saranno la crescita dell’impresa. Una crescita che però non sarà solo quantitativa ma anche qualitativa con incremento occupazionale, sviluppo della presenza sui mercati esteri e creazione di nuovi prodotti e servizi frutto di R&D innovativo. I casi della tavola rotonda di oggi lo hanno dimostrato. Le nostre PMI devono intraprendere questi percorsi virtuosi e il nostro ruolo è di supportarle nel migliore dei modi”.

L’impegno di Intesa Sanpaolo per lo sviluppo delle Pmi italiane è testimoniato anche dalla recente creazione della Direzione Sales & Marketing dedicata unicamente alle imprese. La nuova struttura contribuisce ad arricchire le iniziative previste dall’addendum tra Confindustria Piccola Industria e Intesa Sanpaolo, focalizzato alla valorizzazione del capitale delle imprese attraverso:
1) Ecosistemi di imprese e integrazione di business
Mettere a disposizione un insieme di soluzioni che permettano alle imprese di migliorare i processi produttivi ricorrendo a nuove tecnologie e a nuove metodologie, tra cui i percorsi “Lean 4.0” che abilitano le imprese alle tecnologie digitali. Le filiere possono rappresentare a tal fine un veicolo strategico per facilitare la trasmissione di informazioni, tecnologie, competenze e propensione al cambiamento tra le imprese che ne fanno parte.

2) Finanza per la crescita e nuova imprenditorialità
Finanziare la crescita del business valorizzando il patrimonio intangibile delle imprese. Vengono quindi identificati fattori qualitativi legati al credito, come capacità innovativa, formazione e strategicità della catena fornitore-champion.

3) Formazione
Gli imprenditori e i loro collaboratori potranno accedere a un insieme di iniziative informative e formative tra cui “Skills4Capital”, una linea dedicata a far comprendere le strategie e le soluzioni più adatte per l’apertura del capitale al mercato, il miglioramento della governance, della comunicazione e la valorizzazione dei talenti e delle competenze aziendali.

4) Passaggio generazionale
Previste iniziative ad hoc per accompagnare le imprese in questo cambiamento diffondendo best practice, nuove tecniche di gestione aziendale e soluzioni idonee a cogliere le opportunità legate al cambiamento.

5) Sostenibilità
Garantire una crescita sostenibile e duratura valorizzando strategie e investimenti in innovazione, digitalizzazione, progetti di integrazione, in aggiunta alle opportunità del Piano nazionale Impresa 4.0. La sostenibilità ambientale sarà promossa attraverso attività nell’ambito dell’economia circolare e della cultura della resilienza, intesa come strategia di prevenzione dei rischi ambientali e di messa in sicurezza delle strutture industriali anche attraverso soluzioni finanziarie e assicurative ad hoc. Incentivati inoltre i benefici del welfare aziendale per le imprese, con effetti in termini di produttività, di benessere e qualità della vita dei collaboratori. Intesa Sanpaolo ha creato la piattaforma Welfare Hub e intende “dare valore” creditizio ad un nuovo modo di fare impresa responsabile e sostenibile.


L’ECONOMIA DI TORINO E PROVINCIA – DIREZIONE STUDI E RICERCHE INTESA SANPAOLO

Il peso dell’industria nella provincia di Torino è rilevante: la quota di occupati è pari al 17,8%, di oltre due punti percentuali superiore rispetto al resto del Paese. Il valore aggiunto per addetto e il reddito per abitante sono superiori alla media italiana.
L’industria del territorio ha saputo inoltre proiettarsi sempre più sui mercati esteri: la propensione all’export, infatti, risulta decisamente elevata e si è portata al 34,2% (29,1% per l’Italia). L’export di manufatti della provincia di Torino rappresenta il 5,1% dell’export italiano, a fronte di una quota di occupati del 3,9%, un dato di assoluto rilievo. Le esportazioni torinesi nel 2017 hanno superato quota 22 miliardi collocandosi vicino al massimo storico raggiunto nel 2015. Il 60% delle esportazioni di manufatti piemontesi sono attivate dai comparti della Meccanica e dell’Automotive. Germania, Francia, Stati Uniti e Cina sono i principali mercati di sbocco e assorbono il 40% delle esportazioni torinesi. Le aziende della provincia di Torino, inoltre, sono promotrici di un buon numero di investimenti diretti esteri in uscita (pari al 4,6% del totale Italia).
Il contesto internazionale rimane buono, anche se il picco della crescita è ormai alle spalle. Il lieve rallentamento del commercio internazionale e la minaccia di azioni protezionistiche da parte di alcune importanti economie potranno provocare una leggera decelerazione delle vendite all’estero, che comunque proseguiranno grazie all’ottimo posizionamento delle imprese torinesi nelle filiere internazionali. Per garantire la competitività del sistema industriale della provincia, sarà necessario continuare a investire, non soltanto in macchinari ma anche in beni immateriali dedicati a ricerca e sviluppo, software, marchi e formazione.
Su questo fronte il territorio torinese esprime un alto potenziale, essendo un’area fortemente evoluta dal punto di vista tecnologico. Lo dimostrano i dati sull’intensità brevettuale: in provincia di Torino ci sono 133,1 brevetti registrati all’European Patent Office per milione di abitanti, contro i 74,6 della media italiana. La specializzazione produttiva nei settori ad alta tecnologia è poi doppia rispetto alla media italiana (7,5 addetti ogni 100 vs 4,4). Inoltre, la presenza sul territorio torinese di un importante Polo ICT (secondo polo dell’elettronica italiano dopo Milano) agevola le imprese nell’accesso alla tecnologia e accorcia la distanza delle forniture. Infine, per accelerare sul fronte dell’innovazione è importante promuovere sempre più l’interazione del sistema produttivo con le circa 488 start-up innovative presenti sul territorio piemontese che potranno attivare importanti spillover.

 

 

 

 


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