Intesa Sanpaolo rinnova l’impegno per il Giorno della Memoria
27 gennaio 2026
Intesa Sanpaolo rinnova il proprio impegno per il Giorno della Memoria, aderendo alle celebrazioni istituzionali e sostenendo iniziative culturali e di ricerca che contribuiscono a mantenere viva la conoscenza della Shoah
Perché è importante? Ricordare il passato, e le persecuzioni razziali in particolare, è necessario per costruire un futuro fondato su valori democratici
In questo articolo potrai scoprire anche che tra le attività previste e sostenute da Intesa Sanpaolo ci sono una mostra al Memoriale della Shoah di Milano, progetti di ricerca storica e didattica, iniziative digitali e un concerto commemorativo aperto alla cittadinanza
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Responsabilità storica. Intesa Sanpaolo si impegna a ricordare il passato per costruire un futuro di rispetto dei valori democratici. Aderendo anche quest'anno alle celebrazioni per il Giorno della Memoria prosegue il costante impegno socioculturale e di sostegno con progetti e iniziative che sottolineano l'universale rilevanza della Shoah.
La mostra al Memoriale della Shoah di Milano “Storie di vita”
Il Memoriale della Shoah sorge nella zona sottostante il piano dei binari della Stazione Centrale di Milano, articolandosi su due livelli: piano terra e rialzato e piano interrato. Da qui, tra il 1943 e il 1945, partirono 20 convogli: carri bestiame sui quali furono stipati migliaia di prigionieri diretti verso i campi di concentramento, raccoglimento e sterminio. È un luogo simbolo della deportazione, oggi centro di memoria e di conoscenza, che si proietta verso il ricordo, verso il passato, ma soprattutto verso il presente e il futuro.
Negli ultimi anni il Memoriale si è affermato come centro di aggregazione culturale e di elaborazione del presente. Per questo Intesa Sanpaolo ha scelto di sostenere anche quest’anno questo luogo, per ospitare, in occasione della celebrazione del Giorno della Memoria 2026, la mostra documentaria “La persecuzione patrimoniale degli ebrei. Storie di vita dall’Archivio Storico Intesa Sanpaolo”, dal 20 gennaio al 15 febbraio 2026. Si tratta di nuova tappa di un progetto pluriennale avviato nel 2020 con l’esposizione Storie restituite. I documenti della persecuzione antisemita nell’Archivio Storico Intesa Sanpaolo.
La mostra è a cura dell’Archivio Storico Intesa Sanpaolo (Carla Cioglia, Barbara Costa, Rossella Laria) ed è prodotta dalla Fondazione Memoriale della Shoah di Milano. L’esposizione è inclusa nel percorso di visita del Memoriale. Qui link per informazioni e prenotazioni.
Il percorso espositivo intreccia la dimensione storica con quella umana, concentrandosi sulle vicende di tre famiglie – Eugenio e Silvia Colorni, Carla e Rinaldo Levis, Sara e Stella Dana –, che restituiscono, nella varietà delle esperienze, il destino di quanti subirono la persecuzione e il difficile ritorno alla “normalità” nel dopoguerra, spesso segnato da una giustizia incompleta:
Sorella di Eugenio Colorni, intellettuale e traduttrice, fu colpita dalle leggi razziali del 1938 in quanto ebrea. Nel 1939 fu costretta all’autodenuncia dei propri immobili, che vennero in parte espropriati e incamerati dall’EGELI. Durante la guerra visse in clandestinità, separata dal marito e con le figlie nascoste in istituti religiosi, mentre i beni familiari venivano confiscati. Sopravvissuta alla persecuzione, nel dopoguerra rientrò in possesso delle proprietà solo nel 1946. La sua vicenda testimonia l’intreccio tra persecuzione personale, perdita dei beni e resistenza morale.
Filosofo e antifascista, fu tra gli ispiratori del Manifesto di Ventotene. Arrestato nel 1938 e confinato come oppositore del regime e come ebreo, subì anche la confisca dei beni familiari, denunciati a suo nome dalla sorella Silvia. Durante la clandestinità continuò l’attività politica nella Resistenza e nel federalismo europeo. Venne assassinato a Roma dalla Banda Koch nel 1944. La sottrazione dei beni accompagnò fino all’ultimo la repressione politica e razziale contro di lui.
Insegnante e intellettuale, fu espulsa dalla scuola nel 1938 per effetto delle leggi razziali. Costretta all’esilio con il marito e il figlio, lasciò in Italia la casa di famiglia, i cui beni vennero confiscati nel 1944. Arredi, libri e oggetti personali furono saccheggiati e redistribuiti a gerarchi fascisti, militari tedeschi e funzionari della RSI. Dopo la guerra riuscì a recuperare solo una parte dei beni. La sua storia mostra l’esproprio come strumento di annientamento civile.
Ufficiale degli Alpini e decorato in guerra, fu espulso dall’esercito nel 1938 perché ebreo, nonostante il passato di lealtà all’Italia. La sua famiglia fu costretta alla fuga, mentre l’abitazione milanese veniva svuotata e i beni sequestrati. Le sue divise, armi e oggetti personali divennero preda delle autorità fasciste e tedesche. La confisca colpì anche i molti ebrei che avevano servito lo Stato, rivelando la natura razziale della persecuzione.
Giovane ebrea italiana, figlia di commercianti ambulanti, fu arrestata nel 1943 mentre era ricoverata in ospedale. Deportata ad Auschwitz, venne uccisa all’arrivo nel febbraio 1944. I pochi beni familiari rimasti nella casa di via Casella furono confiscati quando lei era già morta. La sottrazione materiale si aggiunse allo sterminio fisico, cancellando ogni traccia della sua breve vita.
Unica sopravvissuta della famiglia Dana, Stella riuscì a salvarsi nascondendosi presso amici. Dopo la guerra tentò di recuperare i beni confiscati alla madre e alla sorella, ma si scontrò con ostacoli burocratici insormontabili. I mobili sequestrati dall’EGELI non le furono mai restituiti e vennero venduti all’asta nel 1958. La sua vicenda dimostra come la spoliazione proseguì anche nel dopoguerra, negando giustizia ai sopravvissuti.
L'Archivio Storico Intesa Sanpaolo e la Fondazione CDEC
Il rapporto di collaborazione tra Archivio Storico Intesa Sanpaolo e Fondazione CDEC (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea) si basa sulla comune volontà di contribuire a sviluppare sensibilmente la conoscenza storica delle vicende legate alla persecuzione subita dai cittadini ebrei in Italia fra il 1938 e il 1945 e di mantenere la memoria di questi eventi attraverso la valorizzazione delle straordinarie fonti primarie conservate nei rispettivi archivi.
Nel 2020 l’apertura alla pubblica fruizione del fondo EGELI (Ente di gestione e liquidazione immobiliare) e della mostra “Storie Restituite. I documenti della persecuzione antisemita nell’Archivio Storico di Intesa Sanpaolo” ha evidenziato i primi risultati di questa collaborazione, sfociata nel filmato "Vite interrotte. Due archivi raccontano”.
Nel 2021 la collaborazione si è consolidata attraverso il comune sostegno a una ricerca sulla comunità ebraica della città di Milano a partire dallo studio puntuale di tutti fascicoli del fondo EGELI relativi ai residenti nel capoluogo lombardo, analizzati e confrontati con i dati del censimento dei cittadini milanesi dell’agosto 1938, primo atto razzista e discriminatorio, formale su scala nazionale, compiuto dal regime fascista nei confronti di tutti gli ebrei, italiani e stranieri.
Questo progetto è sfociato nella mostra online dal titolo “Vite attraverso. Storie, documenti, voci di ebrei milanesi nel ‘900”, promossa da Archivio Storico Intesa Sanpaolo, Fondazione CDEC e ASP Golgi Redaelli nell'ambito delle attività della Rete MilanoAttraverso. La mostra ha ripercorso la vita di otto famiglie ebraiche milanesi che, in circostanze diverse, subirono la discriminazione delle leggi antiebraiche e, a partire dall'8 settembre 1943, la persecuzione nazi-fascista. La stretta collaborazione tra gli Archivi di Intesa Sanpaolo, della Fondazione CDEC e di ASP Golgi Redaelli, con il prezioso contributo di altre Istituzioni, ha permesso di integrare le singole fonti per ricostruire le storie di queste otto famiglie e raccontare come affrontarono il periodo della guerra.
Il lavoro di ricerca portato avanti nel 2025 dai ricercatori incaricati dall’Archivio Storico e dal CDEC ha consentito di predisporre sei nuove storie familiari – Pia Ravenna, RosaPisetzky, Tullio e Lidia Colombo, Giorgina Bellak, Vittorio Ottolenghi, Olga Stahl Bergmann – che saranno pubblicate in occasione della ricorrenza della Liberazione, il 25 aprile 2026, in concomitanza con il rilancio del nuovo sito di Vite Attraverso. L’80° anniversario della nascita della Repubblica sarà l’occasione per affrontare il tema della giustizia riparativa, del “fare i conti a metà” dell’Italia repubblicana nei confronti dei cittadini ebrei perseguitati dal regime fascista.
Archivi, memoria e tecnologie digitali per la storia della persecuzione ebraica
La collaborazione tra l’Archivio Storico, la Fondazione CDEC e il Memoriale della Shoah ha consentito ai diversi enti di realizzare nei propri spazi e, indipendentemente, laboratori didattici che hanno coinvolto le scuole cittadine per un approccio diretto alle fonti documentarie. Di sicuro interesse è stata la scelta del podcast come mezzo di trasmissione delle informazioni raccolte dagli studenti durante il laboratorio didattico dell’Archivio Storico dello scorso anno all’interno della rete di Museimpresa: quattro podcast dedicati ad altrettante storie, desunte dai fascicoli dell’Archivio Storico e della Fondazione CDEC, sono stati pubblicati su varie piattaforme, il laboratorio sarà ripetuto anche quest’anno con nuove classi e nuove storie.
L’Archivio Storico di Intesa Sanpaolo e la Fondazione CDEC condividono anche la convinzione nell’importanza della diffusione delle tecnologie innovative della rete applicate alla cultura e alla storia avendo da anni adottato i Linked Open Data per gestire, integrare, pubblicare online il proprio patrimonio storico. Grazie a questa tecnologia, i patrimoni informativi dei due archivi sono entrati “in contatto” e in relazione reciproca, creando un “ponte” e permettendo la creazione di un vasto corredo informativo.
Questa attività ha reso possibile ricostruire e raccontare le storie dei cittadini ebrei lombardi perseguitati, sottoposti alla requisizione dei beni e arrestati e detenuti nei campi di concentramento o in fuga durante il fascismo; ha permesso, inoltre, di scoprire le vicende legate alla restituzione dei beni, dagli immobili agli oggetti personali, e consente di affrontare, attraverso la disponibilità di fonti inedite, tematiche come quelle dei bombardamenti in città e dei danni di guerra.
L’Archivio Storico di Intesa Sanpaolo ha inoltre avviato le procedure di integrazione dei dati provenienti dalle carte del Fondo Egeli all’interno del portale realizzato dal Progetto EHRI dell’Unione Europea per la creazione di un ambiente per l’accesso a tutte le fonti d’archivio sul tema dell’Olocausto, conservate in Europa e non solo.
Dopo l’integrazione dei dati del Cdec, l’Archivio Storico di Intesa Sanpaolo e la Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura della Compagnia di San Paolo pubblicano in modalità integrata e sinergica i rispettivi dati d’archivio su questi temi, indagati e approfonditi attraverso l’utilizzo dei Linked Open Data.
Il progetto di integrazione dei dati del Cdec, dell’Archivio Storico di Intesa Sanpaolo e della Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura della Compagnia di San Paolo è stato ampliato con la pubblicazione nel dataset dell’Archivio Storico Intesa Sanpaolo dei dati relativi alle denunce di beni ebraici (conti correnti, cassette di sicurezza, azioni, titoli), inviate dalle filiali e sedi della Banca Commerciale Italiana nel 1944 a seguito della normativa fascista e conservate all’interno dell’Archivio della BCI.
Intesa Sanpaolo è inoltre socio sostenitore del Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah MEIS che ogni anno riserva numerose iniziative di alto valore socioculturale e di sensibilizzazione, molte delle quali riservate alle scuole.
Un concerto per ricordare la Shoah
In occasione del XXVI Giorno della Memoria, anche quest’anno Intesa Sanpaolo ha confermato il sostegno al Concerto celebrativo al Conservatorio G. Verdi, intitolato “Omaggio alla musica Klezmer”, diretto da Alberto Serrapiglio con l'Ensemble di World Music del Conservatorio.
Come di consueto, il concerto è promosso dal Conservatorio di Milano in collaborazione con l’Associazione Figli della Shoah, Comunità Ebraica di Milano, Fondazione Memoriale della Shoah di Milano, Fondazione CDEC-Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea e con il patrocinio di Regione Lombardia, Comune di Milano e Unione comunità ebraiche italiane e in collaborazione con la Fondazione Corriere della Sera.
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Data ultimo aggiornamento 27 gennaio 2026 alle ore 14:31:17