Mezzogiorno e manifattura: crescita e nuove traiettorie di sviluppo
Il Mezzogiorno cresce più del resto del Paese e cambia struttura produttiva.
È da qui che parte il Rapporto SRM “Competenze, Connessioni e Competitività. Le tre dimensioni di sviluppo per le filiere manifatturiere del Mezzogiorno”, che analizza le trasformazioni in atto nella manifattura meridionale nel contesto dei nuovi equilibri geoeconomici.
Il Mezzogiorno che emerge non è più soltanto un’area in ritardo, ma un sistema produttivo che cresce, investe e si integra nelle filiere globali, pur restando segnato da fragilità strutturali.
Tra il 2019 e il 2025 il PIL del Sud è cresciuto dell’8,6%, più della media nazionale, mentre la manifattura ha registrato una dinamica superiore alla media italiana.
Un cambio di passo che non colma i divari, ma segna una direzione più solida e riconoscibile.
I dati della trasformazione
La fase attuale si fonda su alcuni elementi chiave che indicano un rafforzamento del tessuto produttivo.
- Manifattura: +5,1% tra 2019 e 2023
- Investimenti: il 65% delle imprese ha investito
- Innovazione: il 40% degli investimenti è innovativo
- Prospettive: il 58% investirà entro il 2027.
Questi dati descrivono un sistema più attivo, che sta reagendo alle trasformazioni del contesto economico.
Filiere forti e crescita selettiva
La crescita del Mezzogiorno non è omogenea, ma si concentra su alcune specializzazioni produttive. Le filiere 4A+Pharma rappresentano il nucleo più dinamico, con circa il 44% del valore aggiunto manifatturiero e oltre la metà dell’export.
In particolare:
- il farmaceutico e l’agroalimentare trainano le performance
- altri comparti mostrano andamenti più discontinui.
Si tratta quindi di uno sviluppo selettivo, basato su filiere che stanno consolidando il proprio posizionamento competitivo.
Un sistema sempre più connesso e strategico
Accanto alla crescita produttiva, emerge una maggiore integrazione nelle reti economiche:
- 43% delle imprese esporta
- 31,7% ha fornitori esteri
- per ogni euro di scambi con l’estero si attivano €1,17 di interscambi interni.
Il Mezzogiorno è quindi pienamente dentro le filiere nazionali e globali, anche se resta aperta la sfida di trattenere una quota maggiore di valore generato.
A questo si aggiunge una dimensione sempre più rilevante: il Sud si configura come piattaforma produttiva e logistica strategica nel Mediterraneo, anche grazie al ruolo dei porti e alla centralità nei traffici energetici e commerciali.
Le leve per consolidare la crescita
Il cambiamento è avviato, ma per diventare strutturale deve poggiare su tre direttrici:
- Competenze: il 52% delle imprese segnala difficoltà nel reperire personale qualificato, segno di un nodo ancora aperto
- Connessioni: rafforzare qualità e ruolo nelle filiere produttive e logistiche
- Competitività: trasformare investimenti e innovazione in valore stabile e diffuso.
Una traiettoria da consolidare
Il Mezzogiorno che emerge è un sistema in evoluzione, in cui convivono limiti storici e segnali concreti di rafforzamento. La crescita non è ancora diffusa, ma è reale e sostenuta da filiere, investimenti e apertura internazionale.
Perché questa dinamica diventi strutturale, il ruolo delle politiche sarà decisivo. Strumenti come il PNRR, la ZES Unica e la nuova programmazione europea possono sostenere il rafforzamento delle filiere e degli ecosistemi innovativi. La sfida è nella capacità di garantire continuità, coordinamento e visione strategica, per trasformare i segnali positivi in uno sviluppo stabile, diffuso e duraturo.
Data ultimo aggiornamento 17 aprile 2026 alle ore 11:17:56