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 INTESA SANPAOLO: RISULTATI CONSOLIDATI AL 30 SETTEMBRE 2011

  • Coefficienti patrimoniali: 
al 30 settembre 2011, Core Tier 1 ratio al 10,2%;
Tier 1 ratio all' 11,6%.
  • Risultato gestione operativa:
9 mesi a 5.749 mln., +4% rispetto a 5.527 mln. dei 9 mesi 2010;
3° trim. a 1.565 mln. di euro, -29,5% rispetto a 2.221 mln. del 2° trim.
  • Proventi operativi netti:
9 mesi a 12.520 mln., +1,5% rispetto a 12.333 mln. dei 9 mesi 2010;
3° trim. a 3.800 mln. di euro, -15,8% rispetto a 4.515 mln. del 2° trim.
  • Oneri operativi:
9 mesi a 6.771 mln., -0,5% rispetto a 6.806 mln. dei 9 mesi 2010;
3° trim. a 2.235 mln. di euro, -2,6% rispetto a 2.294 mln. del 2° trim.
  • Risultato corrente lordo imposte:
9 mesi a 2.768 mln., -7,6% rispetto a 2.997 mln. dei 9 mesi 2010;
3° trim. a 224 mln. di euro, -82,5% rispetto a 1.280 mln. del 2° trim.
  • Utile netto:
9 mesi a 1.929 mln., -12,3% rispetto a 2.200 mln. dei 9 mesi 2010;
3° trim. a 527 mln. di euro, -28,9% rispetto a 741 mln. del 2° trim.
  • Utile netto normalizzato(*):
9 mesi a 1.739 mln., -5,6% rispetto a 1.842 mln. dei 9 mesi 2010;
3° trim. a 448 mln. di euro, -15,3% rispetto a 529 mln. del 2° trim.

 

Torino, Milano, 8 novembre 2011 – Si è riunito oggi sotto la presidenza di Andrea Beltratti il Consiglio di Gestione di Intesa Sanpaolo, che ha approvato il resoconto intermedio consolidato al 30 settembre 2011 (1).   

Il Gruppo anche nei primi nove mesi del 2011 ha continuato a perseguire l’obiettivo prioritario della redditività sostenibile fondata sulle scelte strategiche riguardanti non solo i ricavi e i costi ma anche la liquidità, la solidità e il contenuto profilo di rischio, che hanno caratterizzato Intesa Sanpaolo in tutti gli esercizi dalla fusione. Il focus sulla solidità e sulla liquidità si è tradotto in un Core Tier 1 ratio al 10,2% e in attività liquide per 83 miliardi di euro a fine settembre 2011, nonché nel rispetto già ad oggi del requisito di liquidità Net Stable Funding Ratio previsto da Basilea 3, e ha inoltre consentito al Gruppo sia di superare ampiamente lo stress test condotto dall’EBA lo scorso luglio sia di confermare la propria adeguatezza patrimoniale con la successiva analisi condotta dall’EBA a ottobre, da cui è risultato che Intesa Sanpaolo non ha alcun fabbisogno di ulteriore capitale. Tale focus - che assicura una redditività sostenibile nel medio termine - tende a riflettersi nel breve periodo in qualche sacrificio per i risultati economici, ma le politiche gestionali del Gruppo hanno condotto a una redditività robusta anche nel terzo trimestre 2011, con:
- il complesso dei ricavi costituito da interessi netti e commissioni in crescita rispetto sia al secondo trimestre 2011 sia al terzo trimestre 2010;
- costi operativi in diminuzione rispetto sia al secondo trimestre 2011 sia al terzo trimestre 2010;
- rettifiche su crediti in calo rispetto sia al secondo trimestre 2011 sia al terzo trimestre 2010.

Il che ha portato alla generazione di un utile netto consolidato del Gruppo nel terzo trimestre 2011 pari a 527 milioni di euro, in diminuzione del 28,9% rispetto ai 741 milioni del precedente trimestre (che aveva beneficiato di circa 380 milioni di plusvalenze nette dalle cessioni Prada e Findomestic) e in crescita del 3,3% rispetto ai 510 milioni del terzo trimestre 2010, e nei primi nove mesi del 2011 pari a 1.929 milioni, in flessione del 12,3% rispetto ai 2.200 milioni dei primi nove mesi del 2010 (che avevano beneficiato di circa  650 milioni di plusvalenza netta dalla cessione dell’attività di securities services). 

L’utile netto consolidato normalizzato - calcolato escludendo le principali componenti non ricorrenti (*) - è ammontato nel terzo trimestre 2011 a 448 milioni di euro, in diminuzione del 15,3% rispetto ai 529 milioni del precedente trimestre e del 29,1% rispetto ai 632 milioni del terzo trimestre 2010, e nei primi nove mesi del 2011 a 1.739 milioni, in flessione del 5,6% rispetto ai 1.842 milioni dei primi nove mesi del 2010.

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(*) Nota metodologica sul calcolo dell’utile netto normalizzato a pagina 14.
(1) Nota metodologica sul perimetro di consolidamento a pagina 13.
 

I risultati di conto economico del terzo trimestre 2011

Il conto economico consolidato del terzo trimestre 2011 (2) registra proventi operativi netti pari a 3.800 milioni di euro, in diminuzione del 15,8% rispetto ai 4.515 milioni del secondo trimestre 2011 e del 6,7% rispetto ai 4.071 milioni del terzo trimestre 2010. Se nel confronto si escludesse il risultato dell’attività di negoziazione e dell’attività assicurativa, che nel terzo trimestre 2011 hanno risentito in misura eclatante di minusvalenze da valutazione (non realizzate) a seguito delle tensioni dei mercati, i proventi operativi netti registrerebbero una crescita dello 0,4% rispetto al secondo trimestre 2011 e dell’ 1,4% rispetto al terzo trimestre 2010.

In quest’ambito, nel terzo trimestre 2011 gli interessi netti ammontano a 2.479 milioni, in crescita del 4,7% rispetto ai 2.368 milioni del secondo trimestre 2011 e dell’ 1,1% rispetto ai 2.453 milioni del terzo trimestre 2010.

Le commissioni nette sono pari a 1.322 milioni di euro, in flessione del 6,2% rispetto ai 1.410 milioni del secondo trimestre 2011; in dettaglio, si registra una crescita del 2% delle commissioni da attività bancaria commerciale e una diminuzione del 10,9% delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza (risparmio gestito, prodotti assicurativi, collocamento titoli,...), nel cui ambito la componente relativa a intermediazione e collocamento di titoli scende del 27,6%, quella relativa al risparmio gestito del 4,6% e quella relativa ai prodotti assicurativi del 9,3%. Le commissioni nette del terzo trimestre 2011 sono in flessione dello 0,5% rispetto ai 1.328 milioni del terzo trimestre 2010; in dettaglio, si registra un aumento del 2,6% per le commissioni da attività bancaria commerciale e una flessione del 3,1% per quelle da attività di gestione, intermediazione e consulenza, nel cui ambito l’apporto da intermediazione e collocamento di titoli cresce del 18,3%, quello da risparmio gestito diminuisce del 4,6% e quello da prodotti assicurativi scende del 16%.

Il risultato dell’attività di negoziazione presenta un saldo negativo di 74 milioni di euro, rispetto al saldo positivo di 541 milioni del secondo trimestre 2011, con la componente relativa alla clientela che cresce a 87 milioni da 79 milioni, quella di capital markets e attività finanziarie AFS che passa a un saldo negativo di 22 milioni da uno positivo di 441 milioni (che comprendeva 272 milioni di plusvalenza derivanti dalla cessione del 4% circa di Prada e 154 milioni derivanti dalla cessione della residua quota del 25% di Findomestic), quella dell’attività di proprietary trading e tesoreria che passa a un saldo negativo di 119 milioni da uno positivo di 11 milioni e quella dei prodotti strutturati di credito che passa a un saldo negativo di 20 milioni da uno positivo di 11 milioni. Il saldo negativo del risultato dell’attività di negoziazione di 74 milioni del terzo trimestre 2011 si confronta con un saldo positivo di 126 milioni del terzo trimestre 2010, trimestre in cui l’apporto della componente relativa alla clientela era stato di 90 milioni, quello della componente di capital markets e attività finanziarie AFS di un milione, quello dell’attività di proprietary trading e tesoreria di 8 milioni e quello dei prodotti strutturati di credito di 27 milioni. Senza la riclassificazione IAS - effettuata in anni passati - di attività finanziarie detenute ai fini di negoziazione a finanziamenti e crediti e ad attività finanziarie disponibili per la vendita, si sarebbe registrato un impatto negativo ante imposte sul risultato dell’attività di negoziazione del terzo trimestre 2011 pari a 218 milioni.
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(2) In occasione della redazione del resoconto intermedio al 30 settembre 2008, sono intervenute - a seguito della crisi finanziaria internazionale - alcune modifiche nei principi contabili internazionali IAS, omologate dalla Commissione Europea, che in estrema sintesi hanno consentito di riclassificare - in determinate circostanze che si configurino come eventi inusuali - strumenti finanziari non quotati, o non più quotati, in un mercato attivo e non più detenuti per finalità di negoziazione o disponibili per la vendita: in particolare dalla categoria degli strumenti di trading  a quella delle attività disponibili per la vendita o delle attività detenute fino alla scadenza o dei finanziamenti e crediti e dalla categoria delle attività disponibili per la vendita a quella dei finanziamenti e crediti. Il Gruppo ha effettuato - in larga misura sulla base dei prezzi al 1° luglio 2008 - una riclassificazione di attività finanziarie detenute ai fini di negoziazione per 2.665 milioni a finanziamenti e crediti e per 86 milioni ad attività finanziarie disponibili per la vendita, senza la quale si sarebbe registrato un impatto negativo ante imposte sul risultato dell’attività di negoziazione del terzo trimestre 2011 pari a 218 milioni (un impatto negativo di 195 milioni nei primi nove mesi del 2011, positivo di 92 milioni nell’esercizio 2010 e di 72 milioni nell’esercizio 2009, negativo di 459 milioni nell’esercizio 2008); il Gruppo ha anche effettuato una riclassificazione di attività finanziarie disponibili per la vendita per 6.405 milioni a finanziamenti e crediti. Senza queste riclassificazioni si sarebbe registrato un impatto negativo ante imposte direttamente sul patrimonio netto al 30 settembre 2011 pari a 1.909 milioni (con un impatto negativo di 861 milioni nel terzo trimestre 2011 e di 763 milioni nei primi nove mesi del 2011).
 
Il risultato dell’attività assicurativa ammonta a 50 milioni di euro, in calo rispetto ai 165 milioni del secondo trimestre 2011 e ai 173 milioni del terzo trimestre 2010 a causa di minusvalenze da valutazione (non realizzate) conseguenti alle tensioni sui mercati finanziari.

Gli oneri operativi ammontano a 2.235 milioni di euro, con una diminuzione del 2,6% rispetto ai 2.294 milioni del secondo trimestre 2011, a seguito di una riduzione del 3,7% per le spese del personale e dell’ 1,8% per le spese amministrative e di un aumento del 3,9% per gli ammortamenti. Rispetto ai 2.257 milioni del terzo trimestre 2010, si registra una flessione dell’ 1%, conseguente a una diminuzione del 2,9% per le spese del personale e a un aumento dello 0,1% per le spese amministrative e del 12% per gli ammortamenti.

Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 1.565 milioni di euro, in diminuzione del 29,5% rispetto ai 2.221 milioni del secondo trimestre 2011 e del 13,7% rispetto ai 1.814 milioni del terzo trimestre 2010, con un cost/income ratio nel terzo trimestre 2011 pari al 58,8% rispetto al 50,8% del secondo trimestre 2011 e al 55,4% del terzo trimestre 2010. Se nel confronto si escludesse il risultato dell’attività di negoziazione e dell’attività assicurativa, il risultato della gestione operativa nel terzo trimestre 2011 crescerebbe del 4,9% rispetto sia al secondo trimestre 2011 sia al terzo trimestre 2010.

Nel terzo trimestre 2011 non si registrano rettifiche di valore dell’avviamento, così come nel secondo trimestre 2011 e nel terzo trimestre 2010.

Il complesso degli accantonamenti e delle rettifiche di valore nette (accantonamenti per rischi e oneri, rettifiche su crediti e rettifiche su altre attività) è pari a 1.348 milioni di euro, rispetto ai 960 milioni del secondo trimestre 2011 e ai 750 milioni del terzo trimestre 2010. Gli accantonamenti per rischi e oneri ammontano a 18 milioni, rispetto agli 80 milioni del secondo trimestre 2011 e ai 32 milioni del terzo trimestre 2010; le rettifiche nette su crediti sono pari a 695 milioni, rispetto agli 823 milioni del secondo trimestre 2011 e ai 713 milioni del terzo trimestre 2010, in linea con le attese di una riduzione per il dato dell’intero 2011 rispetto al 2010; le rettifiche nette su altre attività sono pari a 635 milioni (comprendenti 593 milioni di svalutazione di titoli governativi greci), rispetto ai 57 milioni del secondo trimestre 2011 (comprendenti 25 milioni di svalutazione di titoli governativi greci) e ai 5 milioni del terzo trimestre 2010.

La voce utili/perdite su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti registra un saldo positivo di 7 milioni di euro, rispetto ai 19 milioni del secondo trimestre 2011 (comprendenti un apporto positivo di 146 milioni per la cessione di sportelli a Crédit Agricole e uno negativo di 132 milioni per l’impairment sulla partecipazione detenuta in Telco) e a un saldo nullo del terzo trimestre 2010. 

Il risultato corrente al lordo delle imposte è pari a 224 milioni di euro, in diminuzione dell’ 82,5% rispetto ai 1.280 milioni del secondo trimestre 2011 e del 78,9% rispetto ai 1.064 milioni del terzo trimestre 2010. Se nel confronto si escludessero il risultato dell’attività di negoziazione e dell’attività assicurativa nonché le svalutazioni di titoli governativi greci, il risultato corrente al lordo delle imposte nel terzo trimestre 2011 crescerebbe del 40,4% rispetto al secondo trimestre 2011 e del 9,9% rispetto al terzo trimestre 2010.

Il risultato netto consolidato è pari a 527 milioni di euro, in diminuzione del 28,9% rispetto ai 741 milioni di euro del secondo trimestre 2011 e in crescita del 3,3% rispetto ai 510 milioni del terzo trimestre 2010, dopo la contabilizzazione di:
- imposte a credito per 894 milioni di euro, conseguenti a 1.100 milioni di beneficio fiscale derivante dall’iscrizione di imposte differite attive e dall’addebito dell’imposta sostitutiva connessi all’affrancamento di attività immateriali;
- oneri di integrazione e di incentivazione all’esodo (al netto delle imposte) per 483 milioni, conseguenti all’inclusione degli oneri non ricorrenti per l’uscita di circa 5.000 persone ai sensi dell’Accordo Quadro del 29 luglio 2011, integralmente contabilizzati nel trimestre e pari a 471 milioni;
- oneri derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione (al netto delle imposte) per 83 milioni;
- una quota di pertinenza di terzi per 25 milioni. 

Se si escludono le principali componenti non ricorrenti, il risultato netto nel terzo trimestre 2011 è pari a 448 milioni di euro, in diminuzione del 15,3% rispetto ai 529 milioni di euro del secondo trimestre 2011 e del 29,1% rispetto ai 632 milioni del terzo trimestre 2010. Se si escludesse anche il risultato dell’attività di negoziazione e dell’attività assicurativa, il risultato netto nel terzo trimestre 2011 crescerebbe del 35,3% rispetto al secondo trimestre 2011 e del 5,2% rispetto al terzo trimestre 2010.

  
I risultati di conto economico dei primi nove mesi del 2011

Il conto economico consolidato dei primi nove mesi del 2011 registra proventi operativi netti pari a 12.520 milioni di euro, in aumento dell’ 1,5% rispetto ai 12.333 milioni dei primi nove mesi del 2010.

In quest’ambito, nei primi nove mesi del 2011 gli interessi netti ammontano a 7.239 milioni, in flessione dello 0,7% rispetto ai 7.292 milioni dei primi nove mesi del 2010, ma risultano in aumento dell’1% se si esclude l’effetto della riduzione delle coperture dal rischio di tasso d’interesse

Le commissioni nette sono pari a 4.127 milioni di euro, in linea con i 4.135 milioni dei primi nove mesi del 2010; in dettaglio, si registra un aumento dell’ 1,2% delle commissioni da attività bancaria commerciale e una flessione dell’ 1,4% delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza (risparmio gestito, prodotti assicurativi, collocamento titoli,...), nel cui ambito la componente relativa a intermediazione e collocamento di titoli diminuisce del 6,7% anche per effetto della decisione di non collocare obbligazioni di terzi nei primi nove mesi del 2011, quella relativa ai prodotti assicurativi scende del 6,4% e quella relativa al risparmio gestito cresce dello 0,6%.

Il risultato dell’attività di negoziazione è pari a 747 milioni di euro, rispetto ai 340 milioni dei primi nove mesi del 2010, con la componente relativa alla clientela che cresce a 276 da 258 milioni, quella di capital markets e attività finanziarie AFS che sale a 440 milioni (comprendenti 426 milioni derivanti complessivamente dalle cessioni delle quote in Prada e Findomestic) da 122 milioni, quella dell’attività di proprietary trading e tesoreria che  passa a un apporto positivo di 14 milioni da uno negativo di 104  milioni e quella dei prodotti strutturati di credito che diminuisce l’apporto positivo a 17 milioni da 64 milioni. Senza la riclassificazione IAS in anni passati di attività finanziarie detenute ai fini di negoziazione a finanziamenti e crediti e ad attività finanziarie disponibili per la vendita, si sarebbe registrato un impatto negativo ante imposte sul risultato dell’attività di negoziazione dei primi nove mesi del 2011 pari a 195 milioni.

Il risultato dell’attività assicurativa ammonta a 335 milioni di euro, risentendo di minusvalenze da valutazione (non realizzate) conseguenti alle tensioni sui mercati finanziari, rispetto ai 528 milioni dei primi nove mesi del 2010, che avevano beneficiato di plusvalenze da cessione di titoli.

Gli oneri operativi ammontano a 6.771 milioni di euro, in flessione dello 0,5% rispetto ai 6.806 milioni dei primi nove mesi del 2010, a seguito di una diminuzione dello 0,7% delle spese del personale e dell’ 1,6% delle spese amministrative e di un aumento del 6,7% degli ammortamenti.

Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 5.749 milioni di euro, in aumento del 4% rispetto ai 5.527 milioni dei primi nove mesi del 2010, con un cost/income ratio pari al 54,1% rispetto al 55,2% dei primi nove mesi del 2010.

Nei primi nove mesi del 2011 non si registrano rettifiche di valore dell’avviamento, così come nei primi nove mesi del 2010.

Il complesso degli accantonamenti e delle rettifiche di valore nette (accantonamenti per rischi e oneri, rettifiche su crediti e rettifiche su altre attività) è pari a 3.021 milioni di euro rispetto ai 2.541 milioni dei primi nove mesi del 2010. Gli accantonamenti per rischi e oneri ammontano a 112 milioni, rispetto ai 218 milioni dei primi nove mesi del 2010; le rettifiche nette su crediti sono pari a 2.200 milioni, in diminuzione del 3,3% rispetto ai 2.275 milioni dei primi nove mesi del 2010; le rettifiche nette su altre attività sono pari a 709 milioni (comprendenti 618 milioni di svalutazione di titoli governativi greci), rispetto ai 48 milioni dei primi nove mesi del 2010.

La voce utili/perdite su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti registra un saldo positivo di 40 milioni di euro comprendenti un apporto positivo di 146 milioni per la cessione di sportelli a Crédit Agricole e uno negativo di 132 milioni per l’impairment sulla partecipazione detenuta in Telco, rispetto agli 11 milioni dei primi nove mesi del 2010.

Il risultato corrente al lordo delle imposte è pari a 2.768 milioni di euro, in flessione del 7,6% rispetto ai 2.997 milioni dei primi nove mesi del 2010, ma in crescita dell’8,2% se si escludono il risultato dell’attività di negoziazione e dell’attività assicurativa nonché le svalutazioni di titoli governativi greci.

Il risultato netto consolidato è pari a 1.929 milioni di euro, in diminuzione del 12,3% rispetto ai 2.200 milioni di euro dei primi nove mesi del 2010 (che includeva 648 milioni di plusvalenza netta derivante dalla cessione dell’attività di securities services, inclusa nell’utile dei gruppi di attività in via di dismissione al netto delle imposte, e 86 milioni di beneficio fiscale derivante da iscrizione di imposte differite attive e addebito dell’imposta sostitutiva connessi all’affrancamento dell’avviamento), dopo la contabilizzazione di:
- imposte per 66 milioni di euro, con 1.100 milioni di beneficio fiscale derivante dall’iscrizione di imposte differite attive e dall’addebito dell’imposta sostitutiva connessi all’affrancamento di attività immateriali;
- oneri di integrazione e di incentivazione all’esodo (al netto delle imposte) per 499 milioni, conseguenti all’inclusione degli oneri non ricorrenti per l’uscita di circa 5.000 persone ai sensi dell’Accordo Quadro del 29 luglio 2011, integralmente contabilizzati nel periodo e pari a 471 milioni;
- oneri derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione (al netto delle imposte) per 254 milioni;
- una quota di pertinenza di terzi per 20 milioni.

Se si escludono le principali componenti non ricorrenti, il risultato netto nei primi nove mesi del 2011 è pari a 1.739 milioni di euro, in flessione del 5,6% rispetto ai 1.842 milioni di euro dei primi nove mesi del 2010, ma in crescita del 2,8% se si esclude anche il risultato dell’attività di negoziazione e dell’attività assicurativa.

Lo stato patrimoniale al 30 settembre 2011

Per quanto riguarda lo stato patrimoniale consolidato, al 30 settembre 2011 i crediti verso la clientela raggiungono i 381 miliardi di euro, in aumento dello 0,8% rispetto al 30 settembre 2010 (del 2,1% se si considerano i volumi medi anziché quelli di fine periodo) e dello 0,6% rispetto al dicembre 2010, a seguito di una riduzione dei crediti alle grandi e grandissime imprese e di un aumento di quelli alle piccole e medie imprese. Il complesso dei crediti deteriorati (in sofferenza, incagliati, ristrutturati e scaduti/sconfinanti) ammonta - al netto delle rettifiche di valore - a 22.211 milioni di euro, in aumento del 4,6% rispetto ai 21.238 milioni del 31 dicembre 2010; in quest’ambito, i crediti in sofferenza registrano un aumento a 8.327 milioni di euro dai 7.394 milioni del 31 dicembre 2010, con un’incidenza sui crediti complessivi pari al 2,2% (2% al 31 dicembre 2010) e un grado di copertura del 64% (analogo a quello di fine 2010). Considerando, oltre alle rettifiche specifiche, anche il valore delle garanzie reali e personali relative alle sofferenze, il grado di copertura complessivo delle stesse è pari al 128%. Gli incagli salgono a 9.269 milioni di euro da 8.966 milioni di dicembre 2010 e i ristrutturati a 3.466 milioni rispetto a 3.338 milioni di fine 2010;  i crediti scaduti/sconfinanti scendono a 1.149 milioni di euro rispetto a 1.540 milioni di fine 2010.
 
Le attività finanziarie della clientela risultano pari a 779 miliardi di euro (dopo le elisioni per le componenti che costituiscono sia raccolta diretta sia raccolta indiretta), in flessione del 6% rispetto al 31 dicembre 2010 e del 7,4% rispetto al 30 settembre 2010. Nell’ambito delle attività finanziarie della clientela, la raccolta diretta ammonta a 395 miliardi, con una diminuzione del 7,5% rispetto al 31 dicembre 2010 e del 9,1% rispetto al 30 settembre 2010 quasi interamente dovuta alla componente a breve termine da clientela istituzionale; la raccolta indiretta raggiunge i 407 miliardi, in flessione del 4,7% rispetto a fine 2010 e del 5,8% rispetto al 30 settembre 2010. L’ammontare di risparmio gestito è pari a 224 miliardi, in flessione del 4% rispetto al 31 dicembre 2010 e del 5,9% rispetto al 30 settembre 2010; la nuova produzione vita nei primi nove mesi del 2011 ammonta a 9,6 miliardi di euro (-6,2% rispetto ai primi nove mesi del 2010). La raccolta amministrata raggiunge i 182 miliardi, in diminuzione del 5,6% rispetto al 31 dicembre 2010 e del 5,7% rispetto al 30 settembre 2010.

I coefficienti patrimoniali al 30 settembre 2011 risultano - applicando le regole di Basilea 2 foundation e i modelli interni ai mutui residenziali e al portafoglio corporate (con floor all’85%) e deducendo il valore nominale delle azioni di risparmio - pari al 10,2% per il Core Tier 1 ratio (7,9% al 31 dicembre 2010), all’ 11,6% per il Tier 1 ratio  (9,4% a fine 2010) e al 14,7% per il coefficiente patrimoniale totale (13,2% a fine 2010). Tali coefficienti sono calcolati tenendo conto dei dividendi maturati nei nove mesi  per l’esercizio 2011, assumendo come tali il 75% dell’importo risultante dalla distribuzione di un dividendo unitario pari a quello pagato nel 2011 per l’esercizio 2010 al numero di azioni in essere dopo l’aumento di capitale.

Le informazioni attualmente disponibili portano a una stima degli effetti sui coefficienti patrimoniali del Gruppo derivanti da Basilea 3 a regime - applicando i parametri indicati per il 2019 ai dati di bilancio del 30 settembre 2011- nell’ordine di:
- 2,8 miliardi di euro di deduzioni totali dal common equity, nell’ipotesi di deduzione della partecipazione detenuta in Banca d’Italia e considerando l’assorbimento delle imposte differite attive (DTA) previsto prima dell’entrata a regime di Basilea 3,
- 11,3 miliardi di euro aggiuntivi di RWA relativi a DTA e investimenti bancari, finanziari e assicurativi non portati in deduzione perché rientranti nella franchigia,
- 11,2 miliardi di euro aggiuntivi di RWA derivanti da cartolarizzazioni, rischi di mercato (Stress VaR) e rischi di controparte (CVA);
 
con un conseguente impatto complessivo stimato sul Core Tier 1 ratio  nell’ordine di 150 centesimi di punto (l’impatto effettivo è soggetto all’implementazione della regolamentazione in materia), che porta a un coefficiente pro-forma pari all’8,7%. L’impatto si riduce a circa 80 centesimi di punto considerando il beneficio derivante dalle azioni di ottimizzazione di fonti e fabbisogni di capitale previste nel Piano di Impresa 2011-2013/2015.

* * *

Le scelte strategiche perseguite hanno permesso a Intesa Sanpaolo di confermarsi come uno dei gruppi bancari più solidi a livello internazionale, i cui punti di forza - oltre a quanto precedentemente detto in merito alla qualità dei crediti e al livello dei coefficienti patrimoniali - sono costituiti da: 
● robusta liquidità:
- elevata disponibilità di attivi stanziabili presso le Banche Centrali, pari a un livello corrispondente a una liquidità di 32 miliardi di euro a fine settembre 2011; a fine settembre erano in essere 20 miliardi di operazioni di finanziamento con BCE per ottimizzare il costo del funding, scese a 18,5 miliardi ai primi di novembre,
- elevato ammontare di attività liquide (costituite da attivi stanziabili disponibili e attivi stanziabili dati a collaterale), pari a 83 miliardi di euro a fine settembre 2011,
- in corso azioni per portare l’ammontare di attivi liquidi a circa 100 miliardi di euro nei prossimi mesi,
- fonti di raccolta stabili e ben diversificate, con raccolta da clientela (inclusi i titoli emessi) costituita per oltre il 70% dalla componente retail,
- a fine ottobre 2011 già effettuata raccolta a medio-lungo termine per 40 miliardi di euro, pari all’intero ammontare in scadenza nell’anno, di cui 25 miliardi costituiti da collocamenti retail, ossia 3 miliardi in più delle scadenze complessive retail e wholesale per il 2012;
● leverage contenuto e adeguata patrimonializzazione:
- leverage molto più basso e un rapporto tra patrimonio netto tangibile e attivo tangibile tra i migliori nel confronto con i principali gruppi bancari europei,
- un risultato dello stress test condotto dall’ EBA nello scorso luglio che ha evidenziato un grado di patrimonializzazione tra i migliori nel confronto con i principali gruppi bancari europei anche in condizioni di shock severi, con un Core Tier 1 ratio nell’ipotesi di scenario avverso al 2012 pari all’ 8,9%, senza considerare i benefici delle cessioni di sportelli a Crédit Agricole e di Findomestic registrati nel secondo trimestre 2011, e al 9,2%, includendoli,
- la successiva analisi condotta dall’EBA a ottobre sull’adeguatezza patrimoniale delle banche europee ha confermato che Intesa Sanpaolo non ha alcun fabbisogno di ulteriore capitale, con un Core Tier 1 ratio che risulterebbe pari a circa il 9,2% considerando il buffer calcolato dall’EBA a fronte dell’esposizione ai rischi sovrani, valore superiore al 9% minimo richiesto;
● basso profilo di rischio:
- a fine settembre, il portafoglio titoli di proprietà del Gruppo includeva titoli governativi (emessi da amministrazioni centrali e locali) greci per 586 milioni di euro (compreso un titolo Hellenic Railways garantito dallo Stato) dopo una svalutazione complessiva pari a circa il 45% del valore nominale e a circa il 55% del valore di libro ante rettifiche e un conseguente azzeramento delle riserve AFS, irlandesi per 251 milioni e portoghesi per 45 milioni;
- in particolare, per quanto riguarda i titoli governativi greci:
▪ la componente con scadenza entro il 2020 - oggetto del piano internazionale di scambio volontario dello scorso luglio - ammontava a 78 milioni, dopo una svalutazione per 34 milioni e attribuzione alle gestioni separate assicurative di circa 28 milioni di oneri,
▪ la componente con scadenza oltre tale data ammontava a 368 milioni, dopo una svalutazione per 498 milioni e attribuzione alle gestioni separate assicurative di circa 89 milioni di oneri,
▪ il titolo Hellenic Railways ammontava a 140 milioni, dopo una svalutazione per 85 milioni.

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Il Gruppo ha un’esposizione lorda e netta al rischio verso prodotti strutturati di credito con sottostanti attività US Subprime per 27 milioni di euro al 30 settembre 2011. Un’informativa completa e dettagliata in merito ai prodotti strutturati di credito detenuti dal Gruppo viene riportata - come di consueto – nel resoconto intermedio approvato dal Consiglio di Gestione nonché nelle specifiche pagine della presentazione dei risultati messa a disposizione del mercato.

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Al 30 settembre 2011, la struttura operativa del Gruppo Intesa Sanpaolo si articola in 7.323 sportelli bancari - di cui 5.598 in Italia e 1.725 all’estero - con 101.646 dipendenti, 191 persone in meno rispetto al 31 dicembre 2010.


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I risultati per area di Business  

La Divisione Banca dei Territori include:
- clientela Privati, costituita da famiglie (clienti privati con attività finanziarie fino a 100.000 euro), personal (clienti privati con attività finanziarie da 100.000 euro a un milione di euro), small business (piccole imprese con fatturato inferiore a 2,5 milioni e con accordato inferiore a un milione di euro);
- clientela Imprese, costituta da aziende con volume d’affari compreso tra 2,5 e 150 milioni;
-   clientela Private, costituita da clienti privati con attività finanziarie per oltre un milione di euro.
Nella Divisione sono inoltre incluse Intesa Sanpaolo Private Banking, la società del Gruppo dedicata alla clientela Private, Banca Prossima, che opera - attraverso le filiali del Gruppo con presidi locali e specialisti dedicati - al servizio degli enti nonprofit, e società prodotto quali Mediocredito Italiano, specializzata nel credito industriale, le compagnie assicurative EurizonVita, Sud Polo Vita, Intesa Sanpaolo Vita, Centrovita Assicurazioni e Intesa Sanpaolo Previdenza, la società fiduciaria SIREFID, Moneta e Neos Finance, specializzate nel credito al consumo, e Setefi, specializzata nella gestione dei pagamenti elettronici.

La Divisione Banca dei Territori nel terzo trimestre 2011 registra:
- proventi operativi netti per 2.331 milioni di euro, con una flessione del 3,1% rispetto ai 2.405 milioni del secondo trimestre 2011, ma stabili se si esclude il risultato dell’attività assicurativa che ha risentito delle minusvalenze da valutazione (non realizzate) indotte dalle tensioni dei mercati finanziari;
- oneri operativi per 1.431 milioni, in diminuzione dell’ 1,2% rispetto ai 1.448 milioni del secondo trimestre 2011;
- un risultato della gestione operativa di 901 milioni, in flessione del 5,9% rispetto ai 957 milioni del secondo trimestre 2011, ma in aumento del 2,4% se si esclude il risultato dell’attività assicurativa;
- un cost/income ratio al 61,4% rispetto al 60,2% del secondo trimestre 2011;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette pari a 536 milioni, in calo del 14,2% rispetto a 625 milioni del secondo trimestre 2011 e del 18,7% se si escludono le svalutazioni dei titoli governativi greci (pari a 31 milioni nel terzo trimestre e a 4 milioni nel secondo);
- un risultato corrente al lordo delle imposte di 365 milioni, in crescita del 9,9% rispetto ai 332 milioni del secondo trimestre 2011 e del 17,8% se si escludono le svalutazioni dei titoli governativi greci;
- un risultato netto pari a 96 milioni, in aumento del 79% rispetto ai 53 milioni del secondo trimestre 2011, e a 118 milioni - raddoppiato rispetto al secondo trimestre - se si escludono le svalutazioni dei titoli governativi greci.

La Divisione Banca dei Territori nei primi nove mesi del 2011 registra:
- proventi operativi netti per 7.133 milioni di euro, pari al 57% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (61% nei primi nove mesi del 2010), in flessione del 4,5% rispetto ai 7.468 milioni dei primi nove mesi del 2010, ma in crescita del 5% se si escludono l’apporto dell’attività di copertura dal rischio di tasso e il risultato dell’attività assicurativa;
- oneri operativi per 4.298 milioni, in diminuzione dell’ 1,6% rispetto ai 4.369 milioni dei primi nove mesi del 2010;
- un risultato della gestione operativa di 2.835 milioni, in calo dell’ 8,5% rispetto ai 3.099 milioni dei primi nove mesi del 2010, ma in aumento del 25,6% se si escludono l’apporto dell’attività di copertura dal rischio di tasso e il risultato dell’attività assicurativa;
- un cost/income ratio al 60,3% rispetto al 58,5% dei primi nove mesi del 2010;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette pari a 1.606 milioni, in linea con i 1.602 milioni dei primi nove mesi del 2010 ma in calo del 2% se si escludono le svalutazioni dei titoli governativi greci, e con le sole rettifiche nette su crediti che scendono dell’8,5% se si escludono Banca Monte Parma e Neos;
- un risultato corrente al lordo delle imposte di 1.229 milioni, in diminuzione del 17,9% rispetto ai 1.497 milioni dei primi nove mesi del 2010;
- un risultato netto pari a 405 milioni, in diminuzione del 38,2% rispetto ai 655 milioni dei primi nove mesi del 2010, e a 489 milioni se si escludono l’aumento dell’aliquota IRAP (59 milioni) e le svalutazioni dei titoli governativi greci.
La sola rete territoriale della Divisione Banca dei Territori (ossia se si esclude le società prodotto, Banca Monte Parma e l’apporto dell’attività di copertura dal rischio di tasso) nei primi nove mesi del 2011 registra:
- proventi operativi netti in crescita del 3,5% a 5.357 milioni di euro da 5.175 milioni dei primi nove mesi del 2010;
- oneri operativi in diminuzione del 2,1% a 3.897 milioni da 3.982 dei primi nove mesi del 2010;
- un risultato della gestione operativa in aumento del 22,4% a 1.460 milioni da 1.193 milioni dei primi nove mesi del 2010;
- rettifiche nette su crediti in calo del 13,4% a 1.090 milioni da 1.259 milioni dei primi nove mesi del 2010.

Eurizon Capital è la società, che si avvale di una collaborazione sempre più efficace con la Divisione Banca dei Territori, dedicata a fornire prodotti di risparmio gestito di tipo collettivo e individuale alle reti bancarie interne al Gruppo, nonché a sviluppare la presenza nel segmento dell’ “architettura aperta” attraverso specifici accordi di distribuzione con altre reti e investitori istituzionali. Ad Eurizon Capital fanno capo le controllate Eurizon Capital (Lussemburgo) ed Eurizon A.I., preposte alla promozione e alla gestione, rispettivamente, di fondi di diritto lussemburghese e di fondi alternativi, Epsilon Associati, specializzata nella gestione di prodotti strutturati e di fondi comuni tramite metodologie quantitative e controllata al 51% da Eurizon Capital e per il restante 49% da Banca IMI, e il 49% della società cinese di asset management Penghua Fund Management.

Eurizon Capital nel terzo trimestre 2011 registra:
- proventi operativi netti per 63 milioni di euro, in flessione del 5% rispetto ai 67 milioni del secondo trimestre 2011;
- oneri operativi per 29 milioni, in calo del 9,4% rispetto ai 32 milioni del secondo trimestre 2011;
- un risultato della gestione operativa per 34 milioni, in flessione dello 0,8% rispetto ai 35 milioni del secondo trimestre 2011;
- un cost/income ratio in miglioramento al 46% dal 47,8% del secondo trimestre 2011;
- un risultato corrente al lordo delle imposte pari a 34 milioni, in flessione dello 0,6% rispetto a 35 milioni del secondo trimestre 2011;
- un risultato netto di 18 milioni, in diminuzione del 5,4% rispetto ai 19 milioni del secondo trimestre 2011.

Eurizon Capital nei primi nove mesi del 2011 registra:
- proventi operativi netti per 199 milioni di euro, pari al 2% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (incidenza invariata rispetto ai primi nove mesi del 2010), in flessione del 2% rispetto ai 203 milioni dei primi nove mesi del 2010;
- oneri operativi per 93 milioni, in calo del 4,1% rispetto ai 97 milioni dei primi nove mesi del 2010;
- un risultato della gestione operativa per 106 milioni, invariato rispetto ai primi nove mesi del 2010;
- un cost/income ratio in miglioramento al 46,7%, dal 47,8% dei primi nove mesi del 2010;
- un risultato corrente al lordo delle imposte pari a 106 milioni, in aumento dell’ 1% rispetto ai 105 milioni dei primi nove mesi del 2010;
- un risultato netto di 54 milioni, in crescita del 3,8% rispetto ai 52 milioni dei primi nove mesi del 2010.

La Divisione Corporate e Investment Banking comprende:
- Large Corporate Italia, cui compete la relazione con i grandi gruppi italiani (imprese prevalentemente con fatturato superiore a 500 milioni di euro);
- Mid Corporate, cui compete la relazione con le imprese italiane con fatturato superiore a 150 milioni e prevalentemente fino a 500 milioni;
- Direzione Internazionale, cui compete la relazione con la clientela corporate estera ed è affidata la responsabilità delle filiali estere, degli uffici di rappresentanza e delle società estere corporate (Société Européenne de Banque e Intesa Sanpaolo Bank Ireland), nonché l’assistenza specialistica per il sostegno ai processi di internazionalizzazione delle aziende italiane e per il sostegno all’export;
- Global Banking & Transaction, cui compete la relazione con le istituzioni finanziarie italiane ed estere, la gestione dei servizi transazionali nell’ambito dei sistemi di pagamento, nonché la custodia e il regolamento di titoli prevalentemente italiani (local custody);
- Banca IMI, deputata all’attività di investment banking, ossia di realizzazione di prodotti di finanza strutturata e di consulenza nel campo del M&A per la clientela del Gruppo, e a quella di capital markets per i clienti del Gruppo e gli operatori istituzionali nelle attività di market making;
- Merchant Banking, che opera nel comparto del private equity anche tramite le società Private Equity International (PEI) e IMI Investimenti.
Nel perimetro della Divisione rientrano inoltre l’attività di Leasint, Centro Leasing,  Mediofactoring e quella di gestione del portafoglio proprietario del Gruppo.

La Divisione Corporate e Investment Banking nel terzo trimestre 2011 registra:
- proventi operativi netti per 828 milioni di euro, in calo del 27,8% rispetto ai 1.147 milioni del secondo trimestre 2011, che includeva 272 milioni di plusvalenza Prada;
- oneri operativi per 201 milioni, in diminuzione del 14,3% rispetto ai 235 milioni del secondo trimestre 2011;
- un risultato della gestione operativa di 626 milioni, in calo del 31,3% rispetto ai 912 milioni del secondo trimestre 2011, ma solo del 2,2% se si esclude dal secondo trimestre la plusvalenza Prada;
- un cost/income ratio al 24,3%, rispetto al 20,5% del secondo trimestre 2011;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette pari a 121 milioni, in flessione del 2,4% rispetto ai 124 milioni del secondo trimestre 2011;
- un saldo netto su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti negativo per un milione rispetto al saldo negativo di 138 milioni del secondo trimestre 2011, dovuto ai 132 milioni di impairment sulla partecipazione in Telco;
- un risultato corrente al lordo delle imposte di 504 milioni, in diminuzione del 22,4% rispetto ai 650 milioni del secondo trimestre 2011;
- un risultato netto di 330 milioni, in calo del 26,7% rispetto ai 450 milioni del secondo trimestre 2011, ma stabile se si escludono dal secondo trimestre la plusvalenza Prada e l’impairment Telco.

La Divisione Corporate e Investment Banking nei primi nove mesi del 2011 registra:
- proventi operativi netti per 2.878 milioni di euro (inclusivi di 272 milioni di plusvalenza Prada), pari al 23% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (21% nei primi nove mesi del 2010), con una crescita del 12,8% rispetto ai 2.552 milioni dei primi nove mesi del 2010;
- oneri operativi per 657 milioni, in linea con i 653 milioni dei primi nove mesi del 2010;
- un risultato della gestione operativa di 2.221 milioni, in aumento del 17% rispetto ai 1.899 milioni dei primi nove mesi del 2010;
- un cost/income ratio in miglioramento al 22,8% dal 25,6% dei primi nove mesi del 2010;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette pari a 346 milioni, in aumento del 4,5% rispetto ai 331 milioni dei primi nove mesi del 2010;
- un saldo netto su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti negativo per 141 milioni (inclusivi di 132 milioni di impairment Telco) rispetto a quello negativo di 4 milioni dei primi nove mesi del 2010;
- un risultato corrente al lordo delle imposte di 1.734 milioni, in aumento del 10,9% rispetto ai 1.564 milioni dei primi nove mesi del 2010;
- un risultato netto di 1.167 milioni, in crescita del 13,6% rispetto ai 1.027 milioni dei primi nove mesi del 2010.

 

Public Finance ha il compito di servire la clientela Stato, enti pubblici, enti locali, public utilities, general contractor e sanità pubblica e privata, sviluppando le attività di finanziamento e l’operatività bancaria corrente, la finanza di progetto, le cartolarizzazioni e la consulenza di carattere finanziario, con l'obiettivo di favorire la collaborazione tra pubblico e privato e di assistere le iniziative e i progetti di investimento nelle grandi infrastrutture, la sanità, la ricerca e la pubblica utilità in genere. L’attività è svolta tramite Banca Infrastrutture Innovazione e Sviluppo.

Public Finance nel terzo trimestre 2011 registra:
- proventi operativi netti per 55 milioni di euro, con una diminuzione del 39,4% rispetto ai 90 milioni del secondo trimestre 2011 dovuta al risultato dell’attività di negoziazione, che ha risentito di effetti valutativi;
- oneri operativi per 20 milioni, in aumento del 7,4% rispetto ai 19 milioni del secondo trimestre 2011;
- un risultato della gestione operativa di 35 milioni, in diminuzione del 51,7% rispetto a 72 milioni del secondo trimestre 2011;
- un cost/income ratio al 36,4% rispetto al 21,1% del secondo trimestre 2011;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette di 459 milioni dovuto alla svalutazione dei titoli governativi greci, rispetto ai 27 milioni del secondo trimestre 2011 (inclusivi di 12 milioni di svalutazione dei titoli governativi greci);
- un risultato corrente al lordo delle imposte negativo per 424 milioni rispetto al saldo positivo di 45 milioni del secondo trimestre 2011, ma positivo per 37 milioni se si esclude la svalutazione dei titoli governativi greci;
- un risultato netto negativo per 313 milioni rispetto al saldo positivo di 27 milioni del secondo trimestre 2011, ma positivo per 21 milioni rispetto a quello di 35 milioni del secondo trimestre se si escludono le svalutazioni dei titoli governativi greci.

Public Finance nei primi nove mesi del 2011 registra:
- proventi operativi netti per 251 milioni di euro, pari al 2% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (incidenza invariata rispetto ai primi nove mesi del 2010), con un aumento del 4,6% rispetto ai 240 milioni dei primi nove mesi del 2010;
- oneri operativi per 57 milioni, in calo del 3,4% rispetto ai 59 milioni dei primi nove mesi del 2010;
- un risultato della gestione operativa di 194 milioni, in aumento del 7,2% rispetto a 181 milioni dei primi nove mesi del 2010;
- un cost/income ratio in miglioramento al 22,7%, dal 24,6% dei primi nove mesi del 2010;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette di 488 milioni (inclusivi di 472 milioni di svalutazione di titoli governativi greci), rispetto ai 18 milioni dei primi nove mesi del 2010;
- un risultato corrente al lordo delle imposte negativo per 294 milioni, rispetto al saldo positivo di 163 milioni dei primi nove mesi del 2010, ma positivo per 178 milioni e in crescita dell’ 8,9% se si esclude la svalutazione di titoli governativi greci;
- un risultato netto negativo per 235 milioni, rispetto al saldo positivo di 101 milioni dei primi nove mesi del 2010, ma positivo per 107 milioni e in crescita del 5,9% se si esclude la svalutazione dei titoli governativi greci.

 

La Divisione Banche Estere presidia l’attività del Gruppo sui mercati esteri nei quali è presente tramite banche commerciali controllate e partecipate, fornisce indirizzo, coordinamento e supporto alle controllate estere che svolgono prevalentemente attività bancaria retail; è responsabile della definizione delle linee strategiche di sviluppo del Gruppo relativamente alla presenza diretta sui mercati esteri, con esplorazione sistematica e analisi di nuove opportunità di crescita sui mercati già presidiati e su nuovi mercati, del coordinamento dell’operatività delle banche estere e della gestione delle relazioni delle banche estere con le strutture centralizzate della Capogruppo e con le filiali o altri uffici esteri della Divisione Corporate e Investment Banking. La Divisione è strutturata in tre Direzioni, a presidio dei diversi ambiti geografici in cui opera: i) la Direzione Area Banche SEE, cui fanno capo le partecipazioni nelle banche operanti in Europa Sud Orientale, Privredna Banka Zagreb in Croazia, Banca Intesa Beograd in Serbia, Intesa Sanpaolo Banka Bosna i Hercegovina in Bosnia-Erzegovina, Intesa Sanpaolo Bank Albania, Intesa Sanpaolo Bank Romania e Banca CR Firenze Romania; ii) la Direzione Area Banche CEE, cui fanno capo le partecipazioni nelle banche operanti in Europa Centro Orientale, Banka Koper in Slovenia, VUB Banka in Slovacchia, CIB Bank in Ungheria; iii) la Direzione Aree Banche CIS e South Mediterranean, cui fanno capo le controllate Banca Intesa nella Federazione Russa, Pravex-Bank in Ucraina e Bank of Alexandria in Egitto.

La Divisione Banche Estere nel terzo trimestre 2011 registra:
- proventi operativi netti per 596 milioni di euro, in linea con i 598 milioni del secondo trimestre 2011;
- oneri operativi per 284 milioni, in diminuzione del 2,3% rispetto ai 291 milioni del secondo trimestre 2011;
- un risultato della gestione operativa di 312 milioni, in aumento dell’ 1,7% rispetto ai 307 milioni del secondo trimestre 2011;
- un cost/income ratio in miglioramento al 47,7% dal 48,7% del secondo trimestre 2011;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette pari a 136 milioni, in diminuzione del 3,5% rispetto ai 141 milioni del secondo trimestre 2011;
- un saldo positivo su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti per un milione, rispetto ai 2 milioni del secondo trimestre 2011;
- un risultato corrente al lordo delle imposte di 178 milioni, in aumento del 5,9% rispetto ai 168 milioni del secondo trimestre 2011;
- un risultato netto di 130 milioni, in crescita del 2,2% rispetto ai 127 milioni del secondo trimestre 2011.

La Divisione Banche Estere nei primi nove mesi del 2011 registra:
- proventi operativi netti per 1.784 milioni di euro, pari al 14% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (incidenza invariata rispetto ai primi nove mesi del 2010), con una crescita del 5,1% rispetto ai 1.698 milioni dei primi nove mesi del 2010;
- oneri operativi per 860 milioni, in aumento dello 0,9% rispetto agli 852 milioni dei primi nove mesi del 2010;
- un risultato della gestione operativa di 924 milioni, in aumento del 9,2% rispetto agli 846 milioni dei primi nove mesi del 2010 (dell’ 11% escludendo l’effetto cambio);
- un cost/income ratio in miglioramento al 48,2% dal 50,2% dei primi nove mesi del 2010;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette pari a 459 milioni, in aumento dell’ 11,7% rispetto ai 411 milioni dei primi nove mesi del 2010;
- un saldo positivo su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti per 5 milioni rispetto ai 2 milioni dei primi nove mesi del 2010;
- un risultato corrente al lordo delle imposte di 470 milioni, in aumento del 7,6% rispetto ai 437 milioni dei primi nove mesi del 2010;
- un risultato netto pari a 344 milioni, in crescita del 6,2% rispetto ai 324 milioni dei primi nove mesi del 2010, e a 347 milioni - in aumento del 7,1% - se si escludono le svalutazioni dei titoli governativi greci.


Banca Fideuram, che svolge attività di asset gathering tramite la propria rete di private bankers al servizio della clientela con un potenziale di risparmio medio/alto e la cui operatività include Fideuram Vita, nel terzo trimestre 2011 registra:
- proventi operativi netti per 180 milioni di euro, in calo del 13% rispetto ai 207 milioni del secondo trimestre 2011, ma in crescita  dell’11,6% se si esclude il risultato dell’attività assicurativa che ha risentito delle minusvalenze da valutazione (non realizzate) indotte dalle tensioni dei mercati finanziari;
- oneri operativi per 87 milioni, in diminuzione del 4,3% rispetto ai 91 milioni del secondo trimestre 2011;
- un risultato della gestione operativa di 93 milioni, in calo del 19,9% rispetto ai 116 milioni del secondo trimestre 2011, ma in crescita  del 29,3% se si esclude il risultato dell’attività assicurativa;
- un cost/income ratio al 48,3% rispetto al 44% del secondo trimestre 2011;
- accantonamenti e rettifiche nette per 105 milioni (inclusivi di 101 milioni di svalutazione dei titoli governativi greci), rispetto ai 21 milioni del secondo trimestre 2011;
- un saldo nullo su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti rispetto al saldo positivo per 7 milioni del secondo trimestre 2011;
- un risultato corrente al lordo delle imposte negativo per 12 milioni, rispetto al saldo positivo di 102 milioni del secondo trimestre 2011, ma positivo per 88 milioni se si esclude la svalutazione dei titoli governativi greci;
- un risultato netto negativo di 31 milioni, rispetto al saldo positivo di 53 milioni del secondo trimestre 2011, ma positivo per 36 milioni se si esclude la svalutazione dei titoli governativi greci e per 59 milioni - rispetto ai 79 milioni del secondo trimestre - se si esclude anche l’effetto degli oneri derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione.

 
Banca Fideuram nei primi nove mesi del 2011 registra:
- proventi operativi netti per 587 milioni di euro, pari al 5% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (incidenza invariata rispetto ai primi nove mesi del 2010), in aumento del 5,8% rispetto ai 555 milioni dei primi nove mesi del 2010;
- oneri operativi per 265 milioni, invariati rispetto ai primi nove mesi del 2010;
- un risultato della gestione operativa di 322 milioni, in crescita dell’ 11% rispetto ai 290 milioni dei primi nove mesi del 2010;
- un cost/income ratio in miglioramento al 45,1% dal 47,7% dei primi nove mesi del 2010;
- accantonamenti e rettifiche nette per 134 milioni (inclusivi di 107 milioni di svalutazione dei titoli governativi greci), rispetto ai 52 milioni dei primi nove mesi del 2010;
- un saldo positivo su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti per 7 milioni rispetto al saldo nullo dei primi nove mesi del 2010;
- un risultato corrente al lordo delle imposte di 195 milioni, in diminuzione del 18,1% rispetto ai 238 milioni dei primi nove mesi del 2010, ma di 302 milioni, in aumento del 27,2%, se si esclude la svalutazione dei titoli governativi greci;
- un risultato netto pari a 73 milioni, in calo del 25,5% rispetto ai 98 milioni dei primi nove mesi del 2010, ma a 145 milioni, in aumento del 48%, se si esclude la svalutazione dei titoli governativi greci nonché a 215 milioni - rispetto ai 175 milioni dei primi nove mesi del 2010 - se si esclude anche l’effetto degli oneri derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione.

Le prospettive per l’esercizio in corso

Si ritiene che il Gruppo Intesa Sanpaolo nel 2011 possa registrare un andamento coerente con il Piano di Impresa 2011-2013/2015, che si pone l’obiettivo prioritario di garantire una redditività sostenibile nel medio periodo, sviluppando l’attività fondata sulla relazione di lungo periodo con la clientela, calibrando controllo dei costi e investimenti, presidiando la qualità del credito e rafforzando la liquidità e la patrimonializzazione.


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Ai fini di comparabilità dei risultati, i dati di conto economico sono stati riesposti a seguito principalmente di cinque operazioni:
1. l’acquisizione del controllo di Banca Monte Parma, perfezionata nel luglio 2011: per i primi due trimestri 2011 e per i quattro trimestri 2010 le relative componenti sono state consolidate linea per linea, attribuendo il relativo apporto in termini di utile netto agli utili di pertinenza di terzi;
2. l’acquisizione del controllo di Banca Sara, perfezionata nel giugno 2011, che ha portato all’ingresso della società nel perimetro di consolidamento integrale per quanto riguarda il conto economico nel terzo trimestre 2011: per i primi due trimestri 2011 e per i quattro trimestri 2010 le relative componenti sono state consolidate linea per linea, attribuendo il relativo apporto in termini di utile netto agli utili di pertinenza di terzi;
3. la cessione di Cassa di Risparmio della Spezia e di 96 sportelli al gruppo Crédit Agricole, perfezionata nel gennaio, marzo e giugno 2011: per i quattro trimestri 2010 le relative componenti sono state deconsolidate linea per linea, attribuendo il relativo apporto in termini di utile netto agli utili di pertinenza di terzi;
4. l’acquisizione di 50 sportelli ceduti da Banca Monte dei Paschi di Siena, entrati nel perimetro di consolidamento integrale per quanto riguarda il conto economico nel terzo trimestre 2010: per i primi due trimestri 2010 le relative componenti sono state consolidate linea per linea, attribuendo il relativo apporto in termini di utile netto agli utili di pertinenza di terzi;
5. l’acquisizione del restante 50% del capitale di Intesa Vita non detenuto dal Gruppo Intesa Sanpaolo, ceduto dal Gruppo Generali, perfezionata nel settembre 2010, che ha portato all’ingresso di Intesa Vita nel perimetro di consolidamento integrale per quanto riguarda il conto economico nel quarto trimestre 2010: per i primi tre trimestri 2010 le relative componenti sono state consolidate linea per linea, attribuendo il relativo apporto in termini di utile netto agli utili di pertinenza di terzi.
Inoltre, sempre ai fini di comparabilità dei risultati, i dati di stato patrimoniale:
1. dei primi due trimestri 2011 e dei quattro trimestri 2010 sono stati riesposti consolidando linea per linea le componenti riguardanti  Banca Monte Parma;
2. del primo trimestre 2011 e dei quattro trimestri 2010 sono stati riesposti consolidando linea per linea le componenti riguardanti  Banca Sara;
3. dei quattro trimestri 2010 sono stati riesposti deconsolidando linea per linea le componenti relative a Cassa di Risparmio della Spezia e a 96 sportelli oggetto di cessione nel gennaio, marzo e giugno 2011 al gruppo Crédit Agricole e attribuendo il relativo apporto in termini di sbilancio tra le pertinenti attività e passività alla posizione interbancaria;
4. del primo trimestre 2010 sono stati riesposti consolidando linea per linea le componenti riguardanti  l’acquisizione dei 50 sportelli ceduti da Banca Monte dei Paschi di Siena perfezionata nel giugno 2010;
5. dei primi due trimestri 2010 sono stati riesposti consolidando linea per linea le componenti riguardanti Intesa Vita.
Infine, i dati di conto economico e di stato patrimoniale relativi alle aree di Business sono stati riesposti:
1. per i quattro trimestri 2010 a seguito della riallocazione di Intesa Sanpaolo Suisse Private Bank dalla Divisione Corporate e Investment Banking alla Divisione Banca dei Territori;
2. per i primi due trimestri 2010 a seguito dell’attribuzione a Banca Fideuram del ramo d’azienda Fideuram Vita scorporato da EurizonVita e quindi dalla Divisione Banca dei Territori;
3. per i primi tre trimestri 2010 a seguito della riallocazione di Neos Finance dal Centro di Governo alla Divisione Banca dei Territori. 
    

  

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L’utile netto normalizzato è stato calcolato escludendo le principali componenti non ricorrenti costituite da:

nel primo trimestre 2011: 1) 11 milioni di imposta straordinaria riguardante la controllata ungherese, inclusi nelle imposte sul reddito dell’attività corrente, 2)  6 milioni di oneri di integrazione connessi alla fusione e relativi risparmi d’imposta, che portano a oneri netti pari a 4 milioni e 3) 86 milioni di oneri, al netto delle imposte, derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione;

nel secondo trimestre 2011: 1) 272 milioni di plusvalenza derivante dalla cessione del 4% di Prada inclusi nel risultato dell’attività di negoziazione e relative imposte, che portano a una plusvalenza netta di 253 milioni, 2) 154 milioni di plusvalenza derivante dalla cessione del restante 25% di Findomestic inclusi nel risultato dell’attività di negoziazione, relative imposte e quota di pertinenza di terzi, che portano a una plusvalenza netta di pertinenza del Gruppo di 128 milioni, 3) 25 milioni di oneri derivanti dalla svalutazione dei titoli governativi greci con scadenza entro il 2020, inclusi nelle rettifiche nette di valore su altre attività, e relativi risparmi di imposta, che portano a oneri netti di 17 milioni, 4) 146 milioni di plusvalenza derivante dalla cessione di sportelli a Crédit Agricole inclusi nell’utile delle attività detenute fino a scadenza e su altri investimenti, relative imposte e quota di pertinenza di terzi, che portano a una plusvalenza netta di pertinenza del Gruppo di 145 milioni, 5) 132 milioni di oneri derivanti dall’impairment della partecipazione in Telco inclusi nell’utile delle attività detenute fino a scadenza e su altri investimenti, 6) 11 milioni di imposta straordinaria riguardante la controllata ungherese, inclusi nelle imposte sul reddito dell’attività corrente, 7) 57 milioni di oneri derivanti dall’aumento dell’aliquota IRAP inclusi nelle imposte sul reddito dell’attività corrente, 8) 18 milioni di oneri di integrazione connessi alla fusione e relativi risparmi d’imposta, che portano a oneri netti pari a 12 milioni e 9) 85 milioni di oneri, al netto delle imposte, derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione;

nel terzo trimestre 2011: 1) 593 milioni di oneri derivanti dalla svalutazione dei titoli governativi greci, inclusi nelle rettifiche nette di valore su altre attività, e relativi risparmi di imposta, che portano a oneri netti di 424 milioni, 2) 1.100 milioni di beneficio fiscale derivante dall’iscrizione di imposte differite attive e dall’addebito dell’imposta sostitutiva connessi all’affrancamento di attività immateriali, inclusi nelle imposte sul reddito dell’attività corrente, 3) 11 milioni di imposta straordinaria riguardante la controllata ungherese, inclusi nelle imposte sul reddito dell’attività corrente, 4) 20 milioni di oneri derivanti dall’aumento dell’aliquota IRAP inclusi nelle imposte sul reddito dell’attività corrente, 5) 666 milioni di oneri di integrazione e di incentivazione all’esodo e relativi risparmi d’imposta, che portano a oneri netti pari a 483 milioni e 6) 83 milioni di oneri, al netto delle imposte, derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione;

nel primo trimestre 2010: 1) 86 milioni di beneficio fiscale derivante dall’iscrizione di imposte differite attive e dall’addebito dell’imposta sostitutiva connessi all’affrancamento dell’avviamento da parte di alcune controllate, inclusi nelle imposte sul reddito dell’attività corrente, 2) 23 milioni di oneri di integrazione connessi alla fusione e relativi risparmi d’imposta, che portano a oneri netti pari a 16 milioni e 3) 92 milioni di oneri, al netto delle imposte, derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione;

nel secondo trimestre 2010: 1) 19 milioni di competenza del primo semestre 2010 di imposta straordinaria riguardante la controllata ungherese, inclusi nelle imposte sul reddito dell’attività corrente, 2) 664 milioni di plusvalenze derivanti dalla cessione dell’attività di securities services e relative imposte, che portano a una plusvalenza netta di 648 milioni inclusa nell’utile dei gruppi di attività in via di dismissione al netto delle imposte, 3) 41 milioni di oneri di integrazione connessi alla fusione e relativi risparmi d’imposta, che portano a oneri netti pari a 27 milioni e 4) 100 milioni di oneri, al netto delle imposte, derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione;

nel terzo trimestre 2010: 1) 9 milioni di imposta straordinaria riguardante la controllata ungherese, inclusi nelle imposte sul reddito dell’attività corrente, 2) 13 milioni di oneri di integrazione connessi alla fusione e relativi risparmi d’imposta, che portano a oneri netti pari a 11 milioni e 3) 102 milioni di oneri, al netto delle imposte, derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione;
nel quarto trimestre 2010: 1) 100 milioni di stanziamento prudenziale per possibili definizioni di controversie, inclusi negli accantonamenti netti ai fondi rischi e oneri, 2) 255 milioni di apporto positivo derivante dall’adeguamento al fair value della valutazione del 50% di Intesa Vita già detenuto, conseguente all’acquisizione del controllo totalitario, inclusi negli utili su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti, 3) 15 milioni di imposta straordinaria riguardante la controllata ungherese, inclusi nelle imposte sul reddito dell’attività corrente, 4) 27 milioni di oneri di integrazione connessi alla fusione e relativi risparmi d’imposta, che portano a oneri netti pari a 18 milioni e 5) 102 milioni di oneri, al netto delle imposte, derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione.
 

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Allo scopo di consentire una più completa informativa sui risultati conseguiti nei primi nove mesi del 2011, si allegano i prospetti relativi al conto economico e allo stato patrimoniale consolidati riclassificati inclusi nel resoconto approvato dal Consiglio di Gestione. Si precisa che tali prospetti e il resoconto trimestrale non sono oggetto di verifica da parte della società di revisione.

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Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Ernesto Riva, dichiara ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del Testo Unico della Finanza che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili.


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La presente comunicazione e le informazioni ivi contenute non ha finalità di né costituisce in alcun modo consulenza in materia di investimenti. Le dichiarazioni ivi contenute non sono state oggetto di verifica indipendente. Non viene fatta alcuna dichiarazione o garanzia, espressa o implicita,  in riferimento a, e nessun affidamento dovrebbe essere fatto relativamente all’imparzialità, accuratezza, completezza, correttezza e affidabilità delle informazioni ivi contenute. La Società e i suoi rappresentanti declinano ogni responsabilità (sia per negligenza o altro), derivanti in qualsiasi modo da tali informazioni e/o per eventuali perdite derivanti dall’utilizzo o meno di questa comunicazione. Accedendo a questi materiali, il lettore accetta di essere vincolato dalle limitazioni di cui sopra.

Questo comunicato stampa contiene previsioni e stime che riflettono le attuali opinioni del management Intesa Sanpaolo in merito ad eventi futuri. Previsioni e stime sono in genere identificate da espressioni come “è possibile,” “si dovrebbe,” “si prevede,” “ci si attende,” “si stima,” “si ritiene,” “si intende,” “si progetta,” “obiettivo” oppure dall’uso negativo di queste espressioni o da altre varianti di tali espressioni oppure dall’uso di terminologia comparabile. Queste previsioni e stime comprendono, ma non si limitano a, tutte le informazioni diverse dai dati di fatto, incluse, senza limitazione, quelle relative alla posizione finanziaria futura di Intesa Sanpaolo e ai risultati operativi, la strategia, i piani, gli obiettivi e gli sviluppi futuri nei mercati in cui Intesa Sanpaolo opera o intende operare.

A seguito di tali incertezze e rischi, si avvisano i lettori che non devono fare eccessivo affidamento su tali informazioni di carattere previsionale come previsione di risultati effettivi. La capacità del Gruppo Intesa Sanpaolo di raggiungere i risultati previsti dipende da molti fattori al di fuori del controllo del management. I risultati effettivi possono differire significativamente (ed essere più negativi di) da quelli previsti o impliciti nei dati previsionali. Tali previsioni e stime comportano rischi ed incertezze che potrebbero avere un impatto significativo sui risultati attesi e si fondano su assunti di base.

Le previsioni e le stime ivi formulate si basano su informazioni a disposizione di Intesa Sanpaolo alla data odierna. Intesa Sanpaolo non si assume alcun obbligo di aggiornare pubblicamente e di rivedere previsioni e stime a seguito della disponibilità di nuove informazioni, di eventi futuri o di altro, fatta salva l’osservanza delle leggi applicabili. Tutte le previsioni e le stime successive, scritte ed orali, attribuibili a Intesa Sanpaolo o a persone che agiscono per conto della stessa sono espressamente qualificate, nella loro interezza, da queste dichiarazioni cautelative.
 

 

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