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Cassa di Risparmio di Venezia

Con la caduta della Serenissima, iniziò per Venezia un periodo che vide succedersi in vent'anni cinque diversi governi (la Repubblica, la Municipalità, gli Austriaci, i Francesi e ancora l'Impero), accompagnati naturalmente da guerre, disordini e scorribande, e ancor più naturalmente da carestie ed epidemie, come il tifo e la peste che fra il 1817 e il 1818 provocarono in città più di dodicimila morti. Tra gli interventi di carattere sociale operati dai diversi regimi, vanno ricordati quelli sul sistema del credito. Per primo il governo napoleonico, nel 1806, riformò i vecchi Banchi del Ghetto istituendo il "Banco Pignoratizio Comunale", sul modello dei Monti di Pietà esistenti da secoli in altre città. Nel 1820, un diverso governo, quello delle Province Venete dell'Impero Austriaco, progettò l'importazione di un altro modello: quello delle Casse di Risparmio, che già funzionavano da parecchio tempo in altre parti d'Europa (Germania, Svizzera, Inghilterra) e da un anno anche a Vienna.

L'obiettivo era quello di incoraggiare il popolo al risparmio, da un lato; e dall'altro di soddisfarne il bisogno di credito attraverso il sostegno alle casse del Monte di Pietà. Il conte Carlo Inzaghi, Governatore delle Province Venete, fece stilare un regolamento che, pur ispirandosi a quello ricevuto da Vienna, se ne staccava quanto a modalità di gestione e amministrazione: anziché appoggiarsi a cittadini benpensanti e benestanti (le austriache "Unioni dei Filantropi"), la Cassa di Risparmio di Venezia sarebbe stata affiancata al Banco Pignoratizio, così da conseguire le necessarie economie amministrative (utilizzando anche lo stesso personale) e facendo confluire al Banco stesso le risorse costituite dai suoi depositi. Il regolamento venne stilato su queste basi e trovò in breve tempo l'approvazione di tutti gli organi preposti. L'apertura venne fissata per il 12 febbraio 1822, giorno del compleanno dell'imperatore Francesco.

La Gazzetta Privilegiata di Venezia del 13 febbraio 1822 dava notizia dell'apertura della Cassa di Risparmio. I primi passi della Cassa di Risparmio furono alquanto stentati, probabilmente a causa della sua ibrida natura di servizio al popolo e di sostegno al Monte di Pietà, nei cui locali era anche fisicamente situata, nel sestiere di Cannaregio, vicino al Ghetto e ai luoghi storici dei Banchi di pegno veneziani. Negli anni successivi, questo rigido intreccio venne progressivamente sciolto, e la Cassa si svincolò sempre più dal Monte di Pietà, sino a raggiungere piena autonomia amministrativa e gestionale con lo statuto del 1886. Parallelamente a questo processo di emancipazione e chiarificazione, si consolidò e crebbe la fiducia dei risparmiatori consentendo lo sviluppo e la crescita dell'Istituto fino alla forma e alle dimensioni odierne.

Con il ventesimo secolo comincia l'espansione territoriale della Cassa, che apriva nel 1910 la filiale di Mestre, seguita nel 1911 da quella di Portogruaro, nel 1912 da Chioggia, nel 1913 da Dolo. Il contatto con la realtà sociale del territorio veniva favorito anche dalla progressiva assunzione (iniziata nel 1912), da parte della Cassa, dei servizi di esattoria e tesoreria a favore delle principali istituzioni ed enti locali. Alla fine del 1987 gli sportelli della Cassa erano diventati 59, e coprivano già capillarmente il territorio della provincia di Venezia, i cui confini cominciavano a stare stretti all'accresciuta operatività della banca. Dal 1988 iniziò pertanto l'espansione anche in province confinanti: la prima agenzia fu quella di Lignano (UD), seguita ben presto da altre in provincia di Treviso, Vicenza, Padova, Rovigo, Pordenone e Udine.

Nel 1994 prese avvio la stagione delle alleanze e delle integrazioni con altre realtà bancarie e finanziarie, alla ricerca di una sempre maggiore concorrenzialità interna ed internazionale e di una più ampia gamma di servizi a disposizione della clientela. Insieme alla Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e alla Banca Agricola di Cerea, viene dapprima costituito il Gruppo Casse Venete, che successivamente si allarga alla Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone e alla Cassa di Risparmio di Gorizia. Questo gruppo si fonde a sua volta con il Gruppo CAER, comprendente la Cassa di Risparmio in Bologna e la Banca Popolare dell'Adriatico, dando vita al Gruppo Cardine, che nel 2002 confluiva nel Gruppo Sanpaolo IMI. Nel suo ambito, la Cassa di Risparmio di Venezia è oggi una moderna banca interregionale con una rete che offre tutti i servizi tradizionali insieme ai più innovativi prodotti di banca on-line.

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