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INTESA SANPAOLO: RISULTATI CONSOLIDATI AL 30 SETTEMBRE 2019

I RISULTATI DEI PRIMI NOVE MESI DEL 2019 SONO PIENAMENTE IN LINEA CON GLI OBIETTIVI E CONFERMANO IL SUPPORTO DEL GRUPPO ALL’ECONOMIA NEI PAESI IN CUI OPERA, IN PARTICOLARE IN ITALIA, DOVE È ANCHE IMPEGNATO A DIVENTARE UN PUNTO DI RIFERIMENTO IN TERMINI DI SOSTENIBILITÀ E RESPONSABILITÀ SOCIALE E CULTURALE.


I RISULTATI RIFLETTONO LA REDDITIVITÀ SOSTENIBILE DEL GRUPPO, DERIVANTE DALLA SOLIDITÀ DELLA BASE PATRIMONIALE E DELLA POSIZIONE DI LIQUIDITÀ E DAL MODELLO DI BUSINESS RESILIENTE E BEN DIVERSIFICATO, ULTERIORMENTE CONSOLIDATO DALLE AZIONI STRATEGICHE DEI PRIMI NOVE MESI DELL’ANNO:

  • PRESIDIO DELLA GENERAZIONE DEI RICAVI, CON:
    • UNA CONTINUA FOCALIZZAZIONE SU WEALTH MANAGEMENT & PROTECTION IN PRESENZA DI UNA RIPRESA DELLA RACCOLTA NETTA DI RISPARMIO GESTITO NEL TERZO TRIMESTRE, IN PREVEDIBILE PROGRESSIVO RAFFORZAMENTO CONSIDERANDO LA FORTE RISERVA DI POTENZIALE CREAZIONE DI VALORE DERIVANTE DALL’AMMONTARE DI DEPOSITI A VISTA DELLE FAMIGLIE CONVERTIBILI IN RISPARMIO GESTITO E DAL BACINO DELLA RACCOLTA AMMINISTRATA,
    • UN RAFFORZAMENTO DELL’OPERATIVITÀ SU ATTIVITÀ FINANZIARIE;
  • FLESSIBILITÀ STRATEGICA NELLA GESTIONE DEI COSTI OPERATIVI, CON ULTERIORI USCITE VOLONTARIE DI PERSONE E CON POSSIBILI ALTRE CHIUSURE DI SPORTELLI A SEGUITO DELL'ACCORDO CON SISALPAY, RISPETTO A QUELLE GIÀ PREVISTE NEL PIANO DI IMPRESA;
  • EFFICACE GESTIONE PROATTIVA DEL CREDITO, CON UNA FOCALIZZAZIONE SUI CREDITI AI PRIMI STADI DI DETERIORAMENTO.

UTILE NETTO PARI A € 1.044 MLN NEL 3° TRIM. 2019 E A € 3.310 MLN NEI PRIMI 9 MESI 2019, PARI ALL’82% DEI 4.050 MLN DI UTILE NETTO REGISTRATO NELL’INTERO 2018.


ELEVATA PATRIMONIALIZZAZIONE, LARGAMENTE SUPERIORE AI REQUISITI NORMATIVI ANCHE NELLO SCENARIO AVVERSO DELLO STRESS TEST EBA/BCE 2018: COMMON EQUITY TIER 1 RATIO PRO-FORMA A REGIME AL 14,2% TENENDO CONTO DEI DIVIDENDI MATURATI NEI PRIMI 9 MESI DEL 2019. 


RISULTATO CORRENTE LORDO IN AUMENTO DELL’ 8%, RISULTATO DELLA GESTIONE OPERATIVA IN CRESCITA DELLO 0,9% E COSTI OPERATIVI IN CALO DEL 2,5% VS 9 MESI 2018.


MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ DEL CREDITO: RIDUZIONE DEI CREDITI DETERIORATI LORDI SENZA ONERI STRAORDINARI PER GLI AZIONISTI, CON LO STOCK DIMINUITO DEL 13,3% VS FINE 2018 E DI CIRCA € 20 MLD DA FINE 2017 REALIZZANDO NEI PRIMI 21 MESI DEL PIANO DI IMPRESA 2018-2021 GIÀ L’ 80% DELL’OBIETTIVO PREVISTO PER L’INTERO QUADRIENNIO; INCIDENZA DEI CREDITI DETERIORATI SUI CREDITI COMPLESSIVI AL 7,6% AL LORDO DELLE RETTIFICHE E AL 3,6% AL NETTO; RETTIFICHE DI VALORE NETTE SU CREDITI IN CALO DEL 17,7% VS 9 MESI 2018; COSTO DEL RISCHIO DEI 9 MESI 2019 ANNUALIZZATO SCESO A 47 CENTESIMI DI PUNTO.


INTESA SANPAOLO È UN ACCELERATORE DELLA CRESCITA DELL’ECONOMIA REALE IN ITALIA: CIRCA € 32 MLD DI NUOVO CREDITO A MEDIO-LUNGO TERMINE A FAMIGLIE E IMPRESE DEL PAESE NEI PRIMI 9 MESI 2019; CIRCA 15.000 AZIENDE RIPORTATE IN BONIS NEI PRIMI 9 MESI 2019 E CIRCA 108.000 DAL 2014, PRESERVANDO RISPETTIVAMENTE CIRCA 75.000 E 540.000 POSTI DI LAVORO.


INTESA SANPAOLO È ANCHE IL MOTORE DELL’ECONOMIA SOCIALE IN ITALIA, CON DIVIDENDI DISTRIBUITI TRADOTTISI IN EROGAZIONI DELLE FONDAZIONI AZIONISTE PARI A OLTRE LA METÀ DI QUELLE EFFETTUATE DA TUTTE LE FONDAZIONI BANCARIE ITALIANE.


RESPONSABILITÀ SOCIALE E CULTURALE DEL GRUPPO, CHE IN ITALIA HA PORTATO A: INIZIATIVE PER RIDURRE LA POVERTÀ INFANTILE E SUPPORTARE I BISOGNOSI FORNENDO DAL 2018 CIRCA 5,6 MLN DI PASTI, 211.000 POSTI LETTO, 91.000 MEDICINALI E 82.000 CAPI DI ABBIGLIAMENTO; SUPPORTO A FAMIGLIE COLPITE DA DISASTRI NATURALI, CON FINANZIAMENTI AGEVOLATI PER CIRCA € 100 MLN EROGATI NEI 9 MESI 2019 (OLTRE € 295 MLN DAL 2018); SUPPORTO A FAMIGLIE E IMPRESE COLPITE DAL CROLLO DEL PONTE A GENOVA CON PLAFOND DI € 4,5 MLN PER CANCELLAZIONE DI MUTUI (€ 0,5 MLN GIÀ CANCELLATI) E € 50 MLN PER RICOSTRUZIONE (€ 4,6 MLN GIÀ EROGATI); FONDO IMPACT CON € 5,6 MLN GIÀ EROGATI NEI PRIMI 7 MESI DA “PER MERITO”, LA PRIMA LINEA DI CREDITO NON GARANTITO DEDICATA A TUTTI GLI STUDENTI UNIVERSITARI ITALIANI; PLAFOND CREDITIZIO CIRCULAR ECONOMY PER € 5 MLD A SUPPORTO DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE, CON 212 PROGETTI ANALIZZATI, DI CUI 48 GIÀ FINANZIATI PER CIRCA € 550 MLN; IL LABORATORIO PER LA CIRCULAR ECONOMY STA REALIZZANDO PROGETTI DI OPEN INNOVATION; NEI 9 MESI 2019 ANALIZZATE CIRCA 550 INIZIATIVE DI START-UP (CIRCA 1.100 DAL 2018) E PROGRAMMI DI ACCELERAZIONE PER 82 START-UP ASSISTITE (193 DAL 2018); PROGRAMMA “GIOVANI E LAVORO” IN PARTNERSHIP CON GENERATION PER L’ACCESSO AL MERCATO DEL LAVORO ITALIANO DI 5.000 GIOVANI: NEI 9 MESI 2019, CIRCA 90 AZIENDE IMPEGNATE, CIRCA 1.300 STUDENTI VALUTATI E CIRCA 500 INTERVISTATI, 196 STUDENTI FORMATI IN 9 SESSIONI; NEI 9 MESI 2019 NEI MUSEI DEL GRUPPO “GALLERIE D’ITALIA”, CHE SI COLLOCANO TRA I PRINCIPALI MUSEI ITALIANI PER NUMERO DI VISITATORI, CIRCA 350.000 VISITATORI (500.000 NEL 2018) E 204 OPERE D’ARTE DATE IN PRESTITO (140 NEL 2018).

  • SOLIDO UTILE NETTO:
    • € 1.044 MLN NEL 3° TRIM. 2019 VS € 1.216 MLN NEL 2° TRIM. 2019
    • € 3.310 MLN NEI 9 MESI 2019 VS € 3.012 MLN NEI 9 MESI 2018

  • RISULTATO CORRENTE LORDO IN AUMENTO DELL’  8% VS 9 MESI 2018

  • RISULTATO DELLA GESTIONE OPERATIVA IN CRESCITA DELLO 0,9% VS 9 MESI 2018

  • COSTI OPERATIVI IN DIMINUZIONE DEL 2,5% VS 9 MESI 2018

  • MIGLIORAMENTO DEL TREND DELLA QUALITA’ DEL CREDITO:
    • CALO DEI CREDITI DETERIORATI, SENZA ONERI STRAORDINARI PER GLI AZIONISTI:
    • RIDUZIONE DI CIRCA € 20 MLD DAL DICEMBRE 2017 E DI CIRCA € 33 MLD DAL SETTEMBRE 2015 AL LORDO DELLE RETTIFICHE, RISPETTIVAMENTE DI CIRCA € 7 MLD E CIRCA € 19 MLD ESCLUDENDO LE CESSIONI A INTRUM (PERFEZIONATA NEL 4° TRIM. 2018) E A PRELIOS (FIRMATA NEL 3° TRIMESTRE 2019)
    • STOCK -13,3% VS FINE 2018 AL LORDO DELLE RETTIFICHE E -13,9% AL NETTO, INCIDENZA DEI CREDITI DETERIORATI SUI CREDITI COMPLESSIVI AL 7,6% AL LORDO DELLE RETTIFICHE E AL 3,6% AL NETTO
    • RETTIFICHE DI VALORE NETTE SU CREDITI IN CALO DEL 17,7% VS 9 MESI 2018
    • COSTO DEL RISCHIO NEI 9 MESI 2019 ANNUALIZZATO SCESO A 47 CENTESIMI DI PUNTO
  • ELEVATA PATRIMONIALIZZAZIONE, LARGAMENTE SUPERIORE AI REQUISITI NORMATIVI: 
    COMMON EQUITY TIER 1 RATIO AL 30 SETTEMBRE 2019, TENENDO CONTO DI € 2.648 MLN DI DIVIDENDI MATURATI NEI PRIMI 9 MESI DEL 2019:

    • 14,2% PRO-FORMA A REGIME (1) (2)
    • 14% SECONDO I CRITERI TRANSITORI PER IL 2019 (2) (**)
    COMMON EQUITY TIER 1 RATIO NELLO STRESS TEST EBA/BCE 2018:
    • 9,7% A REGIME NELLO SCENARIO AVVERSO AL 2020, 10,3% CONSIDERANDO L’AUMENTO DI CAPITALE A SERVIZIO DEL PIANO DI INCENTIVAZIONE E LA CONVERSIONE DELLE AZIONI DI RISPARMIO PERFEZIONATI NEL 3° TRIM. 2018 E 11,4% CALCOLATO SU BASE PRO-FORMA (***)

______________________

(1) Stimato applicando ai dati di bilancio del 30 settembre 2019 i parametri indicati a regime, considerando l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti, nonché alla prima applicazione del principio contabile IFRS 9 e al contributo pubblico cash di 1.285 milioni di euro - esente da imposte - a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all’acquisizione dell’Insieme Aggregato di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, l’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse e la prevista distribuzione dell’utile assicurativo dei primi nove mesi del 2019 eccedente l’ammontare di riserve già distribuite nel primo trimestre.
(2) Dopo la deduzione dei dividendi maturati, posti pari all’ 80% dell’utile netto dei primi nove mesi, e delle cedole maturate sulle emissioni di Additional Tier 1.
(**) Pari al 13,1% escludendo la mitigazione dell’impatto della prima applicazione del principio contabile IFRS 9.
(***) Considerando anche l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti nonché al contributo pubblico cash di 1.285 milioni di euro - esenti da imposte - a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all’acquisizione dell’Insieme Aggregato di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca e l’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse.
 

 

DATI DI SINTESI:

 

PROVENTI
OPERATIVI
NETTI:

3° TRIM. 2019
9 MESI 2019

-3,4% 
-0,8%
 

A € 4.516 MLN DA € 4.677 MLN DEL 2° TRIM. 2019
A € 13.582 MLN DA € 13.691 MLN DEI 9 MESI 2018

 

   

 

COSTI OPERATIVI:

3° TRIM. 2019
9 MESI 2019

+1%
-2,5%

A € 2.288 MLN DA € 2.266 MLN DEL 2° TRIM. 2019
A € 6.758 MLN DA € 6.930 MLN DEI 9 MESI 2018

 

   

 

RISULTATO
GESTIONE
OPERATIVA:

3° TRIM. 2019
9 MESI 2019

-7,6% 
+0,9%

A € 2.228 MLN DA € 2.411 MLN DEL 2° TRIM. 2019
A € 6.824 MLN DA € 6.761 MLN DEI 9 MESI 2018

 

 

 

 

RISULTATO
CORRENTE
LORDO:

3° TRIM. 2019
9 MESI 2019

€ 1.734 MLN  
€ 5.347 MLN

DA € 1.821 MLN DEL 2° TRIM. 2019
DA € 4.953 MLN DEI 9 MESI 2018

 

 

 

 

RISULTATO NETTO:

3° TRIM. 2019
9 MESI 2019

€ 1.044 MLN
€ 3.310 MLN

DA € 1.216 MLN DEL 2° TRIM. 2019
DA € 3.012 MLN DEI 9 MESI 2018

       

COEFFICIENTI
PATRIMONIALI:

COMMON EQUITY TIER 1 RATIO POST DIVIDENDI MATURATI NEI 9 MESI 2019:
14,2% PRO-FORMA A REGIME (3) (4);
14% CON CRITERI TRANSITORI PER IL 2019 (4) (5)


_________
 
(3) Stimato applicando ai dati di bilancio del 30 settembre 2019 i parametri indicati a regime, considerando l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti, nonché alla prima applicazione del principio contabile IFRS 9 e al contributo pubblico cash di 1.285 milioni di euro - esente da imposte - a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all’acquisizione dell’Insieme Aggregato di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, l’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse e la prevista distribuzione dell’utile assicurativo dei primi nove mesi del 2019 eccedente l’ammontare di riserve già distribuite nel primo trimestre.
(4) Dopo la deduzione dei dividendi maturati, posti pari all’ 80% dell’utile netto dei primi nove mesi, e delle cedole maturate sulle emissioni di Additional Tier 1.
(5) Pari al 13,1% escludendo la mitigazione dell’impatto della prima applicazione del principio contabile IFRS 9.



Torino, Milano, 5 novembre 2019
–  Il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo in data odierna ha approvato il resoconto intermedio consolidato al 30 settembre 2019 (°) (6).

I risultati dei primi nove mesi del 2019 sono pienamente in linea con gli obiettivi e confermano il supporto del Gruppo all’Italia anche con l’impegno a diventare un punto di riferimento in termini di sostenibilità e responsabilità sociale e culturale.

I risultati riflettono la redditività sostenibile del Gruppo, che deriva dalla solidità della base patrimoniale e della posizione di liquidità e dal modello di business resiliente e ben diversificato, ulteriormente consolidato dalle azioni strategiche attuate nei nove mesi:

●    un presidio della generazione di ricavi in un contesto macroeconomico non favorevole, con:
-    una continua focalizzazione su Wealth Management & Protection che pone al centro la relazione con il cliente, in presenza di una ripresa della raccolta netta di risparmio gestito nel terzo trimestre (pari a circa 2,5 miliardi di euro), favorita dall’ulteriore calo dei tassi d’interesse e in prevedibile progressivo rafforzamento al permanere di un tale contesto dei mercati finanziari, in considerazione della forte riserva di potenziale creazione di valore derivante dall’ammontare di depositi a vista delle famiglie che può essere convertito in risparmio gestito, stimabile nell’ordine dei 65 miliardi di euro a fine settembre, e dal bacino dei circa 170 miliardi di euro di raccolta amministrata;
-    un rafforzamento dell’operatività su attività finanziarie, aumentando strutturalmente l’apporto complessivo della gestione del portafoglio titoli ai ricavi del Gruppo, compresi gli interessi netti.

●    una flessibilità strategica nella gestione dei costi operativi, con:
-    l’accordo sindacale dello scorso maggio riguardante l’uscita volontaria di 1.600 persone entro giugno 2021 - in aggiunta alle 9.000 già previste nel Piano di Impresa 2018-2021 entro giugno 2020 - con adesioni di circa 2.600 persone, che sono in corso di valutazione;
-    l’ottimizzazione della rete territoriale in Italia con chiusure di sportelli, in aggiunta alle circa 1.100 già previste nel Piano di Impresa, rese possibili dall’estensione della rete distributiva di Banca 5, la banca di prossimità del Gruppo, a circa 50.000 punti operativi, derivante dall’ampliamento degli esercenti convenzionati conseguente all’accordo con SisalPay;

●    un’efficace gestione proattiva del credito senza oneri straordinari per gli azionisti, con una focalizzazione sui crediti ai primi stadi di deterioramento (l’iniziativa Pulse in particolare);

_________

(°) Ai sensi dell’art. 65-bis e dell’art. 82-ter del Regolamento Emittenti in vigore dal 2 gennaio 2017, Intesa Sanpaolo ha optato per la pubblicazione su base volontaria di informazioni finanziarie periodiche aggiuntive, rispetto alla relazione finanziaria annuale e semestrale, riferite al 31 marzo e al 30 settembre di ciascun esercizio, che prevedono - per quanto riguarda i relativi elementi informativi - la redazione di resoconti intermedi sulla gestione approvati dal Consiglio di Amministrazione, in sostanziale continuità con il passato.
(6)    Nota metodologica sul perimetro di consolidamento a pagina 20.
 

In particolare, per il Gruppo si registra:

●    utile netto pari a 1.044 milioni di euro nel terzo trimestre 2019, rispetto a 1.216 milioni nel secondo trimestre 2019 e a 833 milioni del terzo trimestre 2018, e a 3.310 milioni nei primi nove mesi 2019, +9,9% rispetto a 3.012 milioni nei primi nove mesi 2018 e pari all’ 82% dell’utile netto di 4.050 milioni registrato nell’intero 2018;

●    risultato corrente lordo in aumento dell’ 8% rispetto ai primi nove mesi 2018;

●    risultato della gestione operativa in crescita dello 0,9% rispetto ai primi nove mesi 2018;

●    costi operativi in diminuzione del 2,5% rispetto ai primi nove mesi 2018;

●    elevata efficienza, con un cost/income al 49,8% nei primi nove mesi 2019, tra i migliori nell’ambito delle maggiori banche europee;

●    rettifiche di valore nette su crediti in calo del 17,7% rispetto ai primi nove mesi 2018;

●    costo del rischio dei primi nove mesi 2019 annualizzato sceso a 47 centesimi di punto, rispetto ai 61 dell’intero 2018;

●    miglioramento della qualità del credito, soprattutto a seguito dell’efficacia della gestione proattiva del credito senza oneri straordinari per gli azionisti:
-    riduzione dei crediti deteriorati, al lordo delle rettifiche di valore, di circa 5 miliardi di euro nei primi nove mesi 2019, di circa 33 miliardi dal settembre 2015 (di circa 19 miliardi escludendo la cessione dei crediti in sofferenza a Intrum perfezionata nel quarto trimestre del 2018 e quella dei crediti classificati come inadempienze probabili firmata con Prelios nel terzo trimestre 2019) e di circa 20 miliardi dal dicembre 2017 (di circa 7 miliardi escludendo le operazioni Intrum e Prelios) realizzando nei primi 21 mesi del Piano di Impresa 2018-2021 già l’ 80% dell’obiettivo di riduzione previsto per l’intero quadriennio;
-    lo stock di crediti deteriorati - che nel terzo trimestre 2019 non include più i crediti classificati come inadempienze probabili oggetto di cessione a Prelios, contabilizzati nella voce attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione (circa 2,7 miliardi di euro al lordo delle rettifiche e 1,7 miliardi al netto) - scende a settembre 2019, rispetto a dicembre 2018, del 13,3% al lordo delle rettifiche di valore e del 13,9% al netto;
-    l’incidenza dei crediti deteriorati sui crediti complessivi a settembre 2019 è pari al 7,6% al lordo delle rettifiche di valore e al 3,6% al netto;

●    elevati livelli di copertura dei crediti deteriorati:
-    livello di copertura specifica dei crediti deteriorati al 54,8% a fine settembre 2019, con una copertura specifica della componente costituita dalle sofferenze al 65,3%;
-    robusto buffer di riserva sui crediti in bonis, pari allo 0,5% a fine settembre 2019;

●    patrimonializzazione molto solida, con coefficienti patrimoniali su livelli largamente superiori ai requisiti normativi. Al 30 settembre 2019, tenendo conto di 2.648 milioni di euro di dividendi maturati nei primi nove mesi, il Common Equity Tier 1 ratio pro-forma a regime è risultato pari al 14,2% (7) (8), livello top tra le maggiori  banche europee, e il Common Equity Tier 1 ratio calcolato applicando i criteri transitori in vigore per il 2019 e il Danish compromise (per cui gli investimenti assicurativi vengono trattati come attivi ponderati per il rischio anziché dedotti dal capitale) al 14% (8) (9), rispetto a un requisito SREP da rispettare nel 2019 - comprensivo di Capital Conservation Buffer, O-SII Buffer e Countercyclical Capital Buffer (10) - pari rispettivamente al 9,35% e all’ 8,96%. Nello scenario avverso dello stress test EBA/BCE 2018, al 2020 il Common Equity Tier1 ratio - calcolato sulla base dei dati di bilancio al 31 dicembre 2017, tenendo conto dell’impatto della prima applicazione del principio contabile IFRS 9 - è risultato pari al 9,7%; sarebbe risultato 10,3% considerando l’aumento di capitale eseguito in data 11 luglio 2018 nel contesto del Piano di Incentivazione a Lungo Termine 2018-2021 LECOIP 2.0 e la conversione delle azioni di risparmio in azioni ordinarie perfezionata in data 7 agosto 2018, a parità di altre condizioni, e 11,4% calcolato su base pro-forma (***);

●    elevata liquidità e forte capacità di funding: a fine settembre 2019, attività liquide per 197 miliardi di euro ed elevata liquidità prontamente disponibile per 116 miliardi; ampiamente rispettati i requisiti di liquidità Liquidity Coverage Ratio e Net Stable Funding Ratio di Basilea 3. Le operazioni di finanziamento con BCE per ottimizzare il costo del funding e supportare gli investimenti delle aziende clienti sono state pari mediamente nel terzo trimestre del 2019 a 60,5 miliardi di euro (60,5 miliardi mediamente anche nel primo trimestre e nel secondo trimestre 2019 e 61,9 miliardi mediamente nel 2018), costituite interamente dalle operazioni TLTRO con scadenza quadriennale;

_________

(7) Stimato applicando ai dati di bilancio del 30 settembre 2019 i parametri indicati a regime, considerando l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti, nonché alla prima applicazione del principio contabile IFRS 9 e al contributo pubblico cash di 1.285 milioni di euro - esente da imposte - a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all’acquisizione dell’Insieme Aggregato di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, l’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse e la prevista distribuzione dell’utile assicurativo dei primi nove mesi  2019 eccedente l’ammontare di riserve già distribuite nel primo trimestre.
(8) Dopo la deduzione dei dividendi maturati, posti pari all’ 80% dell’utile netto dei primi nove mesi, e delle cedole maturate sulle emissioni di Additional Tier 1.
(9) Pari al 13,1% escludendo la mitigazione dell’impatto della prima applicazione del principio contabile IFRS 9.
(10) Countercyclical Capital Buffer calcolato considerando l’esposizione al 30 settembre 2019 nei vari Paesi in cui è presente il Gruppo e i rispettivi requisiti stabiliti dalle competenti autorità nazionali relativi al 2019-2020 se disponibili o al più recente aggiornamento del periodo di riferimento (requisito pari a zero per l’Italia per il 2019).
(***) Considerando anche l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti nonché al contributo pubblico cash di 1.285 milioni di euro - esenti da imposte - a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all’acquisizione dell’Insieme Aggregato di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca e l’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse.

 
●    supporto all’economia reale: circa 39 miliardi di euro di nuovo credito a medio-lungo termine nei primi nove mesi 2019, con circa 32 miliardi in Italia, di cui circa 26 miliardi erogati a famiglie e piccole e medie imprese; circa 15.000 aziende italiane riportate in bonis da posizioni di credito deteriorato nei primi nove mesi 2019 e circa 108.000 dal 2014, preservando rispettivamente circa 75.000 e 540.000 posti di lavoro;

●    supporto all’economia sociale: Intesa Sanpaolo è il motore dell’economia sociale in Italia, con una distribuzione di dividendi che si è tradotta in erogazioni da parte delle fondazioni sue azioniste pari a oltre la metà di quelle effettuate da tutte le fondazioni bancarie italiane;

●    sostenibilità e responsabilità sociale e culturale, che a fronte del solido andamento economico patrimoniale si è tradotta in particolare nelle seguenti azioni del Gruppo in Italia nei primi nove mesi del 2019:
-    iniziative per la riduzione della povertà infantile e il supporto delle persone bisognose fornendo dal 2018 circa 5,6 milioni di pasti, circa 211.000 posti letto, circa 91.000 medicinali e circa 82.000 capi di abbigliamento;
-    supporto alle famiglie colpite da terremoti e disastri naturali, con cancellazioni o moratorie per i mutui sugli immobili danneggiati e con finanziamenti agevolati per circa 100 milioni erogati nei nove mesi (oltre 295 milioni dal 2018);
-    supporto alle famiglie e alle imprese colpite dal crollo del ponte a Genova con un plafond di 4,5 milioni di euro per cancellazione di mutui (0,5 milioni già cancellati) e di 50 milioni per ricostruzione (4,6 milioni già erogati);
-     avvio del Fondo Impact nel quarto trimestre 2018, per l’erogazione di circa 1,2 miliardi di euro di prestiti alle categorie che avrebbero altrimenti difficoltà ad accedere al credito nonostante il loro potenziale; lanciata la prima linea di credito non garantito dedicata a tutti gli studenti universitari italiani, che studino in Italia o all’estero (Per Merito), con 5,6 milioni di euro erogati nei primi sette mesi;
-    Plafond creditizio Circular Economy di 5 miliardi di euro per il 2018-2021, a supporto dello sviluppo sostenibile: analizzati 212 progetti, di cui 48 già finanziati per circa 550 milioni di euro;
-    Laboratorio per la Circular Economy, dedicato alla clientela imprese, che sta realizzando progetti di Open Innovation;
-    analizzate circa 550 iniziative di start-up (circa 1.100 dal 2018) e lanciati programmi di accelerazione con 82 start-up assistite nei nove mesi (193 dal 2018) presentandole a selezionati investitori e soggetti operanti nell’ecosistema (circa 1.500 fino ad oggi);
-    programma di Intesa Sanpaolo “Giovani e Lavoro” in corso di realizzazione, in partnership con Generation, finalizzato alla formazione e all’accesso al mercato del lavoro italiano di 5.000 giovani in un triennio: nei nove mesi, circa 90 aziende impegnate a sostenere il progetto, circa 1.300 studenti valutati e circa 500 intervistati, 196 studenti formati in 9 sessioni;
-    circa 350.000 visitatori nei musei “Gallerie d’Italia” del Gruppo nei nove mesi (500.000 nel 2018); la mostra “Verrocchio, il maestro di Leonardo” (che si è tenuta a Palazzo Strozzi di Firenze da marzo a luglio 2019), sostenuta da Intesa Sanpaolo, ha ospitato oltre 140.000 visitatori; iniziata la 19a edizione di Restituzioni, il più importante programma di restauro al mondo, che il Gruppo ha avviato dal 1989, con oltre 1.500 opere di patrimonio artistico pubblico restaurate; 204 opere d’arte delle collezioni aziendali date in prestito nei nove mesi (140 nel 2018) a musei italiani e internazionali.
 

I risultati di conto economico del terzo trimestre 2019

Il conto economico consolidato del terzo trimestre 2019 registra interessi netti pari a 1.741 milioni di euro, in diminuzione dell’ 1,1% rispetto ai 1.761 milioni del secondo trimestre 2019 e del 5,6% rispetto ai 1.844 milioni del terzo trimestre 2018.
 
Le commissioni nette sono pari a 1.990 milioni di euro, in aumento dello 0,1% rispetto ai 1.989 milioni del secondo trimestre 2019. In dettaglio, si registra un aumento dello 0,3% delle commissioni da attività bancaria commerciale e dell’ 1,1% delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza (risparmio gestito, prodotti assicurativi, collocamento titoli,...), nel cui ambito si registra una crescita dell’ 1,8% per la componente relativa al risparmio gestito (con commissioni di performance pari a 12 milioni di euro nel terzo trimestre 2019 e a un milione di euro nel secondo trimestre 2019), un aumento dello 0,6% per quella relativa ai prodotti assicurativi e una diminuzione del 2,6% per quella relativa a intermediazione e collocamento di titoli. Le commissioni nette del terzo trimestre 2019 crescono dell’ 1,6% rispetto ai 1.959 milioni del terzo trimestre 2018. In dettaglio, si registra una diminuzione dell’ 1,5% delle commissioni da attività bancaria commerciale e un aumento del 4% delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza, nel cui ambito l’apporto da intermediazione e collocamento di titoli cresce del 29,3%, quello da risparmio gestito aumenta dello 0,2% (con commissioni di performance nulle nel terzo trimestre 2018) e quello da prodotti assicurativi diminuisce dello 0,3%.

Il risultato dell’attività assicurativa ammonta a 301 milioni di euro, rispetto ai 284 milioni del secondo trimestre 2019 e ai 271 milioni del terzo trimestre 2018.

Il risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value è pari a 479 milioni di euro, rispetto a 633 milioni del secondo trimestre 2019, con la componente relativa alla clientela che diminuisce a 117 milioni da 136 milioni, quella di capital markets che diminuisce a 13 milioni da 65 milioni, quella dell’attività di trading e tesoreria che scende a 344 milioni da 426 milioni e quella dei prodotti strutturati di credito che diminuisce a 5 milioni da 7 milioni. Il risultato di 479 milioni del terzo trimestre 2019 si confronta con i 208 milioni del terzo trimestre 2018, trimestre in cui l’apporto della componente relativa alla clientela era stato di 52 milioni, quello della componente di capital markets di 60 milioni, quello dell’attività di trading e tesoreria di 97 milioni e quello dei prodotti strutturati di credito aveva registrato un saldo negativo di un milione.

I proventi operativi netti sono pari a 4.516 milioni di euro, in diminuzione del 3,4% rispetto ai 4.677 milioni del secondo trimestre 2019 e in aumento del 5,7% rispetto ai 4.271 milioni del terzo trimestre 2018.

I costi operativi ammontano a 2.288 milioni di euro, in crescita dell’ 1% rispetto ai 2.266 milioni del secondo trimestre 2019, a seguito di un aumento dello 0,2% per le spese del personale, dell’ 1,7% per le spese amministrative e del 3,6% per gli ammortamenti; i costi operativi del terzo trimestre 2019 scendono dell’ 1% rispetto ai 2.311 milioni del corrispondente trimestre 2018, a seguito di una diminuzione del 4,9% per le spese amministrative e di un aumento dello 0,4% per le spese del personale e dello 0,8% per gli ammortamenti.

Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 2.228 milioni di euro, in diminuzione del 7,6% rispetto ai 2.411 milioni del secondo trimestre 2019 e in crescita del 13,7% rispetto ai 1.960 milioni del terzo trimestre 2018. Il cost/income ratio nel terzo trimestre 2019 è pari al 50,7%, rispetto al 48,4% del secondo trimestre 2019 e al 54,1% del terzo trimestre 2018.

Le rettifiche di valore nette su crediti sono pari a 473 milioni di euro, rispetto ai 554 milioni del secondo trimestre 2019 e ai 519 milioni del terzo trimestre 2018.

L’ammontare di altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività è pari a 19 milioni di euro, rispetto ai 37 milioni del secondo trimestre 2019 e ai 25 milioni del terzo trimestre 2018.

Gli altri proventi netti registrano un saldo negativo per 2 milioni di euro, rispetto a un saldo positivo per un milione nel secondo trimestre 2019 e a un saldo negativo per 2 milioni nel terzo trimestre 2018.

L’utile delle attività operative cessate è nullo, analogamente al secondo trimestre 2019 e al terzo trimestre 2018.

Il risultato corrente lordo è pari a 1.734 milioni di euro, rispetto a 1.821 milioni di euro del secondo trimestre 2019 e a 1.414 milioni del terzo trimestre 2018.

Il risultato netto consolidato è pari a 1.044 milioni di euro, dopo la contabilizzazione di:
-    imposte sul reddito per 536 milioni di euro;
-    oneri di integrazione e incentivazione all’esodo (al netto delle imposte) per 27 milioni;
-    oneri derivanti dall’allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) per 37 milioni;
-    tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) per 96 milioni di euro, derivanti dai seguenti apporti ante imposte: oneri per 127 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi italiano stimati per l’intero 2019, per 2 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all’estero, per 3 milioni relativi ai contributi al fondo di risoluzione e per 13 milioni relativi a tributi sostenuti da controllate estere e variazioni positive di fair value per 5 milioni riguardanti Atlante. La voce ammontava a 96 milioni di euro nel secondo trimestre 2019, derivanti da oneri ante imposte per 114 milioni relativi ai contributi al fondo di risoluzione, per 8 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all’estero e per 14 milioni relativi a tributi sostenuti da controllate estere. Nel terzo trimestre 2018 questa voce era ammontata a 90 milioni di euro, derivanti dai seguenti apporti ante imposte: oneri per 123 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi italiano stimati per l’intero 2018, per 4 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all’estero e per 11 milioni relativi a tributi sostenuti da controllate estere e riprese di valore per 7 milioni riguardanti Atlante;
-    una perdita di pertinenza di terzi per 6 milioni di euro.
Il risultato di 1.044 milioni di euro nel terzo trimestre 2019 si confronta con 1.216 milioni nel secondo trimestre 2019 e 833 milioni nel terzo trimestre 2018.
 

I risultati di conto economico dei primi nove mesi del 2019

Il conto economico consolidato dei primi nove mesi del 2019 registra interessi netti pari a 5.258 milioni di euro, in diminuzione del 5% rispetto ai 5.535 milioni dei primi nove mesi del 2018.
 
Le commissioni nette sono pari a 5.865 milioni di euro, in diminuzione del 2,3% rispetto ai 6.001 milioni dei primi nove mesi 2018. In dettaglio, si registra una diminuzione dello 0,2% delle commissioni da attività bancaria commerciale e del 3,9% delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza, nel cui ambito l’apporto da intermediazione e collocamento di titoli scende del 3,1%, quello da risparmio gestito del 3,5% (con 14 milioni di euro di commissioni di performance, rispetto a 6 milioni registrati nei primi nove mesi 2018) e quello da prodotti assicurativi del 6,3%.

Il risultato dell’attività assicurativa ammonta a 876 milioni di euro, rispetto a 846 milioni dei primi nove mesi 2018.

Il risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value è pari a 1.569 milioni di euro, rispetto a 1.265 milioni dei primi nove mesi 2018 (comprendenti 264 milioni di effetto positivo derivante dalla valorizzazione al fair value e successiva cessione dell'investimento in NTV), con la componente relativa alla clientela che cresce a 395 milioni da 277 milioni, quella di capital markets che diminuisce a 159 milioni da 442 milioni (comprendenti il predetto effetto positivo dovuto a NTV), quella dell’attività di trading e tesoreria che sale a 986 milioni da 541 milioni e quella dei prodotti strutturati di credito che aumenta a 28 milioni da 4 milioni.

I proventi operativi netti sono pari a 13.582 milioni di euro, in diminuzione dello 0,8% rispetto ai 13.691 milioni dei primi nove mesi 2018.

I costi operativi ammontano a 6.758 milioni di euro, in diminuzione del 2,5% rispetto ai 6.930 milioni dei primi nove mesi 2018, a seguito di una diminuzione dell’ 1,6% per le spese del personale e del 5,7% per le spese amministrative e di un aumento dello 0,4% per gli ammortamenti.

Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 6.824 milioni di euro, in aumento dello 0,9% rispetto ai 6.761 milioni dei primi nove mesi 2018. Il cost/income ratio nei primi nove mesi 2019 è pari al 49,8%, rispetto al 50,6% dei primi nove mesi 2018.

Le rettifiche di valore nette su crediti sono pari a 1.396 milioni di euro, in calo del 17,7% rispetto ai 1.696 milioni dei primi nove mesi 2018.

L’ammontare di altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività è pari a 86 milioni di euro, rispetto a 111 milioni dei primi nove mesi 2018.

Gli altri proventi netti sono pari a 5 milioni di euro, rispetto a un saldo netto negativo di un milione nei primi nove mesi 2018.

L’utile delle attività operative cessate è nullo, analogamente ai primi nove mesi 2018.

Il risultato corrente lordo è pari a 5.347 milioni di euro, in crescita dell’8% rispetto ai 4.953 milioni dei primi nove mesi 2018.

Il risultato netto consolidato è pari a 3.310 milioni di euro, dopo la contabilizzazione di:
-    imposte sul reddito per 1.521 milioni di euro;
-    oneri di integrazione e incentivazione all’esodo (al netto delle imposte) per 79 milioni;
-    oneri derivanti dall’allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) per 106 milioni;
-    tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) per 338 milioni di euro, derivanti dai seguenti apporti ante imposte: oneri per 316 milioni relativi ai contributi al fondo di risoluzione, per 127 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi italiano stimati per l’intero 2019, per 15 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all’estero e per 39 milioni relativi a tributi sostenuti da controllate estere e variazioni positive di fair value per 13 milioni riguardanti Atlante. Nei primi nove mesi 2018 questa voce era ammontata a 309 milioni di euro, derivanti dai seguenti apporti ante imposte: oneri per 277 milioni relativi ai contributi al fondo di risoluzione, per 123 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi italiano stimati per l’intero 2018, per 16 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all’estero e per 34 milioni relativi a tributi sostenuti da controllate estere e variazioni positive di fair value per 8 milioni riguardanti Atlante;
-    una perdita di pertinenza di terzi per 7 milioni di euro.
Il risultato di 3.310 milioni di euro nei primi nove mesi 2019 è in crescita del 9,9% rispetto ai 3.012 milioni nei primi nove mesi 2018.


 
Lo stato patrimoniale al 30 settembre 2019

Per quanto riguarda lo stato patrimoniale consolidato, al 30 settembre 2019 i finanziamenti verso la clientela sono pari a 395 miliardi di euro, in aumento dello 0,4% rispetto al 31 dicembre 2018 e in linea con il 30 settembre 2018 (in aumento dell’ 1% rispetto al secondo trimestre 2019 e in diminuzione del 2% rispetto ai primi nove mesi 2018 considerando i volumi medi (11) di periodo). Il complesso dei crediti deteriorati (in sofferenza, inadempienze probabili e scaduti/sconfinanti) - che alla fine del terzo trimestre non include più i crediti classificati come inadempienze probabili oggetto di cessione a Prelios, contabilizzati nella voce attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - ammonta, al netto delle rettifiche di valore, a 14.283 milioni di euro, in diminuzione del 13,9% rispetto ai 16.591 milioni del 31 dicembre 2018. In quest’ambito, i crediti in sofferenza scendono a 6.924 milioni di euro da 7.138 milioni del 31 dicembre 2018, con un’incidenza sui crediti complessivi pari all’ 1,8% (1,8% anche al 31 dicembre 2018), e un grado di copertura al 65,3% (67,2% a fine 2018). Le inadempienze probabili diminuiscono a 7.006 milioni di euro da 9.101 milioni del dicembre 2018, e i crediti scaduti/sconfinanti ammontano a 353 milioni di euro rispetto a 352 milioni a fine 2018.

Le attività finanziarie della clientela risultano pari a 951 miliardi di euro, in crescita del 4,3% rispetto al 31 dicembre 2018 e dell’ 1,2% rispetto al 30 settembre 2018. Nell’ambito delle attività finanziarie della clientela, la raccolta diretta bancaria ammonta a 427 miliardi, in crescita del 2,8% rispetto al 31 dicembre 2018 e dello 0,4% rispetto al 30 settembre 2018. Il complesso di raccolta diretta assicurativa e riserve tecniche è pari a 164 miliardi, in aumento del 10,1% rispetto al 31 dicembre 2018 e del 7,9% rispetto al 30 settembre 2018. La raccolta indiretta ammonta a 524 miliardi, in aumento del 5,6% rispetto al 31 dicembre 2018 e dell’ 1,9% rispetto al 30 settembre 2018. L’ammontare di risparmio gestito è pari a 352 miliardi, in crescita del 6,4% rispetto al 31 dicembre 2018 e del 2,6% rispetto al 30 settembre 2018; la nuova produzione vita nei primi nove mesi 2019 ammonta a 12,4 miliardi di euro. La raccolta amministrata è pari a 172 miliardi, in aumento del 4,1% rispetto al 31 dicembre 2018 e dello 0,6% rispetto al 30 settembre 2018.

I coefficienti patrimoniali al 30 settembre 2019 - calcolati applicando i criteri transitori in vigore per il 2019 e il Danish compromise, tenendo conto di 2.648 milioni di euro di dividendi maturati nei primi nove mesi - risultano pari a:
-    14% per il Common Equity Tier 1 ratio (12) (13,5% a fine 2018 (13)),
-    15,6% per il Tier 1 ratio (12) (15,2% a fine 2018 (13)),
-    17,8% per il coefficiente patrimoniale totale (12) (17,7% a fine 2018 (13)).

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(11) Escluso il finanziamento alle Banche in Liquidazione Coatta Amministrativa (ex Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca).
(12) Dopo la deduzione dei dividendi maturati, posti pari all’ 80% dell’utile netto dei primi nove mesi, e delle cedole maturate sulle emissioni di Additional Tier 1. Escludendo la mitigazione dell’impatto della prima applicazione del principio contabile IFRS 9, i coefficienti patrimoniali risultano pari al 13,1% per il Common Equity Tier 1 ratio, al 14,6% per il Tier 1 ratio e al 17,1% per il coefficiente patrimoniale totale.
(13) Secondo i criteri transitori in vigore per il 2018. Escludendo la mitigazione dell’impatto della prima applicazione del principio contabile IFRS 9, i coefficienti patrimoniali risultano pari al 12% per il Common Equity Tier 1 ratio, al 13,8% per il Tier 1 ratio e al 16,5% per il coefficiente patrimoniale totale, che diventerebbero rispettivamente 12,5%, 14,2% e 17,1% considerando il Danish compromise.
 

La stima del Common Equity Tier 1 ratio pro-forma del Gruppo a regime è pari al 14,2% (13,6% al 31 dicembre 2018), applicando ai dati di bilancio del 30 settembre 2019 i parametri indicati a regime e considerando l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti nonché alla prima applicazione del principio contabile IFRS 9 e al contributo pubblico cash di 1.285 milioni di euro - esente da imposte - a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all’acquisizione dell’Insieme Aggregato di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, l’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse e la prevista distribuzione dell’utile assicurativo dei primi nove mesi 2019 eccedente l’ammontare di riserve già distribuite nel primo trimestre.


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Le scelte strategiche perseguite hanno permesso a Intesa Sanpaolo di confermarsi come uno dei gruppi bancari più solidi a livello internazionale, i cui punti di forza - oltre a quanto precedentemente detto in merito alla qualità dei crediti e al livello dei coefficienti patrimoniali - sono costituiti da una robusta liquidità e da un leverage contenuto.

Con riferimento alla liquidità, Intesa Sanpaolo si caratterizza per:
-    un’elevata liquidità prontamente disponibile (inclusi gli attivi stanziabili presso le Banche Centrali ricevuti a collaterale ed esclusi quelli dati a collaterale), pari a 116 miliardi di euro a fine settembre 2019,
-    un elevato ammontare di attività liquide (comprendenti la liquidità prontamente disponibile - esclusi gli attivi stanziabili ricevuti a collaterale - e gli attivi stanziabili dati a collaterale), pari a 197 miliardi di euro a fine settembre 2019,
-    operazioni di finanziamento con BCE per ottimizzare il costo del funding e supportare gli investimenti delle aziende clienti sono state pari mediamente nel terzo trimestre del 2019 a 60,5 miliardi di euro (60,5 miliardi mediamente anche nel primo trimestre e nel secondo trimestre 2019 e 61,9 miliardi mediamente nel 2018), costituite interamente dalle operazioni TLTRO con scadenza quadriennale;
-    fonti di raccolta stabili e ben diversificate, con raccolta diretta - bancaria - da clientela (inclusi i titoli emessi) costituita per il 77% dalla componente retail,
-    raccolta a medio lungo termine wholesale per 6,9 miliardi di euro nei primi nove mesi 2019, nel cui ambito operazioni benchmark di obbligazioni bancarie garantite per un miliardo di euro e senior per 13,2 miliardi di yen, 2,25 miliardi di euro e 2 miliardi di dollari (per circa il 93% collocate presso investitori esteri).

Il leverage ratio al 30 settembre 2019 è pari a 6,4% applicando i criteri transitori in vigore per il 2019 e a 6% applicando i criteri a regime, valori tra i migliori nel confronto con i principali gruppi bancari europei.


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Al 30 settembre 2019, la struttura operativa del Gruppo Intesa Sanpaolo si articola in 4.886 sportelli bancari - 3.825 in Italia e 1.061 all’estero - e 89.397 persone.


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I risultati per area di Business


La Divisione Banca dei Territori include:
-    clientela Retail (clienti privati con attività finanziarie fino a 100.000 euro e attività/aziende con bassa complessità di esigenze);
-    clientela Personal (clienti privati con attività finanziarie da 100.000 euro a un milione di euro);
-    clientela Imprese (aziende con fatturato di gruppo non superiore a 350 milioni);
-    clientela costituita da enti nonprofit.
Nella Divisione sono inoltre incluse le controllate Banca 5, banca di prossimità - collegata al canale delle tabaccherie - con focalizzazione sull’ instant banking per fasce di clientela poco bancarizzate, e Mediocredito Italiano, che è il Polo della Finanza di Impresa.

La Divisione Banca dei Territori nel terzo trimestre 2019 registra:
-    proventi operativi netti per 2.253 milioni, +1,7% rispetto a 2.216 milioni del secondo trimestre 2019;            
-    costi operativi per 1.250    milioni, -0,1% rispetto a 1.251 milioni del secondo trimestre 2019;            
-    un risultato della gestione operativa di 1.003    milioni, +4%    rispetto a 965 milioni del secondo trimestre 2019;            
-    un cost/income ratio al 55,5% rispetto al 56,5% del secondo trimestre 2019;        
-    un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 257 milioni, rispetto a 362 milioni del secondo trimestre 2019;            
-    un risultato lordo pari a     746 milioni, +23,8% rispetto a 602 milioni del secondo trimestre 2019;            
-    un risultato netto pari a 471 milioni, +24,2%    rispetto a 380     milioni del secondo trimestre 2019.                

La Divisione Banca dei Territori nei primi nove mesi del 2019 registra:
-    proventi operativi netti per 6.664 milioni, -4,8% rispetto a     7.000 milioni dei primi nove mesi 2018, pari a circa il 49%    dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (51% nei primi nove mesi 2018);        
-    costi operativi per 3.735    milioni, -6,4% rispetto a 3.989 milioni dei primi nove mesi 2018;
-    un risultato della gestione operativa di 2.929    milioni, -2,7% rispetto a 3.011 milioni dei primi nove mesi 2018;        
-    un cost/income ratio al 56% rispetto al 57%    dei primi nove mesi 2018;        
-    un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 851 milioni, rispetto a 1.171 milioni dei primi nove mesi 2018;    
-    un risultato corrente lordo pari a 2.078 milioni, +12,9% rispetto a 1.840 milioni dei primi nove mesi 2018;        
-    un risultato netto pari a 1.310 milioni, +13,4% rispetto a 1.155 milioni dei primi nove mesi 2018.        
 

La Divisione Corporate e Investment Banking comprende:
-    Global Corporate, cui compete la relazione con i clienti che hanno un fatturato superiore a 350 milioni di euro e raggruppati, secondo il modello settoriale, nei seguenti 9 comparti di attività: Automotive & Industrials; Basic Materials & Healthcare; Food & Beverage and Distribution; Retail & Luxury; Infrastructure & Real Estate Partners; Public Finance; Energy; Telecom, Media & Technology; Business Solutions;
-    International Department, che cura lo sviluppo internazionale della Divisione e cui è affidata la responsabilità delle filiali estere, degli uffici di rappresentanza e delle società estere corporate (Intesa Sanpaolo Bank Luxembourg, Intesa Sanpaolo Bank Ireland, Intesa Sanpaolo Brasil e Banca Intesa nella Federazione Russa);
-    Financial Institutions, cui compete la relazione con le istituzioni finanziarie;
-    Global Transaction Banking, cui compete la gestione dei servizi transazionali;
-    Banca IMI, deputata all’attività di investment banking (M&A e advisory), finanza strutturata, capital markets e primary market (equity e debt capital market).
Nel perimetro della Divisione rientra inoltre l’attività di gestione del portafoglio proprietario del Gruppo.

La Divisione Corporate e Investment Banking nel terzo trimestre 2019 registra:
-    proventi operativi netti per 1.140 milioni, -8% rispetto a 1.238 milioni del secondo trimestre 2019;            
-    costi operativi per 260 milioni, +3,6% rispetto a 251 milioni del secondo trimestre 2019;
-    un risultato della gestione operativa di 879 milioni,     -10,9% rispetto a 987 milioni del secondo trimestre 2019;            
-    un cost/income ratio al 22,9% rispetto al 20,3% del secondo trimestre 2019;        
-    un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 66 milioni, rispetto a 70 milioni del secondo trimestre 2019;    
-    un risultato corrente lordo pari a 814 milioni, -11,6% rispetto a 920 milioni del secondo trimestre 2019;            
-    un risultato netto pari a 550 milioni, -11,2% rispetto a 619     milioni del secondo trimestre 2019.            

La Divisione Corporate e Investment Banking nei primi nove mesi del 2019 registra:
-    proventi operativi netti per 3.218 milioni, +9,6% rispetto a 2.936     milioni dei primi nove mesi 2018, pari a circa il 24%    dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (21% nei primi nove mesi 2018);    
-    costi operativi per 764 milioni,    +0,7% rispetto a 759 milioni dei primi nove mesi 2018;
-    un risultato della gestione operativa di 2.454    milioni, +12,7% rispetto a     2.177     milioni dei primi nove mesi 2018;    
-    un cost/income ratio al 23,7% rispetto al 25,9% dei primi nove mesi 2018;    
-    un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 188 milioni, rispetto a 50 milioni dei primi nove mesi 2018;    
-    un risultato corrente lordo pari a 2.269 milioni, +6,6% rispetto a 2.129 milioni dei primi nove mesi 2018;    
-    un risultato netto pari a 1.532 milioni, +1,3% rispetto a 1.513 milioni dei primi nove mesi 2018.        
 

La Divisione International Subsidiary Banks presidia l’attività del Gruppo sui mercati esteri nei quali è presente tramite banche controllate e partecipate che svolgono attività di commercial banking, fornisce indirizzo, coordinamento e supporto alle controllate, è responsabile della definizione delle linee strategiche di sviluppo del Gruppo relativamente alla presenza diretta sui mercati esteri, con esplorazione sistematica e analisi di nuove opportunità di crescita sui mercati già presidiati e su nuovi mercati, del coordinamento dell’operatività delle banche estere e della gestione delle relazioni delle banche estere con le strutture centralizzate della Capogruppo e con le filiali o altri uffici esteri della Divisione Corporate e Investment Banking. La Divisione presidia le seguenti aree geografiche: i) South-Eastern Europe, con Privredna Banka Zagreb in Croazia, Banca Intesa Beograd in Serbia, Intesa Sanpaolo Banka Bosna i Hercegovina in Bosnia-Erzegovina, Intesa Sanpaolo Bank Albania e Intesa Sanpaolo Bank Romania; ii) Central-Eastern Europe, con Intesa Sanpaolo Bank in Slovenia, VUB Banka in Slovacchia e CIB Bank in Ungheria; iii) CIS e South Mediterranean, con Pravex Bank in Ucraina, Eximbank in Moldavia e Bank of Alexandria in Egitto.

La Divisione International Subsidiary Banks nel terzo trimestre 2019 registra:
-    proventi operativi netti per 499 milioni,     -0,9% rispetto a 504 milioni del secondo trimestre 2019;            
-    costi operativi per 243 milioni, +1% rispetto a 241 milioni del secondo trimestre 2019;    
-    un risultato della gestione operativa di 256 milioni, -2,6% rispetto a 263 milioni del secondo trimestre 2019;            
-    un cost/income ratio al 48,7% rispetto al 47,8% del secondo trimestre 2019;        
-    un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 6 milioni, rispetto a 28 milioni del secondo trimestre 2019;    
-    un risultato corrente lordo pari a 252 milioni, +5,6% rispetto a 238 milioni del secondo trimestre 2019;            
-    un risultato netto pari a 193 milioni, +2,1% rispetto a 189 milioni del secondo trimestre 2019.    

La Divisione International Subsidiary Banks nei primi nove mesi del 2019 registra:
-    proventi operativi netti per 1.485 milioni, in linea con i 1.485 milioni dei primi nove mesi 2018, pari a circa l’ 11%    dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (11% anche nei primi nove mesi 2018);            
-    costi operativi per    721 milioni, -0,1% rispetto a 722 milioni dei primi nove mesi 2018;    
-    un risultato della gestione operativa di 764 milioni, +0,1% rispetto a 763 milioni dei primi nove mesi 2018;            
-    un cost/income ratio al 48,6% in linea con il 48,6% dei primi nove mesi 2018;        
-    un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 36 milioni, rispetto a 73 milioni dei primi nove mesi 2018;        
-    un risultato corrente lordo pari a 733 milioni, +5,5%    rispetto a 695 milioni dei primi nove mesi 2018;            
-    un risultato netto pari a 564 milioni, +4,3% rispetto a 541 milioni dei primi nove mesi 2018.                    

 
La Divisione Private Banking serve il segmento di clientela di fascia alta (Private e High Net Worth Individuals) tramite Fideuram e le sue controllate Fideuram Investimenti, Intesa Sanpaolo Private Banking, SIREF Fiduciaria, Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) Morval e Fideuram Asset Management Ireland.

La Divisione Private Banking nel terzo trimestre 2019 registra:
-    proventi operativi netti per 482 milioni, +1,6% rispetto a 474 milioni del secondo trimestre 2019;            
-    costi operativi per 160 milioni,    +13,7% rispetto a 141 milioni del secondo trimestre 2019;
-    un risultato della gestione operativa di 322 milioni, -3,5% rispetto a 334 milioni del secondo trimestre 2019;            
-    un cost/income ratio al 33,2% rispetto al 29,7% del secondo trimestre 2019;        
-    un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 14 milioni, rispetto a 6 milioni del secondo trimestre 2019;    
-    un risultato corrente lordo pari a 308 milioni, -5,9% rispetto a 328 milioni del secondo trimestre 2019;            
-    un risultato netto pari a 208 milioni, -10,4%    rispetto a 232     milioni del secondo trimestre 2019.            

La Divisione Private Banking nei primi nove mesi del 2019 registra:
-    proventi operativi netti per 1.444 milioni, +2,4% rispetto a 1.410 milioni dei primi nove mesi 2018, pari a circa l’ 11% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (10% nei primi nove mesi 2018);            
-    costi operativi per 448 milioni, +5,2%    rispetto a 426     milioni dei primi nove mesi 2018;
-    un risultato della gestione operativa di 996 milioni, +1,2%    rispetto a 984     milioni dei primi nove mesi 2018;            
-    un cost/income ratio al 31% rispetto al 30,2% dei primi nove mesi 2018;        
-    un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 39 milioni, rispetto a 14 milioni dei primi nove mesi 2018;    
-    un risultato corrente lordo pari a 966 milioni, -1,5% rispetto a 981 milioni dei primi nove mesi 2018;            
-    un risultato netto pari a 673 milioni, +0,4% rispetto a 670 milioni dei primi nove mesi 2018.            

                       
La Divisione Asset Management fornisce soluzioni di asset management rivolte alla clientela del Gruppo, alle reti commerciali esterne al Gruppo e alla clientela istituzionale tramite Eurizon Capital. Ad Eurizon Capital fanno capo le controllate Eurizon Capital SA (Lussemburgo), specializzata nella gestione di OICR di diritto lussemburghese a limitato tracking error, VUB Asset Management (Slovacchia), cui fanno capo l’ungherese CIB IFM e la croata PBZ Invest (polo dell’asset management nell’Est Europa), Epsilon Associati SGR - specializzata nella gestione attiva di portafoglio e, in particolare, nelle gestioni quantitative e multi strategia con obiettivi di investimento di tipo “total return” - e il 49% della società cinese di asset management Penghua Fund Management.

La Divisione Asset Management nel terzo trimestre 2019 registra:
-    proventi operativi netti per 195    milioni, +6,2% rispetto a 183 milioni del secondo trimestre 2019;            
-    costi operativi per 37 milioni, +3,9% rispetto a 35 milioni del secondo trimestre 2019;    
-    un risultato della gestione operativa di 158 milioni, +6,7% rispetto a 148 milioni del secondo trimestre 2019;            
-    un cost/income ratio al 18,8% rispetto al 19,2% del secondo trimestre 2019;        
-    un risultato corrente lordo pari a 158 milioni, +6,7% rispetto a 148 milioni del secondo trimestre 2019;            
-    un risultato netto pari a 118 milioni, +8,7% rispetto a 109 milioni del secondo trimestre 2019.            

La Divisione Asset Management nei primi nove mesi del 2019 registra:
-    proventi operativi netti per 558 milioni, +2,4% rispetto a 545 milioni dei primi nove mesi 2018, pari a circa il 4% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (4%     anche nei primi nove mesi 2018);    
-    costi operativi per 108 milioni, -4,4% rispetto a 113 milioni dei primi nove mesi 2018;
-    un risultato della gestione operativa di 450 milioni, +4,2% rispetto a 432 milioni dei primi nove mesi 2018;    
-    un cost/income ratio al 19,4%    rispetto al 20,7% dei primi nove mesi 2018;    
-    un risultato corrente lordo pari a 450 milioni, +4,2% rispetto a 432 milioni dei primi nove mesi 2018;    
-    un risultato netto pari a 344 milioni, +0,6% rispetto a 342 milioni dei primi nove mesi 2018.    

 
La Divisione Insurance sviluppa l’offerta dei prodotti assicurativi rivolti alla clientela del Gruppo e include Intesa Sanpaolo Vita (che controlla anche Intesa Sanpaolo Assicura e Intesa Sanpaolo Life) e Fideuram Vita.

La Divisione Insurance nel terzo trimestre 2019 registra:
-    proventi operativi netti per 296 milioni, +6,5% rispetto a 278 milioni del secondo trimestre 2019;            
-    costi operativi per 52 milioni, +6,3% rispetto a 49 milioni del secondo trimestre 2019;    
-    un risultato della gestione operativa di 244 milioni, +6,5% rispetto a 229 milioni del secondo trimestre 2019;            
-    un cost/income ratio al 17,6% rispetto al 17,7% del secondo trimestre 2019;        
-    un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a un milione, in linea con il milione del secondo trimestre 2019;    
-    un risultato corrente lordo pari a 243 milioni, +6,4% rispetto a 228 milioni del secondo trimestre 2019;            
-    un risultato netto pari a 170 milioni, +2,2% rispetto a 167 milioni del secondo trimestre 2019.                

La Divisione Insurance nei primi nove mesi del 2019 registra:
-    proventi operativi netti per 837 milioni, -5,4% rispetto a 885 milioni dei primi nove mesi 2018, pari a circa il 6% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (6%     anche nei primi nove mesi 2018);    
-    costi operativi per 145 milioni, +10,7% rispetto a 131 milioni dei primi nove mesi 2018;
-    un risultato della gestione operativa di 692 milioni, -8,2% rispetto a 754     milioni dei primi nove mesi 2018;    
-    un cost/income ratio al 17,3% rispetto al 14,8% dei primi nove mesi 2018;    
-    un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 2 milioni, rispetto a 3 milioni dei primi nove mesi 2018;    
-    un risultato corrente lordo pari a 690 milioni, -8,1% rispetto a 751 milioni dei primi nove mesi 2018;    
-    un risultato netto pari a 495 milioni, -8,3% rispetto a 540 milioni dei primi nove mesi 2018.        
            

Le prospettive per l’esercizio in corso

Per il Gruppo Intesa Sanpaolo, nel 2019 è atteso un aumento del risultato netto rispetto al 2018, conseguente a una crescita dei ricavi, una continua riduzione dei costi operativi e un calo del costo del rischio. La politica di dividendi per l’esercizio 2019 prevede la distribuzione di un ammontare di dividendi cash corrispondente a un payout ratio pari all’80% del risultato netto.


* * *


Ai fini di comparabilità dei risultati, i dati di conto economico dei quattro trimestri del 2018 sono stati riesposti per:
-    l’applicazione del principio contabile IFRS 16;
-    l’inserimento nell’area di consolidamento integrale della partecipazione in Autostrade Lombarde, consolidando le relative componenti linea per linea, iscrivendo peraltro i proventi operativi interamente nella voce “altri proventi (oneri) operativi netti”, in quanto società non facente parte del Gruppo Bancario perché non soggetta a direzione e controllo da parte di Intesa Sanpaolo, e attribuendo il corrispondente risultato netto all’utile/perdita di pertinenza di terzi;
-    la riattribuzione dei proventi operativi di Risanamento interamente alla voce “altri proventi (oneri) operativi netti”, in analogia con Autostrade Lombarde, in quanto anch’essa società non facente parte del Gruppo Bancario perché non soggetta a direzione e controllo da parte di Intesa Sanpaolo;
-    la riclassificazione delle commissioni di collocamento di certificates dalla voce “risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value” alla voce “commissioni nette”;
-    la riclassificazione del costo del personale confluito in Intrum dalla voce “spese del personale” alla voce “spese amministrative”;
-    la riclassificazione di oneri riguardanti il sistema bancario sostenuti da controllate estere dalla voce “altri proventi (oneri) operativi netti” alle voci “tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte)” e “imposte sul reddito”.


* * *


Allo scopo di consentire una più completa informativa sui risultati conseguiti al 30 settembre 2019, si allegano i prospetti relativi al conto economico e allo stato patrimoniale consolidati riclassificati inclusi nel resoconto approvato dal Consiglio di Amministrazione. Si precisa che la società di revisione sta completando le attività finalizzate al rilascio dell’attestazione prevista dall’art. 26 (2) del Regolamento dell’Unione Europea n. 575/2013 e dalla Decisione della Banca Centrale Europea n. 2015/656.


* * *


Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Fabrizio Dabbene, dichiara ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del Testo Unico della Finanza che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili.


* * *


La presente comunicazione e le informazioni ivi contenute non hanno finalità di né costituiscono in alcun modo consulenza in materia di investimenti. Le dichiarazioni ivi contenute non sono state oggetto di verifica indipendente. Non viene fatta alcuna dichiarazione o garanzia, espressa o implicita, in riferimento a, e nessun affidamento dovrebbe essere fatto relativamente all’imparzialità, accuratezza, completezza, correttezza e affidabilità delle informazioni ivi contenute. La Società e i suoi rappresentanti declinano ogni responsabilità (sia per negligenza o altro), derivanti in qualsiasi modo da tali informazioni e/o per eventuali perdite derivanti dall’utilizzo o meno di questa comunicazione. Accedendo a questi materiali, il lettore accetta di essere vincolato dalle limitazioni di cui sopra.

Questo comunicato stampa contiene previsioni e stime che riflettono le attuali opinioni del management Intesa Sanpaolo in merito ad eventi futuri. Previsioni e stime sono in genere identificate da espressioni come “è possibile,” “si dovrebbe,” “si prevede,” “ci si attende,” “si stima,” “si ritiene,” “si intende,” “si progetta,” “obiettivo” oppure dall’uso negativo di queste espressioni o da altre varianti di tali espressioni oppure dall’uso di terminologia comparabile. Queste previsioni e stime comprendono, ma non si limitano a, tutte le informazioni diverse dai dati di fatto, incluse, senza limitazione, quelle relative alla posizione finanziaria futura di Intesa Sanpaolo e ai risultati operativi, la strategia, i piani, gli obiettivi e gli sviluppi futuri nei mercati in cui Intesa Sanpaolo opera o intende operare.

A seguito di tali incertezze e rischi, si avvisano i lettori che non devono fare eccessivo affidamento su tali informazioni di carattere previsionale come previsione di risultati effettivi. La capacità del Gruppo Intesa Sanpaolo di raggiungere i risultati previsti dipende da molti fattori al di fuori del controllo del management. I risultati effettivi possono differire significativamente (ed essere più negativi di) da quelli previsti o impliciti nei dati previsionali. Tali previsioni e stime comportano rischi ed incertezze che potrebbero avere un impatto significativo sui risultati attesi e si fondano su assunti di base.

Le previsioni e le stime ivi formulate si basano su informazioni a disposizione di Intesa Sanpaolo alla data odierna. Intesa Sanpaolo non si assume alcun obbligo di aggiornare pubblicamente e di rivedere previsioni e stime a seguito della disponibilità di nuove informazioni, di eventi futuri o di altro, fatta salva l’osservanza delle leggi applicabili. Tutte le previsioni e le stime successive, scritte ed orali, attribuibili a Intesa Sanpaolo o a persone che agiscono per conto della stessa sono espressamente qualificate, nella loro interezza, da queste dichiarazioni cautelative.

 

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