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Milano, 28 marzo 2006

Approvati il progetto di bilancio d’esercizio e il bilancio consolidato relativi al 2005, che confermano i risultati di preconsuntivo resi noti il 6 marzo scorso, con un utile netto consolidato pari a 3.025 mln. di euro, +64,3% rispetto ai 1.841 mln. del 2004.

 

●All’Assemblea ordinaria del 19-20 aprile verrà proposto un dividendo di 22 centesimi di euro alle azioni ordinarie e di 23,1 centesimi di euro alle azioni di risparmio, per un totale di 1.532 mln. di euro.

 

●Approvata la relazione annuale sulla Corporate Governance e il nuovo regolamento in tema di Internal Dealing.

 

●Autorizzata la cessione delle partecipazioni nelle società esattoriali a Riscossione S.p.A..

 

 

 

Il Consiglio di Amministrazione di Banca Intesa, riunitosi oggi sotto la presidenza di Giovanni Bazoli, ha approvato il progetto di bilancio d’esercizio e il bilancio consolidato relativi all’anno 2005, redatti secondo i nuovi principi internazionali IAS/IFRS, che confermano i risultati di preconsuntivo esaminati dal Consiglio e resi noti al mercato il 6 marzo scorso.   

 

I risultati 2005 evidenziano un miglioramento della redditività in linea con gli obiettivi indicati nei Piani d’Impresa 2003-2005 e 2005-2007: l’utile netto consolidato sale a 3.025 milioni di euro (+64,3% rispetto ai 1.841 milioni del 2004) e l’utile consolidato per azione aumenta a 44 centesimi di euro (dai 28 centesimi del 2004). Se si escludessero le principali componenti non ricorrenti (da un lato 731 milioni di euro di plusvalenze dalla cessione del 65% di Nextra nel quadro dell’accordo strategico con Crédit Agricole nel risparmio gestito e dalla cessione del ramo d’azienda di Intesa Gestione Crediti, dall’altro 250 milioni di rafforzamento prudenziale del Fondo per rischi ed oneri e 63 milioni di oneri per l’assegnazione gratuita di azioni ai dipendenti, nonché 82 milioni di relativo risparmio d’imposta), l’utile netto consolidato risulterebbe pari a 2.525 milioni, in crescita del 37% rispetto al 2004, e l’utile per azione risulterebbe pari a 37 centesimi di euro, superando comunque l’obiettivo di 32-35 centesimi indicato nel Piano per il 2005.

 

Ai fini di comparabilità dei risultati, i dati di conto economico dei primi nove mesi del 2005 e dell’esercizio 2004 sono stati riclassificati pro-forma, da un lato consolidando linea per linea le società entrate nel perimetro di consolidamento integrale nell’ultimo trimestre del 2005 (CariFano, Banca Intesa Beograd, ex Delta Banka, e KMB Bank), dall’altro attribuendo il relativo apporto in termini di utile netto agli utili di pertinenza di terzi, lasciando così invariato l’utile netto di pertinenza del Gruppo effettivamente registrato in tali periodi.  Inoltre, nei dati di conto economico dell’esercizio 2005 e - per omogeneità di confronto - del 2004 è stato ricondotto nella specifica voce relativa alle attività in via di dismissione, prevista dai principi IAS/IFRS, l’apporto delle componenti interessate dall’operazione di cessione di circa il 70% delle sofferenze lorde del Gruppo pro soluto e dell’81% del ramo d’azienda di Intesa Gestione Crediti, approvata dal Consiglio il 30 maggio 2005 e perfezionata lo scorso dicembre. In particolare, gli effetti economici correlati alle attività in corso di cessione sono stati enucleati dai vari capitoli di provento e costo e riportati come saldo, al netto del relativo effetto fiscale, nella voce “utile/perdita delle attività non correnti in via di dismissione”, che registra un utile di 33 milioni di euro, inclusa la plusvalenza di 49 milioni di euro relativa alla cessione del ramo d’azienda.  I dati del 2004, sia di conto economico sia di stato patrimoniale, sono stati riesposti - ai fini del confronto con i dati del 2005 - secondo i principi IAS/IFRS, includendo la stima degli effetti dello IAS 39.


 

All’Assemblea ordinaria, convocata per i giorni 19 aprile 2006 in prima convocazione e 20 aprile 2006 in seconda convocazione, verrà sottoposta la proposta di distribuzione di un dividendo per azione di 22 centesimi di euro alle azioni ordinarie e di 23,1 centesimi di euro alle azioni di risparmio (rispetto a 10,5 centesimi e 11,6 centesimi, rispettivamente, del precedente esercizio), per un totale di 1.532 milioni di euro (rispetto ai 729 milioni del precedente esercizio). Il pagamento del dividendo, se approvato dall’Assemblea, avrà luogo a partire dal giorno 27 aprile 2006 (con stacco cedole il 24 aprile).

 

Il conto economico consolidato del 2005 registra proventi operativi netti pari a 10.167 milioni di euro, in crescita dell’ 8,5% rispetto ai 9.372 milioni del 2004 riesposto in base ai principi IAS/IFRS, superiore al tasso di crescita medio annuo del 7,4% indicato come obiettivo nel Piano d’Impresa per il triennio 2005-2007. In quest’ambito, gli interessi netti aumentano del 6,3% e le commissioni nette del 12,5%,  trainate dai prodotti assicurativi, dal collocamento di obbligazioni strutturate di terzi, dall’attività di intermediazione e collocamento di altri titoli  e dalle carte di credito e debito.

 

Gli oneri operativi ammontano a 5.593 milioni di euro, con un aumento dello 0,2% rispetto ai 5.582 milioni del 2004, inferiore al tasso di crescita medio annuo dell’ 1,1% indicato come obiettivo nel Piano d’Impresa per il triennio 2005-2007. L’aumento è dovuto alle spese del personale, cresciute dell’ 1,1% a seguito della contabilizzazione di 63 milioni di euro di oneri connessi al piano - che verrà sottoposto all’approvazione dell’Assemblea del 19-20 aprile 2006 - di acquisto di azioni proprie ordinarie e di successiva assegnazione gratuita delle stesse ai dipendenti; se si escludesse questa componente, gli oneri operativi diminuirebbero dello 0,9%.

 

Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 4.574 milioni di euro, in crescita del 20,7% rispetto ai 3.790 milioni del 2004, superiore al tasso di crescita medio annuo del 15,6% indicato come obiettivo nel Piano d’Impresa per il triennio 2005-2007. Il cost/income ratio registra un significativo miglioramento, scendendo dal 59,6% al 55%.

 

Il complesso degli accantonamenti e delle rettifiche di valore nette (accantonamenti per rischi e oneri, rettifiche su crediti e rettifiche su altre attività) è pari a 1.190 milioni di euro, in calo dell’1,3% rispetto ai 1.206 milioni del 2004 nonostante il rafforzamento prudenziale di 250 milioni di euro del Fondo per rischi ed oneri. La voce utili/perdite su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti registra un saldo positivo di 834 milioni di euro - rispetto ai 219 milioni del 2004 - dovuto soprattutto alla plusvalenza di 682 milioni di euro connessa alla cessione del 65% di Nextra.

 

Il risultato corrente al lordo delle imposte è pari   a 4.212 milioni di euro, in crescita del 50,3% rispetto ai 2.803 milioni del 2004.

 

Dopo la contabilizzazione di imposte per 1.089 milioni di euro, di un utile delle attività non correnti in via di dismissione (al netto delle imposte) per 33 milioni, comprensivo della plusvalenza di 49 milioni connessa alla cessione del ramo d’azienda di Intesa Gestione Crediti, e della quota di pertinenza di terzi per 131 milioni, l’utile netto consolidato ammonta a 3.025 milioni di euro, rispetto ai 1.841 milioni del 2004 (+64,3%). L’utile netto della Capogruppo ammonta a 1.564 milioni di euro, rispetto ai 1.234 milioni del precedente esercizio (il differente andamento dell’utile della Capogruppo rispetto al consolidato è dovuto principalmente alla plusvalenza di 682 milioni registrata da Intesa Asset Management, la società del Gruppo che ha ceduto il 65% di Nextra nel quadro dell’accordo strategico con Crédit Agricole nel risparmio gestito).

 

Per quanto riguarda lo stato patrimoniale consolidato, al 31 dicembre 2005 i crediti verso la clientela ammontano a 169 miliardi di euro, in crescita del 6,3% rispetto al 31 dicembre 2004 riesposto in base ai principi IAS/IFRS e alla contabilizzazione omogenea delle poste relative alla cessione di sofferenze. I crediti in sofferenza al netto delle rettifiche di valore ammontano a 1,2 miliardi di euro, rispetto al miliardo del 31 dicembre 2004 riesposto su basi omogenee, con un’incidenza sui crediti complessivi pari allo 0,7% (0,6% al 31 dicembre 2004) e un grado di copertura del 69% (in leggera flessione dal 71% di fine 2004 a seguito della conversione in azioni dei crediti verso Parmalat coperti all’ 88%).

 

La massa amministrata per conto della clientela risulta pari a 475 miliardi di euro, in crescita del 5,1% rispetto al 31 dicembre 2004, riesposto per l’uscita dall’area di consolidamento integrale a fine 2005 di Nextra dovuta al perfezionamento dell’accordo con Crédit Agricole nel risparmio gestito. Nell’ambito della massa amministrata, la raccolta diretta ammonta a 188 miliardi, in aumento del 3,9% rispetto al 31 dicembre 2004 e la raccolta indiretta raggiunge i 288 miliardi, in aumento del 6% rispetto a fine 2004 riesposto su basi omogenee. L’ammontare di risparmio gestito - in cui, dopo il perfezionamento del suddetto accordo, non rientrano più i fondi comuni - raggiunge i 59 miliardi, con una crescita del 15,7% rispetto al 31 dicembre 2004 dovuta sia alle gestioni patrimoniali (+12,8%) sia alla bancassicurazione (nel 2005 il Gruppo Intesa ha collocato circa 8,3 miliardi di euro di polizze vita).

 

I coefficienti patrimoniali al 31 dicembre 2005 risultano pari al 7,1% per il Core Tier 1 ratio (rispetto al 6,7% del 31 dicembre 2004), al 7,9% per il Tier 1 ratio (rispetto al 7,6%) e al 10,3% per il coefficiente patrimoniale totale (rispetto all’ 11%).

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Il Consiglio di Amministrazione ha poi approvato la relazione annuale sulla Corporate Governance, nel cui ambito risulta l’avvenuta verifica, anche sulla base delle informazioni fornite dagli interessati, che nel Consiglio stesso sono presenti otto Amministratori non esecutivi indipendenti: Giovanni Ancarani, Francesco Arcucci, Benito Benedini, Giampio Bracchi, Alfonso Desiata, Paolo Fumagalli, Giangiacomo Nardozzi e Eugenio Pavarani.

 

Il Consiglio ha anche approvato il nuovo regolamento in tema di Internal Dealing, che adegua le procedure interne - in materia di obblighi informativi inerenti le operazioni effettuate su strumenti finanziari quotati di Banca Intesa da parte dei “soggetti rilevanti” - alla nuova disciplina di cui all’art. 114 del TUF e al Regolamento Emittenti, in vigore dal prossimo 1° aprile. Il nuovo regolamento Internal Dealing sostituisce il Codice di Comportamento adottato da Banca Intesa dal 1° gennaio 2003 in conformità alle relative prescrizioni del Regolamento di Borsa Italiana.

 

Il Consiglio ha inoltre autorizzato la cessione di una quota fino al 100% delle partecipazioni detenute dal Gruppo Intesa nelle società esattoriali a Riscossione S.p.A., società a controllo pubblico (partecipata da Agenzia delle Entrate e INPS) cui a decorrere dal 1° ottobre 2006 verranno attribuite le funzioni di riscossione. Il corrispettivo, la cui determinazione è legata a parametri oggettivi predefiniti, dovrà essere reinvestito in azioni della stessa società. Tali azioni potranno essere alienate a terzi - con diritto di prelazione a favore dei soci pubblici - decorsi due anni dall’acquisto; è peraltro previsto che i soci pubblici siano obbligati al riacquisto delle azioni, detenute in Riscossione S.p.A. dagli attuali soci delle esattorie, entro il 31 dicembre 2010 a condizioni predefinite. Le società esattoriali del Gruppo Intesa al 31 dicembre scorso avevano un valore di carico pari a circa 54 milioni di euro.

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Allo scopo di consentire una più completa informativa sui risultati conseguiti nell’esercizio 2005, si allegano i prospetti relativi al conto economico e ai dati patrimoniali consolidati e individuali (riclassificati in forma sintetica)inclusi nella Relazione approvata dal Consiglio di Amministrazione, che verrà messa a disposizione degli azionisti e del mercato entro il 31 marzo 2006. Si precisa che la società di revisione incaricata di certificare la relazione di bilancio non ha ancora completato il proprio esame.



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>> Schemi di Bilancio al 31 dicembre 2005

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