Manifattura italiana: investimenti ed export sostengono la crescita
Il fatturato della manifattura italiana cresce del 2,3% nei primi quattro mesi del 2026 e mantiene un segno positivo (+1,1%) anche al netto dell'aumento dei prezzi. In uno scenario caratterizzato da tensioni geopolitiche, rincari energetici e difficoltà negli approvvigionamenti, l'industria italiana conferma livelli di attività elevati, sostenuta dalla ripresa degli investimenti, dalla crescita della produzione e da un export più dinamico delle attese.
È quanto emerge dalla Newsletter di luglio 2026 dell'Analisi dei Settori Industriali (ASI), realizzata dal Research Department di Intesa Sanpaolo in collaborazione con Prometeia.
Una crescita che va oltre l'effetto inflazione
L'aumento del fatturato è stato favorito anche dalla risalita dei prezzi alla produzione (+1,4% nei primi cinque mesi dell'anno), alimentata dai maggiori costi sostenuti dalle imprese lungo le filiere. Il dato più significativo, tuttavia, è che il giro d'affari cresce anche a prezzi costanti (+1,1%), segnale che la manifattura continua ad aumentare la propria attività reale e non soltanto il valore nominale della produzione.
I numeri che raccontano la tenuta dell'industria
- +2,3% il fatturato manifatturiero: la crescita è sostenuta sia dal mercato interno (+2,4%) sia da quello estero (+2,1%), confermando una domanda ancora dinamica.
- +1,1% il fatturato a prezzi costanti: depurando il dato dall'inflazione, emerge una crescita reale dell'attività industriale.
- +1,4% la produzione industriale: tra marzo e maggio l'Italia registra una performance in linea con la Francia e nettamente migliore della Germania (-3,4%), che continua a frenare le filiere europee.
- +5,5% gli investimenti in macchinari: le imprese accelerano il rinnovo degli impianti grazie agli incentivi, al PNRR e alla doppia transizione digitale ed energetica.
- +3,1% l'export manifatturiero: le vendite all'estero continuano a crescere nonostante euro forte, concorrenza cinese e nuove tensioni commerciali.
Investimenti e innovazione guidano la trasformazione industriale
I comparti più dinamici sono quelli che stanno beneficiando maggiormente della ripartenza degli investimenti produttivi. Elettrotecnica (+7,7%), Meccanica (+5,1%) ed Elettronica (+4,5%) guidano la classifica dei settori con le migliori performance, sostenuti dalla crescente domanda di tecnologie per la transizione energetica e digitale, dagli incentivi agli investimenti e dall'avanzamento dei progetti del PNRR. Positivi anche Farmaceutica, Metallurgia e il recupero del comparto degli autoveicoli, mentre i produttori di beni di consumo continuano a risentire della debolezza della domanda delle famiglie.
Gli Stati Uniti diventano il primo mercato dell'export italiano
Il commercio estero continua a rappresentare uno dei principali motori della manifattura italiana. Nei primi quattro mesi del 2026 le esportazioni di beni manufatti crescono del 3,1% a valori correnti (+2,2% a prezzi costanti), trainate dalla Farmaceutica, dai settori legati alla transizione e dalla filiera dei metalli preziosi. Un dato particolarmente significativo è che, a un anno dall'inasprimento dei dazi, gli Stati Uniti superano la Germania come principale destinazione dell'export manifatturiero italiano, confermando la capacità delle imprese italiane di mantenere competitività anche in uno scenario internazionale più complesso.
Uno scenario ancora ricco di incognite
Le prospettive restano influenzate dall'elevata incertezza internazionale. Tra i principali fattori di rischio figurano la normalizzazione dei flussi attraverso lo Stretto di Hormuz, l'evoluzione delle tensioni geopolitiche e il possibile trasferimento dei rincari energetici e delle materie prime lungo le filiere produttive, con effetti su margini, consumi e investimenti. A mitigare questi rischi potrebbero contribuire il piano infrastrutturale tedesco, i programmi europei per la difesa e il nuovo pacchetto dedicato alla sovranità tecnologica.
Solidità finanziaria, la leva per la competitività futura
L'analisi evidenzia infine come le imprese italiane possano contare su una maggiore patrimonializzazione, una buona capacità di generare cassa e livelli di liquidità superiori rispetto ai principali concorrenti europei. Si tratta di risorse che possono sostenere nuovi investimenti, accelerare la trasformazione digitale e favorire una più ampia diffusione dell'intelligenza artificiale nei processi produttivi. In un contesto internazionale destinato a rimanere incerto, la capacità di trasformare solidità finanziaria, innovazione e investimenti in maggiore produttività sarà uno degli elementi decisivi per rafforzare la competitività della manifattura italiana e sostenere la crescita del sistema Paese.
Scarica la Sintesi del Rapporto ASI - luglio 2026
Data ultimo aggiornamento 28 luglio 2026 alle ore 13:36:25