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Veneto, logistica e porti trainano le nuove supply chain globali

L'immagine che accompagna la news ritrae una vista sul bacino di Venezia e sull’isola di San Giorgio Maggiore, simbolo del ruolo strategico della laguna nei traffici marittimi e nelle rotte del Mediterraneo.

Il Veneto è sempre più centrale nelle trasformazioni della logistica e delle supply chain internazionali. E’ quanto emerge dalle analisi di SRM, centro studi che fa capo al Gruppo Intesa Sanpaolo, presentate durante il  convegno “Porti, interporti, corridoi. Venezia e l'alto Adriatico”

Il Veneto si distingue anzitutto per il livello di digitalizzazione delle imprese:

  • il 69% delle aziende venete si dichiara molto o completamente digitalizzato, contro una media complessiva del 53%
  • il 77% prevede di aumentare gli investimenti digitali nei prossimi cinque anni.

Questi dati confermano la crescente attenzione del sistema produttivo regionale verso innovazione tecnologica e competitività internazionale. Anche l’Intelligenza Artificiale entra stabilmente nelle strategie aziendali: il 51% delle imprese manifatturiere analizzate sta valutando o ha già introdotto strumenti di IA nei processi produttivi e logistici, con applicazioni che riguardano soprattutto marketing, supply chain e analisi predittiva.

Sul fronte logistico, Venezia consolida il proprio ruolo strategico soprattutto nelle importazioni via mare. Secondo la survey di SRM, il porto lagunare è indicato dal 43% delle imprese venete come principale scalo per le operazioni di import, confermandosi uno degli hub più rilevanti per l’approvvigionamento delle aziende regionali. Un risultato che rafforza la centralità del sistema portuale veneziano nei collegamenti con le grandi rotte commerciali internazionali e nelle supply chain del Nord Est.

Sul piano internazionale, gli Stati Uniti rappresentano il principale mercato extraeuropeo per le imprese venete, indicato dal 40% delle aziende esportatrici, mentre la Cina è il primo mercato di approvvigionamento, scelto dal 72% delle imprese regionali.

Le tensioni geopolitiche e il ritorno del protezionismo USA stanno però modificando gli equilibri delle supply chain. La survey di SRM mostra che il 52% delle imprese che esportano negli Stati Uniti ha registrato una riduzione dell’export a causa dei dazi e delle nuove politiche commerciali americane. In risposta, le aziende stanno puntando su maggiore efficienza produttiva, rafforzamento dei rapporti con i clienti esteri e revisione delle catene di fornitura.

Rimane invece ancora limitato il ricorso all’intermodalità ferro-gomma: solo l’11% delle imprese utilizza stabilmente soluzioni intermodali, nonostante la crescente attenzione verso sostenibilità e infrastrutture ferroviarie.

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