{"clientID":"8f0f2457-784e-48e4-98d6-0415047ebc97","signature":"1b7d588a5acbce37f866186501ec2d14f26b16f94bbb11b0017b314f918129da","encryption":"d00eb0e03501a6b3d0ffac2db4d56565","keyID":"494d1aae-e754-42bc-1137-9a9628244ec6","user":"C1AAFC8C323DFDA567B3CD7D0E48C3DD"}

Milano, 15 marzo 2004

300 NUOVI ASILI NIDO NEI PROSSIMI 2 ANNI

SERVIZI DI QUALITA’ E TARIFFE STANDARD

BANCA INTESA FINANZIERA’ I PROGETTI APPROVATI




Banca Intesa, CGM (Consorzio Gino Mattarelli) e FIS (Federazione dell’Impresa Sociale - Compagnia delle Opere) annunciano oggi la nascita del Consorzio PAN, finalizzato all’apertura di asili nido e altri servizi per l’infanzia. CGM e FIS sono le reti di cooperazione sociale più attive nel settore, con un’esperienza specifica e consolidata nel tempo.

L’obiettivo del Consorzio PAN è di avviare 300 nuove strutture nei prossimi due anni su tutto il territorio nazionale.

PAN è un consorzio senza fini di lucro e assicurerà alle famiglie standard di elevata qualità per tutti i servizi offerti, garantiti da un marchio nazionale.

Il progetto PAN consente a chi vuole iniziare un’attività di asilo nido di essere accompagnato sin dal momento dello start-up e assistito nella stesura del piano d’impresa e nella formazione degli addetti.

Le nuove strutture utilizzeranno un marchio unico, a garanzia della qualità dei locali, del progetto educativo, della refezione, dell’assistenza medica e della congruità fra prezzi e servizi. I principi sono validati da un Comitato Scientifico, mentre un Comitato di Verifica controllerà gli standard attraverso ispezioni in loco.

Chi vuole dare vita ad una struttura PAN deve aderire ad una delle due reti e quindi prendere contatto con il Consorzio (consorziopan@bancaintesa.it, info@consorziocgm.it, fis@cdo.it) che fornirà la sua assistenza.

Banca Intesa finanzierà i progetti approvati da un Comitato di Valutazione. Ai cooperatori non vengono richieste garanzie. Le reti CGM e FIS contribuiranno direttamente a coprire il rischio di insolvenza.

Banca Intesa resterà nel Consorzio PAN per almeno sette anni. Il Consorzio prevede l’accesso di nuovi soci: altre reti di cooperazione sociale e altri soggetti pubblici e privati come PA, Fondazioni, Associazioni.

PAN vuole rispondere ad un enorme ritardo del nostro Paese nei servizi per l’infanzia: i bambini da 0 a 3 anni che utilizzano strutture di accoglienza di qualunque tipo sono meno del 7% (Europa oltre il 25%), mentre circa il 32% dei bambini tra 1 e 3 anni è in lista d’attesa.

In Italia le cure parentali ai bambini più piccoli sono di competenza della donna, che spesso è costretta a lasciare il lavoro, senza poi poterlo riprendere in almeno il 20% dei casi. Questo fattore, assieme alla carenza degli asili nido, contribuisce a deprimere il numero delle nuove famiglie, a dare all’Italia il record UE di denatalità con una media di 1,2 bambini per coppia (la Francia è all’1,9 con un obiettivo dichiarato di 2,1).

Oltre che insufficienti per numero e per copertura territoriale, i servizi sono disomogenei per qualità da una regione all’altra, con livelli spesso scadenti anche in aree ricche e con tariffe molto differenziate (si va da 250 a 500 € al mese).

La nascita di nuovi asili nido è troppo lenta (+4% l’anno).


“Il Consorzio PAN è un altro tassello del nostro progetto di “Banca per il Paese”. Come per il credito agli studenti universitari, anche qui ‘diamo ascolto’ a un settore, l’impresa sociale, tradizionalmente dimenticato dalle banche. Eppure in esso si trovano racchiuse le energie per un nuovo modello di welfare, di coesione sociale e di occupazione qualificata” sostiene Corrado Passera, amministratore delegato di Banca Intesa. “PAN rafforza oggi il rapporto di Banca Intesa con il settore non profit attraverso due delle maggiori reti del settore. Non si tratta di un intervento di liberalità ma di impresa, secondo la nostra idea di responsabilità sociale. Prossimi passi: allargare il progetto ad altre reti partner ed estendere il lavoro ad altri servizi (alla persona, alla famiglia, all’impiego, alla salute)”.

Aggiunge Johnny Dotti, Presidente CGM: “Il Consorzio PAN si situa sulla linea di un percorso che CGM segue ormai da molti anni, di sostegno all’infanzia, alla famiglia, alla genitorialità, ma che si esprime anche nel lavoro nelle comunità psichiatriche, sul disagio giovanile e la delinquenza. Di fronte alle difficoltà di una gestione statale del Welfare, alla scarsità di risorse, chi opera nel sociale sa di doversi rimboccare le maniche: occorre dar vita a nuove e coraggiose alleanze che aiutino a mantenere una visione pluralista della realtà, anche da un punto di vista economico.  Il cosiddetto terzo settore, le aziende profit più attente e consapevoli, gli enti locali possono lavorare insieme per superare l’isolamento individuale, per produrre proposte e soluzioni strutturali, creare e distribuire valore economico, sociale e fiduciario per collaborare alla crescita collettiva”.

Conclude Antonio Mandelli, Presidente FIS: “Questa iniziativa è un esempio di cooperazione positiva tra profit e non profit. Il Consorzio PAN porta nel settore dei servizi alla prima infanzia, così arretrato in Italia, un contributo non solo finanziario ma di know how, di imprenditorialità e di responsabilità. Valorizziamo il principio  di sussidiarietà che anima le attività della Compagnia delle Opere nel quadro della dottrina sociale della Chiesa. Il Consorzio può diventare un sostegno decisivo per lo sviluppo di quella “imprenditorialità sociale” che sa coniugare criteri di efficienza e attenzione ai bisogni della persona e della famiglia e costituisce la modalità efficace per la riforma complessiva del sistema di Welfare di cui tanto si avverte la necessità. Anche attraverso le modalità realizzative, che vede accomunate esperienze finanziarie e sociali diverse, PAN è un esempio di come si puo’ contribuire al bene comune nel nostro Paese”

{"toolbar":[{"label":"Aggiorna","url":"","key":"update-page"},{"label":"Stampa","url":"","key":"print-page"}]}