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INTESA SANPAOLO: RISULTATI CONSOLIDATI AL 31 DICEMBRE 2020

I RISULTATI DEL 2020 CONFERMANO LA CAPACITÀ DI INTESA SANPAOLO DI AFFRONTARE EFFICACEMENTE LA COMPLESSITÀ DEL CONTESTO CONSEGUENTE ALL’EPIDEMIA DA COVID-19, RIFLETTENDO LA REDDITIVITÀ SOSTENIBILE DERIVANTE DALLA SOLIDITÀ DELLA BASE PATRIMONIALE E DELLA POSIZIONE DI LIQUIDITÀ, DAL MODELLO DI BUSINESS RESILIENTE E BEN DIVERSIFICATO E DALLA FLESSIBILITÀ STRATEGICA NELLA GESTIONE DEI COSTI OPERATIVI. LA FORTE RIDUZIONE DEI CREDITI DETERIORATI RIDUCE ULTERIORMENTE IL BASSO PROFILO DI RISCHIO DI INTESA SANPAOLO A PRESIDIO DEL SUPPORTO DEL GRUPPO ALL’ITALIA, ANCHE CON L’IMPEGNO A DIVENTARE UN PUNTO DI RIFERIMENTO IN TERMINI DI SOSTENIBILITÀ E RESPONSABILITÀ SOCIALE E CULTURALE.

LA GENERAZIONE DI VALORE PER TUTTI GLI STAKEHOLDER VERRÀ ACCRESCIUTA DALL’UNIONE CON UBI BANCA, CON SINERGIE SUPERIORI A QUELLE PREVISTE ORIGINARIAMENTE, E DAGLI OLTRE € 6 MLD A VALERE SULL’UTILE ANTE IMPOSTE CHE IL GRUPPO HA DESTINATO NEL 2020 ALL’ULTERIORE RAFFORZAMENTO DELLA SOSTENIBILITÀ DEI RISULTATI, STANZIANDOLI AD ACCANTONAMENTI PER I FUTURI IMPATTI DI COVID-19, AD AUMENTO DEL GRADO DI COPERTURA DEI CREDITI DI UBI BANCA E A ONERI DI INTEGRAZIONE.

INIZIATIVE DI INTESA SANPAOLO PER CONTRASTARE GLI EFFETTI DI COVID-19:
- CONDIZIONI DI SICUREZZA PER LE PERSONE DEL GRUPPO E I CLIENTI;
- SOSTEGNO ALLE INIZIATIVE SANITARIE CON DONAZIONI CHE HANNO SUPERATO € 100 MLN;
- DESTINAZIONE DI € 125 MLN DEL FONDO IMPACT (PARI AL 50%) ALLA RIDUZIONE DEL DISAGIO SOCIO ECONOMICO;
- PRIMA BANCA IN ITALIA A CONCEDERE MORATORIE PRECEDENDO LO SPECIFICO QUADRO NORMATIVO (ACCORDATI FINORA € 73 MLD, € 95 MLD CON UBI BANCA) E A FIRMARE IL PROTOCOLLO D’INTESA CON SACE FORNENDO IMMEDIATO SUPPORTO ALLE IMPRESE DA DECRETO LIQUIDITÀ (EROGATI FINORA € 30 MLD COMPRESO IL FONDO PMI, € 35 MLD CON UBI BANCA);
- DISPONIBILITÀ A EROGARE € 50 MLD DI NUOVI CREDITI ALLE IMPRESE E AI PROFESSIONISTI, PER LA SALVAGUARDIA DELL’OCCUPAZIONE E LA GESTIONE DEI PAGAMENTI DURANTE L’EMERGENZA.

LE TENDENZE DEL NUOVO CONTESTO TROVANO INTESA SANPAOLO PREPARATA GRAZIE AI VANTAGGI COMPETITIVI DEL GRUPPO:
- LEADERSHIP NEL WEALTH MANAGEMENT & PROTECTION E RAFFORZAMENTO NEL SETTORE SALUTE CON RBM;
- EFFICACE GESTIONE PROATTIVA DEL CREDITO (PULSE) E PARTNERSHIP STRATEGICHE DEL GRUPPO CON PRIMARI OPERATORI INDUSTRIALI ATTIVI NELLA GESTIONE DEI CREDITI DETERIORATI;
- FORTE PROPOSTA DIGITALE, CON CIRCA 10,3 MLN DI CLIENTI MULTICANALE (OLTRE 12 MLN CON UBI BANCA) E CIRCA 6,5 MLN DI CLIENTI CHE USANO L’APP DI INTESA SANPAOLO (OLTRE 7 MLN INCLUDENDO L’APP DI UBI BANCA), E PARTNERSHIP STRATEGICA CON NEXI NEI SISTEMI DI PAGAMENTO;
- CIRCA 65.500 PERSONE DEL GRUPPO IN SMARTWORKING (CIRCA 80.500 CON UBI BANCA) E OTTIMIZZAZIONE DEL MODELLO DISTRIBUTIVO, CON LA RAZIONALIZZAZIONE DEL NUMERO DI FILIALI, LA PARTNERSHIP STRATEGICA BANCA 5 - SISALPAY (MOONEY) E LA MAGGIORANZA DEI CLIENTI CHE VERRÀ SERVITA TRAMITE I CANALI ALTERNATIVI;
- LEADERSHIP NELL’INCLUSIONE IN INDICI DI SOSTENIBILITÀ E VALUTAZIONI INTERNAZIONALI ESG.

ELEVATA PATRIMONIALIZZAZIONE, LARGAMENTE SUPERIORE AI REQUISITI NORMATIVI: COMMON EQUITY TIER 1 RATIO PRO-FORMA A REGIME AL 15,4% DEDUCENDO DAL CAPITALE I DIVIDENDI PROPOSTI PER IL 2020, AL 16,9% SE SI ESCLUDE L’ACQUISIZIONE DI UBI BANCA, AL 15,9% SE SI INCLUDE L’ACQUISIZIONE DI UBI BANCA MA SI ESCLUDONO LE ATTIVITÀ DEL RAMO D’AZIENDA DA CEDERE A BPER BANCA.

UTILE NETTO CONTABILE DEL 2020 A € 3.277 MLN. PROPOSTA DI DIVIDENDI CASH PER € 694 MLN, PARI AL MASSIMO CONSENTITO DALLA RACCOMANDAZIONE DELLA BCE.

UTILE NETTO 2020 A € 3.505 MLN ESCLUDENDO LE COMPONENTI RELATIVE ALL’ACQUISIZIONE DI UBI BANCA, COSTITUITE DAGLI EFFETTI ECONOMICI DELL’ALLOCAZIONE DEI COSTI DI ACQUISIZIONE (INCLUSO GOODWILL NEGATIVO) E DAGLI ONERI DI INTEGRAZIONE, E L’IMPATTO CONTABILE DEL CONNESSO IMPAIRMENT DEL GOODWILL DELLA DIVISIONE BANCA DEI TERRITORI.

ESCLUDENDO ANCHE I CINQUE MESI DI APPORTO DI UBI BANCA, UTILE NETTO 2020 PARI A € 3.083 MLN, CHE SUPERA L’OBIETTIVO DI CIRCA € 3 MLD DI UTILE NETTO MINIMO PER IL 2020; ESCLUDENDO ANCHE € 2.164 MLN DI RETTIFICHE DI VALORE SU CREDITI PER I FUTURI IMPATTI DI COVID-19, UTILE NETTO PARI A € 4.539 MLN (CIRCA +9% VS 2019).

ESCLUDENDO L’APPORTO DI UBI BANCA E LE RETTIFICHE PER I FUTURI IMPATTI DI COVID-19, RISULTATO CORRENTE LORDO 2020 IN AUMENTO DI CIRCA IL 10% VS 2019, ANCHE A SEGUITO DELLA RIPRESA NEL 2° SEM. 2020 DI INTERESSI NETTI E SOPRATTUTTO COMMISSIONI NETTE VS 1° SEM. 2020 (CIRCA +2% E +11% RISPETTIVAMENTE) E DI COSTI OPERATIVI NELL’ANNO IN CALO DEL 3,4%, CON UN COST/INCOME AL 52,2%.

MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ DEL CREDITO: ESCLUDENDO L’APPORTO DI UBI BANCA, RIDUZIONE DEI CREDITI DETERIORATI LORDI DEL 34,6% VS FINE 2019 E DI CIRCA € 32 MLD DA FINE 2017 SUPERANDO DI CIRCA  € 6 MLD L’OBIETTIVO DI RIDUZIONE DI € 26 MLD PREVISTO PER L’INTERO QUADRIENNIO DEL PIANO DI IMPRESA 2018-2021; INCIDENZA DEI CREDITI DETERIORATI SUI CREDITI COMPLESSIVI AL 4,9% AL LORDO DELLE RETTIFICHE E AL 2,6% AL NETTO (4,4% E 2,3% INCLUDENDO L’APPORTO DI UBI BANCA); COSTO DEL RISCHIO DEL 2020 A 50 CENTESIMI DI PUNTO ESCLUDENDO L’IMPATTO DELLE RETTIFICHE PER I FUTURI IMPATTI DI COVID-19 (PARI A 54 CENTESIMI DI PUNTO).

INTESA SANPAOLO È UN ACCELERATORE DELLA CRESCITA DELL’ECONOMIA REALE IN ITALIA: CIRCA € 77 MLD DI NUOVO CREDITO A MEDIO-LUNGO TERMINE A FAMIGLIE E IMPRESE DEL PAESE NEL 2020 (CIRCA € 95 MLD CON UBI BANCA); CIRCA 11.500 AZIENDE RIPORTATE IN BONIS NEL 2020 E CIRCA 123.000 DAL 2014, PRESERVANDO RISPETTIVAMENTE CIRCA 57.000 E 616.000 POSTI DI LAVORO.

RESPONSABILITÀ SOCIALE E CULTURALE DEL GRUPPO, CHE IN ITALIA HA PORTATO A:
- INIZIATIVE PER RIDURRE LA POVERTÀ INFANTILE E SUPPORTARE LE PERSONE IN DIFFICOLTÀ FORNENDO DAL 2018 CIRCA 16,1 MLN DI PASTI, 994.000 POSTI LETTO, 228.000 MEDICINALI E 178.000 CAPI DI ABBIGLIAMENTO;
- SUPPORTO A FAMIGLIE E IMPRESE COLPITE DA DISASTRI NATURALI, NEL 2020 CON CIRCA 300 MORATORIE SU CIRCA € 500 MLN DI DEBITO RESIDUO E FINANZIAMENTI AGEVOLATI PER CIRCA € 163 MLN (CIRCA € 497 MLN DAL 2018);
- FONDO IMPACT, CON € 90,6 MLN EROGATI DA “PER MERITO” DAL LANCIO (LA PRIMA LINEA DI CREDITO NON GARANTITO DEDICATA A TUTTI GLI STUDENTI UNIVERSITARI ITALIANI), L’AVVIO A LUGLIO 2020 DEL CREDITO AGEVOLATO “MAMMA@WORK” (PER CONCILIARE MATERNITÀ E LAVORO) E AD AGOSTO 2020 DEL FINANZIAMENTO “XME STUDIOSTATION” (A SOSTEGNO DELLE FAMIGLIE PER LA DIDATTICA A DISTANZA, CON € 1,2 MLN EROGATI NEL 2020);
- PLAFOND CREDITIZIO CIRCULAR ECONOMY PER € 5 MLD
A SUPPORTO DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE (AUMENTATO A € 6 MLD CON UBI BANCA), CON FINANZIAMENTI PER € 2,2 MLD (CIRCA € 1.470 MLN NEL 2020); FINANZIAMENTO S-LOAN PER MIGLIORARE LA SOSTENIBILITÀ DELLE PMI (€ 2 MLD ALLOCATI NELL’AMBITO DI € 50 MLD DEDICATI ALL’ECONOMIA VERDE, CON CIRCA 130 MLN EROGATI NEL 2020);
- NEL 2020 ANALIZZATE CIRCA 1.400 INIZIATIVE DI START-UP (CIRCA 2.650 DAL 2018) IN 8 PROGRAMMI DI ACCELERAZIONE CON 155 START-UP ASSISTITE (CIRCA 390 DAL 2018);
- PROGRAMMA “GIOVANI E LAVORO” PER L’ACCESSO AL MERCATO DEL LAVORO ITALIANO DI 5.000 GIOVANI: NEL 2020 RICHIESTE DI ISCRIZIONE DI CIRCA 5.800 GIOVANI (OLTRE 15.000 DAL 2019), CIRCA 1.700 STUDENTI INTERVISTATI E CIRCA 740 FORMATI E IN FORMAZIONE CON 33 CORSI, CIRCA 1.400 AZIENDE COINVOLTE DAL LANCIO DELL’INIZIATIVA (OLTRE 3.500 STUDENTI INTERVISTATI E CIRCA 1.500 FORMATI E IN FORMAZIONE DAL 2019);
- MOSTRE APERTE DOPO IL PRIMO LOCKDOWN E CHIUSE IL 3 NOVEMBRE PER L’EMERGENZA COVID (“TIEPOLO” A MILANO, “LIBERTY” A NAPOLI E “FUTURO” A VICENZA), INAUGURAZIONE IN DIRETTA STREAMING DI “TIEPOLO” (DIVENTATA UNA VISITA VIRTUALE, PERMETTENDO AL PUBBLICO DI ACCEDERE ALLA MOSTRA ONLINE) E “MA NOI RICOSTRUIREMO” ALLE GALLERIE D’ITALIA A MILANO, PARTNERSHIP CON ARTISSIMA A TORINO (CON LA MOSTRA DIGITALE “FOLLE” DI FOTOGRAFIE DALL’ARCHIVIO PUBLIFOTO DI INTESA SANPAOLO DIFFUSA SU ARTISSIMA.ART), CONFERENZE IN  DIRETTA STREAMING SUL RUOLO DELL’EREDITÀ CULTURALE COME BENE STRATEGICO PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE IN COLLABORAZIONE CON IL QUOTIDIANO NAZIONALE IL FOGLIO E ANSA.

 

  • SOLIDO UTILE NETTO NEL 2020:
    • UTILE CONTABILE: € 3.277 MLN
    • ESCLUDENDO LE COMPONENTI RELATIVE ALL’ACQUISIZIONE DI UBI BANCA (#) E L’IMPATTO CONTABILE DEL CONNESSO IMPAIRMENT DEL GOODWILL (##): € 3.505 MLN
    • ESCLUDENDO ANCHE I CINQUE MESI DI APPORTO DI UBI BANCA: € 3.083 MLN, VS € 4.182 MLN NEL 2019
    • ESCLUDENDO ANCHE LE RETTIFICHE DI VALORE SU CREDITI PER I FUTURI IMPATTI DI COVID-19: € 4.539 MLN, CIRCA +9% VS 2019

 

  • RISULTATO CORRENTE LORDO NEL 2020 IN AUMENTO DI CIRCA IL 10% VS 2019 (°) ESCLUDENDO LE RETTIFICHE DI VALORE SU CREDITI PER I FUTURI IMPATTI DI COVID-19
  • RIPRESA DI INTERESSI NETTI E SOPRATTUTTO COMMISSIONI NETTE NEL 2° SEM. 2020, IN CRESCITA RISPETTIVAMENTE DI CIRCA IL 2% E L’ 11% VS IL 1° SEM. 2020 (°)
  • COSTI OPERATIVI IN DIMINUZIONE DEL 3,4% VS 2019 (°)
  • MIGLIORAMENTO DEL TREND DELLA QUALITA’ DEL CREDITO (°):
    • CALO DEI CREDITI DETERIORATI:
      • RIDUZIONE DI CIRCA € 32 MLD DAL DICEMBRE 2017 E DI CIRCA € 44 MLD DAL PICCO DI SETTEMBRE 2015 AL LORDO DELLE RETTIFICHE
      • STOCK -34,6% VS FINE 2019  AL LORDO DELLE RETTIFICHE E -27,3%  AL NETTO, INCIDENZA DEI CREDITI DETERIORATI SUI CREDITI COMPLESSIVI AL 4,9% AL LORDO DELLE RETTIFICHE E AL 2,6% AL NETTO, RISPETTIVAMENTE AL 4,4% E AL 2,3% INCLUDENDO L’APPORTO DI UBI BANCA
    • COSTO DEL RISCHIO NEL 2020 A 50 CENTESIMI DI PUNTO ESCLUDENDO L’IMPATTO DELLE RETTIFICHE PER I FUTURI IMPATTI DI COVID-19 (PARI A 54 CENTESIMI DI PUNTO)
  • ELEVATA PATRIMONIALIZZAZIONE, LARGAMENTE SUPERIORE AI REQUISITI NORMATIVI:
    • COMMON EQUITY TIER 1 RATIO AL 31 DICEMBRE 2020, DEDUCENDO DAL CAPITALE € 694 MLN DI DIVIDENDI PROPOSTI PER IL 2020:
      • 15,4% PRO-FORMA A REGIME (1) (2), 16,9% ESCLUDENDO L’ACQUISIZIONE DI UBI BANCA, 15,9% INCLUDENDO L’ACQUISIZIONE DI UBI BANCA MA ESCLUDENDO LE ATTIVITÀ DEL RAMO D’AZIENDA DA CEDERE A BPER BANCA
      • 14,7% SECONDO I CRITERI TRANSITORI PER IL 2020 (2) (*), 16,5% ESCLUDENDO L’ACQUISIZIONE DI UBI BANCA, 15,3% INCLUDENDO L’ACQUISIZIONE DI UBI BANCA MA ESCLUDENDO LE ATTIVITÀ DEL RAMO D’AZIENDA DA CEDERE A BPER BANCA

____________
(#) Effetti economici dell’allocazione dei costi di acquisizione (incluso goodwill negativo), determinati a seguito della finalizzazione del processo di PPA (Purchase Price Allocation), e oneri di integrazione.
(##) Azzeramento del goodwill della Divisione Banca dei Territori, anche connesso all’aumento del valore contabile della Divisione conseguente all’integrazione di UBI Banca.
(°) Escludendo l’apporto di UBI Banca, consolidata dal terzo trimestre 2020.
(1) Stimato applicando ai dati di bilancio del 31 dicembre 2020 i parametri indicati a regime, considerando l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti, nonché alla prima applicazione del principio contabile IFRS 9 e al contributo pubblico cash di 1.285 milioni di euro - esente da imposte - a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all’acquisizione dell’Insieme Aggregato di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, l’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse e delle DTA relative all’acquisizione di UBI Banca, derivanti dalla PPA, dagli oneri di integrazione e dalla cessione del ramo d’azienda a BPER Banca, e la prevista distribuzione dell’utile assicurativo del 2020.
(2) Dopo la deduzione dei dividendi proposti per l’esercizio 2020 e delle cedole maturate sulle emissioni di Additional Tier 1.
(*) Pari al 14% escludendo la mitigazione dell’impatto della prima applicazione del principio contabile IFRS 9, al 15,7% escludendo anche l’acquisizione di UBI Banca. Pari al 14,6% escludendo la mitigazione dell’impatto della prima applicazione del principio contabile IFRS 9 e includendo l’acquisizione di UBI Banca ma escludendo le attività del ramo d’azienda da cedere a BPER Banca.



DATI DI SINTESI:

 

 

 

PROVENTI OPERATIVI

NETTI (°):

4° TRIM. 2020

ANNO  2020

 

 

4,1% 

-4,2%

A € 4.251 MLN DA € 4.083 MLN DEL 3° TRIM. 2020

A € 17.409 MLN DA € 18.167 MLN DEL 2019

COSTI

OPERATIVI (°):

4° TRIM. 2020

ANNO  2020

 

 

13,3%

-3,4%

A € 2.487 MLN DA € 2.196 MLN DEL 3° TRIM. 2020

A € 9.086 MLN DA € 9.407 MLN DEL 2019

RISULTATO GESTIONE

OPERATIVA (°):

4° TRIM. 2020

ANNO  2020

 

 

-6,5% 

-5%

A € 1.764 MLN DA € 1.887 MLN DEL 3° TRIM. 2020

A € 8.323 MLN DA € 8.760 MLN DEL 2019

RISULTATO CORRENTE

LORDO (°):

4° TRIM. 2020

ANNO  2020

 

 

€ 196 MLN 

€ 5.052 MLN 

 

DA € 997 MLN DEL 3° TRIM. 2020

DA € 6.560 MLN DEL 2019

 

RISULTATO NETTO:

4° TRIM. 2020

 

€ -3.099 MLN

€ 10 MLN

 

DA € 507 MLN DEL 3° TRIM. 2020, ESCLUDENDO LE COMPONENTI RELATIVE ALL’ACQUISIZIONE DI UBI BANCA (*), L’IMPATTO CONTABILE DEL CONNESSO IMPAIRMENT DEL GOODWILL (**) E L’APPORTO DI UBI BANCA

  ANNO  2020
€ 3.277 MLN
 
    € 3.083 MLN
DA € 4.182 MLN DEL 2019, ESCLUDENDO LE COMPONENTI RELATIVE ALL’ACQUISIZIONE DI UBI BANCA (***), L’IMPATTO CONTABILE DEL CONNESSO IMPAIRMENT DEL GOODWILL (**) E L’APPORTO DI UBI BANCA

COEFFICIENTI

COMMON EQUITY TIER 1 RATIO POST DIVIDENDI PROPOSTI:

PATRIMONIALI:

15,4%

 

PRO-FORMA A REGIME (3) (4), 16,9% ESCLUDENDO L’ACQUISIZIONE DI UBI BANCA, 15,9% INCLUDENDO L’ACQUISIZIONE DI UBI BANCA MA ESCLUDENDO LE ATTIVITA’ DEL RAMO D’AZIENDA DA CEDERE A BPER BANCA      

 

  14,7%
CON CRITERI TRANSITORI PER IL 2020 (4) (5), 16,5% ESCLUDENDO L’ACQUISIZIONE DI UBI BANCA, 15,3% INCLUDENDO L’ACQUISIZIONE DI UBI BANCA MA ESCLUDENDO LE ATTIVITA’ DEL RAMO D’AZIENDA DA CEDERE A BPER BANCA   

 

________

(°) Escludendo i cinque mesi di apporto di UBI Banca, consolidata dal terzo trimestre 2020.
(*) Effetti economici dell’allocazione dei costi di acquisizione (incluso goodwill negativo), determinati a seguito della finalizzazione del processo di PPA (Purchase Price Allocation), e oneri di integrazione nel quarto trimestre 2020; goodwill negativo provvisorio nel terzo trimestre 2020.
(**) Azzeramento del goodwill della Divisione Banca dei Territori, anche connesso all’aumento del valore contabile della Divisione conseguente all’integrazione di UBI Banca.
(***) Effetti economici dell’allocazione dei costi di acquisizione (incluso goodwill negativo), determinati a seguito della finalizzazione del processo di PPA (Purchase Price Allocation), e oneri di integrazione.
(3)  Stimato applicando ai dati di bilancio del 31 dicembre 2020 i parametri indicati a regime, considerando l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti, nonché alla prima applicazione del principio contabile IFRS 9 e al contributo pubblico cash di 1.285 milioni di euro - esente da imposte - a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all’acquisizione dell’Insieme Aggregato di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, l’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse e delle DTA relative all’acquisizione di UBI Banca, derivanti dalla PPA, dagli oneri di integrazione e dalla cessione del ramo d’azienda a BPER Banca, e la prevista distribuzione dell’utile assicurativo del 2020.
(4) Dopo la deduzione dei dividendi proposti per l’esercizio 2020 e delle cedole maturate sulle emissioni di Additional Tier 1.
(5) Pari al 14% escludendo la mitigazione dell’impatto della prima applicazione del principio contabile IFRS 9, al 15,7% escludendo anche l’acquisizione di UBI Banca. Pari al 14,6% escludendo la mitigazione dell’impatto della prima applicazione del principio contabile IFRS 9 e includendo l’acquisizione di UBI Banca ma escludendo le attività del ramo d’azienda da cedere a BPER Banca.

 

Torino, Milano, 5 febbraio 2021 – Il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo in data odierna ha approvato i risultati d’esercizio e consolidati al 31 dicembre 2020 (6).

I risultati del 2020 confermano la capacità di Intesa Sanpaolo di affrontare efficacemente la complessità del contesto conseguente all’epidemia da COVID-19, riflettendo la redditività sostenibile, che deriva dalla solidità della base patrimoniale e della posizione di liquidità, dal modello di business resiliente e ben diversificato e dalla flessibilità strategica nella gestione dei costi operativi. La forte riduzione dei crediti deteriorati conseguita nell’ultimo triennio, e in particolare nel 2020, riduce ulteriormente il basso profilo di rischio di Intesa Sanpaolo a presidio del supporto del Gruppo all’Italia, anche con l’impegno a diventare un punto di riferimento in termini di sostenibilità e responsabilità sociale e culturale.

La generazione di valore per tutti gli stakeholder verrà accresciuta dall’unione con UBI Banca e dagli oltre 6 miliardi di euro a valere sull’utile ante imposte che il Gruppo ha destinato nel 2020 all’ulteriore rafforzamento della sostenibilità dei risultati, stanziandoli ad accantonamenti per i futuri impatti di COVID-19, ad aumento del grado di copertura dei crediti di UBI Banca nell’ambito del processo di PPA (Purchase Price Allocation) e a oneri di integrazione. L’integrazione di UBI Banca, senza costi sociali, prosegue con successo e in anticipo rispetto alle scadenze originarie, portando a stimare sinergie superiori a quelle previste al momento dell’Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio.

Le tendenze del nuovo contesto trovano Intesa Sanpaolo preparata grazie ai vantaggi competitivi del Gruppo:
-   aumento della domanda di protezione della salute, del risparmio e delle attività economiche delle aziende: leadership di Intesa Sanpaolo nel Wealth Management & Protection e rafforzamento nel settore salute con l’acquisizione di RBM;
-  maggior grado di rischio: efficace gestione proattiva del credito (Pulse) e partnership strategiche del Gruppo con primari operatori industriali attivi nella gestione dei crediti deteriorati; primo posto tra le aziende italiane nella competizione “Cyber Resilience amid a Global Pandemic”, organizzata da AIPSA (Associazione Italiana Professionisti Security Aziendale);
-   digitalizzazione della clientela: posizionamento ai vertici in Europa per funzionalità di mobile app e forte proposta digitale del Gruppo, con circa 10,3 milioni di clienti multicanale (oltre 12 milioni con UBI Banca) e circa 6,5 milioni di clienti che usano l’App di Intesa Sanpaolo (oltre 7 milioni considerando anche l’App di UBI Banca), e partnership strategica con Nexi nei sistemi di pagamento (partecipazione nel capitale di Nexi); 
-   digitalizzazione dell’operatività della Banca: già circa 65.500 persone del Gruppo in smartworking (circa 80.500 includendo UBI Banca) e ottimizzazione del modello distributivo con la razionalizzazione di oltre 1.000 filiali dal 2018 e la possibilità di ridurre ulteriormente il numero di filiali a seguito dell’acquisizione di UBI Banca, della partnership strategica Banca 5 - SisalPay (Mooney) e del cambiamento indotto da COVID-19 nei comportamenti dei clienti, la maggioranza dei quali continuerà a essere servita dal Gruppo tramite i canali alternativi di elevata qualità;

_________
 (6)  Nota metodologica sul perimetro di consolidamento a pagina 27.

 

-  crescente importanza della sostenibilità e della responsabilità sociale (ESG): Intesa Sanpaolo è l’unica banca italiana inclusa nei Dow Jones Sustainability Indices e nel 2021 "Global 100 Most Sustainable Corporations in the World Index" di Corporate Knights, si classifica prima tra le banche europee in tre delle principali valutazioni internazionali ESG, MSCI, Sustainalytics e Bloomberg ESG Disclosure Score; inoltre, Intesa Sanpaolo è inserita nell’indice riguardante la parità di genere Bloomberg Gender-Equality Index (GEI), registrando per il 2021 un punteggio ampiamente superiore alla media del settore finanziario a livello mondiale e delle società italiane, e - unica banca italiana - nel Diversity & Inclusion Index di Refinitiv, che seleziona le 100 migliori aziende quotate a livello mondiale per diversità e inclusione.

Nel 2020, per il Gruppo si registra:

●  utile netto contabile pari a 3.277 milioni di euro e utile netto pari a:
-   3.505 milioni escludendo

  • il saldo positivo delle componenti relative all’acquisizione di UBI Banca (pari a 684 milioni), costituite dagli effetti economici positivi dell’allocazione dei costi di acquisizione di 2.062 milioni al netto delle imposte  (incluso il goodwill negativo), determinati a seguito della finalizzazione del processo di PPA (Purchase Price Allocation) che ha incluso circa 2,1 miliardi di rettifiche di valore su crediti al lordo delle imposte, e dagli oneri di integrazione di 1.378 milioni al netto delle imposte (circa 2 miliardi al lordo delle imposte, di cui circa 1,3 miliardi relativi a oltre 7.200 uscite volontarie entro il 2023, a fronte delle quali sono previste 3.500 assunzioni entro il primo semestre 2024),
  • l’impatto contabile del connesso azzeramento del goodwill della Divisione Banca dei Territori (pari a 912 milioni), anche in relazione all’aumento del valore contabile della Divisione conseguente all’integrazione di UBI Banca,

-   3.083 milioni escludendo anche i cinque mesi di apporto di UBI Banca (pari a 422 milioni), rispetto a 4.182 milioni del 2019, superiore ai circa 3 miliardi di euro di utile netto minimo previsto per l’esercizio 2020,
-   4.539 milioni se si escludessero anche le rettifiche di valore su crediti per i futuri impatti di COVID-19 (pari a 2.164 milioni), in crescita di circa il 9% rispetto all’utile netto del 2019;

●  risultato corrente lordo in aumento di circa il 10%, rispetto al 2019 (°), se si escludessero le rettifiche di valore su crediti per i futuri impatti di COVID-19, anche a seguito della ripresa nel secondo semestre 2020 degli interessi netti e soprattutto delle commissioni nette, che hanno registrato una crescita rispettivamente di circa il 2% e l’ 11% rispetto al primo semestre dell’anno;

●  costi operativi in diminuzione del 3,4% rispetto al 2019 (°);

●  elevata efficienza, con un cost/income al 52,2%  nel 2020 escludendo l’apporto di UBI Banca e al 52,4% includendolo, tra i migliori nell’ambito delle maggiori banche europee;

_________
(°)  Escludendo l’apporto di UBI Banca, consolidata dal terzo trimestre 2020.

 

●  costo del rischio del 2020 (°) pari a 50 centesimi di punto escludendo l’impatto delle rettifiche per i futuri impatti di COVID-19 (pari a 54 centesimi di punto), inferiore ai 53 del 2019;

●  miglioramento della qualità del credito:
-   riduzione dei crediti deteriorati (°) (*), al lordo delle rettifiche di valore, di circa 10,8 miliardi di euro nel 2020, di circa 44 miliardi dal picco di settembre 2015 e di circa 32 miliardi dal dicembre 2017 superando con un anno di anticipo, per circa 6 miliardi, l’obiettivo di riduzione pari a circa 26 miliardi previsto per l’inter-o quadriennio del Piano di Impresa 2018-2021;
-   lo stock di crediti deteriorati scende a dicembre 2020 (°) (*), rispetto a dicembre 2019, del 34,6% al lordo delle rettifiche di valore e del 27,3% al netto;
-   l’incidenza dei crediti deteriorati sui crediti complessivi a dicembre 2020 è stata pari  al 4,9% al lordo delle rettifiche di valore e al 2,6% al netto escludendo l’apporto di UBI Banca e rispettivamente al 4,4% e al 2,3% includendolo (**). Considerando la metodologia adottata dall’EBA, l’incidenza dei crediti deteriorati al lordo delle rettifiche di valore è risultata pari al 4,2% escludendo l’apporto di UBI Banca e al 3,7% includendolo;

●  elevati livelli di copertura dei crediti deteriorati:
-   livello di copertura specifica dei crediti deteriorati al 49,4% a fine dicembre 2020 escludendo l’apporto di UBI Banca (al 48,6% includendolo), con una copertura specifica della componente costituita dalle sofferenze al 58,8% escludendo l’apporto di UBI Banca (al 58,3% includendolo);
-   robusto buffer di riserva sui crediti in bonis, pari allo 0,6% a fine dicembre 2020, sia escludendo sia includendo l’apporto di UBI Banca;

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(°)     Escludendo l’apporto di UBI Banca, consolidata dal terzo trimestre 2020.
(*)    Dai crediti deteriorati a fine 2020 sono esclusi i portafogli classificati come destinati a prossime cessioni, contabilizzati nella voce attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione, pari - escludendo l’apporto di UBI Banca - a circa 3,2 miliardi di euro al lordo delle rettifiche di valore e 0,5 miliardi al netto.    
(**)  Dai crediti deteriorati a fine 2020 sono esclusi i portafogli classificati come destinati a prossime cessioni, contabilizzati nella voce attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione, pari - escludendo l’apporto di UBI Banca - a circa 3,2 miliardi di euro al lordo delle rettifiche di valore e 0,5 miliardi al netto e pari - includendolo - rispettivamente a circa 5,4 miliardi post PPA (di cui 1,5 miliardi relativi al ramo da cedere a BPER Banca) e  2,1 miliardi (di cui 0,9 miliardi relativi al ramo da cedere a BPER Banca).

 

●  patrimonializzazione molto solida, con coefficienti patrimoniali su livelli largamente superiori ai requisiti normativi. Al 31 dicembre 2020, deducendo dal capitale 694 milioni di euro di dividendi proposti, il Common Equity Tier 1 ratio pro-forma a regime è risultato pari al 15,4% (7) (8), al 16,9% escludendo l’acquisizione di UBI Banca e al 15,9% includendo l’acquisizione di UBI Banca ma escludendo le attività del ramo d’azienda da cedere a BPER Banca, livello top tra le maggiori  banche europee, e il Common Equity Tier 1 ratio calcolato applicando i criteri transitori in vigore per il 2020 al 14,7% (8) (9), al 16,5% escludendo l’acquisizione di UBI Banca e al 15,3% includendo l’acquisizione di UBI Banca ma escludendo le attività del ramo d’azienda da cedere a BPER Banca, rispetto a un requisito SREP da rispettare nel 2020 - comprensivo  di  Capital Conservation Buffer, O-SII Buffer e Countercyclical Capital Buffer (10) - pari rispettivamente all’ 8,63% e all’ 8,44%, applicando la modifica regolamentare introdotta dalla BCE a decorrere dal 12 marzo 2020, che prevede che il requisito di Pillar 2 venga rispettato utilizzando parzialmente strumenti di capitale diversi da Common Equity Tier 1;

●  elevata liquidità e forte capacità di funding (°): a fine dicembre 2020, attività liquide per 243 miliardi di euro (289 miliardi includendo l’apporto di UBI Banca) ed elevata liquidità prontamente disponibile per 164 miliardi (195 miliardi includendo l’apporto di UBI Banca); ampiamente rispettati i requisiti di liquidità Liquidity Coverage Ratio e Net Stable Funding Ratio di Basilea 3. Le operazioni di finanziamento con BCE per ottimizzare il costo del funding e supportare gli investimenti delle aziende clienti sono state pari al 31 dicembre 2020 a circa 70,9 miliardi di euro (circa 82,9 miliardi includendo l’apporto di UBI Banca), interamente costituite da TLTRO III;

●  supporto all’economia reale (°): circa 87 miliardi di euro di nuovo credito a medio-lungo termine nel 2020 (circa 105 miliardi includendo UBI Banca), con circa 77 miliardi in Italia (circa 95 miliardi includendo UBI Banca), di cui circa 63 miliardi erogati a famiglie e piccole e medie imprese; circa 11.500 aziende italiane riportate in bonis da posizioni di credito deteriorato nel 2020 e circa 123.000 dal 2014, preservando rispettivamente circa 57.000 e 616.000 posti di lavoro;

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(°)     Escludendo l’apporto di UBI Banca, consolidata dal terzo trimestre 2020.
(7)   Stimato applicando ai dati di bilancio del 31 dicembre 2020 i parametri indicati a regime, considerando l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti, nonché alla prima applicazione del principio contabile IFRS 9 e al contributo pubblico cash di 1.285 milioni di euro - esente da imposte - a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all’acquisizione dell’Insieme Aggregato di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, l’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse e delle DTA relative all’acquisizione di UBI Banca, derivanti dalla PPA, dagli oneri di integrazione e dalla cessione del ramo d’azienda a BPER Banca, e la prevista distribuzione dell’utile assicurativo del  2020.
(8)    Dopo la deduzione dei dividendi proposti per l’esercizio 2020 e delle cedole maturate sulle emissioni di Additional Tier 1.
(9)    Pari al 14% escludendo la mitigazione dell’impatto della prima applicazione del principio contabile IFRS 9, al 15,7% escludendo anche l’acquisizione di UBI Banca. Pari al 14,6% escludendo la mitigazione dell’impatto della prima applicazione del principio contabile IFRS 9 e includendo l’acquisizione di UBI Banca ma escludendo le attività del ramo d’azienda da cedere a BPER Banca.
(10) Countercyclical Capital Buffer calcolato considerando l’esposizione al 31 dicembre 2020 nei vari Paesi in cui è presente il Gruppo e i rispettivi requisiti stabiliti dalle competenti autorità nazionali relativi al 2020-2021 se disponibili o al più recente aggiornamento del periodo di riferimento (requisito pari a zero per l’Italia per il 2020 e il primo trimestre 2021).

 

 sostenibilità e responsabilità sociale e culturale (°), che a fronte del solido andamento economico patrimoniale si è tradotta in particolare nelle seguenti azioni del Gruppo in Italia:
-   iniziative per la riduzione della povertà infantile e il supporto alle persone in difficoltà fornendo dal 2018 circa 16,1 milioni di pasti, circa 994.000 posti letto, circa 228.000 medicinali e circa 178.000 capi di abbigliamento;
-   supporto alle famiglie e alle imprese colpite da terremoti e disastri naturali, con remissioni o moratorie per i mutui sugli immobili danneggiati, con circa 300 moratorie nel 2020 su circa 500 milioni di debito residuo e con finanziamenti agevolati per circa 163 milioni erogati nell’anno (circa 497 milioni dal 2018);
-   Ecobonus: Intesa Sanpaolo disponibile ad acquistare crediti di imposta supportando famiglie, condomini e imprese con soluzioni finanziarie modulari e flessibili perché beneficino della deduzione al 110% delle spese per efficienza  energetica e adeguamento antisismico;
-   avvio del Fondo Impact  nel quarto trimestre 2018, per l’erogazione di circa 1,2 miliardi di euro di prestiti (con un ampliamento a circa 1,5 miliardi dopo l’acquisizione di UBI Banca) alle categorie che avrebbero altrimenti difficoltà ad accedere al credito nonostante il loro potenziale; lanciata la prima linea di credito non garantito dedicata a tutti gli studenti universitari italiani, che studino in Italia o all’estero (Per Merito), con 51,5 milioni di euro erogati nel 2020 e 90,6 milioni dal lancio all’inizio del 2019; lanciato a luglio 2020 MAMMA@WORK, un finanziamento a condizioni molto agevolate per conciliare maternità e lavoro nei primi anni di vita dei figli; lanciato ad agosto 2020 XME StudioStation, finanziamento alle famiglie per il sostegno alla didattica a distanza (erogati 1,2 milioni nel 2020); annunciate nel gennaio 2020 due iniziative per supportare le madri lavoratrici in India e le persone ultracinquantenni che hanno perso il lavoro o hanno difficoltà ad accedere al trattamento pensionistico;
-   Plafond creditizio Circular Economy di 5 miliardi di euro per il 2018-2021 (aumentato a 6 miliardi con l’acquisizione di UBI Banca), a supporto dello sviluppo sostenibile: dall’avvio erogati 2,2 miliardi di euro (circa 1.470 milioni nel 2020); nel novembre 2019 lanciato il primo Sustainability Bond focalizzato sull’economia circolare (per 750 milioni di euro);
-   disponibilità a finanziare con 50 miliardi di euro di nuovi crediti a supporto dell’economia verde la realizzazione del green deal europeo in Italia;
-   S-Loan, soluzione innovativa di Intesa Sanpaolo lanciata a luglio 2020 e rivolta alle PMI per finanziare progetti che migliorino il loro profilo di sostenibilità, a cui sono allocati 2 miliardi di euro nell’ambito dei predetti 50 miliardi dedicati all’economia verde, con un tasso di interesse ridotto subordinatamente alla verifica di due indicatori ESG che devono essere riportati nella relazione di bilancio annuale delle aziende finanziate (erogati circa 130 milioni nel 2020);
-   nel 2020 analizzate circa 1.400 iniziative di start-up (circa 2.650 dal 2018) in 8 programmi di accelerazione con 155 start-up assistite (circa 390 dal 2018) presentandole a selezionati investitori e soggetti operanti nell’ecosistema (circa 5.600 fino ad oggi);

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(°)     Escludendo l’apporto di UBI Banca, consolidata dal terzo trimestre 2020.

 

-   programma di Intesa Sanpaolo “Giovani e Lavoro” in corso di realizzazione, in partnership con Generation, finalizzato alla formazione e all’accesso al mercato del lavoro italiano di 5.000 giovani in un triennio: richieste di iscrizione da parte di circa 5.800 giovani tra i 18 e i 29 anni nel 2020 (oltre 15.000 dal 2019), circa 1.700 studenti intervistati e circa 740 formati e in formazione con 33 corsi nel 2020 (oltre 3.500 studenti intervistati e circa 1.500 formati e in formazione dal 2019) e circa 1.400 aziende coinvolte dal lancio dell’iniziativa;
-   l’iniziativa P-Tech in partnership con IBM, con l’obiettivo di formare giovani professionisti nell’ambito delle nuove professioni digitali, ha coinvolto 20 persone di Intesa Sanpaolo nell’attività di “mentoring” di 40 giovani professionisti;
-   mostre aperte dopo il primo lockdown e chiuse il 3 novembre per l’emergenza COVID (“Tiepolo” a Milano, “Liberty” a Napoli e “Futuro” a Vicenza); l’inaugurazione in diretta streaming di “Tiepolo” ha raggiunto oltre 561.000 utenti, 318.000 visualizzazioni del video e 13.000 interazioni e quella della mostra “Ma noi Ricostruiremo” alle Gallerie d’Italia a Milano (fotografie dall’Archivio Publifoto di Intesa Sanpaolo) ha raggiunto 400.000 utenti, oltre 250.000 visualizzazioni del video e 19.000 interazioni; “Tiepolo” è diventata una visita virtuale (22.000 visite e circa 9.700 visualizzazioni), permettendo al pubblico di accedere alla mostra online; Intesa Sanpaolo è partner di Artissima a Torino, una delle più importanti fiere internazionali di arte contemporanea, e la mostra digitale “Folle”, parte dell’edizione “unplugged” di Artissima 2020, con fotografie dall’Archivio Publifoto di Intesa Sanpaolo è stata diffusa su artissima.art registrando oltre 11.000 visualizzazioni; conferenze in  diretta streaming sul ruolo dell’eredità culturale come bene strategico per lo sviluppo sostenibile, prodotte in collaborazione con il quotidiano nazionale Il Foglio e con la partnership di ANSA per la diffusione (1,7 milioni di utenti, oltre 1,2 milioni di visualizzazioni del video e oltre 15.000 interazioni).

●  iniziative del Gruppo per contrastare gli effetti di COVID-19 a livello sociale ed economico, ad oggi in particolare (°):
-   condizioni di sicurezza per le persone del Gruppo e i clienti, in particolare con lavoro da remoto di circa 65.500 persone (circa 80.500 includendo UBI Banca), circa 100% delle filiali aperte e pienamente operative (su appuntamento) e continuità operativa garantita dall’efficace modello di banca multicanale (filiale online, internet banking, App e ATM / casse automatiche) e dal servizio di assistenza e consulenza da remoto fornito da circa 25.500 gestori;
-   assunte circa 800 persone in Italia nel 2020 (circa 1.050 includendo UBI Banca);
-   sostegno alle iniziative sanitarie per oltre 100 milioni di euro, incluse le donazioni derivanti dalla rinuncia del Consigliere Delegato e CEO e di 21 top manager a un importo complessivamente pari a circa 6 milioni di euro dei bonus riconosciuti dal Sistema Incentivante 2019;

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(°)     Escludendo l’apporto di UBI Banca, consolidata dal terzo trimestre 2020.

 

-   102.409 medici e infermieri iscritti al corso di formazione per COVID-19, in collaborazione con Generation, sui dispositivi di protezione individuale, sulla ventilazione non invasiva e sulla gestione delle emergenze;
-   destinazione di 125 milioni di euro del Fondo Impact (pari al 50%) alla riduzione del disagio socio economico causato da COVID-19;
-   Programma Rinascimento, dal valore complessivo di 80 milioni di euro, che include prestiti di impatto alle micro imprese e start-up, per la ripresa ed evoluzione del modello di business nel contesto conseguente alla pandemia, attraverso progetti di sviluppo e innovazione, con impatti su economia reale e coesione sociale del territorio, lanciato a Bergamo in collaborazione con il Comune (30 milioni) e a Firenze in collaborazione con la Fondazione CR Firenze (50 milioni);
-   prima banca in Italia a concedere moratorie, precedendo lo specifico quadro normativo: da inizio 2020, finora accordate moratorie - inclusi i rinnovi - per circa 73 miliardi di euro (dei quali circa il 74% relativi a imprese e circa il 26% a famiglie), cui si aggiungono circa 22 miliardi di UBI Banca; l’ammontare di moratorie attualmente in essere è pari a circa 28 miliardi di euro (dei quali circa il 73% relativi a imprese e circa il 27% a famiglie), cui si aggiungono circa 5 miliardi di UBI Banca;
-   prima banca in Italia a firmare il protocollo d’intesa con SACE, fornendo immediato  supporto alle imprese in applicazione del Decreto Liquidità: complessivamente, includendo anche il Fondo PMI, erogati finora crediti garantiti dallo Stato per un ammontare pari a circa 30 miliardi di euro (circa 9 miliardi SACE e circa 21 miliardi Fondo PMI), cui si aggiungono circa 5 miliardi di UBI Banca;
-   anche a seguito delle misure annunciate dal Governo, messi a disposizione delle imprese e dei professionisti 50 miliardi di euro di nuovi crediti per la salvaguardia dell’occupazione e la gestione dei pagamenti durante l’emergenza;
-   10 miliardi di euro di nuove linee di credito per supportare circa 2.500 filiere produttive italiane, potenziando il Programma Sviluppo Filiere.

●  dividendi cash per 694 milioni di euro, pari al massimo consentito dalla raccomandazione della Banca Centrale Europea del 15 dicembre 2020 nel limite di 20 centesimi di punto di Common Equity Tier 1 ratio consolidato al 31 dicembre 2020: il Consiglio di Amministrazione riunitosi oggi ha deliberato di proporre alla prossima Assemblea ordinaria la distribuzione di 3,57 centesimi di euro per azione, al lordo delle ritenute di legge. Più precisamente, la proposta prevede la distribuzione di 693.667.539,99 euro (*), risultante da un importo unitario di 3,57 centesimi di euro per ciascuna delle n. 19.430.463.305 azioni ordinarie; non verrà peraltro effettuata alcuna distribuzione alle azioni proprie di cui la Banca si trovasse eventualmente in possesso alla record date. Tale distribuzione, se approvata dall’Assemblea, avrà luogo a partire dal giorno 26 maggio 2021 (con stacco cedole il 24 maggio e record date il 25 maggio). Rapportando l’importo unitario al prezzo di riferimento dell’azione registrato lo scorso 4 febbraio, risulterebbe un rendimento (dividend yield) pari all’ 1,8%.


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(*) A fronte di un utile netto individuale della Capogruppo pari a circa 679 milioni di euro, la proposta prevede la distribuzione cash di 532.394.694,56 euro come dividendi a valere sull’utile d’esercizio (corrispondenti a 2,74 centesimi per ciascuna azione) e di 161.272.845,43 euro come assegnazione di riserve a valere sulla Riserva sovrapprezzi di emissione (corrispondenti a 0,83 centesimi per ciascuna azione). L’assegnazione di riserve sarà soggetta allo stesso regime fiscale della distribuzione di dividendi.

 

 I risultati di conto economico del quarto trimestre 2020 (°)

Il conto economico consolidato del quarto trimestre 2020 registra interessi netti pari a 1.755 milioni di euro (escludendo l’apporto di 432 milioni di UBI Banca), in diminuzione del 3,5% rispetto ai 1.818 milioni del terzo trimestre 2020 (escludendo l’apporto di 281 milioni di UBI Banca) e in aumento dello 0,5% rispetto ai 1.747 milioni del quarto trimestre 2019.

Le commissioni nette sono pari a 2.133 milioni di euro (escludendo l’apporto di 449 milioni di UBI Banca), in crescita del 14,6% rispetto ai 1.861 milioni del terzo trimestre 2020 (escludendo l’apporto di 272 milioni di UBI Banca). In dettaglio, si registra un aumento del 6% delle commissioni da attività bancaria commerciale e del 16,5% delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza (risparmio gestito, prodotti assicurativi, collocamento titoli,...), nel cui ambito si registra una crescita dell’ 8,6% per la componente relativa a intermediazione e collocamento di titoli, del 26,5% per quella  relativa al risparmio gestito (con commissioni di performance pari a 147 milioni di euro nel quarto trimestre 2020 e a 8 milioni di euro nel terzo trimestre 2020) e del 7,7% per quella relativa ai prodotti assicurativi. Le commissioni nette del quarto trimestre 2020 flettono dell’ 1,5% rispetto ai 2.166 milioni del quarto trimestre 2019. In dettaglio, si registra una diminuzione del 2,6% delle commissioni da attività bancaria commerciale e dello 0,1% delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza, nel cui ambito l’apporto da intermediazione e collocamento di titoli aumenta dell’ 1%, quello da risparmio gestito diminuisce dello 0,6% (con commissioni di performance pari a 126 milioni di euro nel quarto trimestre 2019) e quello da prodotti assicurativi cresce dello 0,3%.

Il risultato dell’attività assicurativa ammonta a 312 milioni di euro (escludendo l’apporto di 7 milioni di UBI Banca), rispetto ai 295 milioni del terzo trimestre 2020 (escludendo l’apporto di 3 milioni di UBI Banca) e ai 320 milioni del quarto trimestre 2019.

Il risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value è pari a 63 milioni di euro (escludendo l’apporto di 126 milioni di UBI Banca), rispetto a 121 milioni del terzo trimestre 2020 (escludendo l’apporto di 5 milioni di UBI Banca), con la componente relativa alla clientela che si colloca a 90 milioni da 91 milioni, quella di capital markets che registra un saldo negativo pari a 130 milioni rispetto a un saldo negativo pari a 212 milioni, quella dell’attività di trading e tesoreria che diminuisce a 87 milioni da 235 milioni e quella dei prodotti strutturati di credito che sale a 16 milioni da 7 milioni. Il risultato di 63 milioni del quarto trimestre 2020 si confronta con i 356 milioni del quarto trimestre 2019, trimestre in cui l’apporto della componente relativa alla clientela era stato di 139 milioni, quello della componente di capital markets di 22 milioni, quello dell’attività di trading e tesoreria di 198 milioni e quello dei prodotti strutturati di credito era stato negativo per 3 milioni.

I proventi operativi netti sono pari a 4.251 milioni di euro (escludendo l’apporto di 1.039 milioni di UBI Banca), in aumento del 4,1% rispetto ai 4.083 milioni del terzo trimestre 2020 (escludendo l’apporto di 575 milioni di UBI Banca) e in diminuzione del 7,2% rispetto ai 4.579 milioni del quarto trimestre 2019.

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(°)     Escludendo i cinque mesi di apporto di UBI Banca, consolidata dal terzo trimestre 2020.

 

I costi operativi ammontano a 2.487 milioni di euro (escludendo l’apporto di 525 milioni di UBI Banca), in aumento del 13,3% rispetto ai 2.196 milioni del terzo trimestre 2020 (escludendo l’apporto di 360 milioni di UBI Banca), a seguito di una crescita del 5,8% per le spese del personale, del 32,3% per le spese amministrative e del 10,4% per gli ammortamenti; i costi operativi del quarto trimestre 2020 scendono del 2,7% rispetto ai 2.556 milioni del corrispondente trimestre 2019, a seguito di un calo del 5,4% per le spese del personale e di un aumento dello 0,3% per le spese amministrative e del 3,9% per gli ammortamenti.

Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 1.764 milioni di euro (escludendo l’apporto di 514 milioni di UBI Banca), in diminuzione del 6,5% rispetto ai 1.887 milioni del terzo trimestre 2020 (escludendo l’apporto di 215 milioni di UBI Banca) e del 12,8% rispetto ai 2.023 milioni del quarto trimestre 2019. Il cost/income ratio nel quarto trimestre 2020 è pari al 58,5%, rispetto al 53,8% del terzo trimestre 2020 e al 55,8% del quarto trimestre 2019. Includendo l’apporto di UBI Banca, il cost/income ratio è pari al 56,9% nel quarto trimestre 2020 e al 54,9% nel terzo trimestre 2020.

Le rettifiche di valore nette su crediti sono pari a 1.506 milioni di euro (escludendo l’apporto di 31 milioni  di riprese nette di valore di UBI Banca) e includono 852 milioni per i futuri impatti di COVID-19, rispetto agli 853 milioni del terzo trimestre 2020 (escludendo l’apporto di 85 milioni di UBI Banca), che includevano 430 milioni per i futuri impatti di COVID-19, e ai 693 milioni del quarto trimestre 2019.

L’ammontare di altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività è pari a 121 milioni di euro (escludendo l’apporto di un milione di UBI Banca), rispetto ai 60 milioni del terzo trimestre 2020 (escludendo l’apporto di 7 milioni di UBI Banca) e a 168 milioni del quarto trimestre 2019.

Gli altri proventi netti sono pari a 59 milioni di euro (nessun apporto di UBI Banca), rispetto a 23 milioni nel terzo trimestre 2020 (nessun apporto di UBI Banca) e a 50 milioni nel quarto trimestre 2019.

L’utile delle attività operative cessate è nullo (nessun apporto di UBI Banca), rispetto al saldo nullo del terzo trimestre 2020 (nessun apporto di UBI Banca) e a 25 milioni del quarto trimestre 2019.

Il risultato corrente lordo è pari a 196 milioni di euro (escludendo l’apporto di 544 milioni di UBI Banca), rispetto a 997 milioni di euro del terzo trimestre 2020 (escludendo l’apporto di 123 milioni di UBI Banca) e a 1.237 milioni del quarto trimestre 2019.

Il risultato netto consolidato registra un saldo negativo pari a 902 milioni di euro (escludendo sia il saldo negativo di 2.580 milioni delle componenti relative all’acquisizione di UBI Banca, costituite dagli effetti economici negativi dell’allocazione dei costi di acquisizione di 1.202 milioni determinati a seguito della finalizzazione del processo di PPA (Purchase Price Allocation), e dagli oneri di integrazione di 1.378 milioni sia l’apporto di UBI Banca di 383 milioni), dopo la contabilizzazione di:
-   imposte sul reddito per 27 milioni di euro (escludendo l’apporto di 139 milioni di UBI Banca);
-   oneri di integrazione e incentivazione all’esodo (al netto delle imposte) per 97 milioni (escludendo i 1.378 milioni relativi all’acquisizione di UBI Banca e l’apporto di 9 milioni di UBI Banca);
-   un saldo negativo degli effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) per 25 milioni (escludendo i 1.202 milioni di effetti negativi della PPA relativa all’acquisizione di UBI Banca);
-   tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) per 40 milioni di euro (escludendo la ripresa di 2 milioni di pertinenza di UBI Banca), derivanti da oneri ante imposte per 21 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi italiano stimati per l’intero 2020, per 4 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all’estero, per 5 milioni relativi a tributi sostenuti da controllate estere e per 28 milioni relativi a variazioni negative di fair value riguardanti Atlante. La voce ammontava a 148 milioni di euro nel terzo trimestre 2020 (escludendo 49 milioni di pertinenza di UBI Banca), derivanti da oneri ante imposte per 209 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi italiano stimati per l’intero 2020 (escludendo 72 milioni di pertinenza di UBI Banca), per 4 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all’estero e per 5 milioni relativi a tributi sostenuti da controllate estere. Nel quarto trimestre 2019 questa voce era ammontata a 22 milioni di euro, derivanti da oneri ante imposte per 11 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi italiano, 4 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all’estero e per 14 milioni relativi a tributi sostenuti da controllate estere;
-   rettifiche di valore dell’avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) per 912 milioni, dovute all’azzeramento dell’avviamento della Divisione Banca dei Territori, anche connesso all’aumento del valore contabile della Divisione conseguente all’integrazione di UBI Banca;
-   una perdita di pertinenza di terzi per 3 milioni di euro (escludendo l’apporto di UBI Banca di 15 milioni di utile di pertinenza di terzi).

Escludendo le rettifiche di valore dell’avviamento della Divisione Banca dei Territori, il risultato netto nel quarto trimestre 2020 è pari a 10 milioni di euro e si confronta con 507 milioni nel terzo trimestre 2020 (escludendo il goodwill negativo provvisorio di 3.264 milioni generato dall’acquisizione di UBI Banca (###) e l’apporto di UBI Banca di 39 milioni) e 872 milioni nel quarto trimestre 2019. Sempre escludendo le rettifiche dell’avviamento della Divisione Banca dei Territori, il risultato netto nel quarto trimestre 2020 è pari a 393 milioni di euro includendo l’apporto di UBI Banca e registra un saldo negativo di 2.187 milioni includendo anche le componenti relative all’acquisizione di UBI Banca (costituite dagli effetti economici dell’allocazione dei costi di acquisizione determinati con la finalizzazione del processo di PPA  e dagli oneri di integrazione), rispetto al risultato netto del terzo trimestre 2020 pari a 546 milioni di euro includendo l’apporto di UBI Banca e a 3.810 milioni includendo anche il goodwill negativo provvisorio originato dall’acquisizione di UBI Banca. Il risultato netto nel quarto trimestre 2020 registra un saldo negativo pari a 3.099 milioni di euro includendo le rettifiche dell’avviamento della Divisione Banca dei Territori, l’apporto di UBI Banca e le componenti relative all’acquisizione di UBI Banca costituite dagli effetti economici dell’allocazione dei costi di acquisizione e dagli oneri di integrazione.

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(###) L’importo di 3.264 milioni era dopo la deduzione della parte allocata al ramo d’azienda da cedere a BPER Banca ed era da considerarsi provvisorio perché sarebbe stato rideterminato definitivamente in occasione del Bilancio 2020 a seguito della finalizzazione del processo di PPA tramite il calcolo puntuale alla data di acquisizione dei fair value delle attività identificabili acquisite e delle passività assunte del Gruppo UBI Banca.

 

I risultati di conto economico del 2020 (°)

Il conto economico consolidato del 2020 registra interessi netti pari a 7.070 milioni di euro (escludendo l’apporto di 713 milioni di UBI Banca), in crescita dello 0,9% rispetto ai 7.005 milioni del 2019.

Le commissioni nette sono pari a 7.582 milioni di euro (escludendo l’apporto di 721 milioni di UBI Banca), in diminuzione del 4,8% rispetto ai 7.962 milioni del 2019. In dettaglio, si registra una diminuzione del 6,3% delle commissioni da attività bancaria commerciale e del 2,4% delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza (risparmio gestito, prodotti assicurativi, collocamento titoli,...), nel cui ambito si registra una diminuzione del 3,3% per la componente relativa a intermediazione e collocamento di titoli, del 2,7% per quella  relativa al risparmio gestito (con commissioni di performance pari a 166 milioni di euro nel 2020 e a 140 milioni di euro nel 2019) e dello 0,6% per quella relativa ai prodotti assicurativi.

Il risultato dell’attività assicurativa ammonta a 1.343 milioni di euro (escludendo l’apporto di 10 milioni di UBI Banca), rispetto ai 1.268 milioni del 2019.

Il risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value è pari a 1.441 milioni di euro (escludendo l’apporto di 131 milioni di UBI Banca), rispetto a 1.928 milioni del 2019, con la componente relativa alla clientela che scende a 422 milioni da 534 milioni, quella di capital markets che registra un saldo negativo di 22 milioni rispetto a un saldo positivo di 181 milioni, quella dell’attività di trading e tesoreria che diminuisce a 1.043 milioni da 1.187 milioni e quella dei prodotti strutturati di credito che registra un saldo negativo di 3 milioni rispetto a un saldo positivo di 25 milioni.

I proventi operativi netti sono pari a 17.409 milioni di euro (escludendo l’apporto di 1.614 milioni di UBI Banca), in diminuzione del 4,2% rispetto a 18.167 milioni del 2019.

I costi operativi ammontano a 9.086 milioni di euro (escludendo l’apporto di 885 milioni di UBI Banca), in calo del 3,4% rispetto ai 9.407 milioni del 2019, a seguito di una diminuzione del 3,8% per le spese del personale e del 5,4% per le spese amministrative e di un aumento del 3,5% per gli ammortamenti.

Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 8.323 milioni di euro (escludendo l’apporto di 729 milioni di UBI Banca), in diminuzione del 5% rispetto agli 8.760 milioni del 2019. Il cost/income ratio del 2020 è pari al 52,2%, rispetto al 51,8% del 2019. Includendo l’apporto di UBI Banca, il cost/income ratio del 2020 è pari al 52,4%.

Le rettifiche di valore nette su crediti sono pari a 4.160 milioni di euro (escludendo l’apporto di 54 milioni di UBI Banca), rispetto ai 2.089 milioni del 2019, e includono 2.164 milioni per i futuri impatti di COVID-19.

L’ammontare di altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività è pari a 338 milioni di euro (escludendo l’apporto di 8 milioni di UBI Banca), rispetto ai 254 milioni del 2019.

Gli altri proventi netti sono pari a 64 milioni di euro (nessun apporto di UBI Banca), rispetto ai 55 milioni del 2019.

L’utile delle attività operative cessate è pari a 1.163 milioni di euro (nessun apporto di UBI Banca) e comprende la plusvalenza da Nexi pari a 1.110 milioni, rispetto agli 88 milioni del 2019.

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(°)     Escludendo i cinque mesi di apporto di UBI Banca, consolidata dal terzo trimestre 2020.

 

Il risultato corrente lordo è pari a 5.052 milioni di euro (escludendo l’apporto di 667 milioni di UBI Banca), rispetto a 6.560 milioni del 2019.

Il risultato netto consolidato è pari a 2.171 milioni di euro (escludendo sia il saldo positivo di 684 milioni delle componenti relative all’acquisizione di UBI Banca, costituite dagli effetti economici positivi  dell’allocazione dei costi di acquisizione al netto delle imposte, incluso goodwill negativo, di 2.062 milioni determinati a seguito della finalizzazione del processo di PPA (Purchase Price Allocation), e dagli oneri di integrazione di 1.378 milioni al netto delle imposte, sia l’apporto di UBI Banca di 422 milioni) dopo la contabilizzazione di:
-   imposte sul reddito per 1.190 milioni di euro (escludendo l’apporto di 170 milioni di UBI Banca);
-   oneri di integrazione e incentivazione all’esodo (al netto delle imposte) per 174 milioni (escludendo i 1.378 milioni relativi all’acquisizione di UBI Banca e l’apporto di 9 milioni di UBI Banca);
-   un saldo negativo degli effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) per 102 milioni (escludendo i 2.062 milioni di effetti positivi della PPA relativa all’acquisizione di UBI Banca);
-   tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) per 465 milioni di euro (escludendo 47 milioni di pertinenza di UBI Banca), derivanti da oneri ante imposte per 340 milioni relativi ai contributi al fondo di risoluzione, per 230 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi italiano, per 21 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all’estero, per 51 milioni relativi a tributi sostenuti da controllate estere e per 28 milioni relativi a variazioni negative di fair value riguardanti Atlante. La voce ammontava a 360 milioni di euro nel 2019, derivanti dai seguenti apporti ante imposte: oneri per 316 milioni relativi ai contributi al fondo di risoluzione, per 138 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi italiano, per 19 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all’estero e per 53 milioni relativi a tributi sostenuti da controllate estere e variazioni positive di fair value per 13 milioni riguardanti Atlante;
-   rettifiche di valore dell’avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) per 912 milioni, dovute all’azzeramento dell’avviamento della Divisione Banca dei Territori anche connesso all’aumento del valore contabile della Divisione conseguente all’integrazione di UBI Banca;
-   un utile di pertinenza di terzi per 38 milioni di euro (escludendo l’apporto di 19 milioni di UBI Banca).

Escludendo le rettifiche di valore dell’avviamento della Divisione Banca dei Territori, il risultato netto del 2020 è pari a 3.083 milioni di euro e si confronta con 4.182 milioni del 2019. Sempre escludendo le rettifiche di valore dell’avviamento della Divisione Banca dei Territori, il risultato netto del 2020 è pari a 3.505 milioni di euro includendo l’apporto di UBI Banca e a 4.189 milioni includendo anche le componenti relative all’acquisizione di UBI Banca (costituite dagli effetti economici dell’allocazione dei costi di acquisizione, incluso goodwill negativo, e dagli oneri di integrazione). Il risultato netto del 2020 è pari a 3.277 milioni di euro includendo le rettifiche dell’avviamento della Divisione Banca dei Territori, l’apporto di UBI Banca e le componenti relative all’acquisizione di UBI Banca costituite dagli effetti economici dell’allocazione dei costi di acquisizione, incluso goodwill negativo, e dagli oneri di integrazione.

 

Lo stato patrimoniale al 31 dicembre 2020 (°)

Per quanto riguarda lo stato patrimoniale consolidato, al 31 dicembre 2020 i finanziamenti verso la clientela sono pari a 402 miliardi di euro (escludendo l’apporto di 60 miliardi di UBI Banca), in aumento dell’ 1,7% rispetto al 31 dicembre 2019 (in flessione dello 0,2% rispetto al terzo trimestre 2020 e in aumento del 5,2% rispetto al 2019 considerando i volumi medi (11) di periodo). Il complesso dei crediti deteriorati (in sofferenza, inadempienze probabili e scaduti/sconfinanti) ammonta, al netto delle rettifiche di valore, a 10.342 milioni di euro (da cui sono esclusi l’apporto di 401 milioni di UBI Banca e circa 2,1 miliardi relativi ai portafogli classificati a fine 2020 come destinati a prossime cessioni, contabilizzati nella voce attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione, di cui  circa 1,6 miliardi di UBI Banca), in diminuzione del 27,3% rispetto ai 14.222 milioni del 31 dicembre 2019. In quest’ambito, i crediti in sofferenza scendono a 3.912 milioni di euro (escludendo l’apporto di 91 milioni di UBI Banca) da 6.740 milioni del 31 dicembre 2019, con un’incidenza sui crediti complessivi pari all’ 1% (1,7% al 31 dicembre 2019), e un grado di copertura al 58,8% (65,3% a fine 2019). Le inadempienze probabili diminuiscono a 5.945 milioni di euro (escludendo l’apporto di 278 milioni di UBI Banca) da 6.738 milioni del dicembre 2019 e i crediti scaduti/sconfinanti diminuiscono a 485 milioni di euro (escludendo l’apporto di 32 milioni di UBI Banca) da 744 milioni a fine 2019.

Le attività finanziarie della clientela risultano pari a 1.010 miliardi di euro (escludendo l’apporto di 157 miliardi di UBI Banca), in aumento del 5,1% rispetto al 31 dicembre 2019. Nell’ambito delle attività finanziarie della clientela, la raccolta diretta bancaria ammonta a 457 miliardi (escludendo l’apporto di 68 miliardi di UBI Banca), in crescita del 7,4% rispetto al 31 dicembre 2019. Il complesso di raccolta diretta assicurativa e riserve tecniche è pari a 173 miliardi (escludendo l’apporto di 3 miliardi di UBI Banca), in aumento del 4% rispetto al 31 dicembre 2019. La raccolta indiretta ammonta a 552 miliardi (escludendo l’apporto di 89 miliardi di UBI Banca), in aumento del 3,3% rispetto al 31 dicembre 2019. L’ammontare di risparmio gestito è pari a 370 miliardi (escludendo l’apporto di 73 miliardi di UBI Banca), in crescita del 3,2% rispetto al 31 dicembre 2019; la nuova produzione vita nel 2020 ammonta a 16,6 miliardi di euro (escludendo l’apporto di UBI Banca). La raccolta amministrata è pari a 182 miliardi (escludendo l’apporto di 16 miliardi di UBI Banca), in aumento del 3,4% rispetto al 31 dicembre 2019.

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(°)     Escludendo l’apporto di UBI Banca, consolidata dal terzo trimestre 2020. I dati di UBI Banca non includono le componenti relative al ramo d’azienda da cedere a BPER Banca, contabilizzati nella voce attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione.
(11)  Escluso il finanziamento alle Banche in Liquidazione Coatta Amministrativa (ex Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca).

 

I coefficienti patrimoniali al 31 dicembre 2020 - calcolati applicando i criteri transitori in vigore per il 2020, deducendo dal capitale 694 milioni di euro di dividendi proposti per l’esercizio 2020 - risultano pari a:
-       14,7% per il Common Equity Tier 1 ratio (12) (13,9% a fine 2019 (13)),
-       16,9% per il Tier 1 ratio (12) (15,3% a fine 2019 (13)),
-       19,6% per il coefficiente patrimoniale totale (12) (17,7% a fine 2019 (13)).

La stima del Common Equity Tier 1 ratio pro-forma del Gruppo a regime è pari al 15,4%, al 16,9% escludendo l’acquisizione di UBI Banca, al 15,9% includendo l’acquisizione di UBI Banca ma escludendo le attività del ramo d’azienda da cedere a BPER Banca (14,1% al 31 dicembre 2019), applicando ai dati di bilancio del 31 dicembre 2020 i parametri indicati a regime e considerando l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti nonché alla prima applicazione del principio contabile IFRS 9 e al contributo pubblico cash di 1.285 milioni di euro - esente da imposte - a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all’acquisizione dell’Insieme Aggregato di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, l’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse e delle DTA relative all’acquisizione di UBI Banca, derivanti dalla PPA, dagli oneri di integrazione e dalla cessione del ramo d’azienda a BPER Banca, e la prevista distribuzione dell’utile assicurativo del 2020.

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Le scelte strategiche perseguite hanno permesso a Intesa Sanpaolo di confermarsi come uno dei gruppi bancari più solidi a livello internazionale, i cui punti di forza - oltre a quanto precedentemente detto in merito alla qualità dei crediti e al livello dei coefficienti patrimoniali - sono costituiti da una robusta liquidità e da un leverage contenuto.

Con riferimento alla liquidità, Intesa Sanpaolo si caratterizza per:
-   un’elevata liquidità prontamente disponibile (inclusi gli attivi stanziabili presso le Banche Centrali ricevuti a collaterale ed esclusi quelli dati a collaterale), pari a 164 miliardi di euro a fine dicembre 2020 (195 miliardi includendo l’apporto di UBI Banca),
-   un elevato ammontare di attività liquide (comprendenti la liquidità prontamente disponibile - esclusi gli attivi stanziabili ricevuti a collaterale - e gli attivi stanziabili dati a collaterale), pari a 243 miliardi di euro a fine dicembre 2020 (289 miliardi includendo l’apporto di UBI Banca),

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(12) Dopo la deduzione dei dividendi proposti per l’esercizio 2020 e delle cedole maturate sulle emissioni di Additional Tier 1. Escludendo l’acquisizione di UBI Banca, i coefficienti patrimoniali risultano pari al 16,5% per il Common Equity Tier 1 ratio, al 19% per il Tier 1 ratio e al 21,6% per il coefficiente patrimoniale totale.
Escludendo la mitigazione dell’impatto della prima applicazione del principio contabile IFRS 9, i coefficienti patrimoniali risultano pari al 14% per il Common Equity Tier 1 ratio, al 16,2% per il Tier 1 ratio e al 19,2% per il coefficiente patrimoniale totale, se si esclude anche l’acquisizione di UBI Banca risultano pari rispettivamente al 15,7%, 18,2% e 21%. Escludendo la mitigazione dell’impatto della prima applicazione del principio contabile IFRS 9 e includendo l’acquisizione di UBI Banca ma escludendo le attività del ramo d’azienda da cedere a BPER Banca, i coefficienti patrimoniali risultano pari al 14,6% per il Common Equity Tier 1 ratio, al 16,8% per il Tier 1 ratio e al 19,9% per il coefficiente patrimoniale totale.
(13)  Secondo i criteri transitori in vigore per il 2019. Escludendo la mitigazione dell’impatto della prima applicazione del principio contabile IFRS 9, i coefficienti patrimoniali risultano pari al 13% per il Common Equity Tier 1 ratio, al 14,3% per il Tier 1 ratio e al 17% per il coefficiente patrimoniale totale.


-   operazioni di finanziamento con BCE per ottimizzare il costo del funding e supportare gli investimenti delle aziende clienti pari al 31 dicembre 2020 a circa 70,9 miliardi di euro (circa 82,9 miliardi includendo l’apporto di UBI Banca), interamente costituite da TLTRO III;
-   fonti di raccolta stabili e ben diversificate, con raccolta diretta - bancaria - da clientela (°) (inclusi i titoli emessi) costituita per l’ 83% dalla componente retail,
-   raccolta a medio lungo termine wholesale (°) per 7,1 miliardi di euro nel  2020, nel cui ambito operazioni benchmark di obbligazioni senior per 350 milioni di sterline e 1,25 miliardi di euro e di Additional Tier 1 per 3 miliardi di euro (per circa l’ 85% collocate presso investitori esteri).

Il leverage ratio al 31 dicembre 2020 è pari a 7,2% applicando i criteri transitori in vigore per il 2020 e a 6,9% applicando i criteri a regime, a 7,9% e 7,6% rispettivamente se si esclude l’acquisizione di UBI Banca, valori tra i migliori nel confronto con i principali gruppi bancari europei.

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Al 31 dicembre 2020, la struttura operativa del Gruppo Intesa Sanpaolo si articola in 6.314 sportelli bancari (di cui 1.765 di UBI Banca) - 5.299 in Italia (di cui 1.764 di UBI Banca) e 1.015 all’estero (di cui 1 di UBI Banca) - e 105.615 persone (di cui 19.474 di UBI Banca).

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(°)     Escludendo l’apporto di UBI Banca, consolidata dal terzo trimestre 2020.

 

I risultati per area di Business (°)

La Divisione Banca dei Territori include:
-   clientela Retail (clienti privati con attività finanziarie fino a 250.000 euro e reddito netto annuo inferiore a 50.000 euro, attività/aziende con minore complessità di esigenze);
-   clientela Exclusive (clienti privati con attività finanziarie da 250.000 euro a un milione di euro o con reddito netto annuo superiore a 50.000 euro);
-   clientela Imprese (aziende con fatturato di gruppo non superiore a 350 milioni);
-   clientela costituita da enti nonprofit.

La Divisione include l’attività di banca di prossimità, effettuata - mediante la partnership tra la controllata Banca 5 e SisalPay (Mooney) - avvalendosi di canali alternativi agli sportelli bancari, con focalizzazione sull’instant banking per fasce di clientela poco bancarizzate.

La Divisione Banca dei Territori nel quarto trimestre 2020 registra:
-   proventi operativi netti per 2.092 milioni, +3,8% rispetto a 2.016 milioni del terzo trimestre 2020; 
-   costi operativi per 1.353 milioni, +10,2% rispetto a 1.227 milioni del terzo trimestre 2020;
-   un risultato della gestione operativa di 739 milioni, -6,3% rispetto a 789 milioni del terzo trimestre 2020;   
-   un cost/income ratio al  64,7% rispetto al 60,9% del  terzo trimestre 2020;    
-   un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 743 milioni,  rispetto a 526 milioni del terzo trimestre 2020;
-   un risultato lordo pari a -4 milioni, rispetto a 293 milioni del terzo trimestre 2020;   
-   un risultato netto pari a  -17 milioni (escludendo 912 milioni di azzeramento del goodwill connesso all’integrazione di UBI Banca), rispetto a 195 milioni del terzo trimestre 2020.

La Divisione Banca dei Territori nel 2020 registra:
-   proventi operativi netti per 8.083 milioni, -3,7% rispetto a  8.392 milioni del 2019, pari a circa il 46% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (46% anche nel 2019);
-   costi operativi per 5.065 milioni, -4,3% rispetto a 5.291 milioni del 2019;
-   un risultato della gestione operativa di 3.018 milioni, -2,7% rispetto a 3.101 milioni del 2019;
-   un cost/income ratio al  62,7% rispetto al 63% del 2019;
-   un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 2.663 milioni, rispetto a 1.622 milioni del 2019;
-   un risultato corrente lordo pari a 385  milioni, rispetto a 1.590 milioni del 2019;
-   un risultato netto pari a 235 milioni (escludendo 912 milioni di azzeramento del goodwill connesso all’integrazione di UBI Banca), rispetto a  1.000  milioni del 2019.    

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(°) I dati relativi a UBI Banca sono stati provvisoriamente attribuiti a un’area di Business a sé stante.
 

La Divisione IMI Corporate & Investment Banking comprende:
- Global Corporate, cui compete la relazione con i clienti che hanno un fatturato superiore a 350 milioni di euro e raggruppati, secondo il modello settoriale, nei seguenti 8 comparti di attività: Automotive & Industrials; Basic Materials & Healthcare; Food & Beverage and Distribution; Retail & Luxury; Infrastructure & Real Estate Partners; Public Finance; Energy; Telecom, Media & Technology;
-  International Department, che cura lo sviluppo internazionale della Divisione e cui è affidata la responsabilità delle filiali estere, degli uffici di rappresentanza e delle società estere corporate (Intesa Sanpaolo Bank Luxembourg, Intesa Sanpaolo Bank Ireland, Intesa Sanpaolo Brasil e Banca Intesa nella Federazione Russa);
-  Financial Institutions, cui compete la relazione con le istituzioni finanziarie;
-  Global Transaction Banking, cui compete la gestione dei servizi transazionali;
-  Global Markets & Investment Banking, deputata all’attività di investment banking (M&A e advisory), finanza strutturata, capital markets e primary market (equity e debt capital market).

Nel perimetro della Divisione rientra inoltre l’attività di gestione del portafoglio proprietario del Gruppo.

La Divisione IMI Corporate & Investment Banking nel quarto trimestre 2020 registra:
-   proventi operativi netti per 869 milioni, +0,8% rispetto a   862 milioni del terzo trimestre 2020;       
-   costi operativi per 300 milioni, +12,9% rispetto a 266 milioni del terzo trimestre 2020;
-   un risultato della gestione operativa di 569 milioni, -4,6% rispetto a 597 milioni del terzo trimestre 2020; 
-   un cost/income ratio al 34,5%   rispetto al 30,8% del  terzo trimestre 2020; 
-   un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 161 milioni,  rispetto a 114 milioni del terzo trimestre 2020;  
-   un risultato corrente lordo pari a 473 milioni, -1,8% rispetto a 482 milioni del terzo trimestre 2020; 
-   un risultato netto pari a 337 milioni, +3,9%  rispetto a 324 milioni del terzo trimestre 2020. 

La Divisione IMI Corporate & Investment Banking nel 2020 registra:
-   proventi operativi netti per 4.325 milioni, +5,4%  rispetto a 4.105 milioni del 2019, pari a circa il 25% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo  (23% nel 2019);   
-   costi operativi per 1.098 milioni, -4,4% rispetto a 1.148 milioni del 2019;
-   un risultato della gestione operativa di 3.227 milioni, +9,1% rispetto a 2.957 milioni del 2019; 
-   un cost/income ratio al 25,4%   rispetto al 28% del 2019;  
-   un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 510 milioni, rispetto a 262 milioni del 2019;
-   un risultato corrente lordo pari a 2.782 milioni, +3,1% rispetto a 2.698  milioni del 2019;
-   un risultato netto pari a  1.875  milioni, +2,5% rispetto a 1.830 milioni del 2019. 


La Divisione International Subsidiary Banks presidia l’attività del Gruppo sui mercati esteri nei quali è presente tramite banche controllate e partecipate che svolgono attività di commercial banking, fornisce indirizzo, coordinamento e supporto alle controllate, è responsabile della definizione delle linee strategiche di sviluppo del Gruppo relativamente alla presenza diretta sui mercati esteri, con esplorazione sistematica e analisi di nuove opportunità di crescita sui mercati già presidiati e su nuovi mercati, del coordinamento dell’operatività delle banche estere e della gestione delle relazioni delle banche estere con le strutture centralizzate della Capogruppo e con le filiali o altri uffici esteri della Divisione IMI Corporate & Investment Banking. La Divisione presidia le seguenti aree geografiche: i) South-Eastern Europe, con Privredna Banka Zagreb in Croazia, Banca Intesa Beograd in Serbia, Intesa Sanpaolo Banka Bosna i Hercegovina in Bosnia-Erzegovina, Intesa Sanpaolo Bank Albania e Intesa Sanpaolo Bank Romania; ii) Central-Eastern Europe, con Intesa Sanpaolo Bank in Slovenia, VUB Banka in Slovacchia e CIB Bank in Ungheria; iii) CIS e South Mediterranean, con Pravex Bank in Ucraina, Eximbank in Moldavia e Bank of Alexandria in Egitto.

La Divisione International Subsidiary Banks nel quarto trimestre 2020 registra:
-   proventi operativi netti per 495 milioni, +4,3% rispetto a   475 milioni del terzo trimestre 2020;      
-   costi operativi per 258 milioni, +6,6% rispetto a 242 milioni del terzo trimestre 2020;
-   un risultato della gestione operativa di 237 milioni, +1,8% rispetto a 233 milioni del terzo trimestre 2020; 
-   un cost/income ratio al  52,1% rispetto al 51% del  terzo trimestre 2020; 
-   un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 87 milioni, rispetto a 50 milioni del terzo trimestre 2020;
-   un risultato corrente lordo pari a 151 milioni, -17,6% rispetto a 183 milioni del terzo trimestre 2020;
-   un risultato netto pari a  95 milioni,  -29% rispetto a 133 milioni del terzo trimestre 2020. 

La Divisione International Subsidiary Banks nel 2020 registra:
-   proventi operativi netti per 1.908 milioni, -4,5% rispetto a  1.998  milioni del 2019, pari a circa l’ 11% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo ( 11% anche nel 2019);
-   costi operativi per 981 milioni, -1% rispetto a 991 milioni del 2019; 
-   un risultato della gestione operativa di 927 milioni, -7,9% rispetto a 1.007 milioni del 2019;
-   un cost/income ratio al 51,4%   rispetto al 49,6% del 2019;
-   un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 262 milioni, rispetto a 72 milioni del 2019;
-   un risultato corrente lordo pari a 672  milioni, -28,8% rispetto a 944 milioni del 2019;
-   un risultato netto pari a  473 milioni, -34,6% rispetto a 723 milioni del 2019. 

 

La Divisione Private Banking serve il segmento di clientela di fascia alta (Private e High Net Worth Individuals) tramite Fideuram e le sue controllate Fideuram Investimenti, Intesa Sanpaolo Private Banking, SIREF Fiduciaria, Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) Morval e Fideuram Asset Management Ireland.

La Divisione Private Banking nel quarto trimestre 2020 registra:
-   proventi operativi netti per 509 milioni, +6,2% rispetto a   479 milioni del terzo trimestre 2020;             
-   costi operativi per 162 milioni, +6,8%  rispetto a 151 milioni del terzo trimestre 2020;
-   un risultato della gestione operativa di 348 milioni, +6% rispetto a 328 milioni del terzo trimestre 2020;                    
-   un cost/income ratio al 31,7%   rispetto al 31,6% del  terzo trimestre 2020;                   
-   un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 6 milioni, rispetto a 9 milioni del terzo trimestre 2020;                 
-   un risultato corrente lordo pari a 333  milioni, +4,3% rispetto a 319 milioni del terzo trimestre 2020;                  
-   un risultato netto pari a 230 milioni, +6,5%  rispetto a 216 milioni del terzo trimestre 2020.                                   

La Divisione Private Banking nel 2020 registra:
-   proventi operativi netti per 1.944 milioni, -1,4% rispetto a  1.971  milioni del 2019, pari a circa l’ 11% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo ( 11% anche nel 2019);
-   costi operativi per 604 milioni, -1,6% rispetto a 614 milioni del 2019;
-   un risultato della gestione operativa di 1.340 milioni, -1,3% rispetto a 1.357 milioni del 2019;  
-   un cost/income ratio al  31,1% rispetto al 31,2% del 2019;
-   un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 54 milioni, rispetto a 32 milioni del 2019;
-   un risultato corrente lordo pari a 1.282 milioni, -3,9% rispetto a   1.334 milioni del 2019;
-   un risultato netto pari a 873 milioni, -4,9% rispetto a 918 milioni del 2019. 

                                  

La Divisione Asset Management fornisce soluzioni di asset management rivolte alla clientela del Gruppo, alle reti commerciali esterne al Gruppo e alla clientela istituzionale tramite Eurizon Capital. Ad Eurizon Capital fanno capo le controllate Eurizon Capital S.A., asset manager lussemburghese rivolto allo sviluppo sul mercato internazionale, Epsilon SGR, specializzata in prodotti strutturati, Eurizon Asset Management Slovakia, cui fanno capo l’ungherese CIB IFM e la croata PBZ Invest (polo dell’asset management nell’Est Europa), Eurizon Capital Real Asset SGR, dedicata ad asset class alternative, Eurizon SLJ Capital LTD, asset manager inglese concentrato su strategie macro e valutarie, e il 49% della società cinese di asset management Penghua Fund Management.

La Divisione Asset Management nel quarto trimestre 2020 registra:
-   proventi operativi netti per  318 milioni, +63,9% rispetto a 194 milioni del terzo trimestre 2020;
-   costi operativi per 47 milioni,   +19% rispetto a 39 milioni del terzo trimestre 2020;   
-   un risultato della gestione operativa di 271 milioni, +75,3% rispetto a 155 milioni del terzo trimestre 2020;
-   un cost/income ratio al  14,7% rispetto al 20,3% del  terzo trimestre 2020; 
-   un risultato corrente lordo pari a 271  milioni, +75,2% rispetto a 155 milioni del terzo trimestre 2020; 
-   un risultato netto pari a  192 milioni, +67,4% rispetto a 115 milioni del terzo trimestre 2020.                      

La Divisione Asset Management nel 2020 registra:
-   proventi operativi netti per 867 milioni, +3,2% rispetto a 840 milioni del 2019, pari a circa il 5% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (5% anche nel 2019);     
-   costi operativi per 156 milioni, -0,6% rispetto a 157 milioni nel 2019;  
-   un risultato della gestione operativa di 711 milioni, +4,1% rispetto a 683 milioni del 2019;
-   un cost/income ratio al 18% rispetto al 18,7% del 2019;  
-   un risultato corrente lordo pari a 711  milioni, +4,1% rispetto a 683 milioni del 2019;
-   un risultato netto pari a 519 milioni, +0,2% rispetto a 518 milioni del 2019. 

 

La Divisione Insurance sviluppa l’offerta dei prodotti assicurativi rivolti alla clientela del Gruppo e include Intesa Sanpaolo Vita (che controlla anche Intesa Sanpaolo Assicura, Intesa Sanpaolo Life e Intesa Sanpaolo RBM Salute) e Fideuram Vita.

La Divisione Insurance nel quarto trimestre 2020 registra:
-   proventi operativi netti per 301 milioni, +5,4% rispetto a   286 milioni del terzo trimestre 2020;  
-   costi operativi per 71 milioni, +16,3% rispetto a 61 milioni del terzo trimestre 2020; 
-   un risultato della gestione operativa di 230 milioni, +2,4% rispetto a 224 milioni del terzo trimestre 2020;
-   un cost/income ratio al 23,7%  rispetto al 21,5% del  terzo trimestre 2020;
-   un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a  un milione, rispetto a 7 milioni del terzo trimestre 2020; 
-   un risultato corrente lordo pari a 229  milioni, +5,6% rispetto a 217 milioni del terzo trimestre 2020; 
-   un risultato netto pari a 212 milioni, +45,3% rispetto a 146 milioni del terzo trimestre 2020.

La Divisione Insurance nel 2020 registra:
-   proventi operativi netti per 1.257 milioni, +3,4% rispetto a 1.216 milioni del 2019, pari a circa il 7% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (7% anche nel 2019);
-   costi operativi per 241 milioni, +7,6% rispetto a 224 milioni del 2019;
-   un risultato della gestione operativa di 1.016 milioni, +2,4% rispetto a 992 milioni del 2019;
-   un cost/income ratio al 19,2%  rispetto al 18,4% del 2019;
-   un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 17 milioni, rispetto a 2 milioni del 2019;
-   un risultato corrente lordo pari a 999  milioni, +0,9% rispetto a 990 milioni del 2019;
-   un risultato netto pari a  686 milioni, +3,8% rispetto a 661 milioni del 2019.

 

Le prospettive

Nel 2021, per il Gruppo Intesa Sanpaolo, includendo l’acquisizione di UBI Banca, ci si attende un utile netto superiore a 3,5 miliardi di euro, con un costo del rischio inferiore a 70 centesimi di punto.

Per quanto riguarda la politica dei dividendi del Gruppo, oltre ai 694 milioni di dividendi cash per il 2020 da distribuire il prossimo maggio, in linea con il Piano di Impresa 2018-2021 si prevede, subordinatamente alle indicazioni che verranno fornite dalla BCE in merito alle politiche dei dividendi successivamente al 30 settembre 2021, termine della raccomandazione del 15 dicembre 2020:
-   a valere sui risultati del 2020, una distribuzione cash da riserve, possibilmente entro la fine del 2021, che aggiungendosi ai predetti dividendi porti al pagamento di un ammontare complessivo corrispondente a un payout ratio pari al 75% dei 3.505 milioni di euro di utile netto rettificato (14),
-   a valere sui risultati del 2021, il pagamento di un ammontare di dividendi cash corrispondente a un payout ratio pari al 70% dell’utile netto, da distribuire in parte come acconto nell’anno in corso (15).

Considerando la predetta politica dei dividendi del Gruppo a valere sui risultati del 2020 e del 2021, viene confermata la solidità dei coefficienti patrimoniali, con un Common Equity Tier 1 ratio a regime nel 2021 minimo al 13% pro-forma (16) (12% non pro-forma (17)).

Sulla base dell’attuale stato di avanzamento del processo di integrazione di UBI Banca, si stimano sinergie in aumento a oltre 1.000 milioni di euro, a regime nel 2024 e a oltre l’80% nel 2023, dai circa 700 milioni attesi al momento dell’Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio, di cui per i costi a oltre 700 milioni da circa 550 milioni e per i ricavi a oltre 300 milioni da circa 150 milioni.

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(14)  Escludendo dal risultato netto contabile le componenti relative all’acquisizione di UBI Banca costituite dagli effetti economici dell’allocazione dei costi di acquisizione, incluso goodwill negativo, e dagli oneri di integrazione e l’azzeramento del goodwill della Divisione Banca dei Territori.
(15)  Subordinatamente all’approvazione da parte della BCE e dell’Assemblea della modifica allo Statuto sociale che consente al Consiglio di Amministrazione di deliberare la distribuzione di acconti sui dividendi.
(16) Stimato applicando i parametri indicati a regime, considerando l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti, nonché alla prima applicazione del principio contabile IFRS 9 e al contributo pubblico cash di 1.285 milioni di euro - esente da imposte - a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all’acquisizione dell’Insieme Aggregato di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca e l’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse e delle DTA relative all’acquisizione di UBI Banca derivanti dalla PPA, dagli oneri di integrazione e dalla cessione del ramo d’azienda a BPER Banca.
(17)  Se non si considerano gli assorbimenti delle DTA indicati nella nota 16.

 

Ai fini di comparabilità dei risultati, i dati di conto economico dei primi tre trimestri del 2019 sono stati riesposti a seguito della firma nel mese di dicembre 2019 dell’accordo per il trasferimento a Nexi del ramo aziendale di Intesa Sanpaolo avente ad oggetto l’attività di acquiring: le relative componenti sono state deconsolidate linea per linea e l’apporto del ramo in termini di conto economico è stato attribuito all’utile/perdita delle attività operative cessate.

Per gli stessi trimestri, i dati di conto economico e di stato patrimoniale relativi alla Divisione Banca dei Territori e alla Divisione IMI Corporate & Investment Banking sono stati riesposti a seguito dell’incorporazione nel mese di novembre 2019 della controllata Mediocredito Italiano nella Capogruppo; mentre i dati delle Divisioni dei quattro trimestri del 2019 sono stati riesposti per la riallocazione dal Centro di Governo di componenti di costo e delle componenti di conto economico e stato patrimoniale relative ai crediti in sofferenza in precedenza attribuiti alla Direzione NPE (ex Capital Light Bank).

Inoltre, i dati di conto economico dei quattro trimestri del 2019 sono stati riesposti a seguito della firma nel mese di dicembre 2019 dell’accordo per la partnership strategica con Prelios, comprendente un contratto per il servicing da parte di Prelios di un portafoglio di crediti classificati come inadempienze probabili del Gruppo Intesa Sanpaolo, stimando le commissioni di teorica spettanza di Prelios e iscrivendole da un lato nella voce “spese amministrative” e dall’altro nelle voci “imposte sul reddito” e “utile/perdita di pertinenza terzi”.

Infine, i dati di conto economico e di stato patrimoniale dei quattro trimestri del 2019 e del primo trimestre del 2020 sono stati riesposti a seguito dell’acquisizione di RBM Assicurazione Salute perfezionata nel mese di  maggio 2020: le relative componenti sono state consolidate linea per linea, attribuendo il corrispondente utile netto all’utile di pertinenza di terzi e il corrispondente patrimonio netto al patrimonio di pertinenza di terzi.

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Allo scopo di consentire una più completa informativa sui risultati conseguiti al 31 dicembre 2020, si allegano i prospetti relativi al conto economico e allo stato patrimoniale consolidati riclassificati approvati dal Consiglio di Amministrazione. Si precisa che la società di revisione sta completando la revisione legale del bilancio nonché le attività finalizzate al rilascio dell’attestazione prevista dall’art. 26 (2) del Regolamento dell’Unione Europea n. 575/2013 e dalla Decisione della Banca Centrale Europea n. 2015/656. Il progetto di bilancio d’esercizio e il bilancio consolidato al 31 dicembre 2020 verranno sottoposti all’approvazione del Consiglio di Amministrazione previsto per il 23 marzo 2021. Si segnala che verranno messi a disposizione degli azionisti e del mercato, entro il 26 marzo 2021, il progetto di bilancio d’esercizio e il bilancio consolidato al 31 dicembre 2020 che verranno sottoposti all’esame della società di revisione incaricata della revisione contabile del bilancio. Il bilancio d’esercizio verrà sottoposto all’approvazione dell’Assemblea ordinaria prevista per il 28 aprile 2021.

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Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Fabrizio Dabbene, dichiara ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del Testo Unico della Finanza che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili.

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La presente comunicazione e le informazioni ivi contenute non hanno finalità di né costituiscono in alcun modo consulenza in materia di investimenti. Le dichiarazioni ivi contenute non sono state oggetto di verifica indipendente. Non viene fatta alcuna dichiarazione o garanzia, espressa o implicita, in riferimento a, e nessun affidamento dovrebbe essere fatto relativamente all’imparzialità, accuratezza, completezza, correttezza e affidabilità delle informazioni ivi contenute. La Società e i suoi rappresentanti declinano ogni responsabilità (sia per negligenza o altro), derivanti in qualsiasi modo da tali informazioni e/o per eventuali perdite derivanti dall’utilizzo o meno di questa comunicazione. Accedendo a questi materiali, il lettore accetta di essere vincolato dalle limitazioni di cui sopra.

Questo comunicato stampa contiene previsioni e stime che riflettono le attuali opinioni del management Intesa Sanpaolo in merito ad eventi futuri. Previsioni e stime sono in genere identificate da espressioni come “è possibile,” “si dovrebbe,” “si prevede,” “ci si attende,” “si stima,” “si ritiene,” “si intende,” “si progetta,” “obiettivo” oppure dall’uso negativo di queste espressioni o da altre varianti di tali espressioni oppure dall’uso di terminologia comparabile. Queste previsioni e stime comprendono, ma non si limitano a, tutte le informazioni diverse dai dati di fatto, incluse, senza limitazione, quelle relative alla posizione finanziaria futura di Intesa Sanpaolo e ai risultati operativi, la strategia, i piani, gli obiettivi e gli sviluppi futuri nei mercati in cui Intesa Sanpaolo opera o intende operare.

A seguito di tali incertezze e rischi, si avvisano i lettori che non devono fare eccessivo affidamento su tali informazioni di carattere previsionale come previsione di risultati effettivi. La capacità del Gruppo Intesa Sanpaolo di raggiungere i risultati previsti dipende da molti fattori al di fuori del controllo del management. I risultati effettivi possono differire significativamente (ed essere più negativi di) da quelli previsti o impliciti nei dati previsionali. Tali previsioni e stime comportano rischi ed incertezze che potrebbero avere un impatto significativo sui risultati attesi e si fondano su assunti di base.

Le previsioni e le stime ivi formulate si basano su informazioni a disposizione di Intesa Sanpaolo alla data odierna. Intesa Sanpaolo non si assume alcun obbligo di aggiornare pubblicamente e di rivedere previsioni e stime a seguito della disponibilità di nuove informazioni, di eventi futuri o di altro, fatta salva l’osservanza delle leggi applicabili. Tutte le previsioni e le stime successive, scritte ed orali, attribuibili a Intesa Sanpaolo o a persone che agiscono per conto della stessa sono espressamente qualificate, nella loro interezza, da queste dichiarazioni cautelative.

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Investor Relations                                                                                                                      
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