Intesa Sanpaolo presenta un’analisi sul futuro del sistema elettrico europeo
15 dicembre 2025
Intesa Sanpaolo si conferma punto di riferimento strategico nel dibattito sulla transizione energetica europea. La banca ha infatti commissionato uno studio dedicato alla strategia di investimento Capex per il sistema elettrico europeo, presentato nelle scorse settimane al Parlamento europeo con il patrocinio dell’eurodeputato tedesco Jens Geier, membro della Commissione ITRE.
Intesa Sanpaolo presenta un’analisi sul futuro del sistema elettrico europeo
L’analisi evidenzia come l’evoluzione del sistema elettrico europeo stia convergendo verso un modello dominato dai costi fissi: reti, rinnovabili e batterie richiedono investimenti iniziali rilevanti, mentre il ruolo del combustibile diventa marginale. In questo scenario, la sola crescita della capacità verde non è sufficiente a generare un calo strutturale dei prezzi dell’energia, soprattutto se la domanda – il denominatore su cui si dividono i costi del sistema - resta rigida e stagnante.
La domanda flessibile al centro della strategia europea
Secondo lo studio, la chiave per ottimizzare l’uso di un’infrastruttura sempre più fondata su Capex è la flessibilità della domanda industriale. I processi elettrificati delle imprese possono infatti spostare parte dei consumi nelle ore in cui l’energia è più abbondante, promuovendo maggiore integrazione delle rinnovabili e riducendo gli sprechi.
I risultati delle simulazioni sono significativi:
- La gestione ottimale della domanda flessibile consente al prezzo all’ingrosso dell’elettricità di scendere stabilmente sotto i 50 €/MWh entro il 2040.
- Una maggiore flessibilità abilita la costruzione di +218 GW di capacità rinnovabile al 2040, rispetto a uno scenario di domanda rigida, spingendo fuori mercato una quota consistente di centrali a gas e riducendo i prezzi all’ingrosso di -23 €/MWh.
- La flessibilità industriale agisce come un vero “ammortizzatore intelligente”, assorbendo fino al 55% dell’impatto di uno shock del prezzo del gas (+50 €/MWh) e impedendo che si trasferisca integralmente sui prezzi dell’energia.
Integrazione paneuropea: più cavi, meno vulnerabilità
Lo studio sottolinea anche la superiorità di uno scenario basato su una rete elettrica paneuropea più integrata, che consente di sfruttare meglio la diversità geografica delle fonti rinnovabili. L’incremento delle interconnessioni risulta più efficace – e più economico – rispetto a un modello frammentato basato solo su batterie distribuite, e rappresenta la risposta più solida a fenomeni come la “Dunkelflaute”, periodi di bassa produzione rinnovabile.
La flessibilità come nuova risorsa strategica
Per liberare pienamente i benefici economici del nuovo sistema elettrico, è necessario introdurre segnali di prezzo chiari e standardizzati. Tariffe e contratti dovranno riflettere il diverso costo di utilizzo dell’infrastruttura nelle ore di picco e fuori picco, rendendo la flessibilità una risorsa pienamente valorizzabile e scambiabile, al pari di una centrale o di una batteria.
Le considerazioni dello studio sono state illustrate da Riccardo Dutto, Responsabile Industry Infrastructure della Divisione IMI CIB di Intesa Sanpaolo, di fronte a una platea qualificata composta da operatori di rete (TSO), associazioni di settore, regolatori, rappresentanti delle aziende energivore e della supply chain dei cavi. Un confronto che sta contribuendo a orientare la riflessione istituzionale a Bruxelles.
Data ultimo aggiornamento 15 dicembre 2025 alle ore 14:57:06