Mercati, Europa e capitale paziente: l'intervista di Tommaso Corcos a Class CNBC
7 luglio 2026
Nel primo semestre 2026 i mercati hanno proseguito la loro corsa, anche in un contesto segnato da instabilità geopolitica e competizione globale. Intervistato da Andrea Cabrini, Direttore di Class CNBC, Tommaso Corcos, Responsabile Wealth Management Divisions di Intesa Sanpaolo, ha descritto uno scenario “duale”: da un lato la contrapposizione tra Stati Uniti e Cina, la frammentazione politica e le guerre per procura; dall’altro “un’accelerazione tecnologica mai vista”, legata all’intelligenza artificiale, alla robotica e ai nuovi investimenti delle imprese.
Secondo Corcos, la crescita dei mercati non riflette solo euforia. “Questa accelerazione che c’è stata negli utili ha fatto sì che il price earning, cioè i multipli con i quali trattano le Borse, in realtà non sia salito”. Per questo, pur con prudenza sul timing dopo la corsa dei listini, la view resta costruttiva: “Siamo ancora, ovviamente, cauti da un punto di vista del timing, per l’overstretch e per la corsa che c’è stata, però pensiamo che la crescita degli utili ci sarà ancora e ci sarà in maniera significativa”.
Europa, liquidità e capitale paziente
Nel confronto tra Stati Uniti, Cina ed Europa, Corcos ha indicato nel risparmio inutilizzato una delle grandi leve ancora da attivare. “L’Europa è un po’ un paradosso”, ha spiegato, perché dispone delle risorse per sostenere transizione energetica, difesa e innovazione, ma una quota rilevante resta ferma in strumenti a bassissimo rendimento.
Il riferimento è ai circa €10.000 miliardi detenuti in conto corrente, liquidità o strumenti a brevissimo termine. “Quello che manca in Europa — lo abbiamo visto in tante situazioni — non è l’innovazione, perché l’innovazione c’è. Quello che manca è il capitale paziente”.
Da qui il ruolo di fondi pensione, strumenti di investimento europei e soluzioni capaci di convogliare il risparmio verso l’economia reale. Per Corcos, anche l’industria del risparmio gestito ha una responsabilità diretta “Noi ci sentiamo assolutamente responsabili dell’allocazione dei prodotti in strumenti di risparmio gestito, a fronte di questa liquidità immensa tenuta nei conti correnti”.
Il ruolo della consulenza
La consulenza finanziaria emerge come uno dei fattori chiave per ridurre la quota di risparmio improduttivo. Corcos ha ricordato che la percentuale detenuta in liquidità e strumenti a breve termine può arrivare intorno al 30%, ma “quando c’è un banker che si affianca al cliente, questa percentuale scende al 10-12%”.
Il trend si riflette anche nei numeri, da inizio anno a maggio, Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking ha registrato €7,6 miliardi di raccolta netta, di cui €1,865 miliardi nel solo mese di maggio.
Per Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking, parte della Wealth Management Divisions, i risultati sono positivi sia in Italia sia all’estero, con Lussemburgo e Svizzera. Corcos ha sottolineato anche il contributo delle reti integrate nel tempo: l’ingresso nel mondo Fideuram – ISPB ha consentito di beneficiare di “un’offerta di prodotti ancora più ricca” e di una cultura basata sul “grande rispetto nei confronti delle reti che abbiamo integrato”.
Integrazioni e modello di crescita
Sul tema delle integrazioni, anche alla luce dell’OPAS su Monte dei Paschi di Siena, Corcos ha evidenziato un approccio fondato su apprendimento e contaminazione. “C’è sempre da imparare dalle integrazioni, dalle contaminazioni con culture diverse e con modi di lavorare diversi”, ha detto.
In questo quadro, ha riconosciuto il contributo di banker e professionisti provenienti da altre esperienze nell’accelerare il modello di lavoro integrato tra private banking, investment banking e Banca dei Territori.
Per Corcos, far parte della Wealth Management Division significa entrare in “un mondo che sta crescendo a ritmi importanti” e che rappresenta “un motore di crescita fondamentale” per il Gruppo. Ha poi richiamato i numeri citati dall’amministratore delegato Carlo Messina: €2.000 miliardi.
Clienti, tecnologia e cybersecurity
Guardando al consolidamento del sistema bancario europeo, Corcos ha respinto l’idea che i clienti possano perdere valore dalle integrazioni: “Mi permetta di dissentire totalmente: il cliente guadagnerà da questa integrazione”.
Il motivo è legato anche alla necessità di investire sempre di più in tecnologia, servizio e sicurezza. In un contesto in cui gli attacchi cyber sono sempre più sofisticati, la dimensione consente di investire in protezione, tecnologia e qualità del servizio.
Alla domanda sui tempi di integrazione e sulla capacità di esecuzione, Corcos ha risposto richiamando “la capacità di execution” del Gruppo, la velocità nell'integrare piattaforme e operatori bancari, e un metodo basato su “rispetto totale” e “accettazione delle contaminazioni”.
Rivedi l’intervista, realizzata venerdì 3 luglio 2026
Data ultimo aggiornamento 7 luglio 2026 alle ore 11:40:35