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AGROINDUSTRIA: INTESA SANPAOLO A CREMONA PER UN FOCUS SUL SETTORE E SULLE OPPORTUNITA’ DELLE AGROENERGIE

·        Sostenibilità ambientale e innovazione le principali sfide per il futuro

·        Intesa Sanpaolo banca di riferimento per il settore: nel 2018 erogati oltre 60 milioni all’agroindustria del cremonese

·        Presentati i risultati di un’indagine ad hoc sul comparto agricolo di Brescia, Mantova e Cremona: 27 le imprese di Cremona interpellate, con un fatturato complessivo superiore ai 40 milioni di euro

·        a Cremona l’81% degli intervistati ha investito nel triennio 2016/2018, quasi un’impresa di allevamenti su due possiede un impianto di biogas, più di un’impresa agricola su due ha un impianto fotovoltaico

 

Cremona, 27 giugno 2019 - Si è tenuto oggi a Cremona, presso la filiale Intesa Sanpaolo di piazza Stradivari, il convegno “L’agricoltura tra innovazione e agroenergie”, organizzato da Intesa Sanpaolo per incontrare gli imprenditori del territorio e confrontarsi sulle opportunità delle agroenergie, dell’innovazione e della sostenibilità come principali sfide per il futuro.

 

All’incontro, che ha visto ampia partecipazione di rappresentanti della realtà produttiva locale, hanno preso parte Gianluigi Venturini, direttore regionale Lombardia di Intesa Sanpaolo, Giovanni Foresti, economista della Direzione Studi e Ricerche del Gruppo e Giuseppe Dasti, desk energy di Mediocredito Italiano, il quale ha illustrato le opportunità delle agroenergie e presentato gli strumenti e i finanziamenti per le aziende che intendono investire nel biogas. Un focus in particolare è stato dedicato ai nuovi incentivi per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, vera e propria sfida per il futuro per ridurre le emissioni di gas serra e migliorare, al contempo, la redditività delle imprese e l’efficienza energetica dei siti produttivi.

 

Durante i lavori è stata inoltre presentata l’indagine condotta dalla Direzione Regionale Lombardia e dalla Direzione Studi e Ricerche del Gruppo su un campione di 135 aziende rappresentative della realtà agricola delle province di Brescia, Cremona e Mantova, con un fatturato complessivo di circa 180 milioni di euro nel 2018 e l’impiego di oltre 900 addetti. L’indagine, presentata il mese scorso in una prima tappa mantovana, ha analizzato un campione di 27 aziende agricole della provincia di Cremona (20 sono allevamenti), con un fatturato complessivo superiore ai 40 milioni di euro e 166 addetti impiegati, con lo scopo di farne emergere caratteristiche, fattori di competitività, sfide e necessità.

 

A Cremona quasi la metà degli intervistati dichiara di aver visto aumentare il proprio fatturato negli ultimi tre anni rispetto al triennio precedente; solo l’11% ha registrato un calo della propria attività.

La spinta agli investimenti e all’innovazione, in particolare in agricoltura di precisione e 4.0, emerge quale principale fattore di crescita e redditività. A Cremona l’81% degli intervistati ha fatto investimenti negli ultimi tre anni, mentre il 50% delle imprese dichiara di adottare tecnologie di precisione o 4.0 (sia in proprio sia tramite conto terzi), più della media delle altre province analizzate. Fra le tecnologie più diffuse spicca la gestione aziendale e il monitoraggio delle attività attraverso software, seguito dall’uso di macchine operatrici a dosaggio variabile e trattrici con guida assistita e/o GPS automatico, per le quali giocano un ruolo fondamentale i contoterzisti.

L’introduzione di nuove tecnologie, in grado di permettere un uso più oculato delle risorse in ambito agricolo, è emersa quale fattore chiave non soltanto per la crescita economica, ma anche in un’ottica più ampia di sostenibilità. Su questo fronte spiccano le imprese della provincia di Cremona: quasi un’impresa di allevamenti su due possiede un impianto di biogas, per una potenza media di 461 Kw; più di un’impresa agricola di Cremona su due ha un impianto fotovoltaico. L’agroenergia, oltre a fornire energia elettrica per il funzionamento delle aziende, concorre alla formazione di più del 30% del fatturato per oltre un quarto degli allevamenti.

 

Fra i temi emersi, assume un peso di rilievo quello dell’acqua: a Cremona quasi un’impresa su tre dichiara che l’acqua è un fattore limitante per la propria attività e a queste si aggiunge una metà delle imprese che vede nelle risorse idriche un potenziale problema per il futuro. Non a caso, il risparmio idrico, che gli intervistati si sono già in parte preparati a realizzare tramite investimenti mirati, compare in terza posizione come sfida per il futuro individuata dalle aziende agricole e in quarta posizione per gli allevamenti, dove spiccano benessere animale e necessità di ridurre l’utilizzo di antibiotici.

 

I lavori si sono conclusi con una tavola rotonda dedicata agli imprenditori, a cui hanno preso parte Maurizio Ferraroni, presidente cda di Ferraroni Spa, ed Ernesto Folli, socio amministratore della Società Agricola Palazzetto, in dialogo con Gianluigi Venturini sul tema delle agroenergie e delle prospettive di sviluppo.

 

“Siamo a Cremona, al fianco delle imprese agricole del territorio - ha dichiarato Gianluigi Venturini, direttore regionale Lombardia di Intesa Sanpaolo - per confermare la nostra attenzione a un settore chiave dell’economia locale e nazionale. Dall’incontro di oggi è emersa la necessità di indirizzare sempre più i processi produttivi verso la bioeconomia, dove assumono sempre maggiore importanza la qualità degli investimenti, la formazione e l’evoluzione in un’ottica di filiera. Nel 2018 Intesa Sanpaolo ha erogato a favore dell’agribusiness cremonese oltre 60 milioni di euro. A Cremona e provincia hanno aderito al nostro Programma Filiere cinque realtà produttive importanti del territorio, con il coinvolgimento di circa 80 fornitori. Supportiamo a 360 gradi l’economia locale e l’agribusiness verso una sempre maggiore efficienza e sostenibilità”.

 

 

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