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INTESA SANPAOLO: RISULTATI CONSOLIDATI AL 30 SETTEMBRE 2013 

STATO PATRIMONIALE MOLTO SOLIDO: INTESA SANPAOLO, UNA DELLE POCHE BANCHE AL MONDO GIA’ IN LINEA CON I REQUISITI DI BASILEA 3 PER PATRIMONIALIZZAZIONE E LIQUIDITA’, RAFFORZA ULTERIORMENTE LA PROPRIA LEADERSHIP.

NEL TERZO TRIMESTRE IL GRUPPO REGISTRA UNA CRESCITA RISPETTO AL PRECEDENTE TRIMESTRE PER RICAVI, RISULTATO OPERATIVO, UTILE ANTE IMPOSTE E UTILE NETTO, NONOSTANTE UN CONTESTO DI MERCATO DIFFICILE E ACCANTONAMENTI ESTREMAMENTE PRUDENZIALI.

INTESA SANPAOLO HA ATTUATO UNA POLITICA PARTICOLARMENTE RIGOROSA E PRUDENZIALE, ANCHE IN PREVISIONE DELLA VERIFICA DELLA QUALITA’ DEGLI ATTIVI E DELLO STRESS TEST CHE VERRANNO CONDOTTI PROSSIMAMENTE SULLE BANCHE EUROPEE.

UNA SQUADRA COESA, COSTITUITA DALLE 94 MILA PERSONE DEL GRUPPO, HA REALIZZATO RISULTATI ROBUSTI NEI NOVE MESI 2013 ED E’ DETERMINATA A CREARE VALORE CON IL NUOVO PIANO D’IMPRESA CHE VERRA’ COMPLETATO PER LA PRIMAVERA 2014.

GIA’ APPROVATO IL PIANO DI AZIONE DELLA DIVISIONE BANCA DEI TERRITORI, BUSINESS UNIT DETERMINANTE PER I RISULTATI DEL GRUPPO ANCHE NEL QUADRO DEL NUOVO PIANO D’IMPRESA.  

  • ELEVATA PATRIMONIALIZZAZIONE, IN ULTERIORE MIGLIORAMENTO E LARGAMENTE SUPERIORE AI REQUISITI NORMATIVI; COMMON EQUITY BASILEA 3 PRO-FORMA, TENENDO CONTO DEI DIVIDENDI MATURATI NEI PRIMI NOVE MESI: 

    • 11,2% SECONDO I CRITERI A REGIME
    • 11,5% SECONDO I CRITERI A REGIME CONSIDERANDO IL DANISH COMPROMISE

  • RISULTATI DEL TERZO TRIMESTRE IN CRESCITA RISPETTO AL PRECEDENTE TRIMESTRE: 

    • PROVENTI OPERATIVI NETTI +1,5%
    • RISULTATO DELLA GESTIONE OPERATIVA +1,5%
    • UTILE ANTE IMPOSTE +17%
    • UTILE NETTO QUASI RADDOPPIATO A 218 MLN DA 116 MLN
     
  • POLITICA DI ACCANTONAMENTI PARTICOLARMENTE RIGOROSA E PRUDENZIALE:
    • ULTERIORMENTE AUMENTATA LA COPERTURA SPECIFICA DEL TOTALE DEI CREDITI DETERIORATI, SALITA AL 44,5%, CON LA COMPONENTE SOFFERENZE COPERTA AL 61%
    • RAFFORZATO IL GIA’ ROBUSTO BUFFER DI RISERVA SUI CREDITI IN BONIS

  • OBIETTIVO DEL NUOVO PIANO D’IMPRESA E’ NEL MEDIO PERIODO UN RENDIMENTO SUPERIORE AL COSTO DEL CAPITALE PER:
    • IL GRUPPO
    • CIASCUNA BUSINESS UNIT

  • PIANO DI AZIONE DELLA DIVISIONE BANCA DEI TERRITORI:  

    • INIZIATIVE DI SEMPLIFICAZIONE GIA’ IN CORSO PER:
    - RETE: RAFFORZAMENTO DEL RUOLO DEI 7 DIRETTORI REGIONALI COME “DIRETTORI GENERALI SUL TERRITORIO” E RIDUZIONE DELLE FUNZIONI DI SUPPORTO DA CIRCA 300 A CIRCA 100
    - STRUTTURE CENTRALI: RIDUZIONE DEL NUMERO DI RIPORTI DIRETTI AL RESPONSABILE DELLA DIVISIONE DA 22 A 6 (ESCLUSI I DIRETTORI REGIONALI)
    - PRESIDIO DEL TERRITORIO: ACCORPAMENTI DI CIRCA 1.300 FILIALI; 500 FILIALI APERTE FINO ALLE OTTO DI SERA E IL SABATO MATTINA; OLTRE 700 PERSONE ABILITATE PER LA CONSULENZA FINANZIARIA A DOMICILIO DELLA CLIENTELA

  • PERCORSO DI RAZIONALIZZAZIONE DELLE ENTITA’ GIURIDICHE CHE PORTERA’ A:
    - UNA SIGNIFICATIVA RIDUZIONE DEL NUMERO DELLE BANCHE LOCALI DALLE  ATTUALI 16
    - UNA RIDUZIONE A 2 DALLE 7 SOCIETÀ PRODOTTO ATTUALMENTE OPERANTI NEI SETTORI DEL CREDITO INDUSTRIALE, LEASING E FACTORING 
     

DATI DI SINTESI:

 

COEFFICIENTI
PATRIMONIALI:

COMMON EQUITY BASILEA 3 PRO-FORMA A REGIME A 11,2% (11,5%
CONSIDERANDO IL DANISH COMPROMISE)

 
CORE TIER 1 A 12,1%
A PARITA’ DI TRATTAMENTO DEGLI INVESTIMENTI
ASSICURATIVI, A 11,5% CON IL NUOVO TRATTAMENTO
 

TIER 1 A 13% A PARITA’ DI TRATTAMENTO DEGLI INVESTIMENTI
ASSICURATIVI, A 12,5% CON IL NUOVO TRATTAMENTO
 

PROVENTI OPERATIVI
NETTI:

3° TRIM. 2013:
9 MESI 2013:

+1,5% A € 4.146 MLN DA € 4.086 MLN DEL 2° TRIM. 2013;
-7,7% A € 12.351 MLN DA € 13.387 MLN DEI 9 MESI 2012

ONERI OPERATIVI:

3° TRIM. 2013:
9 MESI 2013:

+1,4% A € 2.041 MLN DA € 2.013 MLN DEL 2° TRIM. 2013;
-7% A € 6.150 MLN DA € 6.616 MLN DEI 9 MESI 2012

RISULTATO GESTIONE
OPERATIVA:

3° TRIM. 2013:
9 MESI 2013:

+1,5% A € 2.105 MLN DA € 2.073 MLN DEL 2° TRIM. 2013;
-8,4% A € 6.201 MLN DA € 6.771 MLN DEI 9 MESI 2012

RISULTATO CORRENTE
LORDO IMPOSTE:

3° TRIM. 2013:
9 MESI 2013:

+17% A € 570 MLN DA € 487 MLN DEL 2° TRIM. 2013;
-43,4% A € 1.825 MLN DA € 3.224 MLN DEI 9 MESI 2012

IMPOSTE:

3° TRIM. 2013:
9 MESI 2013:

€ 264 MLN DA € 274 MLN DEL 2° TRIM. 2013;
€ 902 MLN DA € 1.232 MLN DEI 9 MESI 2012

RISULTATO NETTO:

3° TRIM. 2013:
9 MESI 2013:

€ 218 MLN DA € 116 MLN DEL 2° TRIM. 2013;
€ 640 MLN DA € 1.688 MLN DEI 9 MESI 2012

UTILE NETTO
NORMALIZZATO
(1):

 

3° TRIM. 2013:
9 MESI 2013:

€ 194 MLN DA € 268 MLN DEL 2° TRIM. 2013;
€ 854 MLN DA € 1.272 MLN DEI 9 MESI 2012

 

Torino, Milano, 13 novembre 2013 – Si è riunito oggi il Consiglio di Gestione di Intesa Sanpaolo, che ha approvato il resoconto intermedio consolidato al 30 settembre 2013 (2).  

I risultati del Gruppo nei primi nove mesi del 2013 riflettono un contesto di mercato difficile e l’attuazione di una politica particolarmente rigorosa e prudenziale di ulteriore rafforzamento dello stato patrimoniale già solido e in particolare degli accantonamenti, pur in presenza di segnali di stabilizzazione nel trend del credito, anche in previsione della verifica della qualità degli attivi e dello stress test che verranno condotti prossimamente sulle banche europee dalle autorità preposte:

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(1) Nota metodologica sul calcolo dell’utile netto normalizzato a pagina 19.
(2) Nota metodologica sul perimetro di consolidamento a pagina 19.
 
● patrimonializzazione assai solida e in ulteriore miglioramento: ulteriormente rafforzati i coefficienti patrimoniali (già su livelli largamente superiori ai requisiti normativi) al 30 settembre 2013, tenendo conto dei dividendi maturati nei primi nove mesi dell’anno. Il common equity ratio pro-forma Basilea 3 a regime è salito all’ 11,2%(3), dal 10,6% di fine 2012, livello top tra le maggiori banche europee, che raggiungerebbe l’ 11,5% considerando il cosiddetto Danish compromise, ossia  nel caso in cui gli investimenti assicurativi venissero trattati come attivi ponderati per il rischio anziché dedotti dal capitale. Il Core Tier 1 ratio è salito al 12,1% dall’ 11,2% di fine 2012, considerando il regime di deduzione degli investimenti assicurativi in vigore fino al 31 dicembre 2012, ed è risultato pari all’ 11,5%  considerando il nuovo regime (4);

● elevata liquidità e forte capacità di funding: attività liquide per 124 miliardi di euro ed elevata disponibilità di attivi stanziabili presso le Banche Centrali, corrispondenti a una liquidità di 92 miliardi di euro, a fine settembre 2013; rispettati già oggi i requisiti di liquidità Liquidity Coverage Ratio e Net Stable Funding Ratio di Basilea 3, in largo anticipo sulle date previste per l’entrata in vigore a regime (2019 e 2018, rispettivamente);

● conti correnti e depositi da clientela in crescita del 5,3% rispetto a fine 2012;

● risultati positivi da tutte le business unit;

● contributo importante e crescente del Wealth Management: 1.264 milioni di euro di utile ante imposte nei primi nove mesi del 2013 (+20,7% rispetto ai primi nove mesi del 2012), di cui 220 milioni da Private Banking (+25,5% rispetto ai primi nove mesi del 2012), 503 milioni da Assicurazioni (+6,1%), 176 milioni da Eurizon Capital (+57,1%) e 365 milioni da Banca Fideuram (5) (+27,6%);

● forte crescita dell’ammontare di risparmio gestito: aumento di circa 19 miliardi di euro nei primi nove mesi dell’anno;

● sostenuta dinamica delle commissioni nette: 4.524 milioni nei primi nove mesi del 2013, in aumento  del 13,9% rispetto ai primi nove mesi del 2012;

● elevata efficienza, con un cost/income al 49,8% nei primi nove mesi del 2013, tra i migliori nell’ambito delle maggiori banche europee;


● forte riduzione dei costi operativi: -7% nei primi nove mesi del 2013 rispetto ai primi nove mesi del 2012, con un risparmio nominale di 466 milioni di euro;

____________
(3) Stimato applicando ai dati di bilancio del 30 settembre 2013 i parametri indicati a regime, considerando l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e l’atteso assorbimento prima del 2019 delle DTA relative alle perdite pregresse e includendo i previsti benefici derivanti dalle azioni di ottimizzazione di fonti e fabbisogni di capitale e dall’assorbimento dello shock sul rischio sovrano.
(4) Dal 1° gennaio 2013 non vale più  il regime transitorio di Basilea 2 applicato da Banca d’Italia agli investimenti assicurativi effettuati ante 20 luglio 2006, che prevedeva la loro deduzione dal patrimonio di vigilanza totale anziché al 50% dal Tier 1 e al 50% dal Tier 2.
(5) Inclusa Fideuram Vita.
 
● politica di accantonamenti particolarmente rigorosa e prudenziale:
stanziamenti a fronte dei rischi creditizi per 4.031 milioni di euro nei primi nove mesi del 2013, in crescita del 23,9% rispetto ai primi nove mesi del 2012,
- un livello di copertura specifica dei crediti deteriorati in crescita al 44,5% nel terzo trimestre 2013, rispetto al 44,2% del secondo trimestre 2013 (media dei concorrenti italiani: 34,3% nel secondo trimestre 2013), con una copertura specifica della componente costituita dalle sofferenze al 61% (media dei concorrenti italiani: 48,2% nel secondo trimestre 2013),
- un robusto buffer di riserva sui crediti in bonis, salito a 79 centesimi di punto da 76 centesimi di punto del secondo trimestre 2013, con un rafforzamento di 25 milioni di euro nel terzo trimestre a 2.413 milioni, che corrisponde a un rafforzamento di circa 100 milioni rispetto al mantenimento di un tasso di copertura invariato (media dei concorrenti italiani: 54 centesimi di punto nel secondo trimestre 2013);

● segnali di stabilizzazione nel trend del credito, con flussi lordi di nuovi crediti deteriorati provenienti da crediti in bonis per 10,8 miliardi di euro nei primi nove mesi 2013, in calo da 11,2 miliardi dei primi nove mesi 2012, e 3,7 miliardi nel terzo trimestre, rispetto a 3,6 miliardi del precedente trimestre e 3,7 miliardi del terzo trimestre 2012;

● continuo impegno a finanziare l’economia italiana, con circa 420 miliardi di euro di crediti accordati, che corrispondono a quasi un terzo del PIL e sono costituiti per due terzi da linee a famiglie e a piccole e medie imprese; nei primi nove mesi del 2013, erogati circa 15 miliardi di euro di nuovi prestiti a medio e lungo termine alle famiglie e alle piccole e medie imprese, in crescita del 2,7% rispetto ai primi nove mesi del 2012;

● nuovo Piano d’Impresa che verrà completato per la primavera 2014, coinvolgendo le 94 mila persone del Gruppo, focalizzato sulla creazione di valore con il conseguimento nel medio periodo di un rendimento superiore al costo del capitale per il Gruppo e per ciascuna business unit;

● piano di azione della Divisione Banca dei Territori già approvato - data l’importanza della Divisione per i risultati del Gruppo, anche nel quadro del nuovo Piano d’Impresa - e deciso congiuntamente con i 7 Direttori Regionali e con le strutture di Direzione Centrale della Divisione. Il piano di azione è focalizzato sulla semplificazione, con le seguenti iniziative già in corso:
- Strutture Centrali della Divisione: riduzione del numero di riporti diretti al responsabile della Divisione da 22 a 6 (escludendo i 7 Direttori Regionali),
- Rete: rafforzamento del ruolo dei 7 Direttori Regionali come “Direttori Generali sul territorio” e riduzione delle funzioni di supporto da circa 300 a circa 100, focalizzando l’attività delle Aree in cui si articolano le 7 Regioni (2-6 per Regione) sull’attività commerciale e riallocando le risorse liberate all’attività di assistenza alla clientela,
- presidio del territorio: accorpamenti di circa 1.300 filiali, di cui circa 900 già realizzati, nelle città con maggior densità di sportelli del Gruppo, per scendere a un numero complessivo di filiali in Italia pari a circa 3.800 entro giugno 2014; 500 filiali aperte fino alle otto di sera, di cui la metà con orario continuato, e il sabato mattina; oltre 700 persone abilitate per la consulenza finanziaria a domicilio della clientela (2.000 entro il 2014),
e con un percorso di razionalizzazione delle entità giuridiche della Divisione che porterà a:
una significativa riduzione del numero delle banche locali dalle attuali 16,
una riduzione a 2 dalle 7 società prodotto attualmente operanti nei settori del credito industriale, leasing e factoring.


 
I risultati di conto economico del terzo trimestre 2013 


Il conto economico consolidato del terzo trimestre 2013(6) registra proventi operativi netti pari a 4.146 milioni di euro, in aumento dell’ 1,5% rispetto ai 4.086 milioni del secondo trimestre 2013 e in diminuzione del 6,7% rispetto ai 4.443 milioni del terzo trimestre 2012.

In quest’ambito, nel terzo trimestre 2013 gli interessi netti ammontano a 2.031 milioni, in diminuzione dello 0,5% rispetto ai 2.041 milioni del secondo trimestre 2013 e del 12,3% rispetto ai 2.317 milioni del terzo trimestre 2012.

Le commissioni nette sono pari a 1.483 milioni di euro, in diminuzione del 5,8% rispetto ai 1.575 milioni del secondo trimestre 2013. In dettaglio, si registra un aumento del 3,1% delle commissioni da attività bancaria commerciale e una diminuzione del 9,8% delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza (risparmio gestito, prodotti assicurativi, collocamento titoli,...), nel cui ambito la componente relativa a intermediazione e collocamento di titoli scende del 18,5%, quella relativa al risparmio gestito del 10,7% e quella relativa ai prodotti assicurativi del 4,3%. Le commissioni nette del terzo trimestre 2013 sono in crescita dell’ 11,3% rispetto ai 1.333 milioni del terzo trimestre 2012. In dettaglio, si registra un aumento del 4,6% per le commissioni da attività bancaria commerciale e del 22,8% per quelle da attività di gestione, intermediazione e consulenza, nel cui ambito l’apporto da prodotti assicurativi cresce del 35,6%, quello da risparmio gestito sale del 23,8% e quello da intermediazione e collocamento di titoli scende dell’1%. 

_______
(6) In occasione della redazione del resoconto intermedio al 30 settembre 2008, sono intervenute - a seguito della crisi finanziaria internazionale - alcune modifiche nei principi contabili internazionali IAS, omologate dalla Commissione Europea, che in estrema sintesi hanno consentito di riclassificare - in determinate circostanze che si configurino come eventi inusuali - strumenti finanziari non quotati, o non più quotati, in un mercato attivo e non più detenuti per finalità di negoziazione o disponibili per la vendita: in particolare dalla categoria degli strumenti di trading  a quella delle attività disponibili per la vendita o delle attività detenute fino alla scadenza o dei finanziamenti e crediti e dalla categoria delle attività disponibili per la vendita a quella dei finanziamenti e crediti. Il Gruppo ha effettuato - in larga misura sulla base dei prezzi al 1° luglio 2008 - una riclassificazione di attività finanziarie detenute ai fini di negoziazione per 1.204 milioni a finanziamenti e crediti e per 33 milioni ad attività finanziarie disponibili per la vendita; il Gruppo ha anche effettuato una riclassificazione di attività finanziarie disponibili per la vendita per 5.686 milioni a finanziamenti e crediti. Senza queste riclassificazioni si sarebbe registrato un impatto positivo ante imposte sul risultato dell’attività di negoziazione del terzo trimestre 2013 pari a 19 milioni (un impatto positivo di 59 milioni nei primi nove mesi del 2013, positivo di 135 milioni nell’esercizio 2012, negativo di 11 milioni nel 2011, positivo di 92 milioni nel 2010 e di 72 milioni nel 2009, negativo di 459 milioni nel 2008) e un impatto negativo ante imposte direttamente sul patrimonio netto al 30 settembre 2013 pari a 1.457 milioni (con un impatto positivo di 51 milioni nel terzo trimestre 2013 e di 377 milioni nei primi nove mesi del 2013).

 
Il risultato dell’attività di negoziazione è pari a 401 milioni di euro (comprendente plusvalenze per 106 milioni derivanti dal buy back di propri titoli senior e per 87 milioni derivanti dallo scambio di propri titoli subordinati) rispetto ai 235 milioni del secondo trimestre 2013, con la componente relativa alla clientela che aumenta a 92 milioni da 87 milioni, quella di capital markets e attività finanziarie AFS che rimane invariata a 5 milioni, quella dell’attività di proprietary trading e tesoreria che cresce a 295 milioni (comprensivi dei predetti 193 milioni di plusvalenze) da 106 milioni e quella dei prodotti strutturati di credito che diminuisce a 9 milioni da 37 milioni. Il risultato dell’attività di negoziazione di 401 milioni del terzo trimestre 2013 si confronta con 623 milioni del terzo trimestre 2012, trimestre che includeva 327 milioni di plusvalenza derivante dal buy back di propri titoli subordinati e senior e in cui l’apporto della componente relativa alla clientela era stato di 66 milioni, quello della componente di capital markets e attività finanziarie AFS di 66 milioni, quello dell’attività di proprietary trading e tesoreria di 441 milioni (comprensivi dei predetti 327 milioni di plusvalenza) e quello dei prodotti strutturati di credito di 50 milioni. Senza la riclassificazione IAS - effettuata in anni passati - di attività finanziarie detenute ai fini di negoziazione a finanziamenti e crediti e ad attività finanziarie disponibili per la vendita, si sarebbe registrato un impatto positivo ante imposte sul risultato dell’attività di negoziazione del terzo trimestre 2013 pari a 19 milioni.

Il risultato dell’attività assicurativa ammonta a 204 milioni di euro, rispetto ai 218 milioni del secondo trimestre 2013 e ai 216 milioni del terzo trimestre 2012.

Gli oneri operativi ammontano a 2.041 milioni di euro, con un aumento  dell’ 1,4% rispetto ai 2.013 milioni del secondo trimestre 2013, a seguito di una crescita del 4,2% per  le spese del personale e dell’ 1,2% per gli ammortamenti e di una diminuzione del 3,2% per le spese amministrative; rispetto ai 2.166 milioni del terzo trimestre 2012, si registra una riduzione del 5,8%, conseguente a una diminuzione del 7% per le spese del personale e del 6,3% per le spese amministrative e a un aumento del 6,9% per gli ammortamenti.

Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 2.105 milioni di euro, in crescita dell’ 1,5% rispetto ai 2.073 milioni del secondo trimestre 2013 e in diminuzione del 7,6% rispetto ai 2.277 milioni del terzo trimestre 2012, con un cost/income ratio nel terzo trimestre 2013 al 49,2%, rispetto al 49,3% del secondo trimestre 2013 e al 48,8% del terzo trimestre 2012.

Il complesso degli accantonamenti e delle rettifiche di valore nette (accantonamenti per rischi e oneri, rettifiche su crediti e rettifiche su altre attività) è pari a 1.500 milioni di euro, rispetto ai 1.583 milioni del secondo trimestre 2013 e ai 1.310 milioni del terzo trimestre 2012. Gli accantonamenti per rischi e oneri ammontano a un milione, rispetto ai 38 milioni del secondo trimestre 2013 e ai 69 milioni del terzo trimestre 2012; le rettifiche nette su crediti sono pari a 1.467 milioni, rispetto ai 1.398 milioni del secondo trimestre 2013 e ai 1.198 milioni del terzo trimestre 2012; le rettifiche nette su altre attività sono pari a 32 milioni, rispetto ai 147 milioni del secondo trimestre 2013 (comprendenti 58 milioni di impairment della partecipazione in Assicurazioni Generali) e ai 43 milioni del terzo trimestre 2012.

La voce utili/perdite su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti registra un saldo negativo di 35 milioni di euro  (comprendenti 28 milioni di impairment della partecipazione in Telco), rispetto a quello negativo di 3 milioni del secondo trimestre 2013 e a quello negativo di 5 milioni del terzo trimestre 2012.

Il risultato corrente al lordo delle imposte è pari a 570 milioni di euro, rispetto ai 487 milioni del secondo trimestre 2013 (+17%) e ai 962 milioni del terzo trimestre 2012 (-40,7%).

L’ utile netto consolidato è pari a 218 milioni di euro, rispetto ai 116 milioni del secondo trimestre 2013 e ai 414 milioni del terzo trimestre 2012, dopo la contabilizzazione di:
- imposte per 264 milioni di euro;
- oneri di integrazione e di incentivazione all’esodo (al netto delle imposte) per 5 milioni;
- oneri derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione (al netto delle imposte) per 72 milioni;
- una quota di pertinenza di terzi per 11 milioni.

Se si escludono le principali componenti non ricorrenti, l’ utile netto normalizzato nel terzo trimestre 2013 è pari a 194 milioni di euro, rispetto ai 268 milioni del secondo trimestre 2013 e ai 277 milioni del terzo trimestre 2012.

 

I risultati di conto economico dei primi nove mesi del 2013 


Il conto economico consolidato dei primi nove mesi del 2013 registra proventi operativi netti pari a 12.351 milioni di euro, in diminuzione del 7,7% rispetto ai 13.387 milioni dei primi nove mesi del 2012.

In quest’ambito, nei primi nove mesi del 2013 gli interessi netti ammontano a 6.094 milioni, in calo del 15,9% rispetto ai 7.249 milioni dei primi nove mesi del 2012.

Le commissioni nette sono pari a 4.524 milioni di euro, in crescita del 13,9% rispetto ai 3.972 milioni dei primi nove mesi del 2012. In dettaglio, si registra un aumento del 7,5% per le commissioni da attività bancaria commerciale e del 24,3% per quelle da attività di gestione, intermediazione e consulenza, nel cui ambito l’apporto da prodotti assicurativi cresce del 33,6%, quello da risparmio gestito sale del 25,3%  e quello da intermediazione e collocamento di titoli aumenta dell’ 8,6%.

Il risultato dell’attività di negoziazione è pari a 1.091 milioni di euro rispetto ai 1.500 milioni dei primi nove mesi del 2012 (che includevano 695 milioni di plusvalenze complessive derivanti dal buy back di propri titoli subordinati e senior e dalla cessione dell’interessenza in London Stock Exchange), con la componente relativa alla clientela che aumenta a 263 milioni da 245 milioni, quella di capital markets e attività finanziarie AFS che diminuisce a 162 milioni da 260 milioni (comprensivi di 94 milioni di plusvalenza da cessione), quella dell’attività di proprietary trading e tesoreria che scende a 590 milioni (comprensivi di 193 milioni di plusvalenza da buy back) da 920 milioni (comprensivi di 601 milioni di plusvalenza da buy back) e quella dei prodotti strutturati di credito che si attesta a 76 milioni rispetto a 75 milioni. Senza la riclassificazione IAS - effettuata in anni passati - di attività finanziarie detenute ai fini di negoziazione a finanziamenti e crediti e ad attività finanziarie disponibili per la vendita, si sarebbe registrato un impatto positivo ante imposte sul risultato dell’attività di negoziazione dei primi nove mesi del  2013 pari a 59 milioni.

Il risultato dell’attività assicurativa ammonta a 653 milioni di euro, rispetto ai 669 milioni dei primi nove mesi del 2012.

Gli oneri operativi ammontano a 6.150 milioni di euro, con un calo del 7% rispetto ai 6.616 milioni dei primi nove mesi del 2012, conseguente a una riduzione del 9,4% per le spese del personale e del 5,7% per le spese amministrative e a un aumento del 7,4% per gli ammortamenti.

Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 6.201 milioni di euro, in diminuzione dell’ 8,4% rispetto ai 6.771 milioni dei primi nove mesi del 2012, con un cost/income ratio nei primi nove mesi del 2013 al 49,8%, in confronto al 49,4% dei primi nove mesi del 2012.

Il complesso degli accantonamenti e delle rettifiche di valore nette (accantonamenti per rischi e oneri, rettifiche su crediti e rettifiche su altre attività) è pari a 4.343 milioni di euro, rispetto ai 3.534 milioni dei primi nove mesi del 2012. Gli accantonamenti per rischi e oneri ammontano a 65 milioni, rispetto ai 140 milioni dei primi nove mesi del 2012; le rettifiche nette su crediti sono pari a 4.031 milioni, rispetto ai 3.253 milioni dei primi nove mesi del 2012; le rettifiche nette su altre attività sono pari a 247 milioni (comprendenti 58 milioni di impairment della partecipazione in Assicurazioni Generali), rispetto ai 141 milioni dei primi nove mesi del 2012.

La voce utili/perdite su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti registra un saldo negativo di 33 milioni di euro (comprendenti 28 milioni di impairment della partecipazione in Telco), rispetto a quello negativo di 13 milioni dei primi nove mesi del 2012.

Il risultato corrente al lordo delle imposte è pari a 1.825 milioni di euro, rispetto ai 3.224 milioni dei primi nove mesi del 2012 (-43,4%).

L’ utile netto consolidato è pari a 640 milioni di euro, rispetto ai 1.688 milioni dei primi nove mesi del 2012 (che comprendeva 173 milioni di beneficio fiscale connesso al rimborso - per i periodi d’imposta dal 2007 al 2011 - della deducibilità dell’IRAP relativa al costo del lavoro dall’imponibile IRES), dopo la contabilizzazione di:
- imposte per 902 milioni di euro;
- oneri di integrazione e di incentivazione all’esodo (al netto delle imposte) per 38 milioni;
- oneri derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione (al netto delle imposte) per 219 milioni;
- una quota di pertinenza di terzi per 26 milioni.

Se si escludono le principali componenti non ricorrenti, l’ utile netto normalizzato nei primi nove mesi del 2013 è pari a 854 milioni di euro, rispetto ai 1.272 milioni dei primi nove mesi del 2012.

 

Lo stato patrimoniale al 30 settembre 2013


Per quanto riguarda lo stato patrimoniale consolidato, al 30 settembre 2013 i crediti verso la clientela sono pari a 350 miliardi di euro, in flessione del 7,2% rispetto al 31 dicembre 2012 e del 6,8% rispetto al 30 settembre 2012 (in flessione del 5,4% se si considerano i volumi medi anziché quelli di fine periodo, principalmente a seguito della contrazione dei crediti alle grandissime imprese). Il complesso dei crediti deteriorati (in sofferenza, incagliati, ristrutturati e scaduti/sconfinanti) ammonta - al netto delle rettifiche di valore - a 30.816 milioni di euro, in aumento dell’ 8,2% rispetto ai 28.472 milioni del 31 dicembre 2012. In quest’ambito, i crediti in sofferenza crescono a 12.821 milioni di euro rispetto agli 11.202 milioni del 31 dicembre 2012, con un’incidenza sui crediti complessivi pari al 3,7% (3% al 31 dicembre 2012) e un grado di copertura del 61% (60,5% a fine 2012). Considerando, oltre alle rettifiche specifiche, anche il valore delle garanzie reali e personali relative alle sofferenze, il grado di copertura complessivo delle stesse è pari al 123%. Gli incagli salgono a 13.037 milioni di euro da 11.495 milioni di dicembre 2012, anche a seguito della riclassificazione di una singola posizione precedentemente inclusa nei crediti ristrutturati pari a circa 690 milioni al 30 settembre 2013 (al netto delle rettifiche, rimaste invariate), i ristrutturati diminuiscono a 2.184 milioni da 2.863 milioni di fine 2012 e i crediti scaduti/sconfinanti scendono a 2.774 milioni di euro da 2.912 milioni di fine 2012.
 
Le attività finanziarie della clientela risultano pari a 785 miliardi di euro (dopo le elisioni per le componenti che costituiscono sia raccolta diretta sia raccolta indiretta), in flessione dell’ 1,2% rispetto al 31 dicembre 2012 e dello 0,5% rispetto al 30 settembre 2012. Nell’ambito delle attività finanziarie della clientela, la raccolta diretta bancaria ammonta a 363 miliardi, in flessione del 4,5% rispetto al 31 dicembre 2012 e del 3,5% rispetto al 30 settembre 2012 (con la componente costituita da conti correnti e depositi in aumento rispettivamente del 5,3% e dell’ 8,2%), e il complesso di raccolta diretta assicurativa e riserve tecniche è pari a 90 miliardi, in aumento del 9,7% rispetto al 31 dicembre 2012 e del 12,8% rispetto al 30 settembre 2012; la raccolta indiretta ammonta a 421 miliardi, in aumento dell’ 1,7% rispetto a fine 2012 e del 2,1% rispetto al 30 settembre 2012. L’ammontare di risparmio gestito raggiunge i 250 miliardi, in aumento dell’ 8% rispetto al 31 dicembre 2012 e del 10% rispetto al 30 settembre 2012; la nuova produzione vita nei primi nove mesi del 2013 ammonta a 14,1 miliardi di euro (+67,2% rispetto ai primi nove mesi del 2012). La raccolta amministrata è pari a 171 miliardi, in diminuzione del 6,3% rispetto al 31 dicembre 2012 e del 7,6% rispetto al 30 settembre 2012.

I coefficienti patrimoniali al 30 settembre 2013 risultano (applicando le regole di Basilea 2 foundation e i modelli interni ai mutui residenziali e al portafoglio corporate e SME retail - con floor all’85% - e deducendo il valore nominale delle azioni di risparmio), considerando il regime di deduzione degli investimenti assicurativi in vigore fino al 31 dicembre 2012, pari al 12,1% per il Core Tier 1 ratio (11,2% al 31 dicembre 2012), al 13% per il Tier 1 ratio  (12,1% a fine 2012) e al 14,4% per il coefficiente patrimoniale totale (13,6% a fine 2012) e, considerando il nuovo regime(7), rispettivamente pari a 11,5%, 12,5% e 14,4%. Tali coefficienti sono calcolati tenendo conto dei dividendi maturati nei primi nove mesi per l’esercizio 2013, assumendo come tali il 75% degli 832 milioni di euro distribuiti nel 2013 per l’esercizio 2012.
                             
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(7) Dal 1° gennaio 2013 non vale più  il regime transitorio di Basilea 2 applicato da Banca d’Italia agli investimenti assicurativi effettuati ante 20 luglio 2006, che prevedeva la loro deduzione dal patrimonio di vigilanza totale anziché al 50% dal Tier 1 e al 50% dal Tier 2.

Le informazioni attualmente disponibili portano a una stima del common equity ratio pro-forma del Gruppo secondo i criteri Basilea 3 a regime pari all’ 11,2%, applicando ai dati di bilancio del 30 settembre 2013 i parametri indicati a regime e considerando l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e l’atteso assorbimento prima del 2019 delle DTA relative alle perdite pregresse, con effetti sui coefficienti patrimoniali nell’ordine di:
- 0,8 miliardi di euro di deduzioni totali dal common equity, nell’ipotesi di deduzione della partecipazione detenuta in Banca d’Italia,
- 11,7 miliardi di euro aggiuntivi di RWA relativi a DTA e investimenti bancari, finanziari e assicurativi non portati in deduzione perché rientranti nella franchigia,
- 2,1 miliardi di euro aggiuntivi di RWA riguardanti DTA incluse nei rischi con ponderazione al 100% (relative a rettifiche su crediti),
- 1,8 miliardi di euro di minori RWA derivanti dall’impatto regolamentare sui rischi;
con un conseguente impatto complessivo stimato sul Core Tier 1 ratio  nell’ordine dei 75 centesimi di punto (l’impatto effettivo è soggetto all’implementazione della regolamentazione in materia). L’impatto si riduce a circa 30 centesimi di punto considerando i previsti benefici derivanti dalle azioni di ottimizzazione di fonti e fabbisogni di capitale e dall’assorbimento dello shock sul rischio sovrano. L’impatto si ridurrebbe poi pressoché a zero, portando a un ratio pari all’ 11,5%, considerando il cosiddetto Danish compromise, ossia nel caso in cui gli investimenti assicurativi venissero trattati come attivi ponderati per il rischio anziché dedotti dal capitale.

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Le scelte strategiche perseguite hanno permesso a Intesa Sanpaolo di confermarsi come uno dei gruppi bancari più solidi a livello internazionale, i cui punti di forza - oltre a quanto precedentemente detto in merito alla qualità dei crediti e al livello dei coefficienti patrimoniali - sono costituiti da: 
● robusta liquidità:
- elevata disponibilità di attivi stanziabili presso le Banche Centrali (inclusi gli attivi stanziabili ricevuti a collaterale ed esclusi quelli dati a collaterale), pari a un livello corrispondente a una liquidità di 92 miliardi di euro a fine settembre,
- elevato ammontare di attività liquide (costituite da attivi stanziabili disponibili - esclusi gli attivi stanziabili ricevuti a collaterale - e attivi stanziabili dati a collaterale), pari a 124 miliardi di euro a fine settembre,
- le operazioni di finanziamento poste in essere con BCE per ottimizzare il costo del funding sono a oggi pari a 21 miliardi di euro, interamente costituite da LTRO con scadenza a 3 anni, dopo il rimborso anticipato - senza impatti sulla liquidità del Gruppo - di 12 miliardi a giugno e di ulteriori 3 miliardi in ottobre-novembre,
- fonti di raccolta stabili e ben diversificate, con raccolta diretta - bancaria - da clientela (inclusi i titoli emessi) costituita per circa l’ 80% dalla componente retail,
- ad oggi, effettuata nell’anno raccolta a medio-lungo termine per circa 25 miliardi di euro, di cui circa 15 miliardi relativi alla componente retail, oltre ai 5 miliardi di pre-funding effettuato nel 2012; già interamente rifinanziato l’ammontare della raccolta a medio-lungo termine wholesale in scadenza nel 2013, 
- sui mercati internazionali sono stati collocati eurobond per 2,65 miliardi di euro, covered bond per 1,75 miliardi di euro e US bond per 4,75 miliardi di dollari, con una domanda complessiva, per circa il 90% estera, che in media ha superato il target di emissione di oltre il 150%;
● leverage contenuto:
leverage molto più basso e un rapporto tra patrimonio netto tangibile e attivo tangibile tra i migliori nel confronto con i principali gruppi bancari europei;
● basso profilo di rischio:
- a fine settembre 2013, il portafoglio titoli di proprietà del Gruppo includeva titoli governativi (emessi da amministrazioni centrali e locali) greci per 36 milioni di euro, irlandesi per 101 milioni e portoghesi per 175 milioni. 

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Il Gruppo ha un’esposizione lorda e netta al rischio verso prodotti strutturati di credito con sottostanti attività US Subprime per 12 milioni di euro al 30 settembre 2013. Un’informativa completa e dettagliata in merito ai prodotti strutturati di credito detenuti dal Gruppo viene riportata - come di consueto - nel resoconto approvato dal Consiglio di Gestione.

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Al 30 settembre 2013, la struttura operativa del Gruppo Intesa Sanpaolo si articola in 6.339 sportelli bancari - di cui 4.859 in Italia e 1.480 all’estero - con 94.157 dipendenti.

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I risultati per area di Business 

 

La Divisione Corporate e Investment Banking comprende:
- Global Industries, cui compete la relazione con 200 gruppi industriali (50 italiani e 150 esteri) con un elevato livello di internazionalizzazione e che operano in sei settori chiave con elevato potenziale di crescita (oil & gas, power & utilities, automotive, infrastructures, telecom & media, luxury & consumer goods);
- Corporate Italia, cui compete la relazione con circa 700 aziende italiane di grandi e medie dimensioni non appartenenti ai segmenti Global Industries e Public Finance;
- Public Finance e Infrastrutture, operante al servizio della clientela Stato, enti pubblici, enti locali, università, public utilities, general contractor e sanità pubblica e privata;
- Direzione Internazionale, cui compete la relazione con i gruppi corporate aventi casa madre estera non appartenenti al segmento Global Industries e con i clienti Public Finance esteri ed è inoltre affidata la responsabilità delle filiali estere, degli uffici di rappresentanza e delle società estere corporate (Société Européenne de Banque e Intesa Sanpaolo Bank Ireland), nonché l’assistenza specialistica per il sostegno ai processi di internazionalizzazione delle aziende italiane e per il sostegno all’export;
- Global Banking & Transaction, cui compete la relazione con le istituzioni finanziarie, la gestione dei servizi transazionali nell’ambito dei sistemi di pagamento, nonché la custodia e il regolamento di titoli italiani (local custody);
- Banca IMI, deputata all’attività di investment banking, ossia di realizzazione di prodotti di finanza strutturata e di consulenza nel campo del M&A per la clientela del Gruppo, e a quella di capital markets per i clienti del Gruppo e gli operatori istituzionali nelle attività di market making;
- Merchant Banking, che opera nel comparto del private equity anche tramite le società Private Equity International (PEI) e IMI Investimenti.
Nel perimetro della Divisione rientra inoltre l’attività di gestione del portafoglio proprietario del Gruppo.

La Divisione Corporate e Investment Banking nel terzo trimestre 2013 registra:
- proventi operativi netti per 777 milioni di euro, in diminuzione dell’ 8,7% rispetto agli 852 milioni del secondo trimestre 2013;
- oneri operativi per 205 milioni, in aumento del 10% rispetto ai 186 milioni del secondo trimestre 2013;
- un risultato della gestione operativa di 572 milioni, in diminuzione del 14% rispetto ai 665 milioni del secondo trimestre 2013;
- un cost/income ratio al 26,4%, rispetto al 21,8% del secondo trimestre 2013;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette pari a 63 milioni rispetto ai 151 milioni del secondo trimestre 2013;
- un saldo netto su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti positivo per 16 milioni, rispetto a quello negativo per 2 milioni del secondo trimestre 2013;
- un risultato corrente al lordo delle imposte pari a 526 milioni, in crescita del 2,5% rispetto ai 513 milioni del secondo trimestre 2013;
- un risultato netto pari a 353 milioni, in aumento del 2,2% rispetto ai 346 milioni del secondo trimestre 2013.
 
La Divisione Corporate e Investment Banking nei primi nove mesi del 2013 registra:
- proventi operativi netti per 2.616 milioni di euro, pari a circa il 21% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (20% nei primi nove mesi del 2012), in diminuzione del 3,5% rispetto ai 2.712 milioni dei primi nove mesi del 2012;
- oneri operativi per 592 milioni, in calo del 4,2% rispetto ai 618 milioni dei primi nove mesi del 2012;
- un risultato della gestione operativa di 2.024 milioni, in diminuzione del 3,3% rispetto ai 2.094 milioni dei primi nove mesi del 2012;
- un cost/income ratio al 22,6%, rispetto al 22,8% dei primi nove mesi del 2012;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette pari a 324 milioni rispetto ai 485 milioni dei primi nove mesi del 2012;
- un saldo netto su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti positivo per 14 milioni, rispetto al saldo nullo dei primi nove mesi del 2012;
- un risultato corrente al lordo delle imposte pari a 1.714 milioni, in crescita del 6,5% rispetto ai 1.609 milioni dei primi nove mesi del 2012;
- un risultato netto pari a 1.151 milioni, in crescita dell’1,8% rispetto ai 1.131 milioni dei primi nove mesi del 2012; il risultato netto sarebbe in aumento del 12,2% se si escludesse la plusvalenza registrata nei primi nove mesi del 2012 derivante dalla cessione dell’interessenza in London Stock Exchange.

 

La Divisione Banca dei Territori include:
- clientela Privati, costituita da famiglie (clienti privati con attività finanziarie fino a 100.000 euro), personal (clienti privati con attività finanziarie da 100.000 euro a un milione di euro), small business (piccole imprese con fatturato inferiore a 2,5 milioni e con accordato inferiore a un milione di euro);
- clientela Imprese, costituta da aziende con volume d’affari compreso tra 2,5 e 350 milioni;
- clientela Private, costituita da clienti privati con attività finanziarie per oltre un milione di euro.
Nella Divisione sono inoltre incluse Intesa Sanpaolo Private Banking, la società del Gruppo dedicata alla clientela Private, Banca Prossima, che opera - attraverso le filiali del Gruppo con presidi locali e specialisti dedicati - al servizio degli enti nonprofit, e società prodotto quali Mediocredito Italiano, specializzata nel credito industriale, Intesa Sanpaolo Vita e Intesa Sanpaolo Previdenza, operanti nel comparto assicurativo e previdenziale, la società fiduciaria SIREFID, Intesa Sanpaolo Personal Finance, specializzata nel credito al consumo,  Setefi, specializzata nella gestione dei pagamenti elettronici, e le società Leasint e Mediofactoring, operanti rispettivamente nel leasing e nel factoring.

La Divisione Banca dei Territori nel terzo trimestre 2013 registra:
- proventi operativi netti per 2.734 milioni di euro, in diminuzione del 3,8% rispetto ai 2.843 milioni del secondo trimestre 2013;
- oneri operativi per 1.290 milioni, in linea con i 1.289 milioni del secondo trimestre 2013;
- un risultato della gestione operativa di 1.444 milioni, in diminuzione del 7,1% rispetto ai 1.554 milioni del secondo trimestre 2013;
- un cost/income ratio al 47,2%, rispetto al 45,3% del secondo trimestre 2013;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette pari a 1.221 milioni rispetto ai 1.161 milioni del secondo trimestre 2013;
- un risultato corrente al lordo delle imposte di 223 milioni, in diminuzione del 43,3% rispetto ai 393 milioni del secondo trimestre 2013;
- un risultato netto pari a 87 milioni, in diminuzione del 50,8% rispetto ai 176 milioni del secondo trimestre 2013.

La Divisione Banca dei Territori nei primi nove mesi del 2013 registra:
- proventi operativi netti per 8.383 milioni di euro, pari a circa il 68% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (61% nei primi nove mesi del 2012), in crescita del 3,1% rispetto agli 8.133 milioni dei primi nove mesi del 2012;
- oneri operativi per 3.942 milioni, in calo dell’ 8% rispetto ai 4.287 milioni dei primi nove mesi del 2012;
- un risultato della gestione operativa di 4.441 milioni, in crescita del 15,5% rispetto ai 3.846 milioni dei primi nove mesi del 2012;
- un cost/income ratio in miglioramento al 47% dal 52,7% dei primi nove mesi del 2012;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette pari a 3.344 milioni rispetto ai 2.329 milioni dei primi nove mesi del 2012;
- un risultato corrente al lordo delle imposte di 1.097 milioni, in diminuzione del 27,7% rispetto ai 1.517 milioni dei primi nove mesi del 2012;
- un risultato netto pari a 476 milioni, in diminuzione del 36,7% rispetto ai 752 milioni dei primi nove mesi del 2012; il risultato netto sarebbe in diminuzione del 19,4% se si escludesse il beneficio fiscale dei primi nove mesi del 2012 connesso al rimborso della deducibilità dell’IRAP relativa al costo del lavoro dall’imponibile IRES.

Eurizon Capital è la società, che si avvale di una collaborazione sempre più efficace con la Divisione Banca dei Territori, dedicata a fornire prodotti di risparmio gestito di tipo collettivo e individuale alle reti bancarie interne al Gruppo, nonché a sviluppare la presenza nel segmento dell’ “architettura aperta” attraverso specifici accordi di distribuzione con altre reti e investitori istituzionali. Ad Eurizon Capital fanno capo le controllate Eurizon Capital (Lussemburgo), specializzata nella gestione di fondi comuni lussemburghesi a basso tracking error nonché di diritto slovacco, ungherese e croato a seguito della costituzione del nuovo hub nell’Est Europa, e Epsilon Associati, specializzata nella gestione di prodotti strutturati e di fondi comuni tramite metodologie quantitative e controllata al 51% da Eurizon Capital e per il restante 49% da Banca IMI, e il 49% della società cinese di asset management Penghua Fund Management.

Eurizon Capital nel terzo trimestre 2013 registra:
- proventi operativi netti per 84 milioni di euro, in diminuzione del 6,9% rispetto ai 91 milioni del secondo trimestre 2013;
- oneri operativi per 24 milioni, in diminuzione dell’ 1,9% rispetto ai 25 milioni del secondo trimestre 2013;
- un risultato della gestione operativa di 60 milioni, in diminuzione dell’ 8,8% rispetto ai 66 milioni del secondo trimestre 2013;
- un cost/income ratio al 28,6%, rispetto al 27,5% del secondo trimestre 2013;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette nullo, rispetto a una ripresa netta di 3 milioni del secondo trimestre 2013;
- un risultato corrente al lordo delle imposte di 60 milioni, in diminuzione del 13,3% rispetto ai 69 milioni del secondo trimestre 2013;
- un risultato netto di 36 milioni, in diminuzione del 14,3% rispetto ai 42 milioni del secondo trimestre 2013.

Eurizon Capital nei primi nove mesi del 2013 registra:
- proventi operativi netti per 248 milioni di euro, pari a circa il 2% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (1% nei primi nove mesi del 2012), in aumento del 24,6% rispetto ai 199 milioni dei primi nove mesi del 2012;
- oneri operativi per 75 milioni, in calo del 10,7% rispetto agli 84 milioni dei primi nove mesi del 2012;
- un risultato della gestione operativa di 173 milioni, in aumento del 50,4% rispetto ai 115 milioni dei primi nove mesi del 2012;
- un cost/income ratio in miglioramento al 30,2% dal 42,2% dei primi nove mesi del 2012;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette che registra una ripresa netta di 3 milioni, rispetto agli stanziamenti per 3 milioni dei primi nove mesi del 2012;
- un risultato corrente al lordo delle imposte di 176 milioni, in aumento del 57,1% rispetto ai 112 milioni dei primi nove mesi del 2012;
- un risultato netto di 107 milioni, in aumento del 78,3% rispetto ai 60 milioni dei primi nove mesi del 2012.


La Divisione Banche Estere presidia l’attività del Gruppo sui mercati esteri nei quali è presente tramite banche commerciali controllate e partecipate, fornisce indirizzo, coordinamento e supporto alle controllate estere che svolgono prevalentemente attività bancaria retail; è responsabile della definizione delle linee strategiche di sviluppo del Gruppo relativamente alla presenza diretta sui mercati esteri, con esplorazione sistematica e analisi di nuove opportunità di crescita sui mercati già presidiati e su nuovi mercati, del coordinamento dell’operatività delle banche estere e della gestione delle relazioni delle banche estere con le strutture centralizzate della Capogruppo e con le filiali o altri uffici esteri della Divisione Corporate e Investment Banking. La Divisione è strutturata in tre Direzioni, a presidio dei diversi ambiti geografici in cui opera: i) la Direzione Area Banche SEE, cui fanno capo le partecipazioni nelle banche operanti in Europa Sud Orientale, Privredna Banka Zagreb in Croazia, Banca Intesa Beograd in Serbia, Intesa Sanpaolo Banka Bosna i Hercegovina in Bosnia-Erzegovina, Intesa Sanpaolo Bank Albania, Intesa Sanpaolo Bank Romania; ii) la Direzione Area Banche CEE, cui fanno capo le partecipazioni nelle banche operanti in Europa Centro Orientale, Banka Koper in Slovenia, VUB Banka in Slovacchia, CIB Bank in Ungheria; iii) la Direzione Aree Banche CIS e South Mediterranean, cui fanno capo le controllate Banca Intesa nella Federazione Russa, Pravex-Bank in Ucraina e Bank of Alexandria in Egitto.

La Divisione Banche Estere nel terzo trimestre 2013 registra:
- proventi operativi netti per 549 milioni di euro, in crescita dello 0,6% rispetto ai 545 milioni del secondo trimestre 2013;
- oneri operativi per 277 milioni, in diminuzione del 6,9% rispetto ai 297 milioni del secondo trimestre 2013;
- un risultato della gestione operativa di 272 milioni, in crescita del 9,7% rispetto ai 248 milioni del secondo trimestre 2013;
- un cost/income ratio in miglioramento al 50,5% dal 54,5% del secondo trimestre 2013;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette pari a 153 milioni,  rispetto ai 223 milioni del secondo trimestre 2013;
- un saldo netto su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti negativo per 7 milioni, rispetto a quello negativo per 2 milioni del secondo trimestre 2013;
- un risultato corrente al lordo delle imposte di 112 milioni, rispetto ai 23 milioni del secondo trimestre 2013; se si escludesse l’apporto negativo delle controllate in Ungheria e Ucraina, il risultato del terzo trimestre 2013 e del secondo trimestre 2013 sarebbe rispettivamente pari a 137 milioni e 152 milioni, con una  diminuzione del 10,3%;
- un risultato netto positivo per 75 milioni, rispetto a quello negativo per 25 milioni del secondo trimestre 2013; se si escludesse l’apporto negativo delle controllate in Ungheria e Ucraina, il risultato del terzo trimestre 2013 e del secondo trimestre 2013 sarebbe positivo rispettivamente per 114 milioni e 119 milioni, con una diminuzione del 4,3%.

La Divisione Banche Estere nei primi nove mesi del 2013 registra:
- proventi operativi netti per 1.613 milioni di euro, pari a circa il 13% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (12% nei primi nove mesi del 2012), in diminuzione dell’ 1% rispetto ai 1.630 milioni dei primi nove mesi del 2012;
- oneri operativi per 861 milioni, in diminuzione dell’ 1% rispetto agli 870 milioni dei primi nove mesi del 2012;
- un risultato della gestione operativa di 752 milioni, in diminuzione dell’ 1,1% rispetto ai 760 milioni dei primi nove mesi del 2012;
- un cost/income ratio al 53,4%, analogo a quello dei primi nove mesi del 2012;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette pari a 532 milioni,  rispetto ai 576 milioni dei primi nove mesi del 2012;
- un saldo netto su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti negativo per 10 milioni, rispetto a un saldo positivo per 2 milioni nei primi nove mesi del 2012;
- un risultato corrente al lordo delle imposte di 210 milioni, in aumento del 12,9% rispetto ai 186 milioni dei primi nove mesi del 2012; se si escludesse l’apporto negativo delle controllate in Ungheria e Ucraina, il risultato dei primi nove mesi del  2013 e dei primi nove mesi del 2012 sarebbe rispettivamente pari a 429 milioni e 416 milioni, con un aumento del 3,1%;
- un risultato netto di 87 milioni, in aumento del 50% rispetto ai 58 milioni dei primi nove mesi del 2012; se si escludesse l’apporto negativo delle controllate in Ungheria e Ucraina,  il risultato dei primi nove mesi del 2013 e dei primi nove mesi del 2012 sarebbe rispettivamente pari a 344 e 333 milioni, con un aumento del 3,3%.

Banca Fideuram, che svolge attività di asset gathering tramite la propria rete di private bankers al servizio della clientela con un potenziale di risparmio medio/alto e la cui operatività include Fideuram Vita, nel terzo trimestre 2013 registra:
- proventi operativi netti per 228 milioni di euro, in crescita del 2,4% rispetto ai 222 milioni del secondo trimestre 2013;
- oneri operativi per 77 milioni, in crescita del 7,9% rispetto ai 71 milioni del secondo trimestre 2013;
- un risultato della gestione operativa di 151 milioni, in linea con il secondo trimestre 2013;
- un cost/income ratio al 33,8%, rispetto al 32% del secondo trimestre 2013;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette pari a 13 milioni,  rispetto ai 20 milioni del secondo trimestre 2013;
- un saldo netto su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti nullo, rispetto al saldo positivo per un milione del secondo trimestre 2013;
- un risultato corrente al lordo delle imposte di 138 milioni, in crescita del 4,8%  rispetto ai 132 milioni del secondo trimestre 2013;
- un risultato netto di 72 milioni, in diminuzione del 6,8% rispetto ai 77 milioni del secondo trimestre 2013.

 

Banca Fideuram nei primi nove mesi del 2013 registra:
- proventi operativi netti per 645 milioni di euro, pari a circa il 5% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (incidenza invariata rispetto ai primi nove mesi del 2012), in crescita dello 0,6% rispetto ai 641 milioni dei primi nove mesi del 2012;
- oneri operativi per 229 milioni, in diminuzione del 10,2% rispetto ai 255 milioni dei primi nove mesi del 2012;
- un risultato della gestione operativa di 416 milioni, in aumento del 7,8% rispetto ai 386 milioni dei primi nove mesi del 2012;
- un cost/income ratio in miglioramento al 35,5% dal 39,8% dei primi nove mesi del 2012;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette pari a 52 milioni,  rispetto ai 90 milioni dei primi nove mesi del 2012;
- un saldo netto su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti positivo per un milione rispetto a quello negativo per 10 milioni dei primi nove mesi 2012;
- un risultato corrente al lordo delle imposte di 365 milioni, in crescita del 27,6% rispetto ai 286 milioni dei primi nove mesi del 2012;
- un risultato netto di 205 milioni, in aumento del 70,8% rispetto ai 120 milioni dei primi nove mesi del 2012.

 

Le prospettive per l’esercizio in corso

Per il Gruppo Intesa Sanpaolo, anche nell’ultimo trimestre dell’anno 2013 rimarrà prioritario preservare la sostenibilità dei risultati da conseguire. Oltre che sugli obiettivi reddituali, l’attenzione sarà concentrata sul proseguimento delle azioni finalizzate al rafforzamento della solidità patrimoniale e all’ulteriore miglioramento del profilo di rischio e liquidità.

Continuerà ad essere costantemente  presidiata l’efficienza e la produttività del Gruppo. Le azioni di repricing consentiranno di contenere, in parte, le ripercussioni dello sfavorevole contesto atteso sui tassi di mercato. Lo stretto controllo dei costi permetterà di contrastare gli effetti indotti dall’inflazione e dagli automatismi. Il costo del credito rimarrà elevato.

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Ai fini di comparabilità dei risultati, i dati di stato patrimoniale dei primi tre trimestri del 2012 sono stati riesposti consolidando linea per linea le componenti riguardanti un compendio di attività e passività proveniente da SediciBanca (istituto di credito facente parte del Gruppo Delta), il cui acquisto è stato perfezionato nel dicembre 2012.

I dati di conto economico e di stato patrimoniale relativi alle aree di Business dei quattro trimestri del 2012 e dei primi due trimestri del 2013 sono stati riesposti per tenere conto del cambiamento del perimetro della Divisione Banca dei Territori e della Divisione Corporate e Investment Banking deliberato dal Consiglio di Gestione del 21 maggio 2013. In particolare la Divisione Banca dei Territori ha ampliato il proprio perimetro alle imprese con fatturato di gruppo compreso tra 150 milioni e 350 milioni di euro e alle società prodotto operanti nel leasing e nel factoring.
  

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L’utile netto normalizzato è stato calcolato escludendo le principali componenti non ricorrenti costituite da:

nel primo trimestre 2013: 1) 17 milioni di oneri di integrazione e di incentivazione all’esodo e relativi risparmi d’imposta, che portano a oneri netti pari a 12 milioni e 2) 74 milioni di oneri, al netto delle imposte, derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione;

nel secondo trimestre 2013: 1) 58 milioni di oneri derivanti dall’impairment della partecipazione in Assicurazioni Generali inclusi nelle rettifiche nette su altre attività, 2) 28 milioni di oneri di integrazione e di incentivazione all’esodo e relativi risparmi d’imposta, che portano a oneri netti pari a 21 milioni e 3) 73 milioni di oneri, al netto delle imposte, derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione;

nel terzo trimestre 2013: 1) 193 milioni di plusvalenza derivante dal buy back di propri titoli senior e dallo scambio di propri titoli subordinati inclusi nel risultato dell’attività di negoziazione e relative imposte, che portano a una plusvalenza netta di 129 milioni, 2) 28 milioni di oneri derivanti dall’impairment della partecipazione in Telco inclusi nell’utile su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti,  3) 9 milioni di oneri di integrazione e di incentivazione all’esodo e relativi risparmi d’imposta, che portano a oneri netti pari a 5 milioni e 4) 72 milioni di oneri, al netto delle imposte, derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione;

nel primo trimestre 2012: 1) 274 milioni di plusvalenza derivante dal buy back di propri titoli subordinati Tier 1 inclusi nel risultato dell’attività di negoziazione e relative imposte, che portano a una plusvalenza netta di 183 milioni,  2) 20 milioni di oneri di integrazione e di incentivazione all’esodo e relativi risparmi d’imposta, che portano a oneri netti pari a 14 milioni e 3) 73 milioni di oneri, al netto delle imposte, derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione;

nel secondo trimestre 2012: 1) 94 milioni di plusvalenza derivante dalla cessione dell’interessenza in London Stock Exchange, inclusi nel risultato dell’attività di negoziazione, e relativi effetti fiscali, che portano a una plusvalenza netta di 105 milioni, 2) 9 milioni di oneri derivanti dall’impairment della partecipazione in Telco inclusi nell’utile su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti,  3) 173 milioni di beneficio fiscale, connesso al rimborso - per i periodi d’imposta dal 2007 al 2011 - della deducibilità dell’IRAP relativa al costo del lavoro dall’imponibile IRES, inclusi nelle imposte sul reddito dell’attività corrente, 4) 14 milioni di oneri di integrazione e di incentivazione all’esodo e relativi risparmi d’imposta, che portano a oneri netti pari a 10 milioni e 5) 76 milioni di oneri, al netto delle imposte, derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione;

nel terzo trimestre 2012: 1) 327 milioni di plusvalenza derivante dal buy back di propri titoli subordinati e senior inclusi nel risultato dell’attività di negoziazione e relative imposte, che portano a una plusvalenza netta di 219 milioni, 2) 17 milioni di oneri di integrazione e di incentivazione all’esodo e relativi risparmi d’imposta, che portano a oneri netti pari a 11 milioni e 3) 71 milioni di oneri, al netto delle imposte, derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione;

nel quarto trimestre 2012: 1) 110 milioni di plusvalenza derivante dallo scambio di propri titoli subordinati con un nuovo titolo senior inclusi nel risultato dell’attività di negoziazione e relative imposte, che portano a una plusvalenza netta di 74 milioni, 2) 107 milioni di oneri derivanti dall’impairment della partecipazione in Telco inclusi nell’utile su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti, 3) 26 milioni di beneficio fiscale, connesso al rimborso - per i periodi d’imposta dal 2007 al 2011 - della deducibilità dell’IRAP relativa al costo del lavoro dall’imponibile IRES, inclusi nelle imposte sul reddito dell’attività corrente,  4) 136 milioni di oneri di integrazione e di incentivazione all’esodo e relativi risparmi d’imposta, che portano a oneri netti pari a 99 milioni e 5) 79 milioni di oneri, al netto delle imposte, derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione. 

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Allo scopo di consentire una più completa informativa sui risultati conseguiti nei primi nove mesi del 2013, si allegano i prospetti relativi al conto economico e allo stato patrimoniale consolidati riclassificati inclusi nel resoconto approvato dal Consiglio di Gestione. Si precisa che tali prospetti e il resoconto trimestrale non sono oggetto di verifica da parte della società di revisione.

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Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Ernesto Riva, dichiara ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del Testo Unico della Finanza che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili.

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La presente comunicazione e le informazioni ivi contenute non hanno finalità di né costituiscono in alcun modo consulenza in materia di investimenti. Le dichiarazioni ivi contenute non sono state oggetto di verifica indipendente. Non viene fatta alcuna dichiarazione o garanzia, espressa o implicita,  in riferimento a, e nessun affidamento dovrebbe essere fatto relativamente all’imparzialità, accuratezza, completezza, correttezza e affidabilità delle informazioni ivi contenute. La Società e i suoi rappresentanti declinano ogni responsabilità (sia per negligenza o altro), derivanti in qualsiasi modo da tali informazioni e/o per eventuali perdite derivanti dall’utilizzo o meno di questa comunicazione. Accedendo a questi materiali, il lettore accetta di essere vincolato dalle limitazioni di cui sopra.

Questo comunicato stampa contiene previsioni e stime che riflettono le attuali opinioni del management Intesa Sanpaolo in merito ad eventi futuri. Previsioni e stime sono in genere identificate da espressioni come “è possibile,” “si dovrebbe,” “si prevede,” “ci si attende,” “si stima,” “si ritiene,” “si intende,” “si progetta,” “obiettivo” oppure dall’uso negativo di queste espressioni o da altre varianti di tali espressioni oppure dall’uso di terminologia comparabile. Queste previsioni e stime comprendono, ma non si limitano a, tutte le informazioni diverse dai dati di fatto, incluse, senza limitazione, quelle relative alla posizione finanziaria futura di Intesa Sanpaolo e ai risultati operativi, la strategia, i piani, gli obiettivi e gli sviluppi futuri nei mercati in cui Intesa Sanpaolo opera o intende operare.

A seguito di tali incertezze e rischi, si avvisano i lettori che non devono fare eccessivo affidamento su tali informazioni di carattere previsionale come previsione di risultati effettivi. La capacità del Gruppo Intesa Sanpaolo di raggiungere i risultati previsti dipende da molti fattori al di fuori del controllo del management. I risultati effettivi possono differire significativamente (ed essere più negativi di) da quelli previsti o impliciti nei dati previsionali. Tali previsioni e stime comportano rischi ed incertezze che potrebbero avere un impatto significativo sui risultati attesi e si fondano su assunti di base.

Le previsioni e le stime ivi formulate si basano su informazioni a disposizione di Intesa Sanpaolo alla data odierna. Intesa Sanpaolo non si assume alcun obbligo di aggiornare pubblicamente e di rivedere previsioni e stime a seguito della disponibilità di nuove informazioni, di eventi futuri o di altro, fatta salva l’osservanza delle leggi applicabili. Tutte le previsioni e le stime successive, scritte ed orali, attribuibili a Intesa Sanpaolo o a persone che agiscono per conto della stessa sono espressamente qualificate, nella loro interezza, da queste dichiarazioni cautelative.

 

 

 

 

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