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Milano, 06 agosto 2004

Il Consiglio di Amministrazione di Banca Popolare FriulAdria ha approvato il consuntivo del primo semestre 2004.

Tutti positivi i principali indicatori dell’Istituto con sede a Pordenone che conferma così la propria vocazione di banca del territorio attenta, in particolare, alle esigenze della piccola e media impresa del Friuli Venezia Giulia e del Veneto orientale, oggi impegnata in una cruciale fase di riorganizzazione e rilancio competitivo sui mercati italiani ed esteri.

FriulAdria ha chiuso il primo semestre 2004 con un utile netto di oltre 26 milioni di euro, in crescita del 35,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il margine di intermediazione (112,5 milioni) ha registrato un incremento di quasi 8 milioni di euro (+7,5%). Il considerevole aumento dei volumi intermediati (+7,7%) ha mitigato l’effetto del calo generalizzato dei tassi e la conseguente leggera flessione del margine di interesse.

Un sintomo di grande dinamismo è stato il consistente aumento (da 45,2 a 53,8 milioni) del margine da servizi (+19%) conseguito anche a seguito di una consolidata distribuzione di servizi e prodotti di “nuova generazione” come i derivati su tassi, cambi e commodities a copertura delle fluttuazioni del mercato, oltre alle obbligazioni strutturate e alle polizze index.

Il risultato della gestione ordinaria supera i 39 milioni (+4,5%). L’utile straordinario netto è di 2 milioni e va ascritto principalmente agli effetti del “disinquinamento fiscale del Bilancio” previsto dalla riforma del Diritto Societario in vigore dall’1 gennaio 2004.

Passando ai dati patrimoniali da segnalare il buon andamento dei crediti verso la clientela che, al 30 giugno 2004, hanno superato i tre miliardi, con un incremento di quasi 12 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2003. L’aumento più consistente si è avuto sugli impieghi a medio-lungo termine che hanno registrato un’impennata dei volumi intorno al 18% con una forte crescita sul versante dei mutui casa.

La raccolta diretta da clientela, attestatasi a 2.759 milioni, conferma l’andamento positivo già riscontrato a dicembre facendo segnare un +5% rispetto al giugno 2003. Positiva anche la raccolta indiretta che ha superato i 5 miliardi (+2,5%), di cui quasi 3 miliardi di raccolta gestita.

Il patrimonio netto contabile al 30 giugno 2004 è di 437 milioni, nello stesso periodo dell’anno precedente era di 426 milioni (nel 2003 la Banca ha distribuito agli azionisti un dividendo di 1,70 euro per azione).

Indice di una sana e corretta gestione anche il miglioramento del cost/income (rapporto tra costi operativi e margine di intermediazione) passato dal 60,3% al 56,2%.

Soddisfazione per i risultati di periodo è stata espressa dall’amministratore delegato di Banca Popolare FriulAdria Luigi De Puppi che ha voluto così sottolineare il grande sforzo compiuto dalla rete di vendita, ben coadiuvata dall’intera struttura:

“Abbiamo a disposizione una rete di sportelli ben radicata sul territorio, dinamica e proattiva, in grado di rispondere con professionalità e tempestività alle richieste degli oltre 280mila clienti”.

“A sostegno delle aziende locali FriulAdria ha potenziato alcuni servizi innovativi come le consulenze finanziarie, il merchant banking e l’M&A (merger and acquisition), che vengono erogati attraverso le nostre strutture dedicate di Impresa&Finanza e Finance Lab”.

“Importante anche il sostegno fornito alle imprese nel loro processo di internazionalizzazione. Su questo versante, nell’ottica di una sempre più ampia integrazione con il network internazionale di Banca Intesa, abbiamo sviluppato sinergie operative con altre banche di Slovacchia, Ungheria, Croazia e Russia con indubbi vantaggi per la clientela reciproca. Inoltre abbiamo fatto il nostro ingresso ufficiale in Slovenia con una partecipazione diretta nel capitale di due società locali e abbiamo stretto una collaborazione con Voivodjanska Banka, uno degli istituti più importanti della Serbia Montenegro”.

“L’anno in corso ci vede anche impegnati, insieme a Banca Intesa, a supporto di un progetto strategico: si tratta della candidatura di Trieste ad ospitare l’Expo del 2008, ovvero uno straordinario volano per lo sviluppo economico del  territorio dal punto di vista infrastrutturale e un’occasione migliorare la nostra immagine nel mondo”.

 
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