Distretti agroalimentari, nel 2025 export record a €29,9 miliardi
Quasi €30 miliardi di export e un nuovo record storico per i distretti agroalimentari italiani. Nel 2025 le esportazioni hanno raggiunto quota €29,9 miliardi, in crescita del 4,1% rispetto all'anno precedente.
È quanto emerge dal nuovo Monitor dei Distretti Agroalimentari del Research Department di Intesa Sanpaolo, che evidenzia la capacità delle filiere territoriali italiane di continuare a crescere sui mercati internazionali nonostante un contesto caratterizzato da tensioni geopolitiche, dazi e rallentamento di alcuni mercati strategici.
I distretti rappresentano circa il 42% dell'intero export agroalimentare italiano, confermando il ruolo centrale delle specializzazioni produttive territoriali nella competitività del Made in Italy. La crescita registrata nel 2025 evidenzia inoltre la capacità delle imprese di presidiare le fasce a maggiore valore aggiunto dei mercati globali, facendo leva su qualità, innovazione e riconoscibilità delle produzioni italiane.
Agricoltura, lattiero-caseario e caffè guidano la crescita
L'espansione dell'export è stata sostenuta da diverse filiere che hanno registrato risultati particolarmente positivi sui mercati internazionali.
- Filiera agricola: +12,3%, con oltre €500 milioni di export aggiuntivo. Spiccano l'Ortofrutta romagnola (+17,4%), le Mele dell'Alto Adige (+14,6%), la Nocciola e frutta piemontese (+28%) e l'Ortofrutta di Catania (+18,3%)
- Lattiero-caseario: +13,5%, pari a €346 milioni in più sui mercati esteri, grazie soprattutto alle performance dei distretti del Lattiero-caseario della Lombardia sud-orientale (+16,6%), di Reggio Emilia (+19,6%) e della Mozzarella di bufala campana (+12,7%)
- Caffè: +20,2%, con €324 milioni aggiuntivi, trainato dal distretto del Caffè, confetterie e cioccolato torinese (+24,5%)
- Pasta e dolci: +6,1%, per oltre €318 milioni di crescita, con il contributo dei Dolci di Alba e Cuneo (+13,7%)
- Carni e salumi: +9,3%, con €252 milioni in più, sostenuti dalle performance dei Salumi del modenese (+14,9%), di Parma (+8,3%) e delle Carni e salumi di Cremona e Mantova (+11,2%).
Vino e olio risentono del rallentamento di alcuni mercati
Accanto alle performance positive, alcune filiere hanno registrato un andamento più debole. Il comparto dell'olio ha chiuso il 2025 con una flessione del 21,6%, dopo il forte incremento dell'anno precedente, in un contesto caratterizzato dal raffreddamento dei prezzi internazionali. Anche la filiera vitivinicola ha registrato un lieve calo (-1,7%), penalizzata soprattutto dalla minore domanda proveniente dagli Stati Uniti per alcune delle principali denominazioni italiane.
Si tratta di dinamiche che evidenziano come l'evoluzione dei consumi, dei prezzi e delle politiche commerciali continui a influenzare in modo significativo alcune produzioni simbolo dell'agroalimentare italiano.
Germania primo mercato, frenano gli Stati Uniti
La Germania si conferma il principale partner commerciale dei distretti agroalimentari italiani, con esportazioni in crescita del 4%. Seguono gli Stati Uniti e la Francia, che completano il podio dei principali mercati di destinazione.
Il mercato statunitense continua a rappresentare uno sbocco fondamentale per il settore, assorbendo l'11,6% delle esportazioni complessive dei distretti agroalimentari. Nel corso del 2025, tuttavia, le vendite verso gli USA hanno registrato una contrazione del 7,1%, influenzata dall'introduzione di nuovi dazi su alcune produzioni agroalimentari.
Un elemento di resilienza emerge dalla limitata esposizione verso i Paesi del Medio Oriente direttamente coinvolti nelle recenti tensioni geopolitiche, che rappresentano appena l'1,8% dell'export complessivo dei distretti agroalimentari. Parallelamente, si rafforzano le esportazioni verso numerosi mercati europei ed emergenti, a testimonianza della crescente capacità delle imprese italiane di diversificare i propri sbocchi commerciali.
Un patrimonio strategico per la crescita del Paese
Il nuovo record raggiunto dai distretti agroalimentari conferma il ruolo centrale delle filiere territoriali nello sviluppo economico italiano. Qualità delle produzioni, innovazione, competenze e forte radicamento locale continuano a rappresentare fattori distintivi che consentono alle imprese di affrontare con successo scenari internazionali sempre più complessi.
In un contesto caratterizzato da trasformazioni geopolitiche, cambiamenti nei consumi e crescente competizione globale, sostenere gli investimenti, l'innovazione e l'internazionalizzazione delle imprese sarà essenziale per consolidare il contributo dell'agroalimentare alla competitività, all'occupazione e alla crescita del sistema Paese.
Data ultimo aggiornamento 12 giugno 2026 alle ore 10:23:40