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Milano, 10 marzo 2003

  • Utile consolidato a 200 mln. di euro
  • Dividendo di 1,5 centesimi di euro alle azioni ordinarie in circolazione e di 2,8 centesimi di euro alle azioni di risparmio, per un totale di 108 mln. di euro. A tutti gli azionisti distribuite 159 mln. di azioni proprie per un controvalore di oltre 300 mln. di euro
  • Si rafforzano i coefficienti patrimoniali: Tier 1 ratio al 6,8%
  • Confermati gli obiettivi del Piano d’Impresa

Si è riunito oggi sotto la presidenza di Giovanni Bazoli il Consiglio di Amministrazione di Banca Intesa che ha approvato il progetto di bilancio d’esercizio e il bilancio consolidato relativi all’anno 2002.

 

L’utile netto consolidato è di 200 milioni di euro, dopo accantonamenti per circa 3,5 miliardi di euro. La riduzione del profilo di rischio e la cessione di attività non strategiche hanno permesso di migliorare significativamente i coefficienti patrimoniali: al 31 dicembre 2002, il Tier I ratio è salito al 6,8%, rispetto al 6% di fine 2001, e il coefficiente patrimoniale totale ha raggiunto l’ 11,1% rispetto al 9,3% del 31 dicembre 2001.


Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di proporre all’Assemblea ordinaria degli Azionisti la distribuzione di un dividendo per azione di 1,5 centesimi di euro alle azioni ordinarie in circolazione e di 2,8 centesimi di euro alle azioni di risparmio (per un totale di 108 milioni di euro, di cui 96 milioni da prelevare dalla riserva straordinaria) e la distribuzione a tutti i soci di 159 mln. di azioni proprie, pari a circa un terzo del numero complessivo detenuto in portafoglio da Banca Intesa.


Più precisamente, viene proposta l’assegnazione di 159.243.488 azioni proprie nella misura di una azione ordinaria Banca Intesa, godimento 1° gennaio 2003, ogni 40 azioni Banca Intesa ordinarie e/o di risparmio in circolazione, con contestuale riduzione della riserva azioni proprie in ragione di 2,049 euro per ogni azione assegnata, valore corrispondente a quello di carico unitario nel bilancio al 31 dicembre 2002.


Tenendo conto di tale valore di carico (2,049 euro), l’assegnazione ai soci delle azioni proprie equivale alla distribuzione di un dividendo complessivo unitario di 6,6 centesimi di euro per le azioni ordinarie e di 7,9 centesimi di euro per quelle di risparmio (in confronto a 4,5 centesimi e 8,0 centesimi, rispettivamente, del precedente esercizio), con un pay-out complessivo di 434 milioni di euro, rispetto ai 331 milioni di euro del precedente esercizio.


Il Consiglio ha convocato l’Assemblea ordinaria e straordinaria per i giorni 15 aprile 2003 in prima convocazione e 16 aprile 2003 in seconda convocazione. Il pagamento del dividendo e l’assegnazione delle azioni proprie, se approvati dall’Assemblea, avranno luogo a partire dal giorno 25 aprile 2003 (con stacco cedole il 22 aprile).

Il Consiglio ha inoltre approvato l’accordo per la costituzione della joint venture di bancassicurazione nel ramo vita con il Gruppo Generali e con il Gruppo Crédit Agricole che si realizzerà in Intesa Vita.


Banca Intesa ha acquistato una quota dell’1,4% di Generali (in aggiunta allo 0,5% già detenuto sotto forma di pegno con diritto di voto) per un investimento di circa 300 milioni di euro (che rappresenta meno dell’1% del portafoglio titoli e partecipazioni e circa il 2% del patrimonio netto del Gruppo Intesa). Tale acquisto rafforzerà le collaborazioni in essere tra Banca Intesa e il Gruppo Generali, determinanti per il successo del Piano d’Impresa del Gruppo Intesa, in particolare nel momento in cui viene annunciata la joint venture nella bancassicurazione.

 


RISULTATI DELL’ESERCIZIO 2002


Il conto economico consolidato del 2002 ha risentito del non favorevole andamento dei mercati finanziari, che si è riflesso sull’andamento dei ricavi. Gli interessi netti ammontano a 5.753 milioni di euro, in calo del 4,5% rispetto ai 6.024 milioni del 2001; al netto dell’effetto cambio delle valute sudamericane, la flessione sarebbe limitata all’ 1,2%. Le commissioni nette calano a 3.335 milioni di euro da 3.677 milioni (-9,3%), a seguito della contrazione della componente connessa all’intermediazione in titoli (-37%) e al risparmio gestito (-14%), non compensata dalla dinamica relativa all’attività bancaria commerciale e in particolare alle carte di pagamento (+13%). I proventi da operazioni finanziarie, pari a 189 milioni, risultano in linea con i 194 milioni del precedente esercizio. Complessivamente, il margine d’intermediazione è di 9.924 milioni, in diminuzione del 6,3% rispetto ai 10.592 milioni del 2001; al netto dell’effetto cambio, la flessione risulterebbe pari al 3,6%.


Il calo dei ricavi è stato fronteggiato con una riduzione dei costi, determinata soprattutto dagli interventi attuati nella seconda parte dell’anno. I costi operativi complessivi ammontano a 6.816 milioni di euro, in contrazione del 7,7% rispetto ai 7.388 milioni del 2001; la riduzione sarebbe pari al 4,4% al netto dell’effetto cambio. In quest’ambito, i costi del personale scendono del 9% (del 6,2% al netto dell’effetto cambio), sia per la diminuzione degli organici sia per la riduzione della componente variabile della retribuzione, connessa ai recenti modesti risultati aziendali; le altre spese amministrative si riducono del 7,7% (del 3,5% al netto dell’effetto cambio); gli ammortamenti risultano sostanzialmente allineati ai valori del precedente esercizio.


Conseguentemente, il risultato di gestione ammonta a 3.108 milioni di euro, in flessione del 3% rispetto ai 3.204 milioni del 2001; la diminuzione risulterebbe limitata all’1,9% al netto dell’effetto cambio.


L’effetto delle politiche di riduzione dei costi intraprese nella seconda parte dell’anno risulta particolarmente evidente se si considera l’andamento del secondo semestre 2002 rispetto al corrispondente semestre 2001 e l’andamento del primo semestre 2002 rispetto al corrispondente semestre 2001.

A fronte di un calo del margine d’intermediazione di circa il 6% in entrambi i raffronti, i costi operativi sono scesi del 3,5% tra il primo semestre 2001 e il primo semestre 2002, ma di circa il 12% tra il secondo semestre 2001 e il secondo semestre 2002. Conseguentemente, il risultato di gestione è diminuito del 12% tra il primo semestre 2001 e il primo semestre 2002, ma è cresciuto di circa il 12% tra il secondo semestre 2001 e il secondo semestre 2002. La dinamica della seconda metà del 2002 rispetto al corrispondente periodo del 2001 risulterebbe confermata anche al netto dell’effetto cambio: a fronte di un calo del margine d’intermediazione di circa il 2%, i costi operativi sarebbero scesi del 7,5% e il risultato di gestione sarebbe cresciuto del 16,5%.


Peraltro nella seconda metà del 2002, nonostante la positiva dinamica del risultato di gestione, il conto economico ha risentito degli stanziamenti effettuati nel quadro del Piano d’Impresa a fronte dell’abbattimento del profilo di rischio e degli oneri straordinari connessi alla riduzione del personale, solo in parte compensati dai proventi straordinari realizzati con la cessione di attività non strategiche.


Per l’esercizio 2002, il complesso degli accantonamenti e delle rettifiche di valore (escluso l’ammortamento del goodwill) è pari a 3.026 milioni, rispetto ai 3.158 milioni del 2001. In quest’ambito, circa 950 milioni sono riconducibili all’America Latina, di cui 530 milioni stanziati nel quarto trimestre a fronte del disimpegno dall’Argentina, degli oneri di ristrutturazione della partecipata peruviana e di rischi generici per l’esposizione in quest’area; mentre 165 milioni sono dovuti alla svalutazione apportata nell’ultimo trimestre alle interessenze in Commerzbank (109 milioni) e Bayerische Hypo-Vereinsbank (56 milioni).


Il saldo delle componenti straordinarie registra un utile pari a 286 milioni, rispetto ai 1.196 milioni del 2001. I proventi sono principalmente dovuti allo smobilizzo di partecipazioni - Banco di Chiavari (246 milioni), Banca Carime (220 milioni), Monte Titoli e Borsa Italiana (93 milioni) - e alla cessione di immobili (253 milioni), nonché alla valorizzazione ai prezzi di mercato dell’interessenza in Crédit Lyonnais (281 milioni). Gli oneri sono soprattutto connessi alla valutazione dei Warrant Put - in parte compensati da quella successiva delle azioni proprie - con un saldo netto di 437 milioni e agli stanziamenti di 437 milioni effettuati nel quarto trimestre a fronte dell’attivazione del Fondo di Solidarietà per la prevista riduzione del personale.


L’utile netto consolidato è quindi risultato pari a 200 milioni di euro rispetto ai 928 milioni del 2001, con un utile netto della Capogruppo sceso a 12 milioni di euro dai 337 milioni del precedente esercizio.


Per quanto riguarda lo stato patrimoniale consolidato, al 31 dicembre 2002 i crediti verso la clientela ammontano a 168,5 miliardi di euro, in diminuzione del 7,8% rispetto al dicembre 2001, e la massa amministrata per conto della clientela risulta pari a 483,8 miliardi, in flessione del 6,1%. A fine esercizio, la struttura operativa del Gruppo Intesa si articola in 4.277 sportelli bancari - di cui 3.277 in Italia e 1.000 all’estero - con 71.501 dipendenti, 2.363 persone in meno rispetto al precedente esercizio.

 

 

Rispettati gli obiettivi fissati per fine 2002

Il Gruppo Intesa ha rispettato gli obiettivi fissati per fine 2002 dal Piano d’Impresa.

Nel 2002 l’esposizione alla clientela Large Corporate è diminuita di 14,9 miliardi di euro, rispetto all’obiettivo del Piano di riduzione di 12,7 miliardi di euro; in quest’ambito, l’esposizione alla clientela Large Corporate internazionale è diminuita di 10,5 miliardi di euro, rispetto all’obiettivo di riduzione di 8,8 miliardi.

 

L’attività in credit derivatives si è ridotta significativamente: le “posizioni aperte” si sono più che dimezzate nella seconda metà dell’anno, da 8,1 miliardi di euro a 3,8 miliardi.

 

Rispetto alla fine del 2001 le sofferenze nette si sono ridotte del 3%, scendendo da 5.513 milioni di euro a 5.348 milioni, con una copertura salita dal 59% al 63%.

 

L’indebitamento netto sul mercato interbancario si è più che dimezzato nell’anno, scendendo da 37 miliardi di euro a 14 miliardi.

 

I coefficienti patrimoniali al 31 dicembre 2002 sono risultati pari al 6,8% per il Tier I ratio, rispetto all’obiettivo del 6%, e all’ 11,1% per il coefficiente patrimoniale totale, rispetto all’obiettivo del 10%.

 

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In merito alle prospettive per l’esercizio in corso, si confermano gli obiettivi del Piano d’Impresa, volti a un significativo recupero della redditività già a partire dal 2003, con risultati attesi tali da consentire un’adeguata remunerazione del capitale.

 

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Allo scopo di consentire una più completa informativa sui risultati conseguiti nell’esercizio 2002, si allegano i prospetti relativi al conto economico e ai dati patrimoniali consolidati e individuali (riclassificati in forma sintetica) inclusi nella Relazione approvata dal Consiglio di Amministrazione. Si precisa che la società di revisione incaricata di certificare la relazione di bilancio non ha ancora completato il proprio esame.


 

>> Schemi di bilancio 2002

   

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