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Milano, 06 marzo 2006

  • Risultati di preconsuntivo dell’esercizio 2005 raffrontati con il 2004 secondo i principi IAS/IFRS:

-utile netto consolidato a 3.025 mln. di euro, +64,3% rispetto ai 1.841 mln. del 2004;

 -utile netto consolidato per azione a 44 centesimi di euro, 37 centesimi escluse le principali componenti non ricorrenti,       superiore all’obiettivo di 32-35 centesimi indicato nel Piano d’Impresa;   

-risultato corrente al lordo delle imposte a 4.212 mln. di euro, +50,3% rispetto ai 2.803 mln. del 2004;

-risultato della gestione operativa a 4.574 mln. di euro, +20,7% rispetto ai 3.790 mln. del 2004, aumento superiore al 15,6% medio annuo indicato come obiettivo nel Piano per il 2005-2007;

-proventi operativi netti a 10.167 mln. di euro, +8,5% rispetto ai 9.372 mln. del 2004, aumento superiore al 7,4% medio annuo indicato come obiettivo nel Piano per il 2005-2007;

-oneri operativi a 5.593 mln. di euro, +0,2% rispetto ai 5.582 mln. del 2004, aumento inferiore all’ 1,1% medio annuo indicato come obiettivo nel Piano per il 2005-2007.

 

  • Dividendo di 22 centesimi di euro alle azioni ordinarie e di 23,1 centesimi di euro alle azioni di risparmio, per un totale di 1.532 mln. di euro.

 

  • Coefficienti patrimoniali al 31 dicembre 2005: Tier 1 ratio al 7,9%.

Si è riunito oggi sotto la presidenza di Giovanni Bazoli il Consiglio di Amministrazione di Banca Intesa, che ha esaminato il preconsuntivo dell’esercizio 2005 redatto secondo i nuovi principi internazionali IAS/IFRS. Il progetto di bilancio d’esercizio e il bilancio consolidato relativi all’anno 2005 saranno oggetto di approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione convocato per il 28 marzo.   

 

I risultati di preconsuntivo 2005 evidenziano un miglioramento della redditività in linea con gli obiettivi indicati nei Piani d’Impresa 2003-2005 e 2005-2007. L’utile netto consolidato del Gruppo Intesa nel periodo, pari a 3.025 milioni di euro, cresce del 64,3% rispetto ai 1.841 milioni del 2004.

Ai fini di comparabilità dei risultati, i dati di conto economico dei primi nove mesi del 2005 e dell’esercizio 2004 sono stati riclassificati pro-forma, da un lato consolidando linea per linea le società entrate nel perimetro di consolidamento integrale nell’ultimo trimestre del 2005 (CariFano, Banca Intesa Beograd, ex Delta Banka, e KMB Bank), dall’altro attribuendo il relativo apporto in termini di utile netto agli utili di pertinenza di terzi, lasciando così invariato l’utile netto di pertinenza del Gruppo effettivamente registrato in tali periodi.  Inoltre, nei dati di conto economico dell’esercizio 2005 e - per omogeneità di confronto - del 2004 è stato ricondotto nella specifica voce relativa alle attività in via di dismissione, prevista dai principi IAS/IFRS, l’apporto delle componenti interessate dall’operazione di cessione di circa il 70% delle sofferenze lorde del Gruppo pro soluto e dell’81% del ramo d’azienda di Intesa Gestione Crediti, approvata dal Consiglio il 30 maggio 2005 e perfezionata lo scorso dicembre. In particolare, gli effetti economici correlati alle attività in corso di cessione sono stati enucleati dai vari capitoli di provento e costo e riportati come saldo, al netto del relativo effetto fiscale, nella voce “utile/perdita delle attività non correnti in via di dismissione”, che registra un utile di 33 milioni di euro, inclusa la plusvalenza di 49 milioni di euro relativa alla cessione del ramo d’azienda.    
I dati del 2004, sia di conto economico sia di stato patrimoniale, sono stati riesposti - ai fini del confronto con i dati del 2005 - secondo i principi IAS/IFRS, includendo la stima degli effetti dello IAS 39.

 

Se si escludessero le principali componenti non ricorrenti (da un lato 731 milioni di euro di plusvalenze dalla cessione del 65% di Nextra nel quadro dell’accordo strategico con Crédit Agricole nel risparmio gestito e alla cessione del ramo d’azienda di Intesa Gestione Crediti, dall’altro 250 milioni di rafforzamento prudenziale del Fondo per rischi ed oneri e 63 milioni di oneri per l’assegnazione gratuita di azioni ai dipendenti, nonché 82 milioni di relativo risparmio d’imposta), l’utile netto consolidato risulterebbe pari a 2.525 milioni, in crescita del 37% rispetto al 2004.

 

L’utile consolidato per azione aumenta a 44 centesimi di euro (dai 28 centesimi del 2004); se si escludessero le predette componenti non ricorrenti, l’utile per azione risulterebbe pari a 37 centesimi di euro, superando comunque l’obiettivo di 32-35 centesimi indicato nel Piano per il 2005.

 

Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di proporre all’Assemblea ordinaria degli Azionisti la distribuzione di un dividendo per azione di 22 centesimi di euro alle azioni ordinarie e di 23,1 centesimi di euro alle azioni di risparmio (rispetto a 10,5 centesimi e 11,6 centesimi, rispettivamente, del precedente esercizio), per un totale di 1.532 milioni di euro (rispetto ai 729 milioni del precedente esercizio). Rapportando il dividendo unitario al prezzo medio annuo dell’azione registrato nel 2005, risulta un rendimento (dividend yield) del 5,7% per le azioni ordinarie e del 6,5% per le azioni di risparmio; considerando il prezzo dell’azione registrato lo scorso 3 marzo, risulta un dividend yield del 4,5% per le azioni ordinarie e del 5% per le azioni di risparmio.

 

Il significativo pay-out, pari al 51% dell’utile netto consolidato, non pregiudica il continuo rafforzamento dei coefficienti patrimoniali: il Tier I ratio al 31 dicembre 2005 - calcolato sulla base della suddetta proposta - raggiunge il 7,9% rispetto al 7,6% di fine 2004.

 

Il Consiglio ha convocato l’Assemblea ordinaria per i giorni 19 aprile 2006 in prima convocazione e 20 aprile 2006 in seconda convocazione, che avrà all’ordine del giorno anche l’approvazione del piano di acquisto di azioni proprie ordinarie e di successiva assegnazione gratuita delle stesse ai dipendenti. Il pagamento del dividendo, se approvato dall’Assemblea, avrà luogo a partire dal giorno 27 aprile 2006 (con stacco cedole il 24 aprile).
 
I risultati di preconsuntivo di conto economico dell’esercizio 2005

 

Il conto economico consolidato del 2005 registra proventi operativi netti pari a 10.167 milioni di euro, in crescita dell’ 8,5% rispetto ai 9.372 milioni del 2004, superiore al tasso di crescita medio annuo del 7,4% indicato come obiettivo nel Piano d’Impresa per il triennio 2005-2007.

 

In quest’ambito, gli interessi netti ammontano a 5.377 milioni di euro, in aumento del 6,3% rispetto ai 5.058 milioni del 2004; l’aumento sarebbe del 6% se si escludesse l’effetto IAS/IFRS relativo ai maggiori interessi attivi derivanti dal rientro del time value sui crediti deteriorati e ai minori interessi passivi dovuti alla riattribuzione lungo la vita del prodotto dei proventi up-front sulle obbligazioni strutturate emesse dal Gruppo (stornati dal patrimonio netto in sede di prima applicazione dei nuovi principi contabili al 1° gennaio 2005).

 

Le commissioni nette sono pari a 3.935 milioni di euro, con un aumento del 12,5%, rispetto ai 3.499 milioni del 2004, trainato dalle commissioni derivanti dai prodotti assicurativi (quasi raddoppiate da 222 a 412 milioni), dal collocamento di obbligazioni strutturate di terzi (pari a circa 160 milioni di euro, realizzati interamente nel primo semestre, e assenti nel 2004), dall’attività di intermediazione e collocamento di altri titoli (+25%, da 248 a 311 milioni) e dalle carte di credito e debito (+8%), a fronte del calo registrato dalla componente riguardante il risparmio gestito (-5,5%, da 805 a 761 milioni). Il risultato dell’attività di negoziazione ammonta a 689 milioni di euro, in crescita del 3,5% rispetto ai 666 milioni del 2004.

 

Gli oneri operativi ammontano a 5.593 milioni di euro, con un aumento dello 0,2% rispetto ai 5.582 milioni del 2004, inferiore al tasso di crescita medio annuo dell’ 1,1% indicato come obiettivo nel Piano d’Impresa per il triennio 2005-2007. L’aumento è dovuto alle spese del personale, cresciute dell’ 1,1% a seguito della contabilizzazione di 63 milioni di euro di oneri connessi al piano di assegnazione gratuita di azioni a tutti i dipendenti; se si escludesse questa componente, si registrerebbe una riduzione dello 0,9% sia per le spese del personale e sia per gli oneri operativi complessivi. Le spese amministrative diminuiscono dell’ 1,2%, a seguito di un aumento del 2,2% dei costi per la crescita (spese informatiche, di formazione e pubblicitarie) e di un calo del 2,6% delle altre spese; gli ammortamenti si riducono dello 0,2%.

 

Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 4.574 milioni di euro, in crescita del 20,7% rispetto ai 3.790 milioni del 2004, superiore al tasso di crescita medio annuo del 15,6% indicato come obiettivo nel Piano d’Impresa per il triennio 2005-2007. Il cost/income ratio registra un significativo miglioramento, scendendo dal 59,6% al 55% (54,4% se si escludessero gli oneri per l’assegnazione gratuita di azioni ai dipendenti).

 

Il complesso degli accantonamenti e delle rettifiche di valore nette (accantonamenti per rischi e oneri, rettifiche su crediti e rettifiche su altre attività) è pari a 1.190 milioni di euro, in calo dell’1,3% rispetto ai 1.206 milioni del 2004 nonostante il rafforzamento prudenziale di 250 milioni di euro del Fondo per rischi ed oneri. La voce utili/perdite su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti registra un saldo positivo di 834 milioni di euro - rispetto ai 219 milioni del 2004 - dovuto soprattutto alla plusvalenza di 682 milioni di euro connessa all’accordo strategico con Crédit Agricole nel risparmio gestito.

 

Il risultato corrente al lordo delle imposte è pari   a 4.212 milioni di euro, in crescita del 50,3% rispetto ai 2.803 milioni del 2004.

 

Dopo la contabilizzazione di imposte per 1.089 milioni di euro, di un utile delle attività non correnti in via di dismissione (al netto delle imposte) per 33 milioni, comprensivo della plusvalenza di 49 milioni connessa alla cessione del ramo d’azienda di Intesa Gestione Crediti, e della quota di pertinenza di terzi per 131 milioni, l’utile netto consolidato ammonta a 3.025 milioni di euro, rispetto ai 1.841 milioni del 2004 (+64,3%). L’utile netto della Capogruppo ammonta a 1.564 milioni di euro, rispetto ai 1.234 milioni del precedente esercizio (il differente andamento dell’utile della Capogruppo rispetto al consolidato è dovuto principalmente alla plusvalenza di 682 milioni registrata da Intesa Asset Management, la società del Gruppo che ha ceduto il 65% di Nextra nel quadro dell’accordo strategico con Crédit Agricole nel risparmio gestito).

 

L’indicatore EVA® (Economic Value Added), che - in estrema sintesi - misura la creazione di valore risultante dalla differenza tra rendimento e costo del capitale impiegato, più che raddoppia, raggiungendo i 1.764 milioni di euro rispetto ai 681 milioni del 2004.

 

I risultati di conto economico del quarto trimestre 2005

Il conto economico consolidato del quarto trimestre 2005 registra proventi operativi netti pari a 2.543 milioni di euro, con un calo dell’ 1,5% rispetto sia al terzo trimestre 2005 sia al quarto trimestre 2004 dovuto al risultato dell’attività di negoziazione, che scende a 132 milioni di euro dai 183 milioni del terzo trimestre 2005 e dai 238 milioni del quarto trimestre 2004.

 

Nell’ambito dei proventi operativi netti, gli interessi netti ammontano a 1.355 milioni, in flessione dell’ 1,4% rispetto al terzo trimestre 2005 e in aumento del 5% rispetto al corrispondente trimestre del 2004. Le commissioni nette sono pari a 1.001 milioni di euro, in aumento dell’ 1,3% rispetto al precedente trimestre, nonostante nel terzo trimestre fossero state contabilizzati circa 50 milioni di euro di proventi esattoriali di competenza del primo semestre; le componenti più dinamiche risultano quelle relative ai prodotti assicurativi (+15%) e al risparmio gestito (+5%). Rispetto al quarto trimestre 2004, le commissioni nette registrano una crescita dell’ 8,7%, trainate dalle componenti relative ai prodotti assicurativi (+80%), ai conti correnti (+8,5%) e al risparmio gestito (+7%).

 

Gli oneri operativi ammontano a 1.538 milioni di euro, in aumento del 12,6% rispetto al precedente trimestre e del 2,5% rispetto al corrispondente trimestre del 2004. Le spese del personale crescono del 9% rispetto al terzo trimestre del 2005 e del 3,8% rispetto al quarto trimestre del 2004; se si escludessero i 63 milioni di oneri connessi all’assegnazione gratuita di azioni ai dipendenti, rispetto al precedente trimestre si registrerebbe un aumento dell’ 1,1% per le spese del personale e dell’ 8% per gli oneri operativi complessivi, mentre rispetto al quarto trimestre 2004 si avrebbe un calo del 3,7% per le spese del personale e dell’ 1,7% per gli oneri operativi complessivi. Le spese amministrative crescono del 15% rispetto al terzo trimestre del 2005, a seguito di un aumento del 45,5% dei costi per la crescita (spese informatiche, di formazione e pubblicitarie) e del 3,5% per le altre spese, e diminuiscono dello 0,4% rispetto al quarto trimestre del 2004, a seguito di un aumento dell’ 8,6% dei costi per la crescita e di un calo del 4,6% delle altre spese. Gli ammortamenti registrano una crescita del 26,8% rispetto al terzo trimestre 2005 e del 5,2% rispetto al quarto trimestre 2004, dovuta soprattutto all’accelerazione impressa nell’ultimo trimestre dell’anno all’estensione del nuovo modello di filiale.

 

Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 1.005 milioni di euro, in calo del 17,4% rispetto al terzo trimestre del 2005 e del 7,1% rispetto al quarto trimestre 2004.

 

Il complesso degli accantonamenti e delle rettifiche di valore nette è pari a 464 milioni di euro, rispetto ai 223 milioni del precedente trimestre e ai 485 milioni del corrispondente trimestre del 2004. Il dato del quarto trimestre del 2005 include il rafforzamento prudenziale del Fondo per rischi ed oneri di circa 135 milioni di euro e uno stanziamento di 32 milioni di euro a fronte delle posizioni scadute/sconfinanti da oltre 180 giorni (categoria di crediti deteriorati introdotta dalla Banca d’Italia in occasione della redazione dei nuovi bilanci d’esercizio delle banche secondo i criteri IAS/IFRS), posizioni che per il Gruppo Intesa ammontano a 715 milioni di euro al 31 dicembre 2005. La voce utili/perdite su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti registra un saldo positivo di 709 milioni di euro, rispetto ai 43 milioni del terzo trimestre 2005 e agli 84 milioni del quarto trimestre 2004,  dovuto alla già citata plusvalenza di 682 milioni di euro connessa all’accordo strategico con Crédit Agricole nel risparmio gestito.

 

Il risultato corrente al lordo delle imposte è pari   a 1.244 milioni di euro, in crescita del 20,1% rispetto al precedente trimestre e dell’ 82,7% rispetto al corrispondente trimestre del 2004.

 

Dopo la contabilizzazione di imposte per 64 milioni di euro, di un risultato netto delle attività non correnti in via di dismissione positivo per 25 milioni, comprensivo della plusvalenza di 49 milioni connessa alla cessione del ramo d’azienda di Intesa Gestione Crediti, e della quota di pertinenza di terzi per 25 milioni, l’utile netto consolidato ammonta a 1.180 milioni di euro, rispetto ai 645 milioni del terzo trimestre 2005 e ai 487 milioni del quarto trimestre 2004.

 

Lo stato patrimoniale al 31 dicembre 2005

Per quanto riguarda lo stato patrimoniale consolidato, al 31 dicembre 2005 i crediti verso la clientela ammontano a 169 miliardi di euro, in crescita del 6,3% rispetto al 31 dicembre 2004 riesposto in base ai principi IAS/IFRS e alla contabilizzazione omogenea delle poste relative alla cessione di sofferenze; se non si tenesse conto delle operazioni pronti contro termine (ridottesi di un terzo da 6 a 4 miliardi), si registrerebbe una crescita del 7,9%. I crediti in sofferenza al netto delle rettifiche di valore ammontano - anche a seguito della cessione di circa 9 miliardi di euro di sofferenze lorde, corrispondenti a 2 miliardi di sofferenze nette - a 1,2 miliardi di euro, rispetto al miliardo del 31 dicembre 2004 riesposto su basi omogenee, con un’incidenza sui crediti complessivi pari allo 0,7% (0,6% al 31 dicembre 2004) e un grado di copertura del 69% (in leggera flessione dal 71% di fine 2004 a seguito della conversione in azioni dei crediti verso Parmalat coperti all’ 88%).

 

La massa amministrata per conto della clientela risulta pari a 475 miliardi di euro, in crescita del 5,1% rispetto al 31 dicembre 2004, riesposto per l’uscita dall’area di consolidamento integrale a fine 2005 di Nextra dovuta al perfezionamento dell’accordo con Crédit Agricole nel risparmio gestito. Nell’ambito della massa amministrata, la raccolta diretta ammonta a 188 miliardi, in aumento del 3,9% rispetto al 31 dicembre 2004 e la raccolta indiretta raggiunge i 288 miliardi, in aumento del 6% rispetto a fine 2004 riesposto su basi omogenee. Il perfezionamento dell’accordo con Crédit Agricole nel risparmio gestito ha comportato per la raccolta indiretta del Gruppo Intesa un calo di circa 20 miliardi di euro, perché è stata deconsolidata dai dati di risparmio gestito del Gruppo la quota di risparmio gestito di Nextra raccolta da reti diverse dal Gruppo; mentre la quota di risparmio gestito di Nextra raccolta tramite la rete del Gruppo - che costituisce la parte preponderante - pur non rientrando più nei dati di risparmio gestito del Gruppo è rimasta comunque sotto forma di raccolta amministrata. L’ammontare di risparmio gestito - in cui, dopo il perfezionamento del suddetto accordo, non rientrano più i fondi comuni - raggiunge i 59 miliardi, con una crescita del 15,7% rispetto al 31 dicembre 2004 dovuta sia alle gestioni patrimoniali (+12,8%) sia alla bancassicurazione (nel 2005 il Gruppo ha collocato circa 8,3 miliardi di euro di polizze vita).

 

I coefficienti patrimoniali al 31 dicembre 2005 risultano pari al 7,1% per il Core Tier 1 ratio (rispetto al 6,7% del 31 dicembre 2004), al 7,9% per il Tier 1 ratio (rispetto al 7,6%) e al 10,3% per il coefficiente patrimoniale totale (rispetto all’ 11%).

 

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Al 31 dicembre 2005, la struttura operativa del Gruppo Intesa si articola in 3.970 sportelli bancari - di cui 3.106 in Italia e 864 all’estero - con 60.778 dipendenti, 302 persone in più rispetto al 31 dicembre 2004. Se si considerasse l’acquisizione di UPI Banka in Bosnia-Erzegovina, perfezionata nel febbraio 2006, e di Ukrsotsbank in Ucraina, in corso di completamento, gli sportelli salirebbero a 4.513 e i dipendenti a oltre 71.000.  

 

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I risultati  per area di Business

La Divisione Rete (che segue famiglie, clientela premium e private, Piccole e Medie Imprese, ossia aziende fino a 50 milioni di euro di fatturato, Enti Religiosi e No Profit e include le società prodotto operanti nelle attività di wealth management, credito industriale e leasing) registra nel 2005 una sostenuta dinamica della redditività, dovuta alla significativa crescita dei ricavi e al contenimento degli oneri operativi. I proventi operativi netti aumentano dell’ 8,2% dai 4.951 milioni di euro del 2004 ai 5.358 milioni del 2005, pari al 53% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (incidenza invariata rispetto al 2004). All’aumento dei ricavi hanno concorso in particolare la crescita dei mutui (+13%), dei prestiti personali (+63%) e dei premi Intesa Vita (+40%). Gli oneri operativi scendono dello 0,8%, da 2.981 a 2.956 milioni, portando a un risultato della gestione operativa in crescita del 21,9%, da 1.970 a 2.402 milioni, e a un cost/income ratio in calo dal 60% al 55%. Il complesso degli accantonamenti e delle rettifiche nette aumenta del 48,7% da 306 a 455 milioni. Dopo un saldo negativo su attività detenute fino a scadenza e su altri investimenti per 2 milioni, il risultato corrente al lordo delle imposte aumenta del 16,9%, da 1.664 a 1.945 milioni.   

 

La Divisione Banche Italia (che comprende le banche controllate italiane, tutte a forte radicamento locale, inclusa Carifano acquisita nel 2005) registra una significativa crescita della redditività dovuta all’aumento dei ricavi. I proventi operativi netti aumentano del 7,3% da 1.448 a 1.553 milioni di euro, pari al 15% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (incidenza invariata rispetto al 2004). Con oneri operativi pari a 785 milioni, in crescita del 3,4% rispetto ai 759 milioni del 2004, il risultato della gestione operativa segna un incremento dell’ 11,5%, da 689 a 768 milioni, e il cost/income ratio flette dal 52% al 51%. Il complesso degli accantonamenti e delle rettifiche nette ammonta a 231 milioni, in crescita del 34% rispetto ai 172 milioni del 2004. Dopo utili su attività detenute fino a scadenza e su altri investimenti per 18 milioni, il risultato corrente al lordo delle imposte raggiunge i 555 milioni, in crescita del 4,3% rispetto ai 532 milioni del 2004.

 

La Divisione Banche Estero (che comprende le banche controllate all’estero che svolgono attività di retail e commercial banking) evidenzia un miglioramento della redditività dovuto alla crescita dei ricavi. I proventi operativi netti aumentano del 18,3% da 1.067 a 1.262 milioni di euro, pari al 12% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (11% nel 2004). Gli oneri operativi aumentano del 9,8% da 650 a 714 milioni; quindi il risultato della gestione operativa cresce del 31,4%, da 417 a 548 milioni, e il cost/income ratio scende dal 61% al 57%. Il complesso degli accantonamenti e delle rettifiche nette cresce del 15,8% da 165 a 191 milioni; dopo utili su attività detenute fino a scadenza e su altri investimenti per 9 milioni, il risultato corrente al lordo delle imposte ammonta a 366 milioni, in aumento del 45,2% rispetto ai 252 milioni del 2004. Nell’Europa centro-orientale il Gruppo Intesa serve una popolazione di oltre 80 milioni di persone in 6 Paesi, dopo le operazioni dello scorso febbraio che hanno portato al completamento dell’acquisizione di UPI Banka, quinta banca per totale attivo in Bosnia-Erzegovina con 16 sportelli e 55.000 clienti, e all’acquisizione in corso di Ukrsotsbank, quarta banca per totale attivo in Ucraina con 527 sportelli e 660.000 clienti, che si aggiungono alla seconda maggiore banca croata, Privredna Banka Zagreb (PBZ), alla seconda maggiore banca slovacca, Vseobecna Uverova Banka (VUB), alla seconda maggiore banca in Serbia e Montenegro, Banca Intesa Beograd (ex Delta Banka) acquisita nel 2005, e alla quarta maggiore banca ungherese, Central-European International Bank (CIB). Banca Intesa opera anche nella Federazione Russa - con KMB, banca leader nei prestiti e nel leasing alle piccole imprese acquisita nel 2005, con ZAO Banca Intesa, aperta nel 2003 e unica banca italiana con licenza operativa nel Paese, e con l’ufficio di rappresentanza a Mosca - nonché nella Repubblica Ceca tramite VUB, in Slovenia con l’attività della controllata italiana Banca Popolare FriulAdria e in Polonia con l’ufficio di rappresentanza di Varsavia.

 

La Divisione Corporate (che segue le aziende con oltre 50 milioni di euro di fatturato - Mid Corporates e Large Corporates   e le Istituzioni Finanziarie e include Caboto, nonché la società prodotto operante nel factoring e la rete internazionale costituita da filiali, uffici di rappresentanza e controllate specializzate nel corporate banking) evidenzia un miglioramento della redditività dovuto alla crescita dei ricavi e alla riduzione degli oneri operativi. I proventi operativi netti ammontano a 1.904 milioni di euro, in aumento del 5,9% rispetto ai 1.798 milioni del 2004, pari al 19% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (incidenza invariata rispetto al 2004). A fronte di oneri operativi pari a 798 milioni, in calo del 2,7% rispetto agli 820 milioni del 2004, il risultato della gestione operativa ammonta a 1.106 milioni, in aumento del 13,1% rispetto ai 978 milioni del 2004, e il cost/income ratio scende dal 46% al 42%. Il complesso degli accantonamenti e delle rettifiche nette diminuisce da 238 a 14 milioni; dopo un saldo negativo su attività detenute fino a scadenza e su altri investimenti per 3 milioni, il risultato corrente al lordo delle imposte ammonta a 1.089 milioni, in crescita del 48,2%, rispetto ai 735 milioni del 2004. Dal 1° gennaio 2006, l’attività riguardante il settore pubblico-infrastrutturale è stata conferita dalla Divisione Corporate a Banca Intesa Infrastrutture e Sviluppo, controllata del Gruppo, i cui ambiti di intervento spaziano dal finanziamento delle opere pubbliche alle cartolarizzazioni dei crediti degli enti pubblici alla finanza di progetto.     

 

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In merito alle prospettive per l’esercizio in corso, ci si attende un miglioramento del risultato della gestione operativa rispetto al 2005, in linea con le indicazioni del Piano d’Impresa 2005-2007,   anche alla luce dei risultati prodotti in questa prima parte dell’anno dalle azioni di rilancio riguardanti il risparmio gestito e i segmenti di clientela Mid Corporate e Imprese.

 

Nei primi due mesi del 2006 si è invertita la tendenza della raccolta netta dei fondi comuni, che - dopo quasi due anni di dati mensili di segno negativo - ha registrato un saldo positivo (per circa 170 milioni di euro), soprattutto a seguito degli 1,8 miliardi di euro raccolti da Intesa Garanzia Attiva, il primo fondo a capitale garantito in Italia e il primo prodotto lanciato nell’ambito dell’accordo strategico con Crédit Agricole.

 

Nello stesso periodo si è invertito anche il segno della dinamica dei crediti alla clientela Mid Corporate, che - a seguito delle azioni mirate sui 3.000 clienti prioritari del segmento - sono cresciuti del 4% rispetto al primo bimestre del 2005, dopo il calo programmato del 6% registrato in media d’anno nel 2005.

 

Inoltre, l’avvio del Piano di rafforzamento dell’attività di gestione delle relazioni con il segmento Imprese, che tra dicembre 2005 e gennaio 2006 ha interessato circa il 15% dei clienti complessivi del segmento, ha portato nel periodo a più che raddoppiare il tasso di crescita dei crediti a breve termine rispetto a quello mediamente registrato dai clienti cui il Piano non è stato ancora esteso, dall’ 1,8% al 4,4%, e a registrare in particolare un aumento del 7,5% per la componente costituita dagli anticipi sui crediti commerciali.

 

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Allo scopo di consentire una più completa informativa sui risultati conseguiti nell’esercizio 2005, si allegano i prospetti relativi al conto economico e ai dati patrimoniali consolidati e individuali (riclassificati in forma sintetica) esaminati dal Consiglio di Amministrazione.

Si segnala che - come consentito dall’articolo 82, comma 2, della Delibera Consob 14 maggio 1999 n. 11971 e successive modificazioni - in luogo dell’informativa riguardante i dati del quarto trimestre 2005 verrà messo a disposizione degli azionisti e del mercato, entro il termine massimo del 31 marzo 2006, il progetto di bilancio d’esercizio e il bilancio consolidato al 31 dicembre 2005 che verranno sottoposti all’approvazione del Consiglio di Amministrazione convocato per il 28 marzo e all’esame  della società di revisione   incaricata di certificare la relazione di bilancio.



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>> Schemi di Bilancio al 31 dicembre 2005

 

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