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INTESA SANPAOLO: POLITICA DEI DIVIDENDI

Torino, Milano, 31 marzo 2020 – Il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo, riunitosi in data odierna, in ottemperanza alla comunicazione della Banca Centrale Europea del 27 marzo scorso in merito alla politica dei dividendi nel contesto conseguente all’epidemia da COVID-19, ha deciso di sospendere la proposta di distribuzione cash agli azionisti di circa 3,4 miliardi di euro, pari 19,2 centesimi di euro per azione, all’ordine del giorno dell’Assemblea ordinaria convocata per il 27 aprile 2020, e ha deliberato di proporre alla prossima Assemblea ordinaria l’assegnazione a riserve dell’utile dell’esercizio 2019 (1).

La proposta sarà anche pubblicata, e la relativa relazione del Consiglio di Amministrazione sarà messa a disposizione, nei termini e nelle forme di legge.

Tale proposta, se approvata dall’Assemblea, si traduce in un ulteriore rafforzamento della già elevata solidità patrimoniale del Gruppo Intesa Sanpaolo: con riferimento al 31 dicembre 2019, il coefficiente patrimoniale Common Equity Tier 1 ratio pro-forma a regime aumenta dal 14,1% (superiore di circa 4,6 punti percentuali al requisito SREP comprensivo del combined buffer e con un capitale eccedente il requisito per oltre 13 miliardi di euro) al 15,2%, superiore di circa 5,8 punti percentuali al requisito SREP comprensivo del combined buffer e con un capitale eccedente il requisito per oltre 16,5 miliardi di euro (2). L’ampiezza del margine rispetto al requisito non tiene conto delle novità regolamentari introdotte dalla BCE a decorrere dal 12 marzo scorso, che permettono di non rispettare il combined buffer e prevedono che il requisito di Pillar 2 venga rispettato utilizzando parzialmente strumenti di capitale diversi dal CET1. Tenendo conto di quest’ultima novità e delle contestuali revisioni del Countercyclical Capital Buffer da parte delle competenti autorità nazionali nei vari Paesi in cui è presente il Gruppo, il predetto ammontare di capitale CET1 del Gruppo eccedente il requisito aumenterebbe a circa 19 miliardi di euro.

La Banca Centrale Europea ha precisato che valuterà se la sua raccomandazione riguardante la politica dei dividendi si estenderà oltre la data del 1° ottobre 2020. Subordinatamente alle indicazioni che saranno comunicate in merito dalla BCE e al presidio della solidità patrimoniale del Gruppo in relazione all’evoluzione del contesto conseguente all’epidemia da COVID-19, il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo intende convocare un’Assemblea Ordinaria successivamente al 1° ottobre per dare esecuzione alla distribuzione di parte delle riserve agli azionisti entro l’esercizio 2020, anche in considerazione del supporto alla situazione finanziaria delle famiglie e alle erogazioni da parte delle fondazioni particolarmente necessario nel contesto conseguente all’epidemia da COVID-19.

Anche grazie alla forte solidità patrimoniale, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha avuto e intende continuare ad avere come priorità la generazione di benefici per tutti i propri stakeholder, dal supporto all’economia reale e sociale alla creazione e distribuzione di valore per gli azionisti, confermandosi punto di riferimento per la sostenibilità e la responsabilità sociale:

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(1)  Dopo l’assegnazione di 12.500.000,00 euro al Fondo di beneficenza ed opere di carattere sociale e culturale.
(2)  Se si esclude l’assorbimento atteso delle imposte differite attive (DTA), a regime dal 13%, superiore di circa 3,6 punti percentuali al requisito SREP comprensivo del combined buffer e con un capitale eccedente il requisito per oltre 10 miliardi di euro, al 14,1%, superiore di circa 4,6 punti percentuali al requisito SREP comprensivo del combined buffer e con un capitale eccedente il requisito per oltre 13,5 miliardi di euro. Tenendo conto delle novità riguardanti il Pillar 2 e il Countercyclical Capital Buffer, il capitale eccedente il requisito aumenterebbe a oltre 16 miliardi di euro.

 

-    per gli azionisti, per il quinquennio 2014-2018 ha distribuito dividendi cash pari a 13,4 miliardi di euro, di cui circa 5 miliardi all’azionariato costituito da famiglie e fondazioni, che si sono tradotti in erogazioni da parte delle fondazioni sue azioniste pari a oltre la metà di quelle effettuate da tutte le fondazioni bancarie italiane;

-    per le famiglie e le imprese dal 2014 al 2019 ha erogato circa 260 miliardi di euro di nuovo credito a medio-lungo termine e ha riportato in bonis circa 112.000 aziende italiane salvaguardando circa 560.000 posti di lavoro;

-    per le persone del Gruppo, ha assicurato dal 2014 al 2019 oltre 32 miliardi di euro di stipendi e nell’arco degli 8 anni del Piano di Impresa 2014-2017 e 2018-2021 l’assorbimento della capacità in eccesso di circa 10.000 risorse;  

-    per la comunità, nei primi due anni del Piano di Impresa 2018-2021 in particolare ha posto in essere:

  • iniziative per la riduzione della povertà infantile e il supporto alle persone in difficoltà fornendo circa 8,7 milioni di pasti, circa 519.000 posti letto, circa 131.000 medicinali e circa 103.000 capi di abbigliamento;
  • supporto alle famiglie colpite da terremoti, disastri naturali e dall’emergenza climatica a Venezia e dintorni e alle famiglie e alle imprese colpite dal crollo del ponte a Genova, con remissioni o moratorie per i mutui sugli immobili danneggiati e con finanziamenti agevolati;
  • avvio del Fondo Impact per l’erogazione di circa 1,2 miliardi di euro di prestiti alle categorie che avrebbero altrimenti difficoltà ad accedere al credito nonostante il loro potenziale, con il lancio della prima linea di credito non garantito dedicata a tutti gli studenti universitari italiani, che studino in Italia o all’estero (Per Merito) e iniziative per supportare le madri lavoratrici e le persone ultracinquantenni che hanno perso il lavoro o hanno difficoltà ad accedere al trattamento pensionistico;
  • plafond creditizio Circular Economy di 5 miliardi di euro per il quadriennio del Piano, a supporto dello sviluppo sostenibile, lancio del primo Sustainability Bond focalizzato sull’economia circolare (per 750 milioni di euro), Laboratorio per la Circular Economy per la realizzazione di progetti di Open Innovation;
  • analisi e accelerazione di iniziative di start-up;
  • programma “Giovani e Lavoro”, in partnership con Generation, finalizzato alla formazione e all’accesso al mercato del lavoro italiano di 5.000 giovani in un triennio, che ha già coinvolto oltre 1.000 aziende e oltre 700 studenti, con l’ 80% delle domande di impiego dei diplomati accolte;
  • lancio dell’iniziativa P-Tech in partnership con IBM, con l’obiettivo di formare giovani professionisti nell’ambito delle nuove professioni digitali;
  • oltre un milione di visitatori nei musei “Gallerie d’Italia” del Gruppo e oltre 150.000 studenti partecipanti alle iniziative culturali gratuite;

-    in relazione all’epidemia COVID-19, Intesa Sanpaolo ha già posto in essere diversi interventi, in particolare mettendo immediatamente a disposizione delle imprese italiane crediti per 15 miliardi di euro, costituendo un plafond creditizio di 2 miliardi di euro per imprese e professionisti associati a Confcommercio con la finalità di garantire la gestione dei pagamenti urgenti e le esigenze immediate di liquidità, prevedendo la sospensione delle rate dei finanziamenti per famiglie e imprese colpite direttamente o indirettamente dall’emergenza, effettuando donazioni, con la messa a disposizione di 100 milioni di euro per le priorità sanitarie, l’utilizzo della piattaforma ForFunding per raccogliere donazioni a sostegno di iniziative sanitarie, il versamento di un contributo di 350 mila euro per accelerare la realizzazione di un ospedale da campo a Bergamo e di 50 mila euro per alleviare le necessità delle strutture sanitarie e delle famiglie nella fasi più delicate delle cure, la destinazione di  un milione di euro del Fondo di Beneficenza (pari al 16% del totale) a progetti di ricerca medica sul virus, e ampliando gratuitamente la tutela sanitaria della Divisione Assicurativa del Gruppo ai propri assicurati che abbiano contratto il virus.

In relazione all’epidemia COVID-19, il Consigliere Delegato e CEO Carlo Messina ha reso noto al Consiglio di Amministrazione che destinerà un milione di euro del bonus riconosciutogli dal sistema incentivante 2019 a donazioni a sostegno di specifiche iniziative sanitarie e che i 21 top manager a suo diretto riporto destineranno ad analoghe donazioni complessivamente circa 5 milioni di euro dei rispettivi bonus riconosciuti dal sistema incentivante 2019; il Consiglio di Amministrazione, che ha apprezzato e condiviso la decisione del management, contribuirà con una propria specifica donazione. Inoltre, in occasione dell’assegnazione dei bonus, tutti i dipendenti del Gruppo potranno contribuire con donazioni a sostegno di specifiche iniziative sanitarie tramite un’apposita piattaforma.

Per quanto riguarda l’offerta pubblica di scambio volontaria totalitaria sulle azioni ordinarie di UBI Banca, è confermata la proposta di conferimento di una delega al Consiglio di Amministrazione per l’esecuzione dell’aumento di capitale a servizio dell’offerta, all’ordine del giorno dell’Assemblea straordinaria convocata per il 27 aprile 2020. La motivazione strategica dell’operazione assume ancora maggiore valenza nel contesto conseguente all’epidemia da COVID-19, in particolare per quanto riguarda le sinergie di costo nonché l’aumento del grado di copertura dei crediti deteriorati e la riduzione dei crediti unlikely to pay e in sofferenza. Va infatti tenuto presente che le banche di minori dimensioni hanno ridotte possibilità di avvalersi delle leve dell’efficienza e della riduzione del profilo di rischio per fronteggiare un quadro economico sfavorevole e contrastare gli impatti sul tessuto sociale, a fronte del rafforzamento del ruolo di motore della crescita sostenibile e inclusiva e di punto di riferimento per la sostenibilità e la responsabilità sociale del Gruppo risultante dall’operazione.

 

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