INTESA SANPAOLO: RISULTATI CONSOLIDATI AL 31 DICEMBRE 2025
I RISULTATI DEL 2025 SONO PIENAMENTE IN LINEA CON LE INDICAZIONI PER L’ANNO RESE NOTE AL MERCATO E SUPERIORI AGLI OBIETTIVI DEL PIANO DI IMPRESA 2022-2025. INTESA SANPAOLO È LA BANCA PIÙ RESILIENTE IN EUROPA, PIENAMENTE IN GRADO DI OPERARE CON SUCCESSO IN OGNI SCENARIO E DI REALIZZARE UNA SIGNIFICATIVA E SOSTENIBILE CREAZIONE E DISTRIBUZIONE DI VALORE.
SOLIDA REDDITIVITÀ SOSTENIBILE, CON UN UTILE NETTO 2025 PARI A € 9,3 MLD (+7,6% VS 2024) A FRONTE DI OLTRE € 1 MLD ALLOCATO A VALERE SULL’UTILE ANTE IMPOSTE NELL’ANNO CON LE AZIONI GESTIONALI PER L’ULTERIORE RAFFORZAMENTO DELLA SOSTENIBILITÀ FUTURA DEI RISULTATI DEL GRUPPO, CHE CONTRIBUISCONO A UNA PREVISIONE DI UTILE NETTO PER IL 2026 A CIRCA € 10 MLD.
SIGNIFICATIVO RITORNO CASH PER GLI AZIONISTI: PROPOSTA ALL’ASSEMBLEA DI DIVIDENDI COMPLESSIVI PARI A € 6,5 MLD (€ 3,2 MLD DI ACCONTO DIVIDENDI 2025 PAGATO A NOVEMBRE 2025 E PROPOSTA DI € 3,3 MLD DI SALDO DIVIDENDI 2025 DA PAGARE A MAGGIO 2026) E DI BUYBACK PARI A € 2,3 MLD DA AVVIARE A LUGLIO 2026 (AUTORIZZATO DALLA BCE).
IL SOLIDO ANDAMENTO ECONOMICO E PATRIMONIALE DEL 2025 SI È TRADOTTO IN UNA SIGNIFICATIVA CREAZIONE DI VALORE PER TUTTI GLI STAKEHOLDER E NON SOLO PER GLI AZIONISTI, FONDATA ANCHE SUL FORTE IMPEGNO ESG DEL GRUPPO: IN PARTICOLARE, € 5,5 MLD DI IMPOSTE GENERATE CONSIDERANDO € 0,6 MLD DI CONTRIBUTO STRAORDINARIO SULLA “RISERVA EXTRAPROFITTI” A CARICO DEL CAPITALE, ESPANSIONE DEL PROGRAMMA CIBO E RIPARO PER LE PERSONE IN DIFFICOLTÀ (ABILITATI 68,2 MLN DI INTERVENTI NEL 2022-2025), RAFFORZAMENTO DELLE INIZIATIVE PER CONTRASTARE LE DISUGUAGLIANZE E FAVORIRE L’INCLUSIONE FINANZIARIA, SOCIALE, EDUCATIVA E CULTURALE (€ 26,7 MLD DI SOCIAL LENDING E URBAN REGENERATION NEL 2022-2025), € 1 MLD GIÀ INVESTITO NEL 2023-2025 PER CONTRASTARE LA POVERTÀ E RIDURRE LE DISUGUAGLIANZE.
INTESA SANPAOLO È UN ACCELERATORE DELLA CRESCITA DELL’ECONOMIA REALE IN ITALIA: CIRCA € 86 MLD DI NUOVO CREDITO A MEDIO-LUNGO TERMINE A FAMIGLIE E IMPRESE DEL PAESE NEL 2025, +23% VS 2024; CIRCA 2.850 AZIENDE RIPORTATE IN BONIS NEL 2025 E CIRCA 146.800 DAL 2014, PRESERVANDO RISPETTIVAMENTE CIRCA 14.250 E 734.000 POSTI DI LAVORO.
INTESA SANPAOLO È PIENAMENTE IN GRADO DI OPERARE CON SUCCESSO IN OGNI SCENARIO GRAZIE AI PUNTI DI FORZA CHE CONTRADDISTINGUONO IL GRUPPO, IN PARTICOLARE:
- LA REDDITIVITÀ RESILIENTE, DOVUTA ANCHE ALLA GESTIONE INTEGRATA DEI RICAVI PER CREARE VALORE;
- LA SOLIDA PATRIMONIALIZZAZIONE E LO STATUS DI BANCA A “ZERO NPL”;
- I SIGNIFICATIVI INVESTIMENTI IN TECNOLOGIA E L’ELEVATA FLESSIBILITÀ NELLA GESTIONE DEI COSTI OPERATIVI;
- LA LEADERSHIP NELL’ATTIVITÀ DI WEALTH MANAGEMENT, PROTECTION & ADVISORY, CON € 883 MLD DI RACCOLTA DIRETTA E RISPARMIO AMMINISTRATO DELLA CLIENTELA PER ALIMENTARE LA CRESCITA DEL RISPARMIO GESTITO.
AL 31 DICEMBRE 2025 ELEVATA PATRIMONIALIZZAZIONE, LARGAMENTE SUPERIORE AI REQUISITI NORMATIVI E IN CRESCITA SIGNIFICATIVA: COMMON EQUITY TIER 1 RATIO AL 13,9%, IN AUMENTO DI CIRCA 110 CENTESIMI DI PUNTO NEL 2025, INCLUDENDO L’IMPATTO NEGATIVO DI CIRCA 40 CENTESIMI DI PUNTO DI BASILEA 4 E DI CIRCA 20 CENTESIMI DI PUNTO DEL CONTRIBUTO STRAORDINARIO SULLA “RISERVA EXTRAPROFITTI” E DEDUCENDO DAL CAPITALE € 3,2 MLD DI ACCONTO DIVIDENDI 2025 PAGATO A NOVEMBRE 2025 E € 3,3 MLD DI SALDO DIVIDENDI 2025 PROPOSTO, AL 13,2% DEDUCENDO ANCHE € 2,3 MLD DI BUYBACK DA AVVIARE A LUGLIO 2026, SENZA CONSIDERARE CIRCA 100 CENTESIMI DI PUNTO DI BENEFICIO DERIVANTE DALL’ASSORBIMENTO DELLE IMPOSTE DIFFERITE ATTIVE (DTA).
CRESCITA DELL’ 1,5% VS 2024 DEL RISULTATO DELLA GESTIONE OPERATIVA, CON PROVENTI OPERATIVI NETTI IN AUMENTO DELLO 0,6% (COMMISSIONI NETTE +6,3%, RISULTATO DELL’ATTIVITÀ ASSICURATIVA +4,6%, FORTE CRESCITA DEL RISULTATO NETTO DELLE ATTIVITÀ E PASSIVITÀ FINANZIARIE AL FAIR VALUE A FRONTE DEL CALO DEGLI INTERESSI NETTI, PERALTRO RESILIENTI COLLOCANDOSI AL DI SOPRA DEI LIVELLI DEL 2023) E COSTI OPERATIVI IN DIMINUZIONE DELLO 0,6%.
QUALITÀ DEL CREDITO:
- CREDITI IN SOFFERENZA QUASI AZZERATI;
- INCIDENZA DEI CREDITI DETERIORATI SUI CREDITI COMPLESSIVI PARI ALLO 0,8% AL NETTO DELLE RETTIFICHE E ALL’ 1,5% AL LORDO, SECONDO LA METODOLOGIA EBA;
- COSTO DEL RISCHIO A 41 CENTESIMI DI PUNTO, A 26 ESCLUDENDO LE RETTIFICHE DI VALORE ADDIZIONALI PER FAVORIRE IL DE-RISKING E RAFFORZARE LO STATO PATRIMONIALE;
- CREDITI DELLA CONTROLLATA RUSSA VICINI ALLO ZERO.
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(°) Common Equity Tier 1 ratio pro-forma stimato pari al 14,9% se si esclude l’impatto del buyback da avviare a luglio 2026 e al 14,1% se lo si include, considerando: (i) l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti, alla prima applicazione del principio contabile IFRS 9 e al contributo pubblico cash di 1.285 milioni di euro - esente da imposte - a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all’acquisizione dell’Insieme Aggregato di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca e (ii) l’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse, all’acquisizione di UBI Banca, agli accordi sindacali di novembre 2021 e ottobre 2024 integrato a dicembre 2025 e alla riorganizzazione dell’asset management.
(°°) Rispetto al 12,8% a fine 2024 pro-forma deducendo l’impatto negativo di Basilea 4.
(°°°) Pari a 570 milioni di euro, a carico del patrimonio netto.
(°°°°) Deducendo dal capitale anche 0,4 miliardi di euro di cedole maturate sulle emissioni di Additional Tier 1.
(°°°°°) Subordinatamente all’approvazione dell’Assemblea.
DATI DI SINTESI: |
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PROVENTI OPERATIVI NETTI: |
4° TRIM. 2025 ANNO 2025
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+2,9% +0,6% |
A € 6.838 MLN DA € 6.643 MLN DEL 3° TRIM. 2025 A € 27.270 MLN DA € 27.107 MLN DEL 2024 |
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COSTI OPERATIVI: |
4° TRIM. 2025 ANNO 2025
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+30,6% -0,6% |
A € 3.544 MLN DA € 2.714 MLN DEL 3° TRIM. 2025 A € 11.500 MLN DA € 11.570 MLN DEL 2024 |
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RISULTATO GESTIONE OPERATIVA: |
4° TRIM. 2025 ANNO 2025
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-16,2% +1,5% |
A € 3.294 MLN DA € 3.929 MLN DEL 3° TRIM. 2025 A € 15.770 MLN DA € 15.537 MLN DEL 2024 |
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RISULTATO CORRENTE LORDO: |
4° TRIM. 2025 ANNO 2025
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€ 1.892 MLN € 13.462 MLN |
DA € 3.614 MLN DEL 3° TRIM. 2025 DA € 13.736 MLN DEL 2024 |
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RISULTATO NETTO: |
4° TRIM. 2025 ANNO 2025
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€ 1.733 MLN € 9.321 MLN |
DA € 2.372 MLN DEL 3° TRIM. 2025 DA € 8.666 MLN DEL 2024 |
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COEFFICIENTI PATRIMONIALI: |
COMMON EQUITY TIER 1 RATIO AL 13,9% (°), INCLUDENDO L’IMPATTO NEGATIVO DI BASILEA 4 E DEL CONTRIBUTO STRAORDINARIO SULLA “RISERVA EXTRAPROFITTI” E DEDUCENDO DAL CAPITALE (°°) L’ACCONTO DIVIDENDI 2025 PAGATO A NOVEMBRE 2025 E IL SALDO DIVIDENDI 2025 PROPOSTO, AL 13,2% DEDUCENDO ANCHE IL BUYBACK DA AVVIARE A LUGLIO 2026 (°°°) |
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(°) Common Equity Tier 1 ratio pro-forma stimato pari al 14,9% se si esclude l’impatto del buyback da avviare a luglio 2026 e al 14,1% se lo si include, considerando: (i) l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti, alla prima applicazione del principio contabile IFRS 9 e al contributo pubblico cash di 1.285 milioni di euro - esente da imposte - a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all’acquisizione dell’Insieme Aggregato di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca e (ii) l’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse, all’acquisizione di UBI Banca, agli accordi sindacali di novembre 2021 e ottobre 2024 integrato a dicembre 2025 e alla riorganizzazione dell’asset management.
(°°) Deducendo dal capitale anche 0,4 miliardi di euro di cedole maturate sulle emissioni di Additional Tier 1.
(°°°) Subordinatamente all’approvazione dell’Assemblea.
Torino, Milano, 2 febbraio 2026 – Il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo in data odierna ha approvato i risultati d’esercizio e consolidati al 31 dicembre 2025 (*).
I risultati del 2025 sono pienamente in linea con le indicazioni per l’anno rese note al mercato e superiori agli obiettivi del Piano di Impresa 2022-2025. Intesa Sanpaolo è la Banca più resiliente in Europa (come dimostrato dallo stress test EBA), pienamente in grado di operare con successo in ogni scenario e di realizzare una significativa e sostenibile creazione e distribuzione di valore.
Intesa Sanpaolo nel 2025 ha confermato la capacità di generare una solida redditività sostenibile, con un utile netto pari a 9,3 miliardi di euro a fronte di oltre un miliardo allocato a valere sull’utile ante imposte dell’anno per l’ulteriore rafforzamento della sostenibilità futura dei risultati del Gruppo e costituito da:
- circa 650 milioni di euro di rettifiche di valore su crediti addizionali per favorire il de-risking e rafforzare lo stato patrimoniale;
- circa 285 milioni di accantonamenti, altre rettifiche di valore e altri oneri per favorire il de-risking e rafforzare lo stato patrimoniale;
- circa 85 milioni di oneri di integrazione per anticipare uscite volontarie già concordate e circa 10 milioni di altri oneri di integrazione.
Il solido andamento economico e patrimoniale dell’anno si è tradotto in una significativa creazione di valore per tutti gli stakeholder, fondata anche sul forte impegno ESG del Gruppo. In particolare:
- significativo ritorno cash per gli azionisti: proposta all’Assemblea di dividendi complessivi pari a 6,5 miliardi di euro (3,2 miliardi di acconto dividendi 2025 pagato a novembre 2025 e proposta di 3,3 miliardi di saldo dividendi 2025 da pagare a maggio 2026) e di buyback pari a 2,3 miliardi di euro da avviare a luglio 2026 (autorizzato dalla BCE);
- 4,9 miliardi di euro di imposte (°) generate, 5,5 miliardi considerando 0,6 miliardi di euro di contributo straordinario sulla “riserva extraprofitti” a carico del capitale;
- espansione del programma cibo e riparo per le persone in difficoltà (abilitati 68,2 milioni di interventi tra il 2022 e il 2025);
- rafforzamento delle iniziative per contrastare le disuguaglianze e favorire l’inclusione finanziaria, sociale, educativa e culturale (26,7 miliardi di euro di social lending e urban regeneration tra il 2022 e il 2025);
- un miliardo di euro già investito nel 2023-2025 per contrastare la povertà e ridurre le disuguaglianze.
Intesa Sanpaolo è pienamente in grado di operare con successo in ogni scenario grazie ai punti di forza che contraddistinguono il Gruppo, tra cui:
▪ la redditività resiliente, dovuta anche alla gestione integrata dei ricavi per creare valore, evidenziata in particolare nello stress test EBA;
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(*) Nota metodologica sul perimetro di consolidamento a pagina 26.
(°) Imposte dirette e indirette.
▪ la solida patrimonializzazione, con un Common Equity Tier1 ratio in crescita di circa 110 centesimi di punto nell’anno (°) al 13,9% ante impatto del buyback da avviare a luglio 2026, e lo status di banca a “zero NPL”;
▪ l’elevata flessibilità nella gestione dei costi operativi anche grazie all’accelerazione nella trasformazione tecnologica (64% degli applicativi già cloud-based);
▪ la leadership nell’attività di Wealth Management, Protection & Advisory, con 883 miliardi di euro di raccolta diretta e risparmio amministrato della clientela per alimentare la crescita del risparmio gestito.
Tra i fattori di successo:
■ per quanto riguarda la tecnologia:
· nuova piattaforma tecnologica nativa cloud (isytech), già disponibile per la clientela retail mass market con la nuova banca digitale Isybank e in progressiva estensione al resto del Gruppo: 5,6 miliardi di investimenti IT già effettuati e circa 2.430 specialisti IT già assunti;
· nuovi canali digitali:
- Isybank, la banca digitale del Gruppo con circa 900.000 conti già aperti da nuovi clienti;
- Fideuram Direct, la piattaforma di Wealth Management digitale per il Private Banking, con circa 81.000 clienti e 3,5 miliardi di euro di attività finanziarie della clientela al 31 dicembre 2025; collaborazione con BlackRock per l’estensione della piattaforma ai clienti europei Private e Affluent iniziando con Belgio e Lussemburgo;
· intelligenza artificiale, con 153 App e circa 300 specialisti nel 2025;
■ per quanto riguarda la leadership nell’attività di Wealth Management, Protection & Advisory, Intesa Sanpaolo può avvalersi di un’unicità di fattori abilitanti per la crescita dei ricavi derivante da questa attività:
· gli strumenti digitali d’eccellenza;
· le distintive reti di consulenza, con circa 18.550 persone dedicate (°°);
· le fabbriche di prodotto assicurative e dell’asset management interamente controllate;
· i circa 1.500 miliardi di euro di attività finanziarie della clientela presso il Gruppo.
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(°) Rispetto al 12,8% a fine 2024 pro-forma deducendo l’impatto negativo di Basilea 4.
(°°) Consulenti finanziari, Private Banker, Global Advisor (con contratto ibrido, combinato tra rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato part-time e rapporto di lavoro autonomo in capo alla stessa persona), gestori per la clientela Exclusive, gestori per la clientela Affluent, gestori nella Filiale Digitale e Relationship Manager della Divisione International Banks.
Il Piano di Impresa 2022-2025 è stato completato con successo. In particolare:
· forte riduzione del profilo di rischio, con un conseguente taglio del costo del rischio:
- forte deleveraging, con una diminuzione di 7,7 miliardi di euro dello stock di crediti deteriorati, al lordo delle rettifiche, tra il 2022 e il 2025, riducendo l’incidenza dei crediti deteriorati al netto delle rettifiche sui crediti complessivi allo 0,8% (°) e conseguendo un risultato migliore dell’obiettivo del Piano;
- l’unità Balance Sheet Optimisation ha continuato a estendere gli schemi di protezione dal rischio di credito per ottimizzare l’assorbimento di capitale. Nel quarto trimestre 2025 perfezionate tre nuove operazioni di cartolarizzazione sintetica: la prima strutturata come Simple Transparent Standardised (STS) su un portafoglio di circa 4,1 miliardi di euro di finanziamenti a clientela Corporate e Large Corporate, la seconda su un portafoglio di circa 3 miliardi di euro di revolving credit facilities a clientela Large Corporate e la terza su un portafoglio di circa 1,3 miliardi di dollari di revolving credit facilities a fondi di investimento gestiti da assets managers di primario standing. A fine 2025, l’ammontare cartolarizzato in essere nell’ambito di operazioni di cartolarizzazione sintetica, incluse nel Programma GARC (Active Credit Risk Management), era pari a circa 35 miliardi di euro;
- ulteriormente rafforzate le iniziative di efficientamento del capitale ed esteso l’ambito di applicazione delle strategie creditizie a criteri ESG, indirizzando nuove erogazioni per circa 31 miliardi di euro nel 2025 (oltre 18 miliardi di euro nel 2023 e circa 21 miliardi nel 2024) verso settori economici più sostenibili con il miglior rapporto rischio/rendimento;
· riduzione strutturale dei costi, resa possibile dalla tecnologia:
- isytech operativa con circa 470 specialisti dedicati;
- internalizzazione delle competenze core IT con circa 2.430 persone assunte;
- chiuse 1.502 filiali dal quarto trimestre 2021 alla luce del lancio di Isybank;
- pienamente funzionante la piattaforma digitale per la gestione analitica dei costi, con 50 iniziative di efficientamento già identificate;
- in corso la razionalizzazione del patrimonio immobiliare in Italia, con una riduzione di circa 866 mila metri quadri dal quarto trimestre 2021;
- circa 8.750 uscite volontarie dal 2022;
- lanciati progetti di digitalizzazione in Eurizon riguardanti Intelligenza Artificiale e Distributed Ledger Technology;
· crescita delle commissioni, trainata dalle attività di Wealth Management, Protection & Advisory:
- rafforzamento dell’offerta (nuovi prodotti di asset management e assicurativi) e ulteriore crescita del servizio di consulenza evoluta Valore Insieme per la clientela Affluent e Exclusive: circa 79.000 nuovi contratti e 23,8 miliardi di euro di afflussi di attività finanziarie della clientela nel 2025, in aggiunta ai circa 125.000 nuovi contratti e 36,9 miliardi di euro di afflussi di attività finanziarie della clientela nel 2023-2024, con masse gestite a fine 2025 pari a oltre 102 miliardi di euro rispetto all’obiettivo di Piano di 100 miliardi;
- Intesa Sanpaolo è stata la prima banca in Italia a offrire nel corso del 2023 il SoftPOS di Nexi, soluzione che permette l’accettazione di pagamenti digitali contact-less da smartphone/tablet senza necessità di un terminale POS;
- nel quarto trimestre 2024, quotati su Borsa Italiana (Euronext) i primi sette ETF replica fisica della piattaforma D-X istituiti da Fideuram Asset Management Ireland tramite la Sicav AILIS (patrimonio gestito pari a circa 5,6 miliardi di euro a fine 2025);
- arricchita l’offerta commerciale Soluzione Domani dedicata alla clientela Senior (oltre 65 anni e caregiver) con il lancio dell’iniziativa Senior Hub (“SpazioxNoi”), che prevede, in una prima fase, l’apertura di due centri multiservizi (a Milano e Novara) dedicati all’invecchiamento attivo, al benessere e all’aggregazione sociale;
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(°) Secondo la metodologia EBA.
- dal 1° gennaio 2024, InSalute Servizi è diventata TPA (Third Party Administrator) del fondo sanitario integrativo del Gruppo Intesa Sanpaolo e - gestendo anche tutti i clienti della Divisione Banca dei Territori che hanno polizze sanitarie di Intesa Sanpaolo Protezione - è quarta come TPA in Italia con oltre 1,5 milioni di pratiche all’anno;
- lanciata un’iniziativa di value proposition ESG per i segmenti di clientela corporate e piccole e medie imprese delle banche del Gruppo in Slovacchia, Ungheria, Croazia, Serbia e Egitto. Lanciato un prodotto di finanziamento (multi-country) dedicato al raggiungimento di obiettivi green, nell’ambito dell’offerta S-Loan, in Slovacchia, Ungheria, Serbia e Croazia. Avviato un progetto per estendere l’offerta S-Loan a Bosnia-Erzegovina e Slovenia;
- a ottobre 2023 firmato il contratto per l’acquisizione del 99,98% di First Bank, banca commerciale rumena focalizzata sulla clientela retail e PMI; l’acquisizione, perfezionata a fine maggio 2024, ha rafforzato la presenza del Gruppo Intesa Sanpaolo in Romania e offre nuove opportunità alle aziende italiane;
· forte impegno ESG, con un posizionamento ai vertici mondiali per l’impatto sociale e grande focus sul clima:
□ supporto senza eguali per far fronte ai bisogni sociali:
- espansione del programma cibo e riparo per le persone in difficoltà per contrastare la povertà, mediante aiuti concreti sul territorio in Italia e sostegno all'estero, abilitando la realizzazione di 68,2 milioni di interventi tra il 2022 e il 2025, con 56,5 milioni di pasti, 4,6 milioni di posti letto, 6,4 milioni di medicinali e 730.000 capi di abbigliamento;
- occupabilità: programma “Giovani e Lavoro” finalizzato alla formazione e all’accesso al mercato del lavoro italiano di circa 3.000 giovani nell’orizzonte del Piano di Impresa 2022-2025: nel 2025 richieste di iscrizione da parte di circa 2.800 studenti tra i 18 e i 29 anni, circa 1.450 studenti intervistati e oltre 700 formati e in formazione con 28 corsi (circa 5.600 formati e in formazione dal 2019) e circa 2.500 aziende coinvolte dal lancio dell’iniziativa nel 2019;
- disuguaglianze e inclusione educativa: rafforzamento delle partnership con le principali università e scuole italiane, nel quadro del programma di inclusione educativa che nel 2025 ha coinvolto oltre 4.000 scuole e oltre 28.000 studenti, supportando il merito e la mobilità sociale (circa 8.000 scuole coinvolte tra il 2022 e il 2025);
- social housing: il rafforzamento delle iniziative del Gruppo in corso e l’identificazione di nuove partnership con primari operatori nel settore hanno permesso di promuovere nel 2022-2025 circa 7.000 unità abitative tra alloggi sociali e posti letto per studenti;
- un miliardo di euro già investito nel 2023-2025 per contrastare la povertà e ridurre le disuguaglianze (°);
□ forte focus sull’inclusione finanziaria:
- erogati 6,3 miliardi di euro di social lending e urban regeneration nel 2025 (erogati 26,7 miliardi tra il 2022 e il 2025);
□ continuo impegno per la cultura:
- Gallerie d’Italia, le quattro sedi del museo di Intesa Sanpaolo a Milano, Napoli, Torino e Vicenza, su una superficie complessiva di 30.000 metri quadrati, hanno avuto circa 750.000 visitatori nel 2025, per un totale di circa 2.644.000 dal 2022 (ingresso gratuito per gli under 18);
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(°) Di cui circa 650 milioni di euro per gli importi destinati alle iniziative e circa 350 milioni di euro per i costi di struttura delle circa 1.000 persone dedicate a supportare le iniziative.
□ promozione dell’innovazione:
- progetti di innovazione: 258 progetti di innovazione avviati da Intesa Sanpaolo Innovation Center nel 2025, per un totale di 904 dal 2022;
- Neva SGR: oltre 80 milioni di euro di investimenti in start-up nel 2025, per un totale di 199 milioni dal 2022;
□ accelerazione dell’impegno a zero emissioni nette (*):
- dal 2022 al 2024 fissati gli obiettivi al 2030 per i 10 settori con più elevate emissioni nel portafoglio crediti del Gruppo (°), completando a novembre 2024 la copertura dei settori a maggiori emissioni;
- complessivamente, per i predetti settori, le emissioni finanziate assolute si sono ridotte del 32,9% nel 2024 rispetto al 2022;
- le emissioni proprie del Gruppo si sono ridotte del 35% a fine 2024 (rispetto alla data di riferimento del 2019), a fronte di un obiettivo del 53% al 2030;
- il 27 gennaio 2025 è stata ottenuta la convalida da parte di SBTi degli obiettivi sulle proprie emissioni e sulle emissioni finanziate del Gruppo;
- 95% dell’energia acquistata derivante da fonti rinnovabili, al 30 settembre 2025;
□ supporto alla clientela nella transizione ESG/climate:
- erogati 89,4 miliardi di euro tra il 2021 e il 2025 dei 76 miliardi di nuovo credito disponibile a supporto di green economy, economia circolare e transizione ecologica (°°);
- circa 6,3 miliardi di euro di Mutui Green nel 2025 (15,2 miliardi tra il 2022 e il 2025), dei 12 miliardi di nuovo credito Green agli individui nell’arco del Piano di Impresa 2022-2025;
- 8 miliardi di euro di linee di credito per l’economia circolare annunciati nel Piano di Impresa 2022-2025: erogati circa 3,3 miliardi di euro nel 2025 (circa 15,9 miliardi tra il 2022 e il 2025);
- attivati 16 Laboratori ESG (a Venezia, Padova, Brescia, Bergamo, Cuneo, Bari-Taranto, Roma, Napoli-Palermo, Milano, Torino, Firenze, Macerata, Chieti e Genova), punti di incontro fisico e virtuale per supportare le piccole e medie imprese nell’approccio alla sostenibilità, ed evoluzione dei servizi di consulenza offerti dai partner (es. Circularity, Nativa, CE Lab e altri);
- nel 2024 la gamma dei prodotti S-Loan, dedicati alle piccole e medie imprese per finanziare progetti finalizzati a migliorare il proprio profilo di sostenibilità, è stata rivista da sei a tre linee (S-Loan ESG, S-Loan CER e S-Loan Diversity): 4,3 miliardi di euro erogati nel 2025 (11,1 miliardi dal lancio nel 2020); erogati circa 2,3 miliardi di euro per il nuovo prodotto S-Loan Progetti Green dal lancio nel 2024;
- rafforzamento dell’offerta di prodotti di investimento ESG di asset management, con un’incidenza sul totale del risparmio gestito di Eurizon al 76%; opzioni di investimento (art. 8 e 9 della SFDR) per i prodotti assicurativi disponibili alla clientela pari all’ 81% al 31 dicembre 2025;
- forte impegno in attività di Stewardship: nel 2025 Eurizon Capital SGR ha partecipato a 1.641 assemblee degli azionisti (di cui il 90% costituito da società quotate all’estero) e a 763 engagement (di cui il 35% su tematiche ESG), Eurizon Capital SA e Epsilon SGR (°°°) hanno partecipato rispettivamente a 3.628 e 21 assemblee degli azionisti (di cui rispettivamente il 97% e il 90% costituito da società quotate all’estero) e Fideuram ha partecipato a 61 assemblee degli azionisti e a 123 engagement (di cui l’ 89% su tematiche ESG);
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(*) I dati sulla riduzione delle emissioni del 2025 saranno disponibili nel Climate Report che sarà pubblicato a marzo 2026.
(°) Oil and Gas, Power Generation, Automotive, Coal Mining, Iron and Steel, Commercial Real Estate, Residential Real Estate, Cement, Aluminium e Agriculture - Primary Farming.
(°°) Per il 2021-2026, incluso il nuovo credito per la transizione in relazione al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
(°°°) Fino al 28 febbraio 2025, prima della fusione in Eurizon Capital SGR.
Intesa Sanpaolo è l’unica banca italiana inclusa nei Dow Jones Best-in-Class Indices e nella CDP Climate A List e prima tra le banche del peer group per Sustainalytics. Inoltre, Intesa Sanpaolo:
- è l’unica banca in Italia tra le 100 aziende più inclusive e attente alla diversità nel 2025 FTSE Diversity & Inclusion Index;
- è inclusa nell’ Equileap Top Ranking 2025 tra le migliori 100 aziende al mondo per la parità di genere;
- è stata la prima tra i maggiori gruppi bancari italiani a ottenere la certificazione “Prassi di Riferimento (PDR) 125:2022” per la parità di genere, certificazione rinnovata nel 2025;
· le persone del Gruppo sono la risorsa più importante:
- assunti circa 5.900 professional dal 2021;
- riqualificate circa 9.325 persone ed erogate circa 56 milioni di ore di formazione dal 2022;
- circa 325 talenti hanno già completato il percorso di sviluppo nell’ambito dell’International Talent Program, tuttora in corso per altre circa 200 persone;
- individuate circa 465 key people soprattutto nell’ambito del middle management per iniziative dedicate di sviluppo e formazione;
- Intesa Sanpaolo è stata confermata Top Employer Europe 2026 e Top Employer Italy rispettivamente per il secondo e il quinto anno consecutivo da Top Employers Institute ed è risultata prima, tra le aziende del settore bancario e finanziario, nella classifica LinkedIn Top Companies 2025 per sviluppo della carriera e crescita professionale.
Nel 2025, per il Gruppo si registra:
● utile netto in crescita del 7,6% a 9.321 milioni di euro, da 8.666 milioni del 2024;
● risultato della gestione operativa in aumento dell’ 1,5% rispetto al 2024;
● proventi operativi netti in crescita dello 0,6% rispetto al 2024, con un +6,3% per le commissioni nette, un +4,6% per il risultato dell’attività assicurativa e un forte aumento per il risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value a fronte della diminuzione registrata dagli interessi netti, che peraltro si sono dimostrati resilienti collocandosi su livelli superiori a quelli del 2023 nonostante il forte calo dell’Euribor;
● costi operativi in diminuzione dello 0,6% rispetto al 2024;
● elevata efficienza, con un cost/income al 42,2%, tra i migliori nell’ambito delle maggiori banche europee;
● costo del rischio a 41 centesimi di punto, a 26 escludendo le rettifiche di valore addizionali per favorire il de-risking e rafforzare lo stato patrimoniale, con un ammontare di overlay pari a 0,9 miliardi di euro;
● qualità del credito (°):
- le azioni manageriali attuate per l’ulteriore rafforzamento della sostenibilità futura dei risultati del Gruppo si sono tradotte nel quarto trimestre 2025 in una riduzione dei crediti deteriorati di 2,3 miliardi di euro al lordo delle rettifiche di valore e di 0,9 miliardi al netto e il quasi azzeramento delle sofferenze (scese a 0,8 miliardi da 1,3 miliardi al netto delle rettifiche di valore, a 2,4 miliardi da 4,1 miliardi al lordo);
- a fine dicembre 2025, l’incidenza dei crediti deteriorati (°°) sui crediti complessivi è pari allo 0,9% al netto delle rettifiche di valore e all’1,8% al lordo. Considerando la metodologia adottata dall’EBA, l’incidenza dei crediti deteriorati è pari allo 0,8% al netto delle rettifiche di valore e all’ 1,5% al lordo;
- l’esposizione verso la Russia (^) è in ulteriore riduzione, diminuita di oltre il 94% (oltre 3,4 miliardi di euro) rispetto a fine giugno 2022 e scesa allo 0,05% dei crediti a clientela complessivi del Gruppo: crediti a clientela della controllata russa vicini allo zero, crediti a clientela cross-border verso la Russia in larga parte in bonis e classificati a Stage 2;
● elevati livelli di copertura dei crediti deteriorati:
- copertura specifica dei crediti deteriorati al 48,6% a fine dicembre 2025, con una copertura specifica della componente costituita dalle sofferenze al 67,3%;
- robusto buffer di riserva sui crediti in bonis, pari allo 0,5% a fine dicembre 2025;
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(°) Nessun ammontare materiale di moratorie in essere a fine dicembre 2025. L’ammontare di crediti garantiti dallo Stato, in applicazione delle misure a sostegno del sistema produttivo previste a seguito della pandemia da COVID-19, è pari a 8 miliardi di euro (un miliardo SACE e 7 miliardi Fondo PMI).
(°°) Dai crediti deteriorati a fine dicembre 2025 sono esclusi i portafogli classificati come destinati a prossime cessioni, contabilizzati nella voce attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione, pari a circa 1,9 miliardi di euro al lordo delle rettifiche di valore e circa 0,5 miliardi al netto.
(^) Esposizione creditizia verso clientela on-balance, cross-border e della controllata Banca Intesa in Russia, al netto delle garanzie di Export Credit Agencies e post rettifiche di valore. Al 31 dicembre 2025, post rettifiche di valore, l’esposizione creditizia on-balance cross-border verso la Russia è pari a 0,21 miliardi di euro di cui 0,20 miliardi verso clientela, al netto di 0,6 miliardi di euro di garanzie di Export Credit Agencies (off-balance pari a 0,01 miliardi verso clientela, al netto di 0,3 miliardi di garanzie ECA, e pari a 0,02 miliardi verso banche) e quella on-balance delle controllate è pari a 0,05 miliardi, di cui 0,02 miliardi verso clientela, per Banca Intesa in Russia e a 0,06 miliardi, verso banche, per Pravex Bank in Ucraina (off-balance, verso clientela, pari a 0,01 miliardi per la controllata in Russia e 0,03 miliardi per la controllata in Ucraina). L’esposizione creditizia verso controparti russe attualmente inserite nelle liste SDN dei soggetti a cui si applicano sanzioni è pari a 0,28 miliardi di euro.
● patrimonializzazione molto solida, con coefficienti patrimoniali su livelli largamente superiori ai requisiti normativi. Al 31 dicembre 2025, includendo l’impatto negativo di circa 40 centesimi di punto di Basilea 4 e di circa 20 centesimi di punto del contributo straordinario sulla “riserva extraprofitti” (°) e deducendo dal capitale (°°) 3,2 miliardi di euro di acconto dividendi 2025 pagato a novembre 2025 e 3,3 miliardi di euro di saldo dividendi 2025 proposto, il Common Equity Tier 1 ratio è risultato pari al 13,9%(°°°), in crescita nell’anno di circa 110 centesimi di punto (°°°°), al 13,2% deducendo anche 2,3 miliardi di euro di buyback da avviare a luglio 2026 (°°°°°), senza considerare circa 100 centesimi di punto di beneficio derivante dall’assorbimento delle imposte differite attive (DTA). Il requisito SREP - comprensivo di Capital Conservation Buffer, O-SII Buffer, Countercyclical Capital Buffer (*) e Systemic Risk Buffer (**) - è pari al 9,88% (***) per il 2025 e al 9,97% (***) per il 2026;
● elevata liquidità e forte capacità di funding: a fine dicembre 2025, attività liquide per 295 miliardi di euro ed elevata liquidità prontamente disponibile per 214 miliardi; ampiamente rispettati i requisiti normativi di liquidità Liquidity Coverage Ratio (pari a 140% (^)) e Net Stable Funding Ratio (pari a 122% (#));
● ampiamente rispettato il requisito normativo Minimum Requirement for own funds and Eligible Liabilities (MREL): ratio, calcolato sui Risk Weighted Assets, a fine 2025 (#) pari a 38,1% per il totale e a 22,5% per la componente subordinata escludendo l’impatto del buyback da avviare a luglio 2026, a 37,3% e a 21,7% includendolo, rispetto a requisiti pari rispettivamente a 25,5% e a 18% comprensivi di un Combined Buffer Requirement pari a 4,5%;
● supporto all’economia reale: circa 86 miliardi di euro di nuovo credito a medio-lungo termine nel 2025 (+23% rispetto al 2024), con circa 56 miliardi in Italia (+30% rispetto al 2024), di cui circa 48 miliardi erogati a famiglie e piccole e medie imprese (+27% rispetto al 2024); circa 2.850 aziende italiane riportate in bonis da posizioni di credito deteriorato nel 2025 e circa 146.800 dal 2014, preservando rispettivamente circa 14.250 e 734.000 posti di lavoro;
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(°) Pari a 570 milioni di euro, a carico del patrimonio netto.
(°°) Deducendo dal capitale anche 0,4 miliardi di euro di cedole maturate sulle emissioni di Additional Tier 1.
(°°°) Common Equity Tier 1 ratio pro-forma stimato pari al 14,9% se si esclude l’impatto del buyback da avviare a luglio 2026 e al 14,1% se lo si include, considerando: (i) l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti, alla prima applicazione del principio contabile IFRS 9 e al contributo pubblico cash di 1.285 milioni di euro - esente da imposte - a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all’acquisizione dell’Insieme Aggregato di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca e (ii) l’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse, all’acquisizione di UBI Banca, agli accordi sindacali di novembre 2021 e ottobre 2024 integrato a dicembre 2025 e alla riorganizzazione dell’asset management.
(°°°°) Rispetto al 12,8% a fine 2024 pro-forma deducendo l’impatto negativo di Basilea 4.
(°°°°°) Subordinatamente all’approvazione dell’Assemblea.
(*) Countercyclical Capital Buffer calcolato considerando l’esposizione al 31 dicembre 2025 nei vari Paesi in cui è presente il Gruppo e i rispettivi requisiti stabiliti dalle competenti autorità nazionali relativi al 2027 se disponibili o al più recente aggiornamento del periodo di riferimento (requisito pari a zero per l’Italia per il 2025 e il primo trimestre 2026).
(**) Systemic Risk Buffer calcolato considerando l’esposizione al 31 dicembre 2025 verso i residenti in Italia.
(***) Applicando la modifica regolamentare introdotta dalla BCE a decorrere dal 12 marzo 2020, che prevede che il requisito di Pillar 2 venga rispettato utilizzando parzialmente strumenti di capitale diversi da Common Equity Tier 1.
(^) Media degli ultimi dodici mesi.
(#) Dati gestionali preliminari.
● significativo ritorno cash per gli azionisti: proposta all’Assemblea di dividendi complessivi pari a 6,5 miliardi di euro (3,2 miliardi di acconto dividendi 2025 pagato a novembre 2025 e proposta di 3,3 miliardi di saldo dividendi 2025 da pagare a maggio 2026) e di un buyback pari a 2,3 miliardi di euro (autorizzato dalla BCE), da avviare a luglio 2026 a seguito dell’approvazione assembleare: il Consiglio di Amministrazione riunitosi oggi ha deliberato di proporre alla prossima Assemblea ordinaria la distribuzione di 19 centesimi di euro per azione, al lordo delle ritenute di legge, come saldo dividendi (che si aggiunge a 18,6 centesimi di acconto pagato a novembre 2025) e l’esecuzione di un acquisto di azioni proprie pari a 2,3 miliardi di euro - da avviare a luglio 2026 - per loro successivo annullamento, con dettagli che verranno resi noti nei termini previsti dalla normativa. Più precisamente, per quanto riguarda i dividendi, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di proporre alla prossima Assemblea ordinaria la distribuzione di 6.542.388.883,09 euro complessivamente a valere sul 2025, corrispondente a un payout ratio pari al 70% dell’utile netto consolidato, che, tenendo conto dell’acconto dividendi pagato lo scorso novembre pari a 3.233.844.856,62 euro (*), porta alla proposta di distribuzione di 3.308.544.026,47 euro (**) a saldo, corrispondente a un importo unitario di 19 centesimi di euro per ciascuna delle n. 17.413.389.613 azioni ordinarie; non verrà peraltro effettuata alcuna distribuzione alle azioni proprie di cui la Banca si trovasse eventualmente in possesso alla record date. Tale distribuzione, se approvata dall’Assemblea, avrà luogo a partire dal giorno 20 maggio 2026 (con stacco cedole il 18 maggio e record date il 19 maggio). Il dividendo per azione complessivo proposto per il 2025 è pari a 37,6 centesimi di euro (18,6 centesimi come acconto pagato a novembre 2025 e 19 centesimi come saldo proposto). Rapportando l’importo unitario complessivo proposto di 37,6 centesimi di euro al prezzo di riferimento dell’azione registrato mediamente nel 2025, risulta un rendimento (dividend yield) pari a 7,5%.
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(*) Acconto dividendi considerato al netto della quota non distribuita relativa alle n. 27.126.943 azioni proprie in portafoglio alla record date, per un importo pari a 5.045.611,40 euro.
(**) A valere sull’utile netto individuale della Capogruppo pari a circa 6.844 milioni di euro, un importo pari a circa 559 milioni è da attribuire a riserva indisponibile, in relazione a effetti di valutazioni a fair value. La proposta del Consiglio di Amministrazione prevede quindi la distribuzione cash di 3.012.516.403,05 euro come saldo dividendi a valere sull’utile d’esercizio (corrispondenti a 17,3 centesimi per ciascuna azione) e di 296.027.623,42 euro come assegnazione di riserve a valere sulla Riserva sovrapprezzi di emissione (corrispondenti a 1,7 centesimi per ciascuna azione). L’assegnazione di riserve sarà soggetta allo stesso regime fiscale della distribuzione di dividendi.
I risultati di conto economico del quarto trimestre 2025
Il conto economico consolidato del quarto trimestre 2025 registra interessi netti pari a 3.684 milioni di euro, in aumento dello 0,1% rispetto ai 3.680 milioni del terzo trimestre 2025 e in diminuzione del 3,1% rispetto ai 3.801 milioni del quarto trimestre 2024.
Le commissioni nette sono pari a 2.652 milioni di euro, in crescita dell’ 8,5% rispetto ai 2.444 milioni del terzo trimestre 2025. In dettaglio, si registra una crescita del 7,8% per le commissioni da attività bancaria commerciale e del 7,9% per le commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza (risparmio gestito, prodotti assicurativi, collocamento titoli,...), nel cui ambito si registra un aumento del 7% per la componente relativa a intermediazione e collocamento di titoli, del 15,1% per quella relativa al risparmio gestito (commissioni di performance pari a 99 milioni di euro nel quarto trimestre 2025 e a 8 milioni nel terzo trimestre 2025) e dell’ 1,4% per quella relativa ai prodotti assicurativi. Le commissioni nette del quarto trimestre 2025 crescono del 9,8% rispetto ai 2.416 milioni del quarto trimestre 2024. In dettaglio, si registra una crescita dell’ 1% delle commissioni da attività bancaria commerciale e del 14,1% delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza, nel cui ambito si registra un aumento del 49,4% per la componente relativa a intermediazione e collocamento di titoli, del 12,9% per la componente relativa al risparmio gestito (con commissioni di performance pari a 44 milioni nel quarto trimestre 2024) e del 7,4% per quella relativa ai prodotti assicurativi.
Il risultato dell’attività assicurativa ammonta a 443 milioni di euro, rispetto ai 450 milioni del terzo trimestre 2025 e ai 424 milioni del quarto trimestre 2024.
Il risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value ammonta a 58 milioni di euro, rispetto agli 81 milioni del terzo trimestre 2025, con la componente relativa alla clientela che diminuisce a 85 milioni da 100 milioni, quella di capital market che registra una riduzione del saldo negativo a 60 milioni da 115 milioni e quella dell’attività di securities portfolio and treasury che scende a 33 milioni da 96 milioni. Il risultato pari a 58 milioni del quarto trimestre 2025 si confronta con i 5 milioni del quarto trimestre 2024, trimestre in cui l’apporto della componente relativa alla clientela era stato di 95 milioni, quello della componente di capital market negativo per 136 milioni e quello dell’attività di securities portfolio and treasury di 46 milioni.
I proventi operativi netti sono pari a 6.838 milioni di euro, in crescita del 2,9% rispetto ai 6.643 milioni del terzo trimestre 2025 e del 2,5% rispetto ai 6.668 milioni del quarto trimestre 2024.
I costi operativi ammontano a 3.544 milioni di euro, in aumento del 30,6% rispetto ai 2.714 milioni del terzo trimestre 2025, a seguito di una crescita del 29,9% per le spese del personale, del 43,6% per le spese amministrative e dell’8,7% per gli ammortamenti; i costi operativi del quarto trimestre 2025 scendono dell’ 1,1% rispetto ai 3.584 milioni del corrispondente trimestre 2024, a seguito di una diminuzione del 5,3% per le spese del personale, di un aumento dell’ 8,9% per le spese amministrative e di una stabilità degli ammortamenti.
Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 3.294 milioni di euro, in diminuzione del 16,2% rispetto ai 3.929 milioni del terzo trimestre 2025 e in crescita del 6,8% rispetto ai 3.084 milioni del quarto trimestre 2024. Il cost/income ratio nel quarto trimestre 2025 è pari al 51,8%, rispetto al 40,9% del terzo trimestre 2025 e al 53,7% del quarto trimestre 2024.
Le rettifiche di valore nette su crediti sono pari a 962 milioni di euro (comprendenti 7 milioni relativi all’esposizione a Russia e Ucraina e 648 milioni di rettifiche aggiuntive per favorire il de-risking e rafforzare lo stato patrimoniale), rispetto a 278 milioni del terzo trimestre 2025 (che includevano 8 milioni di riprese di valore relative all’esposizione a Russia e Ucraina) e a 482 milioni del quarto trimestre 2024 (che includevano 19 milioni relativi all’esposizione a Russia e Ucraina, nel cui ambito 27 milioni per favorire il de-risking, e 37 milioni di rettifiche aggiuntive per favorire il de-risking).
L’ammontare di altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività è pari a 250 milioni di euro (comprendenti un milione per l’esposizione a Russia e Ucraina e 80 milioni per favorire il de-risking e rafforzare lo stato patrimoniale), rispetto ai 35 milioni del terzo trimestre 2025 (nessun apporto per l’esposizione a Russia e Ucraina) e ai 353 milioni del quarto trimestre 2024 (che includevano 96 milioni per l’esposizione a Russia e Ucraina).
Gli altri proventi netti registrano un saldo negativo per 190 milioni di euro (comprendenti oneri pari a 176 milioni per favorire il de-risking e rafforzare lo stato patrimoniale), rispetto a un saldo negativo per 2 milioni di euro nel terzo trimestre 2025 e un saldo positivo per 67 milioni nel quarto trimestre 2024.
L’utile delle attività operative cessate è nullo, analogamente al terzo trimestre 2025 e al quarto trimestre 2024.
Il risultato corrente lordo è pari a 1.892 milioni di euro, rispetto a 3.614 milioni del terzo trimestre 2025 e a 2.316 milioni del quarto trimestre 2024.
Il risultato netto consolidato è pari a 1.733 milioni di euro, dopo la contabilizzazione di:
- un saldo positivo per imposte sul reddito pari a 77 milioni di euro, che includono un beneficio di 669 milioni derivante dall’iscrizione di imposte differite attive e da altre componenti fiscali;
- oneri di integrazione e incentivazione all’esodo (al netto delle imposte) per 164 milioni (che includono 58 milioni di oneri per anticipare uscite volontarie già concordate e 6 milioni per l’ulteriore rafforzamento della sostenibilità futura dei risultati);
- effetti economici negativi derivanti dall'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) per 14 milioni;
- tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario e assicurativo (al netto delle imposte) per 60 milioni di euro, derivanti da oneri ante imposte per 27 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi italiano, per 6 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all’estero, per 7 milioni relativi a tributi sostenuti da controllate estere, per 43 milioni relativi al fondo di garanzia assicurativo dei rami vita e per un milione relativo a variazioni negative di fair value riguardanti Atlante. Nel terzo trimestre 2025, la voce era ammontata a 3 milioni di euro, derivanti dai seguenti apporti ante imposte: oneri per 7 milioni relativi a tributi sostenuti da controllate estere e variazioni positive di fair value per 4 milioni riguardanti Atlante. Nel quarto trimestre 2024 questa voce era ammontata a 55 milioni di euro, derivanti da oneri ante imposte per 7 milioni relativi a tributi sostenuti da controllate estere, per 42 milioni relativi al fondo di garanzia assicurativo dei rami vita e per 30 milioni relativi a variazioni negative di fair value riguardanti Atlante;
- una perdita di pertinenza di terzi per 2 milioni di euro.
Il risultato netto pari a 1.733 milioni di euro nel quarto trimestre 2025 si confronta con quello pari a 2.372 milioni nel terzo trimestre 2025 e a 1.499 milioni nel quarto trimestre 2024.
I risultati di conto economico del 2025
Il conto economico consolidato del 2025 registra interessi netti pari a 14.796 milioni di euro, in diminuzione del 5,9% rispetto ai 15.718 milioni del 2024.
Le commissioni nette sono pari a 9.980 milioni di euro, in crescita del 6,3% rispetto ai 9.386 milioni del 2024. In dettaglio, si registra una diminuzione del 2,2% delle commissioni da attività bancaria commerciale e una crescita del 10% delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza, nel cui ambito si registra un aumento del 34,5% per la componente relativa a intermediazione e collocamento di titoli, del 3,2% per la componente relativa al risparmio gestito (con commissioni di performance pari a 119 milioni nel 2025 e a 85 milioni nel 2024) e del 4,9% per quella relativa ai prodotti assicurativi.
Il risultato dell’attività assicurativa ammonta a 1.815 milioni di euro, rispetto ai 1.735 milioni del 2024.
Il risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value ammonta a 691 milioni di euro, rispetto ai 256 milioni del 2024, con la componente relativa alla clientela che aumenta a 364 milioni da 323 milioni, quella di capital market che registra una riduzione del saldo negativo a 3 milioni da 496 milioni e quella dell’attività di securities portfolio and treasury che diminuisce a 330 milioni da 429 milioni.
I proventi operativi netti sono pari a 27.270 milioni di euro, in aumento dello 0,6% rispetto ai 27.107 milioni del 2024.
I costi operativi ammontano a 11.500 milioni di euro, in diminuzione dello 0,6% rispetto agli 11.570 milioni del 2024, a seguito di una diminuzione del 2,3% per le spese del personale e di un aumento dell’ 1,6% per le spese amministrative e del 3,3% per gli ammortamenti.
Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 15.770 milioni di euro, in crescita dell’ 1,5% rispetto ai 15.537 milioni del 2024. Il cost/income ratio nel 2025 è pari al 42,2%, rispetto al 42,7% del 2024.
Le rettifiche di valore nette su crediti sono pari a 1.745 milioni di euro (comprendenti 21 milioni di riprese di valore relative all’esposizione a Russia e Ucraina e 648 milioni di rettifiche aggiuntive per favorire il de-risking e rafforzare lo stato patrimoniale), rispetto a 1.274 milioni del 2024 (che includevano 8 milioni relativi all’esposizione a Russia e Ucraina, nel cui ambito 80 milioni per favorire il de-risking, e 92 milioni di rettifiche aggiuntive per favorire il de-risking).
L’ammontare di altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività è pari a 392 milioni di euro (comprendenti 19 milioni di riprese di valore per l’esposizione a Russia e Ucraina e 108 milioni per favorire il de-risking e rafforzare lo stato patrimoniale), rispetto ai 680 milioni del 2024 (che includevano 263 milioni per l’esposizione a Russia e Ucraina).
Gli altri proventi netti registrano un saldo negativo per 171 milioni di euro (comprendenti oneri pari a 176 milioni per favorire il de-risking e rafforzare lo stato patrimoniale), rispetto a un saldo positivo per 153 milioni nel 2024.
L’utile delle attività operative cessate è nullo, analogamente al 2024.
Il risultato corrente lordo è pari a 13.462 milioni di euro, rispetto ai 13.736 milioni del 2024.
Il risultato netto consolidato è pari a 9.321 milioni di euro, dopo la contabilizzazione di:
- imposte sul reddito per 3.579 milioni di euro, che includono un beneficio di 669 milioni derivante dall’iscrizione di imposte differite attive e da altre componenti fiscali;
- oneri di integrazione e incentivazione all’esodo (al netto delle imposte) per 353 milioni (che includono 58 milioni di oneri per anticipare uscite volontarie già concordate e 6 milioni per l’ulteriore rafforzamento della sostenibilità futura dei risultati);
- effetti economici negativi derivanti dall'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) per 76 milioni;
- tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario e assicurativo (al netto delle imposte) per 113 milioni di euro, derivanti dai seguenti apporti ante imposte: oneri per 2 milioni relativi al fondo di risoluzione, per 27 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi italiano, per 13 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all’estero, per 28 milioni relativi a tributi sostenuti da controllate estere e per 86 milioni relativi al fondo di garanzia assicurativo dei rami vita e variazioni positive di fair value per 2 milioni riguardanti Atlante. Nel 2024 questa voce era ammontata a 348 milioni di euro, derivanti da oneri ante imposte per 2 milioni relativi al fondo di risoluzione, per 349 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi italiano, per 2 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all’estero, per 26 milioni relativi a tributi sostenuti da controllate estere, per 83 milioni relativi al fondo di garanzia assicurativo dei rami vita e per 46 milioni relativi a variazioni negative di fair value riguardanti Atlante;
- un utile di pertinenza di terzi per 20 milioni di euro.
Il risultato netto pari a 9.321 milioni di euro nel 2025 si confronta con quello pari a 8.666 milioni nel 2024.
Lo stato patrimoniale al 31 dicembre 2025
Per quanto riguarda lo stato patrimoniale consolidato, al 31 dicembre 2025 i finanziamenti verso la clientela sono pari a 425 miliardi di euro (*), in aumento dello 0,8% rispetto al 31 dicembre 2024 (in aumento dello 0,3% rispetto al terzo trimestre 2025 e in diminuzione dell’ 1,6% rispetto al 2024 considerando i volumi medi (**) di periodo). Il complesso dei crediti deteriorati (in sofferenza, inadempienze probabili e scaduti/sconfinanti) ammonta, al netto delle rettifiche di valore, a 3.892 milioni di euro, in diminuzione del 20,9% rispetto ai 4.920 milioni del 31 dicembre 2024. In quest’ambito, i crediti in sofferenza ammontano a 790 milioni di euro rispetto ai 1.120 milioni del 31 dicembre 2024, con un’incidenza sui crediti complessivi pari allo 0,2% (0,3% al 31 dicembre 2024), e un grado di copertura al 67,3% (68% a fine 2024). Le inadempienze probabili ammontano a 2.780 milioni di euro rispetto ai 3.438 milioni del dicembre 2024 e i crediti scaduti/sconfinanti ammontano a 322 milioni di euro rispetto ai 362 milioni di fine 2024.
Le attività finanziarie della clientela risultano pari a 1.457 miliardi di euro (***), in aumento del 5,4% rispetto al 31 dicembre 2024. Nell’ambito delle attività finanziarie della clientela, la raccolta diretta bancaria ammonta a 600 miliardi (***), in crescita del 2,7% rispetto al 31 dicembre 2024. La raccolta diretta assicurativa è pari a 183 miliardi, in aumento del 3,1% rispetto al 31 dicembre 2024. La raccolta indiretta ammonta a 845 miliardi, in aumento del 7,1% rispetto al 31 dicembre 2024. L’ammontare di risparmio gestito (****) è pari a 562 miliardi, in crescita del 5% rispetto al 31 dicembre 2024; la nuova produzione vita nel 2025 ammonta a 19,5 miliardi di euro. La raccolta amministrata (****) è pari a 283 miliardi, in crescita dell’ 11,7% rispetto al 31 dicembre 2024.
I coefficienti patrimoniali al 31 dicembre 2025 - calcolati includendo l’impatto negativo di Basilea 4 e del contributo straordinario sulla “riserva extraprofitti” e deducendo dal capitale (°) 3,2 miliardi di euro di acconto dividendi 2025 pagato a novembre 2025, 3,3 miliardi di euro di saldo dividendi 2025 proposto e 2,3 miliardi di euro di buyback da avviare a luglio 2026 (°°) - risultano pari a:
- 13,2% per il Common Equity Tier 1 ratio (13,3% a fine 2024, 12,8% proforma deducendo l’impatto negativo di Basilea 4),
- 15,6% per il Tier 1 ratio (15,8% a fine 2024, 15,3% proforma deducendo l’impatto negativo di Basilea 4),
- 18,7% per il coefficiente patrimoniale totale (19% a fine 2024, 18,4% proforma deducendo l’impatto negativo di Basilea 4).
* * *
___________
(*) Incluso un miliardo relativo a un cliente istituzionale precedentemente classificato nella voce finanziamenti verso banche.
(**) Escluso il finanziamento alle Banche in Liquidazione Coatta Amministrativa (ex Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca).
(***) Inclusi 19 miliardi di raccolta diretta relativi a un cliente istituzionale precedentemente classificato nella voce debiti verso banche.
(****) Dati riesposti per l’inclusione dei prodotti di risparmio gestito di terze parti nel risparmio gestito, precedentemente inclusi nella raccolta amministrata.
(°) Deducendo dal capitale anche 0,4 miliardi di euro di cedole maturate sulle emissioni di Additional Tier 1.
(°°) Subordinatamente all’approvazione dell’Assemblea.
Le scelte strategiche perseguite hanno permesso a Intesa Sanpaolo di confermarsi come uno dei gruppi bancari più solidi a livello internazionale, i cui punti di forza - oltre a quanto precedentemente detto in merito alla qualità dei crediti e al livello dei coefficienti patrimoniali - sono costituiti da una robusta liquidità e da un leverage contenuto.
Con riferimento alla liquidità, Intesa Sanpaolo si caratterizza per:
- un’elevata liquidità prontamente disponibile (inclusi gli attivi stanziabili presso le Banche Centrali ricevuti a collaterale ed esclusi quelli dati a collaterale), pari a 214 miliardi di euro a fine dicembre 2025,
- un elevato ammontare di attività liquide (comprendenti la liquidità prontamente disponibile - esclusi gli attivi stanziabili ricevuti a collaterale - e gli attivi stanziabili dati a collaterale), pari a 295 miliardi di euro a fine dicembre 2025,
- indicatori di liquidità ampiamente superiori ai requisiti normativi: Liquidity Coverage Ratio pari a 140% (°) e Net Stable Funding Ratio pari a 122% (*),
- fonti di raccolta stabili e ben diversificate, con raccolta diretta - bancaria - da clientela (inclusi i titoli emessi) costituita per il 76% dalla componente retail,
- raccolta a medio lungo termine wholesale per 3,5 miliardi di euro nel 2025, nel cui ambito operazioni benchmark di Additional Tier 1 per un miliardo di euro, di Tier 2 per 0,5 miliardi di euro da parte di Intesa Sanpaolo Assicurazioni e di obbligazioni bancarie garantite per 0,5 miliardi di euro da parte di VUB Banka (per l’ 86% collocate presso investitori esteri (^)).
L’indicatore MREL ratio, calcolato su Risk Weighted Assets, al 31 dicembre 2025 (*) è pari a 38,1% per il totale e a 22,5% per la componente subordinata escludendo l’impatto del buyback da avviare a luglio 2026, a 37,3% e a 21,7% includendolo, rispetto a requisiti pari rispettivamente a 25,5% e a 18% comprensivi di un Combined Buffer Requirement pari a 4,5%.
Il leverage ratio al 31 dicembre 2025 (che include le esposizioni verso la Banca Centrale Europea) è pari a 6,1% escludendo l’impatto del buyback da avviare a luglio 2026 e a 5,8% includendolo, valori tra i migliori nel confronto con i principali gruppi bancari europei.
* * *
Al 31 dicembre 2025, la struttura operativa del Gruppo Intesa Sanpaolo si articola in 3.569 sportelli bancari - 2.646 in Italia e 923 all’estero - e 90.831 persone.
* * *
____________
(°) Media degli ultimi dodici mesi.
(*) Dati gestionali preliminari.
(^) Non considerando 0,5 miliardi di euro di obbligazioni bancarie garantite emesse da VUB Banka.
I risultati per area di Business
La Divisione Banca dei Territori include:
- clientela Retail (individui e aziende con esigenze finanziarie di minore complessità);
- clientela Exclusive (individui con esigenze finanziarie di maggiore complessità);
- clientela Imprese (aziende con esigenze finanziarie di maggiore complessità, generalmente Piccole e Medie Imprese);
- clientela costituita da enti nonprofit.
La Divisione include la digital bank controllata Isybank (che opera anche nell’instant banking tramite Mooney, partnership con il Gruppo ENEL).
La Divisione Banca dei Territori registra:
(milioni di euro) |
4° trim. 25 |
3° trim. 25 |
var. % |
|||
Proventi operativi netti |
3.160 |
2.994 |
5,5% |
|||
Costi operativi |
-1.833 |
-1.522 |
20,4% |
|||
Risultato della gestione operativa |
1.327 |
1.473 |
-9,9% |
|||
cost/income ratio |
58,0% |
50,8% |
|
|||
Totale accantonamenti e rettifiche di valore nette |
-732 |
-234 |
|
|||
Risultato corrente lordo |
595 |
1.238 |
|
|||
Risultato netto |
322 |
807 |
|
|||
(milioni di euro) |
2025 |
2024 |
var. % |
|||
Proventi operativi netti |
12.254 |
11.868 |
3,3% |
|||
incidenza sui proventi operativi netti del Gruppo |
45% |
44% |
|
|||
Costi operativi |
-6.306 |
-6.444 |
-2,1% |
|||
Risultato della gestione operativa |
5.948 |
5.424 |
9,7% |
|||
cost/income ratio |
51,5% |
54,3% |
|
|||
Totale accantonamenti e rettifiche di valore nette |
-1.595 |
-1.194 |
|
|||
Risultato corrente lordo |
4.404 |
4.247 |
|
|||
Risultato netto |
2.815 |
2.352 |
|
|||
La Divisione IMI Corporate & Investment Banking comprende:
- Client Coverage & Advisory, che include in particolare Institutional Clients cui compete la relazione con le istituzioni finanziarie e Global Corporate cui compete la relazione con i clienti che hanno un fatturato superiore a 350 milioni di euro e raggruppati, secondo il modello settoriale, nei seguenti 8 comparti di attività: Automotive & Industrials; Basic Materials & Healthcare; Food & Beverage and Distribution; Retail & Luxury; Infrastructure; Real Estate; Energy; Telecom, Media & Technology;
- Distribution Platforms & GTB, che include in particolare Global Transaction Banking cui compete la gestione dei servizi transazionali e IMI CIB International Network cui compete lo sviluppo internazionale della Divisione e la responsabilità delle filiali estere, degli uffici di rappresentanza e delle società estere corporate (Intesa Sanpaolo Bank Luxembourg e Intesa Sanpaolo Brasil);
- Global Banking & Markets, deputata in particolare all’attività di finanza strutturata, primary markets e capital markets (equity e debt capital markets).
Nel perimetro della Divisione rientra inoltre l’attività di gestione del portafoglio proprietario del Gruppo.
La Divisione IMI Corporate & Investment Banking registra:
(milioni di euro) |
4° trim. 25 |
3° trim. 25 |
var. % |
|||
Proventi operativi netti |
1.138 |
1.166 |
-2,5% |
|||
Costi operativi |
-511 |
-358 |
42,6% |
|||
Risultato della gestione operativa |
627 |
808 |
-22,4% |
|||
cost/income ratio |
44,9% |
30,7% |
|
|||
Totale accantonamenti e rettifiche di valore nette |
-248 |
-70 |
|
|||
Risultato corrente lordo |
502 |
739 |
|
|||
Risultato netto |
351 |
495 |
|
|||
(milioni di euro) |
2025 |
2024 |
var. % |
|||
Proventi operativi netti |
4.824 |
3.959 |
21,8% |
|||
incidenza sui proventi operativi netti del Gruppo |
18% |
15% |
|
|||
Costi operativi |
-1.551 |
-1.552 |
-0,1% |
|||
Risultato della gestione operativa |
3.273 |
2.407 |
36,0% |
|||
cost/income ratio |
32,2% |
39,2% |
|
|||
Totale accantonamenti e rettifiche di valore nette |
-361 |
-73 |
|
|||
Risultato corrente lordo |
3.035 |
2.334 |
|
|||
Risultato netto |
2.047 |
1.566 |
|
|||
La Divisione International Banks presidia l’attività del Gruppo sui mercati esteri nei quali è presente tramite banche controllate e partecipate che svolgono attività di commercial banking, fornisce indirizzo, coordinamento e supporto alle controllate, è responsabile della definizione delle linee strategiche di sviluppo del Gruppo relativamente alla presenza diretta sui mercati esteri, con esplorazione sistematica e analisi di nuove opportunità di crescita sui mercati già presidiati e su nuovi mercati, del coordinamento dell’operatività delle banche estere e della gestione delle relazioni delle banche estere con le strutture centralizzate della Capogruppo e con le filiali o altri uffici esteri della Divisione IMI Corporate & Investment Banking. La Divisione opera con l’HUB Europa Sud-Orientale, costituito da Privredna Banka Zagreb in Croazia, Intesa Sanpaolo Banka Bosna i Hercegovina in Bosnia-Erzegovina e Intesa Sanpaolo Bank in Slovenia, il Danube HUB, costituito da VUB Banka in Slovacchia e Repubblica Ceca e da Intesa Sanpaolo Bank Romania, e con Intesa Sanpaolo Bank Albania, CIB Bank in Ungheria, Banca Intesa Beograd in Serbia, Bank of Alexandria in Egitto, Pravex Bank in Ucraina e Eximbank in Moldavia.
La Divisione International Banks registra:
(milioni di euro) |
4° trim. 25 |
3° trim. 25 |
var. % |
|||
Proventi operativi netti |
818 |
799 |
2,4% |
|||
Costi operativi |
-418 |
-335 |
24,7% |
|||
Risultato della gestione operativa |
400 |
464 |
-13,7% |
|||
cost/income ratio |
51,1% |
42,0% |
|
|||
Totale accantonamenti e rettifiche di valore nette |
-76 |
-39 |
|
|||
Risultato corrente lordo |
324 |
425 |
|
|||
Risultato netto |
221 |
300 |
|
|||
(milioni di euro) |
2025 |
2024 |
var. % |
|||
Proventi operativi netti |
3.258 |
3.240 |
0,6% |
|||
incidenza sui proventi operativi netti del Gruppo |
12% |
12% |
|
|||
Costi operativi |
-1.413 |
-1.373 |
2,9% |
|||
Risultato della gestione operativa |
1.845 |
1.867 |
-1,2% |
|||
cost/income ratio |
43,4% |
42,4% |
|
|||
Totale accantonamenti e rettifiche di valore nette |
-58 |
-180 |
|
|||
Risultato corrente lordo |
1.787 |
1.688 |
|
|||
Risultato netto |
1.240 |
1.146 |
|
|||
La Divisione Private Banking serve il segmento di clientela di fascia alta (Private e High Net Worth Individuals) tramite Fideuram e le sue controllate Intesa Sanpaolo Private Banking, SIREF Fiduciaria, Intesa Sanpaolo Wealth Management, Reyl Intesa Sanpaolo e Fideuram Asset Management Ireland.
La Divisione Private Banking registra:
(milioni di euro) |
4° trim. 25 |
3° trim. 25 |
var. % |
|||
Proventi operativi netti |
862 |
857 |
0,6% |
|||
Costi operativi |
-317 |
-258 |
22,7% |
|||
Risultato della gestione operativa |
545 |
598 |
-9,0% |
|||
cost/income ratio |
36,8% |
30,2% |
|
|||
Totale accantonamenti e rettifiche di valore nette |
-16 |
-2 |
|
|||
Risultato corrente lordo |
528 |
597 |
|
|||
Risultato netto |
413 |
400 |
|
|||
(milioni di euro) |
2025 |
2024 |
var. % |
|||
Proventi operativi netti |
3.440 |
3.355 |
2,5% |
|||
incidenza sui proventi operativi netti del Gruppo |
13% |
12% |
|
|||
Costi operativi |
-1.080 |
-1.066 |
1,3% |
|||
Risultato della gestione operativa |
2.360 |
2.289 |
3,1% |
|||
cost/income ratio |
31,4% |
31,8% |
|
|||
Totale accantonamenti e rettifiche di valore nette |
-49 |
-68 |
|
|||
Risultato corrente lordo |
2.311 |
2.241 |
|
|||
Risultato netto |
1.625 |
1.462 |
|
|||
La Divisione Asset Management fornisce soluzioni di asset management rivolte alla clientela del Gruppo, alle reti commerciali esterne al Gruppo e alla clientela istituzionale tramite Eurizon Capital. Ad Eurizon Capital fanno capo le controllate Eurizon Asset Management Slovakia a cui fanno capo Eurizon Asset Management Hungary e Eurizon Asset Management Croatia (polo dell’asset management nell’Est Europa), Eurizon Capital Real Asset SGR, dedicata ad asset class alternative, Eurizon SLJ Capital LTD, asset manager inglese concentrato su strategie macro e valutarie, Eurizon Capital Asia Limited e il 49% della società cinese di asset management Penghua Fund Management.
La Divisione Asset Management registra:
(milioni di euro) |
4° trim. 25 |
3° trim. 25 |
var. % |
|||
Proventi operativi netti |
335 |
248 |
35,4% |
|||
Costi operativi |
-89 |
-55 |
62,7% |
|||
Risultato della gestione operativa |
246 |
193 |
27,7% |
|||
cost/income ratio |
26,5% |
22,1% |
|
|||
Totale accantonamenti e rettifiche di valore nette |
0 |
0 |
|
|||
Risultato corrente lordo |
246 |
193 |
|
|||
Risultato netto |
521 |
143 |
|
|||
(milioni di euro) |
2025 |
2024 |
var. % |
|||
Proventi operativi netti |
1.058 |
1.005 |
5,3% |
|||
incidenza sui proventi operativi netti del Gruppo |
4% |
4% |
|
|||
Costi operativi |
-251 |
-251 |
0,0% |
|||
Risultato della gestione operativa |
807 |
754 |
7,0% |
|||
cost/income ratio |
23,7% |
25,0% |
|
|||
Totale accantonamenti e rettifiche di valore nette |
3 |
-2 |
|
|||
Risultato corrente lordo |
810 |
782 |
|
|||
Risultato netto |
936 |
579 |
||||
La Divisione Insurance sviluppa l’offerta dei prodotti assicurativi rivolti alla clientela del Gruppo e include Intesa Sanpaolo Assicurazioni (che controlla anche Intesa Sanpaolo Protezione, Intesa Sanpaolo Insurance Agency e InSalute Servizi) e Fideuram Vita.
La Divisione Insurance registra:
(milioni di euro) |
4° trim. 25 |
3° trim. 25 |
var. % |
|||
Proventi operativi netti |
445 |
447 |
-0,3% |
|||
Costi operativi |
-124 |
-92 |
34,6% |
|||
Risultato della gestione operativa |
322 |
355 |
-9,4% |
|||
cost/income ratio |
27,8% |
20,6% |
|
|||
Totale accantonamenti e rettifiche di valore nette |
-42 |
0 |
|
|||
Risultato corrente lordo |
280 |
355 |
|
|||
Risultato netto |
169 |
244 |
|
|||
(milioni di euro) |
2025 |
2024 |
var. % |
|||
Proventi operativi netti |
1.806 |
1.720 |
5,0% |
|||
incidenza sui proventi operativi netti del Gruppo |
7% |
6% |
|
|||
Costi operativi |
-387 |
-380 |
1,8% |
|||
Risultato della gestione operativa |
1.419 |
1.340 |
5,9% |
|||
cost/income ratio |
21,4% |
22,1% |
|
|||
Totale accantonamenti e rettifiche di valore nette |
-42 |
-1 |
|
|||
Risultato corrente lordo |
1.377 |
1.339 |
|
|||
Risultato netto |
895 |
1.150 |
|
|||
Le prospettive
Per il 2026 si prevede un utile netto a circa 10 miliardi di euro, derivante da:
- crescita dei ricavi, trainati principalmente dalle commissioni e dal risultato dell’attività assicurativa, con interessi netti in aumento anche grazie all’hedging sulle poste a vista e alla crescita dei volumi;
- costi stabili;
- significativa riduzione degli accantonamenti;
- aumento della tassazione (dovuto alla Legge di Bilancio italiana) e di tributi e altri oneri riguardanti il sistema bancario e assicurativo.
Si prevede una forte distribuzione di valore con un payout ratio per il 2026 al 95% (1), di cui 75% da dividendi cash (2) e 20% da buyback (3).
* * *
_______
(1) Riferito all’utile netto contabile.
(2) Subordinatamente all’approvazione dell’Assemblea.
(3) Se il Common Equity Tier 1 ratio supera il 12,5% e non sono disponibili opzioni per un’allocazione del capitale a iniziative di crescita esterna con un Return On Investment (ROI) più elevato (focalizzate su Wealth Management). Subordinatamente alle approvazioni dell’Assemblea e della BCE.
Ai fini di comparabilità dei risultati:
- i dati di stato patrimoniale del primo trimestre 2024 sono stati riesposti a seguito dell’acquisizione del controllo di First Bank (perfezionata a fine maggio 2024), consolidando le relative componenti linea per linea e attribuendo il corrispondente patrimonio netto al patrimonio di pertinenza di terzi;
- i dati di stato patrimoniale dei primi due trimestri 2024 sono stati riesposti a seguito dell’acquisizione della maggioranza del capitale di Alpian (che è intervenuta ad agosto 2024 e ha determinato il passaggio di Alpian da partecipata sottoposta a influenza notevole, consolidata a patrimonio netto, a società controllata, consolidata integralmente), consolidando le relative componenti linea per linea e attribuendo il corrispondente patrimonio netto al patrimonio di pertinenza di terzi;
- i dati di conto economico dei primi due trimestri 2024 sono stati riesposti a seguito dell’acquisizione del controllo di First Bank, consolidando le relative componenti linea per linea e attribuendo il corrispondente utile netto all’utile di pertinenza di terzi, e dell’acquisizione della maggioranza del capitale di Alpian, consolidando le relative componenti linea per linea a fronte dello storno dell’apporto alla voce “dividendi e utili (perdite) delle partecipazioni valutate a patrimonio netto” e attribuendo il corrispondente risultato netto all’utile (perdita) di pertinenza di terzi;
- i dati di conto economico relativi alle aree di Business dei quattro trimestri 2024 sono stati riesposti per la riallocazione di alcune componenti tra aree di Business e Centro di Governo.
* * *
Allo scopo di consentire una più completa informativa sui risultati conseguiti al 31 dicembre 2025, si allegano i prospetti relativi al conto economico e allo stato patrimoniale consolidati riclassificati approvati dal Consiglio di Amministrazione. Si precisa che la società di revisione sta completando la revisione legale del bilancio nonché le attività finalizzate al rilascio dell’attestazione prevista dall’art. 26 (2) del Regolamento dell’Unione Europea n. 575/2013 e dalla Decisione della Banca Centrale Europea n. 2015/656. Il progetto di bilancio d’esercizio e il bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 verranno sottoposti all’approvazione del Consiglio di Amministrazione previsto per il 26 febbraio 2026. Si segnala che verranno messi a disposizione degli azionisti e del mercato, entro il 30 marzo 2026, il progetto di bilancio d’esercizio e il bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 che verranno sottoposti all’esame della società di revisione incaricata della revisione contabile del bilancio. Il bilancio d’esercizio verrà sottoposto all’approvazione dell’Assemblea ordinaria prevista per il 30 aprile 2026.
* * *
Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Elisabetta Stegher, dichiara ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del Testo Unico della Finanza che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili.
* * *
La presente comunicazione e le informazioni ivi contenute non hanno finalità di né costituiscono in alcun modo consulenza in materia di investimenti. Le dichiarazioni ivi contenute non sono state oggetto di verifica indipendente. Non viene fatta alcuna dichiarazione o garanzia, espressa o implicita, in riferimento a, e nessun affidamento dovrebbe essere fatto relativamente all’imparzialità, accuratezza, completezza, correttezza e affidabilità delle informazioni ivi contenute. La Società e i suoi rappresentanti declinano ogni responsabilità (sia per negligenza o altro), derivanti in qualsiasi modo da tali informazioni e/o per eventuali perdite derivanti dall’utilizzo o meno di questa comunicazione. Accedendo a questi materiali, il lettore accetta di essere vincolato dalle limitazioni di cui sopra.
Questo comunicato stampa contiene previsioni e stime che riflettono le attuali opinioni del management Intesa Sanpaolo in merito ad eventi futuri. Previsioni e stime sono in genere identificate da espressioni come “è possibile,” “si dovrebbe,” “si prevede,” “ci si attende,” “si stima,” “si ritiene,” “si intende,” “si progetta,” “obiettivo” oppure dall’uso negativo di queste espressioni o da altre varianti di tali espressioni oppure dall’uso di terminologia comparabile. Queste previsioni e stime comprendono, ma non si limitano a, tutte le informazioni diverse dai dati di fatto, incluse, senza limitazione, quelle relative alla posizione finanziaria futura di Intesa Sanpaolo e ai risultati operativi, la strategia, i piani, gli obiettivi e gli sviluppi futuri nei mercati in cui Intesa Sanpaolo opera o intende operare.
A seguito di tali incertezze e rischi, si avvisano i lettori che non devono fare eccessivo affidamento su tali informazioni di carattere previsionale come previsione di risultati effettivi. La capacità del Gruppo Intesa Sanpaolo di raggiungere i risultati previsti dipende da molti fattori al di fuori del controllo del management. I risultati effettivi possono differire significativamente (ed essere più negativi di) da quelli previsti o impliciti nei dati previsionali. Tali previsioni e stime comportano rischi ed incertezze che potrebbero avere un impatto significativo sui risultati attesi e si fondano su assunti di base.
Le previsioni e le stime ivi formulate si basano su informazioni a disposizione di Intesa Sanpaolo alla data odierna. Intesa Sanpaolo non si assume alcun obbligo di aggiornare pubblicamente e di rivedere previsioni e stime a seguito della disponibilità di nuove informazioni, di eventi futuri o di altro, fatta salva l’osservanza delle leggi applicabili. Tutte le previsioni e le stime successive, scritte ed orali, attribuibili a Intesa Sanpaolo o a persone che agiscono per conto della stessa sono espressamente qualificate, nella loro interezza, da queste dichiarazioni cautelative.
* * *
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Data ultimo aggiornamento 2 febbraio 2026 alle ore 07:44