Casa, affitti e lavoro: il nodo della competitività urbana
In Italia il disagio abitativo non riguarda più soltanto le fasce più fragili della popolazione. Crescono infatti le difficoltà della cosiddetta “fascia grigia”: famiglie che non rientrano nei criteri dell’edilizia residenziale pubblica ma che, allo stesso tempo, faticano sempre più a sostenere i costi del mercato privato.
L’accesso alla casa non rappresenta più solo una questione sociale, ma sta diventando anche un fattore economico strategico. La carenza di abitazioni accessibili alimenta le disuguaglianze nel mercato del lavoro, limita la mobilità delle persone e riduce la capacità delle città di attrarre competenze e nuovi lavoratori.
È quanto emerge dal nuovo Finanza Locale Monitor del Research Department di Intesa Sanpaolo, che analizza l’evoluzione del mercato immobiliare, dell’edilizia residenziale pubblica (ERP) e del social housing in Italia.
La domanda di abitazioni accessibili continua a crescere soprattutto nei grandi centri urbani, mentre l’offerta resta insufficiente e spesso non adeguata ai nuovi bisogni sociali. Nel 2023 la grave deprivazione abitativa ha coinvolto il 5,8% delle famiglie italiane, un livello superiore alla media dell’area euro. Parallelamente, il peso degli affitti continua a gravare soprattutto sui nuclei più vulnerabili, con i single a basso reddito che arrivano a destinare quasi metà delle proprie entrate al canone di locazione.
Le città attrattive pagano il prezzo più alto
L’analisi evidenzia un forte squilibrio territoriale. Le opportunità di studio e lavoro si concentrano nelle aree urbane più dinamiche, dove però l’offerta abitativa è sempre più limitata. A fronte di quasi 9,6 milioni di abitazioni non occupate censite in Italia, le case disponibili risultano infatti prevalentemente localizzate nelle aree periferiche o soggette a spopolamento, lontano dai principali poli economici.
Nei grandi centri, invece, la pressione sugli affitti continua ad aumentare. Milano, Bologna, Firenze e Roma mostrano livelli particolarmente elevati di tensione abitativa, con un mercato della locazione sempre più selettivo e costoso. Una dinamica che si riflette anche sul mercato del lavoro: le imprese incontrano crescenti difficoltà nel reperire personale, soprattutto nei servizi turistici, nella sanità, nelle costruzioni e nell’agricoltura.
ERP e social housing: domanda ancora elevata
Come emerge dallo studio, l’offerta di edilizia residenziale pubblica si è progressivamente ridotta negli ultimi anni. La quota di abitazioni a canone calmierato sul totale dello stock abitativo è scesa dal 4,2% del 2010 al 2,4% del 2022, mentre gran parte del patrimonio esistente risulta datato e spesso bisognoso di interventi di manutenzione.
Allo stesso tempo resta elevata la domanda inevasa di case popolari e cresce l’attenzione verso il social housing, pensato per intercettare la cosiddetta “fascia grigia”: famiglie e lavoratori che non rientrano nei requisiti per l’ERP ma che faticano comunque a sostenere i canoni di mercato.
Dati chiave del rapporto
I numeri del Monitor evidenziano che il disagio abitativo non è più un fenomeno marginale, ma una dinamica strutturale che coinvolge famiglie, lavoratori e territori con intensità crescente:
- 5,8% la quota di famiglie italiane in grave deprivazione abitativa nel 2023
- 9,6 milioni le abitazioni non occupate censite in Italia
- 2,4% la quota di abitazioni a canone calmierato sul totale dello stock abitativo nel 2022
- oltre 319 mila le domande ERP inevase stimate a livello nazionale
- fino al 49% del reddito destinato all’affitto per i single a basso reddito.
La casa torna al centro delle politiche pubbliche
Negli ultimi mesi il tema dell’abitare è tornato con forza nelle agende istituzionali europee e nazionali. La Commissione Europea ha lanciato un Piano per gli alloggi accessibili, mentre il Governo italiano punta sul recupero degli immobili ERP inutilizzati e sul rilancio dell’edilizia sociale.
Il rapporto suggerisce che la questione abitativa non possa più essere considerata soltanto un tema sociale. La disponibilità di alloggi accessibili influenza direttamente produttività, attrattività urbana e sviluppo economico. Per questo, la capacità di integrare politiche abitative, investimenti territoriali e pianificazione urbana sarà sempre più centrale per sostenere crescita, occupazione e coesione sociale nel Paese.
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Data ultimo aggiornamento 3 giugno 2026 alle ore 12:05:14