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Milano, 30 maggio 2005

 

  • Dalla cessione pro soluto 2.045 milioni di euro in contanti, con una plusvalenza di 36 milioni;
    • il rapporto sofferenze/crediti, al netto delle rettifiche di valore,   scende allo 0,6%;
    • il Gruppo cederà per 49 milioni di euro l’81% della “macchina operativa” di Intesa Gestione Crediti, con una plusvalenza di 49 milioni,   usufruendo di un contratto di servicing di lungo periodo. 


 

Il Consiglio di Amministrazione di Banca Intesa tenutosi in data odierna ha approvato la cessione a Fortress e Merrill Lynch di un portafoglio di sofferenze lorde del Gruppo pari a 9.067 milioni di euro (al 31 dicembre 2004) e dell’81% del ramo d’azienda di Intesa Gestione Crediti (IGC) inerente la  gestione delle sofferenze.

 

La cessione delle sofferenze - pro soluto - riguarda oltre il 70% delle sofferenze totali del Gruppo Intesa: un portafoglio, al 31 dicembre 2004, di 5.968 milioni di euro detenuto da IGC, uno di 2.368 milioni detenuto da Banca Intesa SpA, uno di 543 milioni detenuto da Intesa Mediocredito e uno di 188 milioni   detenuto da Cariparma.

 

Sulla base dei valori al 31 dicembre 2004, il Gruppo Intesa riceverà 2.045 milioni di euro in contanti, importo che permetterà al Gruppo di realizzare una plusvalenza di 36 milioni rispetto al valore netto di libro a fine 2004 risultante dalla prima applicazione dei nuovi criteri contabili IAS/IFRS.

 

Il rapporto tra sofferenze e crediti del Gruppo, al netto delle rettifiche di valore, scende allo 0,6 % al 31 dicembre 2004 riesposto post cessione, dall’ 1,9% alla stessa data riesposto post prima applicazione dei principi IAS/IFRS e dal 2,7% del bilancio 2004 ante IAS/IFRS.

 

La cessione dell’81% della “macchina operativa” di IGC porterà il Gruppo Intesa a incassare 49 milioni di euro in contanti, sulla base di una valutazione del 100% pari a 60 milioni, e a realizzare una plusvalenza di 49 milioni di euro. 

 

La cessione permette al Gruppo Intesa di migliorare la qualità dell’attivo, di ridurre il rischio, eliminando l’eventuale impatto di sempre possibili perdite future sui crediti oggetto di cessione, e di liberare risorse finanziarie e manageriali da dedicare al core business. Il coefficiente patrimoniale Tier 1 ratio del Gruppo migliora di circa 10 centesimi di punto rispetto al 31 dicembre 2004 riesposto post IAS/IFRS.

 

L’operazione rappresenta il completamento del percorso evolutivo volto all’ottimizzazione dei processi di recupero delle sofferenze, avviato dal Gruppo Intesa alla fine degli anni ’90 con la costituzione di IGC. IGC è divenuto un operatore specializzato del settore che permette ora la costituzione di una joint venture con due partner di primo piano a livello internazionale, in cui il Gruppo Intesa deterrà il 19%. La servicing company risultante potrà creare ulteriore valore nella gestione dello stock non ceduto e dei nuovi flussi di sofferenze del Gruppo Intesa, con un contratto di servicing di durata decennale che prevede meccanismi finalizzati al mantenimento di standard in linea con le best practice di mercato.

 

Il perfezionamento dell’operazione - in cui Banca Intesa è stata assistita da Bain & Company per gli aspetti tecnici - è previsto entro la fine dell’anno.

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