Turismo archeologico subacqueo: il mare che genera valore
Oltre 1.200 siti e relitti sommersi, una domanda internazionale in crescita e un patrimonio culturale unico al mondo. Il mare italiano custodisce una risorsa ancora poco conosciuta ma capace di generare sviluppo economico, innovazione e nuova attrattività turistica. È quanto emerge dal rapporto di SRM "Turismo Archeologico Subacqueo. Cultura e Archeologia per un turismo sostenibile di qualità", presentato nell'ambito dell'VIII Convegno Nazionale di Archeologia Subacquea.
L'Italia dispone di un patrimonio sommerso straordinario: relitti, città sommerse, porti antichi e parchi archeologici subacquei che raccontano secoli di storia del Mediterraneo. Una ricchezza che può contribuire a diversificare l'offerta turistica, valorizzare le comunità costiere e favorire una crescita più sostenibile del settore.
Alcuni dati del rapporto:
- oltre 202.000 relitti censiti nel mondo, di cui 15.641 nel Mediterraneo
- tra 1.200 e 1.300 siti e relitti sommersi in Italia
- circa 40 milioni di subacquei certificati nel mondo
- una spesa media superiore a €1.000 per soggiorno per il turista subacqueo
- un potenziale impatto economico aggiuntivo fino a €1,6 miliardi di valore aggiunto, di cui €340 milioni nel Mezzogiorno.
Un turismo che unisce cultura, ambiente e innovazione
Il turismo archeologico subacqueo si distingue per la capacità di integrare tutela del patrimonio culturale, salvaguardia dell'ambiente marino e sviluppo economico locale. A differenza delle forme tradizionali di turismo balneare, favorisce una fruizione controllata e sostenibile dei luoghi, contribuendo alla destagionalizzazione dei flussi e alla valorizzazione di aree costiere meno conosciute.
La tecnologia rappresenta uno dei principali fattori abilitanti. Realtà aumentata, ricostruzioni tridimensionali, tour virtuali e strumenti digitali immersivi consentono oggi di esplorare il patrimonio sommerso anche senza immergersi fisicamente, ampliando il pubblico potenziale e rendendo l'esperienza più accessibile e inclusiva.
Una domanda orientata alla qualità
Lo studio evidenzia come il visitatore interessato a questo segmento sia generalmente un viaggiatore informato, curioso e attento alla sostenibilità. La permanenza media supera quella del turista tradizionale e cresce la disponibilità a scegliere operatori impegnati nella tutela ambientale. Un aspetto particolarmente interessante riguarda inoltre il collegamento con il silver tourism, segmento destinato ad assumere un peso crescente nei prossimi anni grazie all'invecchiamento della popolazione europea.
La sfida di costruire l'ecosistema del mare
Secondo SRM, il turismo archeologico subacqueo può diventare un tassello importante di un più ampio ecosistema del mare, capace di mettere in rete parchi sommersi, musei, aree marine protette, operatori turistici e comunità locali. L'obiettivo è trasformare il patrimonio sommerso in una risorsa stabile di crescita economica e culturale, generando occupazione qualificata e nuove opportunità per i territori costieri.
In questa prospettiva, investire in digitalizzazione, formazione e valorizzazione dei beni sommersi significa non soltanto ampliare l'offerta turistica italiana, ma anche rafforzare un modello di sviluppo che mette al centro sostenibilità, inclusione e innovazione. Una direzione che può contribuire a rendere il turismo più diversificato, destagionalizzato e diffuso, valorizzando il patrimonio culturale e ambientale del Paese e generando benefici duraturi per le comunità costiere.
Data ultimo aggiornamento 18 giugno 2026 alle ore 11:36:37