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Milano, 14 maggio 2002

 

CORRADO PASSERA NOMINATO AD E CHIEF EXECUTIVE OFFICER DEL GRUPPO
A CHRISTIAN MERLE LE PARTECIPAZIONI BANCARIE E IL SETTORE INTERNET
Bilancio consolidato al 31 marzo 2002
RITORNO ALLA REDDITIVITA': UTILE NETTO A 425 MILIONI DI EURO
 

La nomina del nuovo Amministratore delegato e la definizione delle deleghe

Il Consiglio di amministrazione di IntesaBci, presieduto da Giovanni Bazoli, ha nominato amministratore delegato Corrado Passera, conferendogli le deleghe di responsabile primario della gestione (Chief executive officer) dell’istituto e di tutto il Gruppo. Il Consiglio ha inoltre attribuito a Christian Merle, che continua a svolgere le funzioni di amministratore delegato, la delega di sovrintendere alle partecipazioni bancarie sia in Italia sia all’estero, oltre al settore internet (Intesa e.lab e banca multimediale).

 

 

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Il bilancio consolidato del primo trimestre

Chiude con un utile netto di 425 milioni di euro la gestione del primo trimestre 2002 del Gruppo IntesaBci, la cui relazione è stata oggi esaminata e approvata dal Consiglio di amministrazione della capogruppo.

 

Il risultato, seppure inferiore ai 553 milioni di euro registrati nel primo trimestre 2001,  rappresenta  il ritorno del Gruppo alla redditività, dopo la fase involutiva registrata nella seconda parte dell’anno, riconducibile alla crisi economica e dei mercati finanziari indotta dai tragici eventi dello scorso settembre.

 

Nel confronto con il primo trimestre del 2001, occorre tenere presente che in quell’anno erano stati contabilizzati un dividendo di 92 milioni di euro, riguardante parte dei proventi derivanti dalla cessione di una partecipazione indiretta di Seat Pagine Gialle, e una plusvalenza di 124 milioni di euro relativa alla vendita della prima tranche di sportelli.

 

Nel dettaglio, la gestione degli interessi evidenzia una contenuta diminuzione (-2,4%) che sconta una contrazione degli spread tra tassi medi attivi e passivi in linea con quella del sistema; questo effetto è stato solo in parte compensato dal notevole calo dell’indebitamento netto sul mercato interbancario (nell’ordine del 30% su base annua), derivante da una vivace dinamica della raccolta e da una sostanziale stazionarietà degli impieghi, conseguente all’adozione di una politica di erogazione del credito particolarmente selettiva.

Più accentuata (-6,8%) invece la flessione del margine degli interessi, pari a 1.539,8 milioni di euro, al cui risultato ha concorso anche la componente dividendi per il venir meno del dividendo sopra citato; al netto della componente non ricorrente, la diminuzione sarebbe stata di circa l’1%.

 

La perdurante fase non favorevole dei mercati finanziari si è riflessa sulle commissioni nette, che registrano una flessione del 9,4% a 863 milioni, derivante soprattutto dall’operatività in titoli; al calo ha peraltro contribuito in misura significativa anche la contrazione dei ricavi provenienti dall’attività esattoriale per la modifica legislativa del sistema di remunerazione dei concessionari.  Scendono anche gli altri proventi di gestione per le minori plusvalenze realizzate nell’attività di merchant banking.  I profitti da operazioni finanziarie evidenziano un aumento del 10,6% a 88 milioni di euro.

 

Il margine di intermediazione si posiziona pertanto a 2.603,8 milioni di euro (- 8% circa).

 

I costi operativi, esclusi gli ammortamenti del goodwill, ammontano a 1.769,1 milioni di euro con una diminuzione complessiva dell’1%; al loro interno le spese del personale lievitano dello 0,8%, mentre le altre spese amministrative scendono del 2,7%  e gli ammortamenti del 4,3%.

 

Il complesso degli accantonamenti e delle rettifiche di valore, pari a 303,5 milioni di euro,  evidenzia una diminuzione del 2,1%.

 

L’utile straordinario ammonta a 230,3 milioni di euro ed è in gran parte determinato dalla ripresa a favore del conto economico di 183 milioni di euro (dei quasi 1,2 miliardi accantonati nell’esercizio 2001) della valutazione dei warrant put per l’incremento della quotazione del titolo.

 

Per quanto attiene ai dati patrimoniali, gli impieghi con la clientela si sono attestati a 179.345 milioni di euro con un modesto arretramento (-2,2%) rispetto alla chiusura del bilancio 2001. Con riferimento alle sole unità operanti in Italia, in termini di media del primo trimestre rispetto al corrispondente periodo del 2001, gli impieghi si mantengono sostanzialmente invariati per effetto della già citata selettiva politica di erogazione del credito. L’incidenza delle sofferenze nette risulta invariata al 3%, con un grado di copertura delle sofferenze del 60%.

 

Sostanziale stabilità registra la massa amministrata per conto della clientela (+0,2%), che ha superato i 511.584 milioni di euro ed è composta da raccolta diretta per 184.204 milioni di euro e da raccolta indiretta per quasi 327.380 milioni di euro. Con riferimento alle sole unità operanti in Italia, la raccolta diretta cresce del 6,5% in termini di media trimestrale rispetto al corrispondente periodo del 2001. La componente gestita cresce del 3% e sfiora i 141.536 milioni di euro.

 

Per quanto riguarda i coefficienti patrimoniali, al 31 marzo 2002 il rapporto tra patrimonio di base di Vigilanza e attività ponderate per il rischio (Tier 1 ratio) è pari al 6,25% (6,01% a fine 2001) e il rapporto concernente il patrimonio totale di Vigilanza al 9,66% (9,33% a fine 2001).

 

Alla fine del primo trimestre, la struttura operativa del Gruppo IntesaBci si articola in 4.223 sportelli bancari - di cui 3.296 in Italia e 927 all’estero - con 70.053 dipendenti, 129 persone in meno rispetto al 31 dicembre 2001.

 

 

I risultati delle principali società del Gruppo

Il conto economico della capogruppo IntesaBci, confrontato su basi omogenee, salda con un risultato netto di 400,9 milioni di euro, in lieve diminuzione rispetto al 2001 (-1,3%). Dei principali aggregati patrimoniali, gli impieghi con la clientela hanno evidenziato nel trimestre una flessione di circa il 3%, mentre si è registrato uno sviluppo più dinamico sul fronte della raccolta, soprattutto quella relativa alle unità operanti in Italia (+4,2%).

 

La Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza ha chiuso il primo trimestre dell’anno con un utile netto di 32,6 milioni, non raffrontabile con i 57,2 milioni dell’analogo periodo del 2001 in quanto a quel risultato avevano concorso proventi straordinari per oltre 19 milioni di euro. E’ proseguito nel trimestre il trend di crescita dei più significativi aggregati patrimoniali che confermano i traguardi raggiunti alla fine del 2001: gli impieghi si sono collocati a 8.525 milioni di euro, la raccolta diretta a 10.535 milioni e quella indiretta a 22.160 milioni di euro.

 

Anche i dati patrimoniali di Banca Popolare FriulAdria si attestano sui buoni livelli raggiunti alla fine dello scorso esercizio con impieghi a 2.540 milioni di euro, raccolta diretta a 2.664 milioni di euro e raccolta indiretta a 5.219 milioni di euro (+4% circa). La gestione del primo trimestre si è chiusa con un utile netto di 8,7 milioni di euro, con un arretramento del 12% rispetto al corrispondente trimestre 2001, peraltro imputabile ai proventi straordinari allora realizzati dalla cessione di due sportelli.

 

Per quanto riguarda il Banco di Chiavari e della Riviera Ligure il primo trimestre del corrente anno si è chiuso con un utile di 4,3 milioni di euro in crescita di oltre il 16% rispetto all’analogo periodo del 2001. Dal punto di vista patrimoniale e rispetto alle consistenze di fine anno, si registra il mantenimento del trend di crescita degli impieghi (+1,2%) a 1.437 milioni di euro, il consolidamento della raccolta diretta (+0,7%) a 1.682 milioni di euroe l’incremento di quella indiretta (4% circa) a 3.248 milioni di euro.

 

Positivi anche i risultati reddituali delle altre banche italiane del Gruppo.

 

Nonostante il difficile momento dei mercati, Caboto IntesaBci Sim, in cui è confluita Caboto Sim, ha continuato nei primi tre mesi dell’anno, dopo il programma di riorganizzazione interna  che ha consentito di avviare la nuova attività di Retail Capital Market, a rafforzare il proprio posizionamento competitivo con l’inserimento di nuove e qualificate risorse. La società è al vertice dell’operatività sul MTA con una quota di mercato del 6,8% mentre sul NUM è salita dal quarto al terzo posto. Il periodo si è chiuso con un utile netto di circa 15 milioni da raffrontare su base omogenea con una perdita di circa 1 milione del precedente periodo di confronto.

 

A fine marzo 2002, il patrimonio gestito da Nextra Investment Management Sgr era pari a 112,3 miliardi in crescita del 2% rispetto a dicembre 2001. La società, sorta dall’integrazione delle due precedenti strutture di gestione del risparmio di Intesa e di Comit, ha conseguito un utile di periodo di 11,5 milioni di euro.

 

Positivi risultati reddituali si riscontrano anche per IntesaBci Mediocredito (13,1 milioni di euro), che ha continuato l’attività precedentemente svolta nel settore del credito industriale dell’incorporato Mediocredito Lombardo; per Intesa Leasing   (4,7 milioni di euro) che ha incrementato nel trimestre i nuovi contratti del 20% per un valore di 596 milioni di euro; e per Mediofactoring (7,7 milioni di euro) il cui turnover ha registrato uno sviluppo di circa l’8%.

 

Per quanto riguarda le consociate estere, la gestione del primo trimestre del Gruppo Sudameris ha evidenziato un risultato netto negativo di circa 6 milioni di euro, rispetto all’utile di 2 milioni del corrispondente periodo del 2001, per effetto soprattutto di sensibili oneri straordinari (circa 17 milioni) registrati nel periodo, cui si è aggiunta la forte incidenza delle imposte sul reddito per alcune partecipate. I più significativi aggregati patrimoniali del Gruppo denotano una contrazione sia negli impieghi con la clientela (8.966 milioni di euro)  sia nella raccolta (10.222 milioni di euro), quale diretta conseguenza della svalutazione della moneta argentina e della grave crisi economica che ha comportato un deflusso di liquidità da quel Paese.

 

Le società del Gruppo situate nell’Europa Centro Orientale, grazie alle opportunità offerte dai rispettivi mercati, hanno ulteriormente sviluppato la propria attività  realizzando apprezzabili risultati in termini patrimoniali ed economici. CIB (Central-European International Bank)  ha incrementato l’utile di circa il 17% a 11 milioni di euro e gli impieghi del 4% ad oltre 1.900 milioni.

Privredna Banka di Zagabria ha confermato le proprie potenzialità reddituali conseguendo un utile di periodo di circa 30 milioni, superiore del 40% rispetto al dato del corrispondente periodo. Gli impieghi hanno superato i 1.900 milioni di euro ed evidenziano una crescita di oltre l’8%.

 

 

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Allo scopo di consentire una più completa informativa sui risultati conseguiti nel periodo si allegano i prospetti relativi al conto economico e ai dati patrimoniali consolidati (riclassificati in forma sintetica) inclusi nella Relazione approvata dal Consiglio di amministrazione. Si precisa che la relazione trimestrale non è stata sottoposta a controllo contabile da parte della società di revisione.

Si segnala che - come consentito dall’art.82, comma 2, della Delibera Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 - in luogo dell’informativa riguardante i dati del secondo trimestre 2002, verrà messa a disposizione degli azionisti e del mercato la relazione semestrale riferita al 30 giugno 2002 entro il termine massimo consentito di 75 giorni da tale data.

Schemi di bilancio

     

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