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Mercato italiano: nel 3Q23 ancora un rallentamento nelle ‘sorprese positive’

Mercato italiano: nel 3Q23 ancora un rallentamento nelle ‘sorprese positive’

La stagione dei risultati del 3° trimestre ha visto un’ulteriore frenata in termini di sorprese positive, dopo il forte rallentamento già osservato lo scorso trimestre: gli annunci ‘Above expectations’ sono scesi al 37% (vs. 41% lo scorso trimestre) registrando un nuovo minimo, 52% sono stati In linea e 11% al di sotto delle attese, nel nostro campione di preview composto da 89 società.

Sono stati ancora una volta i settori Non-Finanziari a guidare il rallentamento: solamente il 30% degli annunci tra i Non-Finanziari ha battuto le nostre attese, in ulteriore peggioramento rispetto allo scorso trimestre quando furono il 35%. Il trimestre ha visto volumi in calo, a fronte di una domanda interna più debole, riduzione delle scorte, e fattore cambio negativo; tra i driver positivi, registriamo un pricing ancora favorevole, e stabilità nei livelli di indebitamento.

I Beni di Lusso hanno riportato risultati in linea con le attese, con il segmento retail penalizzato dalle temperature elevate, ed il fattore cambio negativo; i Beni di Consumo hanno visto un calo dei volumi, una riduzione delle scorte ed una minore leva operativa, compensata da efficienze di costo.

ll settore Auto ha beneficiato di prezzi in aumento, con volumi in via di normalizzazione, con impatto negativo del fattore cambio. Nelle Costruzioni, gli aumenti di prezzo hanno compensato minori volumi di vendita. Tra gli Industriali abbiamo registrato un pricing positivo, che ha bilanciato volumi in lieve calo, con minore leva operativa. Il Farmaceutico ha visto un minor assorbimento dei costi fissi, a fronte di una crescita organica positiva.

Il settore Oil & Gas ha visto prezzi dell’energia in leggero miglioramento ed una buona generazione di cassa. Tra le Utilities abbiamo registrato un recupero nella generazione di energia, e migliori prezzi nella distribuzione, ed un miglioramento della generazione di cassa. Le Telecomunicazioni hanno riportato un miglioramento nel Fisso, ma anche un maggiore indebitamento; il settore torri ha beneficiato degli adeguamenti tariffari e efficientamento dei costi di affitto.

I Finanziari hanno ancora beneficiato del margine d’interesse, anche se la sua crescita sta perdendo slancio, e di un minore costo del rischio, che hanno più che compensato ricavi da commissioni più deboli. I risultati del 3° trimestre sono stati leggermente migliori dello scorso trimestre in termini di sorprese positive.

Le Banche sono state ancora una volta sostenute dalla crescita del margine d’interesse, dal minore costo del rischio, ed efficienze di costo, che hanno più che compensato ricavi da commissioni in calo, con una buona generazione di capitale. Il Risparmio gestito ha registrato solidi ricavi finanziari e minori costi, a fronte di commissioni di gestione a luci ed ombre. Le Assicurazioni hanno riportato un migliore andamento tecnico nel ramo Danni, una minore tassazione, e livelli di capitalizzazione in linea con le attese.

Le guidance sul fine esercizio 2023 sono state nel complesso rassicuranti (46% migliorate, 41% confermate, nel nostro campione), ma gli investitori sono ormai guidati principalmente dall’outlook 2024, che ci sembra ancora incerto. I Non-Finanziari cercheranno di proteggere i margini con strategie di ‘value over volumes’, (nb. “che privilegiano la redditività rispetto ai volumi di vendita”) in un contesto di domanda più debole e minore pricing power. Per i Finanziari, il margine d’interesse dovrebbe raggiungere un picco ciclico, con ricavi da commissioni ancora sottotono.

Scarica la Nota sul Mercato Italia di Giampaolo Trasi, Head of Equity and Credit Research Intesa Sanpaolo

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