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Trimestrale 2020: dichiarazioni del CEO Carlo Messina

Carlo Messina CEO intesa Sanpaolo

In occasione della pubblicazione dei risultati finanziari del primo trimestre di Intesa Sanpaolo, il CEO Carlo Messina parla con orgoglio del sostegno assicurato dal Gruppo alle famiglie, alle imprese e all’Italia durante l'emergenza COVID-19 e sottolinea che l’insieme degli interventi di Intesa Sanpaolo sono tra i più rilevanti da parte di un’istituzione privata anche a livello internazionale.

Messina annuncia anche la disponibilità di €125 milioni da parte del Fondo d’impatto della Banca per far fronte agli "squilibri socio-economici causati dalla pandemia".

I risultati del primo trimestre del Gruppo riflettono la sua solidità finanziaria "costruita in anni di gestione improntata alla profittabilità sostenibile, ad una robusta patrimonializzazione, al basso profilo di rischio". Messina offre una prospettiva positiva che vede Intesa Sanpaolo mantenere "elevati livelli di profittabilità e una solida patrimonializzazione" nel 2020 e nel 2021.

Carlo Messina invita inoltre gli azionisti di UBI Banca a "unirsi con l’operatore più forte in Italia e uno dei più forti in Europa", in un momento in cui elevata patrimonializzazione, dimensioni e capacità di investimento assumono un valore strategico ancora maggiore.

  • donati oltre 100 milioni per l’emergenza sanitaria
  • destinati 125 milioni a iniziative per contrastare gli squilibri socio-economici da pandemia
  • interventi rilevanti grazie alla forte base patrimoniale e alla reddivita’ sostenibile

Di seguito la dichiarazione completa del CEO, Carlo Messina.

Presentiamo i risultati del primo trimestre nel vivo di una fase di straordinaria emergenza per la vita del Paese e a livello globale, a causa della pandemia da COVID-19. Il sostegno assicurato da Intesa Sanpaolo alle famiglie, alle imprese, alla società nel suo insieme, per far fronte, fin dal loro primo manifestarsi, a queste difficoltà eccezionali è per noi motivo di orgoglio.

In un passaggio dalla complessità senza precedenti, abbiamo potuto rappresentare un punto fermo per l’Italia, grazie alla dedizione e competenza delle nostre persone e alla nostra forza e solidità, costruite in anni di gestione improntata alla profittabilità sostenibile, ad una robusta patrimonializzazione, al basso profilo di rischio.

Questi fattori distintivi ci hanno consentito di intervenire in tempi rapidi, rafforzando in maniera significativa le iniziative finalizzate all’erogazione di credito, mettendo in campo, allo stesso tempo, un rilevante intervento a favore del sistema sanitario e ora destinando importanti risorse per contrastare gli squilibri socioeconomici derivanti dalla pandemia. Tutto ciò assicurando la tutela delle condizioni di lavoro delle nostre persone, nella piena e continua operatività, grazie a un’organizzazione efficiente e all’eccellenza delle nostre infrastrutture tecnologiche.

Il 24 febbraio abbiamo fornito un immediato supporto all’economia, avviando la procedura di moratoria con la sospensione delle rate dei finanziamenti, mutui e prestiti. A fine aprile l’ammontare delle moratorie richieste era pari a circa 24 miliardi per le imprese e 13 miliardi per le famiglie.

Nel primo trimestre dell’anno siamo stati a fianco di 3.000 aziende sostenendole a tornare in bonis e preservando così 15.000 posti di lavoro. Abbiamo elevato a 50 miliardi di euro l’ammontare del plafond di credito per il Paese: l’obiettivo è garantire continuità e produttività – le basi per il rilancio – fornendo le risorse necessarie a superare la fase di crisi anche a tutela dell’occupazione. Stiamo inoltre fornendo liquidità alle aziende di piccole e grandi dimensioni secondo quanto previsto dal Decreto Liquidità e in un contesto operativo che deve rispondere ai regolatori internazionali e nazionali.

La nostra risposta all’emergenza sanitaria è stata significativa. La Banca, i suoi manager, tutte le nostre persone, insieme abbiamo messo in campo una cifra superiore ai 100 milioni per il rafforzamento delle strutture sanitarie e per progetti a elevato impatto sociale. Interventi di particolare rilievo riguardano le città di Bergamo e di Brescia.

Oggi vogliamo rafforzare in maniera rilevante queste significative misure, messe in campo già all’insorgere dell’emergenza: abbiamo infatti deciso di destinare 125 milioni del nostro Fund for Impact – ovvero il 50% della dotazione totale – al contrasto degli squilibri socio-economici causati dall’epidemia da COVID-19.

L’insieme degli interventi messi a disposizione dalla Banca per contrastare questa crisi senza precedenti può essere considerato tra i più rilevanti da parte di un’istituzione privata, anche a livello internazionale. Tutto ciò è reso possibile dalla capacità di ottenere risultati solidi e sostenibili.

Nel primo trimestre del 2020 abbiamo infatti raggiunto un utile netto pari a 1,4 miliardi, grazie al quale abbiamo già stanziato significativi accantonamenti in relazione ai possibili effetti della crisi; a ciò si aggiunge la plusvalenza derivante dalla cessione della partecipazione in NEXI. Tutto questo ci consente di contare su 1,5 miliardi di euro di ulteriori riserve. E’ la nostra capacità di essere profittevoli ed efficienti a permetterci di guardare avanti e di rafforzare ulteriormente il nostro bilancio.

La solidità del nostro bilancio deriva inoltre dalla notevole riduzione dei NPLs ottenuta negli ultimi anni, avendo raggiunto in termini di stock e di ratios i livelli del 2009, con un robusto tasso di copertura del 54%. Ciò grazie alle nostre capacità interne e a partnership strategiche, che hanno consentito di ottenere questi risultati senza costi per gli azionisti.

Grazie al nostro modello di business ben diversificato, riteniamo di essere attrezzati in maniera adeguata per affrontare una prospettiva notevolmente complessa. Contiamo di mantenere elevati livelli di profittabilità: prevediamo per il 2020 un utile netto pari ad almeno 3 miliardi di euro, mentre per il 2021 la previsione è di almeno 3,5 miliardi di euro. Allo stesso tempo contiamo di mantenere una solida patrimonializzazione con un Common Equity ratio superiore al 13%.

Siamo convinti che nello scenario attuale e in quello che seguirà nei prossimi mesi, la nostra proposta nei confronti degli azionisti di UBI acquisisca maggiore valenza strategica e rappresenti per UBI una prospettiva ancor più rilevante: elevata patrimonializzazione, robusta copertura dei crediti deteriorati, dimensione, diversificazione e capacità di investimento assumono ora più valore che in tempi normali.

Offriamo agli azionisti di UBI la possibilità di unirsi con l’operatore più forte nel Paese e uno dei più forti in Europa, Intesa Sanpaolo: un gruppo che ha sempre operato a vantaggio delle sue persone, di tutta la clientela, dei propri azionisti e nell’interesse delle comunità di cui è parte.  Porteremo questi tratti qualificanti nei territori di presenza di UBI.

Riteniamo che una significativa generazione di valore sia ampiamente realizzabile anche nel caso di adesione del solo il 50% + 1 azione di UBI.

Intendiamo realizzare un progetto che ha l’obiettivo di generare ulteriori benefici per tutti gli stakeholder e fornire un solido supporto all’economia reale e sociale, con un rafforzamento complessivo dell’Italia.

In conclusione, ringrazio tutte le persone di Intesa Sanpaolo per il lavoro eccezionale e il senso del dovere dimostrato lungo tutta la fase di emergenza. Oltre 35.000 di loro hanno rapidamente adottato, con efficacia, la logica dello smart working. Molti altri, con grande impegno e dedizione, hanno mantenuto pienamente operativa la rete di contatto con la clientela. Un numero significativo ha contribuito con donazioni al contrasto dell’emergenza. Per queste ragioni sono profondamente orgoglioso di guidare questa Banca, certo di rappresentare il sentimento di tutte le 90.000 persone di Intesa Sanpaolo.

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