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Banca Commerciale Italiana

Fondata nel 1894 a Milano con il concorso di capitali tedeschi, austriaci e svizzeri, la Banca Commerciale Italiana è stata per più di un secolo un'importante componente del sistema bancario italiano e l'istituto con la maggiore presenza all'estero. Dopo aver costituito, in compartecipazione con due banche francesi, un istituto per l'America del Sud, nel 1911 Comit inaugura a Londra la prima filiale di una banca italiana in un paese straniero, seguita nel 1918 da quella di New York e via via da presenze e partecipazioni sempre più numerose in diversi Paesi del mondo.   

Fino agli inizi degli anni '30, Comit aveva anche operato come banca d'investimento, acquisendo partecipazioni in imprese industriali. 

Nel 1933 l'IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale) acquisisce il controllo della banca che, tre anni più tardi, con l'emanazione della Legge Bancaria, diventa un'azienda di credito ordinario.     

L'anno successivo, il 1937, assieme al Banco di Roma e al Credito Italiano, la Comit è designata "Banca di interesse nazionale", disponendo già di filiali in almeno trenta province. Con queste due banche, negli anni successivi alla seconda guerra mondiale, Comit fonda Mediobanca, di cui deteneva l'8,9% del capitale. 

Negli anni Sessanta la banca di piazza della Scala accentua l'espansione della propria rete estera e, in Italia, acquisisce il controllo del Banco di Chiavari e della Riviera Ligure e della Banca di Legnano. Agli inizi degli anni Ottanta l'istituto fonda la Banca Commerciale Italiana of Canada e la Banca Commerciale Italiana (Suisse). Nell'anno stesso del centenario della sua fondazione, la Banca Commerciale Italiana viene privatizzata. A seguito di un'offerta pubblica di scambio, promossa da Banca Intesa e perfezionata nel dicembre 1999, la Banca Commerciale Italiana viene aggregata al nuovo gruppo. 

Nel maggio 2001 la Comit si fonde con Banca Intesa e assume la denominazione di IntesaBci.

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