Il Sud cresce più dell’Italia e rafforza la sua base produttiva
Tra il 2019 e il 2025 il Pil del Mezzogiorno è cresciuto dell’8,6%, contro il 6,5% dell’Italia. Un risultato sostenuto dagli investimenti, dalla manifattura e dall’export, che segnala un progressivo rafforzamento della struttura produttiva del Sud.
È quanto emerge dall’analisi di SRM – Studi e Ricerche per il Mezzogiorno contenuta nel rapporto Un Sud che innova e produce 2026. Il quadro resta caratterizzato da divari strutturali, ma mostra una maggiore solidità della base industriale, una buona presenza sui mercati esteri e un ecosistema dell’innovazione in evoluzione.
Manifattura ed export sostengono la crescita
Nel Mezzogiorno operano oltre 91 mila imprese manifatturiere, con circa 552 mila occupati. Tra il 2019 e il 2023 il valore generato dal settore è cresciuto del 5,1%, rispetto all’1,9% nazionale.
Forte anche l’integrazione con il resto del Paese: per ogni 100 € di domanda manifatturiera generata in una regione meridionale si attivano €102,19 di valore aggiunto a livello nazionale, più della media italiana.
Sul fronte internazionale, nel 2025 l’export manifatturiero ha raggiunto €59,4 miliardi. Pur in calo del 2,1% nell’ultimo anno, rispetto al 2019 è cresciuto del 45,4%, contro il +32,5% dell’Italia.
Cinque filiere al centro della specializzazione
Alimentare, abbigliamento-moda, aerospazio, automotive e farmaceutica generano insieme il 43,9% del valore aggiunto manifatturiero meridionale e il 51,6% dell’export del settore, quote superiori alla media italiana.
Nel 2025 le esportazioni di queste filiere sono aumentate del 2,5%, nonostante il calo complessivo della manifattura meridionale. Farmaceutico e alimentare mantengono un andamento positivo, mentre l’aerospazio registra un forte recupero; più debole l’automotive.
Innovazione e digitale avanzano
A fine 2025 il Sud conta 3.332 startup innovative, il 28,2% del totale italiano, e 738 PMI innovative. Rispetto al 2018 sono cresciute rispettivamente del 39,5% e del 312,3%.
Resta invece un divario nell’utilizzo delle tecnologie più avanzate. L’Intelligenza Artificiale è adottata dal 12,2% delle imprese meridionali, contro il 16,4% nazionale, ma la sua diffusione è quasi raddoppiata nell’ultimo anno.
Campania e Puglia, specializzazioni e filiere comuni
Campania e Puglia rappresentano insieme circa €232 miliardi di Pil e oltre 831 mila imprese. Particolarmente forte è la presenza delle cinque filiere strategiche, che generano circa la metà del valore aggiunto manifatturiero di entrambe le regioni, contro il 30,9% della media italiana.
Le due economie sono inoltre strettamente collegate alle filiere nazionali: il Centro-Nord assorbe il 78% delle loro esportazioni interregionali, confermando la forte integrazione produttiva tra le diverse aree del Paese.
Consolidare la crescita
Restano margini di miglioramento nella dimensione delle imprese, negli investimenti in innovazione, nella digitalizzazione e nella capacità di trattenere sul territorio il valore generato.
Rafforzare filiere, investimenti e competenze può contribuire a consolidare la crescita degli ultimi anni e ad aumentare il contributo del Mezzogiorno alla competitività del sistema produttivo italiano.
Data ultimo aggiornamento 2 settembre 2026 alle ore 10:13:48