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Milano, 28 marzo 2002

 

UTILE NETTO CONSOLIDATO A 928,2 MILIONI DI EURO (-45%).

DIVIDENDO: 0,045 ALLE AZIONI ORDINARIE, 0,08 ALLE AZIONI DI RISPARMIO.

E' di 928,2 milioni di euro l'utile netto consolidato di IntesaBci al 31 dicembre 2001, in calo del 45% rispetto al dato omogeneo di 1.686,2 milioni di euro conseguito nel 2000, a causa soprattutto degli eccezionali eventi che hanno caratterizzato la seconda parte dell'anno e che hanno condizionato sensibilmente i risultati economici dell'esercizio.

L'utile netto della capogrupposcende, sempre in termini omogenei, dai 1.774,5 milioni di euro al 31 dicembre 2000 ai 337,4 milioni di euro a fine esercizio (-81%), anche per effetto della diversa contabilizzazione fra il bilancio consolidato e quello individuale dei riflessi economici derivanti dalle cessioni di Banca di Legnano e di Banca Carime.

Con questi risultati si sono chiusi il bilancio consolidato e il progetto di bilancio della capogruppo IntesaBci per l'anno 2001, che il Consiglio di amministrazione di IntesaBci, presieduto da Giovanni Bazoli, sottoporrà all'assemblea degli azionisti, prevista per il prossimo 29 aprile in prima convocazione e il giorno successivo in seconda.

Il Consiglio proporrà all'approvazione dei soci la distribuzione di un dividendo di 0,045 euro alle azioni ordinarie e di 0,08 euro alle azioni di risparmio (rispettivamente 0,09 euro - 180 lire - e 0,10 euro - 200 lire - nel 2000), che sarà posto in pagamento il giorno 23 maggio 2002, con stacco della cedola il giorno 20 maggio 2002.

 

***

Il Consiglio di amministrazione ha preso atto che l'amministratore delegato Lino Benassi, considerando esaurito il proprio compito di traghettare la Comit nel Gruppo, ha comunicato le sue dimissioni con effetto dalla prossima assemblea di bilancio.
Il Consiglio ha ringraziato Lino Benassi per l'opera prestata a favore del Gruppo, formulando i migliori auguri per la sua attività a venire.
Alla prossima assemblea sarà proposta, su designazione unanime degli azionisti sindacati, la nomina a consigliere, avendone previamente verificata la disponibilità, di Corrado Passera che assumerà poi la posizione di Chief Executive Officer (CEO) del Gruppo.
In tale occasione saranno anche definite le nuove deleghe dell'altro amministratore delegato Christian Merle.


Budget 2002 ed evoluzione della gestione
Il Consiglio di amministrazione ha inoltre approvato il budget 2002 del Gruppo, basato sulla razionalizzazione e il forte contenimento dei costi operativi – mantenendo peraltro elevati gli investimenti nelle aree ad alto valore aggiunto - e sulla decisa ripresa dell'azione commerciale, grazie anche all'implementazione del nuovo modello divisionale. L'obiettivo di "cost/income" di Gruppo prevede un calo dal 68% (calcolato al netto delle componenti non ricorrenti) al 61% a seguito, da un lato, di una crescita superiore al 5% per il margine di interesse e al 9% per i ricavi da servizi e, dall'altro, di una riduzione dei costi pari al 3,6%. Escludendo le spese connesse ai nuovi investimenti e allo sviluppo di nuovi business, la contrazione delle spese è prevista pari a circa il 7%. La dinamica combinata di tali effetti si tradurrà in una crescita superiore al 30% del risultato lordo di gestione, al netto degli eventi non ricorrenti. Anche in relazione agli incisivi interventi effettuati nel 2001 sulla qualità dell'attivo si può formulare per l'esercizio in corso la previsione di un apprezzabile sviluppo dell'utile netto consolidato.

I dati gestionali dei primi due mesi dell'anno evidenziano una buona crescita del risultato operativo rispetto al corrispondente periodo dell'anno precedente, con un superamento degli obiettivi di budget del periodo.

La relazione trimestrale al 31 marzo 2002 sarà approvata dal Consiglio di amministrazione il prossimo 14 maggio.


Bilancio consolidato 2001
Gli attentati verificatisi in settembre negli Stati Uniti hanno avuto profonde ripercussioni sull'andamento dei mercati mondiali, accentuandone la preesistente volatilità e avviando un processo di recessione a livello internazionale che ha influenzato negativamente tutti gli aspetti dell'operatività finanziaria.

L'instabilità ha travolto importanti gruppi di rango internazionale, alcuni operanti nei settori di maggiore crisi e già sotto osservazione per le loro pregresse difficoltà, altri in modo inatteso, vista la fiducia di cui erano accreditati presso il sistema finanziario. Le rettifiche di valore delle relative esposizioni sono complessivamente pari a 440 milioni di euro e coprono prudenzialmente per l'80% il rischio nei confronti del gruppo Enron e per il 90% quello di Swissair, ai quali si aggiungono 40 milioni di oneri relativi ad operazioni finanziarie.

Nell'ambito della forte presenza sui mercati esteri, il Gruppo è inoltre esposto in alcuni Paesi dell'America Latina dove opera tramite il Gruppo Sudameris. In particolare, la situazione di estrema criticità in atto in Argentina e l'andamento della controllata peruviana Banco Weise Sudameris hanno determinato per IntesaBci l'annullamento del valore di carico delle partecipazioni e pesanti accantonamenti, il cui onere nel bilancio consolidato è, come noto, ammontato complessivamente a 750 milioni di euro.

Ulteriori impatti negativi sul risultato d'esercizio sono derivati dalla revisione delle posizioni creditorie ad andamento irregolare compiuta secondo parametri di grande rigore in occasione dell'integrazione delle banche confluite nella capogruppo, che si è tradotta in oneri netti per circa 800 milioni di euro. Analoghi severi interventi hanno riguardato il portafoglio di IntesaBci Gestione Crediti, con rettifiche di valore per oltre 250 milioni di euro.

Il complesso degli accantonamenti e delle rettifiche nette di valore ammonta pertanto a 3.473 milioni di euro, contro i 1.774 milioni del 2000.

A questi stanziamenti si è aggiunto quello di 1.158 milioni di euro per l'adeguamento al valore di mercato del Warrant Put IntesaBci, emesso in occasione dell'acquisto della Banca Commerciale Italiana ed esercitabile nel mese di novembre 2002.

Tutti i predetti fattori negativi sono stati solo in parte compensati da proventi a carattere straordinario, di cui principalmente circa 1.760 milioni di euro di plusvalenze registrate con le cessioni di Banca Carime, di Banca di Legnano e di un consistente numero di sportelli, e circa 520 milioni di dividendi riguardanti l'operazione di merchant banking Seat Pagine Gialle.

Il conto economico consolidato del 2001 presenta, in dettaglio, un saldo degli interessi netti in crescita del 6,5% a 6 miliardi di euro, per effetto di una politica di erogazione del credito attenta più alla redditività che ai volumi, che ha comportato un miglioramento dello spread tra i tassi medi attivi e passivi anche rispetto alla media del sistema e un notevole calo dell'indebitamento netto sul mercato interbancario (-23%). I dividendi percepiti segnano invece una contrazione di 270 milioni di euro per il minor apporto di quelli non ricorrenti connessi all'operazione Seat Pagine Gialle (521 milioni nel 2001, 769 milioni nel 2000). Il margine di interesse complessivo evidenzia quindi un aumento dell'1,5%; al netto delle suddette componenti non ricorrenti l'incremento sarebbe stato del 5,9%.

Il non favorevole andamento dei mercati finanziari si è riflesso sulle commissioni nette e sui profitti da operazioni finanziarie. Le commissioni nette registrano una flessione del 9,6% (a 3.731 milioni, dai 4.127 milioni del 2000), principalmente derivante dai comparti dell'operatività in titoli (-44%) e della gestione del risparmio (-16%), a fronte di una crescita del 12% delle commissioni relative ai conti correnti. Le commissioni nette derivanti dall'operatività in titoli e dalla gestione del risparmio hanno peraltro evidenziato una forte ripresa nell'ultimo trimestre dell'esercizio, con tassi di crescita sul trimestre precedente superiori rispettivamente al 110% e al 40%.

profitti da operazioni finanziarie evidenziano una contrazione del 39% (da 193 a 117 milioni di euro), ma risulterebbero in linea con l'esercizio precedente se calcolati al netto della minusvalenza su titoli per l'operazione di cartolarizzazione Fonspa (35 milioni di euro) e della svalutazione di azioni Commerzbank (50 milioni di euro), trasferite da portafoglio di trading a partecipazione.

I costi operativi, esclusi gli ammortamenti del goodwill,mostrano un leggero aumento (+2,3%) a 7.393 milioni di euro, dai 7.224 milioni del 2000 . Al loro interno, lespese per il personale crescono del 2,7%, le altre spese amministrative dello 0,7% e gli ammortamenti del 6,6%. Se si escludesse l'incremento di circa 140 milioni di euro riconducibile agli oneri di integrazione e alla componente variabile di retribuzione connessa al raggiungimento degli obiettivi aziendali 2000, la crescita dei costi operativi risulterebbe limitata allo 0,4%. Se poi il confronto venisse effettuato sulla base dei dati 2000 comprensivi di Banca Carime e Banca di Legnano, si potrebbe rilevare pienamente l'effetto ottenuto con la razionalizzazione degli sportelli che ha determinato nei costi un calo superiore al 5%.

L'utile straordinario, determinato principalmente - come già riferito - dal saldo tra le plusvalenze derivanti dalle cessioni e gli oneri connessi alla valutazione dei Warrant Put IntesaBci, è pari a 785 milioni di euro rispetto ai 183 milioni del 2000.

Riguardo ai dati patrimoniali, i crediti verso la clientela superano i 183 miliardi di euro, mantenendosi sui valori registrati a fine 2000; con riferimento alle sole società operanti in Italia, in media d'anno gli impieghi a breve termine crescono del 4,8% (rispetto al 12,3% del sistema bancario) e quelli a medio-lungo termine del 10,4% (rispetto al 9,8% del sistema), per effetto della già citata selettiva politica di erogazione del credito attenta più alla redditività che ai volumi. Il rapporto sofferenze/impieghi, al netto delle rettifiche di valore, cala al 3% dal 3,5% del 31 dicembre 2000, con un grado di copertura delle sofferenze aumentato dal 52% al 59%.

La massa amministrata per conto della clientela ammonta a oltre 510 miliardi di euro, in linea con i livelli di fine 2000 e risulta formata da raccolta diretta per circa 185 miliardi e da raccolta indiretta per oltre 325 miliardi. La componente gestita si posiziona sui 137 miliardi di euro.

A fine esercizio, la  del Gruppo IntesaBci si articolava in 4.231 sportelli bancari - di cui 3.302 in Italia e 929 all'estero - con 70.182 dipendenti, 1.670 in meno rispetto al precedente esercizio.
Bilancio della capogruppo
Le consistenze economiche e patrimoniali più significative della capogruppo IntesaBci sono le seguenti (in termini omogenei): interessi netti 3.681 milioni di euro (+3,1%), margine di interesse 5.007,5 milioni di euro (-3%), margine di intermediazione 7.298,2 milioni di euro (-6,6%), risultato di gestione 2.888,8 milioni di euro (-17,5%). L'utile netto dell'esercizio 2001 è pari a 337,4 milioni di euro e si confronta con il dato omogeneo di 1.774,5 milioni di euro del 2000. Il decremento dell'utile è strettamente dipendente dalle maggiori svalutazioni e dai rilevanti accantonamenti effettuati. Rispetto all'utile consolidato, il risultato individuale è inferiore essenzialmente perché la cessione di Banca di Legnano si è riflessa nella contabilizzazione di una plusvalenza (509 milioni di euro) solo a livello consolidato (poiché la partecipazione era stata oggetto di rivalutazione nei conti individuali di Banca Commerciale Italiana nello scorso esercizio, ma allora rettificata ai fini del bilancio consolidato) e per il diverso valore di carico della partecipazione in Banca Carime, la cui plusvalenza derivante dalla cessione del 75% del capitale ha contribuito in misura minore al bilancio individuale (510 milioni di euro) rispetto al consolidato (680 milioni di euro).
Per quanto attiene ai dati patrimoniali, i crediti verso la clientela hanno superato i 132 miliardi di euro mentre la massa amministrata della clientela è pari ad oltre 369 miliardi ed è composta da raccolta diretta per 134 miliardi e da raccolta indiretta per circa 235 miliardi.


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Allo scopo di consentire una più completa informativa sui risultati conseguiti nell'esercizio 2001 si allegano i prospetti relativi al conto economico e ai dati patrimoniali consolidati e individuali (riclassificati in forma sintetica) inclusi nella Relazione approvata dal Consiglio di amministrazione. Si precisa che la società di revisione incaricata di certificare la relazione di bilancio non ha ancora completato il proprio esame.


Tabelle bilancio consolidato Gruppo IntesaBci 2001

Tabelle bilancio civilistico IntesaBci 2001

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