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Milano, 13 luglio 2005

  • Obiettivo strategico: collocare il Gruppo Intesa tra le migliori banche europee per creazione di valore e per qualità del servizio, redditività e patrimonializzazione

 

  • Le leve principali saranno: crescita sostenibile, forte disciplina sui costi, grande attenzione alla gestione dei rischi e all’allocazione del capitale, considerevoli investimenti in innovazione 

 

  • Principali obiettivi finanziari del Gruppo per il 2007:

-      risultato netto a 3 mld. di euro (+50% rispetto a 2 mld del 2004 omogeneo)

-      ROE al 20% (16% nel 2004, su basi omogenee)

-      cost/income al 50% (60% nel 2004, su basi omogenee)

-      Core Tier 1 ratio al 7,2% (in linea con il dato 2004 omogeneo)

-      dividendi cash per più di 5 mld. di euro nel triennio, da oltre 1,5 mld. del 2005 a oltre 2 mld. del 2007

-      patrimonio netto per azione da 1,94 euro del 2004 a 2,32 euro del 2007 (+19,6%)

-      “ritorno” per gli azionisti pari a circa il 60% nel 2005-2007

 

  • Risultato della gestione operativa: tasso di crescita medio annuo +16%

                       

  • Strategia di sviluppo basata sulla crescita organica, mantenendo gli attuali mix di attività: tasso di crescita medio annuo dei ricavi +7,4%

 

  • Investimenti di 2 miliardi di euro per migliorare il servizio ai clienti

 

  • Costi in limitato aumento (tasso di crescita medio annuo +1,1%), derivante dall’incremento degli oneri legati alla crescita, in buona parte compensato con risparmi su altre voci

 

 

Il Consiglio di Amministrazione di Banca Intesa, riunitosi sotto la presidenza di Giovanni Bazoli, ha approvato il Piano d’Impresa 2005-2007, che recepisce i nuovi principi contabili internazionali IAS/IFRS già adottati da Banca Intesa in occasione della redazione della relazione trimestrale al 31 marzo 2005.

 

Il Piano d’Impresa 2005-2007 mira a collocare il Gruppo Intesa a livello delle migliori banche europee - contraddistinte da un rating di classe AA - in termini di creazione di valore e secondo tutti i parametri chiave di valutazione (qualità del servizio, qualità degli attivi, redditività, patrimonializzazione), avendo superato la fase di ristrutturazione e rilancio con la realizzazione nel biennio 2003-2004 degli obiettivi indicati nel Piano d’Impresa 2003-2005.

 

1. Principali obiettivi finanziari

 

I principali obiettivi finanziari per il Gruppo indicati nel Piano 2005-2007 sono i seguenti:

 

Pre IAS

 

IAS

2002 (*)

2004

 

2004

2004 post Nextra e IGC

2007

0,3

1,9

Risultato netto (€ mld)

1,8

2,0

3,0

2%

13%

ROE

15%

16%

20%

69%

60%

Cost/Income

59%

60%

50%

5,9%

7,6%

Core Tier 1 ratio

6,7%

7,2%

7,2%

0,1

0,7

Dividendi cash (€ mld)

0,7

0,7

>2,0

(*) Dati pro-forma omogenei con il perimetro 2004

 

Nel corso dei tre anni del Piano il Gruppo Intesa si pone un obiettivo di crescita dei ricavi totali a un tasso medio annuo del 7,4%, arrivando nel 2007 a circa 11,5 miliardi di euro; in quest’ambito è indicata una crescita media annua del 7,7% per gli interessi netti (con un aumento medio annuo degli impieghi dell’ 8%) e del 9,1% per le commissioni nette (trainate dal risparmio gestito, dalla bancassicurazione, dai prodotti assicurativi collegati a prestiti personali e mutui, dai conti correnti, dai servizi transazionali e dalle carte di pagamento), con una sostanziale stabilità degli altri ricavi (ossia risultato netto dell’attività di negoziazione e altri proventi di gestione netti).

 

I costi dovranno mantenere una dinamica molto inferiore, con un tasso di crescita medio annuo dell’ 1,1% (arrivando a 5,7 miliardi di euro), una conseguente stabilizzazione del Cost/Income al 50% (in miglioramento di 10 punti percentuali rispetto al 60% del 2004 omogeneo) e un risultato della gestione operativa in crescita ad un tasso medio annuo del 16% a circa 5,8 miliardi di euro. Il costo del rischio si manterrà intorno ai 50 p.b.. La combinazione di questi fattori e di un tax rate di circa il 35% porta ad un obiettivo   di risultato netto consolidato di circa 3 miliardi di euro nel 2007, in aumento di circa il 50% rispetto ai 2 miliardi del risultato netto 2004 omogeneo.

 

Ne consegue un obiettivo 2007 del 20% per il ROE   (Return on Equity, rapporto tra risultato netto e patrimonio netto), rispetto al 16% del 2004 omogeneo, e dicirca 1,4 miliardi di euro per l’indicatoreEVA® (Economic Value Added, che - in estrema sintesi - misura la creazione di valore risultante dalla differenza tra rendimento e costo del capitale impiegato), rispetto a 0,6 miliardi del 2004 omogeneo.

 

Banca Intesa si pone come obiettivo un ritorno molto soddisfacente dell’investimento dei propri azionisti, sia in termini di valore intrinseco dell’investimento sia di dividendi. Questi ultimi sono passati da 108 milioni di euro nel 2002 a 729 milioni di euro nel 2004 (ma nel 2002 e  nel 2003 si sono aggiunte anche assegnazioni gratuite di azioni di significativo ammontare). Entro il 2007 i dividendi in contanti potranno triplicare in quanto Banca Intesa intende modulare il pay-out in funzione del mantenimento di un coefficiente patrimoniale Core Tier I ratio nell’intorno del 7%. Tale livello è funzionale all’ottenimento di un rating di classe AA, fornisce la sufficiente flessibilità per opportunità di crescita esterna che dovessero verificarsi e mantiene ad un livello accettabile il capitale “in eccesso”.

 

Complessivamente, nel 2005-2007 il monte-dividendi distribuito dovrebbe superare i 5 miliardi di euro, passando da oltre 1,5 miliardi del 2005 a oltre 2 miliardi del 2007, e dare - assieme a una crescita del patrimonio netto per azione (inclusivo del risultato netto d’esercizio non distribuito) da 1,94 euro del 2004 a 2,32 euro del 2007 (+19,6%) - un “ritorno” per gli azionisti pari a circa il 60% nel triennio.

 

Fare di Banca Intesa una delle migliori banche europee significa assicurare una elevata creazione di valore attraverso le tre principali leve della gestione: crescita sostenibile, forte disciplina sui costi, grande attenzione alla gestione dei rischi e all’allocazione del capitale.

 

 

2. Crescita sostenibile

 

La crescita del Gruppo è l’elemento caratterizzante del Piano d’Impresa 2005-2007, nonostante la prevista debolezza dell’economia in generale. Le previsioni prudentemente assunte nel Piano per lo scenario macroeconomico sono le seguenti:

 

 

2005

2006

2007

Crescita PIL reale area euro

1,4%

1,9%

2,0%

Crescita PIL reale Italia

-0,2%

1,3%

1,4%

Tasso di riferimento BCE (*)

2,00%

2,25%

2,25%

Crescita prezzi al consumo Italia

2,3%

2,0%

2,1%

Tasso di cambio euro/dollaro

1,3

1,2

1,2

(*) Valori puntuali di fine anno; aumento di 25 pb nel 4° trimestre 2006.

 

 

Le previsioni per il sistema bancario italiano sono le seguenti:

 

 

 

variazione 2004-2007

 

 

Impieghi con clientela (*)

5,7%

 

 

Depositi di clientela (*)

4,6%

 

 

Spread con clientela (**)

+ 4 p.b.

 

 

(*)    Tasso di crescita medio annuo.

 

 

 

(**) Media annua 2007 rispetto a media annua 2004.

 

 

 

 

Una crescita del 7,4% dei ricavi del Gruppo è conseguibile perché è coerente con la velocità già acquisita e soprattutto con le azioni di sviluppo in corso di realizzazione, che sono selettivamente rivolte ai segmenti di attività dove il Gruppo mantiene importanti potenziali di crescita delle quote di mercato.   

 

E’ anche una crescita sostenibile, in un mercato sempre più competitivo e sofisticato, perché basata sulla forza di una strategia di medio-lungo periodo volta a un rapporto responsabile e costruttivo con il Sistema Paese.

 

Ed è inoltre una crescita organica. Il Piano d’Impresa 2005-2007 non prevede operazioni straordinarie di particolare rilevanza. Il Piano verrà ovviamente rivisto se dovessero emergere opportunità significative da cogliere nel quadro del processo di trasformazione del settore in Italia o in Europa, opportunità che ad oggi non si vedono e che comunque verranno valutate con grande cautela.

 

Non sono previsti cambiamenti significativi nel mix di attività che si è consolidato nel biennio 2003-2004:

-     il mix generale di business. In questi ultimi due anni il rapporto tra retail e corporate è passato da 57/43 a 70/30. Il Piano d’Impresa 2005-2007 prevede di confermare questo livello. La Divisione Corporate ha completato la ristrutturazione del suo portafoglio crediti, che ha comportato la riduzione di oltre 30 miliardi di euro di finanziamenti concessi prevalentemente a grandi e grandissimi gruppi non italiani e che presentavano un profilo di rischio/rendimento non adeguato. A tale Divisione sono assegnati obiettivi di crescita concentrati soprattutto nel segmento delle mid corporate (50-500 milioni di euro di fatturato), della Pubblica Amministrazione e in generale delle infrastrutture;

-     il mix geografico tra Italia ed estero. Il Piano d’Impresa 2005-2007 prevede di confermare un rapporto di circa 85/15, anche se si intende incrementare selettivamente la presenza retail in Europa Centro-Orientale. Nei primi mesi del 2005, Banca Intesa ha firmato i contratti d’acquisto di tre banche in Serbia e Montenegro, in Bosnia e Erzegovina, e nella Federazione Russa. In altri Paesi considerati  interessanti - quali la Turchia, la Romania e l’Ucraina - Banca Intesa potrà entrare attraverso l’acquisto di banche leader di mercato, se si verificassero condizioni tali da giustificare l’investimento, ovvero attraverso banche di minori dimensioni da sviluppare nel tempo.

 

Il  “core business” del Gruppo rimarrà lo sviluppo di relazioni di lungo termine con i clienti, con l’obiettivo di dare loro la migliore offerta ed il miglior servizio. Il cliente cambia insieme al suo ciclo di vita, alle circostanze e alle congiunture, all'evoluzione dei bisogni personali e sociali. Una Banca rispettosa saprà seguirlo in questa sua storia individuale, di una persona come di una famiglia o di una azienda: disposta a consigliare i prodotti adatti alle sue esigenze, pronta ad aiutare il cliente a modificare le scelte fatte in rapporto al mutare dei suoi obiettivi o delle condizioni esterne.

 

La scelta tra i prodotti da fabbricare in casa e quelli da mettere a disposizione attraverso partnership si ispirerà al criterio della migliore soddisfazione dell’interesse del cliente. In questa prospettiva, nei primi mesi del 2005 è già stata annunciata un’operazione strategica, che rientra nel nuovo Piano d’Impresa, nel settore del risparmio gestito: Crédit Agricole deterrà il 65% e il Gruppo Intesa il 35% del capitale della società risultante dall’integrazione di Nextra Investment Management - fino ad oggi “fabbrica di prodotto” del Gruppo Intesa totalmente captive -   e di Crédit Agricole Asset Management Italia, con un accordo distributivo a lungo termine. L’offerta alla clientela del Gruppo nel settore del risparmio gestito verrà arricchita e rafforzata, poiché Nextra sarà inserita - attraverso la partnership con Crédit Agricole - in uno dei maggiori poli europei dell’asset management e contemporaneamente sarà ampliata la possibilità di ricorrere alla cosiddetta Open Architecture. In questo modo il Gruppo Intesa anticipa un trend che vedrà in futuro la polarizzazione del mercato tra  grandissimi operatori globali e operatori specializzati.

 

In sintesi, i pilastri della crescita saranno la soddisfazione dei clienti (grazie alle strutture specializzate di Banca Intesa dedicate alle esigenze specifiche di ciascuna tipologia di clientela), la valorizzazione delle persone che lavorano nel Gruppo (con la formazione, la motivazione del lavoro individuale e di squadra, la massima estensione dell’azionariato) e un considerevole piano di investimenti in innovazione (con quasi 2 miliardi di euro nel triennio, focalizzati sulla qualità del servizio alla clientela, che - pur avendo già registrato significativi progressi - presenta ancora ampi spazi di miglioramento).   

 

Tutte le Divisioni del Gruppo contribuiranno all’ulteriore miglioramento dei risultati, con un tasso di crescita medio annuo dei ricavi del 7,7% per la Divisione Rete, del 5,3% per la Divisione Banche Italia, del 9% per la Divisione Banche Estero e dell’8,9% per la Divisione Corporate.

 

La Divisione Rete proseguirà nell’impegno, che ha già contraddistinto il biennio 2003-2004, per migliorare la qualità dei servizi e prodotti, sia continuando a sviluppare offerte orientate ai bisogni degli specifici segmenti di clientela, sia allargando l’accesso al credito e ai servizi bancari a segmenti di clientela sino ad oggi esclusi. Il nuovo modello di filiale verrà esteso ad un numero crescente di sedi (circa 500 nel triennio), è più funzionale alle esigenze della clientela, più facile da usare e comunica in modo efficace alcuni tra gli elementi che devono più distinguere la Banca: la semplicità di uso e la vicinanza ai clienti. Dal prossimo 1° settembre verrà avviata in un certo numero di filiali la sperimentazione dell’orario continuato e differenziato. L’aumento dei ricavi deriverà da un miglior lavoro con i clienti esistenti e dalla conquista di nuove relazioni. La nuova Intesa Private Banking beneficerà del modello unico in Italia di collaborazione con la rete delle filiali per incrementare numero di clienti e masse gestite.

 

La Divisione Banche Italia proseguirà il suo percorso di valorizzazione del radicamento territoriale, estendendo le best practice sviluppate nel Gruppo su prodotti e servizi. La Divisione Banche Estero proseguirà la strategia di crescita in Europa Centro-Orientale per vie interne (apertura di nuove filiali e trasferimento delle best practice del Gruppo), ed esterne qualora si presentino opportunità attraenti.

 

La Divisione Corporate crescerà attraverso una migliore azione di squadra tra relazioni e prodotti, che metterà al servizio dei clienti, in maniera sistematica ed efficace, le capacità riguardanti la finanza ordinaria e straordinaria. La nuova Banca che potenzierà l’attività oggi svolta dalla Direzione “Stato e Infrastrutture” permetterà di rafforzare il ruolo del Gruppo Intesa in Italia a supporto del settore pubblico e dei grandi progetti infrastrutturali, ma anche di sviluppare un’attività analoga nei paesi esteri di presenza.

 

 

3. Forte disciplina sui costi

 

Per poter crescere in un mercato difficile è necessario avere anche costi molto competitivi. Il Piano 2005-2007 si pone come obiettivo un aumento medio annuo limitato all’ 1,1%. Proseguiranno la razionalizzazione delle strutture del Gruppo, la semplificazione dell’organizzazione, l'aumento di efficienza della Information Technology.   La revisione dei principali prodotti/processi sarà estesa a tutto il Gruppo. Gli interventi complessivi sui costi dovranno compensare l’aumento automatico di alcune voci per circa 350 milioni di euro (es. contratti nazionali di lavoro) e l’aumento di taluni costi legati alla   crescita per circa 230 milioni di euro (es. apertura di circa 230 nuove filiali e aumento del personale commerciale), con risparmi su altre voci per circa 440 milioni di euro.

 

 

4. Grande attenzione alla gestione dei rischi e all’allocazione del capitale

 

La gestione del rischio in tutte le sue forme è ormai uno dei fattori chiave di successo di diverse grandi banche internazionali. In questi anni Banca Intesa ha rafforzato molto il presidio di tutte le categorie di rischio. Sono stati sviluppati strumenti ad hoc. Sono state introdotte policy molto rigorose, creando o consolidando strutture dedicate, ma anche  cominciando a costruire e diffondere a tutti i livelli aziendali una vera e propria cultura del rischio e del controllo. Questo lavoro continuerà e negli anni del nuovo Piano d’Impresa si vedranno più chiaramente i suoi risultati:

-     per il rischio di credito verrà finalizzato e validato il modello interno per il calcolo del VaR di credito - Basilea II Advanced - e sarà estesa l’implementazione di Probability of Default (PD), Loss Given Default (LGD) ed Exposure At Default (EAD) ai processi creditizi di tutti i segmenti di clientela, in piena coerenza con i principi e in largo anticipo sui tempi di Basilea;

-     continuerà il potenziamento della piattaforma di misurazione del rischio di mercato (VaR) basata sulle tecnologie più evolute (Algo-SuiteTM) e proprietarie (Intesa Suite) - già validata dalla Banca d’Italia - con l’obiettivo di mantenere il presidio attuale sul livello di rischio a livello di singolo desk, di supportare l’innovazione di prodotto e di offrire servizi innovativi di risk management ai clienti;

-     il rischio operativo verrà rilevato e gestito, con sempre maggiore attenzione, grazie ad un modello interno quali-quantitativo (OpVaR) destinato anche ad indirizzare progetti di revisione della macchina operativa e la politica assicurativa del Gruppo.

 

I maggiori benefici verranno dalla gestione integrata di rendimento e rischio. Questa gestione sarà resa possibile dagli importanti investimenti degli ultimi anni, che hanno permesso di misurare per ogni singolo cliente il livello di rischio (espresso come PD e rating), l’assorbimento di capitale (in logica Basilea I e Basilea II) e la creazione di valore economico (EVA®).

 

Banca Intesa si pone l’obiettivo di migliorare ulteriormente la composizione del portafoglio crediti per classe di rating,   aumentando la componente investment grade dal 60% del 2004 al 64% del 2007 per i crediti complessivi del Gruppo (includendo quelli a istituzioni finanziarie e a controparti con   “rischio sovrano”) e dal 52% al 56% per i crediti alle aziende (mid e large corporate, imprese, piccole imprese e small business).    

 

Nel quadro dell’ottimizzazione degli attivi rientra l’operazione recentemente annunciata di cessione pro soluto del 70% delle sofferenze del Gruppo. La vendita di asset e attività operative relative al recupero crediti (sofferenze) a Merrill Lynch e Fortress si colloca nella logica di allineare il Gruppo Intesa ai migliori benchmark di mercato per il rapporto tra sofferenze e impieghi (che rimarrà, al netto delle rettifiche, al di sotto dell’ 1% per tutta la durata del Piano), di ridurre ulteriormente e in modo strutturale il livello dei costi operativi e di sfruttare la domanda particolarmente elevata di crediti in sofferenza.

 

* * *

 

In sintesi, con l’attuazione del Piano d’Impresa 2005-2007 Banca Intesa vuole rafforzare il proprio ruolo di partner nella crescita per tutti gli interlocutori interessati a vario titolo all’attività del Gruppo (ossia per tutti gli stakeholder), tramite l’aumento della remunerazione del capitale investito dagli azionisti, lo sviluppo di relazioni di lungo periodo con i clienti basate sulla soddisfazione reciproca, l’offerta di opportunità di crescita professionale in un ambiente motivante per tutto il personale e il supporto allo sviluppo dei Paesi in cui il Gruppo opera, primo fra tutti l’Italia.

 



 

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