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Milano, 20 febbraio 2004

  • Conciliazione per  Parmalat,Cirio, Giacomelli
  • 5 Commissioni paritetiche tra la Banca e le Associazioni
  • Valutazione caso per caso con criteri concordati
  • Rimborsi fino al 60% più valore residuale del titolo
  • Fino al 100% nei casi di disagio rilevante
  • Procedura non onerosa per i clienti


Banca Intesa e ACU, ADOC, ADICONSUM, ADUSBEF, ALTROCONSUMO, ASSOUTENTI, CITTADINANZA ATTIVA, CODACONS, CONFCONSUMATORI, CTCU,  FEDERCONSUMATORI, LEGA CONSUMATORI, MOVIMENTO CONSUMATORI, MOVIMENTO DIFESA DEL CITTADINO, UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI, hanno raggiunto l’accordo sulla procedura di conciliazione per i corporate bond andati in default. L’accordo prevede l’istituzione di una procedura  di conciliazione per i clienti che possiedono obbligazioni societarie andate insolute e che reputino di aver subito da parte dall’azienda un comportamento non conforme ai propri doveri.

L’accordo raggiunto oggi permetterà di avviare già da fine mese un tavolo tecnico che darà l’avvio alla fase operativa.

La conciliazione, che  sarà per il cliente  non onerosa, si basa su procedure semplici e criteri concordati:

  • si tratta di un accordo che riguarda tutte le obbligazioni societarie andate insolute (Parmalat, Cirio e Giacomelli);
  • i rimborsi saranno valutati, caso per caso, da 5 Commissioni di Conciliazione paritetiche tra la banca e le associazioni dei consumatori, istituite per aree di competenza geografica così suddivise: Nord-Est, Nord-Ovest, Lombardia, Sud, Centro.La scelta di valutare caso per caso deriva dal fatto che i clienti che hanno acquistato titoli di società coinvolte nei default hanno caratteristiche e comportamenti molto differenti: dal piccolo risparmiatore inesperto all’ investitore sofisticato, che effettua gli investimenti in tutta consapevolezza. Anche i diversi titoli andati in default hanno caratteristiche differenziate, come pure il ruolo svolto dalla banca nei diversi casi può essere stato molto diverso.
  • le valutazioni saranno basate su criteri condivisi (competenza e abitudine di investimento del cliente, coerenza tra il profilo di rischio e l’ammontare dell’investimento, ruolo svolto dalla banca, rating/non rating, informazione fornita). Ogni criterio ha un suo peso e concorrerà all’eventuale indennizzo;
  • di norma, al verificarsi di tutti i criteri si potrà arrivare ad un indennizzo del 60%, che si aggiungerà ovviamente al valore residuo del titolo, che rimane nelle mani del risparmiatore, e alle cedole già incassate; nei casi in cui il default del titolo abbia creato al cliente disagi economici rilevanti e dimostrati, l’indennizzo potrà arrivare al 100% (in questo caso il titolo passa di proprietà alla banca);
  • la banca si è pure impegnata a fornire assistenza amministrativa gratuita ai clienti che volessero insinuarsi nelle procedure fallimentari in corso.

 

L’accordo raggiunto è anche frutto di un rapporto ormai duraturo e consolidato tra la banca e le Associazioni dei Consumatori che insieme hanno già avviato da alcuni mesi un tavolo di lavoro permanente che si sta occupando di numerosi temi tra i quali:

  • trasparenza della comunicazione alla clientela
  • adeguatezza dei processi di investimento
  • contrattualistica dei nuovi prodotti
  • assistenza ai clienti
   
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