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INTESA SANPAOLO: RISULTATI CONSOLIDATI AL 31 DICEMBRE 2019

I RISULTATI DEL 2019 SONO PIENAMENTE IN LINEA CON GLI OBIETTIVI E CONFERMANO IL SUPPORTO DEL GRUPPO ALL’ECONOMIA NEI PAESI IN CUI OPERA, IN PARTICOLARE IN ITALIA, DOVE INTESA SANPAOLO È ANCHE IMPEGNATA A DIVENTARE UN PUNTO DI RIFERIMENTO IN TERMINI DI SOSTENIBILITÀ E RESPONSABILITÀ SOCIALE E CULTURALE.
 

I RISULTATI RIFLETTONO LA REDDITIVITÀ SOSTENIBILE DEL GRUPPO, DERIVANTE DALLA SOLIDITÀ DELLA BASE PATRIMONIALE E DELLA POSIZIONE DI LIQUIDITÀ E DAL MODELLO DI BUSINESS RESILIENTE E BEN DIVERSIFICATO, ULTERIORMENTE CONSOLIDATO DALLE AZIONI STRATEGICHE DELL’ANNO:

•  PRESIDIO DELLA GENERAZIONE DEI RICAVI, CON:

-  UNA CONTINUA FOCALIZZAZIONE SU WEALTH MANAGEMENT & PROTECTION, CON UN FORTE SVILUPPO DELL’ASSICURAZIONE DANNI NON-MOTOR E IN PRESENZA DI UNA RIPRESA DELLA RACCOLTA NETTA DI RISPARMIO GESTITO NEL SECONDO SEMESTRE, IN PREVEDIBILE PROGRESSIVO RAFFORZAMENTO CONSIDERANDO LA FORTE RISERVA DI POTENZIALE CREAZIONE DI VALORE DERIVANTE DALL’AMMONTARE DI DEPOSITI A VISTA DELLE FAMIGLIE CONVERTIBILI IN RISPARMIO GESTITO E DAL BACINO DELLA RACCOLTA AMMINISTRATA,

-  UN RAFFORZAMENTO DELL’OPERATIVITÀ SU ATTIVITÀ FINANZIARIE;

•  FLESSIBILITÀ STRATEGICA NELLA GESTIONE DEI COSTI OPERATIVI, CON ULTERIORI USCITE VOLONTARIE DI PERSONE;

•  EFFICACE GESTIONE PROATTIVA DEL CREDITO, CON UNA FOCALIZZAZIONE SUI CREDITI AI PRIMI STADI DI DETERIORAMENTO.

AVVIATE INIZIATIVE STRATEGICHE PER COGLIERE LE FUTURE OPPORTUNITÀ DI CRESCITA DEI RICAVI:

•  ULTERIORE RAFFORZAMENTO DELL’ATTIVITÀ DI WEALTH MANAGEMENT & PROTECTION, CON:

-  L’ACQUISIZIONE DI RBM ASSICURAZIONE SALUTE,

-  L’INIZIO DELL’ATTIVITÀ DELLA “FIDEURAM CINESE” YI TSAI;

•  PARTNERSHIP CON OPERATORI LEADER IN SETTORI AD ELEVATE ECONOMIE DI SCALA:

-  CON NEXI NEI SISTEMI DI PAGAMENTO,

-  CON SISALPAY NEL PROXIMITY BANKING, CHE RENDE ANCHE POSSIBILE OTTIMIZZARE LA RETE TERRITORIALE IN ITALIA CON CHIUSURE DI SPORTELLI IN AGGIUNTA A QUELLE GIÀ PREVISTE NEL PIANO DI IMPRESA.


UTILE NETTO 2019 A € 4.182 MLN VS € 4.050 MLN DEL 2018. PROPOSTA DIVIDENDI CASH PER € 3.362 MLN, PARI ALL’ 80% DI PAYOUT RATIO INDICATO NEL PIANO DI IMPRESA PER IL 2019.


ELEVATA PATRIMONIALIZZAZIONE, LARGAMENTE SUPERIORE AI REQUISITI NORMATIVI ANCHE NELLO SCENARIO AVVERSO DELLO STRESS TEST EBA/BCE 2018: COMMON EQUITY TIER 1 RATIO PRO-FORMA A REGIME AL 14,1% TENENDO CONTO DEI DIVIDENDI PROPOSTI PER L’ESERCIZIO 2019.


RISULTATO CORRENTE LORDO IN AUMENTO DEL 4,3% (DEL 17,4% ESCLUDENDO DAL 2018 L’APPORTO POSITIVO DI NTV E INTRUM), RISULTATO DELLA GESTIONE OPERATIVA IN CRESCITA DEL 5,6%, PROVENTI OPERATIVI NETTI IN AUMENTO DELL’ 1,5% E COSTI OPERATIVI IN CALO DEL 2,1% VS 2018.


MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ DEL CREDITO: RIDUZIONE DEI CREDITI DETERIORATI LORDI SENZA ONERI STRAORDINARI PER GLI AZIONISTI, DEL 14,2% VS FINE 2018 (DEL 15,9% ESCLUDENDO LA NUOVA DEFINIZIONE DI DEFAULT) E DI CIRCA € 21 MLD DA FINE 2017 REALIZZANDO NEI PRIMI DUE ANNI DEL PIANO DI IMPRESA 2018-2021 GIÀ L’ 83% DELL’OBIETTIVO PREVISTO PER L’INTERO QUADRIENNIO; INCIDENZA DEI CREDITI DETERIORATI SUI CREDITI COMPLESSIVI AL 7,6% AL LORDO DELLE RETTIFICHE E AL 3,6% AL NETTO; RETTIFICHE DI VALORE NETTE SU CREDITI IN CALO DEL 12,7% VS 2018; COSTO DEL RISCHIO DEL 2019 SCESO A 53 CENTESIMI DI PUNTO.


INTESA SANPAOLO È UN ACCELERATORE DELLA CRESCITA DELL’ECONOMIA REALE IN ITALIA: CIRCA € 38 MLD DI NUOVO CREDITO A MEDIO-LUNGO TERMINE A FAMIGLIE E IMPRESE
DEL PAESE NEL 2019; CIRCA 18.500 AZIENDE RIPORTATE IN BONIS NEL 2019 E CIRCA 112.000 DAL 2014, PRESERVANDO RISPETTIVAMENTE CIRCA 93.000 E 560.000 POSTI DI LAVORO.


INTESA SANPAOLO È ANCHE IL MOTORE DELL’ECONOMIA SOCIALE IN ITALIA, CON DIVIDENDI DISTRIBUITI TRADOTTISI IN EROGAZIONI DELLE FONDAZIONI AZIONISTE PARI A OLTRE LA METÀ DI QUELLE EFFETTUATE DA TUTTE LE FONDAZIONI BANCARIE ITALIANE.


RESPONSABILITÀ SOCIALE E CULTURALE DEL GRUPPO, CHE IN ITALIA HA PORTATO A: INIZIATIVE PER RIDURRE LA POVERTÀ INFANTILE E SUPPORTARE LE PERSONE IN DIFFICOLTÀ FORNENDO DAL 2018 CIRCA 8,7 MLN DI PASTI, 519.000 POSTI LETTO, 131.000 MEDICINALI E 103.000 CAPI DI ABBIGLIAMENTO; SUPPORTO A FAMIGLIE COLPITE DA DISASTRI NATURALI, CON FINANZIAMENTI AGEVOLATI PER OLTRE € 135 MLN EROGATI NEL 2019 (CIRCA € 335 MLN DAL 2018); SUPPORTO A FAMIGLIE E IMPRESE COLPITE DAL CROLLO DEL PONTE A GENOVA CON PLAFOND DI € 4,5 MLN PER REMISSIONE UNILATERALE  DI MUTUI (€ 0,5 MLN GIÀ RIMESSI) E € 50 MLN PER RICOSTRUZIONE (€ 4,6 MLN GIÀ EROGATI) E ALLE FAMIGLIE COLPITE DALL’EMERGENZA CLIMATICA A VENEZIA E DINTORNI CON PLAFOND DI € 100 MLN E MORATORIA DI 12 MESI PER I MUTUI; FONDO IMPACT CON € 28 MLN GIÀ EROGATI NEI PRIMI 10 MESI DA “PER MERITO”, LA PRIMA LINEA DI CREDITO NON GARANTITO DEDICATA A TUTTI GLI STUDENTI UNIVERSITARI ITALIANI; PLAFOND CREDITIZIO CIRCULAR ECONOMY PER € 5 MLD
A SUPPORTO DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE, CON 248 PROGETTI ANALIZZATI, DI CUI 63 GIÀ FINANZIATI PER CIRCA € 760 MLN; IL LABORATORIO PER LA CIRCULAR ECONOMY STA REALIZZANDO PROGETTI DI OPEN INNOVATION; NEL 2019 ANALIZZATE CIRCA 720 INIZIATIVE DI START-UP (CIRCA 1.300 DAL 2018) IN 6 PROGRAMMI DI ACCELERAZIONE CON 124 START-UP ASSISTITE (235 DAL 2018); PROGRAMMA “GIOVANI E LAVORO” IN PARTNERSHIP CON GENERATION PER L’ACCESSO AL MERCATO DEL LAVORO ITALIANO DI 5.000 GIOVANI: NEL 2019, OLTRE 1.000 AZIENDE COINVOLTE E OLTRE 700 STUDENTI CHE HANNO INIZIATO UN CORSO; LANCIATA L’INIZIATIVA P-TECH IN PARTNERSHIP CON IBM PER FORMARE GIOVANI PROFESSIONISTI NELL’AMBITO DELLE NUOVE PROFESSIONI DIGITALI; NEL 2019 NEI MUSEI DEL GRUPPO “GALLERIE D’ITALIA”, CHE SI COLLOCANO TRA I PRINCIPALI MUSEI ITALIANI PER NUMERO DI VISITATORI, OLTRE 560.000 VISITATORI (500.000 NEL 2018), CIRCA 80.000 STUDENTI PARTECIPANTI ALLE INIZIATIVE CULTURALI GRATUITE (73.000 NEL 2018) E 230 OPERE D’ARTE DATE IN PRESTITO (140 NEL 2018).

 

  • SOLIDO UTILE NETTO:
    • € 872 MLN NEL 4° TRIM. 2019 VS € 1.044 MLN NEL 3° TRIM. 2019
    • € 4.182 MLN NEL 2019 VS € 4.050 MLN NEL 2018
  • RISULTATO CORRENTE LORDO IN AUMENTO DEL 4,3% VS 2018, DEL 17,4% ESCLUDENDO DAL 2018 L’APPORTO POSITIVO DI NTV E INTRUM
  • RISULTATO DELLA GESTIONE OPERATIVA IN CRESCITA DEL 5,6% VS 2018
  • PROVENTI OPERATIVI NETTI IN AUMENTO DELL’ 1,5% VS 2018
  • COSTI OPERATIVI IN DIMINUZIONE DEL 2,1% VS 2018
  • MIGLIORAMENTO DEL TREND DELLA QUALITA’ DEL CREDITO:
    • CALO DEI CREDITI DETERIORATI, SENZA ONERI STRAORDINARI PER GLI AZIONISTI:
      • RIDUZIONE DI CIRCA € 21 MLD DAL DICEMBRE 2017 E DI CIRCA € 34 MLD DAL SETTEMBRE 2015 AL LORDO DELLE RETTIFICHE (*), RISPETTIVAMENTE DI CIRCA € 8 MLD E CIRCA € 20 MLD ESCLUDENDO LE CESSIONI A INTRUM (PERFEZIONATA NEL 4° TRIM. 2018) E A PRELIOS (PERFEZIONATA NEL 4° TRIMESTRE 2019)
      • STOCK -14,2% VS FINE 2018 AL LORDO DELLE RETTIFICHE E -14,3% AL NETTO (-15,9% AL LORDO E -17,5% AL NETTO SE SI ESCLUDE LA NUOVA DEFINIZIONE DI DEFAULT), INCIDENZA DEI CREDITI DETERIORATI SUI CREDITI COMPLESSIVI AL 7,6% AL LORDO DELLE RETTIFICHE E AL 3,6% AL NETTO
    • RETTIFICHE DI VALORE NETTE SU CREDITI IN CALO DEL 12,7% VS 2018
    • COSTO DEL RISCHIO NEL 2019 SCESO A 53 CENTESIMI DI PUNTO
  • ELEVATA PATRIMONIALIZZAZIONE, LARGAMENTE SUPERIORE AI REQUISITI NORMATIVI:
    • COMMON EQUITY TIER 1 RATIO AL 31 DICEMBRE 2019, TENENDO CONTO DI € 3.362 MLN DI DIVIDENDI PROPOSTI PER IL 2019:
      • 14,1% PRO-FORMA A REGIME (1) (2)
      • 13,9% SECONDO I CRITERI TRANSITORI PER IL 2019 (2) (**)
    • COMMON EQUITY TIER 1 RATIO NELLO STRESS TEST EBA/BCE 2018:
      • 9,7% A REGIME NELLO SCENARIO AVVERSO AL 2020, 10,3% CONSIDERANDO L’AUMENTO DI CAPITALE A SERVIZIO DEL PIANO DI INCENTIVAZIONE E LA CONVERSIONE DELLE AZIONI DI RISPARMIO PERFEZIONATI NEL 3° TRIM. 2018 E 11,4% CALCOLATO SU BASE PRO-FORMA (***)

_________
(1)        Stimato applicando ai dati di bilancio del 31 dicembre 2019 i parametri indicati a regime, considerando l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti, nonché alla prima applicazione del principio contabile IFRS 9 e al contributo pubblico cash di 1.285 milioni di euro - esente da imposte - a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all’acquisizione dell’Insieme Aggregato di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, l’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse e la prevista distribuzione dell’utile assicurativo del 2019 eccedente l’ammontare di riserve già distribuite nel primo trimestre.

(2)  Dopo la deduzione dei dividendi proposti per l’esercizio 2019 e delle cedole maturate sulle emissioni di Additional Tier 1.

(*)  Escludendo l’adozione della nuova definizione di default recepita lo scorso novembre.

(**)  Pari al 13% escludendo la mitigazione dell’impatto della prima applicazione del principio contabile IFRS 9.

(***)   Considerando anche l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti nonché al contributo pubblico cash di 1.285 milioni di euro - esenti da imposte - a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all’acquisizione dell’Insieme Aggregato di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca e l’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse.

 


DATI DI SINTESI:

 

 

 

PROVENTI OPERATIVI

NETTI:

4° TRIM. 2019

ANNO 2019

 

+1,6%

+1,5%

A € 4.567 MLN DA € 4.493 MLN DEL 3° TRIM. 2019

A € 18.083 MLN DA € 17.813 MLN DEL 2018

COSTI

OPERATIVI:

4° TRIM. 2019

ANNO 2019

 

+10,8%

-2,1%

A € 2.534 MLN DA € 2.287 MLN DEL 3° TRIM. 2019

A € 9.290 MLN DA € 9.487 MLN DEL 2018

RISULTATO GESTIONE

OPERATIVA:

4° TRIM. 2019

ANNO 2019

 

-7,8%

+5,6%

A € 2.033 MLN DA € 2.206 MLN DEL 3° TRIM. 2019

A € 8.793 MLN DA € 8.326 MLN DEL 2018

RISULTATO CORRENTE

LORDO:

4° TRIM. 2019

ANNO 2019

 

€ 1.247 MLN

€ 6.593 MLN

DA € 1.734 MLN DEL 3° TRIM. 2019

DA € 6.322 MLN DEL 2018

 

RISULTATO NETTO:

4° TRIM. 2019

ANNO 2019

 

€ 872 MLN

€ 4.182 MLN

DA € 1.044 MLN DEL 3° TRIM. 2019

DA € 4.050 MLN DEL 2018

COEFFICIENTI

COMMON EQUITY TIER 1 RATIO POST DIVIDENDI PROPOSTI:

PATRIMONIALI:

14,1%

13,9%

PRO-FORMA A REGIME (3) (4);

CON CRITERI TRANSITORI PER IL 2019 (4) (5)

         

_________
(3)  Stimato applicando ai dati di bilancio del 31 dicembre 2019 i parametri indicati a regime, considerando l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti, nonché alla prima applicazione del principio contabile IFRS 9 e al contributo pubblico cash di 1.285 milioni di euro - esente da imposte - a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all’acquisizione dell’Insieme Aggregato di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, l’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse e la prevista distribuzione dell’utile assicurativo del 2019 eccedente l’ammontare di riserve già distribuite nel primo trimestre.

(4)  Dopo la deduzione dei dividendi proposti per l’esercizio 2019 e delle cedole maturate sulle emissioni di Additional Tier 1.

(5)  Pari al 13% escludendo la mitigazione dell’impatto della prima applicazione del principio contabile IFRS 9.

 

Torino, Milano, 4 febbraio 2020 – Il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo in data odierna ha approvato i risultati d’esercizio e consolidati al 31 dicembre 2019 (6).

I risultati del 2019 sono pienamente in linea con gli obiettivi e confermano il supporto del Gruppo all’Italia anche con l’impegno a diventare un punto di riferimento in termini di sostenibilità e responsabilità sociale e culturale.

I risultati riflettono la redditività sostenibile del Gruppo, che deriva dalla solidità della base patrimoniale e della posizione di liquidità e dal modello di business resiliente e ben diversificato, ulteriormente consolidato dalle azioni strategiche attuate nell’anno:

●  un presidio della generazione di ricavi in un contesto macroeconomico non favorevole, con:

-   una continua focalizzazione su Wealth Management & Protection che pone al centro la relazione con il cliente, con un forte sviluppo dell’assicurazione danni non-motor e in presenza di una ripresa della raccolta netta di risparmio gestito nel secondo semestre (pari a circa 8 miliardi di euro), favorita dall’ulteriore calo dei tassi d’interesse e in prevedibile progressivo rafforzamento al permanere di un tale contesto dei mercati finanziari, in considerazione della forte riserva di potenziale creazione di valore derivante dall’ammontare di depositi a vista delle famiglie che può essere convertito in risparmio gestito, stimabile nell’ordine dei 70 miliardi di euro a fine anno, e dal bacino di circa 176 miliardi di euro di raccolta amministrata;

-   un rafforzamento dell’operatività su attività finanziarie, aumentando strutturalmente l’apporto complessivo della gestione del portafoglio titoli ai ricavi del Gruppo, compresi gli interessi netti.

●  una flessibilità strategica nella gestione dei costi operativi, con:

-   l’accordo sindacale dello scorso maggio riguardante l’uscita volontaria di 1.600 persone entro giugno 2021 - in aggiunta alle 9.000 già previste nel Piano di Impresa 2018-2021 entro giugno 2020 - con ulteriori richieste di adesione di circa 1.000 persone, che sono in corso di valutazione;

●  un’efficace gestione proattiva del credito senza oneri straordinari per gli azionisti, con una focalizzazione sui crediti ai primi stadi di deterioramento (l’iniziativa Pulse in particolare), anche grazie alla partnership strategica con Prelios per le inadempienze probabili e con Intrum per i crediti in sofferenza;


_________
(6) Nota metodologica sul perimetro di consolidamento a pagina 24.

 

Inoltre, il Gruppo ha avviato iniziative strategiche per cogliere le future opportunità di crescita dei ricavi:

- ulteriore rafforzamento dell’attività di Wealth Management & Protection, con:

  • acquisizione di RBM Assicurazione Salute, diventando il numero due in Italia nel settore assicurativo della salute in forte crescita,
  • forte sviluppo dell’attività in Cina rivolta alla popolazione che ha elevate disponibilità economiche, in rapida crescita, con l’avvio dell’attività della “Fideuram cinese” (la controllata Yi Tsai), iniziando la distribuzione di fondi comuni dopo l’ottenimento della prima licenza, e con l’ottenimento dell’autorizzazione da BCE / Banca d’Italia a costituire una Securities company, che offra prodotti e servizi anche funzionali alla “Fideuram cinese”;

- partnership con operatori leader in settori ad elevate economie di scala, con:

  • accordo con Nexi nei sistemi di pagamento, per assicurarsi la partecipazione a un’attività ad elevata crescita, senza peraltro dover effettuare i significativi investimenti richiesti per operare efficientemente nel settore, e per rafforzare l’offerta tempestiva di nuovi prodotti e servizi grazie alle competenze digitali e analitiche di un partner altamente specializzato,
  • accordo con SisalPay nel proximity banking, per accrescere l’offerta di prodotti e servizi e la base di clientela, con i circa 13 milioni di clienti di SisalPay, e per ottimizzare la rete territoriale in Italia con chiusure di sportelli, in aggiunta alle circa 1.100 già previste nel Piano di Impresa, rese possibili dall’estensione della rete distributiva di Banca 5, la banca di prossimità del Gruppo, a oltre 50.000 punti operativi, derivante dall’ampliamento degli esercenti convenzionati.


Nel 2019, per il Gruppo si registra:

●  utile netto dell’anno pari a 4.182 milioni, rispetto ai 4.050 milioni del 2018, di cui 872 milioni di euro nel quarto trimestre, rispetto a 1.044 milioni del terzo trimestre 2019 e a 1.038 milioni del quarto trimestre 2018;

●  risultato corrente lordo in aumento del 4,3% rispetto al 2018, del 17,4% se si escludesse dal 2018 l’apporto positivo delle operazioni NTV e Intrum;

●  risultato della gestione operativa in crescita del 5,6% rispetto al 2018;

●  proventi operativi netti in aumento dell’ 1,5% rispetto al 2018;

●  costi operativi in diminuzione del 2,1% rispetto al 2018;

●  elevata efficienza, con un cost/income al 51,4% nel 2019, tra i migliori nell’ambito delle maggiori banche europee;

●  rettifiche di valore nette su crediti in calo del 12,7% rispetto al 2018;

●  costo del rischio del 2019 sceso a 53 centesimi di punto, rispetto ai 61 del 2018;

●  miglioramento della qualità del credito, soprattutto a seguito dell’efficacia della gestione proattiva del credito senza oneri straordinari per gli azionisti:

-   riduzione dei crediti deteriorati, al lordo delle rettifiche di valore, di circa 6 miliardi di euro nel 2019 (*), di circa 34 miliardi dal settembre 2015 (di circa 20 miliardi escludendo da un lato la cessione dei crediti in sofferenza a Intrum perfezionata nel quarto trimestre del 2018 e quella dei crediti classificati come inadempienze probabili a Prelios perfezionata nel quarto trimestre 2019 e, dall’altro, l’impatto incrementale della nuova definizione di default) e di circa 21 miliardi dal dicembre 2017 (di circa 8 miliardi escludendo le operazioni Intrum e Prelios e la nuova definizione di default) realizzando nei primi due anni del Piano di Impresa 2018-2021 già l’ 83% dell’obiettivo di riduzione previsto per l’intero quadriennio;

-   lo stock di crediti deteriorati - che a fine 2019 recepisce l’adozione della nuova definizione di default (con un impatto incrementale pari a circa 0,6 miliardi di euro al lordo delle rettifiche e 0,5 miliardi al netto) - scende a dicembre 2019, rispetto a dicembre 2018, del 14,2% al lordo delle rettifiche di valore e del 14,3% al netto (del 15,9% al lordo delle rettifiche e del 17,5% al netto, se si escludesse l’effetto della nuova definizione di default);

-   l’incidenza dei crediti deteriorati sui crediti complessivi a dicembre 2019 è pari al 7,6% al lordo delle rettifiche di valore e al 3,6% al netto;

●  elevati livelli di copertura dei crediti deteriorati:

-   livello di copertura specifica dei crediti deteriorati al 54,6% a fine 2019, con una copertura specifica della componente costituita dalle sofferenze al 65,3%;

-   robusto buffer di riserva sui crediti in bonis, pari allo 0,5% a fine 2019;


_________
(*) Escludendo l’adozione della nuova definizione di default recepita lo scorso novembre.

 

●  patrimonializzazione molto solida, con coefficienti patrimoniali su livelli largamente superiori ai requisiti normativi. Al 31 dicembre 2019, tenendo conto di 3.362 milioni di euro di dividendi proposti, il Common Equity Tier 1 ratio pro-forma a regime è risultato pari al 14,1% (7) (8), livello top tra le maggiori  banche europee, e il Common Equity Tier 1 ratio calcolato applicando i criteri transitori in vigore per il 2019 e il Danish compromise (per cui gli investimenti assicurativi vengono trattati come attivi ponderati per il rischio anziché dedotti dal capitale) al 13,9% (8) (9), rispetto a un requisito SREP da rispettare nel 2019 - comprensivo  di  Capital Conservation Buffer,  O-SII Buffer e  Countercyclical Capital Buffer (10) - pari rispettivamente al 9,38% e all’ 8,96%. Nello scenario avverso dello stress test EBA/BCE 2018, al 2020 il Common Equity Tier1 ratio - calcolato sulla base dei dati di bilancio al 31 dicembre 2017, tenendo conto dell’impatto della prima applicazione del principio contabile IFRS 9 - è risultato pari al 9,7%; sarebbe risultato 10,3% considerando l’aumento di capitale eseguito in data 11 luglio 2018 nel contesto del Piano di Incentivazione a Lungo Termine 2018-2021 LECOIP 2.0 e la conversione delle azioni di risparmio in azioni ordinarie perfezionata in data 7 agosto 2018, a parità di altre condizioni, e 11,4% calcolato su base pro-forma (***);

●  elevata liquidità e forte capacità di funding: a fine dicembre 2019, attività liquide per 190 miliardi di euro ed elevata liquidità prontamente disponibile per 118 miliardi; ampiamente rispettati i requisiti di liquidità Liquidity Coverage Ratio e Net Stable Funding Ratio di Basilea 3. Le operazioni di finanziamento con BCE per ottimizzare il costo del funding e supportare gli investimenti delle aziende clienti sono state pari mediamente nel quarto trimestre del 2019 a 58,9 miliardi di euro (60,5 miliardi mediamente in ciascuno dei primi tre trimestri del 2019 e 61,9 miliardi mediamente nel 2018), costituite interamente dalle operazioni TLTRO con scadenza quadriennale;


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(7)   Stimato applicando ai dati di bilancio del 31 dicembre 2019 i parametri indicati a regime, considerando l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti, nonché alla prima applicazione del principio contabile IFRS 9 e al contributo pubblico cash di 1.285 milioni di euro - esente da imposte - a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all’acquisizione dell’Insieme Aggregato di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, l’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse e la prevista distribuzione dell’utile assicurativo del 2019 eccedente l’ammontare di riserve già distribuite nel primo trimestre.

(8)  Dopo la deduzione dei dividendi proposti per l’esercizio 2019 e delle cedole maturate sulle emissioni di Additional Tier 1.

(9)   Pari al 13% escludendo la mitigazione dell’impatto della prima applicazione del principio contabile IFRS 9.

(10)  Countercyclical Capital Buffer calcolato considerando l’esposizione al 31 dicembre 2019 nei vari Paesi in cui è presente il Gruppo e i rispettivi requisiti stabiliti dalle competenti autorità nazionali relativi al 2019-2021 se disponibili o al più recente aggiornamento del periodo di riferimento (requisito pari a zero per l’Italia per il 2019 e per il primo trimestre 2020).

(***)   Considerando anche l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti nonché al contributo pubblico cash di 1.285 milioni di euro - esenti da imposte - a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all’acquisizione dell’Insieme Aggregato di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca e l’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse.

 

●  supporto all’economia reale: circa 58 miliardi di euro di nuovo credito a medio-lungo termine nel 2019, con circa 48 miliardi in Italia, di cui circa 38 miliardi erogati a famiglie e piccole e medie imprese; circa 18.500 aziende italiane riportate in bonis da posizioni di credito deteriorato nel 2019 e circa 112.000 dal 2014, preservando rispettivamente circa 93.000 e 560.000 posti di lavoro;

●  supporto all’economia sociale: Intesa Sanpaolo è il motore dell’economia sociale in Italia, con una distribuzione di dividendi che si è tradotta in erogazioni da parte delle fondazioni sue azioniste pari a oltre la metà di quelle effettuate da tutte le fondazioni bancarie italiane;

●  sostenibilità e responsabilità sociale e culturale, che a fronte del solido andamento economico patrimoniale si è tradotta in particolare nelle seguenti azioni del Gruppo in Italia nel 2019:

-   iniziative per la riduzione della povertà infantile e il supporto alle persone in difficoltà fornendo dal 2018 circa 8,7 milioni di pasti, circa 519.000 posti letto, circa 131.000 medicinali e circa 103.000 capi di abbigliamento;

-   supporto alle famiglie colpite da terremoti e disastri naturali, con remissioni o moratorie per i mutui sugli immobili danneggiati per circa 800 milioni di euro nel 2019 e con finanziamenti agevolati per oltre 135 milioni erogati nell’anno (circa 335 milioni dal 2018);

-   supporto alle famiglie e alle imprese colpite dal crollo del ponte a Genova con un plafond di 4,5 milioni di euro per la remissione unilaterale di mutui (0,5 milioni già rimessi) e di 50 milioni per ricostruzione (4,6 milioni già erogati);

-   supporto alle famiglie colpite dall’emergenza climatica a Venezia e dintorni con un plafond di 100 milioni di euro e con una moratoria di 12 mesi per i mutui;

-   avvio del Fondo Impact  nel quarto trimestre 2018, per l’erogazione di circa 1,2 miliardi di euro di prestiti alle categorie che avrebbero altrimenti difficoltà ad accedere al credito nonostante il loro potenziale; lanciata la prima linea di credito non garantito dedicata a tutti gli studenti universitari italiani, che studino in Italia o all’estero (Per Merito), con 28 milioni di euro erogati nei primi dieci mesi; lanciate nel gennaio 2020 due nuove iniziative, per supportare le madri lavoratrici e le persone ultracinquantenni che hanno perso il lavoro o hanno difficoltà ad accedere al trattamento pensionistico;

-   Plafond creditizio Circular Economy di 5 miliardi di euro per il 2018-2021, a supporto dello sviluppo sostenibile: analizzati 248 progetti, di cui 63 già finanziati per circa 760 milioni di euro; lanciato il primo Sustainability Bond focalizzato sull’economia circolare (per 750 milioni di euro);

-   Laboratorio per la Circular Economy, dedicato alla clientela imprese, che sta realizzando progetti di Open Innovation;

-   analizzate circa 720 iniziative di start-up (circa 1.300 dal 2018) in 6 programmi di accelerazione con 124 start-up assistite nel 2019 (235 dal 2018) presentandole a selezionati investitori e soggetti operanti nell’ecosistema (circa 1.600 fino ad oggi);

-   programma di Intesa Sanpaolo “Giovani e Lavoro” in corso di realizzazione, in partnership con Generation, finalizzato alla formazione e all’accesso al mercato del lavoro italiano di 5.000 giovani in un triennio: 3 corsi di formazione (alimentare, vendite al dettaglio e programmazione Java) in 4 aree geografiche (Roma, Napoli, Milano e Venezia), richieste di iscrizione da parte di circa 9.300 giovani tra i 18 e i 29 anni, oltre 1.000 aziende coinvolte, oltre 700 studenti hanno iniziato un corso, 80% delle domande di impiego dei diplomati accolte;

-   lanciata l’iniziativa P-Tech in partnership con IBM, con l’obiettivo di formare giovani professionisti nell’ambito delle nuove professioni digitali;

-   oltre 560.000 visitatori nei musei “Gallerie d’Italia” del Gruppo nel 2019 (500.000 nel 2018) e circa 80.000 studenti partecipanti alle iniziative culturali gratuite (73.000 nel 2018); la mostra Canova/Thorvaldsen alle Gallerie d’Italia a Milano, in partnership con il Museo Statale dell’Hermitage di San Pietroburgo con il Museo Thorvaldsens di Copenaghen, è una delle mostre più visitate in Italia  (oltre 100.000 visitatori nei primi due mesi); 230 opere d’arte delle collezioni aziendali date in prestito nel 2019 (140 nel 2018) a musei italiani e internazionali.

●  dividendi cash per 3.362 milioni di euro, pari all’80% di payout ratio indicato nel Piano di Impresa per il 2019: il Consiglio di Amministrazione riunitosi oggi ha deliberato di proporre alla prossima Assemblea ordinaria la distribuzione di 19,2 centesimi di euro per azione, al lordo delle ritenute di legge. Più precisamente, la proposta prevede la distribuzione di 3.361.867.857,60 euro (*), risultante da un importo unitario di 19,2 centesimi di euro per ciascuna delle n. 17.509.728.425 azioni ordinarie; non verrà peraltro effettuata alcuna distribuzione alle azioni proprie di cui la Banca si trovasse eventualmente in possesso alla record date. Tale distribuzione, se approvata dall’Assemblea, avrà luogo a partire dal giorno 20 maggio 2020 (con stacco cedole il 18 maggio e record date il 19 maggio). Rapportando l’importo unitario al prezzo di riferimento dell’azione registrato lo scorso 3 febbraio, risulterebbe un rendimento (dividend yield) pari all’ 8,4%.


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(*) A fronte di un utile netto consolidato del Gruppo pari a 4.182 milioni di euro e di un utile individuale della Capogruppo pari a 2.137 milioni di euro, la proposta prevede la distribuzione cash di 2.031.128.497,30 euro come dividendi a valere sull’utile d’esercizio (corrispondenti a 11,6 centesimi per ciascuna azione) e di 1.330.739.360,30 euro come assegnazione di riserve a valere sulla Riserva sovrapprezzi di emissione (corrispondenti a 7,6 centesimi per ciascuna azione). L’assegnazione di riserve sarà soggetta allo stesso regime fiscale della distribuzione di dividendi.

 

●  iniziative del Piano di Impresa in corso di realizzazione, in particolare:
 

1.      Significativa riduzione del profilo di rischio senza oneri straordinari per gli azionisti:
-         finalizzata la partnership strategica con Intrum per i crediti in sofferenza e con Prelios per i crediti unlikely to pay;
-         costituzione di un’unità interna (“Pulse”) dedicata alla gestione dei crediti retail ai primi stadi di deterioramento;
-         rafforzamento della gestione proattiva del portafoglio crediti, in particolare mediante l’ Active Credit Portfolio Steering, con cui sono stati realizzati 10 miliardi di euro di nuove operazioni riguardanti diverse classi di attività per la gestione dinamica del portafoglio di crediti in bonis, e il nuovo Credit Strategy framework, che ha contribuito alla riallocazione di 6 miliardi di euro a favore dei settori con un profilo di rischio/rendimento migliore;

 

2.      Calo dei costi con un’ulteriore semplificazione del modello operativo:
-         dal 2018, uscite volontarie di circa 7.800 persone (incluse circa 1.500 a fine 2017), assunte circa 850 persone con profili specializzati e circa 3.000 persone già riconvertite e riallocate in attività prioritarie;
-         ottimizzazione della rete di filiali in Italia con la chiusura di 423 filiali retail nel 2019 e 885 dal 2018;
-         sviluppo di Banca 5, in termini di rete distributiva (circa 4.900 esercenti operativi con il nuovo modello commerciale e circa 16.600 con terminali avanzati per servire la clientela), prodotti e base di clientela (scaricate circa 56.000 app e emesse circa 45.300 carte), con prelievo di contante disponibile presso tutti i punti operativi;
-         partnership con SisalPay, che amplia la rete di Banca 5 a oltre 50.000 punti operativi e rende possibili ulteriori chiusure di sportelli rispetto a quelle previste nel Piano di Impresa; 
-         gestione proattiva del portafoglio immobiliare con la riduzione di circa 535 mila metri quadrati in Italia dal 2018 (di cui circa 439 mila derivanti dalla chiusura delle filiali);
-         riduzione delle entità giuridiche con il completamento della fusione nella Capogruppo di 11 società controllate dal 2018 e con quella rimanente già approvata dal Consiglio di Amministrazione;

 

3.      Crescita dei ricavi cogliendo nuove opportunità:

-         assicurazione danni: forte focalizzazione sull’offerta non-motor rivolta alla clientela Retail e PMI, con circa 550.000 contratti di Insurance Digital Wallet (“XME Protezione”) stipulati dalla sua commercializzazione da luglio 2018 e circa 42.000 contratti stipulati con le PMI dal 2018, in particolare a seguito della commercializzazione di “Tutela Business Manifattura” da luglio 2018; rafforzamento della capacità distributiva e dell’efficacia commerciale nelle filiali della Divisione Banca dei Territori, con l’inserimento di circa 220 specialisti della tutela assicurativa e un programma di formazione dedicato (dal 2018, circa 30.000 persone hanno ottenuto l’abilitazione IVASS e circa 12.000 hanno completato percorsi di formazione avanzati); rafforzamento dell’assistenza post vendita; rebranding delle filiali con “Banca Assicurazione”;
-         Private Banking: completamento dell’integrazione delle controllate svizzere con la costituzione di Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) Morval; rafforzamento del Private Hub internazionale; dal 2018, reclutati circa 570 private bankers e consulenti finanziari; lanciati con successo nuovi prodotti (Ailis, Alternative, GPM Fogli) per circa 8 miliardi di euro dalla loro commercializzazione;
-         Asset Management: sviluppo congiunto con la Divisione Banca dei Territori della piattaforma di consulenza evolutaValore Insieme” per i clienti Retail e Personal (circa 74.500 contratti, con oltre 27,3 miliardi di euro di masse gestite dal 2018); lancio di Eurizon Italian Fund - ELTIF, il primo fondo chiuso italiano dedicato al mercato azionario italiano e conforme alla regolamentazione europea riguardante European Long Term Investments Funds; partnership con Oval Money, start-up fintech italo-britannica operante nel settore del risparmio e dei pagamenti digitali, che permette a Eurizon di disporre di un nuovo canale distributivo, digitale e semplificato, focalizzato su un segmento di clientela complementare a quello delle reti tradizionali, in Italia e all’estero;      
-         Wealth Management in Cina: ottenuta la licenza di Tipo 1 (“Dealing in securities”) dall’Autorità di Vigilanza di Hong Kong per la distribuzione di fondi comuni da parte di Eurizon Capital (HK); Yi Tsai ha ottenuto la licenza per la distribuzione di fondi comuni e l’autorizzazione a operare; ricevuta l’autorizzazione di BCE / Banca d’Italia a costituire una Securities company.

 

4.      Persone e digitale come fattori chiave abilitanti:
-         persone: oltre l’80% delle persone del Gruppo ha partecipato all’aumento di capitale riservato ai dipendenti nel contesto del Piano di Incentivazione a Lungo Termine 2018-2021 LECOIP 2.0; circa 11 milioni di ore di formazione nel 2019 (+20% rispetto al 2018); circa 17.250 persone aderenti allo smart working (circa 9.250 in più rispetto al 2017);
-         completamento della trasformazione digitale: ulteriore rafforzamento del posizionamento di Intesa Sanpaolo come banca multicanale, con circa l’ 85% dei prodotti disponibili tramite piattaforme multicanali, circa 9,2 milioni di clienti multicanale (rispetto a 7,3 milioni nel 2017) su un totale di circa 12 milioni di clienti (pari a oltre il 75%); circa 98.800 prodotti venduti tramite la Filiale Online dal 2018 e 141 gestori remoti nella Filiale Online servendo circa 52.500 clienti; ulteriore crescita delle vendite tramite canali digitali a oltre il 9% delle vendite complessive (2% nel 2017); ulteriore rafforzamento della digitalizzazione con il 34,6% delle attività digitalizzate (rispetto al 10% nel 2017) e circa 33 milioni di operazioni dematerializzate dal 2018 (circa 56 milioni dal lancio dell’iniziativa); 32 società del Gruppo già integrate nel Modello di Cybersecurity di Intesa Sanpaolo; innovazione digitale per l’offerta di prodotti e servizi alla clientela, come Xme Banks, Xme Spensierata, Google Pay, Digital Collaboration su App Banking Intesa Sanpaolo.
 

 

I risultati di conto economico del quarto trimestre 2019

Il conto economico consolidato del quarto trimestre 2019 registra interessi netti pari a 1.747 milioni di euro, in aumento dello 0,3% rispetto ai 1.741 milioni del terzo trimestre 2019 e dello 0,6% rispetto ai 1.736 milioni del quarto trimestre 2018.

Le commissioni nette sono pari a 2.166 milioni di euro, in aumento del 10,2% rispetto ai 1.966 milioni del terzo trimestre 2019. In dettaglio, si registra un aumento dell’ 1,6% delle commissioni da attività bancaria commerciale e del 13,3% delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza (risparmio gestito, prodotti assicurativi, collocamento titoli,...), nel cui ambito si registra una crescita del 4,7% per la componente relativa a intermediazione e collocamento di titoli, del 22,1% per quella  relativa al risparmio gestito (con commissioni di performance pari a 126 milioni di euro nel quarto trimestre 2019 e a 12 milioni di euro nel terzo trimestre 2019) e del 7,7% per quella relativa ai prodotti assicurativi. Le commissioni nette del quarto trimestre 2019 crescono del 7,9% rispetto ai 2.007 milioni del quarto trimestre 2018. In dettaglio, si registra una diminuzione del 4% delle commissioni da attività bancaria commerciale e un aumento del 18,3% delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza, nel cui ambito l’apporto da intermediazione e collocamento di titoli cresce del 22,1%, quello da risparmio gestito del 22,5% (con commissioni di performance pari a 12 milioni di euro nel quarto trimestre 2018) e quello da prodotti assicurativi del 14,3%.

Il risultato dell’attività assicurativa ammonta a 308 milioni di euro, rispetto ai 301 milioni del terzo trimestre 2019 e ai 238 milioni del quarto trimestre 2018.

Il risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value è pari a 356 milioni di euro, rispetto a 480 milioni del terzo trimestre 2019, con la componente relativa alla clientela che cresce a 139 milioni da 117 milioni, quella di capital markets che aumenta a 22 milioni da 13 milioni, quella dell’attività di trading e tesoreria che scende a 198 milioni da 345 milioni e quella dei prodotti strutturati di credito che registra un saldo negativo di 3 milioni rispetto a un saldo positivo di 5 milioni. Il risultato di 356 milioni del quarto trimestre 2019 si confronta con i 205 milioni del quarto trimestre 2018, trimestre in cui l’apporto della componente relativa alla clientela era stato di 82 milioni, quello della componente di capital markets di 16 milioni, quello dell’attività di trading e tesoreria di 100 milioni e quello dei prodotti strutturati di credito di 6 milioni.

I proventi operativi netti sono pari a 4.567 milioni di euro, in aumento dell’ 1,6% rispetto ai 4.493 milioni del terzo trimestre 2019 e del 9,4% rispetto ai 4.175 milioni del quarto trimestre 2018.

I costi operativi ammontano a 2.534 milioni di euro, in crescita del 10,8% rispetto ai 2.287 milioni del terzo trimestre 2019, a seguito di un aumento del 6,8% per le spese del personale, del 20,8% per le spese amministrative e del 9,2% per gli ammortamenti; i costi operativi del quarto trimestre 2019 scendono dello 0,9% rispetto ai 2.558 milioni del corrispondente trimestre 2018, a seguito di una diminuzione del 2,9% per le spese amministrative e dello 0,7% per gli ammortamenti e di spese del personale invariate.

Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 2.033 milioni di euro, in diminuzione del 7,8% rispetto ai 2.206 milioni del terzo trimestre 2019 e in crescita del 25,7% rispetto ai 1.617 milioni del quarto trimestre 2018. Il cost/income ratio nel quarto trimestre 2019 è pari al 55,5%, rispetto al 50,9% del terzo trimestre 2019 e al 61,3% del quarto trimestre 2018.

Le rettifiche di valore nette su crediti sono pari a 693 milioni di euro, rispetto ai 473 milioni del terzo trimestre 2019 e ai 698 milioni del quarto trimestre 2018.

L’ammontare di altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività è pari a 168 milioni di euro, rispetto ai 19 milioni del terzo trimestre 2019 e ai 76 milioni del quarto trimestre 2018.

Gli altri proventi netti registrano un saldo positivo per 50 milioni di euro, rispetto a un saldo negativo per 2 milioni nel terzo trimestre 2019 e a un saldo positivo per 507 milioni nel quarto trimestre 2018 che comprendeva la plusvalenza di 443 milioni derivanti dalla partnership con Intrum.

L’utile delle attività operative cessate è pari a 25 milioni di euro, rispetto ai 22 milioni del terzo trimestre 2019 e ai 19 milioni del quarto trimestre 2018.

Il risultato corrente lordo è pari a 1.247 milioni di euro, rispetto a 1.734 milioni di euro del terzo trimestre 2019 e a 1.369 milioni del quarto trimestre 2018.

Il risultato netto consolidato è pari a 872 milioni di euro, dopo la contabilizzazione di:

-   imposte sul reddito per 317 milioni di euro;

-   oneri di integrazione e incentivazione all’esodo (al netto delle imposte) per 27 milioni;

-   oneri derivanti dall’allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) per 12 milioni;

-   tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) per 22 milioni di euro, derivanti da oneri ante imposte per 11 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi italiano, 4 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all’estero e per 14 milioni relativi a tributi sostenuti da controllate estere. La voce ammontava a 96 milioni di euro nel terzo trimestre 2019, derivanti dai seguenti apporti ante imposte: oneri per 127 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi italiano stimati per l’intero 2019, per 2 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all’estero, per 3 milioni relativi ai contributi al fondo di risoluzione e per 13 milioni relativi a tributi sostenuti da controllate estere e variazioni positive di fair value per 5 milioni riguardanti Atlante. Nel quarto trimestre 2018 questa voce era ammontata a 69 milioni di euro, derivanti da oneri ante imposte per 2 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi italiano, 4 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all’estero, 13 milioni relativi a tributi sostenuti da controllate estere e 80 milioni relativi allo Schema Volontario del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi;

-   una perdita di pertinenza di terzi per 3 milioni di euro.

Il risultato di 872 milioni di euro nel quarto trimestre 2019 si confronta con 1.044 milioni nel terzo trimestre 2019 e 1.038 milioni nel quarto trimestre 2018.


 

I risultati di conto economico del 2019

Il conto economico consolidato del 2019 registra interessi netti pari a 7.005 milioni di euro, in diminuzione del 3,7% rispetto ai 7.271 milioni del 2018.

Le commissioni nette sono pari a 7.962 milioni di euro, in aumento dello 0,1% rispetto ai 7.952 milioni del 2018. In dettaglio, si registra una diminuzione dell’ 1,9% delle commissioni da attività bancaria commerciale e un aumento dell’ 1,5% delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza, nel cui ambito l’apporto da intermediazione e collocamento di titoli cresce del 2,4%, quello da risparmio gestito aumenta del 2,9% (con 140 milioni di euro di commissioni di performance, rispetto a 18 milioni registrati nel 2018) e quello da prodotti assicurativi diminuisce dell’ 1,4%.

Il risultato dell’attività assicurativa ammonta a 1.184 milioni di euro, rispetto a 1.084 milioni del 2018.

Il risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value è pari a 1.928 milioni di euro, rispetto a 1.472 milioni del 2018 (comprendenti 264 milioni di effetto positivo derivante dalla valorizzazione al fair value e successiva cessione dell'investimento in NTV), con la componente relativa alla clientela che cresce a 534 milioni da 359 milioni, quella di capital markets che diminuisce a 181 milioni da 458 milioni (comprendenti il predetto effetto positivo dovuto a NTV), quella dell’attività di trading e tesoreria che sale a 1.187 milioni da 644 milioni e quella dei prodotti strutturati di credito che aumenta a 25 milioni da 10 milioni.

I proventi operativi netti sono pari a 18.083 milioni di euro, in crescita dell’ 1,5% rispetto ai 17.813 milioni del 2018.

I costi operativi ammontano a 9.290 milioni di euro, in diminuzione del 2,1% rispetto ai 9.487 milioni del 2018, a seguito di una diminuzione dell’ 1,2% per le spese del personale e del 5% per le spese amministrative e di un aumento dello 0,1% per gli ammortamenti.

Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 8.793 milioni di euro, in aumento del 5,6% rispetto agli 8.326 milioni del 2018. Il cost/income ratio nel 2019 è pari al 51,4%, rispetto al 53,3% del 2018.

Le rettifiche di valore nette su crediti sono pari a 2.089 milioni di euro, in calo del 12,7% rispetto ai 2.394 milioni del 2018.

L’ammontare di altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività è pari a 254 milioni di euro, rispetto a 187 milioni del 2018.

Gli altri proventi netti sono pari a 55 milioni di euro, rispetto a 506 milioni del 2018 che comprendevano la plusvalenza di 443 milioni derivanti dalla partnership con Intrum.

L’utile delle attività operative cessate è pari a 88 milioni di euro, rispetto a 71 milioni del 2018.

Il risultato corrente lordo è pari a 6.593 milioni di euro, in crescita del 4,3% rispetto ai 6.322 milioni del 2018, del 17,4% se si escludesse dal 2018 l’apporto positivo delle operazioni NTV e Intrum.

Il risultato netto consolidato è pari a 4.182 milioni di euro, dopo la contabilizzazione di:

-   imposte sul reddito per 1.838 milioni di euro;

-   oneri di integrazione e incentivazione all’esodo (al netto delle imposte) per 106 milioni;

-   oneri derivanti dall’allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) per 117 milioni;

-   tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) per 360 milioni di euro, derivanti dai seguenti apporti ante imposte: oneri per 316 milioni relativi ai contributi al fondo di risoluzione, per 138 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi italiano, per 19 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all’estero e per 53 milioni relativi a tributi sostenuti da controllate estere e variazioni positive di fair value per 13 milioni riguardanti Atlante. Nel 2018 questa voce era ammontata a 378 milioni di euro, derivanti dai seguenti apporti ante imposte: oneri per 277 milioni relativi ai contributi al fondo di risoluzione, per 125 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi italiano, per 20 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all’estero, per 47 milioni relativi a tributi sostenuti da controllate estere e per 80 milioni relativi allo Schema Volontario del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi e variazioni positive di fair value per 8 milioni riguardanti Atlante;

-   una perdita di pertinenza di terzi per 10 milioni di euro.

Il risultato di 4.182 milioni di euro del 2019 è in crescita del 3,3% rispetto ai 4.050 milioni del 2018, del 24,2% se si escludesse dal 2018 l’apporto positivo delle operazioni NTV e Intrum.



Lo stato patrimoniale al 31 dicembre 2019

Per quanto riguarda lo stato patrimoniale consolidato, al 31 dicembre 2019 i finanziamenti verso la clientela sono pari a 395 miliardi di euro, in aumento dello 0,4% rispetto al 31 dicembre 2018 (in diminuzione dello 0,4% rispetto al terzo trimestre 2019 e dell’ 1,8% rispetto al 2018 considerando i volumi medi (11) di periodo). Il complesso dei crediti deteriorati (in sofferenza, inadempienze probabili e scaduti/sconfinanti) - che a fine 2019 recepisce l’adozione della nuova definizione di default - ammonta, al netto delle rettifiche di valore, a 14.222 milioni di euro (comprendente un effetto incrementale della nuova definizione di default pari a circa 0,5 miliardi di euro), in diminuzione del 14,3% rispetto ai 16.591 milioni del 31 dicembre 2018 (del 17,5% se si escludesse l’effetto della nuova definizione di default). In quest’ambito, i crediti in sofferenza scendono a 6.740 milioni di euro da 7.138 milioni del 31 dicembre 2018, con un’incidenza sui crediti complessivi pari all’ 1,7% (1,8% al 31 dicembre 2018), e un grado di copertura al 65,3% (67,2% a fine 2018). Le inadempienze probabili diminuiscono a 6.738 milioni di euro da 9.101 milioni del dicembre 2018, e i crediti scaduti/sconfinanti ammontano a 744 milioni di euro (di cui circa 0,5 miliardi dovuti alla predetta adozione della nuova definizione di default) rispetto a 352 milioni a fine 2018.

Le attività finanziarie della clientela risultano pari a 961 miliardi di euro, in crescita del 5,4% rispetto al 31 dicembre 2018. Nell’ambito delle attività finanziarie della clientela, la raccolta diretta bancaria ammonta a 426 miliardi, in crescita del 2,5% rispetto al 31 dicembre 2018. Il complesso di raccolta diretta assicurativa e riserve tecniche è pari a 166 miliardi, in aumento dell’ 11% rispetto al 31 dicembre 2018. La raccolta indiretta ammonta a 534 miliardi, in aumento del 7,8% rispetto al 31 dicembre 2018. L’ammontare di risparmio gestito è pari a 358 miliardi, in crescita dell’ 8,3% rispetto al 31 dicembre 2018; la nuova produzione vita nel 2019 ammonta a 17,7 miliardi di euro. La raccolta amministrata è pari a 176 miliardi, in aumento del 6,7% rispetto al 31 dicembre 2018.

I coefficienti patrimoniali al 31 dicembre 2019 - calcolati applicando i criteri transitori in vigore per il 2019 e il Danish compromise, tenendo conto di 3.362 milioni di euro di dividendi proposti per l’esercizio 2019 - risultano pari a:

-       13,9% per il Common Equity Tier 1 ratio (12) (13,5% a fine 2018 (13)),

-       15,3% per il Tier 1 ratio (12) (15,2% a fine 2018 (13)),

-       17,7% per il coefficiente patrimoniale totale (12) (17,7% a fine 2018 (13)).

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(11)  Escluso il finanziamento alle Banche in Liquidazione Coatta Amministrativa (ex Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca).

(12)  Dopo la deduzione dei dividendi proposti per l’esercizio 2019 e delle cedole maturate sulle emissioni di Additional Tier 1. Escludendo la mitigazione dell’impatto della prima applicazione del principio contabile IFRS 9, i coefficienti patrimoniali risultano pari al 13% per il Common Equity Tier 1 ratio, al 14,3% per il Tier 1 ratio e al 17% per il coefficiente patrimoniale totale.

(13)  Secondo i criteri transitori in vigore per il 2018. Escludendo la mitigazione dell’impatto della prima applicazione del principio contabile IFRS 9, i coefficienti patrimoniali risultano pari al 12% per il Common Equity Tier 1 ratio, al 13,8% per il Tier 1 ratio e al 16,5% per il coefficiente patrimoniale totale, che diventerebbero rispettivamente 12,5%, 14,2% e 17,1% considerando il Danish compromise.

 

La stima del Common Equity Tier 1 ratio pro-forma del Gruppo a regime è pari al 14,1% (13,6% al 31 dicembre 2018), applicando ai dati di bilancio del 31 dicembre 2019 i parametri indicati a regime e considerando l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti nonché alla prima applicazione del principio contabile IFRS 9 e al contributo pubblico cash di 1.285 milioni di euro - esente da imposte - a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all’acquisizione dell’Insieme Aggregato di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, l’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse e la prevista distribuzione dell’utile assicurativo del 2019 eccedente l’ammontare di riserve già distribuite nel primo trimestre.

* * *

Le scelte strategiche perseguite hanno permesso a Intesa Sanpaolo di confermarsi come uno dei gruppi bancari più solidi a livello internazionale, i cui punti di forza - oltre a quanto precedentemente detto in merito alla qualità dei crediti e al livello dei coefficienti patrimoniali - sono costituiti da una robusta liquidità e da un leverage contenuto.

Con riferimento alla liquidità, Intesa Sanpaolo si caratterizza per:

-   un’elevata liquidità prontamente disponibile (inclusi gli attivi stanziabili presso le Banche Centrali ricevuti a collaterale ed esclusi quelli dati a collaterale), pari a 118 miliardi di euro a fine dicembre 2019,

-   un elevato ammontare di attività liquide (comprendenti la liquidità prontamente disponibile - esclusi gli attivi stanziabili ricevuti a collaterale - e gli attivi stanziabili dati a collaterale), pari a 190 miliardi di euro a fine dicembre 2019,

-   operazioni di finanziamento con BCE per ottimizzare il costo del funding e supportare gli investimenti delle aziende clienti sono state pari mediamente nel quarto trimestre del 2019 a 58,9 miliardi di euro (60,5 miliardi mediamente in ciascuno dei primi tre trimestri del 2019 e 61,9 miliardi mediamente nel 2018), costituite interamente dalle operazioni TLTRO con scadenza quadriennale;

-   fonti di raccolta stabili e ben diversificate, con raccolta diretta - bancaria - da clientela (inclusi i titoli emessi) costituita per l’ 80% dalla componente retail,

-   raccolta a medio lungo termine wholesale per 9,5 miliardi di euro nel 2019, nel cui ambito operazioni benchmark di obbligazioni bancarie garantite per un miliardo di euro, senior per 13,2 miliardi di yen, 3,5 miliardi di euro, 250 milioni di franchi svizzeri e 2 miliardi di dollari e green bond per 750 milioni di euro (per circa il 91% collocate presso investitori esteri).

Il leverage ratio al 31 dicembre 2019 è pari a 6,7% applicando i criteri transitori in vigore per il 2019 e a 6,3% applicando i criteri a regime, valori tra i migliori nel confronto con i principali gruppi bancari europei.

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Al 31 dicembre 2019, la struttura operativa del Gruppo Intesa Sanpaolo si articola in 4.799 sportelli bancari - 3.752 in Italia e 1.047 all’estero - e 89.102 persone.

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I risultati per area di Business

La Divisione Banca dei Territori include:
- clientela Retail (clienti privati con attività finanziarie fino a 100.000 euro e attività/aziende con bassa complessità di esigenze);
-   clientela Personal (clienti privati con attività finanziarie da 100.000 euro a un milione di euro);
-   clientela Imprese (aziende con fatturato di gruppo non superiore a 350 milioni);
-   clientela costituita da enti nonprofit.
Nella Divisione è inoltre inclusa la controllata Banca 5, banca di prossimità - collegata al canale delle tabaccherie - con focalizzazione sull’ instant banking per fasce di clientela poco bancarizzate.

La Divisione Banca dei Territori nel quarto trimestre 2019 registra:
-   proventi operativi netti per 2.103 milioni, -2% rispetto a 2.145 milioni del terzo trimestre 2019;                         
-   costi operativi per 1.327 milioni, +7,1% rispetto a 1.239 milioni del terzo trimestre 2019;
-   un risultato della gestione operativa di 776 milioni, -14,4% rispetto a 906 milioni del terzo trimestre 2019;                               
-   un cost/income ratio al 63,1% rispetto al 57,8% del terzo trimestre 2019;                     
-   un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 285 milioni, rispetto a 271 milioni del terzo trimestre 2019;                                  
-   un risultato lordo pari a 601 milioni, -5,3% rispetto a 635 milioni del terzo trimestre 2019;                     
-   un risultato netto pari a 411 milioni, +3,2% rispetto a 398 milioni del terzo trimestre 2019.                     

La Divisione Banca dei Territori nel 2019 registra:
-   proventi operativi netti per 8.473 milioni, -4% rispetto a 8.825 milioni del 2018, pari a circa il 47% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (50% nel 2018);        
-   costi operativi per 5.034 milioni, -5,2% rispetto a 5.311 milioni del 2018;
-   un risultato della gestione operativa di 3.439 milioni, -2,1% rispetto a 3.514 milioni del 2018;         
-   un cost/income ratio al 59,4% rispetto al 60,2% del 2018;
-   un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 1.127 milioni, rispetto a 1.476 milioni del 2018;       
-   un risultato corrente lordo pari a 2.423 milioni, +18,9% rispetto a 2.038 milioni del 2018;
-   un risultato netto pari a 1.551 milioni, +23,5% rispetto a 1.256 milioni del 2018.         

 

La Divisione Corporate e Investment Banking comprende:
-   Global Corporate, cui compete la relazione con i clienti che hanno un fatturato superiore a 350 milioni di euro e raggruppati, secondo il modello settoriale, nei seguenti 9 comparti di attività: Automotive & Industrials; Basic Materials & Healthcare; Food & Beverage and Distribution; Retail & Luxury; Infrastructure & Real Estate Partners; Public Finance; Energy; Telecom, Media & Technology; Business Solutions;
-   International Department, che cura lo sviluppo internazionale della Divisione e cui è affidata la responsabilità delle filiali estere, degli uffici di rappresentanza e delle società estere corporate (Intesa Sanpaolo Bank Luxembourg, Intesa Sanpaolo Bank Ireland, Intesa Sanpaolo Brasil e Banca Intesa nella Federazione Russa);
-   Financial Institutions, cui compete la relazione con le istituzioni finanziarie;
-   Global Transaction Banking, cui compete la gestione dei servizi transazionali;
-       Banca IMI, deputata all’attività di investment banking (M&A e advisory), finanza strutturata, capital markets e primary market (equity e debt capital market).
Nel perimetro della Divisione rientra inoltre l’attività di gestione del portafoglio proprietario del Gruppo.

La Divisione Corporate e Investment Banking nel quarto trimestre 2019 registra:
-   proventi operativi netti per 1.013 milioni, -8,9% rispetto a 1.113 milioni del terzo trimestre 2019;                      
-   costi operativi per 305 milioni, +14,5% rispetto a 267 milioni del terzo trimestre 2019;
-   un risultato della gestione operativa di 708 milioni, -16,3% rispetto a 846 milioni del terzo trimestre 2019;                               
-   un cost/income ratio al 30,1%  rispetto al 24% del terzo trimestre 2019;                       
-   un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 56 milioni, rispetto a 65 milioni del terzo trimestre 2019;                           
-   un risultato corrente lordo pari a 652 milioni, -16,5% rispetto a 781 milioni del terzo trimestre 2019;                              
-   un risultato netto pari a 456 milioni, -14% rispetto a 531 milioni del terzo trimestre 2019.                        

La Divisione Corporate e Investment Banking nel 2019 registra:
-   proventi operativi netti per 4.162 milioni, +6,3% rispetto a 3.915 milioni del 2018, pari a circa il 23% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (22% nel 2018);          
-   costi operativi per 1.088 milioni, +0,3% rispetto a 1.085 milioni del 2018;        
-   un risultato della gestione operativa di 3.074 milioni, +8,6% rispetto a 2.830 milioni del 2018;        
-   un cost/income ratio al 26,1% rispetto al 27,7% del 2018;
-   un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 252 milioni, rispetto a 153 milioni del 2018;
-   un risultato corrente lordo pari a 2.825 milioni, +5,4% rispetto a 2.679 milioni del 2018;
-   un risultato netto pari a  1.932  milioni, +1,6% rispetto a 1.902 milioni del 2018.         

 

La Divisione International Subsidiary Banks presidia l’attività del Gruppo sui mercati esteri nei quali è presente tramite banche controllate e partecipate che svolgono attività di commercial banking, fornisce indirizzo, coordinamento e supporto alle controllate, è responsabile della definizione delle linee strategiche di sviluppo del Gruppo relativamente alla presenza diretta sui mercati esteri, con esplorazione sistematica e analisi di nuove opportunità di crescita sui mercati già presidiati e su nuovi mercati, del coordinamento dell’operatività delle banche estere e della gestione delle relazioni delle banche estere con le strutture centralizzate della Capogruppo e con le filiali o altri uffici esteri della Divisione Corporate e Investment Banking. La Divisione presidia le seguenti aree geografiche: i) South-Eastern Europe, con Privredna Banka Zagreb in Croazia, Banca Intesa Beograd in Serbia, Intesa Sanpaolo Banka Bosna i Hercegovina in Bosnia-Erzegovina, Intesa Sanpaolo Bank Albania e Intesa Sanpaolo Bank Romania; ii) Central-Eastern Europe, con Intesa Sanpaolo Bank in Slovenia, VUB Banka in Slovacchia e CIB Bank in Ungheria; iii) CIS e South Mediterranean, con Pravex Bank in Ucraina, Eximbank in Moldavia e Bank of Alexandria in Egitto.

La Divisione International Subsidiary Banks nel quarto trimestre 2019 registra:
-   proventi operativi netti per 513 milioni, +2,7% rispetto a 499 milioni del terzo trimestre 2019;                     
-   costi operativi per 269 milioni, +10,9% rispetto a 243 milioni del terzo trimestre 2019;    
-   un risultato della gestione operativa di 243 milioni, -5,1% rispetto a 256 milioni del terzo trimestre 2019;                              
-   un cost/income ratio al 52,6% rispetto al 48,7% del terzo trimestre 2019;                          
-   un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 36 milioni, rispetto a 6   milioni del terzo trimestre 2019;                       
-   un risultato corrente lordo pari a 211 milioni, -16% rispetto a 252 milioni del terzo trimestre 2019;                          
-   un risultato netto pari a 159 milioni, -17,9% rispetto a 193 milioni del terzo trimestre 2019.                                      

La Divisione International Subsidiary Banks nel 2019 registra:
-   proventi operativi netti per 1.998 milioni, +0,5% rispetto a 1.988 milioni del 2018, pari a circa l’11% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (11% anche nel 2018);
-   costi operativi per 991 milioni, +1,6% rispetto a 975 milioni del 2018;
-   un risultato della gestione operativa di 1.007 milioni, -0,6% rispetto a 1.013 milioni del 2018;
-   un cost/income ratio al 49,6% rispetto al 49% del 2018;       
-   un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 72 milioni, rispetto a 168 milioni del 2018;     
-   un risultato corrente lordo pari a 944 milioni, +10,4% rispetto a 855 milioni del 2018;    
-   un risultato netto pari a 723 milioni, +7% rispetto a 676 milioni del 2018.                                     

 

La Divisione Private Banking serve il segmento di clientela di fascia alta (Private e High Net Worth Individuals) tramite Fideuram e le sue controllate Fideuram Investimenti, Intesa Sanpaolo Private Banking, SIREF Fiduciaria, Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) Morval e Fideuram Asset Management Ireland.

La Divisione Private Banking nel quarto trimestre 2019 registra:

-   proventi operativi netti per 526 milioni, +9,2% rispetto a 482 milioni del terzo trimestre 2019;                           
-   costi operativi per 164 milioni, +2,6% rispetto a 160 milioni del terzo trimestre 2019;
-   un risultato della gestione operativa di 362 milioni, +12,5% rispetto a 322 milioni del terzo trimestre 2019;                               
-   un cost/income ratio al 31,2% rispetto al 33,2% del terzo trimestre 2019;         
-   riprese di valore nette pari a 6 milioni, rispetto a un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 14 milioni del terzo trimestre 2019;         
-   un risultato corrente lordo pari a 368 milioni, +19,5% rispetto a 308 milioni del terzo trimestre 2019;                              
-   un risultato netto pari a 246 milioni, +18,4% rispetto a 208 milioni del terzo trimestre 2019.                   

La Divisione Private Banking nel 2019 registra:
-   proventi operativi netti per 1.971 milioni, +5,2% rispetto a 1.874 milioni del 2018, pari a circa l’ 11% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (11% anche nel 2018);
-   costi operativi per 613 milioni, +3,4% rispetto a 593 milioni del 2018;
-   un risultato della gestione operativa di 1.358 milioni, +6% rispetto a 1.281 milioni del 2018;
-   un cost/income ratio al 31,1% rispetto al 31,6% del 2018;
-   un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 32 milioni, rispetto a 8 milioni del 2018;     
-   un risultato corrente lordo pari a 1.335 milioni, +4,1% rispetto a 1.283 milioni del 2018;
-   un risultato netto pari a 919 milioni, +8,4% rispetto a 848 milioni del 2018.     

                                                           

La Divisione Asset Management fornisce soluzioni di asset management rivolte alla clientela del Gruppo, alle reti commerciali esterne al Gruppo e alla clientela istituzionale tramite Eurizon Capital. Ad Eurizon Capital fanno capo le controllate Eurizon Capital SA (Lussemburgo), specializzata nella gestione di OICR di diritto lussemburghese a limitato tracking error, VUB Asset Management (Slovacchia), cui fanno capo l’ungherese CIB IFM e la croata PBZ Invest (polo dell’asset management nell’Est Europa), Epsilon Associati SGR - specializzata nella gestione attiva di portafoglio e, in particolare, nelle gestioni quantitative e multi strategia con obiettivi di investimento di tipo “total return” - e il 49% della società cinese di asset management Penghua Fund Management.

La Divisione Asset Management nel quarto trimestre 2019 registra:
-   proventi operativi netti per 282 milioni, +44,8% rispetto a 195 milioni del terzo trimestre 2019;                         
-   costi operativi per 49 milioni, +34,5% rispetto a 37 milioni del terzo trimestre 2019;  
-   un risultato della gestione operativa di 233 milioni, +47,1% rispetto a 158 milioni del terzo trimestre 2019;                               
-   un cost/income ratio al 17,5% rispetto al 18,8% del terzo trimestre 2019;                     
-   un risultato corrente lordo pari a 233 milioni, +47,2% rispetto a 158 milioni del terzo trimestre 2019;                              
-   un risultato netto pari a 174 milioni, +47% rispetto a 118 milioni del terzo trimestre 2019.                       

La Divisione Asset Management nel 2019 registra:
-   proventi operativi netti per 840 milioni, +17,3% rispetto a 716 milioni del 2018, pari a circa il 5% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (4% nel 2018);          
-   costi operativi per 157 milioni, +4,7% rispetto a 150 milioni del 2018;
-   un risultato della gestione operativa di 683 milioni, +20,7% rispetto a 566 milioni del 2018;
-   un cost/income ratio al 18,7% rispetto al 20,9% del 2018;
-   un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette nullo, rispetto a riprese di valore nette pari a 2 milioni del 2018;
-   un risultato corrente lordo pari a 683 milioni, +20,2% rispetto a 568 milioni del 2018;
-   un risultato netto pari a 518 milioni, +14,1% rispetto a 454 milioni del 2018.   

 

La Divisione Insurance sviluppa l’offerta dei prodotti assicurativi rivolti alla clientela del Gruppo e include Intesa Sanpaolo Vita (che controlla anche Intesa Sanpaolo Assicura e Intesa Sanpaolo Life) e Fideuram Vita.

La Divisione Insurance nel quarto trimestre 2019 registra:
-   proventi operativi netti per 295 milioni, -0,3% rispetto a 296 milioni del terzo trimestre 2019;                            
-   costi operativi per 59 milioni, +12,6%            rispetto a 52 milioni del terzo trimestre 2019;  
-   un risultato della gestione operativa di 236 milioni, -3,1% rispetto a 244 milioni del terzo trimestre 2019;                               
-   un cost/income ratio al 19,9% rispetto al 17,6% del terzo trimestre 2019;                     
-   un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette nullo, rispetto a un milione del terzo trimestre 2019;           
-   un risultato corrente lordo pari a 236 milioni, -2,8% rispetto a 243 milioni del terzo trimestre 2019;                   
-   un risultato netto pari a 167 milioni, -2,2% rispetto a 170 milioni del terzo trimestre 2019.                      

La Divisione Insurance nel 2019 registra:
-   proventi operativi netti per 1.132 milioni, +2,4% rispetto a 1.106 milioni del 2018, pari a circa il 6% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (6% anche nel 2018);
-   costi operativi per 204 milioni, +9,1% rispetto a 187 milioni del 2018;
-   un risultato della gestione operativa di 928 milioni, +1% rispetto a 919 milioni del 2018;
-   un cost/income ratio al 18% rispetto al 16,9% del 2018;    
-   un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 2 milioni, rispetto a 5 milioni del 2018;        
-   un risultato corrente lordo pari a 926 milioni, +1,3% rispetto a 914 milioni del 2018;
-   un risultato netto pari a 661 milioni, +2% rispetto a 648 milioni del 2018.        



Le prospettive per l’esercizio in corso

Per il Gruppo Intesa Sanpaolo, nel 2020 è atteso un aumento del risultato netto rispetto al 2019, anche senza tenere conto della prevista plusvalenza derivante dall’operazione Nexi, a seguito di una crescita dei ricavi, una continua riduzione dei costi operativi e un calo del costo del rischio. Tenendo conto della prevista plusvalenza Nexi, il risultato netto del 2020 è atteso collocarsi ben al di sopra di quello del 2019. La politica di dividendi per l’esercizio 2020 prevede la distribuzione di un ammontare di dividendi cash corrispondente a un payout ratio pari al 75% del risultato netto.

* * *

Ai fini di comparabilità dei risultati, i dati di conto economico dei primi tre trimestri del 2019 e dei quattro trimestri del 2018 sono stati riesposti a seguito della firma nello scorso mese di dicembre dell’accordo per il trasferimento a Nexi del ramo aziendale di Intesa Sanpaolo avente ad oggetto l’attività di acquiring: le relative componenti sono state deconsolidate linea per linea e l’apporto del ramo in termini di conto economico è stato attribuito all’utile/perdita delle attività operative cessate. Inoltre, per gli stessi trimestri, i dati di conto economico e di stato patrimoniale relativi alla Divisione Banca dei Territori e alla Divisione Corporate e Investment Banking sono stati riesposti a seguito dell’incorporazione nello scorso mese di novembre della controllata Mediocredito Italiano nella Capogruppo.

I dati di conto economico dei quattro trimestri del 2018 sono stati riesposti anche per:
-     l’applicazione del principio contabile IFRS 16;
-     l’inserimento nell’area di consolidamento integrale della partecipazione in Autostrade Lombarde, consolidando le relative componenti linea per linea, iscrivendo peraltro i proventi operativi interamente nella voce “altri proventi (oneri) operativi netti”, in quanto società non facente parte del Gruppo Bancario perché non soggetta a direzione e controllo da parte di Intesa Sanpaolo, e attribuendo il corrispondente risultato netto all’utile/perdita di pertinenza di terzi;
-     la riattribuzione dei proventi operativi di Risanamento interamente alla voce “altri proventi (oneri) operativi netti”, in analogia con Autostrade Lombarde, in quanto anch’essa società non facente parte del Gruppo Bancario perché non soggetta a direzione e controllo da parte di Intesa Sanpaolo;
-     la riclassificazione delle commissioni di collocamento di certificates dalla voce “risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value” alla voce “commissioni nette”;
-     la riclassificazione del costo del personale confluito in Intrum dalla voce “spese del personale” alla voce “spese amministrative”;
-     la riclassificazione di oneri riguardanti il sistema bancario sostenuti da controllate estere dalla voce “altri proventi (oneri) operativi netti” alle voci “tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte)” e “imposte sul reddito”.

* * *

Allo scopo di consentire una più completa informativa sui risultati conseguiti al 31 dicembre 2019, si allegano i prospetti relativi al conto economico e allo stato patrimoniale consolidati riclassificati approvati dal Consiglio di Amministrazione. Si precisa che la società di revisione sta completando la revisione legale del bilancio nonché le attività finalizzate al rilascio dell’attestazione prevista dall’art. 26 (2) del Regolamento dell’Unione Europea n. 575/2013 e dalla Decisione della Banca Centrale Europea n. 2015/656. Il progetto di bilancio d’esercizio e il bilancio consolidato al 31 dicembre 2019 verranno sottoposti all’approvazione del Consiglio di Amministrazione previsto per il 25 febbraio 2020. Si segnala che verranno messi a disposizione degli azionisti e del mercato, entro il 20 marzo 2020, il progetto di bilancio d’esercizio e il bilancio consolidato al 31 dicembre 2019 che verranno sottoposti all’esame della società di revisione incaricata della revisione contabile del bilancio. Il bilancio d’esercizio verrà sottoposto all’approvazione dell’Assemblea ordinaria prevista per il 27 aprile 2020.

* * *

Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Fabrizio Dabbene, dichiara ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del Testo Unico della Finanza che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili.

* * *

La presente comunicazione e le informazioni ivi contenute non hanno finalità di né costituiscono in alcun modo consulenza in materia di investimenti. Le dichiarazioni ivi contenute non sono state oggetto di verifica indipendente. Non viene fatta alcuna dichiarazione o garanzia, espressa o implicita, in riferimento a, e nessun affidamento dovrebbe essere fatto relativamente all’imparzialità, accuratezza, completezza, correttezza e affidabilità delle informazioni ivi contenute. La Società e i suoi rappresentanti declinano ogni responsabilità (sia per negligenza o altro), derivanti in qualsiasi modo da tali informazioni e/o per eventuali perdite derivanti dall’utilizzo o meno di questa comunicazione. Accedendo a questi materiali, il lettore accetta di essere vincolato dalle limitazioni di cui sopra.

Questo comunicato stampa contiene previsioni e stime che riflettono le attuali opinioni del management Intesa Sanpaolo in merito ad eventi futuri. Previsioni e stime sono in genere identificate da espressioni come “è possibile,” “si dovrebbe,” “si prevede,” “ci si attende,” “si stima,” “si ritiene,” “si intende,” “si progetta,” “obiettivo” oppure dall’uso negativo di queste espressioni o da altre varianti di tali espressioni oppure dall’uso di terminologia comparabile. Queste previsioni e stime comprendono, ma non si limitano a, tutte le informazioni diverse dai dati di fatto, incluse, senza limitazione, quelle relative alla posizione finanziaria futura di Intesa Sanpaolo e ai risultati operativi, la strategia, i piani, gli obiettivi e gli sviluppi futuri nei mercati in cui Intesa Sanpaolo opera o intende operare.

A seguito di tali incertezze e rischi, si avvisano i lettori che non devono fare eccessivo affidamento su tali informazioni di carattere previsionale come previsione di risultati effettivi. La capacità del Gruppo Intesa Sanpaolo di raggiungere i risultati previsti dipende da molti fattori al di fuori del controllo del management. I risultati effettivi possono differire significativamente (ed essere più negativi di) da quelli previsti o impliciti nei dati previsionali. Tali previsioni e stime comportano rischi ed incertezze che potrebbero avere un impatto significativo sui risultati attesi e si fondano su assunti di base.

Le previsioni e le stime ivi formulate si basano su informazioni a disposizione di Intesa Sanpaolo alla data odierna. Intesa Sanpaolo non si assume alcun obbligo di aggiornare pubblicamente e di rivedere previsioni e stime a seguito della disponibilità di nuove informazioni, di eventi futuri o di altro, fatta salva l’osservanza delle leggi applicabili. Tutte le previsioni e le stime successive, scritte ed orali, attribuibili a Intesa Sanpaolo o a persone che agiscono per conto della stessa sono espressamente qualificate, nella loro interezza, da queste dichiarazioni cautelative.

 

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