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INTESA SANPAOLO: RISULTATI CONSOLIDATI AL 30 GIUGNO 2016

UTILE NETTO DEL PRIMO SEMESTRE 2016 A € 1.707 MLN, A € 1.810 MLN SE SI ESCLUDE IL CONTRIBUTO ORDINARIO AL FONDO DI RISOLUZIONE PER L’INTERO 2016 SPESATO NEL SEMESTRE.

UTILE NETTO GIA’ PARI A QUASI IL 90% DI € 3 MLD DI DIVIDENDI ANNUNCIATI PER L’ESERCIZIO 2016 SE SI CONSIDERA ANCHE LA PLUSVALENZA NETTA DI CIRCA € 895 MLN DERIVANTE DALLA CESSIONE DI SETEFI E INTESA SANPAOLO CARD FIRMATA NEL SECONDO TRIMESTRE, LA CUI CONTABILIZZAZIONE E’ PREVISTA NEL SECONDO SEMESTRE.   

ELEVATA PATRIMONIALIZZAZIONE, LARGAMENTE SUPERIORE AI REQUISITI NORMATIVI ANCHE NELLO SCENARIO AVVERSO DELLO STRESS TEST: COMMON EQUITY RATIO PRO-FORMA A REGIME AL 12,9% TENENDO CONTO DEI DIVIDENDI MATURATI NEL SEMESTRE. 

FORTE RIPRESA DELLE COMMISSIONI NETTE NEL SECONDO TRIMESTRE.

ACCELERAZIONE DEL MIGLIORAMENTO NEL TREND DEL CREDITO: SCENDONO ULTERIORMENTE NEL SECONDO TRIMESTRE LO STOCK DI CREDITI DETERIORATI E IL FLUSSO LORDO DI CREDITI DETERIORATI PROVENIENTI DA BONIS (IL DATO TRIMESTRALE PIU’ BASSO DALLA COSTITUZIONE DI INTESA SANPAOLO E IL DATO SEMESTRALE PIU’ BASSO DAL 2007).

INTESA SANPAOLO E’ UN ACCELERATORE DELLA CRESCITA DELL’ECONOMIA REALE IN ITALIA: 24 MLD DI EURO DI NUOVO CREDITO A MEDIO-LUNGO TERMINE A FAMIGLIE E IMPRESE DEL PAESE NEL 1 SEM. 2016 (+24% VS 1° SEM. 2015); OLTRE 10 MILA AZIENDE RIPORTATE IN BONIS NEL 1° SEM. 2016 E CIRCA 40 MILA DAL 2014.

  • SOLIDO UTILE NETTO:
    • € 901 MLN NEL 2° TRIM. 2016, VS € 806 MLN NEL 1° TRIM. 2016
    • € 1.707 MLN NEL 1° SEM. 2016, VS  € 2.004 MLN NEL 1° SEM. 2015
    • € 1.810 MLN NEL 1° SEM. 2016, VS  € 2.106 MLN NEL 1° SEM. 2015,  ESCLUDENDO I CONTRIBUTI AI FONDI DI RISOLUZIONE E DI GARANZIA DEI DEPOSITI

  • RISULTATO DELLA GESTIONE OPERATIVA DEL 2° TRIM. 2016 IN SIGNIFICATIVO AUMENTO VS 1° TRIM. 2016:
    • € 2.451 MLN, +9% ESCLUDENDO I CONTRIBUTI AL FONDO DI RISOLUZIONE E I PROVENTI DALLA CESSIONE DI VISA EUROPE 
  • PROVENTI OPERATIVI NETTI DEL 2° TRIM. 2016 IN CRESCITA VS 1° TRIM. 2016:
    • € 4.605 MLN, +7% ESCLUDENDO I CONTRIBUTI AL FONDO DI RISOLUZIONE E I PROVENTI DALLA CESSIONE DI VISA EUROPE
  • FORTE RIPRESA DELLE COMMISSIONI NETTE NEL 2° TRIM. 2016 VS 1° TRIM. 2016:
    • € 1.848 MLN, +10%
  • UTILE ANTE IMPOSTE DEL 2° TRIM. 2016 IN LINEA CON IL 1° TRIM. 2016 E CHE RIFLETTE RETTIFICHE SU CREDITI PARTICOLARMENTE CONSERVATIVE, AUMENTATE ANCHE ALLA LUCE DEI PROVENTI DERIVANTI DALLA CESSIONE DI ATTIVITA’ NON STRATEGICHE:
    UTILE ANTE IMPOSTE A € 1.372 MLN VS € 1.377 MLN, ESCLUDENDO I CONTRIBUTI AL FONDO DI RISOLUZIONE
    RETTIFICHE SU CREDITI A € 923 MLN VS € 694 MLN
  • ACCELERAZIONE DEL MIGLIORAMENTO NEL TREND DEL CREDITO:
    • SCENDE IL FLUSSO LORDO DI CREDITI DETERIORATI PROVENIENTI DA BONIS:
     IL DATO TRIMESTRALE PIU’ BASSO DALLA COSTITUZIONE DI INTESA SANPAOLO, A € 1,4 MLD, -7% VS 1° TRIM. 2016
     IL DATO SEMESTRALE PIU’ BASSO DAL  2007, A € 3 MLD, -35% VS 1° SEM. 2015
    • CALO DELLO STOCK DI CREDITI DETERIORATI:
     -2% VS 1° TRIM. 2016 E -3% VS 4° TRIM. 2015 AL LORDO DELLE RETTIFICHE,
     -2% VS 1° TRIM. 2016 E 4° TRIM. 2015 AL NETTO DELLE RETTIFICHE
  • ELEVATA PATRIMONIALIZZAZIONE, LARGAMENTE SUPERIORE AI REQUISITI NORMATIVI ANCHE NELLO SCENARIO AVVERSO DELLO STRESS TEST.
    • COMMON EQUITY RATIO AL 30 GIUGNO 2016, TENENDO CONTO DI CIRCA € 1.650 MLN DI DIVIDENDI MATURATI NEL SEMESTRE:
     12,9% SECONDO I CRITERI A REGIME
    (1) (2)
     12,7% SECONDO I CRITERI TRANSITORI PER IL 2016 (2)
    •  COMMON EQUITY RATIO NELLO STRESS TEST :
     10,2% NELLO SCENARIO AVVERSO AL 2018
______________________
(1) Stimato applicando ai dati di bilancio del 30 giugno 2016 i parametri indicati a regime, considerando  l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti, l’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse, la prevista distribuzione dell’utile assicurativo del primo semestre 2016 e il Danish compromise (per cui gli investimenti assicurativi vengono trattati come attivi ponderati per il rischio anziché dedotti dal capitale, con un beneficio di 16 centesimi di punto).
(2) Dopo la deduzione dei dividendi maturati, posti pari all’utile netto del semestre diminuito del rateo cedole maturato sulle emissioni di Additional Tier 1.

 

DATI DI SINTESI:

 

PROVENTI
OPERATIVI
NETTI:

2° TRIM. 2016

  +14,5%
  +6,9%

 

A € 4.605 MLN DA € 4.023 MLN DEL 1° TRIM. 2016,
ESCLUDENDO I CONTRIBUTI AL FONDO DI RISOLUZIONE
E I PROVENTI DALLA CESSIONE DI VISA EUROPE

 

1° SEM. 2016

-5,6%
-7,2%

A € 8.628 MLN DA € 9.139 MLN DEL 1° SEM. 2015,
ESCLUDENDO I CONTRIBUTI AI FONDI DI RISOLUZIONE E
DI GARANZIA DEI DEPOSITI E I PROVENTI
DALLA CESSIONE DI VISA EUROPE

ONERI OPERATIVI:

2° TRIM. 2016

+5,2%

A € 2.154 MLN DA € 2.047 MLN DEL 1° TRIM. 2016;

 

1° SEM. 2016

-0,1% 

A € 4.201 DA € 4.205 MLN DEL 1° SEM. 2015

RISULTATO
GESTIONE
OPERATIVA:

2° TRIM. 2016

 

+24%   
+8,6%

A € 2.451 MLN DA € 1.976 MLN DEL 1° TRIM. 2016,
ESCLUDENDO I CONTRIBUTI AL FONDO DI RISOLUZIONE
E I PROVENTI DALLA CESSIONE DI VISA EUROPE;

 

1° SEM. 2016

 

-10,3%
-13,2%

A € 4.427 MLN DA € 4.934 MLN DEL 1° SEM. 2015,
ESCLUDENDO I CONTRIBUTI AI FONDI DI RISOLUZIONE
E DI GARANZIA DEI DEPOSITI E I PROVENTI
DALLA CESSIONE DI VISA EUROPE

RISULTATO
CORRENTE
LORDO IMPOSTE:

2° TRIM. 2016

 

€ 1.360 MLN 
€ 1.372 MLN

DA € 1.241 MLN DEL 1° TRIM. 2016;
DA € 1.377 MLN DEL 1° TRIM. 2016,
ESCLUDENDO I CONTRIBUTI AL FONDO DI RISOLUZIONE


1° SEM. 2016

 

 

€ 2.601 MLN
€ 2.749 MLN

DA € 3.224 MLN DEL 1° SEM. 2015;
DA € 3.362 MLN DEL 1° SEM. 2015,
ESCLUDENDO I CONTRIBUTI AI FONDI DI RISOLUZIONE
E DI GARANZIA DEI DEPOSITI

RISULTATO NETTO:

2° TRIM. 2016

 

€ 901 MLN 
€ 908 MLN

DA € 806 MLN DEL 1° TRIM. 2016;
DA € 902 MLN DEL 1° TRIM. 2016,
ESCLUDENDO I CONTRIBUTI AL FONDO DI RISOLUZIONE

 

1° SEM. 2016

 

 

€ 1.707 MLN 
€ 1.810 MLN

DA € 2.004 MLN DEL 1° SEM. 2015;
DA € 2.106 MLN DEL 1° SEM. 2015,
ESCLUDENDO I CONTRIBUTI AI FONDI DI RISOLUZIONE
E DI GARANZIA DEI DEPOSITI

COEFFICIENTI
PATRIMONIALI:

COMMON EQUITY RATIO POST DIVIDENDI MATURATI:
12,9% PRO-FORMA A REGIME (3) (4);
12,7% CON CRITERI TRANSITORI PER IL 2016
(4)
 

 _________
(3) Stimato applicando ai dati di bilancio del 31 marzo 2016 i parametri indicati a regime, considerando  l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti, l’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse, la prevista distribuzione dell’utile assicurativo del primo trimestre 2016 e il Danish compromise (per cui gli  investimenti assicurativi vengono trattati come attivi ponderati per il rischio anziché dedotti dal capitale, con un beneficio di 13 centesimi di punto).
(4) Dopo la deduzione dei dividendi maturati, posti pari all’utile netto del trimestre diminuito del rateo cedole maturato sulle emissioni di Additional Tier 1.

 

Torino, Milano, 2 agosto 2016 – Si è riunito oggi il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo, che ha approvato la relazione semestrale consolidata al 30 giugno 2016 (5).  

Il Gruppo nel secondo trimestre del 2016 ha registrato un miglioramento della redditività rispetto al primo trimestre 2016, confermando la solidità dello stato patrimoniale:

● solido utile netto: 901 milioni di euro nel secondo trimestre 2016, rispetto agli 806 milioni del primo trimestre 2016; se si escludono i contributi al fondo di risoluzione, con l’intero contributo ordinario per il 2016 spesato nel primo semestre, l’utile netto del secondo trimestre è risultato pari a 908 milioni di euro rispetto a 902 milioni del primo trimestre. Nel primo semestre 2016, l’utile netto è stato pari a 1.707 milioni, rispetto ai 2.004 milioni del primo semestre 2015, che aveva beneficiato di un andamento particolarmente favorevole dei mercati finanziari; se si escludono i contributi ai fondi di risoluzione e di garanzia dei depositi, l’utile netto del primo semestre 2016 è risultato pari a 1.810 milioni di euro rispetto a 2.106 milioni del primo semestre 2015. L’utile netto del primo semestre 2016 è già pari a quasi il 90% di 3 miliardi di euro di dividendi indicati per l’esercizio 2016, se si considera anche la plusvalenza netta di circa 895 milioni derivante dalla cessione di Setefi e Intesa Sanpaolo Card firmata nel secondo trimestre 2016,  la cui contabilizzazione è prevista nel secondo semestre;

● risultato della gestione operativa in aumento: a 2.451 milioni di euro nel secondo trimestre 2016, +24% rispetto al primo trimestre 2016, +9% se si escludono i contributi al fondo di risoluzione e i proventi dalla cessione di VISA Europe;

● proventi operativi netti in crescita: a 4.605 milioni di euro nel secondo trimestre 2016, +14% rispetto al primo trimestre 2016, +7% se si escludono i contributi al fondo di risoluzione e i proventi dalla cessione di VISA Europe;

● forte ripresa delle commissioni: a 1.848 milioni di euro nel secondo trimestre 2016, +10% rispetto al primo trimestre 2016, in corrispondenza del recupero registrato dal risparmio gestito, con una raccolta netta di circa 3 miliardi di euro nel secondo trimestre rispetto al miliardo del primo trimestre, pur permanendo un’elevata propensione per la liquidità da parte di risparmiatori in un contesto di elevata volatilità dei mercati finanziari;

● elevata efficienza, con un cost/income al 48,7% nel primo semestre 2016, al 48,8% se si escludono i contributi al fondo di risoluzione e i proventi dalla cessione di VISA Europe, tra i migliori nell’ambito delle maggiori banche europee;

● controllo degli oneri operativi: nel primo semestre 2016 a 4.201 milioni di euro, in linea con il primo semestre 2015 a seguito di una diminuzione del 5% delle spese amministrative e di un aumento del 2% delle spese del personale, dovuto agli incentivi per supportare la crescita;

● utile ante imposte del 2° trimestre 2016 in linea con il 1° trimestre - a 1.372 milioni di euro rispetto a 1.377 milioni - se si escludono i contributi al fondo di risoluzione e che riflette rettifiche su crediti particolarmente conservative, aumentate a 923 milioni nel secondo trimestre, da 694 milioni nel primo trimestre, anche alla luce dei proventi derivanti dalla cessione di attività non strategiche; risultato contabile a 1.360 milioni nel secondo trimestre 2016 rispetto a 1.241 milioni nel primo trimestre;

__________
(5) Nota metodologica sul perimetro di consolidamento a pagina 23.
 

● accelerazione del miglioramento nel trend del credito, a seguito dell’efficacia della gestione proattiva del credito in un contesto economico in miglioramento:
flusso lordo di nuovi crediti deteriorati provenienti da crediti in bonis in forte riduzione nel secondo trimestre 2016 e che registra il valore trimestrale più basso dalla costituzione di Intesa Sanpaolo: a 1,4 miliardi di euro nel secondo trimestre 2016, in diminuzione del 7% rispetto a 1,6 miliardi del primo trimestre 2016, che porta il dato del primo semestre 2016 a 3 miliardi di euro, il valore semestrale più basso dal 2007 e in contrazione del 35% rispetto ai 4,6 miliardi del primo semestre 2015,
in forte calo nel secondo trimestre anche il flusso netto di nuovi crediti deteriorati provenienti da crediti in bonis, che registra il valore trimestrale più basso dal 2007: a 0,9 miliardi di euro nel secondo trimestre 2016, in diminuzione del 26% rispetto a 1,2 miliardi  del primo trimestre 2016, che porta il dato del primo semestre 2016 a 2 miliardi di euro, il valore semestrale più basso dal 2007 e in contrazione del 31% rispetto ai 3 miliardi del primo semestre 2015,
scende lo stock di crediti deteriorati: del 2% rispetto a marzo 2016 e del 3% rispetto a dicembre 2015 al lordo delle rettifiche di valore, del 2% rispetto sia a marzo 2016 sia a dicembre 2015 al netto delle rettifiche di valore,
- in particolare, riduzione dello stock di inadempienze probabili: del 3% rispetto sia a marzo 2016 sia a dicembre 2015, sia al lordo sia al netto delle rettifiche di valore,
riduzione dello stock di sofferenze al lordo delle rettifiche di valore: dell’1%  rispetto sia a marzo 2016 sia a dicembre 2015;

● elevati livelli di copertura dei crediti deteriorati:
livello di copertura specifica dei crediti deteriorati al 47,3% a fine giugno 2016, rispetto al 47,6% di fine 2015 (media dei concorrenti italiani: 41% nel primo trimestre 2016), con una copertura specifica della componente costituita dalle sofferenze al 60,7% a fine giugno 2016 (61,8% a fine 2015),
livello di copertura complessiva dei crediti deteriorati, considerando le garanzie reali, pari al 146% a fine giugno 2016 (139% a fine 2015) e al 153% considerando anche le garanzie personali (146% a fine 2015), con una copertura complessiva della componente costituita dalle sofferenze pari al 147% (140% a fine 2015) e al 154% considerando anche le garanzie personali (147% a fine 2015),
robusto buffer di riserva sui crediti in bonis, pari allo 0,6% a fine giugno 2016 (0,7% a fine 2015);
  
● supporto all’economia reale: oltre 27 miliardi di euro di nuovo credito a medio-lungo termine nel primo semestre 2016, con circa 24 miliardi in Italia, in crescita del 24% rispetto al primo semestre 2015, di cui oltre 20 miliardi erogati a famiglie e piccole e medie imprese, in aumento del 32% rispetto al primo semestre 2015; oltre 10.000 aziende italiane riportate in bonis da posizioni di credito deteriorato nel primo semestre 2016 e circa 40.000 dal 2014;

● patrimonializzazione molto solida, con coefficienti patrimoniali su livelli largamente superiori ai requisiti normativi, anche nello scenario avverso dello stress test. Al 30 giugno 2016, tenendo conto di circa 1.650 milioni di euro di dividendi maturati nel semestre (posti pari all’utile netto del semestre diminuito del rateo cedole maturato sulle emissioni di Additional Tier 1), il Common Equity ratio pro-forma a regime è risultato pari al 12,9%(6)(7), livello top tra le maggiori banche europee, e il Common Equity ratio secondo i criteri transitori in vigore per il 2016 al 12,7% (7). Nello scenario avverso dello stress test al 2018, il Common Equity ratio è risultato pari al 10,2%;

● elevata liquidità e forte capacità di funding: attività liquide per 130 miliardi di euro ed elevata liquidità prontamente disponibile per 69 miliardi, a fine giugno 2016; rispettati già oggi i requisiti di liquidità Liquidity Coverage Ratio e Net Stable Funding Ratio di Basilea 3, in largo anticipo sulla data prevista per l’entrata in vigore a regime (2018); operazioni di finanziamento con BCE per ottimizzare il costo del funding e supportare gli investimenti delle aziende clienti pari mediamente nel secondo trimestre del 2016 a 27,7 miliardi di euro (27,6 miliardi mediamente nel primo trimestre 2016 e 23,2 miliardi mediamente nel 2015), costituite interamente dall’operazione TLTRO con scadenza quadriennale (a fine giugno 2016, il Gruppo ha partecipato all’operazione TLTRO II per un ammontare pari a circa 36 miliardi di euro, a fronte del rimborso integrale di 27,6 miliardi di euro di finanziamenti TLTRO I, che erano stati posti in essere per 12,6 miliardi nell’ultimo quadrimestre del 2014, per 10 miliardi a fine marzo 2015 e per 5 miliardi a fine giugno 2015);

● molteplici iniziative del Piano di Impresa in corso, con un forte coinvolgimento delle persone:
• New Growth Bank:
Banca 5®:
▫ operativo il modello di business “specializzato” di Banca 5® in circa il 70% delle filiali, con 3.600 gestori dedicati e ricavi per cliente aumentati da 70 a 111 euro;
▫ in corso di implementazione “Intesa Sanpaolo Casa”, dedicata alla mediazione e intermediazione immobiliare, con l’apertura di 23 agenzie immobiliari già effettuata e altre 4 in settembre nelle città più importanti;
Banca multicanale:
nuovi processi multicanale lanciati con successo:
clienti multicanale aumentati di circa 1,2 milioni da inizio 2014 a circa 5,6 milioni;
- 3,4 milioni di App scaricate su dispositivi mobile;
- la prima banca multicanale in Italia, con circa l’ 80% dei prodotti disponibili tramite la piattaforma multicanale;
digitalizzazione attiva in tutte le filiali: dematerializzato circa il 100% delle operazioni riguardanti tutti i prodotti prioritari (completate circa 3,8 milioni di operazioni);


________________
(6) Stimato applicando ai dati di bilancio del 30 giugno 2016 i parametri indicati a regime, considerando l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti, l’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse, la prevista distribuzione dell’utile assicurativo del primo semestre 2016 e il Danish compromise (per cui gli  investimenti assicurativi vengono trattati come attivi ponderati per il rischio anziché dedotti dal capitale, con un beneficio di 16 centesimi di punto).
(7) Dopo la deduzione dei dividendi maturati, posti pari all’utile netto del semestre diminuito del rateo cedole maturato sulle emissioni di Additional Tier 1.

 
“Filiale Online” pienamente operativa per il “Servizio Commerciale”, con circa 11.000 prodotti venduti nei primi sei mesi del 2016;
nuove competenze di marketing digitale per cogliere pienamente le opportunità derivanti da motori di ricerca e presenza sui social media;
- lancio della nuova digital experience Intesa Sanpaolo, con nuovo internet banking, nuovo sito internet e nuove applicazioni;
Private Banking:
▫ dal 1° luglio 2015 pienamente operativa la nuova entità Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking;
▫ filiale di Private Banking a Londra pienamente operativa e rafforzamento di Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse);
▫ primo lancio di nuovi prodotti disponibili per l’intera Divisione
(Fideuram Private Mix);
▫ aperte 5 boutique dedicate alla clientela High Net Worth Individuals con un modello di servizio mirato;
▫ lanciato lo strumento di consulenza “View” nella rete di Intesa Sanpaolo Private Banking applicato a 2,6 miliardi di euro di attività finanziarie;
in corso di implementazione il nuovo digital office per i private bankers;
- Asset Management:
▫ arricchimento della piattaforma digitale (ad esempio, “portafogli consigliati” e “analisi di scenario”);
▫ nuova gamma di prodotti introdotti nell’offerta della Divisione Banca dei Territori, della Divisione Private Banking e della Divisione Insurance, e nuova offerta dedicata ai clienti internazionali (ad esempio, “Best expertise”) e alle imprese (ad esempio, GP Unica Imprese);
▫ arricchimento della gamma di prodotti offrendo soluzioni con profilo di rischio moderato rispondenti all’attuale volatilità dei mercati (ad esempio, Epsilon Difesa Attiva);  
▫ lancio di prodotti che permettono agli investitori di supportare l’economia reale cogliendo l’evoluzione del mercato europeo del credito strutturato (Eurizon Easy Fund – Securitised Bond Fund);
▫ ulteriore sviluppo internazionale della Divisione Asset Management (ad esempio, partnership a Londra, in corso il processo autorizzativo per la costituzione di Eurizon Capital China e l’apertura a Francoforte, Hong Kong e Parigi);   
- Insurance:
▫ portafoglio prodotti in via di ricomposizione a favore di prodotti efficienti in termini di assorbimento di capitale (ad esempio, i prodotti Unit Linked hanno raggiunto il 61% della nuova produzione rispetto al 57% del 2015);
▫ lancio di un nuovo prodotto Unit Linked con capitale protetto (“Exclusive Insurance”);
▫ consolidamento dei prodotti disponibili (Fideuram Private Mix e Synthesis) e lancio di un nuovo prodotto multiramo dedicato alla clientela High Net Worth Individuals per la Divisione Private Banking;
▫ aggiornamento  del prodotto “Giusto Mix” con l’introduzione di un meccanismo di riduzione della volatilità;
▫ continua diversificazione dell’offerta nel ramo protezione e tutela, con prodotti nel comparto salute (nuovo prodotto dedicato alla copertura degli interventi chirurgici e della prevenzione) e imprese (nuovo prodotto dedicato all’agricoltura);
▫ completate le attività per lo sviluppo dei fondi pensione ad adesione collettiva;
▫ piena integrazione del comparto dei fondi pensione;
Banca a 360° per le imprese:
▫ costituita un’unità dedicata al Transaction Banking per il Gruppo e avviate nuove iniziative commerciali;
▫ nuovo modello commerciale e nuova offerta di prodotti per le imprese
;
▫ pienamente operativo il Polo della Finanza di Impresa (nuovo Mediocredito Italiano);
▫ rafforzamento della presenza internazionale della Divisione Corporate e Investment Banking (ad esempio apertura dell’ufficio di Washington e rafforzamento di Intesa Sanpaolo Bank Luxembourg);

• Core Growth Bank:
cattura del potenziale reddituale inespresso:
▫ in corso di realizzazione il progetto “evoluzione del servizio di cassa”: già circa 2.000 filiali con il servizio di cassa che chiude alle ore 13 mantenendo l’orario esteso unicamente per i servizi di consulenza e circa 250 filiali dedicate esclusivamente alla consulenza;
▫ nuovo portale di e-commerce per cogliere pienamente il potenziale di attività dopo EXPO 2015;
▫ rafforzata l’offerta volta alla crescita del credito alle persone (ad esempio, il nuovo “Mutuo Giovani”); 
▫ introdotto il nuovo modello di servizio nella Divisione Banca dei Territori, con la costituzione di tre catene del valore commerciali, la creazione di circa 1.200 nuovi ruoli manageriali e l’innovazione del modello di servizio per le imprese;
▫ nuovi modelli di advanced analytics e machine learning per l'identificazione di clienti ad elevato potenziale;
▫ lancio del “Programma Filiere” con importanti iniziative in settori economici di rilievo (Agricoltura);
▫ integrazione del comparto del credito al consumo nelle filiali della Divisione Banca dei Territori;
▫ pienamente operativo il modello Asset Light della Divisione Corporate e Investment Banking, con benefici in termini di cross selling; in corso il rafforzamento della distribuzione;
▫ in corso nella Divisione Corporate e Investment Banking il programma di eccellenza commerciale, con un rafforzamento del modello organizzativo focalizzato sui settori;
▫ operativa la riorganizzazione dell’attività internazionale della Divisione Corporate e Investment Banking per presidiare i principali clienti internazionali e in corso di implementazione la strategia internazionale di Banca IMI, focalizzata su prodotti-chiave selezionati;
▫ avviati la nuova segmentazione e il nuovo modello di servizio per i clienti affluent della Divisione Banche Estere;
▫ finalizzata la joint venture nel merchant banking con un investitore specializzato (Neuberger), con deconsolidamento delle attività;
governo continuo dei costi:
▫ semplificazione del presidio territoriale: 93 filiali chiuse dall’inizio del 2016 e 658 dal 2014;
▫ semplificazione delle entità giuridiche: già realizzate la riduzione - nell’attività di leasing, factoring, credito specialistico e consulenza -  da 7 fabbriche di prodotto a una sola (nuovo Mediocredito Italiano) e 9 fusioni di banche regionali nella Capogruppo;
gestione dinamica del credito e dei rischi:
▫ filiera dedicata alla gestione proattiva del credito pienamente operativa in tutte le Divisioni;
▫ operativa la gestione integrata dei crediti incagliati;
▫ riorganizzazione dell’Area di Governo Chief Lending Officer, strutturata per business units;
▫ separazione tra Risk Management e Compliance, con due responsabili (Chief Risk Officer e Chief Compliance Officer) che riportano direttamente al CEO;

• Capital Light Bank:
piena operatività, con circa 720 persone dedicate e circa 16 miliardi di euro di riduzione degli attivi non strategici già conseguiti;
nuovo sistema di performance management pienamente operativo su ciascuna asset class;
Re.O.Co. (Real Estate Owned Company) pienamente operativa, con un impatto positivo per il Gruppo stimato in 40 milioni di euro dal 2014;
operativa la partnership con KKR-Pillarstone;

• persone e investimenti come fattori abilitanti:
circa 4.500 persone già riconvertite su iniziative prioritarie;
- attuato il Piano di Investimento destinato alle persone del Gruppo,  con il più alto numero di partecipanti nella storia del Gruppo;
- programma “Big Financial Data” pienamente in linea con gli obiettivi (coinvolte più di 300 persone);
- pienamente operativi il Chief Innovation Officer e il “Centro per l’Innovazione”, costituito per la formazione e lo sviluppo di nuovi prodotti, processi e della “filiale ideale”, presso il nuovo Grattacielo Intesa Sanpaolo a Torino;
- lanciato un programma di digitalizzazione su larga scala per accrescere l’efficienza e il livello di servizio nei processi operativi prioritari; pienamente operativa la Digital Factory, con il lancio della digitalizzazione di 8 processi, di cui 4 già completati;
- avviato l’investimento per il rinnovamento del layout di 1.000 filiali (50 filiali ad oggi);
- sottoscritti oltre 175 accordi con le organizzazioni sindacali;
- oltre 4.500 persone si avvalgono già dello “smart working”;
- lanciato un “Programma di Welfare Integrato”.


 
I risultati di conto economico del secondo trimestre 2016


Il conto economico consolidato del secondo trimestre 2016(8) registra interessi netti pari a 1.831 milioni di euro, in flessione dell’ 1,3% rispetto ai 1.855 milioni del primo trimestre 2016 e del 6,3% rispetto ai 1.954 milioni del secondo trimestre 2015.
 
Le commissioni nette sono pari a 1.848 milioni di euro, in aumento del 10,3% rispetto  ai 1.676 milioni del primo trimestre 2016. In dettaglio, si registra una crescita del 3,6% delle commissioni da attività bancaria commerciale e dell’ 11,7% delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza (risparmio gestito, prodotti assicurativi, collocamento titoli,...), nel cui ambito la componente relativa a intermediazione e collocamento di titoli sale del 68,1%, quella relativa ai prodotti assicurativi del 10,7% e quella relativa al risparmio gestito del 3,9% (con commissioni di performance nulle sia nel primo sia nel secondo trimestre 2016). Le commissioni nette del secondo trimestre 2016 sono in diminuzione del 4,8% rispetto ai 1.941 milioni del secondo trimestre 2015. In dettaglio, si registra una stazionarietà delle commissioni da attività bancaria commerciale e una diminuzione del 9% delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza, nel cui ambito l’apporto da intermediazione e collocamento di titoli diminuisce del 22,3% e quello da risparmio gestito del 13,2% (con 60 milioni di euro di commissioni di performance registrate nel secondo trimestre 2015), mentre quello da prodotti assicurativi aumenta dell’ 8,1%.

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(8) In occasione della redazione del resoconto intermedio al 30 settembre 2008, sono intervenute - a seguito della crisi finanziaria internazionale - alcune modifiche nei principi contabili internazionali IAS, omologate dalla Commissione Europea, che in estrema sintesi hanno consentito di riclassificare - in determinate circostanze che si configurino come eventi inusuali - strumenti finanziari non quotati, o non più quotati, in un mercato attivo e non più detenuti per finalità di negoziazione o disponibili per la vendita: in particolare dalla categoria degli strumenti di trading  a quella delle attività disponibili per la vendita o delle attività detenute fino alla scadenza o dei finanziamenti e crediti e dalla categoria delle attività disponibili per la vendita a quella dei finanziamenti e crediti. Il Gruppo ha effettuato in anni passati - in larga misura sulla base dei prezzi al 1° luglio 2008 - una riclassificazione di attività finanziarie detenute ai fini di negoziazione per 485 milioni a finanziamenti e crediti; il Gruppo ha anche effettuato una riclassificazione di attività finanziarie disponibili per la vendita per 5.375 milioni a finanziamenti e crediti. Senza queste riclassificazioni si sarebbe registrato un impatto positivo ante imposte sul risultato dell’attività di negoziazione del secondo trimestre 2016 pari a 4 milioni (un impatto negativo di 15 milioni nel primo semestre 2016, positivo di 2 milioni nel 2015, di 60 milioni nell’esercizio 2014, di 94 milioni nell’esercizio 2013 e di 135 milioni nell’esercizio 2012, negativo di 11 milioni nel 2011, positivo di 92 milioni nel 2010 e di 73 milioni nel 2009, negativo di 460 milioni nel 2008) e un impatto negativo ante imposte direttamente sul patrimonio netto al 30 giugno 2016 pari a 904 milioni (con un impatto negativo di 82 milioni nel secondo trimestre 2016 e di 220 milioni nel primo semestre 2016).
 

Il risultato dell’attività di negoziazione è pari a 467 milioni di euro (comprendenti 121 milioni di dividendi provenienti dalla quota detenuta in Banca d’Italia) rispetto a 228 milioni del primo trimestre 2016, con la componente relativa alla clientela che aumenta a 136 milioni da 106 milioni, quella di capital markets e attività finanziarie AFS che cresce a 85 milioni da 74 milioni, quella dell’attività di trading e tesoreria che sale a 239 milioni (comprensivi dei predetti 121 milioni di dividendi) da 48 milioni e quella dei prodotti strutturati di credito che registra un saldo positivo di 6 milioni rispetto a un saldo negativo di un milione. Il risultato dell’attività di negoziazione di 467 milioni del secondo trimestre 2016 si confronta con i 380 milioni del secondo trimestre 2015, trimestre in cui l’apporto della componente relativa alla clientela era stato di 69 milioni, quello della componente di capital markets e attività finanziarie AFS di 57 milioni, quello dell’attività di trading e tesoreria di 251 milioni (comprendenti 144 milioni di dividendi provenienti dalla quota detenuta in Banca d’Italia) e quello dei prodotti strutturati di credito di 3 milioni.

Il risultato dell’attività assicurativa ammonta a 239 milioni di euro, rispetto ai 332 milioni del primo trimestre 2016 e ai 282 milioni del secondo trimestre 2015.

Gli altri proventi/oneri di gestione registrano un saldo positivo pari a 136 milioni di euro (comprendenti 170 milioni di proventi derivanti dalla cessione della partecipazione in VISA Europe e 12 milioni di ulteriori oneri relativi al fondo di risoluzione per l’intero 2016 in aggiunta a quelli stimati nel primo trimestre 2016), rispetto a un saldo negativo pari a 142 milioni nel primo trimestre 2016 (comprendente 136 milioni di oneri derivanti dal contributo al fondo di risoluzione) e a un saldo negativo pari a 59 milioni nel secondo trimestre 2015 (comprendente oneri per 21 milioni derivanti dal contributo al fondo di risoluzione e per 43 milioni derivanti dal contributo al fondo di garanzia dei depositi).

Complessivamente, i proventi operativi netti sono pertanto pari a 4.605 milioni di euro, in aumento del 14,5% rispetto ai 4.023 milioni del primo trimestre 2016 e del 2% rispetto ai 4.513 milioni del secondo trimestre 2015; se si escludono i contributi ai fondi di risoluzione e di garanzia dei depositi e i proventi derivanti dalla cessione di VISA Europe, i proventi operativi netti registrano una crescita del 6,9% rispetto al primo trimestre 2016 e una flessione del 2,8% rispetto al secondo trimestre 2015.

Gli oneri operativi ammontano a 2.154 milioni di euro e crescono del 5,2% rispetto ai 2.047 milioni del primo trimestre 2016, a seguito di un aumento del 4,9% per le spese del personale, del 7,2% per le spese amministrative e dello 0,6% per gli ammortamenti; gli oneri operativi del secondo trimestre 2016 crescono del 2,2% rispetto ai 2.107 milioni del corrispondente trimestre 2015, con un aumento del 5,9% per le spese del personale e dell’1,1% per gli ammortamenti, a fronte di una diminuzione del 4,5% per le spese amministrative.

Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 2.451 milioni di euro, in crescita del 24% rispetto ai 1.976 milioni del primo trimestre 2016 e dell’ 1,9% rispetto ai 2.406 milioni del secondo trimestre 2015, con un cost/income ratio nel secondo trimestre 2016 pari al 46,8%, rispetto al 50,9% del primo trimestre 2016 e al 46,7% del secondo trimestre 2015. Se si escludono i contributi ai fondi di risoluzione e di garanzia dei depositi e i proventi derivanti dalla cessione di VISA Europe, il cost/income ratio è pari al 48,4%, rispetto al 49,2% del primo trimestre 2016 e al 46% del secondo trimestre 2015, e il risultato della gestione operativa registra una crescita dell’ 8,6% rispetto al primo trimestre 2016 e una diminuzione del 7,2% rispetto al secondo trimestre 2015.

Il complesso degli accantonamenti e delle rettifiche di valore nette (accantonamenti per rischi e oneri, rettifiche su crediti e rettifiche su altre attività) è pari a 1.056 milioni di euro, rispetto ai 730 milioni del primo trimestre 2016 e ai 946 milioni del secondo trimestre 2015. Gli accantonamenti per rischi e oneri ammontano a 97 milioni, rispetto ai 16 milioni del primo trimestre 2016 e ai 68 milioni del secondo trimestre 2015. Le rettifiche nette su crediti sono pari a 923 milioni, rispetto ai 694 milioni del primo trimestre 2016 e agli 847 milioni del secondo trimestre 2015. Le rettifiche nette su altre attività sono pari a 36 milioni, rispetto ai 20 milioni del primo trimestre 2016 e ai 31 milioni del secondo trimestre 2015.

La voce utili/perdite su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti registra un saldo negativo per 35 milioni di euro, rispetto a un saldo negativo per 5 milioni del primo trimestre 2016 e a un saldo positivo per 38 milioni del secondo trimestre 2015.

Il risultato corrente al lordo delle imposte è pari a 1.360 milioni di euro, rispetto ai 1.241 milioni del primo trimestre 2016 e ai 1.498 milioni del secondo trimestre 2015. Se si escludono i contributi ai fondi di risoluzione e di garanzia dei depositi, il risultato è pari a 1.372 milioni nel secondo trimestre 2016, a 1.377 milioni nel primo trimestre 2016 e a 1.562 milioni nel secondo trimestre 2015.

Il risultato netto consolidato è pari a 901 milioni di euro, rispetto a 806 milioni del primo trimestre 2016 e ai 940 milioni del secondo trimestre 2015, dopo la contabilizzazione di:
- imposte per 340 milioni di euro;
- oneri di integrazione e di incentivazione all’esodo (al netto delle imposte) per 38 milioni;
- oneri derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione (al netto delle imposte) per 27 milioni;
- utili delle attività non correnti in via di dismissione (al netto delle imposte) per 15 milioni;
- una quota di utili di pertinenza di terzi pari a 69 milioni.
Se si escludono i contributi ai fondi di risoluzione e di garanzia dei depositi, il risultato è pari a 908 milioni di euro nel secondo trimestre 2016, rispetto ai 902 milioni nel primo trimestre 2016 e ai 988 milioni nel secondo trimestre 2015.


 
I risultati di conto economico del primo semestre 2016


Il conto economico consolidato del primo semestre 2016 registra interessi netti pari a 3.686 milioni di euro, in diminuzione del 5,6% rispetto ai 3.904 milioni del primo semestre 2015.
 
Le commissioni nette sono pari a 3.524 milioni di euro, in diminuzione del 5,2% rispetto ai 3.716 milioni del primo semestre 2015. In dettaglio, si registra una diminuzione dell’ 1,3% delle commissioni da attività bancaria commerciale e del 9,4% delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza (risparmio gestito, prodotti assicurativi, collocamento titoli,...), nel cui ambito la componente relativa a intermediazione e collocamento di titoli scende del 43,3% e quella relativa al risparmio gestito del 9% (con commissioni di performance nulle nel primo semestre 2016 e pari a 90 milioni nel primo semestre 2015), mentre quella relativa ai prodotti assicurativi aumenta del 14,8%.

Il risultato dell’attività di negoziazione è pari a 695 milioni di euro (comprendenti 121 milioni di dividendi provenienti dalla quota detenuta in Banca d’Italia) rispetto a 976 milioni del primo semestre 2015 (comprendenti 144 milioni di dividendi provenienti dalla quota detenuta in Banca d’Italia), con la componente relativa alla clientela che aumenta a 243 milioni da 227 milioni, quella di capital markets e attività finanziarie AFS che cresce a 160 milioni da 145 milioni, quella dell’attività di trading e tesoreria (comprendente i predetti dividendi) che scende a 288 milioni da 603 milioni e quella dei prodotti strutturati di credito che cresce a 5 milioni da un milione.

Il risultato dell’attività assicurativa ammonta a 571 milioni di euro, rispetto ai 625 milioni del primo semestre 2015.

Gli altri proventi/oneri di gestione registrano un saldo negativo pari a 6 milioni di euro (comprendente 170 milioni di proventi derivanti dalla cessione della partecipazione in VISA Europe e 148 milioni di oneri derivanti dal contributo al fondo di risoluzione), rispetto a un saldo negativo pari a 136 milioni nel primo semestre 2015 (comprendente oneri per 95 milioni derivanti dal contributo al fondo di risoluzione e per 43 milioni derivanti dal contributo al fondo di garanzia dei depositi).

Complessivamente, i proventi operativi netti sono pertanto pari a 8.628 milioni di euro, in diminuzione del 5,6% rispetto ai 9.139 milioni del primo semestre 2015; se si escludono i contributi ai fondi di risoluzione e di garanzia dei depositi e i proventi derivanti dalla cessione di VISA Europe, i proventi operativi netti registrano una diminuzione del 7,2% rispetto al primo semestre 2015.

Gli oneri operativi ammontano a 4.201 milioni di euro e flettono dello 0,1% rispetto ai 4.205 milioni del primo semestre 2015, a seguito di una diminuzione del 4,9% per le spese amministrative e di un aumento del 2,2% per le spese del personale e dell’ 1,4% per gli ammortamenti.

Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 4.427 milioni di euro, in diminuzione del 10,3% rispetto ai 4.934 milioni del primo semestre 2015, con un cost/income ratio nel primo semestre 2016 pari al 48,7%, rispetto al 46% del primo semestre 2015. Se si escludono i contributi ai fondi di risoluzione e di garanzia dei depositi e i proventi derivanti dalla cessione di VISA Europe, il cost/income ratio è pari al 48,8%, rispetto al 45,3% del primo semestre 2015, e il risultato della gestione operativa registra una diminuzione del 13,2% rispetto al primo semestre 2015.

Il complesso degli accantonamenti e delle rettifiche di valore nette (accantonamenti per rischi e oneri, rettifiche su crediti e rettifiche su altre attività) è pari a 1.786 milioni di euro, rispetto ai 1.776 milioni del primo semestre 2015. Gli accantonamenti per rischi e oneri ammontano a 113 milioni, rispetto ai 122 milioni del primo semestre 2015. Le rettifiche nette su crediti sono pari a 1.617 milioni, rispetto ai 1.614 milioni del primo semestre 2015. Le rettifiche nette su altre attività sono pari a 56 milioni, rispetto ai 40 milioni del primo semestre 2015.

La voce utili/perdite su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti registra un saldo negativo per 40 milioni di euro, rispetto a un saldo positivo per 66 milioni del primo semestre 2015.

Il risultato corrente al lordo delle imposte è pari a 2.601 milioni di euro, rispetto ai 3.224 milioni del primo semestre 2015. Se si escludono i contributi ai fondi di risoluzione e di garanzia dei depositi, il risultato è pari a 2.749 milioni nel primo semestre 2016 e a 3.362 milioni nel primo semestre 2015.

Il risultato netto consolidato è pari a 1.707 milioni di euro, rispetto ai 2.004 milioni del primo semestre 2015, dopo la contabilizzazione di:
- imposte per 723 milioni di euro;
- oneri di integrazione e di incentivazione all’esodo (al netto delle imposte) per 51 milioni;
- oneri derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione (al netto delle imposte) per 56 milioni;
- utili delle attività non correnti in via di dismissione (al netto delle imposte) per 28 milioni;
- una quota di utili di pertinenza di terzi pari a 92 milioni.
Se si escludono i contributi ai fondi di risoluzione e di garanzia dei depositi, il risultato è pari a 1.810 milioni di euro nel primo semestre 2016 e a 2.106 milioni nel primo semestre 2015.


 
Lo stato patrimoniale al 30 giugno 2016

Per quanto riguarda lo stato patrimoniale consolidato, al 30 giugno 2016 i crediti verso la clientela sono pari a 360 miliardi di euro, in crescita del 3,7% rispetto al 31 dicembre 2015 e del 5,4% rispetto al 30 giugno 2015 (in aumento dell’ 1,2% nel secondo trimestre 2016 rispetto al primo trimestre 2016 e dell’ 1,8% nel primo semestre 2016 rispetto al primo semestre 2015 se si considerano i volumi medi anziché quelli di fine periodo). Il complesso dei crediti deteriorati (in sofferenza, inadempienze probabili e scaduti/sconfinanti) ammonta - al netto delle rettifiche di valore - a 32.352 milioni di euro, in diminuzione del 2,2% rispetto ai 33.086 milioni del 31 dicembre 2015. In quest’ambito, i crediti in sofferenza aumentano a 15.159 milioni di euro dai 14.973 milioni del 31 dicembre 2015, con un’incidenza sui crediti complessivi pari al 4,2% (4,3% al 31 dicembre 2015) e un grado di copertura al 60,7% (61,8% a fine 2015). Considerando, oltre alle rettifiche specifiche, anche il valore delle garanzie relative alle sofferenze, il grado di copertura complessivo delle stesse è pari al 147% includendo le garanzie reali e al 154% includendo anche le garanzie personali. Le inadempienze probabili diminuiscono a 16.560 milioni di euro dai 17.091 milioni del dicembre 2015 e i crediti scaduti/sconfinanti scendono a 633 milioni di euro da 1.022 milioni di fine 2015.

Le attività finanziarie della clientela risultano pari a 841 miliardi di euro (dopo le elisioni per le componenti che costituiscono sia raccolta diretta sia raccolta indiretta), in flessione dello 0,2% rispetto al 31 dicembre 2015 e in aumento dell’1,5% rispetto al 30 giugno 2015. Nell’ambito delle attività finanziarie della clientela, la raccolta diretta bancaria ammonta a 387 miliardi, in aumento del 3,9% rispetto al 31 dicembre 2015 e del 6% rispetto al 30 giugno 2015, e il complesso di raccolta diretta assicurativa e riserve tecniche è pari a 140 miliardi, in crescita del 5% rispetto al 31 dicembre 2015 e del 12,2% rispetto al 30 giugno 2015; la raccolta indiretta ammonta a 452 miliardi, in diminuzione del 3,4% rispetto al 31 dicembre 2015 e del 2,1% rispetto al 30 giugno 2015. L’ammontare di risparmio gestito raggiunge i 301 miliardi, in flessione dello 0,4% rispetto al 31 dicembre 2015 e dello 0,1% rispetto al 30 giugno 2015; la nuova produzione vita nel primo semestre 2016 ammonta a 12,7 miliardi di euro (-7,3% rispetto al primo semestre 2015). La raccolta amministrata è pari a 151 miliardi, in diminuzione dell’ 8,9% rispetto al 31 dicembre 2015 e del 5,8% rispetto al 30 giugno 2015.

I coefficienti patrimoniali al 30 giugno 2016 - calcolati applicando i criteri transitori in vigore per il 2016, tenendo conto di circa 1.650 milioni di euro di dividendi maturati nel semestre - risultano pari a:
- 12,7% per il Common Equity ratio (9) (13% a fine 2015),
- 13,9% per il Tier 1 ratio (9) (13,8% a fine 2015),
- 16,9% per il coefficiente patrimoniale totale (9) (16,6% a fine 2015).

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(9) Dopo la deduzione dei dividendi maturati, posti pari all’utile netto del semestre diminuito del rateo cedole maturato sulle emissioni di Additional Tier 1.
 
La stima del common equity ratio pro-forma del Gruppo a regime è pari al 12,9% (13,1% al 31 dicembre 2015), applicando ai dati di bilancio del 30 giugno 2016 i parametri indicati a regime e considerando l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti, l’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse, la prevista distribuzione dell’utile assicurativo del primo semestre 2016 e il Danish compromise (per cui gli  investimenti assicurativi vengono trattati come attivi ponderati per il rischio anziché dedotti dal capitale, con un beneficio di 16 centesimi di punto).


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Le scelte strategiche perseguite hanno permesso a Intesa Sanpaolo di confermarsi come uno dei gruppi bancari più solidi a livello internazionale, i cui punti di forza - oltre a quanto precedentemente detto in merito alla qualità dei crediti e al livello dei coefficienti patrimoniali - sono costituiti da una robusta liquidità e da un  leverage contenuto.

Con riferimento alla liquidità, Intesa Sanpaolo si caratterizza per:
- un’elevata liquidità prontamente disponibile (inclusi gli attivi stanziabili presso le Banche Centrali ricevuti a collaterale ed esclusi quelli dati a collaterale), pari a 130 miliardi di euro a fine giugno 2016,
- un elevato ammontare di attività liquide (comprendenti la liquidità prontamente disponibile - esclusi gli attivi stanziabili ricevuti a collaterale - e gli attivi stanziabili dati a collaterale), pari a 69 miliardi di euro a fine giugno 2016,
- operazioni di finanziamento con BCE per ottimizzare il costo del funding e supportare gli investimenti delle aziende clienti pari mediamente nel secondo trimestre del 2016 a 27,7 miliardi di euro (27,6 miliardi mediamente nel primo trimestre 2016 e 23,2 miliardi mediamente nel 2015), costituite interamente dall’operazione TLTRO con scadenza quadriennale (a fine giugno 2016, il Gruppo ha partecipato all’operazione TLTRO II per un ammontare pari a circa 36 miliardi di euro, a fronte del rimborso integrale di 27,6 miliardi di euro di finanziamenti TLTRO I, che erano stati posti in essere per 12,6 miliardi nell’ultimo quadrimestre del 2014, per 10 miliardi a fine marzo 2015 e per 5 miliardi a fine giugno 2015),
- fonti di raccolta stabili e ben diversificate, con raccolta diretta - bancaria - da clientela (inclusi i titoli emessi) costituita per il 70% dalla componente retail,
- raccolta a medio lungo termine per circa 11 miliardi da inizio anno, di cui circa 4 miliardi relativi alla componente retail,
- per quanto riguarda la componente wholesale della raccolta a medio lungo termine da inizio anno, operazioni benchmark di Additional Tier 1 per 1,25 miliardi di euro, subordinati di tipo Tier 2 per 1,5 miliardi di dollari e covered bond per 1,25 miliardi di euro (per quasi il 90% collocate presso investitori esteri).

Il leverage ratio al 30 giugno 2016 è pari a 6,6% applicando i criteri transitori in vigore per il 2016 e a 6,2% applicando i criteri a regime, valori tra i migliori nel confronto con i principali gruppi bancari europei.


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Al 30 giugno 2016, la struttura operativa del Gruppo Intesa Sanpaolo si articola in 5.242 sportelli bancari - di cui 4.047 in Italia e 1.195 all’estero - con 89.914 persone.

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I risultati per area di Business


La Divisione Banca dei Territori include:
- clientela Retail (clienti privati con attività finanziarie fino a 100.000 euro e attività/aziende con bassa complessità di esigenze);
- clientela Personal (clienti privati con attività finanziarie da 100.000 euro a un milione di euro);
- clientela Imprese, costituta da aziende con fatturato di gruppo non superiore a 350 milioni.
Nella Divisione sono inoltre incluse le controllate Banca Prossima, che opera - attraverso le filiali del Gruppo con presidi locali e specialisti dedicati - al servizio degli enti nonprofit,  Mediocredito Italiano, che è il Polo della Finanza di Impresa, e Setefi, specializzata nella gestione dei pagamenti elettronici.

La Divisione Banca dei Territori nel secondo trimestre 2016 registra:
- proventi operativi netti per 2.291 milioni, +8,2% rispetto a 2.118 milioni del primo trimestre 2016; 
- oneri operativi per 1.241 milioni, +4,4% rispetto a 1.188 milioni del primo trimestre 2016; 
- un risultato della gestione operativa di 1.050  milioni, +12,9% rispetto a 930 milioni del primo trimestre 2016; 
- un cost/income ratio al 54,2% rispetto al 56,1% del primo trimestre 2016; 
- un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche nette pari a 504 milioni, rispetto a 456 milioni del primo trimestre 2016; 
- un risultato corrente al lordo delle imposte pari a 547 milioni, +15,4% rispetto a 474 milioni del primo trimestre 2016; 
- un risultato netto pari a   357 milioni,  +25,1% rispetto a 286 milioni del primo trimestre 2016. 

La Divisione Banca dei Territori nel primo semestre 2016 registra:
- proventi operativi netti per 4.410 milioni, -4,2% rispetto a 4.602 milioni del primo semestre 2015, pari a circa il 51% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (50% nel primo semestre 2015); 
- oneri operativi per 2.429 milioni, +0,4% rispetto a 2.419 milioni del primo semestre 2015; 
- un risultato della gestione operativa di 1.981 milioni, -9,3% rispetto a 2.183 milioni del primo semestre 2015; 
- un cost/income ratio al   55,1%  rispetto al 52,6% del primo semestre 2015; 
- un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche nette pari a 960 milioni, rispetto a 1.048 milioni del primo semestre 2015; 
- un risultato corrente al lordo delle imposte pari a 1.021 milioni,  -10% rispetto a 1.135 milioni del primo semestre 2015; 
- un risultato netto pari a  643 milioni, -3,6% rispetto a 667 milioni del primo semestre 2015. 

 
La Divisione Corporate e Investment Banking comprende:
- International Network & Global Industries, cui compete la relazione con gruppi industriali multinazionali che operano in otto settori chiave ad elevato potenziale di crescita (automotive & industrial; basic resources & diversified; consumer, retail & luxury; healthcare & chemical; infrastructures; oil & gas; power & utilities; telecom, media & technology), e cui è inoltre affidata la responsabilità delle filiali estere, degli uffici di rappresentanza e delle società estere corporate (Intesa Sanpaolo Bank Luxembourg, Intesa Sanpaolo Bank Ireland e Intesa Sanpaolo Brasil), nonché l’assistenza specialistica per il sostegno ai processi di internazionalizzazione delle aziende italiane e per il sostegno all’export;
- Corporate e Public Finance, cui compete la relazione con gruppi italiani di grandi e medie dimensioni e che opera altresì al servizio della clientela Stato, enti pubblici, enti locali, università, public utilities, general contractor e sanità pubblica e privata;
- Financial Institutions, cui compete la relazione con le istituzioni finanziarie;
- Global Transaction Banking, cui compete la gestione dei servizi transazionali;
- Banca IMI, deputata all’attività di investment banking (M&A e advisory), finanza strutturata, capital markets e primary market (equity e debt capital market).
Nel perimetro della Divisione rientra inoltre l’attività di gestione del portafoglio proprietario del Gruppo.


La Divisione Corporate e Investment Banking nel secondo trimestre 2016 registra:
- proventi operativi netti per 898 milioni, +15,1% rispetto a  780 milioni del primo trimestre 2016; 
- oneri operativi per 237 milioni, +6,7% rispetto a 222 milioni del primo trimestre 2016;
- un risultato della gestione operativa di 661 milioni,  +18,4% rispetto a 558 milioni del primo trimestre 2016; 
- un cost/income ratio al 26,4%  rispetto al 28,5% del primo trimestre 2016; 
- un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche nette pari a 88 milioni, rispetto a 38 milioni del primo trimestre 2016; 
- un saldo netto delle attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti pari a  18 milioni, rispetto a un saldo nullo del primo trimestre 2016; 
- un risultato corrente al lordo delle imposte pari a 591 milioni, +13,6% rispetto a 520 milioni del primo trimestre 2016; 
- un risultato netto pari a  399 milioni, +11,2% rispetto a 359 milioni del primo trimestre 2016. 

La Divisione Corporate e Investment Banking nel primo semestre 2016 registra:
- proventi operativi netti per 1.678 milioni, -6,6% rispetto a 1.796 milioni del primo semestre 2015, pari a circa il 19% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (20% nel  primo semestre 2015); 
- oneri operativi per 460 milioni, +1,3% rispetto a 454 milioni del primo semestre 2015;
- un risultato della gestione operativa di 1.218 milioni, -9,2% rispetto a 1.342 milioni del primo semestre 2015; 
- un cost/income ratio al 27,4%  rispetto al 25,3% del primo semestre 2015; 
- un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche nette pari a 125 milioni, rispetto a 130 milioni del primo semestre 2015; 
- un saldo netto delle attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti pari a  18 milioni, rispetto a un saldo nullo del primo semestre 2015; 
- un risultato corrente al lordo delle imposte pari a 1.111 milioni, -8,3% rispetto a 1.212 milioni del primo semestre 2015; 
- un risultato netto pari a  758 milioni, -8,7% rispetto a 830 milioni del primo semestre 2015. 

La Divisione Banche Estere (10) presidia l’attività del Gruppo sui mercati esteri nei quali è presente tramite banche controllate e partecipate che svolgono attività di commercial banking, fornisce indirizzo, coordinamento e supporto alle controllate, è responsabile della definizione delle linee strategiche di sviluppo del Gruppo relativamente alla presenza diretta sui mercati esteri, con esplorazione sistematica e analisi di nuove opportunità di crescita sui mercati già presidiati e su nuovi mercati, del coordinamento dell’operatività delle banche estere e della gestione delle relazioni delle banche estere con le strutture centralizzate della Capogruppo e con le filiali o altri uffici esteri della Divisione Corporate e Investment Banking. La Divisione presidia le seguenti aree geografiche: i) Europa Sud Orientale, con Privredna Banka Zagreb in Croazia, Banca Intesa Beograd in Serbia, Intesa Sanpaolo Banka Bosna i Hercegovina in Bosnia-Erzegovina, Intesa Sanpaolo Bank Albania e Intesa Sanpaolo Bank Romania; ii) Europa Centro Orientale, con Banka Koper in Slovenia, VUB Banka in Slovacchia e CIB Bank in Ungheria; iii) CIS e South Mediterranean, con Banca Intesa nella Federazione Russa e Bank of Alexandria in Egitto.

La Divisione Banche Estere nel secondo trimestre 2016 registra:
- proventi operativi netti per 566  milioni, +12,6% rispetto a 503 milioni del primo trimestre 2016; 
- oneri operativi per 239 milioni, +0,1% rispetto a 239 milioni del primo trimestre 2016;
- un risultato della gestione operativa di 327 milioni, +23,8% rispetto a 264 milioni del primo trimestre 2016; 
- un cost/income ratio al 42,2% rispetto al 47,5% del  primo trimestre 2016; 
- un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche nette pari a 46 milioni, rispetto a 42 milioni del primo trimestre 2016; 
- un saldo netto delle attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti nullo, rispetto a 4  milioni del primo trimestre 2016; 
- un risultato corrente al lordo delle imposte pari a 281 milioni, +24,2% rispetto a 226 milioni del primo trimestre 2016; 
- un risultato netto pari a   217 milioni,  +26,8% rispetto a 171 milioni del primo trimestre 2016. 

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(10) La Divisione non include Pravex-Bank in Ucraina e la bad bank di CIB Bank in Ungheria, che rispondono alla business unit Capital Light Bank.
 


La Divisione Banche Estere nel primo semestre 2016 registra:
- proventi operativi netti per 1.068 milioni, +2,5% rispetto a 1.042 milioni del primo semestre 2015, pari a circa il 12% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (11% nel  primo semestre 2015); 
- oneri operativi per 477 milioni, -4,4%  rispetto a 499 milioni del primo semestre 2015;
- un risultato della gestione operativa di 591 milioni, +8,8% rispetto a 543 milioni del primo semestre 2015; 
- un cost/income ratio al 44,7%  rispetto al 47,9% del primo semestre 2015; 
- un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche nette pari a 88 milioni, rispetto a 165 milioni del primo semestre 2015; 
- un saldo netto delle attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti pari a  4 milioni,  rispetto a un saldo nullo del primo semestre 2015; 
- un risultato corrente al lordo delle imposte pari a 507 milioni, +34,1% rispetto a 378 milioni del primo semestre 2015; 
- un risultato netto pari a   389 milioni,  +37% rispetto a 284 milioni del primo semestre 2015. 

La Divisione Private Banking serve il segmento di clientela di fascia alta (Private e High Net Worth Individuals) tramite Fideuram e le sue controllate Fideuram Investimenti, Intesa Sanpaolo Private Banking, Sirefid, Fideuram Fiduciaria, Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) e Fideuram Asset Management Ireland.

La Divisione Private Banking nel secondo trimestre 2016 registra:
- proventi operativi netti per 430 milioni, -2,1% rispetto a 439 milioni del primo trimestre 2016; 
- oneri operativi per 133 milioni, +7,4% rispetto a 124 milioni del primo trimestre 2016;
- un risultato della gestione operativa di 296 milioni, -5,9% rispetto a 315 milioni del primo trimestre 2016; 
- un cost/income ratio al 31% rispetto al 28,3% del  primo trimestre 2016; 
- un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche nette pari a 15 milioni, rispetto a 6 milioni del primo trimestre 2016; 
- un risultato corrente al lordo delle imposte pari a 281 milioni, -8,9% rispetto a 308 milioni del primo trimestre 2016; 
- un risultato netto pari a   170 milioni,  -11,9% rispetto a 194 milioni del primo trimestre 2016.

La Divisione Private Banking nel primo semestre 2016 registra:
- proventi operativi netti per 869 milioni, -2%  rispetto a 887 milioni del primo semestre 2015, pari a circa il 10% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (incidenza invariata rispetto al  primo semestre 2015); 
- oneri operativi per 258 milioni, -0,8% rispetto a 260 milioni del primo semestre 2015;
- un risultato della gestione operativa di 611 milioni, -2,6% rispetto a 627 milioni del primo semestre 2015; 
- un cost/income ratio al 29,7%  rispetto al 29,3% del primo semestre 2015; 
- un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche nette pari a 21 milioni, rispetto a 12 milioni del primo semestre 2015; 
- un risultato corrente al lordo delle imposte pari a 590 milioni, -4,1% rispetto a 615 milioni del primo semestre 2015; 
- un risultato netto pari a 364 milioni, -2,2% rispetto a 372 milioni del primo semestre 2015. 

La Divisione Asset Management fornisce soluzioni di asset management rivolte alla clientela del Gruppo, alle reti commerciali esterne al Gruppo e alla clientela istituzionale tramite Eurizon Capital. Ad Eurizon Capital fanno capo le controllate Eurizon Capital SA (Lussemburgo), specializzata nella gestione di fondi comuni lussemburghesi a basso tracking error, VUB Asset Management (Slovacchia), controllata da Eurizon Capital SA con il 50,12%, cui fanno capo l’ungherese CIB IFM e la croata PBZ Invest (polo dell’asset management nell’Est Europa), e Epsilon Associati SGR, specializzata nella gestione di prodotti strutturati e di fondi comuni tramite metodologie quantitative e controllata al 51% da Eurizon Capital e per il restante 49% da Banca IMI, e il 49% della società cinese di asset management Penghua Fund Management.

La Divisione Asset Management nel secondo trimestre 2016 registra:
- proventi operativi netti per 151 milioni, +2% rispetto a 148 milioni del primo trimestre 2016; 
- oneri operativi per 33 milioni,  +4,9% rispetto a 31 milioni del primo trimestre 2016; 
- un risultato della gestione operativa di 118 milioni, +1,2% rispetto a 117 milioni del primo trimestre 2016; 
- un cost/income ratio al 21,8%  rispetto al 21,2% del  primo trimestre 2016; 
- un risultato corrente al lordo delle imposte pari a 118 milioni, +1,2% rispetto a 117 milioni del primo trimestre 2016; 
- un risultato netto pari a 89 milioni, -1,3% rispetto a 90 milioni del primo trimestre 2016. 
La Divisione Asset Management nel primo semestre 2016 registra:
- proventi operativi netti per 299 milioni, -19,4% rispetto a 371 milioni del primo semestre 2015, pari a circa il 3% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (4% nel  primo semestre 2015); 
- oneri operativi per 64 milioni,  -4,5% rispetto a 67 milioni del primo semestre 2015; 
- un risultato della gestione operativa di 235 milioni, -22,7% rispetto a 304 milioni del primo semestre 2015; 
- un cost/income ratio al 21,4% rispetto al 18,1% del primo semestre 2015; 
- un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche nette nullo rispetto a un milione del primo semestre 2015; 
- un risultato corrente al lordo delle imposte pari a 235 milioni, -22,4% rispetto a 303 milioni del primo semestre 2015; 
- un risultato netto pari a   179 milioni,  -19,7% rispetto a 223 milioni del primo semestre 2015. 

 
La Divisione Insurance sviluppa l’offerta dei prodotti assicurativi rivolti alla clientela del Gruppo e include Intesa Sanpaolo Vita (che controlla anche Intesa Sanpaolo Assicura) e Fideuram Vita.

La Divisione Insurance nel secondo trimestre 2016 registra:
- proventi operativi netti per 306 milioni, -16,6% rispetto a  367 milioni del primo trimestre 2016;  
- oneri operativi per 39 milioni,  +4,7%  rispetto a 37 milioni del primo trimestre 2016;
- un risultato della gestione operativa di 267 milioni, -19% rispetto a 330 milioni del primo trimestre 2016;  
- un cost/income ratio al   12,6%  rispetto al 10% del  primo trimestre 2016;  
- un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche nette pari a  8 milioni, rispetto a un saldo nullo del primo trimestre 2016;  
- un risultato corrente al lordo delle imposte pari a 259 milioni, -21,5% rispetto a 330 milioni del primo trimestre 2016;  
- un risultato netto pari a   176 milioni,  -18,7% rispetto a 216 milioni del primo trimestre 2016.  

La Divisione Insurance nel primo semestre 2016 registra:
- proventi operativi netti per 673 milioni, +3,5% rispetto a  650 milioni del primo semestre 2015, pari a circa l’ 8% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (7% nel  primo semestre 2015); 
- oneri operativi per 75 milioni,  +2,7%  rispetto a 73 milioni del primo semestre 2015; 
- un risultato della gestione operativa di 598 milioni, +3,6% rispetto a 577 milioni del primo semestre 2015; 
- un cost/income ratio all’ 11,1% rispetto all’ 11,2%  del primo semestre 2015; 
- un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche nette pari a  9 milioni, rispetto a un saldo nullo del primo semestre 2015; 
- un risultato corrente al lordo delle imposte pari a 589 milioni, +2,1% rispetto a 577 milioni del primo semestre 2015; 
- un risultato netto pari a   392 milioni, -0,3% rispetto a 393 milioni del primo semestre 2015. 


Le prospettive per l’esercizio in corso

Per il Gruppo Intesa Sanpaolo, nel 2016 è attesa una crescita dell’utile ante imposte e dell’utile netto consolidato rispetto al 2015. E' confermato l'impegno alla distribuzione di tre miliardi di euro di dividendi cash per l’esercizio 2016, indicato nel Piano di Impresa 2014-2017.

 
* * *

Ai fini di comparabilità dei risultati:
- i dati di conto economico e di stato patrimoniale dei quattro trimestri del 2015 e del primo trimestre del 2016 sono stati riesposti a seguito della firma del contratto di vendita di Setefi e di Intesa Sanpaolo Card e del perfezionamento della cessione di un portafoglio di crediti in bonis della controllata Accedo;  le relative componenti sono state deconsolidate linea per linea, attribuendo l’apporto di Setefi e di Intesa Sanpaolo Card in termini di conto economico e di stato patrimoniale all’utile/perdita e alle pertinenti voci di attivo e passivo dei gruppi di attività in via di dismissione e quello del portafoglio di Accedo in termini di conto economico all’utile di pertinenza di terzi;
- inoltre, i dati di conto economico e di stato patrimoniale del primo trimestre 2015 sono stati riesposti a seguito della rescissione dell’accordo di compravendita della controllata ucraina Pravex-Bank firmato nel gennaio 2014; le relative componenti sono state riconsolidate linea per linea, mentre in precedenza il relativo apporto in termini di conto economico e di stato patrimoniale era attribuito, rispettivamente, all’utile/perdita e alle pertinenti voci di attivo e passivo dei gruppi di attività in via di dismissione;
- infine, sono stati riesposti linea per linea, a seguito del consolidamento di Risanamento, i dati di conto economico dei primi due trimestri 2015 - attribuendo il corrispondente risultato netto agli utili di pertinenza di terzi - e i dati di stato patrimoniale del primo trimestre 2015.


  
* * *


Allo scopo di consentire una più completa informativa sui risultati conseguiti nel primo semestre 2016, si allegano i prospetti relativi al conto economico e allo stato patrimoniale consolidati riclassificati inclusi nella relazione approvata dal Consiglio di Amministrazione. Si precisa che tali schemi non sono oggetto di verifica da parte della società di revisione e che quest’ultima, incaricata di certificare su base limitata la relazione semestrale, non ha ancora completato il proprio esame.


* * *

 

Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Fabrizio Dabbene, dichiara ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del Testo Unico della Finanza che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili.

* * *

 

La presente comunicazione e le informazioni ivi contenute non hanno finalità di né costituiscono in alcun modo consulenza in materia di investimenti. Le dichiarazioni ivi contenute non sono state oggetto di verifica indipendente. Non viene fatta alcuna dichiarazione o garanzia, espressa o implicita,  in riferimento a, e nessun affidamento dovrebbe essere fatto relativamente all’imparzialità, accuratezza, completezza, correttezza e affidabilità delle informazioni ivi contenute. La Società e i suoi rappresentanti declinano ogni responsabilità (sia per negligenza o altro), derivanti in qualsiasi modo da tali informazioni e/o per eventuali perdite derivanti dall’utilizzo o meno di questa comunicazione. Accedendo a questi materiali, il lettore accetta di essere vincolato dalle limitazioni di cui sopra.

Questo comunicato stampa contiene previsioni e stime che riflettono le attuali opinioni del management Intesa Sanpaolo in merito ad eventi futuri. Previsioni e stime sono in genere identificate da espressioni come “è possibile,” “si dovrebbe,” “si prevede,” “ci si attende,” “si stima,” “si ritiene,” “si intende,” “si progetta,” “obiettivo” oppure dall’uso negativo di queste espressioni o da altre varianti di tali espressioni oppure dall’uso di terminologia comparabile. Queste previsioni e stime comprendono, ma non si limitano a, tutte le informazioni diverse dai dati di fatto, incluse, senza limitazione, quelle relative alla posizione finanziaria futura di Intesa Sanpaolo e ai risultati operativi, la strategia, i piani, gli obiettivi e gli sviluppi futuri nei mercati in cui Intesa Sanpaolo opera o intende operare.

A seguito di tali incertezze e rischi, si avvisano i lettori che non devono fare eccessivo affidamento su tali informazioni di carattere previsionale come previsione di risultati effettivi. La capacità del Gruppo Intesa Sanpaolo di raggiungere i risultati previsti dipende da molti fattori al di fuori del controllo del management. I risultati effettivi possono differire significativamente (ed essere più negativi di) da quelli previsti o impliciti nei dati previsionali. Tali previsioni e stime comportano rischi ed incertezze che potrebbero avere un impatto significativo sui risultati attesi e si fondano su assunti di base.

Le previsioni e le stime ivi formulate si basano su informazioni a disposizione di Intesa Sanpaolo alla data odierna. Intesa Sanpaolo non si assume alcun obbligo di aggiornare pubblicamente e di rivedere previsioni e stime a seguito della disponibilità di nuove informazioni, di eventi futuri o di altro, fatta salva l’osservanza delle leggi applicabili. Tutte le previsioni e le stime successive, scritte ed orali, attribuibili a Intesa Sanpaolo o a persone che agiscono per conto della stessa sono espressamente qualificate, nella loro interezza, da queste dichiarazioni cautelative.

 

 

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